giovedì 21 maggio 2026

RAI: chi siamo noi? cosa facciamo, dove andiamo?

By Bloggorai ©

"La risposta è dentro di te e però è sbagliata"

Che fare? Stato o rivoluzione? Occorre prima affrontare la “… giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo”? I lettori e le lettrici di Bloggorai con una “certa” sanno a cosa facciamo riferimento: reminiscenze di un lontano passato.

E però ci troviamo ad un presente politico che pone gli stessi interrogativi: che fare? Quale strategia si deve predisporre l’opposizione per mettersi in grado di fronteggiare (e battere) la destra alle prossime elezioni? Ovviamente, anzitutto i contenuti, il programma politico e poi la tattica del confronto. In questo ambito si pone la seconda domanda: di fronte all’ottusa intransigenza della maggioranza a risolvere il problema della presidenza Rai e all’ignoranza dei due appelli di Mattarella, può essere lecito prendere in considerazione l’ipotesi di un gesto “rivoluzionario”: le dimissioni di tutti i parlamentari di opposizione dalla Vigilanza Rai.

E qui veniamo al cuore del problema: l’opposizione ha una strategia organica complessiva di tutto il perimetro del Servizio Pubblico, ha una tattica parlamentare, ha una visione della Rai dopo il 2027? A nostro modesto avviso NO! Nel “campo largo” oggi non c’è tempo e spazio per dibattere di Rai, salvo fare qualche scarno comunicato stampa. Come pure abbiamo scritto citando una nostra fonte autorevole “La Schlein non vede, non conosce e non capisce la Rai e, inoltre, non si fida gran chè di alcuni suoi generali”. Il massimo del minimo sindacale che l’opposizione ha saputo esprimere sono stati gli strampalati emendamenti ad una proposta di riforma ormai in ostaggio alla maggioranza. Ieri abbiamo posto ad alcuni autorevoli esponenti politici la stessa domanda “Quale strategia occorre adottare e quale tattica?” e la risposta più significativa è stata: “fare l’opposizione”. È come chiedere all’Oste com’è il vino? Booonooo!!!

Ed arriviamo alla terza domanda: si, occorre prima affrontare prima le contraddizioni in seno all’opposizione in modo chiaro aperto e trasparente. Ci sono contraddizioni e diversi orientamenti, tattici e strategici e se non si risolvono ci si trascina nella palude dove la destra ha gioco facile. Occorre uscire allo scoperto sul tema presidenza Rai: cosa conviene fare? Per paradossale che possa apparire, potrebbe “convenire” lasciare tutto così com’è in attesa di una riforma che possa applicare l’EMFA (e vedremo se mai fosse possibile e quando) oppure cercare in tutti i modi istituzionali di far saltare il banco per arrivare ad una possibile soluzione prima della fine mandato di questo Cda? Ad esempio, potrebbe essere “vantaggioso” per l’opposizione proporre un proprio nome di “garanzia” al posto della Agnes che possa essere accettato anche dalla maggioranza? Oppure, può essere "tatticamente" vantaggioso votare la Agnes? Certo è che il prossimo 27 maggio la convocazione della Vigilanza non potrà essere una ordinaria convocazione qualsiasi e si dovranno svelare le carte, forse una volta per tutte: o c’è un accordo per chiudere la presidenza Rai o non c’è. Ulteriori rinvii suonerebbero come una beffa, una truffa, un imbroglio insopportabile e ingiustificabile: Mattarella potrebbe scendere giù dal Colle e prendere lui stesso una iniziativa politica.

