giovedì 12 febbraio 2026

La Civiltà delle Immagini 19. RAI e il Gioco delle Tre carte

By Bloggorai ©

Il mezzo vuoto che diventa più grande del mezzo pieno. I tordi scambiati per grilli. I fischi confusi con i fiaschi. Le lucciole intraviste per lanterne e infine il passaggio cruciale dal “mondo del pressappoco all’Universo della precisione”. 

Ci stavamo preoccupando perché in questi primi giorni di febbraio il nostro Album sulla Civiltà delle Immagini 2026 si presentava scarno. Non ci sono (o magari a Bloggorai sono sfuggite) “figurine” di rilievo, significative o tali da meritare un posticino nello spazio del mese.

Per dovere di cronaca, siamo andati a rivedere titoli, pagine di giornali, chat e qualche “social” e quello che ne è venuto fuori è un po’ pochino. Tanto per capirci: ieri il Presidente della Repubblica si è recato a Cortina per felicitarsi con gli atleti che hanno vinto medaglie. Oggi i principali quotidiani nazionali parlano di “vittoria epica” o di “impresa storica” e le immagini che corredano gli articoli sono quelle di uno “sport” chiamato “bob” nelle diverse accezioni. Ieri, sempre per dovere di cronaca, abbiamo visto le immagini televisive della gara: una noia mortale, una boiata pazzesca dove pure uno scontro tra campioni di pari e dispari avrebbe più spettatori. Poi, sempre per dovere di cronaca, siamo andati a cercare i “numeri” rilevanti di questo “sport”. Gli atleti che complessivamente in queste Olimpiadi scivoleranno lungo la nuova pista (ultramilionaria) di Cortina sono circa 170 e gli italiani in gara sono 10 (8 + due riserve) mentre i praticanti dovrebbero essere poco più di 50. Nel 2022 vennero stimati in “Tra uomini e donne, sono 17 i praticanti di bob in tutta Italia, 13 di skeleton e 23 di slittino. In tutto poco più di 50 persone”. Vogliamo supporre che magari in questi ultimi tre anni siano raddoppiati? Parliamo di un centinaio di persone. Da rivedere un Crozza monumentale  https://www.facebook.com/watch/?v=1276740364318714 .

Le italiche virtù sportive sono salve e pure Mattarella applaude ma l'Album langue.

PS 1: non diciamo nulla sulle immagini del "curling" e di come vengono utilizzate (e da chi)  ... per carità di Patria: stanno dando più spunti ai video meme loro che non i "gattini".

PS 2: quanto sono costate alle casse pubbliche queste Olimpiadi? a chi porteranno beneficio? vedi "Nel 2019, quando le olimpiadi furono assegnate all’Italia, la stima dei costi era di € 1,4 miliardi e non dovevano costare un euro allo Stato perché Veneto, Lombardia e gli sponsor dovevano pagare tutto. L’ultima stima dei costi invece è € 5,7 miliardi. Naturalmente sarà lo Stato che dovrà coprire la differenza. Le Olimpiadi di Torino 2006 hanno ancora dei debiti dello Stato/Comune ripianati negli anni successivi, chissà quanti anni serviranno per saldare i costi delle olimpiadi invernali 2026". 

Proseguiamo nella ricerca di “figurine” degli scorsi 10 giorni. Una tra le possibili potrebbe essere interessante: la Meloni accanto al leader tedesco Merz, ovvero una sorta di “nuovo asse Roma Berlino” che, detta così qualche pensierino preoccupante lo fa venire per forza. Bah, forse è meglio osservare con attenzione e non dargli molta visibilità. Passiamo a “figurine” di più bassa lega (in tutti i sensi): nei giorni scorsi hanno tenuto “banco” tre temi: la figura di tolla nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi, la “scissione” dei “vannacciani” e l’unico comico di destra (stanno messi male!) prima candidato e poi autoritiratosi dalla co-conduzione di Sanremo. La somma delle tre vicende non riesce a comporre una “figurina” buona e meritevole di essere incollata nell’Album. Fuffa allo stato puro, acqua fresca in pan bagnato, palloncini di sapone al vento di tramontana.

Parliamo di Rai. Lo andiamo scrivendo da anni: il Servizio Pubblico, questo Servizio Pubblico, è destinato ad un lento, progressivo e inesorabile declino e questo Cda in odore di illegittimità gli sta dando una mano. Nei giorni scorsi lo abbiamo ribadito e abbiamo scritto chiaro e tondo che dietro “la notizia … niente” ovvero dietro il fumo di Pucci e Petrecca si cela il vuoto, ovvero il pieno di problemi insoluti e forse irrisolvibili: abbiamo scritto nei giorni scorsi che le grandi battaglie che si conducono oggi dentro e fuori questa Rai sono intorno al “malloppo” e, segnatamente, su chi mette le mani sul  futuro di Rai Cinema, Rai Fiction e Rai Way (ieri qualcuno forse ci ha letto ed ha ripreso il tema). Tutto il resto è fuffa. È fuffa pure la “storiella” della Lega che vorrebbe la direzione del Tg1: “La Meloni non mollerà mai, proprio ora che ci avviciniamo a scadenze politiche tanto rilevanti. Poi, per dare il Tg1 proprio alla Lega? Naaaaaaaaa”.

