mercoledì 27 maggio 2026

il Grande Azzardo RAI (e bufala collegata)

By Bloggorai ©

Questa mattina parliamo di cose serie. È stato presentato nei giorni scorsi la quarta edizione del Libro Nero sull’azzardo in Italia con il titolo “Lo Stato perdente”. Il Rapporto è stato elaborato dalla CGIL, dalla Federconsumatori e da IssCom.

Numeri impressionanti che debbono essere citati integralmente: “Da tempo assistiamo ad una abnorme crescita dei volumi del gambling in Italia, fino a far diventare il nostro Paese, solito a stazionare negli ultimi posti delle classifiche economiche, largamente primo in Europa per quanto perso dai propri cittadini in azzardo

Mentre qualche soggetto interessato chiede la “normalizzazione” dell'azzardo, le perdite degli italiani sfiorano i 22 miliardi, praticamente una manovra finanziaria, e la raccolta complessiva sale ulteriormente; nel 2025 ha superato i 165 miliardi, una cifra numericamente corrispondente al 7,3% del PIL nazionale… 

Ma le enormità debbono essere notate: 165 miliardi di raccolta dell'azzardo raggiunti in Italia sono di gran lunga superiori ai 138,6 miliardi di valore del Fondo Sanitario Nazionale, e sono il doppio della spesa per l'istruzione …   In cinque anni le maggiori imprese del settore hanno visto una crescita degli utili del 165% in termini reali, mentre il loro fatturato ha raggiunto nel 2025 i 10,4 miliardi. 

Ma c'è un terzo soggetto che solitamente viene trattato anch'esso come vincente, in modo del tutto errato, ed è lo Stato italiano. Solo miopi criteri ragioneristici possono portare a credere che rispetto all'azzardo lo Stato sia nel campo dei vincenti, grazie alle entrate per tassazione. Entrate rilevanti, (11,4 miliardi nel 2025, il 6,9% della raccolta) ma in costante calo, per effetto della inarrestabile crescita del canale online; le entrate dello Stato sono ormai prossime al sorpasso da parte del fatturato dei concessionari. Entrate che noi riteniamo decisamente inferiori alle uscite. Un bilancio sociale dell'azzardo dovrebbe esaminare per prima cosa i costi sanitari generali, non limitandosi a quelli strettamente legati alla cura delle persone con disturbi da gioco d'azzardo”. 

Prosegue il Rapporto: “Nell'online sono 17 milioni i conti-gioco attivi, l'84% dei quali ha chiuso il 2025 con una perdita. Sono stimabili in 4,8 milioni i giocatori attivi nell'online; tutti i segnali dicono che è sempre più forte l'attrazione di giovani e giovanissimi verso il gioco da remoto… Nel 2025 in Italia, nell'azzardo complessivo, cittadini e cittadine hanno “investito” 3.284 euro pro capite. Spiccano i 12,8 miliardi di Roma Capitale, gli 11,5 mld di Napoli Città Metropolitana, i 9,4 mld di Milano CM…” e così via. Una parte del Rapporto è dedicata alle strette relazioni tra malavita organizzata e gioco d’azzardo, un veicolo efficace per riciclare denaro sporco derivato da attività criminali.

Bene. Allora, come abbiamo già fatto tante altre volte, poniamo la domanda: dove si trova una culla del virus devastante della ludopatia? Semplice: nel cuore del Servizio Pubblico ovvero segnatamente al Teatro delle Vittorie e in onda tutte le sere su Rai Uno dalle 20.35 alle 21,40. Il programma è visto mediamente da oltre 4 milioni di persone. Non richiede alcuna abilità o capacità o conoscenze: si tratta solo di “azzardare” il pacco giusto, esattamente come si può fare con un Gratta e vinci. Riteniamo che questo gioco sia un “fattore abilitante” alla cultura, al racconto sociale dell’azzardo come possibilità di riscatto, di esaudire un sogno o avverare un desiderio affidandosi alla sorte. Nonostante lo abbiamo scritto più volte, non abbiamo mai letto un pensiero, una dichiarazione, un comunicato stampa dei consiglieri di amministrazione Alessandro di Majo e Roberto Natale che su questo problema potrebbero e dovrebbero avere una sensibilità particolare, superiore a quella dei loro colleghi espressi dal “governo” che su questo tema invece fa il “doppio gioco”. Sotto il segno del bilancio aziendale si consuma un crimine sociale che vede il Paese intero soccombere e lo Stato, come denuncia il Rapporto citato, perdere soldi e credibilità.

