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lunedì 22 giugno 2026
La "settimana calda dell'Ispettore Tibbs" tra Data Center e Tg1
Succede, spesso, che qualcuno o qualcosa che ci appare come “amico”, utile o necessario, si possa trasformare in qualcosa di segno opposto. Succede pure che qualcuno o qualcosa che ci appare come un “dispositivo di salvataggio”, al momento in cui sei indotto ad adoperarlo lo scopri “scaduto” o non più utile al suo scopo oppure già superato da un nuovo modello. Succede pure che di questo “qualcuno o qualcosa” ne possiamo avere bisogno.
Tutto questo ci porta alla settimana che sta per iniziare, calda e faticosa, contanti temi che ci interessano.
A: Data Center e IA: ormai se parla e scrive come la rucola che sta bene dovunque la metti. E, laddove per molti aspetti ti appare utile o necessaria, poi sotto sotto vieni a scoprire che ci sono pure tanti problemi connessi. I “dati” sono la materia prima dell’innovazione tecnologica e costituiscono il “cibo” dell’intelligenza artificiale. Questo cibo deve essere “cucinato” nei Data Center che necessitano di grandi quantità di energia e di acqua. Ieri sera, su Rai Tre, è andato in onda un secondo servizio su questi temi molto interessante (il primo è andato in onda lo scorso marzo). In Italia questo tema oggi è nel pieno della selvaggeria legislativa, un vuoto normativo dove galoppano indisturbati grandi gruppi immobiliari speculativi (comprano terreni agricoli a 1 e li rivendono a 30) come pure, per quelli esistenti che, di fatto, servono i 3 Big della gestione dati Microsoft, AWS (Amazon) e Google che, beninteso, i nostri “dati” se li vorrebbero gestire in casa “loro”. Nel frattempo Starlink pensa di mandare i Data Center in orbita satellitare.
Rai e Rai Way su questo fronte sono a “carissimo amico … ti scrivo” ovvero tra il poco e il nulla, tra il niente e l’improbabile: esempio clamoroso è il famigerato Hyperscale di Pomezia. Una fantasia sospesa nel vuoto della quale nessuno è in grado di specificare costi, tempi e modelli logistici e clienti potenziali. Fantasie. Nel frattempo Rai si serve di Data Center esterni per i quali paga lauti compensi. Chi gestisce, dove sono e cosa succede con i “dati” raccolti da Rai (abbonamenti, visualizzazioni di Rai Play etc) nessuno è in grado di saperlo. O meglio, alcuni lo sanno e molto bene.
Verrebbe da ripetere il solito pensiero: nessuno se ne pre-occupa, e in particolare l’opposizione. Lasciamo perdere.
B: la civiltà delle immagini. Il Governo è in fibrillazione per mille buoni motivi e, tra questi, la crisi con gli Usa e con Trump in particolare. La crisi, ovviamente, è anzitutto sui contenuti ma anche sulle immagini che la raccontano. E la immagini del G7 di Evian ci raccontano tanto sulla postura, sul linguaggio del corpo e quindi della comunicazione politica della Meloni. Oltre a quella immagine canonica dove lei rivolge il “ditino” verso Trump che ha fatto molta presa sull' opinione pubblica USA MAGA, ce ne sono altre due significative: la prima è quando gli poggia leggermente la mano destra sul braccio “americano” e la seconda quando, alzandosi dal divanetto dove hanno discusso amabilmente, è lei che porge per prima la mano per salutarlo. È lei che prende l’iniziativa e lui la “tollera” e accoglie questi suoi gesti con l’arietta infastidita quasi a dire “se propri necessario…”. Tanto basta.