Ci ha pensato ieri Andrea Biondi sul Sole a mettere qualche punto in ordine sui nodi cruciali della Rai: il piano industriale e il Piano immobiliare con un focus sulle dismissioni del patrimonio storico dell’Azienda a partire dal trasferimento della sede di Milano (con il faraonico affitto) da Palazzo Labia a Venezia al Teatro delle Vittorie (ora Frizzi), la sede di Firenze e il teatro Olimpico. Intorno a questi piani si gioca il futuro dell’Azienda, come è stato ricordato in un recente incontro tra l’AD e i sindacati: il famigerato Piano Industriale poggia inesorabilmente sulle risorse che possono derivare dalla vendita dei “gioielli di famiglia” e non ci potrà essere nessuna Digital Media Company (che si ostinano a non declinare di “servizio pubblico) se non si trovano i fondi per sostenerla. In soldoni, si tappano i buchi e si aprono voragini. A proposito di voragini: il terrore corre sul filo di Sanremo.

Invece, ieri ci è giunta una “voce da dentro” la Rai con la proposta di una “figurina” forse di poco conto per i grandi titoli ma certo molto significativa per raccontare una pagina oscura di questa Rai: ci scrive un lettore “ … non si legge mai della fasce più basse, in particolare dei lavoratori assunti con contratto di somministrazione e nella fattispecie di una consociata Rai, in cui le regole già difficili da rispettare in rai sembrano valere ancora di meno, perché si intende l'utilizzazione di questa tipologia di lavoro, in cui il lavoratore spolpato e ridotto all' osso viene sostituito dal successivo senza tanti complimenti perché la macchina rai necessita di personale, sì ma solo a tempo e possibilmente anche grato dell' occasione offerta, ancora oggi dopo anni da quel Jobs act che tanta precarietà ha prodotto e in un'azienda come la rai dove contratti di collaborazione milionari a persone e appaltatrici si sprecano. Esigenze permanenti di organico che vengono coperte da lavoratori in somministrazione a rotazione in un ingranaggio infinito, mandati a casa e sostituiti da altri lavoratori in somministrazione per fare lo stesso tipo di lavoro ...molto spesso il datore di lavoro approfitta del fatto che una persona singola non possa denunciare, non possa ricorrere e sostenere i costi di un avvocato e di una causa che la rai porta in cassazione pur di non riconoscere i legittimi diritti dei lavoratori”. Quanto è rilevante questo fenomeno del ricorso a contratti di “somministrazione” in un’Azienda con oltre 12 mila dipendenti? Di quale “consociata Rai” si parla?

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martedì 10 febbraio 2026

Trame, complotti e congiure

By Bloggorai ©
"Non scriviamo tutto quello che sappiamo ma conosciamo tutto quello che scriviamo" 

È assolutamente probabile, verosimile e credibile sostenere che alla stragrande maggioranza degli italiani dell’unico comico di destra chiamato co-condurre il festival di Sanremo non interessa quasi nulla. È assolutamente probabile, verosimile e credibile sostenere che alla stragrande maggioranza degli italiani possa interessare poco o quasi nulla se a commentare la chiusura delle Olimpiadi invernali ci potrà essere il prode Petrecca o meno. Eppure, eppure, se financo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è scomodata ad intervenire per difendere la partecipazione del comico di destra, qualcosa a qualcuno forse interessa. Se tutta la stampa nazionale ha dedicato pagine intere a questi due argomenti è verosimile supporre che qualcosa a qualcuno possa interessare. Bloggorai è notoriamente “complottista della prima ora” e ieri ci ha incuriosito un titolo del Corriere: “I timori dentro la Rai. Vogliono farci fallire”. Chi vorrebbe “far fallire la Rai”, come e perché? il PD, il M5S o AVS? Bah!!! Non è credibile. Chi altri allora?

Interessante, vuoi vedere che ‘ste storie di Pucci e di Petrecca sono solo un piccolo tassello di un grande disegno ovvero il solito fumo negli occhi e allora come al solito ci siamo messi al telefono e abbiamo fatto il consueto giro delle sette Chiese tra colleghi, parenti, amici e conoscenti dentro e fuori la Rai e ne è venuta fuori una storiella interessante, magari di scarso interesse ma certamente suggestiva.