Poi per l’opposizione occorre definire una propria strategia sui tempi e sui modi per la riforma Rai, autonoma e indipendente dai tempi e modi (contraddizioni) della maggioranza. Vale la pena riprendere il testo di un articolo comparso sul Foglio dello scorso 16 febbraio “Meno canone e nuovo cda: Forza Italia porta al Senato una riforma Rai che il Mef considera pericolosa. Il testo unico che unisce 11 proposte di legge ridisegnerebbe poteri e vertici della Rai, ma trova l’opposizione del ministero dell'Economia e delle Finanze. E apre uno scontro tutto interno alla maggioranza. Cercasi scalpo”. Al quale occorre unire l’articolo comparso ieri, sempre sul Foglio con il titolo “Il futuro della Rai: la UE a Giorgetti: il Media Freedom Act è compatibile con la Legge Renzi. Il nodo presidenza”. Si legge “L’Europa ritiene l’attuale legge Renzi conforme al Media Freedom Act”. Appare una bufala colossale, fumo negli occhi proprio alla vigilia delle date prossime venture. Ci aspettavamo oggi di leggere commenti e precisazioni dei “nostri” parlamentari europei. Muti.  Ieri la Floridia ha chiesto chiarimenti su questa presunta lettere UE. Le fonti citate nell’articolo parlano di tempi stretti sia per la riforma e sia per la presidenza che andrebbero di pari passo: questo Cda rimane in sella e si dimetterebbe non appena votata la nuova riforma. Fantasia pura. Vedi oggi le minacce di Salvini (il “capo” di Giorgetti) di andare alle elezioni anticipate. Per non dire poi nel merito del testo depositato in VIII Commissione: l’opposizione “dovrebbe” fare l’opposizione dura e pura a quel testo e invece, sappiamo bene dalla sua genesi, non è stato così prima e forse non sarà così dopo.

Che fare? Torniamo sempre al banale solito punto dipartenza. Se non schiarisce la nebbia e non si esce dalla palude dove sono avvolte sia la maggioranza che l’opposizione non c’è speranza.

Chiudiamo con la “speranza”: domani si chiude il termine per le manifestazioni di interesse sulla vendita dei 15 immobili Rai previsti dal Piano Immobiliare (votato all’unanimità in Cda Rai, compresi i consiglieri di Maio e Natale!!!). C’è da sperare che possa intervenire il Ministro Giuli (sic!!!) per salvare almeno il Delle Vittorie e Palazzo Labia a Venezia. Ieri ci è stata proposta una suggestione: se la Rai ha bisogno di soldi e deve vendere qualcosa, perché non prendere in considerazione la vendita del Centro Sportivo di Tor di Quinto, in fin dei conti è un “gioiello di famiglia” con pure i conti in attivo e che non è certo indispensabile per la sopravvivenza del Servizio Pubblico. Buona idea.

bloggorai@gmail.com

mercoledì 20 maggio 2026

FantasticheRAI: il mistero del 27

By Bloggorai ©

Sarà mai che il “27” è un numero magico? Sarà mai che tutto, o forse tanto, per la politica e, di conseguenza, per la Rai si gioca proprio intorno a questo numero?

Spesso succede che ci sono momenti in cui il “padrone” vuole far sentire la sua voce e imporre il suo volere sulla sua proprietà in modo forte e chiaro. La Rai oggi è un bene comune, un interesse pubblico, asservito all’interesse privato del “padrone” di turno ovvero del governo del momento che, per pura combinazione, è di destra destra.

Fatto sta che questa sommaria considerazione si colloca in un contesto politico, in un quadro di riferimento che vede, appunto, il 2027, dietro l’angolo, come un crocevia della democrazia del nostro Paese. Le prossime elezioni politiche potranno confermare o invertire l’attuale maggioranza di governo che, proprio in questa prospettiva, sta predisponendo la sua ultima battaglia di fine legislatura: una nuova legge elettorale a sua immagine e somiglianza già anticostituzionale prima ancora di essere formulata. Sarà, forse, una battaglia campale dove non si faranno prigionieri e dove Meloni&C si giocheranno tutto per tutto. Tutte le armi, tutti gli strumenti, tutti i mercenari saranno arruolati e schierati in campo e, giocoforza, anche la Rai dovrà dare il suo contributo alla causa.

Ecco allora che si possono leggere le “notizie” di questi giorni e intravedere le trame più o meno occulte che si stanno tessendo, sia tra i partiti di maggioranza ma non da meno tra quelli di opposizione. Ecco allora che si legge l’esito dell’iniziativa di Giachetti che ha portato alla convocazione della Vigilanza il prossimo 27 maggio ed ecco allora che si legge la possibile contemporanea audizione del Ministro Giorgetti, il vero “padrone” della Rai, in Commissione Senato lo stesso giorno.

Si legge, si sente dire, si diffonde un messaggio: “Vogliamo chiudere la partita Rai, presidenza o riforma che sia, prima possibile. Non ci possiamo permettere ritardi”. I due termini però si confondono, si sovrappongono e si mescolano tra loro. La “convalida” della presidenza Rai da parte della Vigilanza è un atto dovuto da oltre un anno. La riforma pure è un atto dovuto da ben oltre un anno: le disposizioni dell’EMFA erano note da tempo prima della sua entrata in vigore ufficiale lo scorso 8 agosto.