C: i mondiali di calcio. Passata la retorica a basso prezzo dell’esclusione dell’Italia ai mondiali (ce la siamo meritata tutta e da tanti anni) ora è la volta degli ascolti televisivi che, da alcuni, sono interpretati come un “salvagente” per gli ascolti Rai. A ben vedere, nell’intera giornata, Rai è costantemente sotto Mediaset e ancora sabato Rai era al 34% di share con 2,3 mln e Mediaset con il 27% e 2,6 mln di telespettatori e ieri, domenica, lo stesso con Rai al 34% e Mediaset al 37%. E meno male che c’è il “salvagente” Mondiali. Sempre sabato scorso, i geni del palinsesto, hanno mandato in onda “Piedone a Hong Kong” che ha comunque realizzato il 5% e 1 mln di telespettatori. Forse è questo genere, le repliche delle repliche, ovvero l’usato sicuro, il vero salvagente del Servizio Pubblico.
D: il Tg1 di destra e il racconto nazionale. Il suo direttore Chiocci non fa mistero della sua appartenenza politica e non omette di ringraziare chi lo ha imposto alla direzione del giornale. Lo fa a suo modo: impostando il Tg1 a immagine e somiglianza del “suo” governo: propone una linea editoriale molto concentrata su cronaca nera e costume, laddove invece i grandi temi sociali, economia e lavoro, sanità e istruzione etc sono sempre in secondo piano. Non disturbate il manovratore: l’invito è rivolto a tutti, compresa l’opposizione che quando si impegna a brutto muso riesce ad diffondere solo comunicati stampa del giorno dopo.
bloggorai@gmail.com
La "calda settimana dell'ispettore Tibbs" tra Data Center e Tg1
By Bloggorai ©
Succede, spesso, che qualcuno o qualcosa che ci appare come “amico”, utile o necessario, si possa trasformare in qualcosa di segno opposto. Succede pure che qualcuno o qualcosa che ci appare come un “dispositivo di salvataggio”, al momento in cui sei indotto ad adoperarlo lo scopri “scaduto” o non più utile al suo scopo oppure già superato da un nuovo modello. Succede pure che di questo “qualcuno o qualcosa” ne possiamo avere bisogno.
Tutto questo ci porta alla settimana che sta per iniziare, calda e faticosa, contanti temi che ci interessano.
A: Data Center e IA: ormai se parla e scrive come la rucola che sta bene dovunque la metti. E, laddove per molti aspetti ti appare utile o necessaria, poi sotto sotto vieni a scoprire che ci sono pure tanti problemi connessi. I “dati” sono la materia prima dell’innovazione tecnologica e costituiscono il “cibo” dell’intelligenza artificiale. Questo cibo deve essere “cucinato” nei Data Center che necessitano di grandi quantità di energia e di acqua. Ieri sera, su Rai Tre, è andato in onda un secondo servizio su questi temi molto interessante (il primo è andato in onda lo scorso marzo). In Italia questo tema oggi è nel pieno della selvaggeria legislativa, un vuoto normativo dove galoppano indisturbati grandi gruppi immobiliari speculativi (comprano terreni agricoli a 1 e li rivendono a 30) come pure, per quelli esistenti che, di fatto, servono i 3 Big della gestione dati Microsoft, AWS (Amazon) e Google che, beninteso, i nostri “dati” se li vorrebbero gestire in casa “loro”. Nel frattempo Starlink pensa di mandare i Data Center in orbita satellitare.
Rai e Rai Way su questo fronte sono a “carissimo amico … ti scrivo” ovvero tra il poco e il nulla, tra il niente e l’improbabile: esempio clamoroso è il famigerato Hyperscale di Pomezia. Una fantasia sospesa nel vuoto della quale nessuno è in grado di specificare costi, tempi e modelli logistici e clienti potenziali. Fantasie. Nel frattempo Rai si serve di Data Center esterni per i quali paga lauti compensi. Chi gestisce, dove sono e cosa succede con i “dati” raccolti da Rai (abbonamenti, visualizzazioni di Rai Play etc) nessuno è in grado di saperlo. O meglio, alcuni lo sanno e molto bene.
Verrebbe da ripetere il solito pensiero: nessuno se ne pre-occupa, e in particolare l’opposizione. Lasciamo perdere.
