«Se i nomi non sono corretti, il linguaggio non è in accordo con la verità delle cose.
Se il linguaggio non è in accordo con la verità delle cose, gli affari dello Stato non possono essere condotti al successo.
Se gli affari dello Stato non hanno successo, i riti e la musica non fioriranno.
Se i riti e la musica non fioriscono, le punizioni non saranno giuste.
Se le punizioni non sono giuste, il popolo non saprà dove mettere le mani e i piedi.»
(Confucio, Dialoghi, Libro XIII, Capitolo 3)
Delle due l’una …
Delle due l’una … o la “faccenda Minetti” la consideriamo chiusa,
nel senso che hanno ragione tutti loro, compresi i tanti “pompieri” di turno, ben
felici divedere ristabilita la “loro” verità oppure la “faccenda Minetti” è
solo ad un secondo capitolo tutto ancora da scrivere. In altri termini, qualcuno
ha certamente fatto pipì fuori dal vaso ed ora qualcun altro chiederà i danni
per aver sporcato il pavimento. Chi querela chi per primo? Bloggorai, a scanso equivoci,
prepara una bottiglia di prosecco e olivette in attesa divedere come andrà
avanti.
Delle due l’una … veniamo a “faccende” di casa Rai e dintorni.
O quanto scritto l’altro giorno da Vita sul Manifesto “Un gesto almeno
simbolico da parte delle opposizioni sarebbe utile: annunciare le dimissioni
contestuali dalla Commissione e dal Consiglio di amministrazione” è una sua
semplice e ordinaria “opinione” personale oppure è frutto di un ragionamento
politico che investe tutta l’opposizione. Ovvero la richiesta di dimissioni è
concordata tra PD, M5S e AVS. Nella prima ipotesi, ci fermiamo subito: la sua
opinione vale quanto quella di ognuno di noi, cioè il due di coppe quando regna
denari. Nella seconda ipotesi, conoscendo da tempo Vita, siamo propensi a ritenere
che ci sia un “progetto” tattico in corso.
Delle due l’una … o inizia la Floridia, presidente della
Vigilanza, a dare il buon esempio con le sue dimissioni precisando che non si
tratta di una resa al Governo ma un gesto di rottura di un squilibrio malsano e
non più tollerabile perché la Vigilanza non può adempiere ad un suo mandato
specifico (la convalida della nomina del presidente) e, a seguire, si dimettono
i due consiglieri di Majo e Natale oppure rimane tutto com’è in attesa di qualcosa
che nessuno sa cosa potrà essere e quando potrà avvenire. O meglio: c’è una trama
in corso e riguarda la Agnes. Vedremo nei prossimi giorni.
Delle due l’una … o la riforma Rai si chiude entro breve (in
autunno come vorrebbe il Governo) con il testo oggi presente in VIII Commissione
Senato oppure se ne parla con la nuova legislatura. Ne consegue che l’EMFA,
entrato in vigore lo scorso 8 agosto, dovrà attendere il recepimento delle
indicazioni vincolanti comunitarie nella nostra normativa. Che si possa chiudere
entro breve la vediamo dura, molto dura, per tanti buoni motivi. Il primo è il clima
già preelettorale. Ragionevolmente, nessuno oggi ha certezza sul proprio futuro
politico. Chi se la sente di ipotecare cambiali nella totale incertezza su cosa
potrà avvenire, fors’anche in tempi ravvicinati, qualora ci fosse una tentazione
di andare ad elezioni anticipate?
Delle due l’una … la settimana prossima scade il MoU su Rai
Way per il possibile “deal” con Ei Towers. O si chiude definitivamente una partita
in corso da quasi dieci anni oppure salta il banco. Un ulteriore rinvio, sempre
possibile, suonerebbe più come una beffa che come una tappa di un lungo
processo.
bloggorai@gmail.com




.jpeg)

