mercoledì 8 aprile 2026

RAI: il Medio Evo prossimo venturo in prima serata

By Bloggorai ©

Lo ammettiamo, ne siamo consapevoli e ci cospargiamo il capo di cenere: non sappiamo da che parte iniziare, da quale filo dipanare la matassa. Eppure, abbiamo tanto da dire e scrivere (non ci dimentichiamo di Rai Way).  

E già, perché la matassa è assai complessa ed è difficile trovare il bandolo se non si guarda indietro, a fianco e davanti.

Proviamo ad iniziare da stamattina, da quando Auditel ha pubblicato i dati di ascolti di ieri sera dove, ricordiamo, mentre il mondo intero era (e forse è ancora) con il fiato sospeso per colpa dei due dementi e dei loro complici ed alleati, la Rai ha pensato bene di mandare in onda la 18° replica di un racconto di Montalbano su RaiUno, un esordio porno-soft su Rai Due e una consueta trasmissione che si occupava di stregoni e di Garlasco. In altre parole, la triade perfetta delle 3 S: Sangue, Soldi e Sesso sapientemente mescolati tra loro. Una formula magica che, in genere, riscuote un certo “successo” di pubblico (e di diritti di autore pagati al produttore di Montalbano che ogni volta che va in onda una replica stappa una bottiglia di Prosecco).

Comunque, delle due l’una: o la minaccia di Trump era una ennesima bufala e quindi immeritevole di attenzione oppure era da prendere in seria considerazione (come sembra aver fatto pure il Papa). Per noi era buona la seconda: i telespettatori hanno diritto o no di sapere se qualche demente in giro per il mondo mette a rischio la loro sicurezza? Cosa si doveva attendere? Che i primi missili arrivassero su Teheran alle 2 della notte uccidendo qualche centinaio di migliaia di persone?

Comunque, questi i risultati di una “serena” serata del Servizio Pubblico:

Rai Uno: 2,8 mln con il 15,9%

Rai Due: 1,3 mln con l’8,7%

Rai Tre: 0,4 mln con 2,8% (quasi un record negativo)

La 7: 1,7 mln con l’11,6%

TOT. Rai intera giornata: 2,9 mln con il 35,2%

TOT. Mediaset 3,2 mln con il 38,3%

Per quanto riguarda un caso a parte, RaiNews24, pubblichiamo l’intera strisciata:


Cosa si vuole commentare con questi numeri?

Ora, si dà il caso che in tarda mattinata, alle 12.11, leggiamo un Agenzia “Rai: Natale (CdA), ieri grave carenza informativa, ridare fisionomia riconoscibile a Rai3 Roma, 8 apr. (LaPresse) - "La straordinaria del Tg1 era pronta: per fortuna non ce n’è stato bisogno, perché per ora Trump ha deciso di non cancellare una civiltà. Ma è l’offerta 'ordinaria' della Rai che ieri sera è stata gravemente carente. Nel momento in cui il mondo stava letteralmente con il fiato sospeso, l’unico spazio informativo in prima serata sulle reti generaliste lo ha coperto 'Far West' su Rai3” e chiude con “Servono interventi urgenti e coerenti, anziché malriuscite imitazioni di Rete4". 

Incredibile ma vero: Natale ci informa che era pronta una straordinaria del Tg1 ma per fortuna non c’è stato bisogno. Già, per fortuna perché, semmai, alle 2 di notte ci avrebbero svegliati per informarci che stava per iniziare l'Apocalisse. Non prima, mi raccomando, perché semmai il pubblico si impressiona e si mette paura per la possibile "crisi" economica (come se in questi giorni, in queste ore si parlasse d'altro).

Ma il tema, appunto, non è la straordinaria del Tg1 che pure ci doveva essere lo stesso, prima ancora che i missili fossero lanciati e non durante o subito dopo, ovvero quando la “civiltà” stava per essere distrutta (e nessuno ci garantisce che con questi personaggi siamo al sicuro) e il tema non è nemmeno “l’offerta ordinaria di ieri sera” ai limiti dello scandaloso ma quella “ordinaria di tutte le reti Rai” messe insieme. Il tema fondamentale, ormai storico, è che non esiste una prima serata giornalistica di approfondimento o dibattito che dir si voglia che non sia su Garlasco e cronaca nera o “rosa” come NON esiste, da anni, un piano editoriale sull’informazione del Servizio Pubblico in grado di razionalizzare l’impiego di oltre 2.000 giornalisti e 8 testate (il caso di RaiNews24 parla per tutto). Quando c’era, e c’è stato, lo hanno prontamente boicottato e fatto annegare nella palude e alcuni tra i protagonisti del misfatto godono ancora di grande successo e visibilità.  Non ce la fanno, è più forte di loro. Natale auspica “interventi urgenti e coerenti” e se magari, se capita, ce ne suggerisce qualcuno gli saremo grati.  

