martedì 26 maggio 2026

La "riforma" RAI tra caffè e prosecco

By Bloggorai ©

Un giorno succederà, sarà inderogabile, che Bloggorai esporrà un cartello con sopra scritto “Chiuso per fine attività. Grazie a tutte e a tutti e arrivederci!”. Quando questo avverrà non sarà perché non ci saranno più lettori ma non ci sarà più interesse verso la “materia prima” ovvero la “terra rara” con la quale è nato e cresciuto questo Blog in questi lunghi otto anni: la Rai e il Servizio Pubblico Radiotelevisivo. O meglio, certamente sopravviverà ancora per molti anni, ma sarà come assistere alla cronaca di un suicidio assistito al quale nessuno ha voglia, forza e coraggio per opporsi.

Questo pensiero “ottimista” lo scriviamo da tempo e ieri sera ne abbiamo avuto l’ennesima conferma. Su Rai Uno è andato in onda Alberto Angela con uno speciale sui “luoghi segreti di Parigi” che nemmeno la Pro Loco francese avrebbe potuto far di meglio, salvo poi scoprire che tra i luoghi proposti c’era il giardino di Giverny dove dipingeva Monet a oltre 100 km dalla Torre Eiffel. Meno male chi si trattava di "luoghi segreti di Parigi". Su Rai Due un format reality di produzione esterna Banijay Italia (tanto per gradire) senza arte né parte. Su Rai Tre la fantasmagorica trasmissione personale di Monica Maggioni, Newsroom, che ha raccolto i soliti condomini del quartiere ovvero 397 mila telespettatori pari al 2,9% di share. Il progetto di affossamento di Rai Tre prosegue inarrestabile e, as usual, tutti tacciono.

Per rinfrancare lo spirito, siamo andati in edicola (tra le poche che riescono a sopravvivere) a cercare tracce di Rai (nada!!!) sulla carta stampata dove ormai per comprare i giornali ci vuole il carrellino della spesa: si chiedono un tanto al chilo per quanto pesano i vari inserti di moda, design, cucina, orologi di lusso, auto sportive etc. Ovviamente, l’informazione è un “allegato”. Poi c’è chi si lamenta che la “gente” non legge più i quotidiani.

Sicchè, a proposito di forza voglia e coraggio per l’opposizione, ieri ci sono stati i risultati delle elezioni comunali e sappiamo come sono andati: male. Hai voglia a dire che “è solo una competizione locale” oppure “abbiamo tenuto qui o preso lì”. C’è un dato nazionale forte, chiaro e indiscutibile nonché grave: il progressivo calo dell’affluenza al voto. E a questo dato se ne accompagna un altro: il consenso dell’elettorato verso questa destra, nazionale o locale che dir si voglia, regge, tiene. Come pure un terzo dato: il “tavolo di lavoro del campo largo” appare come un tavolinetto da campeggio che si apre e si chiude a seconda delle necessità e possibilità e qualche volta traballa. Proviamo a fare una banale equazione: Venezia sta al progetto politico del “campo largo” come la Riforma Rai sta al gruppo di lavoro che pure, ostinatamente, nei prossimi giorni si vorrebbe riunire in semi clandestinità. Con questi metodi non si va da nessuna parte.

Lo ribadiamo forte e chiaro: oggi la Riforma Rai non è in agenda di questo Governo e proprio pochi minuti addietro ne abbiamo avuto ulteriore conferma. Ci eravamo preparati un bicchiere di prosecco fresco, la pizza del fornaio e qualche oliva per assistere al previsto spettacolo del giorno con il Ministro Giorgetti che avrebbe forse svelato finalmente il “mistero” della lettera UE con la quale si sosterrebbe che l’EMFA è compatibile con la Lege Renzi e invece, puffete, svanito, rinviato nel nulla, evaporato a data da destinarsi. E, of course, se non c’è il “padrone” di casa di riforma non se ne parla. E siamo alla fine di maggio e, semmai un giorno se ne parlerà, sarà possibile solo a valle di quanto il Ministro, gentilmente, farà sapere a proposito del testo della “sua” maggioranza sul quale ha fatto sapere che è in disaccordo. Siamo a “carissimo amico … un giorno ti scriverò…”. Chissà, forse Giorgetti è rimasto turbato dall’entusiasmo dell’AD Rossi e del "suo" Cda che per la prima volta dopo tanti anni hanno conseguito un “un risultato netto consolidato positivo per 9,3 milioni di euro”. Magari Giorgetti avrà pure fatto un pensierino sul fatto che nel prossimo futuro un tagliettino, piccolo piccolo, al canone di una decina di milioni si potrà pure fare … tanto non si offende nessuno e i cittadini esultano.  

