Le lettici e i lettori di Bloggorai sono certamente attrezzati
di tante conoscenze e competenze che spaziano dalla Scienza politica alla sociologia,
dalla Giurisprudenza all’Economia, dalla Psicologia alla Storia Moderna e non ultima
Ingegneria delle TLC. Occorre saper mescolare di tutto un po' per comprendere
quello che succede intorno a noi.
Oggi ci eravamo ripromessi di occuparci di altro, ad esempio
di una piccola notizia comparsa ieri sul supplemento economia del Corriere: un produttore
cinese ha messo in commercio una smart Tv, al modico costo di circa 130 euro,
dove sono “inseriti” di default circa 6.000 film e serie Tv ed è diventata la
terza piattaforma al mondo per numero di contenuti. Ne avevamo già parlato: l’avanzata
delle FAST Tv (Free Ad-Supported Streaming Television) è diventata dirompente. Basta
accendere un televisore di nuova generazione (smart) e si entra in un mondo parallelo
alla Tv generalista digitale dove si trova di tutto, di più e di meglio.
Poi ci eravamo ripromessi di proporvi un accenno al consueto
rapporto di Mediobanca “2025 - Report Media & Entertainment” dove si
leggono cose interessanti: “ … I ricavi da abbonamenti video on demand
rappresentano il 22,2% del giro d'affari complessivo e registrano l'incremento
più sostenuto tra le principali linee di business (+13,4% sul 2024). In
contrazione risultano invece pubblicità (-4,1%), pay TV tradizionale (-2,5%) e
produzione e distribuzione di contenuti (-2,1%). Continua la crescita della
base utenti delle piattaforme streaming (+6,1% sul 31 dicembre 2024), anche se
a ritmi inferiori rispetto agli anni precedenti. A Netflix la leadership
globale, con oltre 300 milioni di abbonati, pari al 27,7% del mercato SVOD
mondiale. Seguono Amazon Prime Video, con oltre 200 milioni di utenti, e Walt
Disney, che con Disney+ e Hulu supera i 196 milioni di sottoscrittori” … “Sul
fronte pubblicitario, la televisione registra una contrazione del 2,6%, mentre
la radio cresce del 2,1%. Le piattaforme digitali continuano a rafforzare la
propria posizione, concentrando oltre il 66% degli investimenti pubblicitari
nazionali. Internet è ormai la prima porta d’accesso alle notizie: il 55,8%
degli italiani si informa online, mentre la TV raggiunge il 43,2% della popolazione”.
Poi, volevamo proporvi una riflessione su quel testo suggerito
da un nostro attento lettore che vi abbiamo citato a proposito della “narrazione”
politica ovvero “La crisi della narrazione. Informazione, politica e vita
quotidiana”. Citiamo: “Per i miei lettori è più importante l’incendio di
un solaio del Quartiere Latino che non una rivoluzione a Madrid” (H. de Villemessant,
fondatore de Le Figaro”, ne riparleremo.
E proprio leggendo questo
testo, in queste ore, abbiamo cambiato idea e ci rimettiamo nel solco della
brutale attualità, della cronaca politica.
È successo che oggi veniamo a sapere che la Procura di Roma
ha aperto un fascicolo a carico di certi signori con nomi a noi noti: il primo,
noto come “faccendiere” come un altro di cui si parla e si scrive molto, è
luigi Bisignani (per sapere tutto di lui vedi https://roma.repubblica.it/cronaca/2026/09/15/news/luigi_bisignani_lotito_andreotti_p4_chi_e-425586203/
) e il secondo è Mauro Masi, ex Dg Rai, penna di punta del quotidiano Il Tempo.
L’oggetto dell’indagine è una bega finanziaria che a noi non interessa mentre invece
ci incuriosisce un dettaglio: intorno, ai margini di questa storia, c’è di mezzo
uno studio legale che ha molto a che fare con la Rai.
Passo indietro di poche ore. Questa mattina i legali di Ranucci
hanno depositato il ricorso ex art. 700 CpC finalizzato a chiedere il reintegro
del conduttore a Report da dove è stato “rimosso” a seguito di una presunta
indagine (segreta) del Comitato Etico Rai senza alcuna motivazione. Bene,
Bloggorai organizza un banchetto di fuori al Tribunale di Viale Giulio Cesare
con prosecco e tarallucci: vedremo come andrà a finire.
Nel frattempo, ci siamo incuriositi per sapere A che
differenza corre tra “rimozione” e “rotazione” dall’incarico? B chi
difenderà le ragioni della Rai C cosa sappiamo del “contenzioso del
lavoro Rai?
Sul primo quesito. Rai proverà a sostenere che è nel suo diritto
editoriale “ruotare” i conduttori a suo insindacabile giudizio. I legali di Ranucci
non contestano questo diritto ma chiedono al giudice di sapere se questa “rotazione”
sia legittima in conseguenza di una pressione politica e mediatica indebita e
lesiva dell’indipendenza del Servizio Pubblico dal potere dell’esecutivo. Si
tratterà allora di comprendere bene la differenza tra “rotazione e rimozione” e
sarà interessante essere in Aula quel giorno ad ascoltare le “arringhe” degli avvocati.
Già, e veniamo al punto B: chi difenderà le ragioni della Rai? Per quanto ci è dato sapere, potrebbe essere forse il noto Studio Legale Pessi che, per quanto ci risulta, ha gestito un ricco portafoglio di contenzioso del lavoro da molti anni: "Di fatto" ci dice una nostra fonte, "ha avuto il monopolio delle cause di lavoro e non mi stupirebbe che anche in questo caso di tale rilievo possa essere indicato quello studio".
Il Cda Rai, gli attuali consiglieri di amministrazione
(magari di “opposizione”) ne dovrebbe essere bene a conoscenza: già nell’ottobre
2019 è stato sollevato il caso sulla procedura seguita per l’assegnazione dell’incarico,
corredando il tutto con notevole documentazione (sappiamo tutto). Oggi, per
fatal combinazione, veniamo a sapere che lo stesso Studio Legale Pessi sarebbe
molto “vicino” al senatore Lotito. E come sarebbe arrivato lo Studio Pessi
In Rai, chi lo avrebbe “introdotto”? La nostra fonte non ha dubbi: sappiamo tutto
su vari legami di antiche amicizie e parentele.
Infine, sul punto C: intorno e dentro il contenzioso del lavoro
Rai girano tanti, tanti milioni di euro (tutti noti e riscontrabili dal
Bilancio). Sembra che tra spese legali, transazioni e mediazioni la cifra
si aggira introno ai 10/12 milioni di euro. Inoltre, esiste un Fondo Rischi
ed Oneri dove periodicamente sarebbero accumulati e dove giacciono decine di
milioni. Come e da chi viene gestito questo fondo? Da chi riceve
indicazioni sulla sua collocazione in Bilancio Rai? Quel “malloppo” può far orientare
un bilancio tra passivo e negativo, non è roba da poco. Chi decide? Semplice: l’AD.
È sempre lui che decide proprio come l’esito dell’indagine farlocca del
Comitato Etico.
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