Se prima del referendum l’agenda poteva essere considerata “tranquilla” e non si poneva nessuna fretta ora però le contingenze (i timori della Meloni) impongono di essere riscritta. Le tensioni interne alla maggioranza sono forti e minacciose e a Palazzo Chigi non dormono sonni tranquilli e il rischio di implosione è forte tra loro. Sicché taluni oggi vorrebbero spingere a chiudere la partita Cda Rai per l’autunno in modo di avere una nuova governance Rai sotto controllo per i successivi 5 anni (come vorrebbe appunto Giorgetti con una forte impronta del Governo come ha sostenuto nei giorni scorsi) ma, ancora di più, durante l’anno della competizione elettorale. Sicché altri però non la vedono allo stesso modo proprio perché molto incerti sulla redistribuzione del potere vista la tensione in corso. Il Governo, ovvero Giorgetti ovvero la Lega, avrebbe ancora il potere di nomina del vertice Rai? E Forza Italia, ovvero i giovani Berlusconi, rimarrebbero in finestra a guardare fatti e misfatti dei Fratelli d’Italia?  

Allora, cerchiamo di mettere in ordine i temi e i problemi. La convocazione della Vigilanza del prossimo 27 maggio non significa affatto che sia risolto il problema centrale che l’ha bloccata finora, cioè la ratifica del nome indicato dal Governo come presidente Rai, ovvero Simona Agnes. Anzi! Vedi le ipotesi che abbiamo formulato nei giorni scorsi e che vi riproponiamo:

A la Agnes rimane candidata, la situazione non si sblocca e si parlerà d’altro

B la Agnes fa un passo indietro e si trova un altro nome (chi?)

C la Agnes viene votata da alcuni “volenterosi” (chi?)

D si parlerà d’altro e il problema verrà rinviato (a quando?)

Ecco allora che si incrocerebbe, lo stesso giorno, la presenza di Giorgetti in Commissione Senato. Però non è ancora confermato nulla: i calendari sia della Va (bilancio) sia dell’VIIIa (trasporti) non sono stati ancora definiti e pertanto è ancora tutto in alto mare. E semmai fosse che, come si legge, che il “padrone” riuscisse a dettare le “sue” regole sulla proposta di riforma, non è detto da nessuna parte che poi possano andare de plano.

Si torna al punto di partenza: è la Vigilanza dove lì, verosimile, si giocherà una parte rilevante della partita. Riusciranno i “nostri eroi” del Governo a trovare una soluzione a loro favorevole per la presidenza Rai? E la soluzione a loro favorevole potrà essere condivisa dall’opposizione che comunque dovrà esprimere il suo voto per garantire un Presidente di garanzia? Per quanto abbiamo potuto sapere capire: no! E si ritorna ad un altro punto di partenza: è prevedibile che si possa addirittura “andare in Aula” con un testo di riforma già a settembre? Ribadiamo: per quanto abbiamo potuto sapere capire: no! Basta prendere un calendario e fare due conti: siamo a fine maggio e il testo di riforma proposto dal governo è in stand by in VIII Commissione dove non si sono tracce né di calendarizzazioni e tantomeno di audizioni. Se mai tutto dovesse andare di gran fretta e senza intoppi, bene che vada, occorrono settimane o mesi e quindi ben oltre la prossima estate. Inverosimile supporre che possa andare in Aula a fine settembre (già Gasparri disse che sarebbe andata in Aula alla fine dello scorso anno).

Auguri!!!

bloggorai@gmail.com

ps. occhio al calendario e segnate queste date: 22 e 27 maggio, 12 e 15 giugno

martedì 19 maggio 2026

RAI: il Testo Sacro ... se lo conosci lo eviti

By Bloggorai ©

Non esiste fatto naturale o vicenda umana che possa essere interpretata, compresa, analizzata e valutata correttamente senza essere collocata nel suo contesto, nella sua genesi, nel suo prologo, nel suo svolgimento e nel suo possibile epilogo.