Domani è un altro giorno e si vedrà cosa potrà succedere in Vigilanza Rai. Al momento, sappiamo solo che i Parlamentari dovranno fare una levataccia: la riunione è prevista alle 8.15. Sappiamo pure che non è previsto un ordine del giorno la solo “comunicazioni della Presidente”. Di presidenza Rai non ci sono tracce e tantomeno si hanno notizie di accordi e se non si sblocca quel problema siamo punto e a capo. Vale ancora quanto abbiamo scritto nei giorni scorsi:

A la Agnes rimane candidata, la situazione non si sblocca

B la Agnes fa un passo indietro e si trova un altro nome (chi?)

C la Agnes viene votata da alcuni “volenterosi” (chi?)

D si parlerà d’altro e il problema verrà rinviato (a quando?)

Invece del prosecco, domattina caffè e cornetto!

bloggorai@gmail.com

lunedì 25 maggio 2026

RAI: quando la filosofia diventa matematica

By Bloggorai ©

Care lettrici, cari lettori ... come va? A casa, tutti bene? La primavera è ormai in pieno sviluppo. Tutto bene, benino, insomma, vedremo. Le elezioni comunali tra poco ci diranno qualcosa sullo stato di salute del Governo Meloni e dei suoi amministratori locali. La situazione internazionale traballa ma ce la caveremo.

In attesa del nuovo giorno, della nuova alba che sta per arrivare leggiamo con “divertito stupore” (ipse dixit AD Rai) quanto avviene dentro e intorno al Servizio Pubblico Radiotelevisivo prossimo venturo. Che succede? Nulla, rigorosamente nulla che valga la pena trattare. Non ci sono notizie di rilievo.

Di cosa allora dovremmo parlare? Dello strabiliante comunicato stampa con il quale si magnifica che “Chiudiamo l’esercizio 2025 con un risultato netto consolidato positivo per 9,3 milioni di euro” …  e poi aggiunge “Stiamo lavorando per la Rai del futuro; continuiamo a farlo con l’umiltà necessaria a fronteggiare i grandi cambiamenti, quella che Chesterton definiva «la madre dei giganti», segreto di ogni successo”. Sempre per la famosa e comoda proprietà transitiva applicata nel caso del giornalismo d'inchiesta cancerogeno: se “l’umiltà” è la madre dei giganti, i figli dovrebbero essere parimenti “umili”. Che dire: Rossi è un vero filosofo, pragmatico e con un alto senso civico e un astutillo ingegnere politico. Il fatto che provenga dalla mitica sezione di “Colle Oppio” (noto per la Domus Aurea, la casa di Nerone ed è tutto dire a proposito di simboli) e per la contemporanea frequentazione con Giorgia Meloni ai tempi del Fronte della Gioventù è del tutto irrilevante, contano i fatti di oggi (leggi di lui quanto scritto da Antonella Baccaro nel lontano ottobre 2024: https://www.corriere.it/politica/24_ottobre_01/rai-giampaolo-rossi-il-manager-appassionato-di-boxe-conobbi-meloni-difendendo-colle-oppio-4eb91513-d692-4b11-9e3c-559a9a290xlk.shtml .

