La Rai prossima ventura - ultime notizie
giovedì 30 luglio 2026
RAI: ultima spiaggia (forse)
mercoledì 29 luglio 2026
La calda Riforma RAI del Governo Meloni
Quando il gioco si fa duro non è detto che i duri siano in grado
di giocare e magari provare a vincere. Se poi il gioco si svolge sotto il caldo
sole di fine luglio diventa molto complicato giocare e se poi qualcuno fa carte
false o trucca la partita è ancora peggio.
Allora, con odine. Ieri in Commissione VIII Senato sono stati
presentati altri emendamenti al testo base di riforma presentato dal governo lo
scorso anno. Il primo è una sostanziale novità: il canone “… non potrà subire una
variazione negativa”. Benissimo: uno a zero e palla al centro. Chissà cosa avrà
ottenuto Giorgetti per mandare giù questo boccone amaro. Lo vedremo. Il secondo
si riferisce alla durata del Cda: quattro anni invece di 5. Benino: non si
capisce la ratio ma certo che tre erano pochi e 5 forse troppi. Il terzo emendamento
(art.10) è importante: “…entro trena giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge è avviata la procedura per la nomina dei componenti il Cda…”. BUM !!!
Questo emendamento è la chiave di volta per capire cosa
potrà succedere. Una ipotesi verosimile è che il Governo intende andare di corsa
e portare il testo in Aula ad ottobre o comunque al più presto possibile, prima
delle prossime elezioni. Semmai gli riuscisse, entro novembre si dovrebbe
avviare la procedura per le nuove nomine secondo i criteri espressi dall’EMFA. Ciò
significa che si dovrà stabile una sorta di “regolamento” con il quale scegliere
i candidati consiglieri secondo criteri aperti, trasparenti e comparabili. Non sarà
facile. Se tutto procede speditamente, bene che vada occorre almeno un mese. Poi
si dovrà procedere con un bando o un avviso pubblico che, giocoforza, avrà un tempo
tecnico non inferiore ad altri 30 giorni. Una volta pervenute le candidature
sarà necessario esaminarle e confrontarle, assegnare dei punteggi e procedere
ad una selezione di nomi e non sarà facile. In quel momento potrà intervenire
la “supervisione” dei partiti: provate ad immaginare che sia nella maggioranza
sia nell’opposizione possa sfuggire la tentazione di sostenere una propria
candidatura. E non sarà facile. Sintesi: bene che vada, si arriva a gennaio/febbraio
2027 ovvero proprio a ridosso della scadenza della Concessione (posto che a
seguito dell’EMFA possa avere ancora vigore). In un contesto dove il Governo Meloni
litiga pure sull’acqua fresca e l’opposizione non ha ancora scoperto l’acqua
calda, appare tutto alquanto aggrovigliato e di difficile realizzazione. Rossi &C possono dormire sonni tranquilli, l'emolumento è garantito e forse pure la ricandidatura.
Bloggorai accetta scommesse: non ce la faranno in tempi brevi. Comunque, posto e non concesso che ce la possono fare, l’obiettivo posto con l’emendamento di ieri appare chiaro: mettere le mani sulla Rai subito, prima possibile ovvero fintanto che hanno i numeri in Parlamento. “Del futuro non c’è certezza” e l’esito elettorale potrebbe anche riservare una sorpresa a Meloni &C e tanto vale portarsi avanti il lavoro e assicurarsi le retrovie.
In alternativa, un ragionamento parimenti
plausibile, è sostenere questa iniziativa parlamentare giusto per dire a Bruxelles
“State sereni, stiamo lavorando per applicare l’EMFA, prima o poi ce la faremo”
ed evitare in tal modo il possibile, seppure lontano, avvio di una procedura di
infrazione. Nei giorni scorsi un noto costituzionalista ha titolato “Il testo
di Riforma Rai uno specchietto per le allodole per l’Unione Europea”. Vedremo. E
intanto l’opposizione, il “campo largo” cosa farà? Boh!!! Bloggorai bussa ma
nessuno risponde. Non ci sono particolari segni di vita sulla Terra: PD e M5S
tacciono. Oggi sul Manifesto Vincenzo Vita (AVS) scrive una sorta di monito al Governo
e un invito all’opposizione a trovare incoraggiamento a fare qualcosa (???). Un
po’ poco, troppo poco, quasi nulla.
