Quando il gioco si fa duro non è detto che i duri siano in grado
di giocare e magari provare a vincere. Se poi il gioco si svolge sotto il caldo
sole di fine luglio diventa molto complicato giocare e se poi qualcuno fa carte
false o trucca la partita è ancora peggio.
Allora, con odine. Ieri in Commissione VIII Senato sono stati
presentati altri emendamenti al testo base di riforma presentato dal governo lo
scorso anno. Il primo è una sostanziale novità: il canone “… non potrà subire una
variazione negativa”. Benissimo: uno a zero e palla al centro. Chissà cosa avrà
ottenuto Giorgetti per mandare giù questo boccone amaro. Lo vedremo. Il secondo
si riferisce alla durata del Cda: quattro anni invece di 5. Benino: non si
capisce la ratio ma certo che tre erano pochi e 5 forse troppi. Il terzo emendamento
(art.10) è importante: “…entro trena giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge è avviata la procedura per la nomina dei componenti il Cda…”. BUM !!!
Questo emendamento è la chiave di volta per capire cosa
potrà succedere. Una ipotesi verosimile è che il Governo intende andare di corsa
e portare il testo in Aula ad ottobre o comunque al più presto possibile, prima
delle prossime elezioni. Semmai gli riuscisse, entro novembre si dovrebbe
avviare la procedura per le nuove nomine secondo i criteri espressi dall’EMFA. Ciò
significa che si dovrà stabile una sorta di “regolamento” con il quale scegliere
i candidati consiglieri secondo criteri aperti, trasparenti e comparabili. Non sarà
facile. Se tutto procede speditamente, bene che vada occorre almeno un mese. Poi
si dovrà procedere con un bando o un avviso pubblico che, giocoforza, avrà un tempo
tecnico non inferiore ad altri 30 giorni. Una volta pervenute le candidature
sarà necessario esaminarle e confrontarle, assegnare dei punteggi e procedere
ad una selezione di nomi e non sarà facile. In quel momento potrà intervenire
la “supervisione” dei partiti: provate ad immaginare che sia nella maggioranza
sia nell’opposizione possa sfuggire la tentazione di sostenere una propria
candidatura. E non sarà facile. Sintesi: bene che vada, si arriva a gennaio/febbraio
2027 ovvero proprio a ridosso della scadenza della Concessione (posto che a
seguito dell’EMFA possa avere ancora vigore). In un contesto dove il Governo Meloni
litiga pure sull’acqua fresca e l’opposizione non ha ancora scoperto l’acqua
calda, appare tutto alquanto aggrovigliato e di difficile realizzazione. Rossi &C possono dormire sonni tranquilli, l'emolumento è garantito e forse pure la ricandidatura.
Bloggorai accetta scommesse: non ce la faranno in tempi brevi. Comunque, posto e non concesso che ce la possono fare, l’obiettivo posto con l’emendamento di ieri appare chiaro: mettere le mani sulla Rai subito, prima possibile ovvero fintanto che hanno i numeri in Parlamento. “Del futuro non c’è certezza” e l’esito elettorale potrebbe anche riservare una sorpresa a Meloni &C e tanto vale portarsi avanti il lavoro e assicurarsi le retrovie.
In alternativa, un ragionamento parimenti
plausibile, è sostenere questa iniziativa parlamentare giusto per dire a Bruxelles
“State sereni, stiamo lavorando per applicare l’EMFA, prima o poi ce la faremo”
ed evitare in tal modo il possibile, seppure lontano, avvio di una procedura di
infrazione. Nei giorni scorsi un noto costituzionalista ha titolato “Il testo
di Riforma Rai uno specchietto per le allodole per l’Unione Europea”. Vedremo. E
intanto l’opposizione, il “campo largo” cosa farà? Boh!!! Bloggorai bussa ma
nessuno risponde. Non ci sono particolari segni di vita sulla Terra: PD e M5S
tacciono. Oggi sul Manifesto Vincenzo Vita (AVS) scrive una sorta di monito al Governo
e un invito all’opposizione a trovare incoraggiamento a fare qualcosa (???). Un
po’ poco, troppo poco, quasi nulla.
Ci sarebbe tanto ancora da scrivere: chi mente sugli ascolti
Rai, il quotidiano La Stampa coni dati pubblicati nei giorni scorsi (titolo “C’era
una volta Rai tre ora è dietro a La7 e Italia Uno. Mediaset supera la Tv di Stato”)
o la Rai? Quest’ultima nel comunicato non confuta i dati riportati dal quotidiano
ma li confronta in altro modo. A nostro avviso: invertendo l’ordine degli addendi
il risultato non cambia ovvero Rai e segnatamente Raitre, perde ascolti.
Ieri sera abbiamo seguito con attenzione Temptation Island (merita
molta attenzione e riflessione) mentre, nel frattempo sfogliavamo il Radar SWG
sul “palinsesto Rai” dove abbiamo letto che il 55% degli intervistati ritiene
che l’offerta del palinsesto Rai sia “peggiorata e decisamene peggiorata”.
Le vacanze incombono e anche Bloggorai ha bisogno di una pausa.
Rimanete comunque sintonizzati, ci siamo e ci saremo ancora.
bloggorai@gmail.com

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