Ora, con questo fantasmagorico risultato economico, cosa ci si può attendere per il domani (si proprio domani) prossimo venturo? Allora il canone potrà diminuire come “alcuni” chiedono? Si potranno mandare ancora in onda programmi che durano “L'espace d'une petite nuit”? Si potranno rinnovare ancora i contratti di lavoro al ribasso? Si potrà evitare la noia di razionalizzare i “contratti artistici” di ex direttori? Proseguire con le repliche di Montalbano, la Principessa Sissi e Pretty Woman fino al logoramento delle pellicole? E così via trulallero trullalà.

Però, dobbiamo esprimere grande solidarietà a Rossi&C: i soliti malpensanti hanno pensato bene di attribuirgli una parola che lui non ha mai pronunciato lo scorso 19 maggio, Report, con il solo scopo di offuscare la notizia sui conti. I soliti “commmmunisti” e per di più complottisti!!!

Se ci volessimo attenere solo ai libri contabili ci sarebbe da scrivere un capitolo dell’Enciclopedia Treccani ma, si sa, Bloggorai con i numeri non se la cava gran che bene. Allora ci limitiamo a considerazioni oltre i numeri che, come noto, dicono tanto ma non dicono tutto. Un attento lettore, capace ed esperto del tema, ha detto “Tutti i bilanci sono geneticamente falsi, ovvero una funzione variabile dalle valutazioni degli amministratori. Il problema non è sapere come stanno i conti ma le prospettive, la visione del business dell’Azienda”. 

Quale che sia questa "visione" non è dato sapere. Giocoforza Rossi & C, in questo specifico momento della loro storia, devono suonare le trombe: ne vale la loro continuità, la loro sopravvivenza o la loro resistenza almeno fino a fine mandato, cioè a quel 2027 dietro l’angolo salvo che … salvo che qualcuno possa o voglia rimescolare le carte in tavola con la riforma (della quale saremo costretti a riparlarne presto, prestissimo). Rossi & C da tempo suonano e cantano la solita litania della Digital Media Company della quale però non si ravvedono tracce tangibili. Sono anni, forse oltre un decennio, che se ne sente parlare (abbiamo trovato le tracce di un progetto di Gubitosi senza mai far capire o sapere di cosa si tratta se non una vaga e generica dichiarazione di buona volontà. Peraltro, senza mai specificare correttamente che si dovrebbe trattare di una DMC di “servizio pubblico”. Cosa è o cosa dovrebbe essere? Da che parte inizia e verso dove si dirige? Con quali strumenti e con quali risorse cioè con quale Piano di attuazione e programmazione? Rossi &C continuano a parlare di Piano Industriale e Piano Immobiliare ma di Piano sull’informazione Rai non dicono una virgola, uno buffetto o un “pensiero laterale”.

Come dicono i grandi pensatori? “Primum vivere, deinde philosophari” e domani sarà un altro giorno ... preparate grande scorta di prosecco e pizza del fornaio: ce ne vorrà assai per i prossimi tre giorni.

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sabato 23 maggio 2026

Fresca aria di primavera

By Bloggorai ©

Questa mattina, con calma, scendiamo a valle a prendere un caffè al Circolo Trattoristi Bassa Val Tiberina. Sappiamo già di cosa si parlerà: è presto o tardi per seminare il girasole? Per tutto il resto che succede in Italia e nel mondo sguardi attoniti e perplessi, sfiduciati e leggermente "scocciati" per il costo della "nafta"(eufemismo). 

Sulla Rai e sul Servizio Pubblico, sappiamo che sta per iniziare una settimana complicata, molto complicata. Sappiamo inoltre che qualcuno, evidentemente non appagato degli errori del recente passato, vuole prendere "iniziative" per tornare al punto di partenza. Vedremo. Intanto registriamo il bizzarro silenzio del consigliere Natale su quanto detto dall'AD Rai a proposito del giornalismo d'inchiesta. Dell'altro consigliere abbiamo da tempo perso le tracce.