Ci sarebbe tanto ancora da scrivere: chi mente sugli ascolti
Rai, il quotidiano La Stampa coni dati pubblicati nei giorni scorsi (titolo “C’era
una volta Rai tre ora è dietro a La7 e Italia Uno. Mediaset supera la Tv di Stato”)
o la Rai? Quest’ultima nel comunicato non confuta i dati riportati dal quotidiano
ma li confronta in altro modo. A nostro avviso: invertendo l’ordine degli addendi
il risultato non cambia ovvero Rai e segnatamente Raitre, perde ascolti.
Ieri sera abbiamo seguito con attenzione Temptation Island (merita
molta attenzione e riflessione) mentre, nel frattempo sfogliavamo il Radar SWG
sul “palinsesto Rai” dove abbiamo letto che il 55% degli intervistati ritiene
che l’offerta del palinsesto Rai sia “peggiorata e decisamene peggiorata”.
Le vacanze incombono e anche Bloggorai ha bisogno di una pausa.
Rimanete comunque sintonizzati, ci siamo e ci saremo ancora.
bloggorai@gmail.com
martedì 28 luglio 2026
Uno scontro estivo frontale: da Temptation Island alla Riforma RAI
Un Popolo di Santi, di Eroi, di navigatori … ma anche di
truffati e di truffatori, di furbetti e cretinetti, di traditi e traditori, di
cornuti e mazziati, di raffinati intellettuali, professori senza concorso e grossolani trattoristi senza rimorso e così via trotterellando.
Ieri sera ci siamo trovati di fronte ad un dubbio televisivo atroce: indugiare ancora sul tema Garlasco su Rai Tre o approfondire e scandagliare la fenomenologia degli italici sentimenti con Temptation Island su Canale 5 (attenzione questa settimana in onda per tre serate consecutive)? Senza subbio alcuno: buona la seconda e via con i “Falò di confronto tra Soraya e Christian”. Si comprende meglio e di più rispetto ad un qualsiasi confronto tra un Calenda o un Vannacci di turno. Alla Rai tremano: non c’è partita e gli ascolti crollano ulteriormente.
Si tratta
di un prodotto editoriale che attrae i “giovani” e fidelizza ulteriormente i
telespettatori verso la rete Mediaset che già viaggia a gonfie vele. Non ci addentriamo
nel giudizio più o meno morale della trasmissione, non ci interessa il “contenuto”
quanto più il contenitore, non ci interessano i vari personaggi ma ciò che
rappresentano. E senza dubbio rappresentano molto, tanto, di questo Paese e, come
al solito, o lo capisci o sei fuori e poi sei costretto ad interrogarti perché
vince la Meloni e perché la Rai è sempre più una “televisione per vecchi”.
