Con questa “opposizione” non solo ci terremo TeleMeloni per
i prossimi anni ma ci imbarcheremo pure il generalissimo Vannacci e il tutto il
“vannaccismo” nel Paese e nella Rai. Abbiamo l'opposizione del giorno dopo, a scoppio ritardato, scaduta come lo yoghurt. Amen.
Ieri, per chiudere degnamente una settimana alquanto infelice
per la Rai e il Servizio Pubblico, è andata in onda su RaiTre l’ennesima
Principessa Sissi, solitamente destinata alle fredde serate d’inverno. Sulle reti
Mediaset, contemporaneamente e su tutti i canali, andava in onda una rievocazione
storica a tre anni dalla scomparsa di Berlusconi.
Poco prima, nelle sedi Rai e in particolare a Saxa Rubra, si
è svolto il “Bimbo Day” per consentire ai figli e nipoti dei dipendenti dell’Azienda
di conoscere il luogo di lavoro dei loro genitori/nonni. Se non che, la
manifestazione si è trasformata in una sorta di giornata “Esercito Day” con tanto
di gonfiabile, soldati in mimetica, cani robot e forze dell’ordine che illustravano
come prendere le impronte digitali e ricostruivano “scene del crimine” come non
fossero sufficienti quelle sbattute in prima serata ogni giorno da Garlasco in
poi con le mille fiction del genere “crime”. Fenomenale.
Se non che, intorno alle
19.02, circolano due video dove si vedono prima il Segretario Usigrai Macheda e
poi il consigliere Natale davanti a Saxa Rubra che esprimono “sorpresa” per
quanto appena avvenuto (e concluso, vista l’ora) a Saxa Rubra. Allora, nota
bene: la notizia dell’evento è nota dal 1° giugno quando Dagospia riprende un pezzo
di Lisa di Giuseppe su Domani che, a sua volta riprende il testo di una
comunicazione ai dipendenti su Rai Place inviata nei giorni precedenti. Tre giorni
dopo, il 3 giugno, a scoppio ritardato, alle 15.27 l’ADN Kronos pubblica un comunicato
congiunto a firma dei consiglieri Rai di Majo, Di Pietro e Natale, dove “…non
vedono ragioni perché questa giornata venga trasformata in altre attività …”. Hanno proprio scrittoche "non vedono ragioni". Sorprendente: non solo a scoppio ritardato ma anche una comunicazione leggera
come piuma al vento, inutile e irrilevante. una volta si diceva: "se le cose non le sai ..salle!" e loro sono li per saperle, possibilmente prima.
Morale della favola: l’iniziativa era nota da tempo e solo il Cda non ne sapeva nulla. Delle due l’una: o il Cda sui dossier “sensibili” non tocca palla e citiamo ad esempio il famigerato contratto alla Maggioni gestito in gran segreto oppure è utile o complice solo a votare all’unanimità, ad esempio il Piano Immobiliare dove era pure prevista la cessione del Delle Vittorie.
Ma, l’aspetto più grave avvenuto in settimana e dove si svela tutta l’irrilevanza di questi consiglieri di opposizione si è svelata quando è stata pubblicata l’intervista all’AD Rossi dove ha rivendicato il “mio“ successo per aver consentito l’emigrazione dei telespettatori da RaiTre verso La 7. Rossi non ha fatto altro che certificare quello che era sotto gli occhi di tutti da tempo, da mesi, da anni: la progressiva degradazione di RaiTre.
Appena nota l’intervista, tutti a
stracciarsi le vesti, ovviamente dopo e non prima. La stessa dinamica si è ripetuta
tre giorni dopo con l’audizione di Giorgetti in Senato dove siamo arrivati al punto
che l’Usigrai pone la domanda “ … vorremmo capire …”. Cosa c’è da capire? Era ed
è tutto noto, scritto e diffuso da tempo, da settimane e mesi se non anni. Era noto
Rossi, era noto Giorgetti era nota la posizione del Governo sulla riforma Rai.
Cosa c’è altro da capire? Non dico Bloggorai che, ci rendiamo conto, a molti
ogni mattina fa venire l’orticaria e lo hanno cancellato da ogni elenco telefonico,
ma è sufficiente leggere i quotidiani o frequentare i siti più o meno specializzati.
Tutto già noto e seppure non fosse sempre chiaro, sarebbe sufficiente “connettere
i punti” ovvero legare i ragionamenti, fare una “quadra”.
Occorre un ultimo pensiero positivo per dare speranza all’opposizione
sulla Rai: tra poche ore, lunedì, scade il Mou tra Rai Way e Ei Towers. Ieri Repubblica,
con la solita bene informata Sara Bennewitz ha titolato “Naufragano le nozze tra
Rai Way e Ei Towers, lunedì scadono i termini. Naufragano le nozze tra Rai Way
e Ei Towers, lunedì scadono i termini. Salta l’accordo per dare vita al gigante
italiano delle torri tv che avrebbe messo insieme le antenne della Rai con
quelle di Mediaset e della La7” e oggi il Sole, a firma Andrea Biondi, titola "Fusione nelle torri a forte rischio, distanze fra RAi Way e Ei Towers". Bloggorai lo ha scritto sei mesi prima ed ha
debitamente informato prima i suoi lettori e poi chi avrebbe dovuto sapere e
fare qualcosa. Prima e non dopo.
Oggi chiedere le sole semplici dimissioni dei consiglieri (come già fatto dai partiti di opposizione) sembra pure poco. Si può fare di meglio e di più.
bloggorai@gmail.com








