sabato 15 agosto 2026

Un Mondo Metaforico

Premessa in attesa del Vaporetto che porta notizie dal Continente: a scanso equivoci Bloggorai non ama andare al ristorante, non ama il pesce e non conosce Lavitola come invece veniamo a scoprire ogni giorno di conoscenti vari.

Domani in Italia non dovrebbero uscire i quotidiani e ne approfittiamo per una soave divagazione. I nostri lettori sono li che attendono come ci conferma Google Analytics 

La vicenda di questo tempo e' tutta dentro Roma sbruffona, ladrona, godona e sorniona. Roma dei professori con o senza concorso e degli allenatori di pallone, Roma dei circoli sul Tevere, scacchi, tiro a volo, briscola e tresette, pokerino tra amici e scopone scientifico, bocciofila e tennis no ma padel si. Roma dei "poteri forti" e Roma delle varie "parrocchie" che non contano nulla (o quasi). Roma "de Fregene" e Roma de Capalbio insieme a "mo' te spiego io" oppure "Nun c'ho capito gnente..." per finire a "famose 'na pizza" oppure come ha scritto ieri Paolo Mieli  sul Corriere "... Lavitola mi faceva servire le vongole senza guscio" o altre frivole amenità dette dal suo collega Stefano Cappellini il giorno prima su Repubblica.

Bloggorai ha spesso utilizzato la metafora del marziano che arriva sulla Terra e chiede spiegazioni agli umani: "Chi siete? Cosa fate? Dove andate?" Se poi il Marziano sente parlare della vicenda Lavitola Ranucci strabuzza il suo unico occhio e chiede: "Che significa tutto questo dati causa e pretesto?". 

Difficile rispondere ma necessario provare. 

Iniziamo con un punto fermo e poi usiamo una metafora. Il punto fermo granitico e' la bomba sotto casa di Ranucci ad ottobre. Tutto il resto e' corredo. Il mondo si divide tra tutto ciò che e' successo prima e ciò che succede dopo.

Proviamo ad immaginare una bicicletta. La ruota dentata tirante e' Lavitola. La ruota passiva e' Ranucci. I pedali sono da un lato gli indagati dalla magistratura e dall'altro lato una pletora di "amici" e buongustai. Rimane da capire chi tiene il manubrio e verso quale direzione si rivolge. Qui il mistero si fa fitto. Lavitola unico mandante reo confesso che rischia anni di galera per "affetto" verso Ranucci? Non ci crede nemmeno lui e magari presto cambia idea dopo aver passato qualche frizzante settimana a Rebibbia in una cella 6 x 4 in piacevole compagnia.

Poi altra metafora con altra bicicletta. La ruota dentata tirante e' il Governo. La ruota passiva e' sempre Ranucci. I pedali sono da un lato la Rai  dei Rossi &C e dall'altro lato quotidiani variamente assortiti che lo sostengono con fervore. Scegliere voi chi tiene il manubrio e da che parte si dirige. Certo sembra che Rossi &C si trovano in grandi difficoltà. Sanno bene che il "parere" del cosiddetto "Comitato Etico" e' una bufala. Essendo "secretato" ci può essere tutto e il suo contrario quindi sarà la sola parola di Rossi a fare testo e potrebbe essere non tanto granitica. Se un giorno mai Ranucci dovesse fare causa alla Rai e semmai vincesse ... chi paga?

Bloggorai vorrebbe tanto fare l'avvocato!!!

Al Marziano prende un attacco di orticaria. Non capisce le metafore terrestri. Con calma, cercheremo di essere più dettagliati.

L'estate sta finendo e le cose cambiano in fretta. E sappiamo bene che sono le persone che fanno le cose e non viceversa. 

Bloggorai@gmail.com

giovedì 13 agosto 2026

La Banda del Buco, edizione 2026

Lo scandalo non è tanto l’improbabile attentato, che sembra una macchinazione degna dei soliti ignoti degli anni d’oro del cinema comico novecentesco, quanto la collaborazione tra esponenti dei maggiori quotidiani italiani ed un noto faccendiere per dare finalmente un leader ai partiti di opposizione. (Carlo Freccero dixit)


Ricordate certamente "Capannelle" oppure " Peppe er Pantera" personaggi eroici dei bei tempi andati. Teneteli sempre a mente, sono sempre tra di noi sotto mentite spoglie. Roma non perdona e non dimentica.  