Questa mattina però parliamo pure di cose meno serie. Nei giorni scorsi siamo stati sfortunati. Ci eravamo preparati prosecco e olive per l’audizione del Ministro Giorgetti e invece nulla. Tutto rinviato. Poi ci eravamo preparati caffè e cornetto per assistere alla Vigilanza Rai che, dopo due richiami di Mattarella e lo sciopero della fame di Giachetti, tornava a riunirsi. La seduta ieri non era pubblica e quel poco che si è saputo è stato vicino al nulla, alla fuffa allo stato puro, se non peggio. Il peggio consiste in una clamorosa “bufala” normativa: secondo quanto disposto dalla Legge in vigore, la 103 del 14 aprile 1975, all’art. 4 si legge che “… formula gli indirizzi generali per l'attuazione dei principi di cui all'articolo 1, per la predisposizione dei programmi e per la loro equilibrata distribuzione nei tempi disponibili; controlla il rispetto degli indirizzi e adotta tempestivamente le deliberazioni necessarie per la loro osservanza…” ovvero la Legge oggi in vigore NON dispone  in alcun modo che la Vigilanza possa occuparsi di Piano Immobiliare o di altri temi di carattere economico. Convocare il Ministro Giuli per il suo interesse al teatro delle Vittorie, o i dirigenti Rai responsabili del Piano Immobiliare NON compete alla Vigilanza Rai, non è di suo interesse. Punto, non ci sono possibilità di dubbi interpretativi. Certamente la “svendita” del patrimonio immobiliare pubblico è un tema importante ma non è al primo posto. Nel frattempo però ieri come per i prossimi giorni, siamo in alto mare, nella confusione più totale sui due grandi temi che interessano il presente e il futuro della Rai: la sua riforma cioè l’applicazione immediata dell’EMFA e, in subordine, la nomina del presidente del Cda ovvero una prerogativa fondamentale della Vigilanza Rai. Non ci giriamo intorno: la confusione riguarda tutti, maggioranza e opposizione. Nessuno è in grado di fare una mossa, esprimere un segno politico in grado di sbloccare la situazione.  Ieri il Corriere ha titolato in modo efficace “Rai, la Commissione Vigilanza si riunisce dopo 2 anni di stop. Ma i dossier cruciali restano «congelati»” e neppure il caldo di questi giorni sarà in grado di scongelarli. Forse, a molti, va bene, benissimo, così.

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RAI: la sua "Vigilanza" e il vuoto della Politica

 

By Bloggorai ©

Fatte dieci le priorità di interesse degli italiani (pace, lavoro, economia, giustizia, sanità, istruzione, ambiente, scuola, casa e giovani messi nell’ordine che preferite) in che posizione si potrebbe collocare il tema “Rai” ovvero il Servizio Pubblico? Di conseguenza, dove si potrebbe collocare l’interesse degli italiani verso la Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai? Quanti italiani sanno cosa è, di cosa si dovrebbe occupare e quanto è rilevante per il presidio    di “ … indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi…”? abbiamo la vaga impressione che siano ben pochi e che gli stessi lettori di Bloggorai non ne siano bene a conoscenza.

Eppure lo stesso Presidente Mattarella è intervenuto due volte per richiamare l’attenzione sul suo mancato funzionamento: “Non è accettabile che, dopo un anno e mezzo, al servizio pubblico nazionale manchi ancora l’assetto dei propri organi amministrativi e la Commissione di Vigilanza non sia in grado di esercitare i suoi compiti” ha dichiarato la seconda volta lo scorso 26 aprile. NON E’ ACCETTABILE!!! Chi altri potrebbe intervenire dopo di lui? Il Papa? l'ONU forse no perché comunque non se lo fila nessuno. Eppure l'appello del Presidente è passato pressoché inosservato e nessuno si è ben guardato da trarne le dovute conseguenze. dimissioni!!! E adesso chi lo dice a Mattarella che si, è vero, la Vigilanza si è riunita e però non è stata in grado di esercitare il "suo" compito prevalente. osservare la legge che impone il suo voto per la ratifica della Presidenza Rai. Chi lo dice a quei quattro gatti che ancora credono nel ruolo, nella rilevanza e nelle funzioni della Vigilanza Rai che oggi è stato fatto un buco nell'acqua?