Ancora un piccolo passo indietro. Stamattina Giovanni Valentini, noto esperto di Rai sul Fatto, rilascia un’intervista dove dice chiaro e tondo: “I consiglieri di opposizione dovrebbero dimettersi”. Bloggorai lo scrive da tempo e forse per questo lo hanno cancellato dalla loro agenda telefonica.

Ancora qualche passo indietro. Nei giorni scorsi Il Fatto pubblica un articolo, a firma Gianluca Roselli, con il titolo “Il No travolge pure la Rai: Meloni delusa, vertici in bilico”. Il pezzo contiene notizie interessanti ma una merita di essere approfondita. Come pure vi abbiamo scritto, ci troviamo in una terra di mezzo con questo Cda di destra destra ai limiti dell’illegittimità sugli atti compiuti da un presidente designato a norma di legge ma non ratificato (che nessuno vuole verificare e che nessuno vuole sanare). Ora, come accenna l’articolo citato, il problema è molto semplice e riguarda sia la maggioranza che l’opposizione: conviene lasciare andare a compimento questo Cda oppure chiudere subito la partita, magari con una nuova legge in adempimento dell’EMFA (peraltro ancora inesistente e difficile da mandare al voto in Aula)? A Palazzo Chigi si pone l’arduo dilemma: mantenere la presa con ”questo” cda fino alle prossime elezioni che, tutto sommato, è alquanto sotto controllo oppure affidarsi alla sorte di un nuovo Cda dalle incognite impreviste che, nel caso, rimarrebbe in carica per cinque lunghi anni??? Bella domanda che ci riporta ai bei tempi di quando, con alcuni “amici “ a fianco, sostenevamo “prima la riforma e poi le nomine” salvo poi arrivare a quel 26 settembre 2024 quando avvenne esattamente il contrario. 

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La RAI del giorno dopo

By Bloggorai ©

Una mattinata di primavera formidabile. Profumo, colore e calore. Dall’alto della mia collina si intravvede la Val Tiberina, il panorama si estende all’orizzonte dove tramonta il sole che, ogni sera, ci regala uno spettacolo ogni volta sorprendete. Ieri sera, quando lo abbiamo visto scendere sotto il filo lontano, ci siamo chiesti: come sarà domani?

Ci siamo svegliati non sapendo se stanotte o meno la coppia criminale e terrorista che si agita tra Tel Aviv e Washington hanno cercato di “cancellare una civiltà” ovvero l’Iran ovvero la Persia ovvero quell’immenso territorio dove è nata la civiltà, dove hanno inventato l’alfabeto, i numeri, l’astronomia la geometria e quant’altro ancora mentre Trump e suoi antenati erano ancora nelle caverne a cercare di accendere il fuoco con la pietra focaia.

Ci siamo svegliati e, ascoltata la radio, abbiamo appreso che, almeno per ora, l’apocalisse non ci sarà. Possiamo, per ora, tornare alle nostre faccende, alla Rai e al Servizio Pubblico e c’è molto, molto da dire. Rimanete sintonizzati, a più tardi

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martedì 7 aprile 2026

RAI: il buco della serratura prossimo venturo

By Bloggorai ©

Care lettrici … cari lettori … Questa settimana la iniziamo leggeri, la tocchiamo piano piano, soavi, sobri, in punta di penna o di tastiera. Una volta si diceva che la missione del Servizio Pubblico doveva essere quella di “educare, informare e divertire”. Era un buon proposito, scopiazzato ma funzionava. La Rai lo ha fatto e lo fa ancora: educare forse, informare dipende e divertire poco.