Andiamo alla “politica”. In questa settimana di file luglio, calda e stanca, sottotraccia si lavora per affilare le armi da utilizzare per la campagna elettorale imminente. Non si butta nulla e non si fanno prigionieri: va bene tutto, da Lavitola a Garlasco passando per gli scontri di Bologna e a quelli No Tav. Nel mentre e nel quando però, già da questa mattina, nelle Aule parlamentari si sentono rumori di battaglia: si inizia oggi a mezzogiorno, in VIII Commissione Senato dove si dibatte il testo unico per la riforma Rai sostenuto dal Governo. Nei giorni scorsi abbiamo letto che la maggioranza vorrebbe fare un colpo di mano e chiudere la faccenda per andare al voto in Aula a ottobre: a nostro giudizio è fantascienza. Per quanto abbiamo chiesto e abbiamo potuto sapere e capire, tutto troppo stretto, tutto troppo ingarbugliato e tutto poco praticabile per due buone ragioni: si richiedono “mediazioni” sia tra i due schieramenti sia all’interno degli stessi. Notoriamente Lega e Forza Italia non hanno esattamente lo stesso punto di vista e Giorgetti ne ha dato ampio segno recentemente anche se poi sembra aver fatto qualche passo indietro. Idem per la minoranza: il “campo largo” su questo tema non ha dato una buona lezione con emendamenti sfarfugliati e sconclusionati, privi di ogni ragionevole visione o progetto futuro praticabile e sostenibile per il Servizio Pubblico.
Comunque, semmai che il Governo fosse seriamente intenzionato a procedere a tappe forzate,
a colpi di maggioranza, ci si potrebbe trovare con un Testo al voto in Aula bene
che vada ad ottobre. Significherebbe applicare subito l’EMFA e procedere quindi
ad un nuovo Cda Rai proprio quando, aprile 2027, si dovrebbe iniziare il dibattito/trattativa
sulla Concessione. I tempi tecnici per mettere a terra la riforma sarebbero di mesi
e dunque significa trovarci a ridosso delle elezioni sia nel caso fossero anticipate
(aprile) sia nel caso fossero a ottobre. E quale partito di maggioranza e
opposizione si azzarderebbe a giocare una partita del genere prima di sapere
gli esiti del voto politico? Naaaaaaa… i consiglieri Rai possono stare sereni e
tranquilli e portarsi a casa i circa 4000 euro netti al mese e fare serenamente
comunicati del giorno dopo. Morale della favola: oggi sulla riforma Rai, come ha
scritto recentemente un autorevole giurista su questo tema, si tratta solo di “fumo
negli occhi per annebbiare Bruxelles ed evitare la procedura di infrazione, per
dire che … ci stiamo lavorando”.
E l’audizione di questa mattina peraltro, si colloca all’interno
e nel quadro di altri due importanti appuntamenti che segneranno il passo del prossimo
calendario politico: a palazzo Madama siamo alle ultime battute per la riforma
elettorale e, sempre al Senato, si andrà al voto sul testo di maggioranza sulla
giustizia e immigrazione. Due fronti aperti delicatissimi e di assoluto rilievo
che, giocoforza, mettono al partita Rai in Serie B.
Chiudiamo con una nota a margine. Ieri La Stampa ha
pubblicato un pezzo con grande evidenza con il titolo “C’era una volta RaiTre
ora è dietro a La7 e Italia Uno. Mediaset supera la Tv di Stato”. Al che, la Rai
ha replicato con con un Comunicato all’ANSA dove afferma che “Rai, 'siamo
leader dell'Auditel 2025-2026, Rai3 stabile davanti a La7 e Rete4. Sostanziale
stabilità ascolti della terza rete e solidità del suo modello editoriale”. Nel mentre che i consiglieri di opposizione studiano le carte e i numeri anche per valutare il possibile danno erariale su Rai Tre, noi cercheremo
di sapere capire meglio: non ci sono due verità, o uno dei due mente sapendo di
mentire oppure uno dei due gioca a “carta vince, carta perde”.