B: la civiltà delle immagini. Il Governo è in fibrillazione per mille buoni motivi e, tra questi, la crisi con gli Usa e con Trump in particolare. La crisi, ovviamente, è anzitutto sui contenuti ma anche sulle immagini che la raccontano. E la immagini del G7 di Evian ci raccontano tanto sulla postura, sul linguaggio del corpo e quindi della comunicazione politica della Meloni. Oltre a quella immagine canonica dove lei rivolge il “ditino” verso Trump che ha fatto molta presa sull' opinione pubblica USA MAGA, ce ne sono altre due significative: la prima è quando gli poggia leggermente la mano destra sul braccio “americano” e la seconda quando, alzandosi dal divanetto dove hanno discusso amabilmente, è lei che porge per prima la mano per salutarlo. È lei che prende l’iniziativa e lui la “tollera” e accoglie questi suoi gesti con l’arietta infastidita quasi a dire “se propri necessario…”. Tanto basta.
C: i mondiali di calcio. Passata la retorica a basso prezzo dell’esclusione dell’Italia ai mondiali (ce la siamo meritata tutta e da tanti anni) ora è la volta degli ascolti televisivi che, da alcuni, sono interpretati come un “salvagente” per gli ascolti Rai. A ben vedere, nell’intera giornata, Rai è costantemente sotto Mediaset e ancora nei giorni scorsi Rai era al 34% di share con 2,3 mln e Mediaset con il 27% e 2,6 mln di telespettatori. E meno male che c’è il “salvagente” Mondiali. Sempre sabato scorso, i geni del palinsesto, hanno mandato in onda “Piedone a Hong Kong” che ha comunque realizzato il 5% e 1 mln di telespettatori. Forse è questo genere, le repliche delle repliche, ovvero l’usato sicuro, il vero salvagente del Servizio Pubblico.
D: il Tg1 di destra e il racconto nazionale. Il suo direttore Chiocci non fa mistero della sua appartenenza politica e non omette di ringraziare chi lo ha imposto alla direzione del giornale. Lo fa a suo modo: impostando il Tg1 a immagine e somiglianza del “suo” governo: propone una linea editoriale molto concentrata su cronaca nera e costume, laddove invece i grandi temi sociali, economia e lavoro, sanità e istruzione etc sono sempre in secondo piano. Non disturbate il manovratore: l’invito è rivolto a tutti, compresa l’opposizione che quando si impegna a brutto muso riesce ad diffondere solo comunicati stampa del giorno dopo.
bloggorai@gmail.com
La "calda settimana dell'ispettore Tibbs" tra Data Center e Tg1
Succede, spesso, che qualcuno o qualcosa che ci appare come “amico”,
utile o necessario, si possa trasformare in qualcosa di segno opposto. Succede
pure che qualcuno o qualcosa che ci appare come un “dispositivo di salvataggio”,
al momento in cui sei indotto ad adoperarlo lo scopri “scaduto” o non più utile
al suo scopo oppure già superato da un nuovo modello. Succede pure che di
questo “qualcuno o qualcosa” ne possiamo avere bisogno.
Tutto questo ci porta alla settimana che sta per iniziare, calda
e faticosa, contanti temi che ci interessano.
A: Data Center e IA: ormai se parla e scrive come la rucola
che sta bene dovunque la metti. E, laddove per molti aspetti ti appare utile o necessaria,
poi sotto sotto vieni a scoprire che ci sono pure tanti problemi connessi. I “dati”
sono la materia prima dell’innovazione tecnologica e costituiscono il “cibo”
dell’intelligenza artificiale. Questo cibo deve essere “cucinato” nei Data Center
che necessitano di grandi quantità di energia e di acqua. Ieri sera, su Rai Tre,
è andato in onda un secondo servizio su questi temi molto interessante (il primo
è andato in onda lo scorso marzo). In Italia questo tema oggi è nel pieno della
selvaggeria legislativa, un vuoto normativo dove galoppano indisturbati grandi
gruppi immobiliari speculativi (comprano terreni agricoli a 1 e li rivendono a
30) come pure, per quelli esistenti che, di fatto, servono i 3 Big della gestione
dati Microsoft, AWS (Amazon) e Google che, beninteso, i nostri “dati” se li
vorrebbero gestire in casa “loro”. Nel frattempo Starlink pensa di mandare i Data Center in orbita satellitare.