Dopo di che c’è stato lo sciopero della fame e l’incatenamento alla Camera di Roberto Giachetti per chiedere la convocazione della Vigilanza che, bontà del Governo, era stata messa in calendario per stamattina alle 8.15. Se non che … sorpresa: non è prevista la diretta Web perché non ci sono audizioni. Incredibile ma vero. Dopo oltre un anno di paralisi della Vigilanza, oggi torna a riunirsi ed avviene a porte chiuse. E, per di più, all’indomani del rinvio dell’intervento del ministro Giorgetti in VIII Commissione Senato sulla riforma quando si potevano e si dovevano svelare i giochi sporchi della maggioranza. Incredibile ma vero!

Appare tutto molto grave, incomprensibile e ingiustificabile. I “fatti” della politica si misurano, si pesano e valgono per quei risultati che si ottengono concretamente. Ed oggi c’era e c’è tutt’ora un solo fatto politico di rilievo: la presidenza Rai. O si affronta e si risolve quel tema o è pressoché inutile convocare la Vigilanza e il suo Ufficio di Presidenza. Per parlare del teatro Delle Vittorie? Perché? Cosa si nasconde dietro questa trama? Qualcosa e forse tanto non torna. Qualche idea ce la stiamo facendo, un vaga sensazione si sta concretizzando. cercheremo di sapere e di capire.  

Il gioco dell’oca prosegue: torniamo al punto di partenza ovvero alla fuffa, al nulla, al niente, al vuoto.

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martedì 26 maggio 2026

La "riforma" RAI tra caffè e prosecco

By Bloggorai ©

Un giorno succederà, sarà inderogabile, che Bloggorai esporrà un cartello con sopra scritto “Chiuso per fine attività. Grazie a tutte e a tutti e arrivederci!”. Quando questo avverrà non sarà perché non ci saranno più lettori ma non ci sarà più interesse verso la “materia prima” ovvero la “terra rara” con la quale è nato e cresciuto questo Blog in questi lunghi otto anni: la Rai e il Servizio Pubblico Radiotelevisivo. O meglio, certamente sopravviverà ancora per molti anni, ma sarà come assistere alla cronaca di un suicidio assistito al quale nessuno ha voglia, forza e coraggio per opporsi.

Questo pensiero “ottimista” lo scriviamo da tempo e ieri sera ne abbiamo avuto l’ennesima conferma. Su Rai Uno è andato in onda Alberto Angela con uno speciale sui “luoghi segreti di Parigi” che nemmeno la Pro Loco francese avrebbe potuto far di meglio, salvo poi scoprire che tra i luoghi proposti c’era il giardino di Giverny dove dipingeva Monet a oltre 100 km dalla Torre Eiffel. Meno male chi si trattava di "luoghi segreti di Parigi". Su Rai Due un format reality di produzione esterna Banijay Italia (tanto per gradire) senza arte né parte. Su Rai Tre la fantasmagorica trasmissione personale di Monica Maggioni, Newsroom, che ha raccolto i soliti condomini del quartiere ovvero 397 mila telespettatori pari al 2,9% di share. Il progetto di affossamento di Rai Tre prosegue inarrestabile e, as usual, tutti tacciono.

Per rinfrancare lo spirito, siamo andati in edicola (tra le poche che riescono a sopravvivere) a cercare tracce di Rai (nada!!!) sulla carta stampata dove ormai per comprare i giornali ci vuole il carrellino della spesa: si chiedono un tanto al chilo per quanto pesano i vari inserti di moda, design, cucina, orologi di lusso, auto sportive etc. Ovviamente, l’informazione è un “allegato”. Poi c’è chi si lamenta che la “gente” non legge più i quotidiani.