Bloggorai si può vantare di possedere documenti rari e preziosi, un discreto archivio cartaceo e digitale nonché una vasta documentazione importante sugli ultimi dieci anni di storia del Servizio Pubblico e della Rai. Il tutto costantemente e sapientemente condito di osservazioni, suggerimenti e contributi di tante lettrici e tanti lettori da quasi otto anni di pubblicazioni ininterrotte.

Allora, come in tante “materie” dello scibile umano, c’è sempre un Testo Fondamentale di riferimento, una pietra miliare insostituibile, una pietra di paragone indispensabile. Si tratta del Piano Industriale Rai 2019- 21 presentato ufficialmente il 4 Marzo 2019 e con il voto contrario del compianto Riccardo Laganà e di Rita Borioni (PD). Parliamo di un documento che si riferisce all’era (ormai lontana) in cui si sperava che il Palazzo di Viale Mazzini fosse “trasparente” e le cose si sapevano e si dibattevano pubblicamente. Chiunque si occupa di Rai o di Servizio Pubblico almeno una volta nella vita dovrebbe averne anche una vaga e sommaria conoscenza, altrimenti parliamo solo di cronaca spicciola. Anche da questo punto di vista, è una Rai che non esiste più: silenzio e omertà regnano diffuse e sovrane. Questo Piano Industriale è un documento corposo, composto dal primo volume (Executive Summary di circa 289 pagine) e di 5 allegati (P. editoriale per l’offerta televisiva, P. Canali offerta estero, P. informazione istituzionale, P. informazione e Progetto tutela minoranze linguistiche) pari ad oltre 400 pagine: monumentale e lo teniamo chiuso in cassaforte. Questo piano ha subito evidenziato due caratteristiche fondamentali inedite: per la prima volta l’Azienda si dota di uno strumento formidabile di analisi e studio del suo contesto economico e tecnologico di riferimento e delle sue prospettive e per la prima volta investe molte risorse economiche per la sua realizzazione (a suo tempo di parlò di qualche milione di euro). A suo tempo abbiamo sollevato obiezioni su questo punto: perché affidarlo ad una Società esterna e non realizzarlo con le risorse interne che pure c’erano?

In questo Piano Industriale c’è tutto il passato, il presente e il futuro della Rai. Nel documento c’è l’Enciclopedia Treccani della Rai e della natura del Servizio Pubblico insieme al suo naturale contesto editoriale, sociale, culturale, tecnologico e di mercato, nazionale e internazionale. Sono 289 pagine che andrebbero studiate a memoria e, seppure passati alcuni anni, nella loro impostazione generale sono ancora attendibili. Ad esempio, a pag. 169 dell’E.S., si parla della “newsroom” ovvero “Condividendo lo spazio fisico della Newsroom con la Testata Multipiattaforma, le testate generaliste, nella loro autonomia gestionale, possono –sfruttare sinergie nella produzione delle notizie etc etc etc”. E’ tutto già scritto, è tutto già noto ed è per questo che solleviamo tutte le obiezioni possibili contro l’espropriazione del termine “newsroom” da parte della Maggioni che ne fatto la “sua” trasmissione senza che nessuno gli obiettasse nulla, nessuno! Dove, peraltro, ieri sera ha raccolto circa 380 mila telespettatori pari al 2,7% ovvero poco più di un quartiere periferico di Roma. Se Bloggorai con alcuni volenterosi mette su un’antenna sul condominio potrebbe fare qualcosa di meglio.

In questo Piano Industriale, nel 2019, si comincia a parlare di Piano Immobiliare che solo dopo alcuni anni prenderà forma cioè nel 2022. Vedi quanto abbiamo scritto nei giorni scorsi e da rileggere attentamente: https://bloggorai.blogspot.com/2026/04/rai-miccia-corta-molto-corta.html. Quel piano immobiliare fu votato all’unanimità il 22 luglio 2023, ovviamente compresi i consiglieri in quota PD (Borioni) e M5S (di Majo) con il consigliere in quota Lega (De Biasio) che non ha partecipato al voto per possibile conflitto di interessi su Milano Cortina. Successivamente, a novembre 2023, “Il Consiglio di amministrazione Rai dà il consenso per la vendita di immobili nel 2026” vedi https://www.rainews.it/articoli/2023/11/il-consiglio-di-amministrazione-rai-da-il-consenso-per-la-vendita-di-immobili-nel-2026-8988c5a9-6694-4f11-94ed-9c9dd6b758c0.html .

