“Il faccendiere” è una figura archetipa. Chi è il “faccendiere”?
“Per capire chi sia il faccendiere si deve aver chiaro il particolare colore
della parola ‘faccenda’: propriamente sarebbe la cosa da farsi, l’affare - un
significato semplice. Ma nasconde un che di esperto e scafato, che si
ripercuote sul faccendiere come maneggione, procacciatore d’affari, mediatore
di traffici illeciti. In altri termini, il faccendiere è un aggiustatore di
faccende, un sensale che fa incontrare interessi diversi - decisamente
smaliziato, dalla morale disinvolta, e che agisce in maniera occulta, per
nascondere la porzione illecita dei suoi traffici e svolgerli in tranquillità.
Insomma, può essere molte cose. Nel gergo giornalistico, questo termine si è
imposto in particolare per indicare quei personaggi che fanno da frizione fra
la pubblica amministrazione e l’impresa privata, specie non limpida, facendo
addomesticare gare e appalti”. Rileggi su L’Espresso del 2021 “O che bel mestiere
fare il faccendiere” vedi https://lespresso.it/c/politica/2021/6/21/o-che-bel-mestiere-fare-il-faccendiere/38056
. Oggi ne abbiamo in giro ben due: Bisignani e Lavitola. Tanta roba ed è
solo su uno di loro, Lavitola, che interessa concentrare l’attenzione.
Allora, hai voglia a dire e scrivere che della faccenda Lavitola
e in subordine Ranucci non interessa gran che nessuno. Non sembra e non dovrebbe
essere vero: dietro, intorno e davanti alle vicende dei “faccendieri” si avverte
la “narrazione” politica del Paese, sono loro i punti di congiunzione tra tutte
le vicende losche, le trame e i complotti anche drammatiche che hanno attraversato
e attraversano la recente storia italica. Sono loro i punti di congiunzione
tra “poteri forti” sempre presenti e attivi in ogni momento: servizi più o meno
deviati, massoneria e criminalità organizzata. Da non dimenticare un antefatto che
proprio Report ha sollevato ad aprile scorso: le presunte ingerenze di META
sulle elezioni politiche del 2022 e il ruolo del Garante sula Privacy. Ribadiamo:
non è roba di poco conto. Quelle puntate di report (ricordiamo il servizio su “l’amico
mafioso”) potrebbero essere una formidabile chiave di lettura di quanto oggi
sappiamo.
Dunque, anche Bloggorai mantiene il punto e segue la vicenda.
Oggi si arricchisce di un passaggio interessante. Fermo restando il punto centrale
ovvero l’inchiesta che vede Lavitola come mandante reo confesso e i presunti esecutori
in galera, l’asse dell’attenzione mediatica sembra sempre orientata a far vedere
Ranucci in qualche modo colpevole o complice. Al momento contro Ranucci non
c’è nulla e sul nulla emerso dai lavori del famigerato Comitato Etico (il Corriere
ha scritto “Opacità e interferenze” senza mai specificarne una) è stato preso
dalla Rai il famigerato provvedimento di “rotazione” ovvero di “rimozione” dall’incarico
come conduttore di Report. Ieri Ranucci ha depositato il ricorso ex Art.700 CpC
e oggi leggiamo, sempre sul Corriere, che “La Rai ha già riposto avviando l’azione
disciplinare nei confronti del giornalista”. Non si dice una parola o una riga
di più: non si dice cosa gli viene contestato, quando e come sarebbe avvenuto
il “fatto”. Però, si sa, il Corriere è ritenuto “solitamente molto bene informato”
delle iniziative Rai. Anche Repubblica ne fa cenno, specificando che la mail di
contestazione a Ranucci è stata ricevuta dai suoi legali alle 18.41 dello steso
giorno della presentazione del ricorso, con la data “scritta a penna”. Bizzarrie
legali.
Come abbiamo più volte scritto, il rischio che Ranucci possa
vincere il ricorso è forte e fondato e, sembra, nell’ex Viale Mazzini sono in
fibrillazione atriale. Come al solito, come Trump, si sono imbarcati in una
avventura e non sanno come uscirne. La mossa della “rotazione” o “rimozione politica”
potrebbe naufragare sotti i colpi del Giudice del lavoro e allora ora la buttano
in “vendetta” cercando di sviare l’attenzione su altro piano ovvero: intanto cerchiamo di licenziarti e poi si vedrà.
La presunta “azione disciplinare” avviene dopo la proposta
di “rotazione” dall’incarico quale conduttore di Report. Allora: delle due l’una:
o Ranucci era ritenuto dalla Rai “colpevole” non si sa di cosa ex ante e quindi
meritevole di un provvedimento disciplinare immediato (licenziamento) oppure
era “innocente” e quindi meritevole di assegnazione ad altro incarico. per la sequenza
degli avvenimenti e per quanto, poco, oggi sappiamo, la notizia del Corriere
sembra una mezza bufala. L’altra mezza bufala la scopriremo strada facendo,
se e quando sapremo esattamente di cosa è imputato Ranucci. Nel nostro ordinamento,
l’onere della prova di accusa è a carico del PM in base al principio della
presunzione di innocenza ex Art. 27 Costituzione. Vedremo le carte della Rai ...
se ne hanno.
Intanto, giusto per tenerci aggiornati sugli ascolti. Ieri sera
il prode Monteleone con il suo Filorosso ha realizzato il 2,6% degli ascolti, più
o meno quanto un quartierino di media grandezza (nota bene, nella prima ora ha fatto 1,6%). Nell’intera giornata Rai ha
realizzato circa 2,5 mln con il 33% e Mediaset oltre 3 mln e quasi il 40% di
share. Come piace ripetere a questi amministratori Rai. Gli ascolti non sono tutto.
Già. È vero: c’è di peggio ovvero i contenuti.
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