Torniamo alla domanda: chi e perché vorrebbe far fallire “questa” Rai? Per parte nostra, lo abbiamo scritto tante volte: fallisce da sola, non ha bisogno di aiutini, sono sufficienti le cialtronerie diffuse che la circondano. E però qualcuno con un relativo interesse a dare una spintarella ci sarebbe ma, attenzione, non a far fallire la Rai ma a “spartire” il suo consistente malloppo.

Andiamo con ordine. Tra pochi mesi, fine anno, si apre un grande scenario di mutazione genetica del Servizio Pubblico: rinnovo delle Concessione, scadenza del Contratto di Servizio e rinnovo dell’attuale Cda. Saremo presto nel 2027, ovvero l’anno cruciale delle prossime elezioni politiche. Banalmente: mantenere il “controllo” politico sulla Rai potrebbe essere un fattore decisivo per spostare gli attuali equilibri parlamentari. Il “fallimento” di questa Rai ovvero del delicatissimo equilibrio che la sostiene potrebbe essere comodo a molti ma, in verità, non lo vuole nessuno, anzi, sono tutti bene interessati a che sia florida e benestante (relativamente). Scartiamo allora a priori l’opposizione: non ha la forza, la capacità e la lucidità per intervenire: vedi la recente esperienza sulla riforma o sull’applicazione dell’EMFA. Oltre a qualche scarno e inutile comunicato di “protesta” non riesce ad andare. Non rimane che cercare il nemico in casa (loro). Ci viene autorevolmente “suggerita” una pista importante: “chercher l'argent”.

Premessa: il “comico di destra” è nato, cresciuto ed appartiene alla “scuderia” Mediaset e la sua partecipazione a Sanremo potrebbe rientrare nel consueto scambio di cortesie tra le due emittenti (gli anni passati con la De Filippi, Gerry Scotti etc). Proprio recentemente si è pure schierato a favore di quel Corona oggi tanto nemico di P.S. Berlusconi che, appunto, per far pagare a Rai le tante ospitate sulle sue reti avrebbe minacciato una forte controprogrammazione a Sanremo. Ovvero, si vuole toccare proprio il nervo scoperto delle prossime settimane dove aleggia il forte timore che il Festival possa andare male con gli ascolti. Allora perché Conti ha proposto proprio questo Pucci la cui trattativa non è iniziata certo nei giorni scorsi ben sapendo i suoi “trascorsi” politici e culturali? Qualcuno poteva immaginare che proporre l’unico comico di destra sul palco dell’Ariston fosse in grado di “aiutare” gli ascolti? E perché poi tal Pucci dopo un primo stormir di fronde ha prontamente rinunciato?

Ecco allora profilarsi un possibile interessato a “far fallire la Rai”: Mediaset. Mah!!! Ci dicono “Le cose, ovvero gli ascolti, vanno bene da sole. Anzi, Mediaset ha bisogno di una Rai così com’è tant’è che l’unico soggetto “politico” che ha difeso il canone Rai è stato proprio Berlusconi”. È vero: la Lega invece ha attaccato e continuerà a farlo su questo fronte. Il Corriere di oggi suggerisce la pista della Lega interessata ad occupare il posto di Chiocci al Tg1. Interessante.

Ma torniamo alla pista di cui sopra: non si tratta di “fallimento” ma di “spostamento” di rapporti di forza, di possesso del territorio, di presa del malloppo trai partici di governo. Quest’anno si apriranno tre formidabili fronti di battaglia interna alla maggioranza e riguarderanno segnatamente il rinnovo della governance di Rai Cinema, il cambio della guardia a RaiFiction e il nuovo nome del prossimo AD di RAi Way con la relativa probabile chiusura detta trattativa sulla cessione/fusione della quotata. Si tratta delle casseforti di famiglia, quelle con le quali si gestisce il “potere” reale. In soldoni e in buona sostanza, ci confermano molte nostre fonti, mettere in difficoltà oggi Rossi & C dovunque e comunque potrebbe rendere più agevole le prossime trattative sui grandi portafogli Rai prima che con il 2027 i margini si possano ridurre. Il rinnovo della Concessione è il passaggio cruciale del Servizio Pubblico per il prossimo decennio. Tutto il resto è fuffa.

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lunedì 9 febbraio 2026

Sanremo: non ci resta che ridere. Non ci togliete questo piacere

By Bloggorai ©

L’opposizione ha perso un’occasione unica, formidabile forse irripetibile per esaltare e svelare compiutamente lo spirito, la natura e la cultura, la quintessenza e la sintesi perfetta, iconica e granitica, dello spirito italico di questo Governo Meloni. Se Bloggorai potesse rappresentare l’opposizione proporrebbe una raccolta di firme con un testo del genere: “Caro, carissimo, Andrea Pucci, per favore, resta con noi! La Rai, il Servizio Pubblico è casa anche tua. Oggi a Via Severo (non più a Viale Mazzini, noto covo di “proPal” o ex estremisti marxisti leninisti, i “riformisti” alla Gentiloni per intenderci) ci siamo noi e non le “zecche comuniste” e tu sei, forse, il solo ed unico “comico di destra”.

