mercoledì 29 aprile 2026

La RAI: un Film italiano

Oggi Bloggorai aveva in preparazione un post "particolare" quando invece ha letto un titolo di un autorevole quotidiano "La Rai è ai titoli di coda" che merita un filo di attenzione.

Chi è appassionato di cinema sa bene che per comprendere un film non è sufficiente leggere solo i "titoli di coda" ma è necessario almeno conoscere i titoli di testa, la regia, la sceneggiatura e i protagonisti. 

Il film sulla Rai è iniziato tanto tempo addietro e senza andare troppo lontano è sufficiente ricordare il 5 agosto 2024.

Da otto anni Bloggorai questo film lo descrive giorno per giorno e spesso abbiamo anticipato come potrebbe finire. Lo abbiamo fatto e lo facciamo con la recondita speranza, forse anche vana, che possa iniziare un nuovo film di tutt'altro genere.

Ad oggi non si vede nessuno in grado di scrivere un nuovo testo filmico. In un contesto politico di elevata fibrillazione, sia nella maggioranza ma pure nell'opposizione, potrebbe non essere sufficiente "... ripartire da un tavolo..." quanto invece rimescolare le carte, trovare una nuova idea narrativa del prossimo Servizio Pubblico e qualcuno in grado di tenere in mano una telecamera o cinepresa che dir si voglia. 

Bloggorai@gmail.com


Ps: siamo in viaggio... più tardi speriamo nel post previsto 

martedì 28 aprile 2026

Attendere prego ... misteri in arrivo!

Teatro delle Vittorie: arrivata la prima proposta ufficiale di interesse (pubblico) !!!

By Bloggorai ©

Come noto, con la chiusura della sede storica della Rai di Viale Mazzini è andato svanito, disperso e allontanato, un prezioso patrimonio del Servizio Pubblico: la sua Biblioteca che ora, bene che vada, sarà trasferita sulla Via Salaria, difficile da raggiungere e frequentare.

Ora, oggi, le notizie sullo scellerato “Piano Immobiliare” Rai (del quale parleremo molto ancora) hanno acceso particolare attenzione sul Teatro delle Vittorie, altro patrimonio di inestimabile valore oltre la brutale valutazione “commerciale”: si tratta di un “monumento” artistico inalienabile di storia e cultura nazionale.

Oggi è stata diffusa la notizia di Fiorello che ha coinvolto Vincenzo Mollica che, a sua volta, ha lanciato un appello: “Mi piacerebbe che al suo posto nascesse un Museo del Varietà”. 

Lo raccogliamo, lo rilanciamo e lo ampliamo per proporre la trasformazione del Delle Vittorie in una sorta di “Casa della Televisione Italiana” ovvero un Centro di documentazione, studio, consultazione di teche, memoria, aula per convegni etc. 

Forse non potrà contenere tutto il patrimonio cartaceo della storica biblioteca ma potrebbe ospitare anche postazioni di lavoro per studenti, ricercatori e appassionati del settore.

Abbiamo letto di una stima di circa 7,5 mln di euro. Si potrebbe ipotizzare una specie di “azionariato pubblico” con soci fondatori (istituzioni e altre tv) e soci sostenitori (privati cittadini).

Una iniziativa del genere è sostenibile? Non siamo in grado di rispondere in termini economici ma lo siamo in termini sociali e culturali: si, è sostenibile!

Non è facile ma si può fare, ci si può provare! Il primo passo è convincere la Rai e il suo Cda. Il 22 maggio è vicino.

Bloggorai@gmail.com 

ps. se qualcuno ha contatti con Fiorello e condivide, please, può far girare? grazie!

SALVIAMO LA RAI: lanciamo un'OPA-SP

By Bloggorai ©

Bloggorai propone formalmente una OPA-SP verso “AVVISO DI SOLLECITAZIONE DI MANIFESTAZIONE DI INTERESSE per la cessione di un portafoglio immobiliare” pubblicato sul sito Rai lo scorso 24 aprile 2026 e con scadenza il prossimo 22 maggio.