Rai e Rai Way su questo fronte sono a “carissimo amico … ti scrivo”
ovvero tra il poco e il nulla, tra il niente e l’improbabile: esempio clamoroso
è il famigerato Hyperscale di Pomezia. Una fantasia sospesa nel vuoto della
quale nessuno è in grado di specificare costi, tempi e modelli logistici e
clienti potenziali. Fantasie. Nel frattempo Rai si serve di Data Center esterni
per i quali paga lauti compensi. Chi gestisce, dove sono e cosa succede con i “dati”
raccolti da Rai (abbonamenti, visualizzazioni di Rai Play etc) nessuno è in grado
di saperlo. O meglio, alcuni lo sanno e molto bene.
Verrebbe da ripetere il solito pensiero: nessuno se ne pre-occupa,
e in particolare l’opposizione. Lasciamo perdere.
B: la civiltà delle immagini. Il Governo
è in fibrillazione per mille buoni motivi e, tra questi, la crisi con gli Usa e
con Trump in particolare. La crisi, ovviamente, è anzitutto sui contenuti ma
anche sulle immagini che la raccontano. E la immagini del G7 di Evian ci
raccontano tanto sulla postura, sul linguaggio del corpo e quindi della comunicazione politica della Meloni. Oltre a
quella immagine canonica dove lei rivolge il “ditino” verso Trump che ha fatto molta presa sull' opinione pubblica USA MAGA, ce ne sono altre due
significative: la prima è quando gli poggia leggermente la mano destra sul braccio
“americano” e la seconda quando, alzandosi dal divanetto dove hanno discusso
amabilmente, è lei che porge per prima la mano per salutarlo. È lei che prende
l’iniziativa e lui la “tollera” e accoglie questi suoi gesti con l’arietta
infastidita quasi a dire “se propri necessario…”. Tanto basta.
C: i mondiali di calcio. Passata la
retorica a basso prezzo dell’esclusione dell’Italia ai mondiali (ce la siamo meritata
tutta e da tanti anni) ora è la volta degli ascolti televisivi che, da alcuni, sono
interpretati come un “salvagente” per gli ascolti Rai. A ben vedere, nell’intera
giornata, Rai è costantemente sotto Mediaset e ancora nei giorni scorsi Rai era
al 34% di share con 2,3 mln e Mediaset con il 27% e 2,6 mln di telespettatori. E
meno male che c’è il “salvagente” Mondiali. Sempre sabato scorso, i geni del
palinsesto, hanno mandato in onda “Piedone a Hong Kong” che ha comunque realizzato
il 5% e 1 mln di telespettatori. Forse è questo genere, le repliche delle
repliche, ovvero l’usato sicuro, il vero salvagente del Servizio Pubblico.
D: il Tg1 di destra e il racconto nazionale.
Il suo direttore Chiocci non fa mistero della sua appartenenza politica e non omette
di ringraziare chi lo ha imposto alla direzione del giornale. Lo fa a suo modo:
impostando il Tg1 a immagine e somiglianza del “suo” governo: propone una linea
editoriale molto concentrata su cronaca nera e costume, laddove invece i grandi
temi sociali, economia e lavoro, sanità e istruzione etc sono sempre in secondo
piano. Non disturbate il manovratore: l’invito è rivolto a tutti, compresa l’opposizione
che quando si impegna a brutto muso riesce ad diffondere solo comunicati stampa
del giorno dopo.
bloggorai@gmail.com
sabato 20 giugno 2026
RAI: dacci oggi la nostra picconata quotidiana (gratis)
Questa mattina, in verità, Bloggorai voleva dichiarare il “suo”
sciopero. Questa mattina volevamo lasciare le lettrici e i lettori con solo quanto
riporta Dagospia che riprende articoli di altri giornali che, a loro volta, succede, riprendono spunti di Bloggorai. Con una
differenza assoluta e totale: i colleghi sono pagati (speriamo bene) e i giornali
si vendono (cari) in edicola mentre Bloggorai è “aggratissss”. Poi ci sono le tante “chat”.
