venerdì 7 agosto 2026

Quel lontano 8 di Agosto e il Nuovo Grande Mistero

by Bloggorai

Intorno alle 8 del mattino dell'8 agosto 1956 a Marcinelle, in Belgio, ci fu un'esplosione dove morirono 262 persone e, tra queste, 136 erano italiani. Migranti, stranieri 
Intorno alle 10 dell'8 agosto 2001 circa 20 mila persone sbarcarono a Bari dalla Vlora. Andate a rivedere quelle immagini. Oggi molte di quelle persone vivono con noi, sono noi: cittadini italiani.

Sulle prime pagine dei giornali di oggi il primo anniversario viene ricordato, il secondo meno. 

Oggi, 8 agosto 2026, ricorre un anno dall'entrata in vigore dell'EMFA e, come noto e facilmente prevedibile,  passerà del tutto inosservato e inapplicato. Da Bruxelles fanno sapere che "aspettiamo notizie dal vostro Parlamento". Attendere prego: se ne parlerà con comodo, con il fresco. Forse. Sulle prime pagine dei giornali di oggi l'anniversario viene totalmente ignorato.

Questo Paese dimentica tanto con grande facilità e, in particolare, i grandi misteri che hanno attraversato la sua Storia. Ad agosto solitamente ne riemerge qualcuno: Ustica oppure via Poma con il sottofondo di Garlasco.

Però un mistero contemporaneo ce lo siamo portati in vacanza e non è un mistero di poco conto seppure appare e scompare a piacimento. 

Il cosiddetto caso "Lavitola-Ranucci" o viceversa che dir si voglia purchè i due nomi rimangano congiunti. Verosimile supporre che entrerà nel Grande Libro dei Misteri Italiani. Nei tanti misteri avvolti da dilemmi che avvolgono questa vicenda uno sembra più interessante del solito. Perché il Corriere della Sera, forse più di altri quotidiani, dedica tante energie e spazio a questo "arcano" politico? Magari ci sbagliamo e ora non abbiamo gli strumenti per "misurare" tanta solerzia però qualcosa non torna.

Già ... Premesso che nel giornalismo di casa quasi mai nulla avviene per caso e visto che "notizie" certe non ci sono (esempio: che fine ha fatto quel Tavares che doveva tornare in Italia il 5 agosto per raccontare tutto?) succede che la "vicenda" si arrotola intorno ad una foglia di rosmarino dove si avverte solo il profumo senza svelare il contenuto.

Interessante osservare che il baricentro (ad oggi leggero come una piuma) si e' spostato dall'indagine sulla bomba davanti casa di Ranucci all'indagine del Comitato Etico della Rai su Ranucci e in questa inversione di ottica Lavitola scompare del tutto e anche oggi rimane pressoché ignorato o posto in secondo piano. Curioso: eppure il personaggio non passa inosservato e in questa "bizzarra" vicenda sembra sempre quasi sul punto di dire e non dire. Uno stile, un "modello narrativo" ben noto.

Nota bene: il Comitato Etico Rai risponde solo all'AD Rossi e sembra ragionevole supporre che non esce foglia dal Comitato che Rossi non voglia.

Allora in carenza di esecutori certi e di moventi oscuri non rimane altro che aggrapparsi ai tanti perché.

Torniamo alla domanda di cui sopra: in assenza di notizie perché il Corriere pone tanta anomala attenzione a questo tema?

Oggi pure il consigliere Natale (meglio noto per i C.S. del giorno dopo) ha giustamente osservato che "qualche quotidiano" riporta "indiscrezioni" ovvero "voci"  sul Comitato Rai. Già ...perché non dice "quale" quotidiano più di altri ??? Come si dice in genere: fai una domanda e cerca una risposta.

Proviamo a formulare ipotesi fantasiose.