Ti preghiamo, caro e carissimo Andrea Pucci, accetta il caloroso invito a rimanere sul palco dell’Ariston al prossimo Festival della Musica Italiana di Sanremo! Non ci far mancare i tuoi monologhi e, in particolare, ripetici il tuo ultimo recente ed effervescente “Le donne nascono stitiche ma quando devono cagare il cazzo sono bravissime”. Anzi, ti preghiamo fervidamente, aggiungi qualcosa di nuovo e aggiornato sui “froci” o le “froce” o su qualcun* a cas* nel panorama LGBTQIA+. E già che ci sei, per favore, non ci privare di qualche sana e divertente battuta sui “neri che ci rubano il lavoro” o sui “musulmani che ci imporranno il Corano nelle scuole”. Poi ancora, non ci privare della possibile scenetta che potrebbe avvenire nella platea dell’Ariston quando alcuni consiglieri di amministrazione Rai (scegli tu) ascoltando i tuoi pensieri entusiasti invece che felicitarsi per il successo di Sanremo magari si scandalizzano, si alzano e se ne vanno indignati. Pensa che titoli sui giornali!!! Che goduria!!! Infine, così come sei stato geniale a pubblicare la tua foto con le chiappette al vento per annunciare il tuo prossimo sbarco a Sanremo, ti preghiamo ora di farti venire in mente qualcosa di aggiornato e punzecchiante. Vedi https://www.dagospia.com/media-tv/in-rai-messi-malissimo-se-non-riusciti-trovare-niente-andrea-pucci-da-463222

Ti preghiamo, in buona sostanza, di non privare gli italiani e il suo Governo di un sano divertimento che ci potrai dare con le tue attente e acute riflessioni sui nostri “vizietti” pubblici e privati. Sappi, infine, che Giorgia è con te, noi tutti, con le più alte cariche dello Stato, siamo con te. PS. Con l'occasione, non dimenticare di ricordare agli italiani che a noi Governo farebbe piacere se votassero Si al referendum. Grazie”.

E invece no. Che ti hanno combinato i soliti oppositori? Hanno svelato l’altarino, hanno rotto il giocattolo di Rossi&C, di Conti e Coletta e del resto della banda. Oggi leggiamo un titolo sul Corriere “I timori dentro la Rai, vogliono farci fallire” avrebbe dichiarato un anonimo alto dirigente. Magari ha ragione. Forze oscure, potenti e misteriose, tramano contro Rossi, Marano e i consiglieri di amministrazione. Non è sufficiente la crisi istituzionale (mancata nomina del presidente, non applicazione dell’EMFA), non è sufficiente il calo di ascolti del Tg1, non è sufficiente la figura megagalatica globale del prode Petrecca sulla conduzione della cerimonia delle Olimpiadi. Occorre qualcosa di più per giustificare questo timore. Forse, dice un altro alto dirigente da noi interpellato, è il timore che questo Sanremo possa essere un buco clamoroso. Occorre, forse, un “cambio di rotta” come ha dichiarato recentemente il Consigliere Natale che però non ci ha indicato quale potrebbe essere la “nuova rotta”. Chissà, magari lui conosce cose che noi non conosciamo. Chissà, magari lui sa qualcosa su chi vorrebbe “far fallire la Rai”. Se lo dice anche a noi, anche in forma anonima e riservata, promettiamo di dare una mano a svelare e far fallire il complotto.

Dobbiamo fare un aggiornamento al nostro immaginifico Album sulla Civiltà delle Immagini 2026, dobbiamo essere più “moderni” e proporre una versione 2.0. ci siamo resi conto che le immagini da sole non sono sufficienti e non sempre ci sono immagini in grado di rappresentare compiutamente un evento, un fatto, una vicenda sociale, politica o culturale.

Esempio: le Olimpiadi invernali. Molti hanno negli occhi le immagini delle tanto apprezzata cerimonia di apertura (e della tanto declamata telecronaca del direttore Petrecca). Ma ancora non siamo riusciti a trovare una “figurina” in grado di entrare con autorevolezza e dignità nel nostro Album. Tra le immagini televisive di quella serata ci vengono in mente a malapena i fuochi artificiali e poi la sfilata infinita delle delegazioni di atleti che partecipano ai giochi. Una noia pazzesca che comunque sembra essere stata apprezzata dai telespettatori. Allora, può essere la foto di una campionessa italica con la medaglia al petto (e lo sponsor in bella vista a tal punto che non si capisce più se il focus è la medaglia o il logo dello sponsor)? Un pò pochino per entrare nella storia. Altra foto che è stata spesso proposta è la solita del “curling” con i suoi circa 70 praticanti in tutta Italia. Anche qui, un po' pochino. Attendiamo fiduciosi, qualcosa prima o poi verrà fuori.