bloggorai@gmail.com
lunedì 27 luglio 2026
La Storia RAI "sono loro" ... palesi ed occulti, vicini e lontani
“Guardate che è successo: hanno chiuso all'Olgettine e
m'hanno mandato tutte le guaglione qua! Più ci stanno banchieri, responsabili
Struttura Delta, P2, P3, P4... tutto qua! Questa gloriosa Loggia della Uallera
d'Oro è diventata uno zoo!” Corrado Guzzanti, il Massone di Aniene (!!!) anno
2002 (da vedere per intero: https://www.youtube.com/watch?v=1WG6594XVS8
)
Ad una certa età, è noto, la memoria diventa flebile e molti
ricordi svaniscono, talvolta per opportunità, talvolta per convenienza. Torniamo
sulla “notizia” di ieri secondo la quale in una intercettazione Ranucci avrebbe
affermato che “…in Rai c’è un po’ di mafia e massoneria”. Una “notizia” che
per alcuni è diventata clamorosa e invece è di una banalità disarmante epperò giusta a misura. Anzitutto
chi è mafioso o chi è massone in Rai non è dato sapere. Poi, intendiamoci bene: i due
termini sono impossibili da declinare in modo dettagliato e comunque dovremo
dedicare un Convegno solo per definirli correttamente. Accontentiamoci allora, come
abbiamo scritto ieri, di definirli come un grumo di comportamenti illeciti, ai limiti
del criminale, variamente intesi nel tempo, nel luogo e nello spazio in cui si
svolgono. Si potrà mai dire che “Tizio” è mafioso? Si potrà mai dire che “Caio”
è massone? No, certo che no a meno che li trovi con con una lupara in mano o una
miccia accesa. Quindi, limitiamoci ancora a riflettere sui “poteri forti”
ubiqui, trasversali, universali e onnipotenti.
Allora ravanando e rovistando tra i ricordi (molti diretti e
personali in quanto li abbiamo conosciuti bene, benissimo) siamo andati a
ripescare qualcosa che torna utile a sostenere che dentro la Rai erano e sono tuttora
annidati e saldamente arroccati tramite amici, parenti o conoscenti di quelli che
furono “poteri forti” ma non occulti, anzi molto palesi.
Per approfondire e capire bene potrebbe essere utile rileggere
un paio di testi forse fondamentali. Il primo è del 1978, a firma di Roberto Fabiani
con il titolo “I Massoni in Italia” vedi https://www.archivio900.it/it/libri/lib.aspx?id=313
.
Il secondo è più “recente” ma non meno importante. Correva l’anno 2013, gennaio: leggete per intero e incorniciate questo articolo a firma Alberto Statera comparso su Repubblica con il titolo "Massoneria. Quegli uomini in nero nascosti tra politica e affari" vedi articolo intero https://www.dirittiglobali.it/2013/01/massoneria-quegli-uomini-in-nero-nascosti-tra-politica-e-affari/.
Leggiamo un paio di stralci:
“… Racconta Geronzi,
campione per un trentennio dei poteri trasversali nelle memorie consegnate a
Massimo Mucchetti: «Una volta andai a trovare nel suo nuovo ufficio in Vaticano
un importante prelato che era appena stato elevato alla porpora cardinalizia.
Nell’avvicinarmi alla sua scrivania rimasi di sale. Sul montante lungo era
applicato un tondo che recava in bassorilievo i simboli massonici». Curioso,
peraltro, lo stupore dell’ex banchiere “di sistema” visto che il suo sodale
Gianni Letta è il trait d’union tra chiesa, Opus Dei e massoneria, ruolo che
per tre lustri ha svolto con passione da Palazzo Chigi e che ha continuato a
svolgere imponendo alcuni catto-massoni nel governo di Mario Monti. Il
quale ha dovuto smentire la sua affiliazione: «Non sono massone e non so
neanche bene cosa sia la massoneria». Sarebbe un torto all’intelligenza credere
che davvero il presidente del Consiglio, ex presidente della Bocconi, ex
commissario europeo e grande consulente della finanza internazionale da
decenni, frequentatore di tutti i consessi del potere mondiale, a cominciare
da Bilderberg, non sappia che cos’è la massoneria. Ma il Gran Maestro del
Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi si era forse spinto un po’ troppo oltre
quando aveva dichiarato: «Mario Monti è un gran galantuomo, potenzialmente ha
tutte le carte in regola per essere un ottimo fratello»”. Poi, più avanti: “… l’Accademia
degli Illuminati, che si richiama agli Illuminati di Baviera e si riunisce una
volta l’anno a Roma. Tra i suoi adepti, Di Bernardo colloca più o meno
esplicitamente, come ha confessato al giornalista Ferruccio Pinotti, anche il
presidente di Intesa San Paolo Giovanni Bazoli, oltre a Vincenzo De Bustis,
il banchiere considerato vicino a D’Alema che portò al Monte dei Paschi per un
prezzo considerato allora esorbitante la Banca del Salento. E poi ancora Carlo
Freccero, ex Fininvest e poi Rai, Rubens Esposito degli Affari legali Rai,
Sergio Bindi, ex consigliere Rai e antico portaborse del democristiano
Flaminio Piccoli, Severino Antinori, specialista della fecondazione assistita,
il filosofo Vittorio Mathieu, il generale Bartolomeo Lombardo, ex Sismi.