Allora, anche Bloggorai gode del supporto di qualche “volenteroso”.
Nonostante il “braccetto corto” di qualche consigliere (uno a caso, indifferenti, uno vale l'altro), direttore e "politico" che pure ci leggono attentamente se ne guardano
bene da far circolare articoli e notizie come fosse veleno e mentre invece qualcuno
è tanto prodigo a rilasciare comunicati stampa del giorno dopo, alla fin fine
qualcosa gira e gli articoli che a molti danno fastidio giungono a
destinazione.
Oggi è il turno de L’Espresso che titola a tutta pagina “DistruggeRai.
Il Servizio Pubblico sprofonda e il vertice è contento ...calano ascolti e pubblicità
mentre la concorrenza cresce “ etc etc etc…” Con tutto il rispetto e la stima per
i colleghi che hanno scritto il primo pezzo (il secondo a seguire è titolato “Dove
c’era la Terza Rete solo macerie”), il contenuto è più o meno una summa di quanto
Bloggorai scrive tutti i giorni, da ben otto anni. Ogni giorno diamo notizie e
commenti su quanto avviene dentro e fuori la Rai, riportando dati, numeri,
dichiarazioni virgolettate e commenti di autorevoli esperti. Oggi l’Espresso
fotografa e sintetizza tutto ciò che è abbondantemente noto: dal ruolo del DG &
C (inteso come tutto il Cda), all’ingerenza del Governo passando per la grande
truffa del Piano Immobiliare (votato all’unanimità) dove si può vendere per poi
andare in affitto con il risultato che spendi di più di quanto incassi. Leggiamo
“Per sette dei 15 immobili messi in vendita, e fra questi Palazzo Labia, è contemplata
anche l’ipotesi di un lease-back. Con tale sistema chi compra potrebbe anche
riaffittare alla Rai con un rendimento di tutto rispetto”.
Somiglia molto al giochetto di Rai Way che rende tanto agli azionisti (privati) quanto Rai paga per il suo lauto Contratto di Servizio per oltre 200 mln anno. Ci crediamo bene che EiTowers, F2i e Mediaset siano interessati "all'affare"
Il servizio de L’Espresso prosegue sullo sfracello di Rai Tre:
ancora ieri sera è andata in onda l’ennesima replica di Sissi che, comunque, ha
fatto il 5,6% con circa 800 mila telespettatori, quasi il doppio della Maggioni
o di Monteleone. Nota bene: ieri per l’intera giornata RAI si è attestata al 34,7%
con circa 2,3 mln mentre Mediaset ha raccolto il 40% con circa 2,7 mln. Magari conviene
mandare in onda repliche di repliche. Diabolici.
Ma se dopo le dichiarazioni di Rossi sulla sua
rivendicazione (il “mio” successo sull’anomalia di RaiTre) nessuno (nessuno!) ha avuto la voglia,
la forza e il coraggio di ingaggiare uno stuolo di avvocati, giuristi e costituzionalisti
della prima e della seconda ora per verificare la sussistenza almeno del danno erariale,
di cosa stiamo parlando?
Ai consiglieri di opposizione (???) gli è stato ripetuto ancora
una volta di tornare a casa (Vita nei giorni scorsi) e non hanno battuto un plissè.
E che vuoi dire più? Rimangono solo i giochi di parole buoni per fare titoli:
il prossimo è “SprofondeRai”.
Chiudiamo con il titolo del Fatto di oggi: “Giorgetti ha
gettato la maschera: la Rai è e resta di governo”. Originale, come se fosse una
cosa nuova, come se Giorgetti la maschera l’avesse indossata solo giovedì pomeriggio.
Forza, coraggio, al peggio non c’è mai fine.