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RAI: ATTENZIONE Giornalismo cancerogeno!!! Se lo conosci lo eviti

 


By Bloggorai ©

Si sa, succede, può accadere che uno intenda dire fischi e invece dice fiaschi. Si sa, succede, può accadere che uno di notte vede le lucciole e invece sono lanterne. Si sa, succede, può accadere che uno sente i grilli e invece sono i tordi. E se poi a questo qualcuno gli si chiede conto di ciò che ha visto o sentito, solitamente dice: “sono stato frainteso” oppure “mi è sfuggito il pensiero e non l’ho più ripreso” oppure, infine, “Non pensavo a nulla di tutto questo ma avevo in mente ben atri pensieri, più alti e sofisticati … non a caso sono noto come Il Filosofo di Colle Oppio”. Succede pure che la colpa è di di chi ascolta: "Hai capito male". In questi casi, dicono gli esperti, sarebbe utile  applicare la "Patafisica" ovvero la scienza che studia l'assurdo o l'inutile, oppure la "Doxografia" ovvero la scienza che studia i pensieri minori o del passato remoto.  

Fatto sta che ieri l’AD Rai, Giampaolo Rossi, ha pronunciato la seguente frase (testuale): “Il giornalismo d'inchiesta si trasforma in giornalismo di teorema e il giornalismo di teorema diventa un rischio cancerogeno per la democrazia e la Rai non può perseguirlo”. Il suo ragionamento è lineare ai limiti del banale e non dovrebbe necessitare di interpretazione: A cioè il giornalismo d’inchiesta sta a B (il giornalismo di teorema) come B sta a C (il rischio cancerogeno). A+B+C dovrebbero essere in un contesto che "Rai" non può perseguire. Si conclude, per la nota proprietà transitiva che A equivale a C. Punto. 

Mannaggia la miseria: a Rossi &C (tutto il Cda) gli fosse mai venuto in mente che la Ludopatia è veramente cancerogena, un male sociale di proporzioni devastanti che va in onda tutte le sere su RaiUno. 

Dal momento in cui le sue dichiarazioni hanno iniziato a circolare sono scattati subito i suoi “colonnelli” di primo livello, i consiglieri del Cda in quota destra destra, e poi gli “attendenti” cioè i silenziosi o quelli che “forse voleva dire altro” oppure “non ce l’aveva con Report ... ma quando mai !!!”  Fatto sta che i consiglieri di maggioranza si sono affrettati a diffondere un Comunicato Stampa di “corretta interpretazione” e giustificazione mentre quelli di opposizione, forse, stanno ancora cercando di sapere e capire cosa ha detto veramente Rossi. Aspettiamo fiduciosi. Certo è che non ha nominato Report, almeno questo è vero. Certo è che delle famigerate quattro puntate scippate alla trasmissione non se ne parla più come pure del suo ritorno al lunedì e lo steso dicasi per il ritorno di Petrolio. Però le serate speciali dedicate a Garlasco vanno benissimo. Per Rossi &C evidentemente il “giornalismo d’inchiesta” è ben altro, a partire dalla “sua” Newsroom” ("sua" ben inteso della Maggioni).

Nel frattempo, mano al calendario: il prossimo martedì 26 alle ore 13.30, si svolgerà l’audizione del Ministro Giorgetti in VIII Commissione Senato per l’esame del testo di riforma Rai (NT n.162). Forse, speriamo, si potrà svelare il “mistero della lettera di Bruxelles” laddove ci sarebbe scritto che l’EMFA non è in conflitto con la Legge Renzi. I vari “esperti europei” come pure la nutrita pattuglia di parlamentari di opposizione a Bruxelles non ci hanno fatto sapere nulla prima. Forse, sarà la lettera UE è sfuggita anche a loro.

C’è molto altro da scrivere. Per ora va bene così … poi vedremo.

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venerdì 22 maggio 2026

giovedì 21 maggio 2026

RAI: chi siamo noi? cosa facciamo, dove andiamo?

By Bloggorai ©

"La risposta è dentro di te e però è sbagliata"

Che fare? Stato o rivoluzione? Occorre prima affrontare la “… giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo”? I lettori e le lettrici di Bloggorai con una “certa” sanno a cosa facciamo riferimento: reminiscenze di un lontano passato.

