Così come alle Idi di marzo, giorno 19 del 44 a.C, con l’assassinio
di Cesare è cambiata la storia di Roma, alle Idi di aprile, il 19 aprile del 2013, con
la bocciatura di Prodi alla presidenza della Repubblica è cambiata la storia Italiana e, di conseguenza e in debita proporzione, la Storia della Rai.
Tra i due grandi eventi però corre una differenza enorme: i congiurati
contro Cesare che sferrarono le 30 coltellate erano noti, tra i primi Bruto e Cassio,
mentre i congiurati contro Prodi (tutti nell’area progressista) sono tutt’ora tutti ignoti. Dopo
oltre 13 anni non un nome ha mai ammesso la sua partecipazione alla congiura. È
rimasto tutt’ora uno dei più grandi misteri politici nazionali che nessuno ha voglia
di ricordare. C’è molta letteratura, molti indiziati e sospettati (tra i principali
Matteo Renzi) ma nessun nome è mai stato confermato.
Eppure, da quella data in poi, sono avvenuti altri “misteri”
e sviluppate vicende che, segnatamente, hanno impattato molto sulla Rai, su
questa Rai. Rimettiamo in ordine. A gennaio 2014 si dimette il Governo Letta e
il 22 febbraio si insedia il Governo Renzi. Si mette subito al lavoro sul Servizio
Pubblico e il 31 luglio 2024 il Senato approva il testo della “sua riforma” poi
entrata in vigore il 31 dicembre successivo, la n. 220. Poco prima però, il 18
gennaio, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si incontrano e sottoscrivo il famigerato
“Patto del Nazareno” (mai del tutto svelato). Passa quasi un anno e il 5 agosto
2025 si rinnova il Cda e il governo Renzi nomina Monica Maggioni presidente e
Antonio Campo dall’Orto primo AD con la nuova legge (poi gli succederà Orfeo). Doppia
parentesi: anche sulle dimissioni di CdO si potrebbe scrivere un romanzo.
Arriviamo al Grande Mistero dell’Informazione Rai. Proprio lo stesso CdO chiama Carlo Verdelli come “consulente” per la comunicazione e gli affida l’incarico di predisporre un “piano editoriale”. L’iniziativa non è gradita al VII piano di Viale Mazzini e, sembra, in particolare ala Maggioni. Il “piano Verdelli” è completato a novembre 2016 ma è segretissimo. Mica tanto segreto: il 27 novembre L’Espresso pubblica ampli stralci prima ancora che il Cda lo avesse esaminato. A gennaio il Piano Verdelli è bocciato. Max Grande su Il Foglio scrive “… la presidente Maggioni: indicata a suo tempo da Forza Italia per quel ruolo, si è da tempo molto legata ad Angelino Alfano e ha provato anche a cercare sponde nei pezzi grossi del Pd a Palazzo Chigi. …In molti ormai in Rai sospettano per esempio che sia stata lei a passare al settimanale l’Espresso la bozza del piano per l'informazione con l’obiettivo di mettere in difficoltà il suo estensore Carlo Verdelli e forse anche il direttore generale Campo Dall’Orto”. Lei smentisce: “ Tralascio dunque le insensate chiacchiere di corridoio per rispondere solo alla falsità grave secondo cui io avrei consegnato il cosiddetto "piano Verdelli". L’audit interno finalizzato a trovare il colpevole non ha mai portato a nulla. Non è stato trovato l’esecutore materiale ma nemmeno l’oggetto del crimine: il ”Piano Verdelli” nella sua completezza è rimasto un mistero.
Non sarà Bloggorai a svelarlo (anche se abbiamo molti ragionevoli
e fondati sospetti) ma lo terremo come punto fermo per capire come e perché siamo
giunti ad oggi, ai tanti “piani” di cui si parla (industriale, immobiliare e
editoriale). Curiosità: ci hanno raccontato che quando in Rai si parla di “piani”
uno è bizzarro assai: il cosiddetto “piano Maggioni” di Via Goiran, che, paradossale,
ora è in vendita tra i 15 cespiti da alienare.
La storia continua e torna sempre ai punti di partenza. E' un grande film e non è vero che siamo ai titoli di coda.
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