L'editore Cairo fa parte del gioco politico. In questo gioco la partita principale sarà quella delle prossime elezioni. In questa partita non sono previsti prigionieri e tutti gli strumenti sono consentiti. Ranucci e Report, insieme o disgiunti che siano, ora per allora, sono un "problemino" da tanti punti di vista, anche editoriali. Non sia mai detto che, come alcuni hanno supposto, volesse candidarsi? Naaaaa... Troppo fantasiosa.

Altra ipotesi molto fantasiosa. Tanti hanno segreti negli armadi. Io so che tu sai che noi sappiamo e chi vuole capire capisce.

Altra ipotesi molto, molto fantasiosa. Durante questi mesi dello scorso anno si leggeva molto di una ipotesi di passaggio di Ranucci a La7. A luglio scorso invece Cairo dichiara che "Per carità. La storia di Lavitola è strana". Già, molto strana. Il ristornate di Lavitola era molto ben frequentato, anche da una grande firma del Corriere.

Solo ipotesi fantasiose. Fa caldo. E così via trotterellando ... Sotto il misterioso sole di agosto il mistero rimane.

bloggorai@gmail.com 


mercoledì 5 agosto 2026

La Paura. Squali bianchi nel deserto dei tartari

 


Con comodo... rivedetelo:

Nel mentre e nel quando...

Il Maestrale ha abbassato le folate e il Piroscafo postale porta notizie. 

Ce ne stavamo mollemente adagiati, appagati, assolati, isolati, desolati rassicurati e ammirati di tanta bellezza di una riva ciottolosa e ombreggiata dalla folta chioma di una quercia che si dispone fin sopra l'onda, quando, d'improvviso, ci assale un sentimento aspro e profondo: la paura. 

Paura di cosa, paura di chi? Di tutto, di tutti. Le notizie che arrivano da terraferma non sono rassicuranti.

Nei giorni scorsi, Maria Pia Ammirati. Direttrice Rai Fiction (una volta si diceva che fosse in "quota" Dem) ha rilasciato un'intervista a La Stampa dove alla domanda "La fiction rai ha smesso di essere rassicurante?" ha risposto che "... Nell'ultima analisi della Direzione Marketing e' emersa una parola chiave: paura". 

Abbiamo cercato di sapere e capire di più. Invano: di questa analisi, per ora, non sappiamo nulla. Però il termine "paura" diventa "chiave".

Salvo poi leggere una ricerca pubblicata da Repubblica nei giorni scorsi che la "paura" non sembra essere così universale per come la vorrebbero raccontare. Vedi report intero su https://www.demos.it/a02438.php

Il tema però non giunge nuovo. Bloggorai lo ha scritto da anni: il Paurismo (report di Save the Children, 2008) ovvero e' il luogo sociale e politico dove "convivono razzismo, paura e menefreghismo". Come noto, il Paurismo nutre il consenso elettorale e non stupisce constatare che una buona nutrice sia la Rai, questa Rai, ioil servizio pubblico. 

Nel mentre e nel quando...

Abbiamo appena saputo che Rossi&C si e' preparato il suo futuro con una infornata di dirigenti a sua immagine e somiglianza. Da tempo siamo convinti che Telemeloni con questa opposizione ce la terremo a lungo. Squali bianchi che nuotano nel Deserto dei Tartari. Questo CDA, questi consiglieri potranno passare alla storia dei "comunicati del giorno dopo".

Nel mentre e nel quando...

Abbiamo appena saputo che in Commissione VIII senato che doveva "liberare" il testo di riforma Rai ha rinviato tutto a settembre: manca il parere del Governo. Ovvero Giorgetti ha ancora le carte in mano. Anche gli appelli di Mattarella possono attendere e, forse, nelle determinate circostanze potrebbe essere meglio.

Tra pochi giorni sarà passato un anno dall'entrata in vigore dell'EMFA e già sentiamo i corifei lamentosi: si potevano applicare per tempi i criteri di nomina del CDa. Come ha scritto oggi Vita sul Manifesto: "Silenzio totale". Non basta una somma di sigle per fare un "campo più largo del campo". Occorrono persone che portano idee e contributi. Finora solo pallidi e inconsistenti emendamenti.