Ebbene ci vogliamo soffermare proprio sul divertire. Facciamo mente locale sul palinsesto delle tre reti, ma di divertente, di comico, troviamo poco o quasi nulla. È probabile che il “genere” non tira, almeno in Rai, perché invece le altre emittenti qualcosa propongono e non sono nemmeno poi tanto scarsi. Sicchè la Rai si rifugia nella ”confort zone” dell’intrattenimento leggero dove, magari in mezzo ci mette dentro qualche comico che ogni tanto infila una battuta. Poca roba. In sostanza: “divertire” in Rai è un verbo desueto. Non tocchiamo il tasto di “Canzonissima” che ormai si avvia verso un lento e triste destino con ascolti declinati al 17% con poco più di 2 mln mentre la concorrenza ne macinava 1 milione di telespettatori in più con il 23,3% di share. In questo genere di intrattenimento regna il gioco dei pacchi ovvero l’elogio puro alla ludopatia come pure le tante ore che ormai da anni la rai dedica a Garlasco.

Ecco allora che, da qualche anno, è sorto un nuovo genere che ammicca il divertimento sotto forma di sarcasmo, di giornalismo sotto mentite spoglie, di sfrugugliamento pruriginoso, una sorta di “Only Fans” fatto in casa, all’amatriciana, un buco della serratura puntato sulla camera da letto. Si tratta di quella nota trasmissione, tanto promozionata da Dagospia, e condotta dalla Fagnani e in onda su Rai due in prima serata.  Questa sera sarà ospite di eccezione Amanda Lear (86 anni in ottima forma, giusto per rimanere sul target Villa Arzilla) che ci intratterrà sulle sue relazioni sessuali con Salvador Dali, un menage a trois e con altri uomini che lui gli proponeva, con David Bowie che però gli faceva un pò schifo e con i sui tanti amori “trasgressivi … con tanti ragazzi eterosessuali bellissimi ma noiosi. Con un gay è diverso. Anche mio marito era bisessuale”. Da ricordare nelle precedenti stagioni le puntate con Rocco Siffredi (un personaggetto assai noto nell’ambiente, quasi un eroe nazionale) e con l’ex pornostar Malena. Grande successo.

Non c’è dubbio, per gli appassionati, per i curiosi, per i frequentatori delle diverse piattaforme di intrattenimento di questo genere, per gli studiosi del sesso leggero, soave, frizzantello, è la trasmissione giusta al momento giusto e, per dovuto riconoscimento, in grado di riscuotere il successo gli si merita. Senza tanta puzzetta sotto il naso: forse, è una parte di quella missione di Servizio Pubblico che la Rai deve pur fare, magari poco poco, appena appena, ma non può essere fuori(si fa per dire ... of course!!! non si sa mai che qualcuno ci prende sul serio). Non dimentichiamo mai, tanti anni addietro, quando Bloggorai era a RaiUno, un noto dirigente durante una riunione, disse più o meno: “Adottando la famosa teoria delle tre S (Sesso, Sangue e Soldi) Se la Rai mandasse in onda, magari dopo le 24, una trasmissione porno/sentimentale potrebbe avere un sicuro successo”. Chissà se qualcuno gli avesse dato retta. Comunque, dai che si siano vicini!!!

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domenica 5 aprile 2026

Buona Pasqua ???

By Bloggorai ©

Care lettrici e cari lettori, ci verrebbe spontaneo augurarvi Buona Pasqua ma abbiamo qualche esitazione. 

Con l’inferno davanti promesso dal pistolero americano e dal suo amico e complice israeliano e il medioevo e la barbarie alle spalle con un genocidio ancora in corso e nel mentre, oggi, non sappiamo se avremo risorse per i prossimi giorni “Se la situazione peggiora si può arrivare a non avere tutta l'energia necessaria anche in Italia” come ha detto ieri la Meloni, quali Auguri di Pasqua di Pace, serena e gioiosa ci possiamo fare?  

Comunque, proviamoci, vogliamoci bene, almeno noi.  

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sabato 4 aprile 2026

RAI (e non solo): il primato della Politica 1

 

By Bloggorai ©

Succede, talvolta, che qualche lettore o lettrice rimane “sorpreso” perché ci occupiamo “ancora”, da tanti anni,  di certi argomenti come, ad esempio, Rai Way. Lo facciamo per due ottimi motivi: il primo è perché interessa tanti, tante lettrici e lettori (così ci dice Google Analytics), seppure non ne sono particolarmente coinvolti. È verosimile che però siano persuasi della sua rilevanza strategica in ambito strettamente tecnologico. Il secondo motivo è perché la lunga storia di Rai Way è la cartina di tornasole, il paradigma, la metafora, la quintessenza del primato della politica sulla Rai. Diciamo pure che Rai Way rappresenta, in sintesi, in vitro, la storia recente della Rai e quindi appare “più semplice” la sua narrazione e, di conseguenza, la sua comprensione: se non si conosce non si capisce.