Tutto già scritto, tutto già noto, tutto già condiviso e da alcuni apprezzato. Non si capisce oggi allora tutta la legittima indignazione da parte di tanti amici, parenti e conoscenti per la minacciata vendita dei “gioielli di famiglia” come il Teatro delle Vittorie a Roma, Palazzo Labia a Venezia o Via Verdi a Torino. Dove stavano e come hanno votato i consiglieri di opposizione già da quel (poco) tempo addietro? Tranquilli, sereni, sobri e pacati: ora ci pensa il Ministro della Cultura Giuli a salvare il salvabile. qualcuno poi dovrà avvisare l'AD Rossi che quella frase potrebbe essere rivista e aggiornata "Niente passi indietro sul Piano Immobiliare: la Rai non è un Museo".

E' proprio vero: la Rai ha un grande futuro dietro le sue spalle!

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lunedì 18 maggio 2026

RAI: il tavolo da gioco (truccato)

By Bloggorai ©

“Grande è la confusione sotto il cielo, quindi la situazione è eccellente!” M.T.T.

La situazione è molto confusa assai, assai. In tutti i sensi e in tutte le direzioni: Bloggorai si occupa di Servizio Pubblico anzitutto e, se capita, pure di Rai ovvero di ciò che è “dentro” la Tv e intorno ad essa.

Cominciamo con una frase di Fiorello che abbiamo letto stamattina: “Sono vent'anni che si propone lo stesso palinsesto a Ballando con le stelle, Amici, C'è posta per te … Tale e quale e tali e quali” e aggiungiamo noi: Un posto al Sole, Chi l’ha visto, Angela padre e figlio, l’eterno Sanremo condito da innumerevole repliche di repliche di Montalbano alcune giunte alla 30a edizione, di "speciali" su Garlasco pure molto apprezzati dalla Direzione Rai  e, per finire, il gioco che sostiene apertamente la ludopatia tutte le sere su Rai Uno. Con che coraggio si parla di Digital Media Company quando il retroterra culturale, l’offerta editoriale che c’è e ancora di più quella che non c’è, è composto da questi prodotti, da questa Rai?

Andiamo avanti, ovvero restiamo fermi ovvero andiamo indietro.

Torniamo al gioco delle tre carte: qualcuno sta barando o almeno sta predisponendo un tavolo truccato. Il tema è la Vigilanza Rai. Dopo l’interruzione dello sciopero del parlamentare di IV Roberto Giachetti, la maggioranza ha dato la sua disponibilità per far riunire la Vigilanza il prossimo 27 maggio. Però, attenzione, al momento si tra di una “disponibilità limitata” a temi sui quali, peraltro, c’è grande confusione come, ad esempio, la vendita del Delle Vittorie. Non è assolutamente chiaro se e come invece si vorrà affrontare il problema più rilevante: la ratifica della presidente designata dal Governo cioè Simona Agnes. Per quanto abbiamo potuto capire e sapere, la situazione prospetta queste possibili soluzioni:

A la Agnes rimane candidata, la situazione non si sblocca e si parlerà d’altro

B la Agnes fa un passo indietro e si trova un altro nome (chi?)

C la Agnes viene votata da alcuni “volenterosi” (chi?)

D la Vigilanza è convocata ma non è scontato che si possa riunire

Sulla ipotesi A grava il delicato “equilibrio” tutto interno a Forza Italia ed alla sua prossima collocazione politica in vista delle prossime elezioni. I “duri” (Letta suo grande sponsor) vorrebbero mantenere il punto e non essere sconfessati mentre invece la “giovane” Berlusconi potrebbe essere indotta ad ammorbidire la sua postura verso le opposizioni e quindi agevolare un dialogo a futura memoria.

In questo senso, l’ipotesi B prende forma e si trova un adeguato “compenso” alla Agnes, più fuori che dentro l’Azienza (già erano circolate ipotesi fascinose). Si apre però il capitolo su chi potrebbe sostituirla che, ricordiamo bene, dovrebbe avere il sostegno anche dell’opposizione: pericolo in agguato, qualche “volenteroso” e speranzoso già sta scaldando i motori. Non sarà facile e comunque la Lega con Marano sta benissimo dov’è: le carte in tavola le deve dare pure Giorgetti e sappiamo bene da che parte gioca.