Banche, informazione, medicina, cultura, Servizi segreti, non manca niente. Ma
la Rai sembra un luogo privilegiato di coltura della massoneria se è vero, come
testimonia il professor Aldo Mola, che a un certo punto al Grande Oriente
giunse in dote una Loggia coperta, retta dal Venerabile Giorgio Ciarocca, di
cui facevano parte Cesare Merzagora, Eugenio Cefis, Giuseppe Arcaini
dell’Italcasse, nonché Guido Carli, Enrico Cuccia, Raffaele Ursini, Michele
Sindona e Ettore Bernabei, notoriamente soprannumerario dell’Opus Dei”. Tanto
si legge e non sappiamo se alcuni tra inomi citati hanno smentito o querelato
Statera.
Ricordate bene il contesto politico: i famigerati “governi tecnici”
prima di Monti e poi di Draghi e cercate di ricordare chi hanno nominato ai vertici
Rai.
Ancora qualche passo avanti e indietro nel calendario. Correvano
gli anni dal 2004 in poi e a Milano si indagava sul crack di una società di sondaggi
di proprietà di Luigi Crespi. Vennero fatte intercettazioni e, nel 2011, vennero
rese note da Repubblica e si venne a conoscenza della famigerata Struttura Delta e spuntò fuori il nome di Deborah Bergamini, oggi nota parlamentare
di Forza Italia. Altri nomi erano Mauro Masi, Clemente J.Mimun (vedi celebre
dialogo con la Bergamini https://www.repubblica.it/dossier/politica/struttura-delta-rai/2011/06/17/video/la_rai_cosi_non_gli_serve_linformazione_un_presidio_anti-guai-423028454/
) Alessio Gorla e Gianfranco Comanducci (ed altri nomi più o meno noti rimasti occulti
per molti ma non a tutti). Leggi pure articolo a firma Beppe Giulietti di luglio
2011 con il titolo “Struttura Delta? No, loggia P2” vedi https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/04/struttura-delta-no-loggia-p2/139651/
. Sempre a luglio si apprende che la Rai ha aperto una indagine che
porterà poi alle “dimissioni” della Bergamini (prima sospesa nel 2007 e poi uscita
di scena a gennaio 2008 con un lauto compenso). Il Cda in carica era composto
da bei nomi: Petruccioli presidente, Cappon DG e consiglieri del calibro di Rizzo
Nervo, Curzi e Rognoni.
Morale, la “stuttura Delta” formalmente viene dissolta ma
gli epigoni, gli amici, i parenti e i conoscenti palesi o occulti, in sonno o
ben svegli, rimangono tutti saldamente ai loro posti di comando e molti di loro,
tutt’ora, sono in grado di influenzare candidature e nomine. Interessante rileggere
il volume “Propaganda - l'origine della più potente loggia massonica” e trovare
un paio di nomi di assoluta attualità. Vedi https://www.fnsi.it/propaganda-lorigine-della-piu-potente-loggia-massonica
.
Su questo tema andremo avanti: ci potrebbero essere
interessanti aggiornamenti.