Leggeremo qualcosa con il fresco.

Nel mentre e nel quando...

Pubblicato il secondo Osservatorio AgCom: tutto come previsto. Tutti perdono ma Rai di più: in Prime Time rai perde il 6.5 % mentre Mediaset guadagna  8.8% tra il 2025 e il 2026. In Inghilterra analoga OfCom dice che Netflix quasi supera BBC. 

Aspettiamo il prossimo vaporetto.

Bloggorai@gmail.com

domenica 2 agosto 2026

Memo di agosto 1

 


In attesa di poter scrivere con comodo, ci teniamo a mente qualche argomento che merita essere trattato.

In ordine:

A: Temptation Island, la Gen Z e il Servizio pubblico

B: Osservatorio AgCom. Tutti perdono ma Rai e Tg1 di più 

C: 2 agosto 1980. La memoria corta (anche della Rai). Tutto e tutti tornano: fascisti, loggisti e servizi deviati.



venerdì 31 luglio 2026

Mattarella e la Rai

Bloggorai ha messo la giusta distanza di tempo e di spazio necessaria per osservare meglio le "cose" ovvero le vicende umane e politiche che interessano la Rai e il servizio pubblico.

Bloggorai oggi alquanto lontano dalle consuete telefonate, caffettino al bar, chat varie e sosta all'edicola di Maurizio.

Però il mondo è piccolo e le notizie arrivano pure tra le sperdute propagini dell'Epiro.

Sicché, abbiamo saputo di un "terzo" intervento del capo dello stato sul tema Rai e Servizio pubblico. Non ci eravamo ancora ripresi dalla vicenda Minetti che ancora non ha trovato adeguate risposte, non ci eravamo ripresi dai due precedenti richiami (totalmente inascoltati) ed ora, inaspettato, giunge il terzo. I termini usati sono enfatici: "fermo richiamo"..."monito" etc. Dobbiamo ammettere che non suscitano  particolari riflessioni.

Tutto bene, se non che questa volta qualcosa non torna. Come noto, il Governo intende fare presto e chiudere la riforma prima possibile. Sommariamente, i due propositi, nelle attuali e determinate condizioni politiche coincidono. Sarà una fortuita coincidenza o una necessaria convergenza? Tant'è !

Nel frattempo ieri ha preso forma un intervento di Art.21 dove abbiamo letto una sferzata all'opposizione: più o meno la stessa di Bloggorai da anni. Bene. Ma oltre l'appello occorre fare di meglio e di più: una volta per tutte e subito si può rompere il giocattolo di questo CDA, inutile e dannoso. Lo abbiamo scritto e lo ribadiamo: dimissioni subito di  di Majo e Natale. Oggi più che prima forniscono copertura a questo CDA. 

Poi si vedrà: navigazione a vista quota periscopica fino ai primi di settembre.

Bloggorai@gmail.com

giovedì 30 luglio 2026

RAI: ultima spiaggia (forse)


Ieri abbiamo atteso invano una reazione, un cenno, magari un Comunicato Stampa seppure del giorno dopo di PD e M5S a seguito degli emendamenti sulla riforma Rai presentati dai partiti di governo. 
Silenzio. Muti.

Ne abbiamo scritto piu' volte: così come concepita questa riforma targata Meloni non solo aggrava la precedente legge Renzi ma disattende l'EMFA su un cardine fondamentale: l'autonomia dal governo.

Del tutto evidente che Meloni &C intendono forzare la mano e provare a chiudere la "loro" riforma prima possibile per cogliere tre obiettivi: mantenere il controllo sull'Azienda, tenere la presa sulle elezioni 2027 e avere a vista l'elezione del prossimo presidente della Repubblica. 