E però ci troviamo ad un presente politico che pone gli stessi interrogativi: che fare? Quale strategia si deve predisporre l’opposizione per mettersi in grado di fronteggiare (e battere) la destra alle prossime elezioni? Ovviamente, anzitutto i contenuti, il programma politico e poi la tattica del confronto. In questo ambito si pone la seconda domanda: di fronte all’ottusa intransigenza della maggioranza a risolvere il problema della presidenza Rai e all’ignoranza dei due appelli di Mattarella, può essere lecito prendere in considerazione l’ipotesi di un gesto “rivoluzionario”: le dimissioni di tutti i parlamentari di opposizione dalla Vigilanza Rai.

E qui veniamo al cuore del problema: l’opposizione ha una strategia organica complessiva di tutto il perimetro del Servizio Pubblico, ha una tattica parlamentare, ha una visione della Rai dopo il 2027? A nostro modesto avviso NO! Nel “campo largo” oggi non c’è tempo e spazio per dibattere di Rai, salvo fare qualche scarno comunicato stampa. Come pure abbiamo scritto citando una nostra fonte autorevole “La Schlein non vede, non conosce e non capisce la Rai e, inoltre, non si fida gran chè di alcuni suoi generali”. Il massimo del minimo sindacale che l’opposizione ha saputo esprimere sono stati gli strampalati emendamenti ad una proposta di riforma ormai in ostaggio alla maggioranza. Ieri abbiamo posto ad alcuni autorevoli esponenti politici la stessa domanda “Quale strategia occorre adottare e quale tattica?” e la risposta più significativa è stata: “fare l’opposizione”. È come chiedere all’Oste com’è il vino? Booonooo!!!

Ed arriviamo alla terza domanda: si, occorre prima affrontare prima le contraddizioni in seno all’opposizione in modo chiaro aperto e trasparente. Ci sono contraddizioni e diversi orientamenti, tattici e strategici e se non si risolvono ci si trascina nella palude dove la destra ha gioco facile. Occorre uscire allo scoperto sul tema presidenza Rai: cosa conviene fare? Per paradossale che possa apparire, potrebbe “convenire” lasciare tutto così com’è in attesa di una riforma che possa applicare l’EMFA (e vedremo se mai fosse possibile e quando) oppure cercare in tutti i modi istituzionali di far saltare il banco per arrivare ad una possibile soluzione prima della fine mandato di questo Cda? Ad esempio, potrebbe essere “vantaggioso” per l’opposizione proporre un proprio nome di “garanzia” al posto della Agnes che possa essere accettato anche dalla maggioranza? Oppure, può essere "tatticamente" vantaggioso votare la Agnes? Certo è che il prossimo 27 maggio la convocazione della Vigilanza non potrà essere una ordinaria convocazione qualsiasi e si dovranno svelare le carte, forse una volta per tutte: o c’è un accordo per chiudere la presidenza Rai o non c’è. Ulteriori rinvii suonerebbero come una beffa, una truffa, un imbroglio insopportabile e ingiustificabile: Mattarella potrebbe scendere giù dal Colle e prendere lui stesso una iniziativa politica.