Torniamo per un attimo all’attualità. Nei giorni scorsi è
comparsa un’intervista dell’AD Rai Giampaolo Rossi che, ad una prima lettura, non
meritava nemmeno una riga di commento. Poi, a ben rivedere, un paio di “cosette”
meritano di essere annotate. Riportiamo due titoli di oggi: la Stampa con “C’era
una volta RaiTre ora è dietro a La7 e Italia Uno. Mediaset supera la Tv di Stato”.
Rossi sembra gongolare: “missione compiuta”!!!. Poi ci pensa il Fatto Quotidiano
a fare due conti e titola “Bilancio Rai. I conti (in perdita) smentiscono i
trionfalismi”.
I consiglieri del giorno dopo tacciono.
bloggorai@gmail.com
domenica 26 luglio 2026
CLAMOROSO: l'acqua fresca in prima pagina!
“Non scriviamo tutto quello che sappiamo ma sappiamo bene quello
che scriviamo”.
Ha suscitato un certo rumore la dichiarazione di Ranucci intercettato
dove sostiene che in Rai ci sarebbe “… un po' di mafia e massoneria”. Stupore, sorpresa,
grande scoop, novità inaudita. Hanno messo l’acqua fresca in prima pagina e la
chiamano “notizia”.
Andiamo con ordine e invertiamo l’ordine dell’affermazione: ci
sarebbe prima la massoneria e poi la mafia.
Molti, tanti, dimenticano facilmente che la Rai è stata al centro del mirino della Loggia P2 del Venerabile Gelli che secondo quanto letto nel famigerato “Piano di Rinascita Democratica” andava messa sotto controllo insieme agli altri media. Nell’elenco degli affiliati alla P2 ritrovato a Castiglion Fibocchi figuravano diversi nomi Rai: da Paolo Frajese a Gustavo Selva, da Giampaolo Cresci a Franco Colombo. Alcuni smentirono: iscritti a loro insaputa.
Certo è che per la P2 la Rai era (forse è
ancora) un obiettivo prioritario: andava controllata o almeno ridimensionata. Negli
anni a venire non si è più parlato direttamente di “massoneria dentro la Rai”:
tutti o tanti in “sonno” o sotto mentite spoglie. “Sei massone?” …” Chi, io ???
ma quando mai, anzi…”. Certo è che il “Piano Gelli” ha trovato in seguito molti
lettori interessati (e non tutti della sua stessa parte politica).
Salvo ricordare un piccolo “incidente di percorso” che vide
interessato Carlo Freccero che nel 2002 partecipa alla fondazione di una
associazione massonica (gli “Illuminati”) che poi, nel 2006 precisò in una
intervista a Panorama che: “Ho firmato l’atto di fondazione perché me lo aveva
chiesto un amico. Sono una persona curiosa e mi interessava conoscere questi
ambienti, ma mi sono subito dimesso. Erano riunioni noiosissime, per nulla
divertenti”. Capitolo chiuso.
Che Ranucci possa aver dichiarato che in Rai c’è “un po’ di massoneria” sembra quasi un innocente eufemismo. Il tema è quanto “po’ ” ovvero sapere quanti sono, chi sono, quanto pesano e quanto sono in grado di influenzare l’Azienda. Ovvero pure, intenderci bene per cosa si intende con "massoneria".
Infatti, “massoneria” è un termine troppo vago e generico: dice tutto e non dice nulla, pari e patta con l’altro termine “mafia” che può significare un sistema, un metodo, un modello associativo criminale o financo un modo di pensare e agire sottinteso, occulto del genere “ahummm …ahummm” ovvero “tu sai che io so che noi sappiamo”.
Su questo tema (mafia e Rai) ci sarebbe da scrivere un capitolo a parte: ricordiamo un “piccolo” fatto non lontano nel tempo: il film Magma sulla storia del delitto di Piersanti Mattarella, seppure proposto prima alla Rai, non è mai stato mandato in onda e invece lo ha fatto La7 e Netflix. Perché? “faranno sapere” e ancora siamo in attesa di sapere perché la Rai non lo ha mandato in onda.
