Gli italiani notoriamente non amano solo la pasta, il
calcio, fare i navigatori e gli esploratori, fare gli inventori, gli artisti ed
essere Santi o fare gli Eroi. Hanno, inoltre, una spiccata attitudine alle trame
politiche e giudiziarie, ai complotti, ai misteri e ai sotterfugi.
Ne elenchiamo, solo sommariamente alcuni degli ultimi 50
anni: strage Italicus (ci doveva essere Moro), omicidio Pasolini, Moro e Via Fani,
omicidio Mattarella, Ustica, scomparsa Emanuela Orlandi, suicidio Gardini e Enimont,
la Moby Prince, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e di mezzo ci sono i grandi casi di
cronaca nera che vanno da Via Poma al mostro di Firenze per finire a Unabomber e certo a Garlasco.
Ci siamo abituati a convivere con
il mistero, ce ne siamo fatti una ragione esistenziale fintanto da rendere
necessaria la sua rappresentazione tele-visiva, rendere le immagini la sintesi
accettabile e sostenibile del suo racconto che proprio perché rimane insoluto e
misterioso rimane vivo e meritevole di interesse. Se tutto fosse risolto uscirebbe
dal cono di luce e passerebbe subito all'ombra dei cassetti polverosi della memoria.
Sicché, come da quasi otto anni lo scriviamo, anche dentro e intorno alla Rai si alimentano, si diffondono e si
infittiscono misteri irrisolti.
Mistero n. 1 – le risorse
economiche: la Rai i soldi li ha e li spende male o non li ha? Oggi, ne ha disperato
bisogno e non sa dove andarli a cercare? Le risposte sono buone entrambe. La notizia
del giorno che abbiamo appreso è che il famigerato Mou (Memorandum of
Understanding) tra Rai Way ed Ei Towers in scadenza il prossimo 15 giugno verrà
quasi certamente rinviato ancora se non naufragato del tutto. Secondo “indiscrezioni”
molto accreditate” riportate dalla Reuters, la Rai avrebbe chiesto alla controparte
di “mettersi alla pari” sulla scadenza dei propri contratti con i rispettivi
fornitori (tra il 2032 e il 2037). A farla breve, ciò significherebbe una cosa
sola: “Trattandosi di un'operazione con una forte valenza politica oltre che
industriale, il rischio maggiore che vediamo è che le trattative possano
estendersi fino al 2027 — anno elettorale — con il concreto pericolo che il
dossier si areni nuovamente” come ha scritto un sito di analisi finanziarie.
A suo tempo e per tante volte Bloggorai ha scritto chiaro e tondo che questo “dossier”
(ormai vecchio di quasi 10 anni) non s’ha da fare per tanti buoni motivi, primo
tra tutti è la mancanza totale di un progetto industriale e tecnologico oltre
che politico e finanziario da parte di Rai. Non c’è un “piano” non c’è una “visione”
salvo quella che si trova dall’ottico.
Da rileggere con attenzione: https://bloggorai.blogspot.com/2022/08/il-pollaio-nei-giardini-di-viale-mazzini.html ...
https://bloggorai.blogspot.com/2025/06/rai-way-e-sanremo-il-piano-b-di-un.html
e ancora https://bloggorai.blogspot.com/2025/10/rai-le-pagine-nere.html
e infine e soprattutto questo post dello scorso 19 marzo: https://bloggorai.blogspot.com/2026/03/oggi-rai-way-la-madre-e-il-padre-di.html
Mistero n. 2 – E’ conseguente al
precedente. La s-vendita dei 15 immobili indispensabili per fare cassa e sostenere
la baracca è il segno tangibile dei misteri di gestione economica dell’Azienda che
ora si vorrebbe pure far passare per virtuosa. Da ricordare sempre che questo
Piano Immobiliare è stato votato convintamente da tutti i consiglieri, compresi
quelli del 26 settembre, Alessandro di Majo e Roberto Natale. Appare misterioso
comprendere, ad esempio, quale possa essere la virtù economica dell’operazione
Corso Sempione di Milano: vendere per poi andare in affitto (5,9 mln anno) per 27 anni. In questi
giorni si solleva polvere, giustificata peraltro sul Teatro delle Vittorie ma si
tace su questa di Milano che appare ben più rilevante.
Mistero n. 3 – è collegato al
precedente. Lo scorso 22 maggio è scaduto il termine per le manifestazioni di interesse
sui 15 immobili destinati alla s-vendita. Chi si è presentato? Per quanto è dato
sapere, solo il Ministro Giuli si è fatto avanti e circa 80 soggetti hanno richiesto
informazioni. Dopo di che è calato un muro di cemento armato, alquanto sospetto.
Mistero n. 4 – La riforma Rai ormai
è diventata leggenda. Da anni, decenni, dal 1973 non si parla d’altro e questa oggi
in discussione è più misteriosa di tutte le altre messe insieme. Si “dovrebbe”
fare per forza perché l’Europa ce lo impone con l’EMFA eppure, tutti ne parlano
ma nessuno se ne occupa. “Sta passando la vulgata che, vista l’aria che tira sul
piano politico, per ora è meglio lasciare tutto com’è. Se ne palerà dopo il
2027” ci dice il solito autorevole parlamentare.
Mistero. n.5 – Report e il giornalismo
di inchiesta “cancerogeno”. Ovvio che Rossi &C non si sono riferiti alla
trasmissione direttamente, ci mancherebbe altro. Fatto sta che rimane il mistero
delle 4 puntate tagliate e che non si sa più se e quando potranno essere rispristinate
il lunedì dove erano prima. Come pure rimane il mistero della trasmissione Petrolio
come pure rimane il mistero della “sua” trasmissione della Maggioni che si è
appropriata di una necessità aziendale, la ”Newsroom” per farne un “suo” programma
che raccimola poco più del 3% di ascolti.
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