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sabato 7 febbraio 2026

La Civiltà delle Immagini 18. Foto "tarocche" e Sanremo con le chiappe al vento

By Bloggorai ©

Ci eravamo promessi di trascorrere un sabato lieto, sereno, pacato e garbato come piace e si usa fare nelle buone famiglie. Ci eravamo promessi di accantonare, di chiudere per un giorno o forse più l’Album sulla Civiltà delle Immagini 2026. Ci eravamo promessi di non indignarci più di tanto sulla telecronaca Rai per l’apertura delle Olimpiadi e di sorvolare sull'immagine della Meloni appennicata mentre si ode il "Nessun dorma". Ma, si sa, le strade per la felicità sono lastricate di buone intenzioni che, puntualmente, si fatica a mantenere.  

Ecco allora che non ce la facciamo a trattenerci ad incollare altre “figurine” interessanti sul nostro Album.

La prima la troviamo sul tema “scontri di Torino” ovvero l’apriscatole sul decreto sicurezza tanto caro al Governo Meloni e che tanto spazio ha occupato la cronaca politica dei giorni scorsi. Per un momento abbiamo ritenuto che l’immagine di quel momento fosse quella dell’agente a terra mentre viene colpito. Poi, invece, abbiamo scoperto che l’immagine più diffusa è un’altra. L’immagine è quella, molto suggestiva, di un agente di Polizia mentre aiuta il collega appena colpito dai manifestanti violenti. Se non che, l’immagine è “taroccata” dall’IA come ha scritto per primo l’Huffington Post (vedi  https://www.huffingtonpost.it/politica/2026/02/05/news/una_foto_alterata_dallai_sui_social_della_polizia_fa_scatenare_i_complottisti_sui_fatti_di_torino_la_replica_non_generat-21139236/  e meglio ancora https://tg24.sky.it/cronaca/2026/02/06/scontri-askatasuna-torino-polizia-foto-ai ).  

Il capitolo “immagini false” è ormai centrale e fondamentale per comprendere appieno il senso del nostro Album. Chiunque oggi è in grado di modificare una immagine a suo uso e consumo. Quando però ci sono di mezzo le istituzioni che attraverso le immagini cercano consenso politico il problema diventa molto grave: il “maestro” Trump insegna (vedi ultimissime immagini taroccate su Obama ritratto come una scimmia) e molti lo seguono, pure in Italia. 

La seconda immagine ha iniziato a circolare ieri pomeriggio quando compare in rete la fotografia del prossimo co-conduttore di Sanremo, un certo Andrea Pucci, che per annunciare il suo “sbarco” all’Ariston ha pubblicato una sua foto con le chiappe al vento e il titolo “Sanremo … sto arrivando”. Oggi il Corriere gli dedica un pezzo in prima pagina dove leggiamo: “Palco e moschetto, Pucci perfetto. «Io sono l’unico comico di destra». E lo ribadisce quando scrive sui social «spiace zecche» inneggiando alla vittoria di Fratelli d’Italia come fosse un bullo di Roma nord — o Ponte Lambro, zona di Milano meno ricca ma ugualmente «fascia», direbbero le zecche. Che poi il problema non è essere di destra, ma come esserlo. Basta vedere le battute rivolte qualche tempo fa a Elly Schlein di cui prendeva le foto venute così così e poi aggiungeva: «Già che ci sei dentista e orecchie no? Ridicola»”. Sarà l’immagine perfetta per questo prossimo Sanremo con buona pace dei consiglieri che, verosimile, siederanno in prima fila all’Ariston per poi commentare il “successo” del Festival.

La terza figurina è ancora leggermente sfuocata e si riferisce alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi diffusa e commentata dalla Rai. Notoriamente Bloggorai ha attacchi di orticaria quando si avvertono “fenomeni mediatici del terzo tipo” in grado di interessare “miliardi di telespettatori” e ancora di più quando si diffonde il brodo di giuggiole sul “made in Italy”. Ma va beh, un antistaminico e passa pure l’orticaria. Ma quando c’è di mezzo la Rai e i suoi conduttori difficile trattenersi. Il prode conduttore olimpico Paolo Petrecca, non ne sbaglia una e inanella una gaffe dietro l'altra. Già direttore meloniano sfiduciato dalla sua redazione (vedi https://www.repubblica.it/politica/2025/06/21/news/petrecca_direttore_raisport_tre_sfiducie-424683928/ ) è noto da tempo: si legge di lui “E’ l’homo melonianus per eccellenza” proseguiva Caruso, ricordando come “la fortuna” di Petrecca risale al 2021 quando “FdI viene esclusa dal Cda Rai” e “a Meloni viene offerta la direzione di Rai news. Il nome della Meloni è quello di Nicola Rao, un giornalista di destra silenzioso. Sa di essere di destra ma non mette gli striscioni sul tram. Ha scritto dei libri che hanno nel titolo la parola “celtica”. Gli costeranno la direzione di Rai news. A Fuortes, tutto un blocco di Pd romano, e non era certo Elly Schlein, viene consigliato di non nominarlo. Il nome di Petrecca viene suggerito da Antonio Di Bella, ex direttore di Rai news, e da Stefano Marroni, portavoce di Fuortes, allora nella comunicazione dell’ad. Petrecca è il direttore “compensazione” di Meloni. E lo è in tutti i sensi. Meloni voleva Rao ma ha ottenuto Petrecca (…) Lui è rimasto uguale, un giornalista di destra che vuole dare calci al mondo di sinistra, a cui deve dire grazie indirettamente”.