Il filo, il tondino di acciaio da carpenteria che annoda i due termini "mafia e massoneria" invece è molto chiaro e facilmente percettibile ed ha un nome: poteri forti. I cosiddetti “poteri forti” assumono varie forme, forza e influenza e sono da decenni annidati e accampati felicemente nei meandri della Rai.
Li elenchiamo in ordine sparso, e magari qualcuno ci sfugge. Il primo, assoluto e quasi totale, è il potere forte della Politica con la P maiuscola: è in grado di proporre AD, presidenti di fatto e pro tempore, consiglieri e direttori scelti con il cilindro di Mago Magò, senza confronti e senza criteri trasparenti. A seguire, con vari pesi e ramificazioni: il “potere” economico delle grandi Banche (una in particolare) in grado di piazzare amici fidati, fidatissimi. In parallelo, il potere finanziario (vedi operazione Rai Way). Poi si apre il vasto scenario di due sottopoteri non meno potenti: quello delle grandi case di produzione e quello degli agenti artistici in grado di influenzare prodotti e contenuti, palinsesti e personaggi dello spettacolo (e del giornalismo). Poi ci sono le case discografiche.
Poi ci sono le “piccole lobby” che ovviamente nulla hanno a che fare con i termini “massoneria o mafia” direttamente o indirettamente ovvero una pletora di faccendieri di medio basso calibro. Si tratta di enti turistici con i vari “festival” o “Premi” variamente assortiti e variamente affamati di occupare un piccolo spazio di messa in onda del loro “brand” quale che esso sia con il nome di un’acqua minerale o il cartello con il nome dell’ameno paesello alpino. Infine, non ultime, le case editrici ovvero gli editori, cartacei anzitutto ma implicati anche nel mondo della produzione tv. Ovviamente, tra le “piccole lobby” (si fa per dire) non mancano quelle di carattere “privato” ovvero culturali, religiose o sportive. Ad adiuvandum: vogliamo ricordare la "lobby" dei giornalisti?
Ce n’è per tutti, la Rai è una madre molto generosa, con i soldi
pubblici.
bloggorai@gmail.com
venerdì 24 luglio 2026
Chi ha fatto sesso con le galline?
Correva l’anno 1948: raccontano le cronache e viene spesso usato
come paradigma di campagna elettorale brutta, sporca e cattiva, un episodio che
sarebbe successo durante la competizione per le primarie democratiche in Texas
tra Lyndon B.Johnson e il suo avversario Coke Stevenson. Quest’ultimo sembrava che
nei sondaggi fosse in vantaggio sul suo rivale che non sapeva come arginare. Allora,
sembra che Johnson diede ordine ai suoi collaboratori di far girare la notizia
secondo cui Stevenson “faceva sesso con le galline”. Al che, gli
obiettarono gli stessi collaboratori, che una cosa del genere non sarebbe stata credibile agli occhi
degli elettori e Johnson rispose “Lo so, Ma facciamo in modo che quel figlio
di puttana debba smentirlo”. Quello che diventerà il futuro presidente USA
vinse le primarie con soli 87 voti di scarto e, al solito, fioccarono le accuse
di broglio. La stampa se ne guardò bene da riportare una accusa del genere infamante
e inverosimile del senza uno straccio di impossibile prova e il “povero
Stevenson” non si prese mai cura di rispondere pubblicamente: certo non poteva
ammettere e tantomeno smentire questa "notizia". Fatto sta che la “voce”
circolò e gli fece gran danno: la macchina del fango è stata inventata ed ha funzionato perfettamente. L’episodio,
curiosamente, divenne noto solo molti dopo, nel 1972.