I proponenti si costituiranno in soggetto sociale avente denominazione “Papere Rai-Art.9” (da ora in avanti “il proponente”). L’oggetto della costituenda Società si ispira all’Art.9 della Costituzione che recita “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. Nota a margine: il riferimento a qualche articolo della Costituzione o EMFA è sempre utile. Obiettivo della costituenda società consiste, appunto, nel promuovere e valorizzare l’area golenale prospiciente il fiume Tevere di proprietà di Rai Spa come da punto n. 3 dell’Allegato (teaser elaborato da KPMG). Vedi scheda:

La Costituenda Società “Papere Rai-Art.9”, constatata la palese ed evidente difficoltà strutturale a modificare la destinazione d’uso di tale proprietà per la costruzione un ipotetico villaggio turistico di pregio destinato a pellegrini danarosi o Centro Benessere di qualità, in considerazione dell’elevatissimo pregio naturale determinato dalle immediate vicinanze delle acque del Fiume Tevere, propone di istituire un Parco regionale scientifico sperimentale per lo studio, il sostegno e l’acclimatazione di specie floro-faunistiche pregiate. In particolare, si prevede la definizione di “aree protette” destinate alla sosta di “papere migratorie” e, contestualmente, un Centro Alti Studi Anofeli 3.0 per la creazione di un nuovo tipo di Zanzara Tigre geneticamente modificata particolarmente gradito alla specie umana. In tale area, si prevede, inoltre, un percorso meditativo-immersivo nel canneto e nella palude dove avviare compiute riflessioni e promuovere dibattiti pubblici (sottovoce per non disturbare la fauna ivi residente) sul futuro (riforma) del Servizio Pubblico Tecnologico Radiotelevisivo prospiciente l’Area del Parco in adeguata struttura ecocompatibile.

Bene, finora abbiamo parlato di cose serie, ora invece ci vogliamo divertire appena appena, leggermente. Parliamo del Piano Immobiliare ovvero di un “buco nero”, uno dei tanti in cui rischia di precipitare la Rai. La genesi e la fretta con cui è stato concepito ed approvato (rivedere tutto quanto abbiamo scritto da anni) ci ha lasciato sempre molto perplessi (eufemismo) per non dire sospettosi. Tanto per intenderci, Bloggorai ha messo piede a Palazzo Labia di Venezia ed ammirato gli affreschi del Tiepolo quando aveva i calzoncini corti e già allora se ne parlava senza mai venirne a capo e ora ci riprovano inserendolo nei 15 cespiti in vendita.

Ora, come pure abbiamo scritto e ribadiamo: la Rai si trova sull’orlo di un baratro. O si ristruttura al suo interno con sostanziali interventi economici, editoriali e strutturali come pure la Corte dei Conti richiede da anni, oppure non sarà più in grado di sostenersi con le risorse (incerte) di cui dispone. O riduce il suo perimetro di attività o riduce le spese. A nostro modestissimo avviso, invece si possono percorrere entrambe le direzioni: rivedere il perimetro dell’offerta editoriale (reti e testate) e razionalizzare ed ottimizzare i costi. Tanto per capirci: perché la trasmissione della Maggioni è stata realizzata tutta in esterno a Cinecittà e non in uno studio Rai? Quanto è costata?

Ieri è comparso un “bizzarro” comunicato stampa (!!!) diffuso dal Consigliere Natale (dell’altro consigliere di opposizione si sono perse le tracce semmai qualcuno le avesse mai viste) dove si legge che “… E' giusto discutere con grande attenzione del destino del Teatro Delle Vittorie, autentico tempio del nostro spettacolo. E' però altrettanto giusto e utile affrontare il tema delle risorse finanziarie a disposizione del servizio pubblico, da anni sottoposte a costante decurtazione”per poi buttare la palla in Tribuna (deserta) della Vigilanza Rai “… Ed è giusto dunque che di questi temi si possa discutere nella Commissione di indirizzo e vigilanza sulla Rai: il Parlamento ha il diritto di sapere e di dire la sua, così come il vertice Rai ha il diritto - non solo il dovere - di spiegare le ragioni che hanno portato in questi anni all'adozione del Piano Immobiliare”. Chissà, forse al consigliere Natale nessuno ha ricordato che la Vigilanza Rai non si riunisce da mesi e non ci sono segnali che si possa riunire nei prossimi tempi nonostante 2 (due) richiami di Mattarella e, qualora mai dovesse avvenire, deve anzitutto affrontare il suo nodo cruciale: la nomina del Presidente.

