Carissime lettrici, carissimi lettori di Bloggorai … siamo costretti
ad ammettere che “c’è grossa crisi” dentro e intorno a noi (e non ci sentiamo nemmeno tanto bene). Anche questo Blog,
come fa la Rai, ha un grande futuro dietro le spalle e per trovare parole di conforto
si rivolge al lontano passato che non si allontana mai a sufficienza, è sempre
incombente con il fiato sul collo. Per favore, rivedete questo indimenticabile,
profetico e irripetibile Corrado Guzzanti https://www.youtube.com/watch?v=lpYSFPO7pqw
.
Premessa per affezionate/i: questo post sarà per gran parte dedicato
alla Rai. Per chi ha abbandonato l’interesse per questo argomento (e sono tanti)
… portate pazienza… nel bene e nel male la Rai sarà ancora centrale nella storia
di questo Paese per tanto tempo ancora.
Si tratta di una crisi che langue e si trascina stancamente
e le “figurine” per l’Album della Civiltà delle Immagini 2026 di febbraio lo
stanno a significare: non si trovano. Uno degli eventi più significativi previsti
dell’anno, le Olimpiadi invernali, finora non hanno proposto immagini
meritevoli da essere conservate: Mattarella con la giacca a vento bianca? Boh! Qualche
atleta con la medaglia d’oro? Doppio boh! i generici cinque cerchi olimpici? Triplo
boh. Abbiamo la sensazione che nonostante le decine di paginate sui giornali e
i grandi ascolti in Tv, di immagini memorabili non ne resteranno gran che. In questi
giorni tiene banco la vicenda dell’ex principe Andrea di Inghilterra e tutto il
caravanserraglio Epstein. Anche oggi decine di pagine sui giornali (il solo Corriere
ne ha occupate 9). Certo, non capita tutti i giorni di assistere ad uno
spettacolo del genere ma però … ma però (no si dice però rende l’idea) forse un
tantinello esagerato e però manca un’immagine “storica” che non sia una di quelle
di repertorio o di agenzia. Veniamo poi al terzo grande avvenimento: il Board
of Peace di Trump. Quale immagine conserveremo di questa grande truffa ai danni
del diritto internazionale, delle ragioni dei palestinesi, della logica e del
buonsenso geopolitico? La foto di gruppo degli aderenti, ovvero il fior da
fiore delle “democrazie” che vi hanno aderito e del ministro Tajani che ha "assistito" può meritare il rango di “figurina”
di febbraio nel nostro Album? Forse. Infine,
in questi giorni, ovviamente, il tema di grande rilievo è il prossimo referendum
sulla Giustizia. Quale immagine può rappresentarlo degnamente? Mattarella al
CSM o il ministro Nordio con le sue intemerate accuse contro i giudici politicizzati?
Vedremo a fine mese.
Bene, veniamo alla Rai dove “c’è grossa crisi”. Una crisi
che viene da lontano e lo abbiamo scritto innumerevoli volte: non è colpa solo di
Telemeloni. È una crisi che va lontano, si diffonde come un virus influenzale e
che già nei prossimi giorni con l’inizio di Sanremo potrebbe dare segni
tangibili (dicono, si legge che nell’ex Viale Mazzini si avverte un certo senso
di timore … vedi quanto scrive oggi Lisa di Giuseppe (solitamente bene informata)
su Domani “Ansia per Sanremo .. Gerry Scotti agita il festival”. Ma la crisi
andrà ancora più lontano subito dopo. Nei giorni scorsi si è letto di una
calendarizzazione in aula Senato della proposta di riforma sulla Rai, presunta
anticamera di grandi mutamenti politici. Abbiamo fatto le nostre verifiche e
non lo riteniamo possibile per vari motivi (anche se il regolamento Senato lo prevede).