Nessuno al mondo avrebbe mai potuto immaginare che nella torrida estate del 2026 tutta l'attenzione mediatica nazionale si sarebbe concentrata sulla vicenda Lavitola Ranucci. 

Nessuno al mondo avrebbe mai potuto immaginare che nel pieno di due guerre, nel pieno della crisi politica europea sui migranti e nel pieno della confusione politica, sociale ed economica nazionale il tema del giorno meritevole da occupare la prima pagina intera dei principali quotidiani nazionali fosse la vicenda Lavitola Ranucci. Eppure è banalmente e drammaticamente così e se è così ci deve essere pure un perché poiché, al  solito, nulla avviene mai per caso o per intendimenti divini. 

Infine, nessuno al mondo avrebbe mai potuto immaginare che una vicenda assolutamente politica fosse stata in grado discalzare "il giallo dell'estate" seppure rivisto e corretto in salsa Garlasco. 

Per tanti, per molti (editori della carta stampata in stretto coordinamento con il Governo) non pare vero: Missione Compiuta !!! Ranucci fired out direbbe Trump. 

Aggiorniamoci. Lavitola ha confessato: "Sono stato io e l'ho fatto a fin di bene, Ranucci è un amico". Non ci crede nessuno alla storia bufalara della scorta ma tant'è che ora la "notizia" da prima pagina diventa la dichiarazione dell'avvocato di Lavitola ovvero "no comment" ovvero una "non notizia" diventa "la" notizia dove inzuppare il biscottino avvelenato. Certe volte abbiamo l'impressione che molti colleghi nutrano una insana passione nell'ipotizzare che i lettori siano tutti imbecilli: come è infatti possibile credere che Lavitola possa rischiare tanti anni di carcere solo "per amicizia". Vista la sua storia nota a tutti da decenni (senza dubbio a Paolo Mieli del Corriere e Stefano Cappellini di Repubblica) difficile non pensare che lui possa essere un possibile mandante di un altro mandante. Oggi Repubblica titola a tutta pagina sul tema: per noi lettori un filo di credibilità si pone dopo aver saputo che il suo direttore collaborava con Lavitola.  

Ora che l'obiettivo è stato quasi colto con la possibile (ma non scontata) sospensione di Ranucci da Report, il faccendiere si può permettere di tirare i remi in barca e buttare la palla in tribuna ovvero buttarla in caciara. Al resto ci penseranno Corriere &C. in buona compagnia del cosiddetto "Comitato Etico Rai": non fare prigioniero Ranucci, metterlo in ginocchio e piuttosto indagare se mai avesse rubato le elemosine nella chiesa di parrocchia o bucato le gomme della bici al compagno di banco. Tutto il resto è fuffa, fumo e sabbia negli occhi, spazio da occupare sulla carta stampata ovvero complotto politico nella più sana tradizione italiota. 

Per paradossale che possa apparire, la vicenda è tutta e solo in questi termini: bomba o non bomba, amici o nemici, compari di ristorante con prime firme di grandi giornali, l' importante è fornire a Rossi &C e quindi al Governo &C la testa di Ranucci. 

Veniamo ora a chi si appresta a costruire la scena dell'esecuzione: il "cosiddetto" Comitato Etico alle dirette dipendenze dell'AD Rossi, ovvero una struttura interna il cui operato "dovrebbe" restare secretato. In altri termini, se mai venisse deciso qualcosa in merito al futuro di Ranucci e di Report, nessuno (formalmente) potrebbe mai sapere come e perché. Il procedimento di accusa verso Ranucci e la "sentenza" potrebbe scriverla Delia Gandini, figura ben nota in Rai da anni (epoca Gubitosi) che poi la sottoporrà al suo diretto superiore, ovvero Rossi &C. 

Sul ruolo della Gandini, sul suo operato e sulle sue responsabilità sono note da anni dentro la Rai molte perplessità che tutti si guardano bene solo dal farle trasparire lontanamente: il terrore corre sul filo e non sono pochi coloro che temono pure di essere intercettati. Molti ex colleghi ci scrivono "Ci vediamo al tuo ritorno e ne parliamo a voce".  Non sarà vero ma il solo sospetto che possa esserlo già è sufficiente a far tenere mote bocche ben chiuse.  