Che mondo fenomenale con “lui nella parte di lei e lei nella parte di lui” con Di Bella che propone Petrecca … per fortuna che ci sono le “figurine” a ricordarcelo.  

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venerdì 6 febbraio 2026

Gli "italiani" tra Olimpiadi, farlocchi e baiocchi

By Bloggorai ©

Ci sono alcuni termini che presentano bizzarre assonanze non solo fonetiche: farlocchi... allocchi... baiocchi...balocchi... marmocchi. Tutti richiamano qualcosa di piccolo (marmocchi e balocchi), di “falsetto” (farlocchi e allocchi) e infine la chiave di lettura di tanti temi e problemi ovvero i “baiocchi”.

Come, appunto, ci ha scritto recentemente un nostro affezionato lettore: “Quando si tratta di porre attenzione sui grandi temi politici e sociali, gli italiani si trastullano tra l’essere farlocchi, interessati ai balocchi e comunque con i baiocchi sempre in mente”.

Allora, proprio oggi che iniziano le Olimpiadi invernali, quello che alcuni definiscono “il grande evento dell’anno” proponiamo un gioco. Proviamo a indicare i 13 grandi temi che interessano maggiormente gli italiani e vediamo come questi vengono rappresentati nel panorama mediatico, con quale rilevanza, spazio e ordine di collocazione.

Grosso modo, ci vengono in mente questi 13 temi “caldi”:

· Benessere sociale: anzitutto il lavoro (in particolare giovanile) e sicurezza economica delle famiglie.

·  Benessere sanitario: funzionamento del SSN, diritto alle cure, liste di attesa per accertamenti, posti negli ospedali.

·  Economia: inflazione, tasse, prezzi al consumo, bollette energetiche.

· Demografia: anziani e pensioni, previdenza sanitaria e posti nelle RSA.

S Società: povertà diffusa, diseguaglianze economiche.

· Ambiente: alimentazione e territorio, sviluppo sostenibile e nuove risorse energetiche.

·  Migrazioni: accoglienza, inserimento e gestione flussi migratori.

·  Istruzione: riforme, risorse e progettazione

· Giustizia: organizzazione dei tribunali, tempi di svolgimento dei processi, carceri affollate, diritti civili.

· Istituzioni: riforma della Pubblica amministrazione, efficienza e gestione dei costi.

· Politica estera: guerre in corso, Europa e alleanze politiche ed economiche

·   Cultura: anzitutto informazione poi arte e letteratura.

·   Sport e tempo libero.

Non abbiamo collocato questi temi secondo un nostro ordine di rilevanza. Provate a metterli in un vostro ordine e poi confortateli con il “menù mediatico” che ogni giorno vi viene proposto.

Qualcosa non torna: ad esempio oggi il Corriere dedica in apertura 13 pagine alle Olimpiadi Invernali. Certo, si tratta di un evento di grande rilevanza internazionale, ma è adeguato e proporzionato agli altri grandi temi che vi abbiamo accennato lo spazio che gli viene dedicato? Come pure: come si può definire e “pesare” la quantità di spazio mediatico occupato dal “caso Vannacci” piuttosto che dal “caso Corona” o ancora dal caso Garlasco?

Sul tema Olimpiadi Invernali ci proponiamo di approfondire: riprendiamo pari pari alcune osservazioni di un nostro qualificato lettore: “La Rai dovrebbe essere l'host broadcaster della manifestazione o sbaglio? Visto che le gare sono trasmesse in Italia tra i network free to access dalla Rai come mai le trasmissioni sono quantitativamente e qualitativamente inferiori a Discovery, Eurosport, HBO pur avendo risorse tecnologiche idonee ad una copertura completa di tutte le venue e di tutti gli eventi? È un problema di diritti? È un problema di mancanza di personale giornalistico qualificato? È un problema territoriale visto che sono lontane da Roma? È un problema di share?”.

