Il terreno sul quale siamo indotti a tornare sulla faccenda
Lavitola/Ranucci è molto fangoso, paludoso e scivoloso.
C’è una sola semplice domanda che in questi giorni si pone con
grande evidenza: Ranucci è vittima incolpevole di un grande complotto tipico e
caratteristico italiano (calderone di marciume composto da servizi deviati,
golpisti, fascisti, loggisti e criminalità organizzata etc ) oppure nel cadere nel trappolone ci ha
messo qualcosa di suo, seppure “ingenuamente” o “volutamente” per dovere/volere
utilizzare una “fonte” interessante? In altri termini, Ranucci è caduto nel
trappolone “a sua insaputa”?
Riposizioniamo alcuni punti fermi.
A: Lavitola è un personaggio noto alle cronache politiche e
giudiziarie da decenni.
B: Lavitola ha coltivato da sempre ambizioni e relazioni politiche
importanti (da Craxi a Berlusconi).
C: Lavitola è considerato una “fonte” primaria: il suo
ristorante è stato un crocevia di spioni, grembiulini, servizi deviati e giornalisti
affamati di “notizie” più o meno riservate.
D: coltivare e seguire con attenzione “fonti” equivoche,
pregiudicati, e implicate in sporche vicende può far parte del dovere
giornalistico d’inchiesta. Non è obbligatorio "essere molto amici"
E: Lavitola e Ranucci sono "molto amici"
F: indebolire Ranucci o screditare lui e la sua trasmissione
e il giornalismo d’inchiesta del Servizio Pubblico è un obiettivo della destra.
G: Ranucci in Rai era in “sofferenza” da tempo: taglio di budget,
riduzione di puntate e spostamento in altra giornata meno favorevole per dare
posto ad altri personaggi (esterni alla Rai) prontissimi a prendere il suo posto
qualora Ranucci non conducesse più Report.
H: le indagini finora hanno enfatizzato il mandante ma
brancolano nel buio per il movente.
Punto.
Ora si apre un capitolo interessante. A quanto sembra, Lavitola
(e forse non solo lui, oggi leggiamo dell’interesse di un “leader straniero”) era
intenzionato a sostenere una “discesa in campo” di Ranucci per le prossime elezioni
e stava commissionando sondaggi (Domani ora in edicola pubblica il testo) per
sondare il gradimento di un “giornalista Rai”. Il Corriere oggi titola: "Il sondaggio di Lavitola su Ranucci. Cosi' ha tentato di creare un partito".
Allora, passo indietro: correva l’anno 1983 e Jas Gawronski
si candidò per il partito repubblicano in Europa dove venne eletto. Lo segui
presto Alberto Michelini, direttore del Tg1, eletto nelle fila della DC. Dopo di
loro seguirono tanti nomi illustri: Antonio Tajani, Augusto Minzolini, David
Sassoli, Piero Badaloni, Lilli Gruber, Lucia Annunziata, Piero Marrazzo, Michele
Santoro, Sandro Ruotolo tanti altri ancora e buon ultimo Gennaro Sangiuliano. Dunque,
una nobile tradizione di volti televisivi Rai passati alla politica e non ci sarebbe nulla di strano o anomalo se pure Ranucci volesse seguire questo importante percorso. Anzi !!!
E seppure Ranucci ha detto e ribadito più volte e
chiaramente che non era e non è interessato il tema rimane e delle intenzioni
politiche di Lavitola e di quel sondaggio Ranucci ne era perfettamente a conoscenza.
Alla specifica domanda che oggi il Corriere gli ha posto, la risposta non è
stata molto persuasiva “Lavitola non aveva bisogno che lo scoraggiassi. Sapeva
bene che non mi sarei candidato”. E aggiunge, rispondendo ad altra domanda se
avesse subito un personaggio come Lavitola: “Non penso di averlo subito ma di averlo
governato”. Se così fosse la faccenda del sondaggio non sarebbe partita e Ranucci avrebbe potuto “governare” Lavitola renderla una iniziativa impraticabile che invece è stata parzialmente praticata con autorevoli pareri di colleghi giornalisti.
Ora la linea prevalente, l’atteggiamento diffuso è “prudenza”, “occorre fare chiarezza” oppure “vediamo le carte e attendiamo fiduciosi l’esito del lavoro degli inquirenti” oppure ancora “i fatti devono essere accertati dalla magistratura, non dai processi mediatici”. Tutto giusto, tutto vero, tutto condivisibile.
Attenzione però: potrebbe non essere un semplice “processo
mediatico” alla Garlasco (come l’ha definito ieri Mentana su La7) ma qualcosa
di più che richiede uno sforzo di comprensione politica superiore ed immediato
rispetto alla semplice “prudenza e attesa”.
Le elezioni 2027 sono dietro l’angolo e ribadiamo, forse, questa
la vera matrice del movente ancora misterioso. Non c’è molto tempo da perdere.
bloggorai@gmail.com
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