State sereni, non ve la riproponiamo dalle origini ma solo da qualche anno addietro, a beneficio di qualche lettore “distratto” o “smemorato” o peggio ancora, forse complice o partecipe per interessi personali che è rimasto suggestionato dalle recenti nomine nel Cda di Rai Way oppure da un voto unanime di "questo" Cda con un AD espressione del Governo e un presidente F.F pro tempore ... pure lui espressione del Governo nonostante sarebbe dovuto essere "di garanzia" ovvero espressione dell'opposizione ... già .. sarebbe dovuto ...

Premessa: ci dobbiamo intendere su un concetto fondamentale molto in voga in ambienti Rai (forse anche in altri ambienti): cosa si intende per persona “brava” o altrimenti “tecnica” ovvero capace in se, nella sua natura professionale ovvero il “non lottizzato” come volgarmente talvolta viene inteso? In tanti anni di frequentazioni di ambienti aziendali e politici (non solo Rai) non ci è “quasi” mai dato di assistere a fenomeni miracolanti: qualcuno assunto come dirigente, promosso qualche cosa o incaricato di… se non perché appartenente “in quota” o sostenuto da una “parrocchia” quale che sia. Siamo entrati al VII di Viale Mazzini  piano di Viale Mazzini quando a destra c'era il democristiano Pasquarelli e a sinistra il socialista Manca e non si muoveva paglia se non dopo accanita trattativa. Semmai è successo che una persona "brava" ha avuto spazio, è stato un caso fortuito, sfuggito ai radar o perché non se ne poteva fare a meno. Per non dire che pure quando c’era uno “bravo”, licenziato ingiustamente e poi riassunto in forza di diritto da sentenza di Cassazione, è stato relegato in periferia, chiuso in una stanza e gettata la chiave o altri “bravi” elegantemente accompagnati ad una uscita anticipata. Non è dato sapere a parità di condizioni, che la “bravura” sia preferita a scapito della “quota” politica di riferimento. Una volta ai diceva “un democristiano, un socialista e uno bravo” … una volta … ma il bello è che quella volta ha segnato il marchio di fabbrica Rai con la sola prevalenza dei primi due, per quello “bravo” non c’era più posto. Se quella “quota” è forte ed ha potere contrattuale vai avanti, altrimenti resti al palo, rimani “bravo” ma “disabilitato” se non spinto elegantemente in un angolo dimenticato. 40 anni ed oltre di Rai in quasi tutte le strutture e direzioni importanti ci permettono di poterlo affermare con cognizione e documentazione.

Nei giorni scorsi abbiamo saputo che in alcune scuole superiori ci sono docenti che stanno proponendo una “nuova” materia di insegnamento: la “geo-storia” ovvero un ibrido tra storia e geografia. Sembra una proposta eccellente: difficile infatti comprendere i fatti storici se non vengono collocati nel corretto contesto geografico. Come si può comprendere la crisi del Medio Oriente se non si comprende la collocazione geografica di popoli e civiltà millenarie che insistono in quell’area del mondo? Il Tigri e l’Eufrate come pure il Nilo sono state le culle dell’umanità. Quando in quelle aree si ragionava di matematica, astronomia, ingegneria ed economia nelle “americhe” i “bianchi” ignoravano del tutto la loro la loro esistenza e quando lo hanno scoperto, pochi secoli addietro, la prima cosa che hanno fatto è stata radere al suolo anche quelle civiltà per depredarne le ricchezze e imporre la loro religione per poi abbandonarsi alla legge dell’OK Korrall.

Bene, anche Bloggorai vuole proporre un modesto contributo per comprendere bene le vicende Rai, del Servizio Pubblico, del bene comune dell’informazione. Proponiamo un nuovo termine: la “poli-storia” ovvero la “politica” come contesto imprescindibile per comprendere la “storia” della Rai esattamente come “specchio del Paese” come talvolta grossolanamente ma efficacemente si definisce.