Quest’ultima domanda si ricollega a quanto scritto prima: il timore che lo share non sia “soddisfacente” è forte. Come ci ha detto un nostro esperto: “Dipende dalle performance degli italiani”.

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giovedì 5 febbraio 2026

La Civiltà delle Immagini 17. Le "figurine" vuote e inutili


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Quanto nel lontano luglio 2028 Bloggorai ha iniziato a pubblicare aveva già ben chiaro che il solo testo non era sufficiente a “rendere” il senso del post. Era necessaria una immagine. All’inizio ci siamo avvalsi di immagini free disponibili in rete. Cercavamo di trovarne una che rispondesse sommariamente all’oggetto di quanto scritto. Poi è arrivata l’IA che ci consente di “tradurre” in immagine un concetto astratto, un modo di dire/pensare e gli esiti sono spesso tanto efficaci quanto sorprendenti. 

Bene. Ora suggeriamo un semplice e comodo esercizio per addentrarci nel mondo delle immagini. Cercate ogni mattina sul Web (è facile) la visione delle prime pagine dei quotidiani nazionali e osservate le fotografie. Grosso modo, messe in ordine di rilevanza dovrebbero proporre una sorta di scaletta di “temi” importanti, una specie di graduatoria degli argomenti “caldi”. Oggi, per esempio, Corriere e La Stampa pubblicano in grande evidenza una foto di Bill Gates e la moglie. Con questo strumento di “lettura” tra le mani, poi provate a riscontrare quanto queste immagini siano o meno “utili” a raccontare quanto avviene in questo momento storico, in questo Paese e non solo. Come tradurre in immagine il concetto di “utilità”? Quanto sarà “utile” ovvero “rilevante” dedicare grande spazio mediatico alle prossime Olimpiadi invernali?

Sul concetto di “utile” ne parliamo più avanti, nella parte dedicata ai “raiotici”.

Sicchè, ora che ci siamo addentrati a collezionare figurine per l’Album sulla Civiltà delle Immagini 2026 ci siamo fatti persuasi che spesso le immagini “reali” siano più suggestive e superano quelle “artificiali” create dall’IA. Nei giorni scorsi vi abbiamo appena accennato ad un mese che potrebbe arricchire l’Album di figurine interessanti grazie a due eventi: le Olimpiadi invernali che iniziano domani e il prossimo Festival di Sanremo. Come spesso è accaduto, oltre che essere un “popolo di naviganti, esploratori etc” siamo spesso un popolo espertissimi di vela (quando c’era Azzurra) poi di tennis (da sempre) nonché ora di “curling” e ieri, giust’appunto, in prima pagina del Corriere è comparsa una fotografia di una atleta di questo popolarissimo sport invernale. Abbiamo cercato di sapere e capire: in Italia il curling è praticato da circa 500 persone, ovvero quante abitano in un condominio di case popolari. Poi abbiamo cercato di sapere e capire quante persone in Italia praticano lo “skeleton” ed abbiamo scoperto che sono circa 50/60 persone. Poi ancora abbiamo cercato di sapere e capire quante persone in Italia praticano il “bob a 2” e abbiamo scoperto che risultano circa 20 persone praticanti (se si aggiungono quelli del bob a quattro”.  Precisiamo sempre che stiamo parlando di “…  Italiani che praticano la disciplina sportiva in maniera attiva, con una periodicità costante negli anni e durante l’inverno” (per i dati completi vedi pure https://www.sciaremag.it/notiziesci/le-discipline-invernali-piu-amate-dagli-italiani/ ). Prepariamo la colla per le prossimi figurine: saranno immagini di grande suggestione.

Invece, per quanto riguarda Sanremo, la notizia (e l’immagine) del giorno è Mattarella che il prossimo 13 febbraio riceverà al Quirinale Carlo Conti e i cantanti in gara al Festival. Prenotiamo l’immagine.

Ecco addentrarci nel magnifico mondo delle “immagini” come potente strumento di distrazione di massa.

Bene, ora trattiamo una parte dedicata rigorosamente ai “raiotici”. Da alcuni giorni ci ronza per la testa un piccolo quesito: a cosa serve un Cda e, in particolare, a cosa serve questo Cda Rai dove siedono rappresentanti di quella che era “l’opposizione”? Allora, è successo che nei giorni scorsi si è svolto un incontro dibattito proposto dalla presidente della Vigilanza, Barbara Floridia, dove alcuni giornalisti intervistavano altri giornalisti sul tema del giornalismo. Un momento storico indimenticabile. Va beh … lasciamo perdere. Però è emerso un pensiero interessante: “l’Azienda funziona e il Cda va avanti lo stesso anche senza presidente”. Abbiamo chiesto allora all’IA “come si può rappresentare in una immagine suggestiva un Cda inutile”. Questa la risposta:

Tanto per intenderci sul criterio di “utile”: è “utile” che l’attuale Cda nominato senza applicare i criteri dell’EMFA attualmente in vigore resti in carica? E' “utile” che ancora NON ci sia un Presidente del CdA formalmente in carica? È “utile” una riforma della Rai? Forse anche si. Ebbene, sia l’uno che l’altra sono del tutto irrilevanti: abbiamo chiesto a che punto si trova la riforma in VIII Commissione Senato? Non si trova, nel senso che non è in calendario, nessuno sa nulla e nessuno si preoccupa di sapere nulla. Svanita.