Attualmente la Gandini ricopre tre incarichi molto rilevanti: componente il Comitato Etico, direttrice Int. Audit e responsabile organismo vilanza Rai ex art. 231. Fino a poco tempo addietro era anche responsabile Anticorruzione fin quando il compianto Riccardo Laganà  fece osservare (con nota ufficiale al Cda e agli organi di Vigilanza) che l'ANAC "non gradiva" tale cumulo di cariche e, di conseguenza, l'anticorruzione è stata spostata alla Pennarola. Quanto ci manca Riccardo Laganà!!! 

Ora è del tutto evidente che nelle mani della Gandini si concentra un potere "anomalo" e di assoluto rilievo. Forse troppo per due sole mani. Ci vuole qualcosa di più.

Fatte le debite proporzioni, il proseguimento della vicenda si riassume in una semplice equazione:  Lavitola sta al "mandante Ignoto" come Rossi &C (Gandini) stanno al Governo. Il risultato, ci informa il Corriere, lo sapremo forse prima di ferragosto.

Bruto sulla piana  di Filippi prima della battaglia finale: "ah ...se solo sapessi la fine di questa giornata..." 

Lavitola si è dichiarato colpevole e Ranucci, fino a prova contraria è innocente e vittima. Tutto il resto è in secondo piano. Poi, si vedrà: come dicono in molti "lasciamo lavorare la magistratura". finora, forse, ha lavorato bene. Molto meglio del cosiddetto "Comitato Etico Rai" che si appresta ad emettere sentenza a suo insindacabile, segreto ed oscuro giudizio. 

bloggorai@gmail.com

   

martedì 11 agosto 2026

Lavitola: gli "attanti" palesi e occulti

Nella teoria della narrazione, gli attanti sono le categorie astratte che muovono la storia. Un singolo personaggio può ricoprire più ruoli attanziali, così come un attante può essere incarnato da un oggetto, un'idea o un gruppo di persone. (modello Greimas)

Provate ad immaginare la vicenda Lavitola Ranucci come una grande scena teatrale. 

In primo piano assoluto e illuminato c'e' solo lui, Lavitola, con accanto il lungo, noto ed ingombrante fardello di "faccendiere" al soldo del migliore offerente. 

In secondo piano la sua vittima, Ranucci, frastornato e "sedotto" dal carnefice. 

Su un piano laterale dietro Lavitola su aggirano i suoi presunti complici: per la procura gli esecutori materiali della bomba.

Accanto a Lavitola, leggermente spostati, in ombra, si trovano personaggi solo apparentemente minori ma invece sostanzialmente rilevanti e si chiamano Paolo Mieli, prima firma del Corriere della Sera e Stefano Cappellini, attuale direttore di Repubblica.

Nella trama disegnata dalla Procura si evienzia chiaramente il "progetto politico": sostenere un possibile ingresso in campo di Ranucci (con quale partito?).

Una parte fondamentale ovvero un passaggio cruciale sarebbe un "questionario" per pesare la candidatura Ranucci e i due "attanti" Mieli e Cappellini sembrano assumere in questo passaggio un ruolo molto attivo.

Ieri un Dagoreport di Dagospia riassume perfettamente la loro partecipazione alla stesura della trama. Da leggere con grande attenzione:

https://www.dagospia.com/politica/chat-ranucci-lavitola-pozzo-fondo-ci-chicche-dall-ordinanza-483369 

Si pone la domanda cruciale: "C’è infatti una questione, che per ovvi motivi è stata poco affrontata dai giornaloni: perché il due volte direttore del "Corriere della sera", Paolo Mieli, e il vicedirettore, oggi direttore ad interim di "Repubblica", Stefano Cappellini si sono messi a fare, come dopolavoro, gli ''advisor'' per un sondaggio di un ex galeotto come Lavitola?" .

Già, perche' i due più importanti quotidiani nazionali compaiono con le le loro prime figure in questa torbida ed oscura vicenda in un ruolo dove si legge che i due, Mieli e Cappellini "....dalle fitte chat la collaborazione e' effettiva, non limitata a suggerimenti o chiacchere da bar...' scrive Dagospia riprendendo le carte della Procura. Aggiungiamo una domanda: lo facevano a gratis??? 

Riporta infine Dago "Nell’ordinanza con cui il Gip di Roma ha disposto il carcere per Lavitola, cercando la parola chiave “Cappellini”, escono 23 risultati. La “keyword” Mieli, invece, 9 volte".