Poco dopo questo comunicato abbiamo ritrovato il consigliere dei dipendenti Di Pietro che in una nota ha fatto sapere che “…  Sono ormai anni che lo Stato opera continui prelievi di risorse dalla Rai, e questo non può continuare indefinitamente. In questa situazione, l'Azienda non può far quadrare i conti senza procedere a scelte di efficientamentoSarò sempre contrario alla vendita del Teatro Delle Vittorie perché non è solo patrimonio da bilancio ma rappresenta la memoria condivisa di un intero Paese".

Non ci resta che sperare in Di Pietro.

Ci sta venendo un dubbio a proposito della costituenda società “Papere Rai – art.9”: inserire nell’oggetto sociale la tutela di una rara specie di fauna metropolitana: il famigerato “sorcio verde” ovvero quell’animaletto fastidioso che nei Cda sostiene e alimenta l’opposizione. La storia dei Cda Rai, a partire dalla cosiddetta “Società civile” dei bei tempi andati di Tobagi e Colombo, di “sorci verdi” alla maggioranza di governo ne ha fatti vedere ben pochi e a questa maggioranza di destradestra, di Rossi e Marano, men che meno.

Bloggorai@gmail.com

Ps 1: per chi volesse aderire all’OPAS – SP visto l’elevato valore finanziari ed etico dell’operazione la quota di sottoscrizione volontaria minima è stimata in 100 mila Euro. Un pò esosa ma ne vale la pena!

Ps 2: rimanete sintonizzati, ci può essere un secondo Post in giornata. 


domenica 26 aprile 2026

RAI: miccia corta ... molto corta

By Bloggorai ©

La miccia che rischia di far saltare il banco Rai è corta ma è stata accesa molto tempo addietro. La data esatta la ritroviamo in una immagine: Mario Draghi seduto da solo al Museo del Prado di Madrid al telefono: vedi Rainews.it del 21 luglio 2022. era l'inizio della fine: dopo arriverà la destra destra. Potenza delle immagini!!!

Correva dunque il giorno 29 giugno 2022 e la politica era in piena fibrillazione. A Viale Mazzini governa un Cda incerto e nervoso con l’AD Carlo Fuortes che vorrebbe fare e disfare a suo piacimento (e sappiamo poi come è andata a finire). Giovanna Vitale su Repubblica pochi giorni prima titola: “Rai, la rivolta del consiglio di amministrazione per le mosse di Fuortes: mercoledì voto a rischio”. Merita rileggere quell’articolo: https://www.repubblica.it/politica/2022/06/04/news/cda_rai_rivolta_contro_fuortes-352389183/ .

Fatto sta che il Cda Rai è in fibrillazione pure per il nuovo Piano Industriale che si deve approvare. Però prima si ritiene “opportuno” un passaggio in Vigilanza Rai che è prevista per il 21 luglio. Sul contenuto non trapela un fiato. Bocche cucite con il filo spinato. Dentro il Piano Industriale è contenuto pure il Piano Immobiliare, il punto nodale sul quale poggia tutta l’architettura dello sviluppo futuro della Rai. Fatto sta che il 20 luglio al Senato succede che “Presenti 192, votanti 133, favorevoli 95, contrari 38. Il governo di unità nazionale non esiste più”. Tutti a casa e, ovviamente la Vigilanza Rai salta. Il ministro Giorgetti è rammaricato. Fatto sta che, nel frattempo, a Viale Mazzini qualcuno aveva lavorato per presentare ai parlamentari le linee guida del Piano e dunque quel documento rimane nel cassetto ... fino ad un certo punto. Chiedi e chiama, bussa, scrivi e domanda ma nessuno ne sa nulla finché … bizzarria …  quel documento compare e circola tra pochi intimi. Bloggorai non sa né leggere né scrivere ma riesce ad averlo e il titolo è “Piano Industriale 2023-25 e Focus sul Piano Immobiliare”

Sono 21 pagine fitte di dati e tabelle. A pagina 6 si legge “Il Piano Industriale si sviluppa attorno a tre concetti fondamentali: profonda trasformazione, valorizzazione delle risorse umane, visione di lungo periodo”. Nota con domanda a margine: come, quando e dove sono stati sviluppati questi tre concetti? Andiamo avanti e a pagina 10 leggiamo il passaggio che ci condurrà ai giorni nostri: “Inquadramento economico di Piano sulla base degli obiettivi di piano” e vale la pena leggerla per intero. 