Dunque, con questa riforma si definisce l'ultima spiaggia prima del tracollo definitivo del Servizio pubblico sotto la presa del Governo. 

Allora, delle due l'una: o PD e M5S stanno sottovalutando la portata di questa riforma RAI (forse hanno ben altro a cui pensare) o forse lo sanno benissimo e in qualche modo acconsentono. 

Bloggorai, per quanto scritto più volte, non crede sia possibile chiudere la partita entro breve tempo. 
Non succede ma semmai succede la partita si chiude con una disfatta totale dell'opposizione.

Bloggorai@gmail.com

PS: nei prossimi giorni Bloggorai esce in edizione ridotta anche se rimane sempre presente. Rimanete sintonizzati: succede spesso che gli "impicci" saltano fuori proprio in questo periodo.

mercoledì 29 luglio 2026

La calda Riforma RAI del Governo Meloni

By Bloggorai ©

Quando il gioco si fa duro non è detto che i duri siano in grado di giocare e magari provare a vincere. Se poi il gioco si svolge sotto il caldo sole di fine luglio diventa molto complicato giocare e se poi qualcuno fa carte false o trucca la partita è ancora peggio.  

Allora, con odine. Ieri in Commissione VIII Senato sono stati presentati altri emendamenti al testo base di riforma presentato dal governo lo scorso anno. Il primo è una sostanziale novità: il canone “… non potrà subire una variazione negativa”. Benissimo: uno a zero e palla al centro. Chissà cosa avrà ottenuto Giorgetti per mandare giù questo boccone amaro. Lo vedremo. Il secondo si riferisce alla durata del Cda: quattro anni invece di 5. Benino: non si capisce la ratio ma certo che tre erano pochi e 5 forse troppi. Il terzo emendamento (art.10) è importante: “…entro trena giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge è avviata la procedura per la nomina dei componenti il Cda…”. BUM !!!

Questo emendamento è la chiave di volta per capire cosa potrà succedere. Una ipotesi verosimile è che il Governo intende andare di corsa e portare il testo in Aula ad ottobre o comunque al più presto possibile, prima delle prossime elezioni. Semmai gli riuscisse, entro novembre si dovrebbe avviare la procedura per le nuove nomine secondo i criteri espressi dall’EMFA. Ciò significa che si dovrà stabile una sorta di “regolamento” con il quale scegliere i candidati consiglieri secondo criteri aperti, trasparenti e comparabili. Non sarà facile. Se tutto procede speditamente, bene che vada occorre almeno un mese. Poi si dovrà procedere con un bando o un avviso pubblico che, giocoforza, avrà un tempo tecnico non inferiore ad altri 30 giorni. Una volta pervenute le candidature sarà necessario esaminarle e confrontarle, assegnare dei punteggi e procedere ad una selezione di nomi e non sarà facile. In quel momento potrà intervenire la “supervisione” dei partiti: provate ad immaginare che sia nella maggioranza sia nell’opposizione possa sfuggire la tentazione di sostenere una propria candidatura. E non sarà facile. Sintesi: bene che vada, si arriva a gennaio/febbraio 2027 ovvero proprio a ridosso della scadenza della Concessione (posto che a seguito dell’EMFA possa avere ancora vigore). In un contesto dove il Governo Meloni litiga pure sull’acqua fresca e l’opposizione non ha ancora scoperto l’acqua calda, appare tutto alquanto aggrovigliato e di difficile realizzazione. Rossi &C possono dormire sonni tranquilli, l'emolumento è garantito e forse pure la ricandidatura.

Bloggorai accetta scommesse: non ce la faranno in tempi brevi. Comunque, posto e non concesso che ce la possono fare, l’obiettivo posto con l’emendamento di ieri appare chiaro: mettere le mani sulla Rai subito, prima possibile ovvero fintanto che hanno i numeri in Parlamento. “Del futuro non c’è certezza” e l’esito elettorale potrebbe anche riservare una sorpresa a Meloni &C e tanto vale portarsi avanti il lavoro e assicurarsi le retrovie. 

