Un Popolo di Santi, di Eroi, di navigatori … ma anche di
truffati e di truffatori, di furbetti e cretinetti, di traditi e traditori, di
cornuti e mazziati, di raffinati intellettuali, professori senza concorso e grossolani trattoristi senza rimorso e così via trotterellando.
Ieri sera ci siamo trovati di fronte ad un dubbio televisivo atroce: indugiare ancora sul tema Garlasco su Rai Tre o approfondire e scandagliare la fenomenologia degli italici sentimenti con Temptation Island su Canale 5 (attenzione questa settimana in onda per tre serate consecutive)? Senza subbio alcuno: buona la seconda e via con i “Falò di confronto tra Soraya e Christian”. Si comprende meglio e di più rispetto ad un qualsiasi confronto tra un Calenda o un Vannacci di turno. Alla Rai tremano: non c’è partita e gli ascolti crollano ulteriormente.
Si tratta
di un prodotto editoriale che attrae i “giovani” e fidelizza ulteriormente i
telespettatori verso la rete Mediaset che già viaggia a gonfie vele. Non ci addentriamo
nel giudizio più o meno morale della trasmissione, non ci interessa il “contenuto”
quanto più il contenitore, non ci interessano i vari personaggi ma ciò che
rappresentano. E senza dubbio rappresentano molto, tanto, di questo Paese e, come
al solito, o lo capisci o sei fuori e poi sei costretto ad interrogarti perché
vince la Meloni e perché la Rai è sempre più una “televisione per vecchi”.
Andiamo alla “politica”. In questa settimana di file luglio, calda e stanca, sottotraccia si lavora per affilare le armi da utilizzare per la campagna elettorale imminente. Non si butta nulla e non si fanno prigionieri: va bene tutto, da Lavitola a Garlasco passando per gli scontri di Bologna e a quelli No Tav. Nel mentre e nel quando però, già da questa mattina, nelle Aule parlamentari si sentono rumori di battaglia: si inizia oggi a mezzogiorno, in VIII Commissione Senato dove si dibatte il testo unico per la riforma Rai sostenuto dal Governo. Nei giorni scorsi abbiamo letto che la maggioranza vorrebbe fare un colpo di mano e chiudere la faccenda per andare al voto in Aula a ottobre: a nostro giudizio è fantascienza. Per quanto abbiamo chiesto e abbiamo potuto sapere e capire, tutto troppo stretto, tutto troppo ingarbugliato e tutto poco praticabile per due buone ragioni: si richiedono “mediazioni” sia tra i due schieramenti sia all’interno degli stessi. Notoriamente Lega e Forza Italia non hanno esattamente lo stesso punto di vista e Giorgetti ne ha dato ampio segno recentemente anche se poi sembra aver fatto qualche passo indietro. Idem per la minoranza: il “campo largo” su questo tema non ha dato una buona lezione con emendamenti sfarfugliati e sconclusionati, privi di ogni ragionevole visione o progetto futuro praticabile e sostenibile per il Servizio Pubblico.
Comunque, semmai che il Governo fosse seriamente intenzionato a procedere a tappe forzate,
a colpi di maggioranza, ci si potrebbe trovare con un Testo al voto in Aula bene
che vada ad ottobre. Significherebbe applicare subito l’EMFA e procedere quindi
ad un nuovo Cda Rai proprio quando, aprile 2027, si dovrebbe iniziare il dibattito/trattativa
sulla Concessione. I tempi tecnici per mettere a terra la riforma sarebbero di mesi
e dunque significa trovarci a ridosso delle elezioni sia nel caso fossero anticipate
(aprile) sia nel caso fossero a ottobre. E quale partito di maggioranza e
opposizione si azzarderebbe a giocare una partita del genere prima di sapere
gli esiti del voto politico? Naaaaaaa… i consiglieri Rai possono stare sereni e
tranquilli e portarsi a casa i circa 4000 euro netti al mese e fare serenamente
comunicati del giorno dopo. Morale della favola: oggi sulla riforma Rai, come ha
scritto recentemente un autorevole giurista su questo tema, si tratta solo di “fumo
negli occhi per annebbiare Bruxelles ed evitare la procedura di infrazione, per
dire che … ci stiamo lavorando”.
E l’audizione di questa mattina peraltro, si colloca all’interno
e nel quadro di altri due importanti appuntamenti che segneranno il passo del prossimo
calendario politico: a palazzo Madama siamo alle ultime battute per la riforma
elettorale e, sempre al Senato, si andrà al voto sul testo di maggioranza sulla
giustizia e immigrazione. Due fronti aperti delicatissimi e di assoluto rilievo
che, giocoforza, mettono al partita Rai in Serie B.
Chiudiamo con una nota a margine. Ieri La Stampa ha
pubblicato un pezzo con grande evidenza con il titolo “C’era una volta RaiTre
ora è dietro a La7 e Italia Uno. Mediaset supera la Tv di Stato”. Al che, la Rai
ha replicato con con un Comunicato all’ANSA dove afferma che “Rai, 'siamo
leader dell'Auditel 2025-2026, Rai3 stabile davanti a La7 e Rete4. Sostanziale
stabilità ascolti della terza rete e solidità del suo modello editoriale”. Nel mentre che i consiglieri di opposizione studiano le carte e i numeri anche per valutare il possibile danno erariale su Rai Tre, noi cercheremo
di sapere capire meglio: non ci sono due verità, o uno dei due mente sapendo di
mentire oppure uno dei due gioca a “carta vince, carta perde”.
bloggorai@gmail.com
.jpeg)


.jpeg)

.jpeg)