Nei giorni scorsi e da tanti anni ormai vi parliamo di Rai Way e ancora ieri vi abbiamo aggiornato. Lo facciamo non per particolare “fregola” tecnologica o finanziaria (che pure ha un fondamento importante) ma perché riteniamo che la sua “storia” sia particolarmente paradigmatica e metaforica per rappresentare il tutto che la Rai rappresenta in questo momento storico, in questo Paese e con questo governo. In altri termini, proponiamo la “lettura” di una vicenda parziale e subordinata, il decennale processo di cessione/fusione della quotata Rai, per descrivere il più grande e rilevante processo di trasformazione del Servizio Pubblico.

Rimanete sintonizzati … ci aggiorniamo presto.

bloggorai@gmail.com

giovedì 2 aprile 2026

FLASH !!! notizie dal futuro

By Bloggorai ©

Una volta si leggeva una pubblicità: “Chi beve birra campa cent’anni!”. Fatte le debite proporzioni, si potrebbe dire che “chi legge assiduamente Bloggorai è solitamente bene informato”. Non possediamo la sfera di cristallo, ma semplicemente leggiamo e ci informiamo insieme ad una buona e consolidata rete di lettori e lettrici esperti/e e autorevoli.

Allora, come ben sapete, abbiamo seguito e seguiamo attentamente da molti anni il “dossier” Rai Way. Non sappiamo tutto ma abbastanza: dalla quotazione alla travagliata e annosa vicenda della cessione/fusione con Ei Towers.

Nei giorni scorsi vi abbiamo anticipato due elementi fondamentali: il rinnovo del MoU per ulteriori tre mesi e il rinnovo dell’attuale AD Roberto Cecatto (quota Lega, dicono ...dicono). Tutto confermato come previsto: poco fa è stato diffuso il comunicato ufficiale dove si legge la proposta dell’Azionista Rai: “Enrico Mordillo (Presidente), Roberto Cecatto (Amministratore Delegato), Monica Caccavelli, Romano Cecconi (indipendente), Barbara Morgante (indipendente), Gian Luca Petrillo (indipendente), Greta Tellarini (indipendente), Maria Cristina Vismara (indipendente), Nicola Claudio”. 

Oltre alla riconferma di Cecatto che, come ribadiamo è nel pieno solco di un tema prevalentemente “politico” prima ancora che industriale o finanziario (vedi Giorgetti, altre nomine, riforma Rai etc) ci sono tre nomi che balzano all’attenzione: il presidente designato, Mordillo, è l’attuale CTO Rai e, ci dicono, trattarsi di una “grossa anomalia ... ai limiti di un clamoroso conflitto di interessi” ci ha commentato a caldo un “attento analista”. Verificheremo. Poi, attenzione, la Vismara anche lei appartiene alla “parrocchia” Lega. Poi ancora la Caccavelli, dirigente Rai S&Sec … e infine Nicola Claudio, “vecchio” volpone di navigatissima esperienza, da poco ex Rai Cinema ed ex tante altre cose ed ora catapultato nel bel mondo delle antenne Tv e degli Hyperscale. Auguri!

Come si colloca questa mossa dell'azionista Rai nel determinato contesto politico? “Big trouble in Chinatown”? Forse ma anche no. La lettura del dossier si svolgerà pagina per pagina, giorno per giorno, con due distinti “libri”: anzitutto il primo sarà su come si redistribuiscono gli equilibri di potere tra i partiti di maggioranza e, in subordine, con quelli dell’opposizione nella partita delle prossime nomine tra consociate e partecipate. Il secondo libro, di enorme interesse e rilevanza strategica, è l’Opa di Poste su Tim che certamente impatterà direttamente o indirettamente su Rai Way.

Come abbiamo scritto e ne siamo sempre più convinti, questo è anno di transizione dagli esiti assolutamente incerti sul terreno politico istituzionale. Semmai il Governo dovesse resistere e completare comunque la legislatura, le partite di cui sopra saranno ancora più aspre. Intanto Cecatto, intanto la Lega, ha piazzato la boccia al posto giusto nel momento giusto. Se tutto questo è avvenuto è solo perché “… Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare…”. Per ora, solo per ora … poi si vedrà.

Bloggorai@gmail.com

Bloggorai oggi si riposa, si diverte, studia e lavora

by Bloggorai 

Oggi ci sarebbe tanto di scrivere ma preferiamo prenderci una giornata di pausa.

Comunque, non si sa mai, rimanete sempre sintonizzati.