Sicchè, a proposito di forza voglia e coraggio per l’opposizione, ieri ci sono stati i risultati delle elezioni comunali e sappiamo come sono andati: male. Hai voglia a dire che “è solo una competizione locale” oppure “abbiamo tenuto qui o preso lì”. C’è un dato nazionale forte, chiaro e indiscutibile nonché grave: il progressivo calo dell’affluenza al voto. E a questo dato se ne accompagna un altro: il consenso dell’elettorato verso questa destra, nazionale o locale che dir si voglia, regge, tiene. Come pure un terzo dato: il “tavolo di lavoro del campo largo” appare come un tavolinetto da campeggio che si apre e si chiude a seconda delle necessità e possibilità e qualche volta traballa. Proviamo a fare una banale equazione: Venezia sta al progetto politico del “campo largo” come la Riforma Rai sta al gruppo di lavoro che pure, ostinatamente, nei prossimi giorni si vorrebbe riunire in semi clandestinità. Con questi metodi non si va da nessuna parte.

Lo ribadiamo forte e chiaro: oggi la Riforma Rai non è in agenda di questo Governo e proprio pochi minuti addietro ne abbiamo avuto ulteriore conferma. Ci eravamo preparati un bicchiere di prosecco fresco, la pizza del fornaio e qualche oliva per assistere al previsto spettacolo del giorno con il Ministro Giorgetti che avrebbe forse svelato finalmente il “mistero” della lettera UE con la quale si sosterrebbe che l’EMFA è compatibile con la Lege Renzi e invece, puffete, svanito, rinviato nel nulla, evaporato a data da destinarsi. E, of course, se non c’è il “padrone” di casa di riforma non se ne parla. E siamo alla fine di maggio e, semmai un giorno se ne parlerà, sarà possibile solo a valle di quanto il Ministro, gentilmente, farà sapere a proposito del testo della “sua” maggioranza sul quale ha fatto sapere che è in disaccordo. Siamo a “carissimo amico … un giorno ti scriverò…”. Chissà, forse Giorgetti è rimasto turbato dall’entusiasmo dell’AD Rossi e del "suo" Cda che per la prima volta dopo tanti anni hanno conseguito un “un risultato netto consolidato positivo per 9,3 milioni di euro”. Magari Giorgetti avrà pure fatto un pensierino sul fatto che nel prossimo futuro un tagliettino, piccolo piccolo, al canone di una decina di milioni si potrà pure fare … tanto non si offende nessuno e i cittadini esultano.  

Domani è un altro giorno e si vedrà cosa potrà succedere in Vigilanza Rai. Al momento, sappiamo solo che i Parlamentari dovranno fare una levataccia: la riunione è prevista alle 8.15. Sappiamo pure che non è previsto un ordine del giorno la solo “comunicazioni della Presidente”. Di presidenza Rai non ci sono tracce e tantomeno si hanno notizie di accordi e se non si sblocca quel problema siamo punto e a capo. Vale ancora quanto abbiamo scritto nei giorni scorsi:

A la Agnes rimane candidata, la situazione non si sblocca

B la Agnes fa un passo indietro e si trova un altro nome (chi?)

C la Agnes viene votata da alcuni “volenterosi” (chi?)

D si parlerà d’altro e il problema verrà rinviato (a quando?)

Invece del prosecco, domattina caffè e cornetto!

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lunedì 25 maggio 2026

RAI: quando la filosofia diventa matematica

By Bloggorai ©

Care lettrici, cari lettori ... come va? A casa, tutti bene? La primavera è ormai in pieno sviluppo. Tutto bene, benino, insomma, vedremo. Le elezioni comunali tra poco ci diranno qualcosa sullo stato di salute del Governo Meloni e dei suoi amministratori locali. La situazione internazionale traballa ma ce la caveremo.

In attesa del nuovo giorno, della nuova alba che sta per arrivare leggiamo con “divertito stupore” (ipse dixit AD Rai) quanto avviene dentro e intorno al Servizio Pubblico Radiotelevisivo prossimo venturo. Che succede? Nulla, rigorosamente nulla che valga la pena trattare. Non ci sono notizie di rilievo.

