Bloggorai propone formalmente una OPA-SP verso “AVVISO DI
SOLLECITAZIONE DI MANIFESTAZIONE DI INTERESSE per la cessione di un portafoglio
immobiliare” pubblicato sul sito Rai lo scorso 24 aprile 2026 e con scadenza il
prossimo 22 maggio.
I proponenti si costituiranno in soggetto sociale avente
denominazione “Papere Rai-Art.9” (da ora in avanti “il proponente”). L’oggetto
della costituenda Società si ispira all’Art.9 della Costituzione che recita “Tutela
il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela
l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future
generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli
animali”. Nota a margine: il riferimento a qualche articolo della Costituzione
o EMFA è sempre utile. Obiettivo della costituenda società consiste, appunto, nel
promuovere e valorizzare l’area golenale prospiciente il fiume Tevere di proprietà
di Rai Spa come da punto n. 3 dell’Allegato (teaser elaborato da KPMG). Vedi
scheda:
Bene, finora abbiamo parlato di cose serie, ora invece ci
vogliamo divertire appena appena, leggermente. Parliamo del Piano Immobiliare
ovvero di un “buco nero”, uno dei tanti in cui rischia di precipitare la Rai. La
genesi e la fretta con cui è stato concepito ed approvato (rivedere tutto quanto
abbiamo scritto da anni) ci ha lasciato sempre molto perplessi (eufemismo) per
non dire sospettosi. Tanto per intenderci, Bloggorai ha messo piede a Palazzo Labia
di Venezia ed ammirato gli affreschi del Tiepolo quando aveva i calzoncini
corti e già allora se ne parlava senza mai venirne a capo e ora ci riprovano inserendolo
nei 15 cespiti in vendita.
Ora, come pure abbiamo scritto e ribadiamo: la Rai si trova
sull’orlo di un baratro. O si ristruttura al suo interno con sostanziali interventi
economici, editoriali e strutturali come pure la Corte dei Conti richiede da
anni, oppure non sarà più in grado di sostenersi con le risorse (incerte) di
cui dispone. O riduce il suo perimetro di attività o riduce le spese. A nostro
modestissimo avviso, invece si possono percorrere entrambe le direzioni: rivedere
il perimetro dell’offerta editoriale (reti e testate) e razionalizzare ed
ottimizzare i costi. Tanto per capirci: perché la trasmissione della Maggioni
è stata realizzata tutta in esterno a Cinecittà e non in uno studio Rai? Quanto
è costata?
Ieri è comparso un “bizzarro” comunicato stampa (!!!) diffuso
dal Consigliere Natale (dell’altro consigliere di opposizione si sono perse le
tracce semmai qualcuno le avesse mai viste) dove si legge che “… E' giusto
discutere con grande attenzione del destino del Teatro Delle Vittorie,
autentico tempio del nostro spettacolo. E' però altrettanto giusto e utile
affrontare il tema delle risorse finanziarie a disposizione del servizio
pubblico, da anni sottoposte a costante decurtazione”… per poi buttare la palla
in Tribuna (deserta) della Vigilanza Rai “… Ed è giusto dunque che di questi temi
si possa discutere nella Commissione di indirizzo e vigilanza sulla Rai: il Parlamento
ha il diritto di sapere e di dire la sua, così come il vertice Rai ha il
diritto - non solo il dovere - di spiegare le ragioni che hanno portato in
questi anni all'adozione del Piano Immobiliare”. Chissà, forse al consigliere Natale
nessuno ha ricordato che la Vigilanza Rai non si riunisce da mesi e non ci sono
segnali che si possa riunire nei prossimi tempi nonostante 2 (due) richiami di Mattarella
e, qualora mai dovesse avvenire, deve anzitutto affrontare il suo nodo cruciale: la nomina
del Presidente.
Poco dopo questo comunicato abbiamo ritrovato il consigliere
dei dipendenti Di Pietro che in una nota ha fatto sapere che “… Sono ormai anni che lo Stato opera continui
prelievi di risorse dalla Rai, e questo non può continuare indefinitamente. In
questa situazione, l'Azienda non può far quadrare i conti senza procedere a
scelte di efficientamento … Sarò sempre contrario alla vendita del Teatro Delle
Vittorie perché non è solo patrimonio da bilancio ma rappresenta la memoria
condivisa di un intero Paese".
Non ci resta che sperare in Di Pietro.
Ci sta venendo un dubbio a proposito della costituenda società
“Papere Rai – art.9”: inserire nell’oggetto sociale la tutela di una rara
specie di fauna metropolitana: il famigerato “sorcio verde” ovvero quell’animaletto
fastidioso che nei Cda sostiene e alimenta l’opposizione. La storia dei Cda
Rai, a partire dalla cosiddetta “Società civile” dei bei tempi andati di Tobagi
e Colombo, di “sorci verdi” alla maggioranza di governo ne ha fatti vedere ben pochi e a
questa maggioranza di destradestra, di Rossi e Marano, men che meno.
Bloggorai@gmail.com
Ps 1: per chi volesse aderire all’OPAS – SP visto l’elevato valore
finanziari ed etico dell’operazione la quota di sottoscrizione volontaria
minima è stimata in 100 mila Euro. Un pò esosa ma ne vale la pena!
Ps 2: rimanete sintonizzati, ci può essere un secondo Post
in giornata.










