Sarà mai che il “27” è un numero magico? Sarà mai che tutto,
o forse tanto, per la politica e, di conseguenza, per la Rai si gioca proprio
intorno a questo numero?
Spesso succede che ci sono momenti in cui il “padrone” vuole
far sentire la sua voce e imporre il suo volere sulla sua proprietà in modo forte
e chiaro. La Rai oggi è un bene comune, un interesse pubblico, asservito all’interesse
privato del “padrone” di turno ovvero del governo del momento che, per pura combinazione,
è di destra destra.
Fatto sta che questa sommaria considerazione si colloca in un
contesto politico, in un quadro di riferimento che vede, appunto, il 2027, dietro
l’angolo, come un crocevia della democrazia del nostro Paese. Le prossime
elezioni politiche potranno confermare o invertire l’attuale maggioranza di
governo che, proprio in questa prospettiva, sta predisponendo la sua ultima
battaglia di fine legislatura: una nuova legge elettorale a sua immagine e
somiglianza già anticostituzionale prima ancora di essere formulata. Sarà,
forse, una battaglia campale dove non si faranno prigionieri e dove
Meloni&C si giocheranno tutto per tutto. Tutte le armi, tutti gli strumenti,
tutti i mercenari saranno arruolati e schierati in campo e, giocoforza, anche
la Rai dovrà dare il suo contributo alla causa.
Ecco allora che si possono leggere le “notizie” di questi
giorni e intravedere le trame più o meno occulte che si stanno tessendo, sia tra
i partiti di maggioranza ma non da meno tra quelli di opposizione. Ecco allora
che si legge l’esito dell’iniziativa di Giachetti che ha portato alla convocazione
della Vigilanza il prossimo 27 maggio ed ecco allora che si legge la possibile contemporanea
audizione del Ministro Giorgetti, il vero “padrone” della Rai, in Commissione Senato
lo stesso giorno.
Si legge, si sente dire, si diffonde un messaggio: “Vogliamo
chiudere la partita Rai, presidenza o riforma che sia, prima possibile. Non ci
possiamo permettere ritardi”. I due termini però si confondono, si sovrappongono
e si mescolano tra loro. La “convalida” della presidenza Rai da parte della
Vigilanza è un atto dovuto da oltre un anno. La riforma pure è un atto dovuto
da ben oltre un anno: le disposizioni dell’EMFA erano note da tempo prima della
sua entrata in vigore ufficiale lo scorso 8 agosto.
Se prima del referendum l’agenda poteva essere considerata “tranquilla”
e non si poneva nessuna fretta ora però le contingenze (i timori della Meloni)
impongono di essere riscritta. Le tensioni interne alla maggioranza sono forti
e minacciose e a Palazzo Chigi non dormono sonni tranquilli e il rischio di
implosione è forte tra loro. Sicché taluni oggi vorrebbero spingere a chiudere
la partita Cda Rai per l’autunno in modo di avere una nuova governance Rai sotto
controllo per i successivi 5 anni (come vorrebbe appunto Giorgetti con una
forte impronta del Governo come ha sostenuto nei giorni scorsi) ma, ancora di
più, durante l’anno della competizione elettorale. Sicché altri però non la vedono
allo stesso modo proprio perché molto incerti sulla redistribuzione del potere vista
la tensione in corso. Il Governo, ovvero Giorgetti ovvero la Lega, avrebbe ancora
il potere di nomina del vertice Rai? E Forza Italia, ovvero i giovani Berlusconi,
rimarrebbero in finestra a guardare fatti e misfatti dei Fratelli d’Italia?
Allora, cerchiamo di mettere in ordine i temi e i problemi. La
convocazione della Vigilanza del prossimo 27 maggio non significa affatto che
sia risolto il problema centrale che l’ha bloccata finora, cioè la ratifica del
nome indicato dal Governo come presidente Rai, ovvero Simona Agnes. Anzi! Vedi le
ipotesi che abbiamo formulato nei giorni scorsi e che vi riproponiamo:
A la Agnes rimane candidata, la situazione non si sblocca e
si parlerà d’altro
B la Agnes fa un passo indietro e si trova un altro nome
(chi?)
C la Agnes viene votata da alcuni “volenterosi” (chi?)
D si parlerà d’altro e il problema verrà rinviato (a
quando?)
Ecco allora che si incrocerebbe, lo stesso giorno, la
presenza di Giorgetti in Commissione Senato. Però non è ancora confermato nulla:
i calendari sia della Va (bilancio) sia dell’VIIIa (trasporti) non sono stati
ancora definiti e pertanto è ancora tutto in alto mare. E semmai fosse che, come
si legge, che il “padrone” riuscisse a dettare le “sue” regole sulla proposta
di riforma, non è detto da nessuna parte che poi possano andare de plano.
Si torna al punto di partenza: è la
Vigilanza dove lì, verosimile, si giocherà una parte rilevante della partita. Riusciranno
i “nostri eroi” del Governo a trovare una soluzione a loro favorevole per la
presidenza Rai? E la soluzione a loro favorevole potrà essere condivisa dall’opposizione
che comunque dovrà esprimere il suo voto per garantire un Presidente di garanzia?
Per quanto abbiamo potuto sapere capire: no! E si ritorna ad un altro punto di
partenza: è prevedibile che si possa addirittura “andare in Aula” con un testo
di riforma già a settembre? Ribadiamo: per quanto abbiamo potuto sapere capire:
no! Basta prendere un calendario e fare due conti: siamo a fine maggio e il testo
di riforma proposto dal governo è in stand by in VIII Commissione dove non si
sono tracce né di calendarizzazioni e tantomeno di audizioni. Se mai tutto dovesse
andare di gran fretta e senza intoppi, bene che vada, occorrono settimane o
mesi e quindi ben oltre la prossima estate. Inverosimile supporre che possa
andare in Aula a fine settembre (già Gasparri disse che sarebbe andata in Aula
alla fine dello scorso anno).
Auguri!!!
bloggorai@gmail.com
ps. occhio al calendario e segnate queste date: 22 e 27 maggio, 12 e 15 giugno





%20(2).jpg)
%20(2).jpg)