Il primo tra tutti è che tra i partiti di governo non c’è accordo e non è irrilevante
la corrente che spinge a lasciare tutto fermo in attesa delle prossime
elezioni. Idem sulla questione di cui si legge: Chiocci, direttore Tg1, che molla e
va a Palazzo Chigi. Lo abbiamo già scritto e per essere sicuri abbiamo
rinnovato l’interrogativo ad un nostro “molto autorevole interlocutore”: non se
ne parla proprio, almeno per ora.
E in questo quadretto di crisi, l’opposizione che ti
combina? Nulla. In ordine: la Floridia ha convocato Rossi per l’11 marzo e non
è detto che ci sia riuscita a portare l’AD a farsi impallinare dalla Vigilanza
che giace in letargo da oltre un anno. Ieri sul Corriere Antonella Baccaro gli ha
posto una domanda sibillina ma significativa: “Ha mai pensato a dimettersi?”
risposta “ … non lo escludo …”.
Poi, una menzione particolare meritano i consiglieri di opposizione Alessandro di Majo e Roberto Natale che da un po’ a questa parte non ci fanno mancare qualche comunicato stampa (che nessuno riprende, nemmeno Bloggorai). È tutto un fiorire di “ … ci vorrebbe più coraggio” e non si capisce a chi è diretto l’invito, forse a loro stessi? Oppure “ … non è certo questa la via…” e non si capisce quale dovrebbe essere o chi dovrebbe dare indicazioni in merito. Oppure ancora (Natale Dixit) “…cambiare subito rotta … “ e non si capisce il “subito” da quando dovrebbe decorrere, in che modo e chi dovrebbe essere il nostromo che traccia la nuova rotta.
Se occorre possiamo dare tre suggerimenti anche se
non richiesti: A rivolgersi ad un affermato studio legale per verificare la legittimità
dell’operato di questo Cda. Ci sono tanti e ragionevoli motivi per ritenere che
il dubbio sia lecito e che la verifica debba essere fatta: ci dice un nostro autorevole
“consulente” che “il presidente nominato c’è e non può darsi luogo a
presidente anziano che sarebbe in contrasto anche con la regola del regolamento
del Cda che prevede il presidente anziano solo allorquando manchi il presidente”.
Comunque, nel dubbio si verifica. B nei giorni scorsi abbiamo letto che negli
ultimi tre anni la Rai ha perso circa tre punti percentuali di share con
indubbie perdite di risorse pubblicitarie. C’è stata colpa? Si può profilare il
dubbio di “danno erariale”? Quando, come è avvenuto ieri, si è avuta certezza
della prossima trasmissione affidata ad un giornalista esterno (e che
esterno!!!) al modico compenso di oltre 800 mila euro, non viene il dubbio di rivolgersi
alla Corte dei Conti per verificare se viene applicato quanto la Corte stessa
dispone ogni anno nel suo report sulla Rai a proposito delle collaborazioni
esterne?
Il terzo suggerimento è noto ma vale la pena ribadirlo: la
vostra presenza in questo Cda è il segno di una sconfitta politica ancora prima
della vittoria di Telemeloni. Non gli concedete pure la soddisfazione di fargli
dire che “hanno rispettato il pluralismo”. Arrendetevi e cambiate postura: non potete
scardinare questo rapporto di forza che la vostra stessa nomina ha reso possibile.
Non dimenticate mai il “prima la riforma e poi le nomine” che ha dato vita a questo
Cda: un frutto avvelenato di un albero malato nelle radici profonde. La riforma
non c’è e la Rai è in loro balia. Non siete e non potete essere i cani da guardia
delle loro malefatte e non saranno i vostri comunicati stampa ad arginarli. A chi
obietta che “è meglio avere un nostro testimone al loro interno” rispondiamo che
è assolutamente inutile: il divenire delle “cose” si misura dai risultati e
questi, salvo prova contraria, non si avvertono.
Ha ragione Guzzanti: la risposta alla crisi è dentro di te …
ma è sbagliata.





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