Collezioniamo immagini, forse è più divertente.

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martedì 3 febbraio 2026

La Civiltà delle Immagini 16. Il Signore degli Anelli sugli sci

By Bloggorai ©

Nei giorni scorsi, a gennaio, abbiamo sottovalutato una “figurina” che avrebbe meritato una buona posizione nel nostro Album sulla Civiltà delle Immagini 2026. Si tratta di un “maiale” di plastica esposto nella vetrina di una macelleria a Padova. A quanto sembra, quella immagine avrebbe turbato la sensibilità religiosa di esponenti della comunità islamica locale. Apriti cielo, i “pauristi” nostrani ci hanno subito inzuppato il biscotto: in una chat abbiamo letto un post (scritto da una persona di nota e dichiarata appartenenza all’area progressista) dove si chiede “Quando i musulmani saranno di più imporranno il velo alle donne?”.

Le figurine del “paurismo” sono i vettori di come un virus mutante che si diffonde perfido e violento: cambia forme e dimensioni, colore e caratteristiche ma colpisce sempre al cuore delle sensibilità collettive. Se non è la paura del migrante è quella dei “giovani violenti”, se non è la paura dei “diversi” LGBTQIA+ è quella dei “terroristi” incappucciati di Torino e se, infine, tutte queste parure non fossero sufficienti ci si aggiungono le paure del parente assassino, del vicino pedofilo o di un conoscente truffatore. E se non bastassero le paure “nostrane” ci si mettono pure quelle internazionali: dalle guerre vicine a quelle lontane, da quelle in corso a quelle probabili (Groenlandia, Cuba e Iran). Sempre e comunque paura. Sempre e comunque minaccia, sempre e comunque timore e incertezza. E cosa si richiede per tranquillizzare le anime (e garantire voti e consenso politico? Ordine e sicurezza. Tutto il resto svanisce, si annebbia e si pone in secondo piano. 

Ieri sera il Tg de La7 ha dedicato 10 minuti e 45 secondi ai fatti di Torino che poi però, in coda al Tg per tranquillizzarci, ha proposto il report settimanale della Gabanelli sulle “liste di attesa” della sanità per svelarci che “non conviene a nessuno ridurle o eliminarle”. Già, non conviene a nessuno e le liste di attesa per un esame clinico importante non fanno alcuna paura e quindi non hanno bisogno di immagini per rappresentarle.

A proposito de La7 da non dimenticare una inedita “figurina”: nei giorni scorsi la Gruber ha intervistato il giovane erede Del Vecchio (con i suoi 7 miliardi di eredità). Dalle prime immagini si percepiva subito l’imbarazzo di tutta la trasmissione: della conduttrice indotta ad un “marchettone” giornalistico di proporzioni apocalittiche, dell’intervistato che ha dato una “immagine” del capitalismo nostrano indimenticabile per la sua pochezza e infine dell’editore che con questa ospitata ha voluto mescolare nel torbido dalle grandi manovre editoriali in corso nel Paese.    

Un’altra “figurina” metafisica interessante di questi giorni l’ha proposta la Schlein quando nei giorni scorsi ha proposto di “riappropriaci di Tolkien”. Una figurina della serie “non sappiamo più a che Santo votarci”. Ogni settimana che compare sul calendario vedi che la Meloni e il suo governo rimangono stabili nei consensi e la Segretaria del PD si inventa una battaglia culturale di altissimo livello: “Il Signore degli Anelli” è nostro, roba di sinistra, riprendiamocelo!!!

Ora invece per i giorni a venire ci dobbiamo attrezzare per le prossime figurine che certamente avranno un posto di rilievo nel nostro Album: le prossime Olimpiadi invernali e Sanremo. Presto fioccheranno le immagini avvincenti del curling, del bob a due e dello “skeleton”. Come già avvenuto per la vela o per il tennis, diventeremo tutti un “popolo invernale” pronti ad appassionarci per uno 0,01 secondi di differenza nello slalom gigante. Per Sanremo invece si mormora che ci potrebbe essere una clamorosa sorpresa (ci stanno lavorando sottotraccia): insieme a Laura Pausini e Sandokan potrebbe fare una comparsa nientepopodimenoche il molleggiato Celentano (80 anni). Se mai fosse, sarà certamente una “figurina” di primo piano.

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