L’ipotesi C è subordinata. Anzitutto la Lega deve accettare di ridurre il suo peso e poi vanno trovati i “volenterosi” che si pentono e votano. I malpensanti sanno già da che parte guardare ma, attenzione, le quinte colonne tramano nell’ombra. 

Infine, ipotesi D, cosiddetta ipotesi Gattopardo: tutto cambia affinché nulla cambi. Si tratta di una ipotesi non solo molto suggestiva per alcuni ma forse anche conveniente per altri. Questo Cda si appresta a chiudere bottega tra quasi un anno: il 2027 è dietro l’angolo e in pochi mesi si gioca tutto: probabile applicazione dell’EMFA, riforma Rai e, di conseguenza possibile rinnovo della Concessione o meno. Forse ... forse … tutto potrà cambiare.

Il quadro, il contesto è del tutto confuso e in continuo movimento, sia tra i partiti di maggioranza quanto tra quelli di opposizione. Come si usa dire: vedremo, vedremo.

bloggorai@gmail.com

sabato 16 maggio 2026

RAI e non solo: il gioco delle tre carte

By Bloggorai ©

Lo sport preferito degli italiani non è il calcio, la pallavolo, il ciclismo o le bocce. Lo sport preferito degli italiani è “buttarla in caciara”, ovvero il “benaltrismo”, ovvero rinviare, sopire, diluire nel tempo e nello spazio tutto ciò che si potrebbe e dovrebbe fare subito.

Al primo posto di questo vincolo c’è, ovviamente, la giustizia come centro regolatore delle vicende umane e delle tensioni sociali. E, notoriamente, la giustizia in Italia non funziona ovvero non c’è alcuna voglia di farla funzionare.

Ecco allora che su alcune vicende contemporanee i conti non tornano.

Non torna il conto “grazia” alla Minetti concessa da Mattarella. Perché il quirinale ha dovuto ricorrere ad un comunicato ufficiale per chiedere di “… acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”??? da quando il Quirinale si preoccupa di verificare quanto scrivono gli organi di stampa su un suo atto insindacabile? Delle due l’una: o Mattarella ha firmato informato e pienamente convinto della legittimità formale sostanziale della grazia oppure solo dopo si è allarmato ed ha voluto verificare. In entrambi i casi, la vicenda si apre e si chiude dentro le mura del Colle. Ora, come abbiamo pure già scritto, sono al lavoro alacri pompieri con un solo obiettivo: chiudere in fretta tutta la vicenda e salvare il salvabile, ovvero tutti ovvero il Quirinale, il Ministro Nordio, la procura di Milano e giù pe’ li rami fino alla stessa Minetti e il suo compagno che, anzi, potrebbero pure essere risarciti e premiati al merito.

Non torna il caso Vigilanza Rai. Bloggorai è stato tra i primi e tra i pochi a sollevare il problema dello sciopero della fame del deputato Giachetti. Solo dopo pochi giorni è arrivata la solidarietà di altri parlamentari. Se non che, ieri, dopo essersi incatenato agli scranni di Montecitorio Giachetti ha ottenuto dai partiti di Governo la disponibilità ad essere presenti alla prossima Vigilanza, subito convocata per il prossimo 27 maggio. Se non che, osserviamo noi, tira aria di trappolone. Il problema non tanto e non solo è “convocare” la Vigilanza ma metterla in condizioni di ratificare il nome del presidente indicato dal Governo, ovvero Simona Agnes. Nei giorni scorsi sono circolate “strane” suggestioni su questa possibilità. Fosse la volta buona che qualche “volenteroso” possa votare con il Governo? Non ci stupirebbe.

Non torna il tema “eccesso di Garlasco”. Ogni tanto, un consigliere Rai a caso, pone il problema su quanta attenzione il Servizio Pubblico dedica al delitto del secolo. Ma il consigliere pone il problema ben conoscendo la soluzione: la Rai (e non solo ovvero la televisione tutta) vive di rendita sul genere “crime” da decenni cioè la “cronaca nera” rende assai bene (vedi il recente “speciale” su RaiDue o lo spin off di Belve Crime) dal punto di vista editoriale e ancora più politico. E, infine, se volesse intervenire sul tema sa con chi prendersela: con il “suo” amministratore Delegato Giampalo Rossi.    