Bloggorai@gmail.com
venerdì 19 giugno 2026
TELEMELONI per tutta la vita
Con grande rammarico, arrabbiatura e frustrazione, siamo
costretti a ribadire quanto scriviamo da tempo: con questa opposizione, con
questi consiglieri, ci terremo TeleMeloni per il resto della vita. È una
“opposizione” inutile, irrilevante e inconsistente e capace solo, quando va bene,
a fare un Comunicato stampa del giorno dopo, quando il danno è fatto e senza
uno straccio di proposta e, con l’aggiunga di una sottile, diabolica e perfida
presa in giro.
Solo fatti e poche chiacchere e vediamo tre soli grandi
esempi recentissimi: A l’AD Rossi la settimana scorsa si è vantato per il “mio”
successo per aver smantellato Rai Tre. Ci sarebbero i presupposti per arruolare
uno stuolo di avvocati, illustri giuristi, costituzionalisti della prima e
della seconda ora, e chiedere loro di verificare il possibile danno erariale a
carico dell’Azienda. Altrimenti si poteva proporre uno straccio di mobilitazione
di fronte al vecchio cavallo ormai definitivamente morente, un volantinaggio di
fronte al Colosseo, un qualsiasi gesto visibile e tangibile che possa essere
percepito come “opposizione” e invece NULLA, il vuoto allo stato puro e Rossi
&C hanno gongolato e proseguito imperterriti e quella stessa settimana
hanno prima mandato in onda la Principessa Sissi e il giorno successivo Piedone
Lo Sbirro per poi chiudere in bellezza con “Linearossa”. E che cosa ha
dichiarato il Consigliere Natale per “opporsi” a tanta roba: “Assieme ad un
condivisibile rivendicazione del ruolo del Servizio Pubblico …”. Condivisibile?
Cosa c’è da condividere con chi poi ha sostenuto e sostiene l’affossamento di
Rai Tre? Cosa hanno in comune Rossi e Natale? Cosa li unisce e cosa invece li
dovrebbe dividere?
B la scorsa settimana si sono svolte la Vigilanza Rai e
l’audizione di Giorgetti in VIII Senato. La prima assolutamente inutile: la sola
cosa che doveva fare (affrontare e risolvere il problema presidente) non è
stato nemmeno sfiorato mentre il Ministro ha dichiarato candido candido che
l’EMFA è “compatibile” con la Legge Renzi attualmente in vigore. Tradotto in
soldoni: la riforma rinviata alle calende greche. Anche in questo caso cosa ha
fatto l’opposizione: una batteria di Comunicati stampa che non si è filato
nessuno meritando, nel migliore dei casi, una riga virgolettata.
C clamoroso: leggiamo su Repubblica che Simona Agnes,
designata dal Governo come Presidente e magari pure di garanzia avere
partecipato come plenipotenziaria di Forza Italia al al “triunvirato” insieme a Fillini (FdI) e
Morelli (Lega) per decidere le prossime nomine Rai. Per meno della metà di
questa notizia ci sarebbe dovuta essere una fibrillazione atriale da pare di
tutta l’opposizione messa insieme tanto da far occupare tutto un reparto di
Pronto Soccorso. E’ la prova provata, la pistola fumante di tutta l’arroganza e
la prepotenza di questo Governo sulla Rai. Era ed è un motivo più che
sufficiente per rifiutarsi di partecipare ad un Cda anomalo, acefalo e con
questa ingerenza esterna.