In alternativa, un ragionamento parimenti plausibile, è sostenere questa iniziativa parlamentare giusto per dire a Bruxelles “State sereni, stiamo lavorando per applicare l’EMFA, prima o poi ce la faremo” ed evitare in tal modo il possibile, seppure lontano, avvio di una procedura di infrazione. Nei giorni scorsi un noto costituzionalista ha titolato “Il testo di Riforma Rai uno specchietto per le allodole per l’Unione Europea”. Vedremo. E intanto l’opposizione, il “campo largo” cosa farà? Boh!!! Bloggorai bussa ma nessuno risponde. Non ci sono particolari segni di vita sulla Terra: PD e M5S tacciono. Oggi sul Manifesto Vincenzo Vita (AVS) scrive una sorta di monito al Governo e un invito all’opposizione a trovare incoraggiamento a fare qualcosa (???). Un po’ poco, troppo poco, quasi nulla.  

Ci sarebbe tanto ancora da scrivere: chi mente sugli ascolti Rai, il quotidiano La Stampa coni dati pubblicati nei giorni scorsi (titolo “C’era una volta Rai tre ora è dietro a La7 e Italia Uno. Mediaset supera la Tv di Stato”) o la Rai? Quest’ultima nel comunicato non confuta i dati riportati dal quotidiano ma li confronta in altro modo. A nostro avviso: invertendo l’ordine degli addendi il risultato non cambia ovvero Rai e segnatamente Raitre, perde ascolti.

Ieri sera abbiamo seguito con attenzione Temptation Island (merita molta attenzione e riflessione) mentre, nel frattempo sfogliavamo il Radar SWG sul “palinsesto Rai” dove abbiamo letto che il 55% degli intervistati ritiene che l’offerta del palinsesto Rai sia “peggiorata e decisamene peggiorata”.

Le vacanze incombono e anche Bloggorai ha bisogno di una pausa.

Rimanete comunque sintonizzati, ci siamo e ci saremo ancora.

bloggorai@gmail.com

martedì 28 luglio 2026

Uno scontro estivo frontale: da Temptation Island alla Riforma RAI

By Bloggorai ©

Un Popolo di Santi, di Eroi, di navigatori … ma anche di truffati e di truffatori, di furbetti e cretinetti, di traditi e traditori, di cornuti e mazziati, di raffinati intellettuali, professori senza concorso e grossolani trattoristi senza rimorso e così via trotterellando.

Ieri sera ci siamo trovati di fronte ad un dubbio televisivo atroce: indugiare ancora sul tema Garlasco su Rai Tre o approfondire e scandagliare la fenomenologia degli italici sentimenti con Temptation Island su Canale 5 (attenzione questa settimana in onda per tre serate consecutive)? Senza subbio alcuno: buona la seconda e via con i “Falò di confronto tra Soraya e Christian”. Si comprende meglio e di più rispetto ad un qualsiasi confronto tra un Calenda o un Vannacci di turno. Alla Rai tremano: non c’è partita e gli ascolti crollano ulteriormente. 

Si tratta di un prodotto editoriale che attrae i “giovani” e fidelizza ulteriormente i telespettatori verso la rete Mediaset che già viaggia a gonfie vele. Non ci addentriamo nel giudizio più o meno morale della trasmissione, non ci interessa il “contenuto” quanto più il contenitore, non ci interessano i vari personaggi ma ciò che rappresentano. E senza dubbio rappresentano molto, tanto, di questo Paese e, come al solito, o lo capisci o sei fuori e poi sei costretto ad interrogarti perché vince la Meloni e perché la Rai è sempre più una “televisione per vecchi”.