Poi per l’opposizione occorre definire una propria strategia sui tempi e sui modi per la riforma Rai, autonoma e indipendente dai tempi e modi (contraddizioni) della maggioranza. Vale la pena riprendere il testo di un articolo comparso sul Foglio dello scorso 16 febbraio “Meno canone e nuovo cda: Forza Italia porta al Senato una riforma Rai che il Mef considera pericolosa. Il testo unico che unisce 11 proposte di legge ridisegnerebbe poteri e vertici della Rai, ma trova l’opposizione del ministero dell'Economia e delle Finanze. E apre uno scontro tutto interno alla maggioranza. Cercasi scalpo”. Al quale occorre unire l’articolo comparso ieri, sempre sul Foglio con il titolo “Il futuro della Rai: la UE a Giorgetti: il Media Freedom Act è compatibile con la Legge Renzi. Il nodo presidenza”. Si legge “L’Europa ritiene l’attuale legge Renzi conforme al Media Freedom Act”. Appare una bufala colossale, fumo negli occhi proprio alla vigilia delle date prossime venture. Ci aspettavamo oggi di leggere commenti e precisazioni dei “nostri” parlamentari europei. Muti.  Ieri la Floridia ha chiesto chiarimenti su questa presunta lettere UE. Le fonti citate nell’articolo parlano di tempi stretti sia per la riforma e sia per la presidenza che andrebbero di pari passo: questo Cda rimane in sella e si dimetterebbe non appena votata la nuova riforma. Fantasia pura. Vedi oggi le minacce di Salvini (il “capo” di Giorgetti) di andare alle elezioni anticipate. Per non dire poi nel merito del testo depositato in VIII Commissione: l’opposizione “dovrebbe” fare l’opposizione dura e pura a quel testo e invece, sappiamo bene dalla sua genesi, non è stato così prima e forse non sarà così dopo.

Che fare? Torniamo sempre al banale solito punto dipartenza. Se non schiarisce la nebbia e non si esce dalla palude dove sono avvolte sia la maggioranza che l’opposizione non c’è speranza.

Chiudiamo con la “speranza”: domani si chiude il termine per le manifestazioni di interesse sulla vendita dei 15 immobili Rai previsti dal Piano Immobiliare (votato all’unanimità in Cda Rai, compresi i consiglieri di Maio e Natale!!!). C’è da sperare che possa intervenire il Ministro Giuli (sic!!!) per salvare almeno il Delle Vittorie e Palazzo Labia a Venezia. Ieri ci è stata proposta una suggestione: se la Rai ha bisogno di soldi e deve vendere qualcosa, perché non prendere in considerazione la vendita del Centro Sportivo di Tor di Quinto, in fin dei conti è un “gioiello di famiglia” con pure i conti in attivo e che non è certo indispensabile per la sopravvivenza del Servizio Pubblico. Buona idea.

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mercoledì 20 maggio 2026

FantasticheRAI: il mistero del 27

By Bloggorai ©

Sarà mai che il “27” è un numero magico? Sarà mai che tutto, o forse tanto, per la politica e, di conseguenza, per la Rai si gioca proprio intorno a questo numero?

Spesso succede che ci sono momenti in cui il “padrone” vuole far sentire la sua voce e imporre il suo volere sulla sua proprietà in modo forte e chiaro. La Rai oggi è un bene comune, un interesse pubblico, asservito all’interesse privato del “padrone” di turno ovvero del governo del momento che, per pura combinazione, è di destra destra.

Fatto sta che questa sommaria considerazione si colloca in un contesto politico, in un quadro di riferimento che vede, appunto, il 2027, dietro l’angolo, come un crocevia della democrazia del nostro Paese. Le prossime elezioni politiche potranno confermare o invertire l’attuale maggioranza di governo che, proprio in questa prospettiva, sta predisponendo la sua ultima battaglia di fine legislatura: una nuova legge elettorale a sua immagine e somiglianza già anticostituzionale prima ancora di essere formulata. Sarà, forse, una battaglia campale dove non si faranno prigionieri e dove Meloni&C si giocheranno tutto per tutto. Tutte le armi, tutti gli strumenti, tutti i mercenari saranno arruolati e schierati in campo e, giocoforza, anche la Rai dovrà dare il suo contributo alla causa.

Ecco allora che si possono leggere le “notizie” di questi giorni e intravedere le trame più o meno occulte che si stanno tessendo, sia tra i partiti di maggioranza ma non da meno tra quelli di opposizione. Ecco allora che si legge l’esito dell’iniziativa di Giachetti che ha portato alla convocazione della Vigilanza il prossimo 27 maggio ed ecco allora che si legge la possibile contemporanea audizione del Ministro Giorgetti, il vero “padrone” della Rai, in Commissione Senato lo stesso giorno.