Poniamo che lo facessero a beneficenza per il "caro Valterino..." ipse dixit Mieli, quale era il loro interesse a supportare il disegno politico di Lavitola? Su questo aspetto Corriere &C se ne guardano bene da scrivere una riga mentre abbondano di citazioni "finti interne rai" sul finto Comitato Etico. 

Rimane un punto centrale che per ora è l'unico che ci consente di leggere la trama della vicenda: l'ordinanza della Procura e le trascrizioni delle tante chat dove i due citati compaiono spesso e volentieri. 

Tutto il resto e' tutto e solo complotto ai danni di Ranucci e Report. Scrive La Stampa di oggi "Rossi offrirà la testa di Ranucci alla Meloni... Un gesto che potrebbe aiutarlo ad essere riconfermato al suo posto"

Tutto torna, comprese le dichiarazioni di Salvini "Coloro che sono coinvolti in questa vicenda dovrebbero fare un passo indietro".

Magari non si riferiva a Ranucci ma forse anche a Mieli e Cappellini.

Bloggorai@gmail.com

Ps il vaporetto dal continente arriva tardi. Aspettiamo notizie.


Il fascino indiscreto di politica e Tv

Sarà pure necessario trovare un bandolo a questa matassa della vicenda Lavitola-Ranucci e un possibile approccio può essere allargare il campo di visione e fare qualche passo indietro. 

La Rai e' da sempre una fucina di candidature politiche. L'unico che non ce l'ha fatta e' stato Emilio Fede nel 1989 con la DC. Tant'è . 

Rileggiamo vecchi appunti:

​Sergio Zavoli – eletto al Senato nel 2001 (Democratici di Sinistra / PD).

​Enzo Tortora – eletto al Parlamento Europeo nel 1984 con il Partito Radicale.

​Lilli Gruber – eletta al Parlamento Europeo nel 2004 con la lista Uniti nell'Ulivo

​Michele Santoro – eletto al Parlamento Europeo nel 2004 con l'Ulivo.

​Jas Gawronski – eletto al Parlamento Europeo e poi al Senato con Forza Italia.

​Piero Badaloni – eletto Presidente della Regione Lazio nel 1995 con il centro-sinistra.

​David Sassoli – eletto al Parlamento Europeo nel 2009 (PD) e successivamente divenuto Presidente del Parlamento Europeo nel 2019.

​Piero Marrazzo – eletto Presidente della Regione Lazio nel 2005.

​Emilio Carelli – eletto alla Camera dei Deputati nel 2018 (M5S).

​Gianluigi Paragone – eletto al Senato nel 2018 (M5S).

​E poi Augusto Minzolini, Sandro Ruotolo e forse ci siamo dimenticati qualcuno/a. 

La "politica" ha bisogno di volti noti e i volti noti hanno bisogno della politica. Non ci sarebbe nulla di strano o anomalo se Sigfrido Ranucci vista l'aria che tira in Rai contro di lui e contro Report avesse sfiorato l'idea di candidarsi alle prossime politiche 2027. Questo "sfioramento" purtroppo si e' incrociato con Lavitola.

In una prospettiva e in un contesto politico determinato dove la prossima vittoria elettorale si potrà determinare anche solo per un punto percentuale si comprende facilmente che ogni "volto noto" che porta tanti voti potrebbe essere un vantaggio averlo dalla propria parte oppure "azzopparlo" prima del tempo. Come in tutti i giochi anche un solo e insignificante pedone sulla scacchiera o una sola carta del mazzo in meno all'avversario può decidere le sorti di una partita. 

Allora una domanda interessante può essere: quanto 'valeva" Ranucci in voti elettorali prima della bomba e quanti ne vale oggi? 

Nella ricerca affannosa del movente (ora che la Procura avrebbe individuato presunti esecutori e mandanti) quanto letto nel dispositivo di arresto di Lavitola e quanto noto degli anni precedenti, qualcosa si intravvede. Forse si tratta ancora di "ipotesi fantasiose" ma non sembra ci sia di meglio. Per ora.

Report dava fastidio dentro e fuori la Rai? Certo che si. Qualcuno dentro e fuori la Rai vorrebbe sostituire Ranucci con uno dei tanti "aspiranti" filogovernativi? Assolutamente si.

Una possibile candidatura di Ranucci per il 2026 da fastidio? Certo che si. Con chi poi??? Questa una grossa domanda che potrebbe spiegare qualche silenzio.

