Nel nostro bizzarro Paese avvengono spesso Fenomeni Politici
Mediatici di Tipo Sconosciuto, altrimenti conosciuti come “misteri”, catalogati
nella cartellina “complotti” e con soggetto “Mister X”.
Andiamo con ordine: Fenomeno n. 1. Nei giorni scorsi il
coro della stampa giurava in modo pressoché unanime che martedì 25 il triunvirato
Rai composto da Rossi-Ventura-Spadafora e saggiamente “ispirato” dal cosiddetto
Comitato Etico avrebbe emesso la sentenza contro Ranucci, definitiva,
inappellabile e segreta. Segreta manco per idea perché le “fonti” interne Rai
hanno fatto sapere per filo e per segno i presunti “capi di imputazione”
sollevati dal Comitato Etico, alcuni dei quali risalenti ad anni addietro. Fuffa
allo stato puro, il vuoto pneumatico che ha consentito a molti, il Corriere
in testa, di dedicare pagine intere alla vicenda. Non c’è uno straccio di prova
che Ranucci possa aver confezionato qualche servizio di Report su commissione di
Lavitola, non c’è alcun procedimento giudiziario in corso, non c’è nulla! Eppure,
quel pomeriggio di martedì molti, compreso Bloggorai, erano in attesa di un’Agenzia
che riportasse il verdetto del Triunvirato. Come potete bene immaginare, dopo
quasi 40 anni di frequentazioni dell’ambiente, anche Bloggorai ha qualche “fonte”
ancora attiva. Intorno alle 15 di martedì cominciano a girare messaggi e arriva
una telefonata: “Sono nel pallone … non sanno che fare, sono nel terrore di sbagliare
e da Palazzo Chigi non sono arrivati segnali”. Questo un punto chiave: i
partiti di governo, questo Cda Rai e i giornali che li sostengono non hanno una
exit strategy contro Ranucci proprio come Trump con l’Iran cioè hanno iniziato
una guerra che non sanno come terminare, consapevoli che potrebbero non vincere in pieno e si attaccano alla canna del gas pur di trovare argomenti per loro utili a sostenere la causa.
Sicché, alle 16.22 Dagospia lancia “LA RAI HA DECISO DI RIMUOVERE
SIGFRIDO RANUCCI DALLA CONDUZIONE DI “REPORT” – È LA POSIZIONE DELL'AD
GIAMPAOLO ROSSI, DOPO IL PARERE DEL COMITATO ETICO”. Apriti cielo! E qui inizia
il Fenomeno Politico Mediatico di Tipo Sconosciuto: la notizia di Dagospia avrebbe
fatto saltare il banco e il triunvirato avrebbe deciso di rinviare. Una “vulgata”
racconta di forte pressione di PD e M5S. Non ci sembra sostenibile. Ci sembra e
ci risulta invece un’altra vulgata: nelle fila avverse a Ranucci, qualcuno
comincia a temere un micidiale autogol: se non emergono prove concrete a carico
del conduttore ci potranno essere forti dolori di pancia, meglio attendere.
Morale del Fenomeno Politico Mediatico di Tipo Sconosciuto: è sufficiente un lancio
di Dagospia per far saltare il tavolo del Triunvirato. È sufficiente questo
per mostrare la loro fragilità: se avessero già deciso e se avessero argomenti
convincenti, come ampiamente strombazzato, lo avrebbero comunicato senza esitazione.
Punto.
Fenomeno n. 2. Come vi abbiamo scritto più volte nei giorni
scorsi, abbiamo osservato un Fenomeno Politico Mediatico di Tipo Sconosciuto
che negli ultimi giorni si sta accentuando il ruolo del Corriere della Sera. Mentre
gli altri principali quotidiani nazionali (La Repubblica e La Stampa e
tralasciamo gli altri che se ne occupano per conto del Governo), il Corriere brilla
per una sua luce propria e ieri ne ha dato una clamorosa prova provata. Dopo aver
dedicato ben due pagine (nemmeno una guerra in corso ha avuto tanto spazio), nella seconda
in basso a pag.15 è comparso un “articolo” con il titolo “Davanti casa senza assicurazione.
Il dettaglio su un’auto del giornalista” senza firma. Leggiamo attentamente
incuriositi da tanta attenzione sull’argomento e veniamo a scoprire che si
tratta di una “… questione che interessa Libero...” ovvero uno dei giornali
più attivi nella campagna anti Ranucci/Report. Ovvero, il Corriere si prende la
briga di riprendere e rilanciare con evidenza una “notizia” tratta da Libero. Fenomenale
e inspiegabile.
Fenomeno n. 3. Il tema soppressione del Canale 57
dove si trasmetteva Rai Scuola per far posto ad “Italiana” sovranista e governativa
è l’ennesima prova provata, la pistola fumante dello stato confusionale in cui versa
questo Cda tutto intero. Il Comunicato stampa diffuso dalla Rai nei giorni
scorsi cerca dimettere una pezza più piccola del buco che vorrebbe coprire: lo
spostamento di Rai Scuola su Rai Play è già in corso da tempo e non c’è nessuna
“evoluzione” come hanno scritto: vedi https://www.raiscuola.rai.it/
e dunque rimane solo l’intenzione
togliere Rai Scuola dalla diffusione lineare terrestre universale e
generalista del Canale 57. E non c’è, non c’è stata almeno finora per quanto a noi noto, nessuna
campagna di “comunicazione” sul tema. Ma
ciò che appare pure grave è che la vicenda fosse nota già da mesi, dai primi dello
scorso luglio (vedi post di ieri), e solo ora “qualcuno” se ne accorge e grida
allo scandalo. Una riflessione attenta e precisa sull’argomento la propone il Foglio,
a firma Enrico Bucci, dove si legge “Per alcuni utenti il nuovo servizio potrà
Certamente diventare migliore e più facile da usare; per gli spettatori che oggi
raggiungono Rai Scuola attraverso il televisore una possibilità di accesso
viene semplicemente eliminata … Il comunicato (Rai) prova poi ad usare gli
ascolti contro il canale ricordando lo 0,14% di share del 2024 lo 0.13 del 2025
e la flessione dei primi mesi del 2026 per concludere questi dati mostrerebbero
i limiti della televisione lineare come strumento per raggiungere in modo ampio
sistematico il pubblico scolastico. Qui il problema non è più soltanto la
presentazione è il ragionamento. Uno share calcolato sull'intera platea
televisiva dice quale frazione di quella platea sta guardando Rai Scuola non
misura la capacità di raggiungere il pubblico scolastico per affermare
quest'ultima cosa servirebbero dati sulla penetrazione fra studenti e
insegnanti e un confronto con quella ottenuta attraverso RaiPlay il comunicato
non li fornisce”.
Questa Rai, questo Cda non fornisce più nulla.
bloggorai@gmail.com

.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