D E invece cosa succede? Succede che ieri alle 17,46 l’ANSA diffonde un comunicato stampa (sic) con dichiarazioni di Vincenzo Vita (AVS) che dice “Cosa deve accadere ancora nella Rai e sulla Rai perché le opposizioni si decidano finalmente ad alzare la voce e a promuovere forti iniziative di lotta? In tali azioni vi possono essere l'occupazione pacifica e simbolica delle commissioni parlamentari bloccate e le dimissioni dalle medesime laddove nulla si sblocchi…Insomma, che le opposizioni e i consiglieri di minoranza della Rai battano un colpo". Rinnovato appello caduto nel vuoto. Per tutta risposta, alle 19.40 arriva il “colpo” grosso, grosso assai, da far tremare i muri. Sempre l’ANSA batte un comunicato dove si legge “Le logiche politiche hanno pesato ben più delle ragioni editoriali: da qui il nostro no alle proposte dall'Ad Rossi per le direzioni di Tg2 e Rai Parlamento. Non è ovviamente in questione la caratura professionale dei due nomi prescelti, ma un percorso decisionale nel quale non ha avuto alcun rilievo la valutazione dei risultati conseguiti dalle due testate nell'ultimo triennio. Le modalità e i tempi della scelta indicano che a prevalere sono stati equilibri politici esterni al servizio pubblico, in vista delle prossime scadenze elettorali" firmato Alessandro di Majo e Roberto Natale.
TeleMeloli ha iniziato a tremare e Rossi& C hanno avuto bisogno di
un conforto spirituale di fronte a tanta protervia e aggressività. Oltre il danno
la beffa: ma loro due come e da chi soso stati scelti, selezionati e insediati?
Hanno vinto il Concorso Nazionale per Titoli e Meriti per due posti da
Consigliere Rai oppure hanno vinto la candidatura al Gratta e Vinci?
Fa caldo, tanto caldo … ed è molto difficile andare avanti.
bloggorai@gmail.com
mercoledì 17 giugno 2026
Tra stracci e materassi: la Rai del giorno prima e il Servizio Pubblico smarrito
"Altrimenti, è guerra totale, andiamo ai materassi"
(M.Puzo, Il Padrino) ovvero, volano gli stracci.
Nulla avviene mai per caso e ancora più nella sfera della
politica. Le cose, ovvero le vicende umane, avvengono poi sempre in un loro specifico
contesto: hanno un prologo, uno svolgimento ed un epilogo. Infine, sono le
persone che “fanno le cose” e non avviene mai il contrario.
Fissati questi tre paletti, cerchiamo di capire cosa sta succedendo in queste ore, in questi giorni, dentro e fuori la Rai, quello che una volta era chiamato “Servizio Pubblico” (forse da oggi si potrebbe anche togliere la "r" e dire "sevizio").
Allora, è successo che ieri mattina su la Repubblica compare un articolo a firma della solita bene informata Giovanna Vitale, una penna che non scrive quasi mai a caso quando il tema è la Rai (ha fatto storia il suo pezzo del 3 agosto 2023 titolato “La riforma Rai targata Pd: “Serve il modello Bbc per fermare la lottizzazione”. Ricordiamo che il suo direttore è Mario Orfeo, ex tante cose importanti dentro la Rai. È successo pure che, grazie alla complicità dei vari consiglieri di “opposizione” che non hanno battuto ciglio quando ai dipendenti è stata sottratta la Rassegna Stampa, e la notizia è circolata tardi. È successo pure che il pezzo si apre con una metafora suggestiva: usato il napalm ai piani alti della Tv di Stato. Parole grosse, stracci per aria, con Marano presidente anziano f.f. all’attacco frontale del DG Sergio perché, a suo dire, il famigerato Piano Immobiliare non sta andando come dovrebbe: “Sei un cialtrone” per poi minacciare che da oggi in poi non avrebbe più partecipato alle riunioni del Cda.
Inoltre, riporta l’articolo, ci sarebbe stato uno scontro sul rinnovo delle prossime nomine e Rai Cinema e Rai Com, due serbatoi di cassa molto importanti. A margine, una nomina pesante alla testata Rai Parlamento con la sostituzione di Carboni (in quota 5S) con la sua vice in quota FdI proprio alla vigilia dell’apertura della campagna elettorale 2027.