Di cosa allora dovremmo parlare? Dello strabiliante comunicato stampa con il quale si magnifica che “Chiudiamo l’esercizio 2025 con un risultato netto consolidato positivo per 9,3 milioni di euro” …  e poi aggiunge “Stiamo lavorando per la Rai del futuro; continuiamo a farlo con l’umiltà necessaria a fronteggiare i grandi cambiamenti, quella che Chesterton definiva «la madre dei giganti», segreto di ogni successo”. Sempre per la famosa e comoda proprietà transitiva applicata nel caso del giornalismo d'inchiesta cancerogeno: se “l’umiltà” è la madre dei giganti, i figli dovrebbero essere parimenti “umili”. Che dire: Rossi è un vero filosofo, pragmatico e con un alto senso civico e un astutillo ingegnere politico. Il fatto che provenga dalla mitica sezione di “Colle Oppio” (noto per la Domus Aurea, la casa di Nerone ed è tutto dire a proposito di simboli) e per la contemporanea frequentazione con Giorgia Meloni ai tempi del Fronte della Gioventù è del tutto irrilevante, contano i fatti di oggi (leggi di lui quanto scritto da Antonella Baccaro nel lontano ottobre 2024: https://www.corriere.it/politica/24_ottobre_01/rai-giampaolo-rossi-il-manager-appassionato-di-boxe-conobbi-meloni-difendendo-colle-oppio-4eb91513-d692-4b11-9e3c-559a9a290xlk.shtml .

Ora, con questo fantasmagorico risultato economico, cosa ci si può attendere per il domani (si proprio domani) prossimo venturo? Allora il canone potrà diminuire come “alcuni” chiedono? Si potranno mandare ancora in onda programmi che durano “L'espace d'une petite nuit”? Si potranno rinnovare ancora i contratti di lavoro al ribasso? Si potrà evitare la noia di razionalizzare i “contratti artistici” di ex direttori? Proseguire con le repliche di Montalbano, la Principessa Sissi e Pretty Woman fino al logoramento delle pellicole? E così via trulallero trullalà.

Però, dobbiamo esprimere grande solidarietà a Rossi&C: i soliti malpensanti hanno pensato bene di attribuirgli una parola che lui non ha mai pronunciato lo scorso 19 maggio, Report, con il solo scopo di offuscare la notizia sui conti. I soliti “commmmunisti” e per di più complottisti!!!

Se ci volessimo attenere solo ai libri contabili ci sarebbe da scrivere un capitolo dell’Enciclopedia Treccani ma, si sa, Bloggorai con i numeri non se la cava gran che bene. Allora ci limitiamo a considerazioni oltre i numeri che, come noto, dicono tanto ma non dicono tutto. Un attento lettore, capace ed esperto del tema, ha detto “Tutti i bilanci sono geneticamente falsi, ovvero una funzione variabile dalle valutazioni degli amministratori. Il problema non è sapere come stanno i conti ma le prospettive, la visione del business dell’Azienda”. 

Quale che sia questa "visione" non è dato sapere. Giocoforza Rossi & C, in questo specifico momento della loro storia, devono suonare le trombe: ne vale la loro continuità, la loro sopravvivenza o la loro resistenza almeno fino a fine mandato, cioè a quel 2027 dietro l’angolo salvo che … salvo che qualcuno possa o voglia rimescolare le carte in tavola con la riforma (della quale saremo costretti a riparlarne presto, prestissimo). Rossi & C da tempo suonano e cantano la solita litania della Digital Media Company della quale però non si ravvedono tracce tangibili. Sono anni, forse oltre un decennio, che se ne sente parlare (abbiamo trovato le tracce di un progetto di Gubitosi senza mai far capire o sapere di cosa si tratta se non una vaga e generica dichiarazione di buona volontà. Peraltro, senza mai specificare correttamente che si dovrebbe trattare di una DMC di “servizio pubblico”. Cosa è o cosa dovrebbe essere? Da che parte inizia e verso dove si dirige? Con quali strumenti e con quali risorse cioè con quale Piano di attuazione e programmazione? Rossi &C continuano a parlare di Piano Industriale e Piano Immobiliare ma di Piano sull’informazione Rai non dicono una virgola, uno buffetto o un “pensiero laterale”.

Come dicono i grandi pensatori? “Primum vivere, deinde philosophari” e domani sarà un altro giorno ... preparate grande scorta di prosecco e pizza del fornaio: ce ne vorrà assai per i prossimi tre giorni.

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sabato 23 maggio 2026

Fresca aria di primavera

By Bloggorai ©

Questa mattina, con calma, scendiamo a valle a prendere un caffè al Circolo Trattoristi Bassa Val Tiberina. Sappiamo già di cosa si parlerà: è presto o tardi per seminare il girasole? Per tutto il resto che succede in Italia e nel mondo sguardi attoniti e perplessi, sfiduciati e leggermente "scocciati" per il costo della "nafta"(eufemismo). 