Dopo di che si passa al “Focus sul Piano Immobiliare” dove si leggono le due “Direttrici del piano immobiliare: Revisione delle logiche di utilizzo degli spazi in ottica di desk-sharing e smart-working come abilitatore della trasformazione dei modelli di lavoro  (new ways of working) & Revisione del perimetro strategico con conseguente dismissione degli asset non strategici, o non più funzionali al fine di liberare risorse da impiegare per gli interventi di rinnovo ed ottimizzazione degli immobili rimanenti”. Dopo di che cala il sipario. Si lavora sottotraccia, molto sottotraccia e si riemerge molto tempo dopo.

Andiamo avanti: Il 18 gennaio 2024 viene approvato il nuovo Piano Industriale con  una “Nota illustrativa - Piano Industriale Rai 2024 – 2026” dove si leggono i 7 “pilastri strategici” sui quali poggiare e il primo è “… il punto centrale del Piano industriale, richiederà investimenti per circa 113 milioni di euro in nuove tecnologie per il rinnovo dei modelli produttivi - anche grazie all’adozione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale - e per l‘adozione di un approccio data-driven a sostegno dei processi decisionali”. Si tratta di un documento che andrebbe incorniciato e diffuso nella pubblica via per quanto è ricco e per quanto poi è rimasto vano.

Il mese successivo il Piano Industriale 2024-26 viene messo in bella copia e presentato ufficialmente il 14 febbraio 2024: 43 pagine. Alla  pagina 12 si legge la pietra miliare: “Il piano consentirà di trasformare strutturalmente Rai generando efficienza pari a 135 milioni già dal 2026 e ricavi aggiuntivi per 60 milioni”.

Il 26 settembre dello stesso anno, pomeriggio, si consuma lo strappo: il principio cardine dell’opposizione “prima la riforma e poi le nomine” viene stracciato e intanto viene formato il Cda attuale acefalo del presidente e della riforma non ci sono più tracce. Una Caporetto. Giorgetti ( e forse non solo lui) si è messo di traverso.

Arriviamo ai giorni nostri. È successo che una nostra fonte “solitamente molto attendibile e qualificata” ci informa che a Via Asiago c’è “molto nervosismo” sui conti ed è un eufemismo per dire che, in buona sostanza, c’è allarme rosso. Passano un paio di giorni durante i quali cerchiamo di capire e di sapere. Alcuni “fattori critici” già li avevamo segnalati: "scippati" 10 milioni con la recente Legge finanziaria, il “deal” su Rai Way (con i relativi 190 milioni previsti) è stato rinviato di ulteriori tre mesi e nessuno è in grado di mettere la mano sul fuoco che a fine giugno (termine ultimo del Mou) si possa chiudere con Ei Towers e, inoltre, pesano molto i 70 milioni sfumati per la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di calcio. 

Abbiamo però scoperto, si fa per dire, che il “buco nero” sembra essere tutto concentrato proprio sul Piano Immobiliare. E giusto venerdì ci giunge inatteso un documento interessante: “Avviso di sollecitazione di manifestazione di interesse” con oggetto “la cessione dell’intero portafoglio composto da 15 (quindici) immobili di proprietà di RAI ubicati nelle principali città italiane (Milano, Roma, Torino, Venezia, Firenze, Genova e Cagliari) e come meglio descritti nel relativo teaser (il “Portafoglio”). La scadenza della MdI è il prossimo 22 maggio. Come è possibile che un potenziale acquirente possa fare un'offerta entro così poco tempo è un mistero. Ecco poi il “Portafoglio Immobiliare Rai – Teaser” realizzato dalla nota società di consulenza KPMG. 

Si legge nell’Executive Summary che si tratta di “… 15 asset localizzati nelle principali città italiane, per circa 151.500 mq di superficie lorda complessiva. Il perimetro immobiliare include uffici, centri di produzione ed edifici di pregio storico-artistico e istituzionale, tutti con significativa potenzialità in ottica di cambio di destinazione d’uso”. Se, come e quando l’operazione potrà andare in porto è una storia tutta scrivere e la famigerata “Digital Media Company” svanisce sempre più all’orizzonte. Ieri molti giornali titolavano sulla “svendita dei gioielli di famiglia”: Il Messaggero “Teatro delle Vittoria, si cala il sipario”. Forse, non solo sul Delle Vittorie.   

