“Perché le nuvole piangono e fanno scendere l’acqua?” oppure
“perché il fuoco brucia?” oppure ancora “perché l’erba cresce sempre?”. Domande innocenti, semplici, che potremmo aver
posto noi stessi o che abbiamo sentito porre dai nostri bambini.
Per cercare di spiegare, per aiutare a comprendere siamo spesso
indotti ad usare semplificazioni, sintesi estreme o metafore facilmente
riconducibili agli interrogativi che si pongono.
Poniamo allora il caso, verosimile, che un tifoso o un semplice
appassionato di giuochi collettivi (calcio, basket, pallavolo etc) voglia capire
e analizzare dettagliatamente le cause, le radici profonde dei problemi che
aggravano la sua squadra del cuore quando le cose vanno male ovvero non vince
quasi mai nulla.
Le aree problematiche sono:
La “società” ovvero la proprietà (non vuole spendere, mira
solo al profitto etc)
L’allenatore: è più o meno capace
I giocatori: alcuni bravi altri palesemente inadeguati
L’arbitro: sugli spalti viene volgarmente insultato come “cornuto”
Fattori imponderabili: il filo d’erba, il vento, il palo o
la porta troppo stretta
Il Fattore C: ovvero Fortuna o, detto in altri temini, semplicemente
“culo”.
Ecco allora riproporsi un interrogativo periodico che riguarda
la Rai, il Servizio Pubblico per come molti se lo pongono (Circolo Trattoristi Bassa Val Tiberina): perché le “cose” vanno male? Le “cose “che vanno
male sono tante e cerchiamo si spiegarle con la metafora del gioco di cui sopra.
La prima “cosa” che va male è la “società” ovvero la “proprietà”. Oggi la
Rai più mai è di “proprietà” del Governo che la esercita attraverso il ministro
dell’economia, Giorgetti. La Rai poi è di proprietà del Governo che la esercita
attraverso i suoi “uomini” (donne di destra in Rai sembra che ce ne siano poche
e semmai ce ne sono, sono imboscate o sotto mentite spoglie ... ne conosciamo alcune ... ambiziose)
che occupano i posti di “potere”: AD, presidente F.F. , direttore Tg1 e altri
direttori vari. Un direttore viene dato “in quota” Pd ma, dicono che invece sia
molto “vicino all’AD”…dicono. In soldoni:
questa “società”, questa “proprietà” della Rai è sbatacchiata da suo stesso interno:
il primo nemico ce l’ha in casa ed è il suo ministro e il suo partito, la Lega,
che non vede l’ora di tagliare il canone. Hanno tagliato 10 milioni e dopo tre
mesi trascorsi in attesa “ … di conoscere l’esito degli approfondimenti avviati
delle competenti strutture aziendali” come hanno scritto nei giorni scorsi i
tre consiglieri siamo ancora in attesa: faranno sapere, c’è tempo.
Nota a margine: la riforma Rai è in alto mare e in alto mare
rimarrà per molto tempo ancora. La possibile procedura di infrazione per l’EMFA
inapplicato nessuno la invoca e nessuno si dimette per protesta. Manca quasi un
anno al termine del mandato di questo Cda e chi ha voglia seriamente di rimetterlo
in discussione proprio in vista dell’anno elettorale del 2027?????????
La seconda “cosa” è l’allenatore, in questo caso l’AD. La legge
Renzi gli ha affidato pieno poteri e tutto deve essere ricondotto alle sue
scelte. L’uomo solo al comando, il cosiddetto “filosofo di Colle Oppio” ha un suo
capo staff. E ci fermiamo qui. Si dice che Rossi ha fatto la staffetta con il suo
DG, Roberto Sergio, vecchia volpe DC e che contende spazio e potere con il suo “presidente”
F.F. Antonio Marano, uno che la sa lunghissima e la sa raccontare molto bene, forse meglio di Rossi che, si dice, da tempo ma sembra una
bufala (sembra) che sia pronto a mollare. Tutto porta a dire: ma chi è il vero allenatore
tra i tre indicati?
La terza “cosa” sono i giocatori: vale quanto scritto prima.
Operai, impiegati, quadri, dirigenti e giornalisti (una categoria trasversale a
parte): alcuni molto bravi, altri molto incapaci. Sono troppi o sono troppo pochi per fare cosa? Nessuno vuole affrontare il problema. Si dice (e lo sappiamo con
certezza) che l’Azienda non premia e non punisce: semplicemente ti ignora se
non appartiene ad una categoria “protetta” che notoriamente è la “quota” politica di
appartenenza”. O sei dentro o sei fuori. Succede pure che quelli bravi stanno
in panchina e l’allenatore non li vuol far giocare. Siamo tutti in attesa delle
sorti delle quattro puntate tagliate di Report di Petrolio dimenticato.
La quarta “cosa” ovvero l’arbitro non c’è. La Vigilanza è
offesa, impedita e ritardata nelle sue funzioni. La colpa è della maggioranza
ma non solo. Poi ci sarebbero le Autorità di garanzia: per prima l’AgCom: spesso
non viene nemmeno presa in considerazione e quando poi interviene succede che sia tardi. Poi ci sarebbe la Corte dei Conti:
ogni anno prova a sollevare obiezioni al bilancio (spese inutili e
inefficienze) ma nessuno gli da retta. La
Rai, di fatto, gioca senza regole: vedi l’EMFA ovvero la legge europea c’è ma
nessuno se la fila.
La quinta “cosa” ovvero il “filo d’erba” è per sua natura
sfuggevole al ragionamento eppure incide e non poco. Con chi te la prendi se
questo Sanremo è andato male anche perché c’erano le Olimpiadi invernali?