Il "progetto politico" che ha preso forma con la bomba di ottobre si e' materializzato e vi partecipano attivamente partiti di governo, gruppi editoriali (oggi il Corriere tre pagine) con il fattivo supporto di "fonti" Rai  con ampie indiscrezioni del Comitato Etico (ora forse disoccupato con il comunicato odierno della Procura) e un aiutino del Tg1. Pagine e litri di inchiostro su "voci da dentro Rai" e ricostruzioni bizzarre tutto da buttare nel cestino dell'indifferenziato.

Ora il tempo stringe e Rossi &C devono decidere in fretta. Le elezioni potrebbero esserci anche prima del previsto e un solo punto di differenza può essere decisivo. Chi sbaglia paga 

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lunedì 10 agosto 2026

A palle incatenate

Avevamo scritto di voler accantonare Ranucci Lavitola almeno in attesa di sviluppi dell'indagine della magistratura sulla bomba di ottobre che e' e rimane il fulcro nodale di tutta la vicenda.

Non sappiamo nulla: trame, complotti, servizi deviati e mafie di vario genere tutto svanito. L'epicentro non e' più la Procura ma il Comitato Etico Rai.

Siamo invece indotti a tornarci sopra: troppo forte ed evidente il fenomeno in corso. Non si tratta solo di una banale, volgare e strumentale "campagna mediatica" contro Ranucci e Report ma di un disegno politico organico e strutturato.

Le tre ammiraglie dell'editoria italiana (Cairo, Angelucci e Caltagirone) hanno l'ordine di alzo zero, tiro congiunto e palle incatenate e se occorre un aiutino ci pensa il Tg1.

Nei giorni scorsi, forse ingenuamente, ci chiedevano perché tanta attenzione in particolare da parte del Corriere. Quando ci e' stato possibile (come oggi) mettere insieme e leggere i "pezzi" di Messaggero e Giornale abbiamo trovato la sola ed unica risposta che poi forse era ed e' la più facile ed evidente: qualcuno vuole "la testa di Garcia" ovvero Ranucci/Report e subito: l'AD Rossi, si legge, vuole e deve decidere in fretta a chi affidare Report prossimo venturo.

Ecco, forse, spiegata la fretta, la continuità e la rilevanza dei "pezzi" insolitamente tanto "bene informati".

Ovviamente, gli artiglieri se ne guardano bene dal riportare i comunicati stampa di M5S e AVS. Gli basta citare due consiglieri .

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domenica 9 agosto 2026

Riccardo Lagana'

10 agosto 2023. Intorno a quest'ora ci giunge la notizia: Riccardo ci ha lasciati!

Un dolore lacerante e violento. Una presenza insostituibile, un impegno raro e prezioso. 

Riccardo sarà per sempre nella nostra memoria. 

Grazie per quello che hai fatto per la Rai, per il Servizio pubblico.

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Bomba o non bomba ???


Sembra che ci siano genericamente tre tipi di bombe:

A: la Bombona, quella che uccide le persone, quella che mettono fascisti e mafiosi. 

B: la Bomba Semplice: quella che potrebbe ferire ma in genere fa poco danno e però dice molto a chi e' diretta

C: la Bombetta, ovvero il Petardo più o meno con il botto. Robetta da scalzacani, sprovveduti allo sbaraglio per un paio di mila euro. 

Allora. Riepiloghiamo e semplifichiamo.

17 ottobre 2025: "bomba" sotto casa di Ranucci a Pomezia.
Indagini: quattro persone arrestate come presunti esecutori con aggravante del "metodo mafioso'
Lavitola presunto mandate 
Il movente ancora completamente ignoto.

Ad oggi nessuna notizia.

Epperò ancora oggi il Corriere, in buona compagnia di Messaggero e Tg1 dimenticano tutto ciò che e' avvenuto quella notte della bomba e si concentrano sul "metodo Report". Forse non era una "bomba" ma solo un Petardo riuscito male.

Intendiamoci bene: Ranucci e Report si difendono da soli. Ma che in questa vicenda ci sia  molto "qualcosa di marcio in Danimarca" e non solo appare alquanto evidente.

Ieri Ranucci ha pubblicato sul suo profilo FB le smentite sulle notizie false che vengono pubblicate. Le "fonti" Rai (Comitato Etico) abbondamente riprese. Ranucci dimenticato.

Il giallo dell'estate sarà lungo
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