In verità c’è un’altra miccia che potrebbe far saltare il tavolo Rai ed è la “riforma” ormai dispersa nei meandri delle Commissioni del Senato. Non ne parliamo più perché la riteniamo una miccia annacquata, inoffensiva: abbiamo scritto più di una volta che si tratta di un frutto malato di un albero avvelenato che, a poco più di un anno dalle prossime elezioni politiche, nessuno sembra aver voglia di mangiare. 

bloggorai@gmail.com 

sabato 25 aprile 2026

Giù la testa ... miccia corta !!!

By Bloggorai ©

Questo Post è dedicato alle lettrici e ai lettori appassionati di Cinema e solo di passaggio anche di televisione. Ogni riferimento a fatti e vicende attuali riferite alla Rai è puramente casuale.

“Rivoluzione? Rivoluzione? Per favore, non parlarmi tu di rivoluzione. Lo so benissimo cosa sono e come cominciano: c'è qualcuno che sa leggere i libri che va da quelli che non sanno leggere i libri, che poi sono i poveracci, e gli dice Oh, oh ...è venuto il momento di cambiare tutto... (...) Io lo so quello che dico, ci sono cresciuto in mezzo alle rivoluzioni... e la povera gente fa il cambiamento. E poi i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono intorno a un tavolo e parlano, parlano. E mangiano. Parlano e mangiano! E intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti! Ecco la tua rivoluzione! Quindi per favore non parlarmi più di rivoluzione... E, porca troia, lo sai cosa succede dopo? Niente... tutto torna come prima!” Juan Miranda (Rod Steiger) in “Giù la testa” di Sergio Leone ...  https://www.youtube.com/watch?v=sRE1vq_Rrrs 

Rimanete sintonizzati, ci hanno fatto un regalino interessante: il “buco nero” può diventare spaziale. Dobbiamo studiarlo attentamente e verificarlo.

bloggorai@gmail.com  

venerdì 24 aprile 2026

il primo grande "buco nero" della RAI

By Bloggorai ©

Lo sciopero autoproclamato da Bloggorai è pienamente riuscito: non ha aderito nessuno ma le motivazioni sono state lette da molti più della solita media. Qualcuno non ha apprezzato e qualcuno ha capito “fischi per fiaschi” come, ad esempio, che la Maggioni fosse in certa “quota” politica. Abbiamo deciso di mantenere “lo stato di agitazione”, e ne approfittiamo per “affilare” la tastiera che, nel frattempo abbiamo recuperato. Visto l’interesse, nei prossimi giorni approfondiremo il quando, il come, da chi e perché hanno cominciato ad aprirsi i tanti buchi neri, le voragini e i crateri nel Servizio Pubblico.

Uno tra questi, che sembra essere un nervo molto, molto sensibile riguarda l’informazione Rai. Quando si tocca quel tasto improvvisamente cala un muro, un velo, un diffuso senso di omertà e silenzio. Anzi, qualcuno storce pure il naso e cerca di sviare il ragionamento.

I punti fermi che proponiamo sono semplici. È vero o no che l’informazione Rai è in crisi per come lo certifica pure AgCom oltre che Auditel? È vero o no che NON esiste nulla che possa somigliare ad un “piano” che dir si voglia ovvero un tentativo di ottimizzare, razionalizzare e rendere più efficiente una macchina poderosa composta da oltre 2000 giornalisti e 8 testate? È vero o no che NON esiste una “newsroom” aziendale utile e necessaria a disposizione di tutto l’apparato informativo ma esiste solo una “newsroom” personale di Monica Maggioni? È vero no che Rai News24 è in condizioni di sopravvivenza forzata con un tasso di ascolti da “prefisso telefonico” ovvero intorno allo 0,5% ormai da anni, tanti anni.

Il “declino dell’impero informativo del Servizio Pubblico” ha date di nascita, luoghi specifici, protagonisti, artefici, complici e testimoni più o meno consapevoli. Molti, tanti, si aggirano indisturbati ancora dentro e fuori Saxa Rubra come se nulla fosse accaduto e, anzi, si vedono e si sentono ancora pontificare su “quanto era meglio la vecchia Rai”. Come se loro erano da un’altra parte. Parliamo di ex presidenti, consiglieri, direttori e giornalisti vari ora magari con “contratto artistico”.

L ’altro “buco nero” ovvero voragine ovvero palude è un tema caro a Bloggorai: Rai Way. Ne parleremo ancora con qualche aggiornamento interessante.

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