Tutto questo per dire che con la campagna elettorale appena
iniziata, c’è da attenderci di tutto. Come abbiamo scritto, questo Governo e
qualche suo potenziale alleato si gioca la sua sopravvivenza ed è lecito
attenderci che tutti gli strumenti saranno adoperati. Certo, sarà difficile pensare
che possano usare uno stratagemma a quello delle galline epperò non ci stupirebbe
più di tanto che qualcuno possa inventarsi qualcosa di bizzarro.
Del resto il retroterra culturale di questa destra è un certo
Steve Bannon, il teorico della moderna “macchina del fango” inaugurata nel 2018 con la
ormai famosa frase “La vera opposizione sono i media e il modo per gestirli
è inondare il campo di merda”. I quattro pilasti della sua “dottrina” sono:
A alimentare, produrre e diffondere notizie, mezze notizie, falsità o comunque
complotti e sospetti; obiettivo è saturare lo spazio e il tempo di reazione. B:
alimentare equivoci, il dubbio, la confusione e l’incertezza ovvero “tutti mentono”
C: alimentare l’odio, lo scontro, la contrapposizione, la polemica su tutto il possibile.
D: per vincere le elezioni è necessario saper comunicare e toccare le corde emotive
dell’elettorato (la paura) e lo strumento principale è il linguaggio, la
comunicazione, la presenza nei temi prevalenti, la gestione del mainstream.
Ecco allora che arriviamo alla Rai, ovvero il primo e
assoluto “campo di battaglia” dove, curiosamente tutto (o molto) nasce e tutto
(o molto) termina. Certo, ci sono i “social” che ormai bypassano l’informazione
del Tg1 o l’inutile e costosa RaiNews24 ma la presa sulla prevalente “narrazione”
del Paese sembra essere ancora parzialmente ancorata ai modelli di racconto sociale che il Governo di turno non può e non deve mollare. Inondare i notiziari di
cronaca nera (Garlasco insegna) può portare voti.
Siamo costretti a tornare sulle vicende di questi giorni. Perché,
comunque vada e in attesa di conoscere moventi e mandante (o più di uno), è stato
alimentato e diffuso, direttamente e indirettamente, un gran polverone.
Nel mentre e nel quando Rai, il Servizio Pubblico, da molti
anni ma più segnatamente in epoca recente e segnatamente con questo Cda, sembra
divenuta la Fossa delle Marianne, il Triangolo delle Bermude dove tutto (o molto)
si perde nel mistero. Ed è in questo groviglio di scheletri nell’armadio, di detto
e non detto, di cose fatte o omesse, di “democristianitudine” diffusa che si aprono le praterie dove scorazzano i “nuovi” o vecchi destri.
Per non dimenticare:
A: perché è nato questo Cda contro il già presente EMFA e
contro l’accordo tra PD, M5S e AVS su “prima la riforma e poi le nomine”?
B: perché non è stato nemmeno tentata la verifica sula
legittimità del “doppio presidente” Agnes designata dal Governo e Marano nominato
dal Cda?
C: perché non è stato fatto un tentativo alternativo di
proposta di un presidente di garanzia espresso dall’opposizione?
D: perché 5 minuti dopo le dichiarazioni di Rossi sullo
smantellamento di Rai Tre non è stato richiesto un intervento giuridico di verifica
per un possibile danno erariale?
D: perché nei giorni scorsi i parlamentari della Vigilanza
si sono dimessi senza alcuna prospettiva di soluzione immediata del problema “presidente
Rai”?
bloggorai@gmail.com
mercoledì 22 luglio 2026
semi pausa
Oggi non c'è gran voglia di scrivere, nonostante non mancano gli argomenti.
Hai voglia a dire, come alcuni lettori di Bloggorai, che "della Rai non interessa più nulla a nessuno". Al contrario, quando il gioco si fa duro e i duri cominciano a giocare, la Rai deve essere nel pacchetto di mischia.
Aspettiamo,, vedremo .. faremo sapere.


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