E chi avrebbe deciso tutto questo? Nientepopodimenoche una
sorta di triunvirato composto governativo da Alessandro Morelli (Lega), Francesco
Fillini (FdI) e … udite udite Simona Agnes per Forza Italia, ovvero il partito
di proprietà Mediaset. In altri termini, secondo chi ha scritto, la “consigliera”
Agnes è candidata alla presidenza e, al tempo stesso, è plenipotenziaria del “suo”
partito con l’incarico di gestire le nomine e, nel caso, a fare il DG al posto di Sergio. Fenomeni. La Vitale quindi non ci priva di un’altra
notizia fondamentale: “E’ stato rimandato il blitz per insediare Simona Agnes
sulla poltrona di direttore generale ora occupato da Sergio, anche se FI non
si da per vinta… deve essere “risarcita” entro l’estate”. Stracci e materassi sono poca cosa. Però, osserviamo
con divertito stupore, uno strano silenzio dell’AD, forse in finestra a
guardare lo scannatoio in corso e vedere di nascosto l’effetto che fa.
Ora queste vicende si possono leggere in tanti modi (compresi
tanti e gustosi gossip relazionali) e però Bloggorai ne pone da sempre solo uno
come centrale e dirimente: la spartizione e il controllo del “malloppo” ovvero i
luoghi fisici dove si gestiscono “cose grosse” e, segnatamente, la possibile
fusione di Rai Way con Ei Towers e, appunto, il Piano Immobiliare con il lauto “contorno”
delle due società Fiction e RaiCom. Tutto il resto è fuffa, seppure di un certo
peso: ascolti in primo luogo (da quando sono iniziati i mondiali di calcio, quasi
tutti i giorni Rai è sotto Mediaset) e Piano editoriale che fa acqua da tutte
le parti. I primi due sono “territori” saldamente presidiati dalla Lega con
però un occhio molto interessato da Forza Italia. Attenzione: i “lavori” di
spartizione” sono in corso da tempo, da mesi si stanno studiando le varie
dislocazioni dei personaggi e i “pesi” che potranno assumere. Nessuno può dire
di non sapere e qualcuno però o non sa nulla (ed è verosimile: non gli fanno vedere
nemmeno le fotocopie) o fa finta di non sapere (perché, in caso contrario sarebbe
complice), come è avvenuto con il contratto Maggioni di fine agosto scorso con lo
“scippo” della “newsroom” aziendale.
Sicché, ciliegina sulla torta, ad un certo punto del pomeriggio,
alle 18.06, con la consueta tempestività e spirito preveggente, il consigliere
Natale non ci priva del suo “pastone” politico che segnala “pesanti ingerenze
esterne … e colpi all’autonomia Rai … e che la logica politica conta assai più
delle ragioni editoriali” e lo dice come se lui avesse vinto il Concorso con
selezione Nazionale per Titoli e Meriti per Consigliere Rai e fosse del
tutto ignaro della “logica della politica”. Conclude con una frase epigrafica “la
subalternità sta soffocando il servizio pubblico”. Amen. Ormai Natale potrà
essere annoverato tra i consiglieri Rai del “giorno dopo”. Infatti, i suoi comunicati
stampa arrivano sempre quando la frittata è fatta. Vedi il caso clamoroso dell’intervista
a Rossi su il Foglio dove ha premesso che “condivide” con l’AD la “rivendicazione
del ruolo del servizio pubblico …” ovvero Rossi che ha rivendicato come “mio”
successo l’affossamento di Rai Tre (ANSA 8 giugno). L’Usigrai, il PD con
Graziano e il suo stesso partito AVS nei giorni scorsi dalle colonne del Manifesto
a firma Vincenzo Vita hanno chiesto le dimissioni di questo vertice ma lui non se
ne avvede. Natale resiste indomito: la fine del mandato è dietro l’angolo.
Cosa altro si vuole aggiungere in queste calde giornate di
giugno 2026. Cosa altro vuoi dire o scrivere che possa migliorare il diffuso sentimento
di tristezza e abbandono che pervade tutto questo?
Teniamoci su: sappiamo che il direttore del Tg1 Chiocci
(votato per errore dal consigliere 5S di Majo), fedelissimo della Meloni, ha
ringraziato della sua amicizia e che tra Rai Due e Rai Tre ci sarà un cambio
della guardia tra Salvo Sottile e Antonino Monteleone.
Non ci resta che … piangere o ridere?
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