Si legge, si sente dire, si diffonde un messaggio: “Vogliamo chiudere la partita Rai, presidenza o riforma che sia, prima possibile. Non ci possiamo permettere ritardi”. I due termini però si confondono, si sovrappongono e si mescolano tra loro. La “convalida” della presidenza Rai da parte della Vigilanza è un atto dovuto da oltre un anno. La riforma pure è un atto dovuto da ben oltre un anno: le disposizioni dell’EMFA erano note da tempo prima della sua entrata in vigore ufficiale lo scorso 8 agosto.

Se prima del referendum l’agenda poteva essere considerata “tranquilla” e non si poneva nessuna fretta ora però le contingenze (i timori della Meloni) impongono di essere riscritta. Le tensioni interne alla maggioranza sono forti e minacciose e a Palazzo Chigi non dormono sonni tranquilli e il rischio di implosione è forte tra loro. Sicché taluni oggi vorrebbero spingere a chiudere la partita Cda Rai per l’autunno in modo di avere una nuova governance Rai sotto controllo per i successivi 5 anni (come vorrebbe appunto Giorgetti con una forte impronta del Governo come ha sostenuto nei giorni scorsi) ma, ancora di più, durante l’anno della competizione elettorale. Sicché altri però non la vedono allo stesso modo proprio perché molto incerti sulla redistribuzione del potere vista la tensione in corso. Il Governo, ovvero Giorgetti ovvero la Lega, avrebbe ancora il potere di nomina del vertice Rai? E Forza Italia, ovvero i giovani Berlusconi, rimarrebbero in finestra a guardare fatti e misfatti dei Fratelli d’Italia?  

Allora, cerchiamo di mettere in ordine i temi e i problemi. La convocazione della Vigilanza del prossimo 27 maggio non significa affatto che sia risolto il problema centrale che l’ha bloccata finora, cioè la ratifica del nome indicato dal Governo come presidente Rai, ovvero Simona Agnes. Anzi! Vedi le ipotesi che abbiamo formulato nei giorni scorsi e che vi riproponiamo:

A la Agnes rimane candidata, la situazione non si sblocca e si parlerà d’altro

B la Agnes fa un passo indietro e si trova un altro nome (chi?)

C la Agnes viene votata da alcuni “volenterosi” (chi?)

D si parlerà d’altro e il problema verrà rinviato (a quando?)

Ecco allora che si incrocerebbe, lo stesso giorno, la presenza di Giorgetti in Commissione Senato. Però non è ancora confermato nulla: i calendari sia della Va (bilancio) sia dell’VIIIa (trasporti) non sono stati ancora definiti e pertanto è ancora tutto in alto mare. E semmai fosse che, come si legge, che il “padrone” riuscisse a dettare le “sue” regole sulla proposta di riforma, non è detto da nessuna parte che poi possano andare de plano.

Si torna al punto di partenza: è la Vigilanza dove lì, verosimile, si giocherà una parte rilevante della partita. Riusciranno i “nostri eroi” del Governo a trovare una soluzione a loro favorevole per la presidenza Rai? E la soluzione a loro favorevole potrà essere condivisa dall’opposizione che comunque dovrà esprimere il suo voto per garantire un Presidente di garanzia? Per quanto abbiamo potuto sapere capire: no! E si ritorna ad un altro punto di partenza: è prevedibile che si possa addirittura “andare in Aula” con un testo di riforma già a settembre? Ribadiamo: per quanto abbiamo potuto sapere capire: no! Basta prendere un calendario e fare due conti: siamo a fine maggio e il testo di riforma proposto dal governo è in stand by in VIII Commissione dove non si sono tracce né di calendarizzazioni e tantomeno di audizioni. Se mai tutto dovesse andare di gran fretta e senza intoppi, bene che vada, occorrono settimane o mesi e quindi ben oltre la prossima estate. Inverosimile supporre che possa andare in Aula a fine settembre (già Gasparri disse che sarebbe andata in Aula alla fine dello scorso anno).

Auguri!!!

bloggorai@gmail.com

ps. occhio al calendario e segnate queste date: 22 e 27 maggio, 12 e 15 giugno