Cominciamo da oggi: il deputato di IV, Roberto Giachetti, ha
iniziato uno sciopero della fame per protestare contro l’immobilismo della Vigilanza
Rai. Il sito di Repubblica titola: “Destra ignora i richiami di Mattarella”. Condividiamo
le ragioni dell’iniziativa ma aggiungiamo: non solo la destra ma pure a
sinistra ignora i richiami di Mattarella perché altrimenti si poteva dire “Preso
atto dell’impossibilità a svolgere il nostro fondamentale ruolo istituzionale e
accogliendo il secondo forte richiamo del Presidente della Repubblica, noi
parlamentari dell’opposizione, a partire dalla Presidente Barbara Floridia,
rassegniamo le nostre dimissioni” e, contestualmente, anche i “consiglieri” Rai
seguono a ruota. Invece, pare, sembra, dicono che il deputato Giachetti lo hanno
rimasto solo. Una ulteriore buona occasione sprecata, come quella di una iniziativa per il Delle Vittorie come patrimonio pubblico da salvare. Ci penserà ora Telemeloni.
Andiamo avanti. Evviva, felicità e complimenti a tutti !!! ll
potenziale incendio è domato, la miccia è spenta grazie ad un solerte ed
efficace lavoro di molti pompieri e ora tutti amici come prima. Da ieri sera, con
l’inizio della puntata di Far West su Rai Tre tutta incentrata sulla “notizia”
delle dichiarazioni di Ranucci e non sulla “notizia” vera, abbiamo capito bene l’antifona:
il “caso” Minetti per ora è chiuso o almeno riposto in un angolo … in attesa
di verifiche. Poco prima, alle 20, Dagospia titolava “Rassegnatevi: il
“grazia-gate” andrà per le lunghe. L'indagine in Uruguay sulla regolarità
dell’adozione a favore di Nicole Minetti e di Giuseppe Cipriani è appena
iniziata e si concluderà tra alcune settimane”.
Bloggorai ha posto tante domande e fatto molte ipotesi sulla
natura di questa vicenda ma una ci era sfuggita e si riferisce ad un ambito
molto sociale e culturale che, in parte, lambisce il processo di riabilitazione
di Berlusconi avviato da tempo. La riflessione interessante la propone oggi il Fatto
con il titolo “L’italica ipocrisia su Mamma Minetti”. Fino allo “scoop” della
grazia concessa da Mattarella, il cognome Minetti era legato ai fatti di quei
tempi: Bunga Bunga, le “olgettine” e la “nipote di Barak”. Oggi invece si vede
la foto di una mamma sorridente, con il suo bambino adottivo ed un cucciolo
accanto. Ora, gli italiani saranno pure perfidi, invidiosi e complottisti ma
alla “mamma” si può perdonare (quasi) tutto. Con questa possibile lettura della vicenda, si può attendere tranquillamente la chiusura delle indagini in Uruguay.
Nel mentre e nel quando infuria la bufera di guerra e di costanti
violazioni del diritto internazionale degli USA e dei loro complici e alleati nonché di tensioni
economiche e sociali nazionali rilevanti ecco che, come al solito, giunge a proposito la
possibilità di mescolare le acque e confondere le priorità delle notizie.
In questi giorni e in queste ore, da tempo ormai, la vicenda
Garlasco sta raggiungendo vette di attenzione mediatica forse mai viste prima
nella storia della cronaca nera nazionale. Le prime pagine dei giornali oggi
ignorano del tutto la vicenda Minetti mentre danno grande risalto alla
convocazione di Sempio in Procura. C’è molto da riflettere sulle dimensioni, la rilevanza e il posizionamento in pagina delle “notizie” di cronaca nera specie quando queste occupano uno
spazio che altrimenti dovrebbe essere occupato da altri generi, forse più rilevanti.
Per trovare qualcosa di simile bisogna tornare alla tragedia
di Alfredino Rampi a Vermicino (10 giugno 1981) oppure al Mostro di Firenze, passando
per i tanti “misteri” della cronaca nera nazionale più o meno irrisolti.
È utile ricordare i grandi casi di cronaca nera
contemporanea che hanno avuto significativi riflessi sul dibattito politico, sociale
e culturale:
Nel 1983 avvenne il rapimento di Emanuela Orlandi, tutt’ora
avvolto nel mistero più assoluto.
Nel 1990 in Via Poma si consumò l’omicidio di Simonetta
Cesaroni: l’assassino è tutt’ora sconosciuto.
Nel 2001 avviene il delitto di Novi Ligure dove i primi
indiziati furono “generici albanesi” ed ebbe inizio la “campagna contro gli “stranieri”
pericolosi, salvo poi scoprire che furono Erika ed Omar.
Nel 2002 avvenne il delitto di Cogne con l’entrata sulla
scena dell’Avvocato Taormina
Nel 2004 scompare Denise Pipitone: nessuno ne ha saputo più
nulla.
Nel 2007 venne uccisa a Perugia Meredith Kercher ad anche in
questo caso ci furono forti tensioni sui colpevoli perché non fu lo straniero,
nero, “solo” Rudy Guede ma l’omicidio avvenne in concorso con “altri” rimasti
ancora ignoti.
Nel 2013 Davide Rossi a Siena si “sarebbe suicidato”.
Nel mezzo e intorno molti altri “misteri” di grande
rilevanza mediatica e, proprio ieri sera ne è tornato a galla tramite gli
schermi della Rai un altro ancora: la Uno Bianca e oggi leggiamo dei
protagonisti con presunti contatti con i “servizi”. In altre parole, la cronaca
più o meno nera e meglio ancora quando si mescola con la politica è utile, paga
bene.
L’Eterogenesi dei fini si è compiuta, o si sta per compiere,
anche per il “caso Minetti”: “…le azioni umane possono riuscire a fini diversi
da quelli che sono perseguiti dal soggetto che compie l’azione; in partic., ciò
avverrebbe per il sommarsi delle conseguenze e degli effetti secondari
dell’agire, che modificherebbe gli scopi originari, o farebbe nascere nuove
motivazioni, di carattere non intenzionale” (Treccani).
Intanto però, chiedi e domanda, chiama e scrivi, qualcosa esce in grado di farci avvicinare alla domanda sulla “bizzarra” coincidenza di “scoop” tra Il Fatto e la Rai (giacché sembra difficile supporre che il vertice non ne sia stato informato prima): abbiamo scoperto quella che sembra essere la vera autrice della notizia: vedi https://www.facebook.com/paride.leporace/posts/pfbid0xtMVBgDYMhd3LKRfUumw7QU81gRxSAWmV5SxPZFhqZSp2JMjosRSyjdZDerfynuil ovvero Floriana Bulfon (vedi il suo profilo https://it.wikipedia.org/wiki/Floriana_Bulfon).
Chissà perché nessuno l’ha citata?
bloggorai@gmail.com




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