mercoledì 30 giugno 2021

Rai: caffè sospeso al bar di Via Prestinari

Foto di Engin Akyurt da Pixabay

                                                       Please, notate il cuoricino sulla tazza !!!

Adelante con juicio … tutto sembra procedere secondo quanto previsto: questa mattina si è svolto il Cda Rai ed è stata convocata l’Assemblea degli azionisti poi rinviata al 12 luglio. Subito dopo, si è riunita la capogruppo della Camera ed ha confermato per il 7 luglio, insieme al Senato, la votazione per i quattro nomi di loro competenza.

Dunque, tutto sembra andare nella direzione di avere un nuovo Cda entro la metà del mese. In questo caso, se così fosse, come detto, Bloggorai si va rinfrescare la capa in alta montagna, non prima di aver pagato laute scommesse per aver sostenuto l’ipotesi (solo l’ipotesi) che sarebbe stato difficile trovare il cosiddetto “accordo politico” tra i tanti soggetti interessati. 

Il primo tra questi è Draghi che si deve mettere d’accordo con se stesso: quale criterio dovrà adoperare per scegliere l’AD e il Presidente (che poi se la dovrà vedere nella jungla della Vigilanza)? Trovato il criterio (quale?) si dovrà lambiccare con se stesso e i suoi collaboratori tra quale nome scegliere tra quelli proposti dai presunti “cacciatori di teste”. Infine, si dovrà pure interrogare su quale mandato gli dovrà assegnare al capo Azienda del Servizio Pubblico: tagliare reti, posti, rimettere a posto i conti, fare investimenti? Boh! 

Dopo di che, la palla passa ai piedi dei partiti: quali partiti che dovrebbero nominare chi? Come vi è ben noto, la cronaca di queste ora ci racconta di un M5S sull’orlo del disfacimento che però conta ancora su una solidissima pattuglia parlamentare. Ripetiamo la domanda essenziale: è mai possibile che si possa fare un qualsivoglia “accordo politico” senza di loro? Ma, domanda complementare,  chi dovrà dialogare con chi: con Grillo, con Conte, con Crimi, con Di Maio, con Patuanelli, con Di Battista? Boh! Sarà mai possibile che il PD si trovi con un alleato sull’orlo di una crisi di nervi e possa decidere da solo per dare un placet ad un AD senza dover mettere in discussione accordi strategici a partire dalle prossime amministrative e poi all’elezione del Capo dello Stato? Andiamo avanti: il centro destra non sembra navigare in acque più tranquille: oggi abbiamo letto l’ennesima battuta sulla stracotta candidatura Agnes che accontenterebbe i “verdi- azzurri”… come … i “verdi-azzurri” ??? Lasciamo perdere.

Aggiungiamo una chicca: come è possibile raggiungere un “accordo politico” su questi temi quand’anche all’interno dello stesso Governo non si trova l’accordo per adempiere ad obblighi istituzionali non meno rilevanti in questo stesso ambito: alla vigilia della prossima tappa del refarming, il ministero competente, il MISE, non ha ancora provveduto a nominare il Direttore Generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali (DGSCERP) per non dire che sono passati oltre sei mesi dall’ultima riunione del famigerato tavolo Tv 4.0. Come si dice a Roma de che stamo a parlà??? In questa chiave si capisce come e perché pure a Viale Mazzini hanno perso la bussola dei rapporti con il MISE (vedi vicenda dello spot andato in onda sul bonus rottamazione Tv).

Magari le nostre pingui finanze andranno a rotoli a forza di pagare caffè, gelati, pranzi, cene e colazioni per la scommessa persa, ma teniamo il punto. A rigor di logica e buon senso, di accordi politici non se ne vedono fumi all’orizzonte. Poi, si sa, la politica è arte del possibile e dell’incognito e tutto potrà succedere nel volgere di pochi istanti. 

Se così fosse, care lettrici, cari lettori, mettete mano al portafoglio ..almeno lasciando un “caffè sospeso” al bar della gentile Signora Napoletana in Via Prestinari.

bloggorai@gmail.com

ps: dite pure che dopo passa Antonio, detto Totò

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