Andiamo alla “politica”. In questa settimana di file luglio, calda e stanca, sottotraccia si lavora per affilare le armi da utilizzare per la campagna elettorale imminente. Non si butta nulla e non si fanno prigionieri: va bene tutto, da Lavitola a Garlasco passando per gli scontri di Bologna e a quelli No Tav. Nel mentre e nel quando però, già da questa mattina, nelle Aule parlamentari si sentono rumori di battaglia: si inizia oggi a mezzogiorno, in VIII Commissione Senato dove si dibatte il testo unico per la riforma Rai sostenuto dal Governo. Nei giorni scorsi abbiamo letto che la maggioranza vorrebbe fare un colpo di mano e chiudere la faccenda per andare al voto in Aula a ottobre: a nostro giudizio è fantascienza. Per quanto abbiamo chiesto e abbiamo potuto sapere e capire, tutto troppo stretto, tutto troppo ingarbugliato e tutto poco praticabile per due buone ragioni: si richiedono “mediazioni” sia tra i due schieramenti sia all’interno degli stessi. Notoriamente Lega e Forza Italia non hanno esattamente lo stesso punto di vista e Giorgetti ne ha dato ampio segno recentemente anche se poi sembra aver fatto qualche passo indietro. Idem per la minoranza: il “campo largo” su questo tema non ha dato una buona lezione con emendamenti sfarfugliati e sconclusionati, privi di ogni ragionevole visione o progetto futuro praticabile e sostenibile per il Servizio Pubblico. 

Comunque, semmai che il Governo fosse seriamente intenzionato a procedere a tappe forzate, a colpi di maggioranza, ci si potrebbe trovare con un Testo al voto in Aula bene che vada ad ottobre. Significherebbe applicare subito l’EMFA e procedere quindi ad un nuovo Cda Rai proprio quando, aprile 2027, si dovrebbe iniziare il dibattito/trattativa sulla Concessione. I tempi tecnici per mettere a terra la riforma sarebbero di mesi e dunque significa trovarci a ridosso delle elezioni sia nel caso fossero anticipate (aprile) sia nel caso fossero a ottobre. E quale partito di maggioranza e opposizione si azzarderebbe a giocare una partita del genere prima di sapere gli esiti del voto politico? Naaaaaaa… i consiglieri Rai possono stare sereni e tranquilli e portarsi a casa i circa 4000 euro netti al mese e fare serenamente comunicati del giorno dopo. Morale della favola: oggi sulla riforma Rai, come ha scritto recentemente un autorevole giurista su questo tema, si tratta solo di “fumo negli occhi per annebbiare Bruxelles ed evitare la procedura di infrazione, per dire che … ci stiamo lavorando”.

E l’audizione di questa mattina peraltro, si colloca all’interno e nel quadro di altri due importanti appuntamenti che segneranno il passo del prossimo calendario politico: a palazzo Madama siamo alle ultime battute per la riforma elettorale e, sempre al Senato, si andrà al voto sul testo di maggioranza sulla giustizia e immigrazione. Due fronti aperti delicatissimi e di assoluto rilievo che, giocoforza, mettono al partita Rai in Serie B.  

Chiudiamo con una nota a margine. Ieri La Stampa ha pubblicato un pezzo con grande evidenza con il titolo “C’era una volta RaiTre ora è dietro a La7 e Italia Uno. Mediaset supera la Tv di Stato”. Al che, la Rai ha replicato con con un Comunicato all’ANSA dove afferma che “Rai, 'siamo leader dell'Auditel 2025-2026, Rai3 stabile davanti a La7 e Rete4. Sostanziale stabilità ascolti della terza rete e solidità del suo modello editoriale”. Nel mentre che i consiglieri di opposizione studiano le carte e i numeri anche per valutare il possibile danno erariale su Rai Tre, noi cercheremo di sapere capire meglio: non ci sono due verità, o uno dei due mente sapendo di mentire oppure uno dei due gioca a “carta vince, carta perde”.

bloggorai@gmail.com