Non torna il tema Piano Immobiliare Rai con annessa vendita del Delle Vittorie o di Palazzo Labia a Venezia ovvero i gioielli di famiglia. Nei giorni scorsi l’Ufficio Stampa Rai si è premurato di far sapere che “ … quello che oggi stiamo attuando non è una svendita o un ridimensionamento del Servizio Pubblico, ma un piano immobiliare atteso da decenni …  Nessuno vuole cancellare la storia della Rai. Ma il modo migliore per tutelarla è proiettarla verso il futuro”. Ma quale futuro? Quale Rai immaginano? Il ritornello dietro il quale mascherano tutto è la Digital Media Company ovvero il nulla allo stato puro, la quintessenza del niente, l’invenzione del vuoto. La DMC non è un progetto, una visione di Servizio Pubblico prossimo venturo. Non contiene la prospezione del suo pubblico, della sua offerta editoriale compresa quella fantasmica sull’informazione e non contiene, infine la prospezione economica, la sua valorizzazione nel tempo e nei contenuti.

Non torna il problema, ormai annoso, dello strapotere di Bruno Vespa dentro il cui studio “personale” (al pari di quello della Maggioni) di Porta a Porta può succedere di tutto e rimanere impunito. È successo che una sua ospite ha sostenuto che “Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi c’è lo stupro” e ora si attendono le scuse di tutti. Ma, al solito, le scuse non coprono e non giustificano il malfatto. Il tema è il conduttore e di chi gli concede il potere di gestire la trasmissione a sua immagine e somiglianza. Da anni, da tanti anni e nessuno se ne vuole accorgere.

bloggorai@gmail.com   


 

RAI (e non solo): il gioco delle tre carte

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Lo sport preferito degli italiani non è il calcio, la pallavolo, il ciclismo o le bocce. Lo sport preferito degli italiani è “buttarla in caciara”, ovvero il “benaltrismo”, ovvero rinviare, sopire, diluire nel tempo e nello spazio tutto ciò che si potrebbe e dovrebbe fare subito.

Al primo posto di questo vincolo c’è, ovviamente, la giustizia come centro regolatore delle vicende umane e delle tensioni sociali. E, notoriamente, la giustizia in Italia non funziona ovvero non c’è alcuna voglia di farla funzionare.

Ecco allora che su alcune vicende contemporanee i conti non tornano.

Non torna il conto “grazia” alla Minetti concessa da Mattarella. Perché il quirinale ha dovuto ricorrere ad un comunicato ufficiale per chiedere di “… acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”??? da quando il Quirinale si preoccupa di verificare quanto scrivono gli organi di stampa su un suo atto insindacabile? Delle due l’una: o Mattarella ha firmato informato e pienamente convinto della legittimità formale sostanziale della grazia oppure solo dopo si è allarmato ed ha voluto verificare. In entrambi i casi, la vicenda si apre e si chiude dentro le mura del Colle. Ora, come abbiamo pure già scritto, sono al lavoro alacri pompieri con un solo obiettivo: chiudere in fretta tutta la vicenda e salvare il salvabile, ovvero tutti ovvero il Quirinale, il Ministro Nordio, la procura di Milano e giù pe’ li rami fino alla stessa Minetti e il suo compagno che, anzi, potrebbero pure essere risarciti e premiati al merito.

Non torna il caso Vigilanza Rai. Bloggorai è stato tra i primi e tra i pochi a sollevare il problema dello sciopero della fame del deputato Giachetti. Solo dopo pochi giorni è arrivata la solidarietà di altri parlamentari. Se non che, ieri, dopo essersi incatenato agli scranni di Montecitorio Giachetti ha ottenuto dai partiti di Governo la disponibilità ad essere presenti alla prossima Vigilanza, subito convocata per il prossimo 27 maggio. Se non che, osserviamo noi, tira aria di trappolone. Il problema non tanto e non solo è “convocare” la Vigilanza ma metterla in condizioni di ratificare il nome del presidente indicato dal Governo, ovvero Simona Agnes. Nei giorni scorsi sono circolate “strane” suggestioni su questa possibilità. Fosse la volta buona che qualche “volenteroso” possa votare con il Governo? Non ci stupirebbe.