Sulla Rai e sul Servizio Pubblico, sappiamo che sta per iniziare una settimana complicata, molto complicata. Sappiamo inoltre che qualcuno, evidentemente non appagato degli errori del recente passato, vuole prendere "iniziative" per tornare al punto di partenza. Vedremo. Intanto registriamo il bizzarro silenzio del consigliere Natale su quanto detto dall'AD Rai a proposito del giornalismo d'inchiesta. Dell'altro consigliere abbiamo da tempo perso le tracce.

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RAI: ATTENZIONE Giornalismo cancerogeno!!! Se lo conosci lo eviti

 


By Bloggorai ©

Si sa, succede, può accadere che uno intenda dire fischi e invece dice fiaschi. Si sa, succede, può accadere che uno di notte vede le lucciole e invece sono lanterne. Si sa, succede, può accadere che uno sente i grilli e invece sono i tordi. E se poi a questo qualcuno gli si chiede conto di ciò che ha visto o sentito, solitamente dice: “sono stato frainteso” oppure “mi è sfuggito il pensiero e non l’ho più ripreso” oppure, infine, “Non pensavo a nulla di tutto questo ma avevo in mente ben atri pensieri, più alti e sofisticati … non a caso sono noto come Il Filosofo di Colle Oppio”. Succede pure che la colpa è di di chi ascolta: "Hai capito male". In questi casi, dicono gli esperti, sarebbe utile  applicare la "Patafisica" ovvero la scienza che studia l'assurdo o l'inutile, oppure la "Doxografia" ovvero la scienza che studia i pensieri minori o del passato remoto.  

Fatto sta che ieri l’AD Rai, Giampaolo Rossi, ha pronunciato la seguente frase (testuale): “Il giornalismo d'inchiesta si trasforma in giornalismo di teorema e il giornalismo di teorema diventa un rischio cancerogeno per la democrazia e la Rai non può perseguirlo”. Il suo ragionamento è lineare ai limiti del banale e non dovrebbe necessitare di interpretazione: A cioè il giornalismo d’inchiesta sta a B (il giornalismo di teorema) come B sta a C (il rischio cancerogeno). A+B+C dovrebbero essere in un contesto che "Rai" non può perseguire. Si conclude, per la nota proprietà transitiva che A equivale a C. Punto. 

Mannaggia la miseria: a Rossi &C (tutto il Cda) gli fosse mai venuto in mente che la Ludopatia è veramente cancerogena, un male sociale di proporzioni devastanti che va in onda tutte le sere su RaiUno. 

Dal momento in cui le sue dichiarazioni hanno iniziato a circolare sono scattati subito i suoi “colonnelli” di primo livello, i consiglieri del Cda in quota destra destra, e poi gli “attendenti” cioè i silenziosi o quelli che “forse voleva dire altro” oppure “non ce l’aveva con Report ... ma quando mai !!!”  Fatto sta che i consiglieri di maggioranza si sono affrettati a diffondere un Comunicato Stampa di “corretta interpretazione” e giustificazione mentre quelli di opposizione, forse, stanno ancora cercando di sapere e capire cosa ha detto veramente Rossi. Aspettiamo fiduciosi. Certo è che non ha nominato Report, almeno questo è vero. Certo è che delle famigerate quattro puntate scippate alla trasmissione non se ne parla più come pure del suo ritorno al lunedì e lo steso dicasi per il ritorno di Petrolio. Però le serate speciali dedicate a Garlasco vanno benissimo. Per Rossi &C evidentemente il “giornalismo d’inchiesta” è ben altro, a partire dalla “sua” Newsroom” ("sua" ben inteso della Maggioni).

Nel frattempo, mano al calendario: il prossimo martedì 26 alle ore 13.30, si svolgerà l’audizione del Ministro Giorgetti in VIII Commissione Senato per l’esame del testo di riforma Rai (NT n.162). Forse, speriamo, si potrà svelare il “mistero della lettera di Bruxelles” laddove ci sarebbe scritto che l’EMFA non è in conflitto con la Legge Renzi. I vari “esperti europei” come pure la nutrita pattuglia di parlamentari di opposizione a Bruxelles non ci hanno fatto sapere nulla prima. Forse, sarà la lettera UE è sfuggita anche a loro.

C’è molto altro da scrivere. Per ora va bene così … poi vedremo.

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venerdì 22 maggio 2026