Non torna il tema “eccesso di Garlasco”. Ogni tanto, un consigliere Rai a caso, pone il problema su quanta attenzione il Servizio Pubblico dedica al delitto del secolo. Ma il consigliere pone il problema ben conoscendo la soluzione: la Rai (e non solo ovvero la televisione tutta) vive di rendita sul genere “crime” da decenni cioè la “cronaca nera” rende assai bene (vedi il recente “speciale” su RaiDue o lo spin off di Belve Crime) dal punto di vista editoriale e ancora più politico. E, infine, se volesse intervenire sul tema sa con chi prendersela: con il “suo” amministratore Delegato Giampalo Rossi.    

Non torna il tema Piano Immobiliare Rai con annessa vendita del Delle Vittorie o di Palazzo Labia a Venezia ovvero i gioielli di famiglia. Nei giorni scorsi l’Ufficio Stampa Rai si è premurato di far sapere che “ … quello che oggi stiamo attuando non è una svendita o un ridimensionamento del Servizio Pubblico, ma un piano immobiliare atteso da decenni …  Nessuno vuole cancellare la storia della Rai. Ma il modo migliore per tutelarla è proiettarla verso il futuro”. Ma quale futuro? Quale Rai immaginano? Il ritornello dietro il quale mascherano tutto è la Digital Media Company ovvero il nulla allo stato puro, la quintessenza del niente, l’invenzione del vuoto. La DMC non è un progetto, una visione di Servizio Pubblico prossimo venturo. Non contiene la prospezione del suo pubblico, della sua offerta editoriale compresa quella fantasmica sull’informazione e non contiene, infine la prospezione economica, la sua valorizzazione nel tempo e nei contenuti.

Non torna il problema, ormai annoso, dello strapotere di Bruno Vespa dentro il cui studio “personale” (al pari di quello della Maggioni) di Porta a Porta può succedere di tutto e rimanere impunito. È successo che una sua ospite ha sostenuto che “Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi c’è lo stupro” e ora si attendono le scuse di tutti. Ma, al solito, le scusa non coprono e non giustificano il malfatto. Il tema è il conduttore e dichi gli concede il potere di gestire la trasmissione a sua immagine e somiglianza. Da anni, da tanti anni e nessuno se ne vuole accorgere.

bloggorai@gmail.com   

venerdì 15 maggio 2026

Ascolti Tv: il bollettino di guerra (ormai forse già perduta)

By Bloggorai ©

Il Bollettino della Caporetto della Tv e del Servizio Pubblico segnala un ulteriore e inarrestabile avanzamento del “nemico”. È stato pubblicato nei giorni scorsi (ma noi lo abbiamo intercettato solo ieri) l’ultimo Osservatorio trimestrale sulle comunicazioni elaborato da AgCom 1-2026.

Cifre impietose:

Il numero complessivo dei telespettatori dal 2021 al 2025 cala di circa 2 mln nel prime time (pari al 14,9%) e di 1,2 mln nell’intero giorno (pari al’13,7%).

Nello stesso arco di tempo nel prime time Rai in mln di telespettatori perde il 23% e Mediaset il 7,3% mentre nell’intero giorno Rai perde il 4% e Mediaset guadagna circa il 3%.

Il confronto tra le due principali reti (Rai Uno e Canale 5) vede entrambi perdere terreno sia sul prime time che nell’intero giorno: tutti numeri negativi salvo che Canale 5 che nel confronto 2024-25 guadagna quasi il 14% in prime time.

Per quanto riguarda i Tg Rai nella fascia oraria centrale perdono mediamente, nello stesso arco di anni, il 25% mentre quelli Mediaset perdono il 12%, il Tg5 e il 22% Italia 1 mentre guadagna il 13% circa il Tg4.

Infine, un caso da studio è Rai news24 per il quale preferiamo pubblicare la tabella per intero:

Vale sempre la pena ricordare che in questa testata sono impegnati circa 200 giornalisti e che, teoricamente, dovrebbe o potrebbe essere la "newsroom" del Servizio Pubblico mentre, al momento, c'è solo quella "privata" di Monica Maggioni che, peraltro, si sta avvicinando pericolosamente agli ascolti di RaiNews24 con il 3.5% in prima serata su Rai Tre.

Ci sono tanti altri argomenti da trattare: piano Immobiliare, caso Minetti, Garlasco, riforma e ANCRRAI (Associazione Nazionale Combattenti e Reduci Rai) e altro ancora.

Speriamo per un secondo post in giornata.

bloggorai@gmail.com