Oggi Bloggorai si concede un piccolo pistolotto politico: perdonateci ma quando ce vo' ... ce vo'.
Trump ha perso questa tornata elettorale e questa è una buona notizia: la famigerata “anatra azzoppata”. Lula ha vinto le elezioni in Brasile e questa è una buona notizia. Netanyahu ha perso (o almeno non ha vinto) le elezioni in Israele e questa è una buona notizia. In Serbia hanno vinto gli studenti, i “giovani”, e questa è una buona notizia. Anche in Albania i “giovani” stanno mettendo in difficoltà il Governo Rama, grande amico della Meloni, e questa è una buona notizia. I governi guerrafondai europei modello tedesco sono in difficoltà e questa è una buona notizia. Nel resto d’Europa, dal Portogallo alla Germania passando per l’Italia, sta tirando forte un vento di protesta e di opposizione di giovani e studenti contro le guerre, contro il costo della vita e per uno stato sociale più forte e questa è una buona notizia. Il Governo Meloni predispone una Legge di Bilancio a loro stessa insaputa, nel senso che un partito non sa cosa vuole fare l’altro, e questa “potrebbe” essere una buona notizia.
Insomma, qualche buona notizia
ogni tanto ci arriva. Ne siamo contenti? Forse che si, forse che forse. Dipende
da cosa ne facciamo con le belle notizie, dipende se poi riescono a trasformarsi
in fenomeni politici rilevanti, stabili e condivisi dalla maggioranza degli elettori.
Non abbiamo molta fiducia per quello che c’è dietro le belle
notizie. Apparteniamo sempre alla scuola dello scetticismo perenne, del dubbio insoluto
e delle domande inevase. Vedi la faccenda Trump: la sua ascesa alla presidenza
degli USA, non dimentichiamolo mai, è stata possibile solo grazie alle
nefandezze dei Democratici che fino a pochi mesi prima del voto hanno tenuto in
piedi la candidatura Biden ormai cotto e traballante e solo last minute hanno tirato
fuori la candidatura Kamala Harris. Il trumpismo, come il melonismo e come gli
altri destrismi nascono spesso e volentieri sulle ceneri delle incapacità, delle
divisioni o delle debolezze dei democratici e dei progressisti. Vedi la faccenda
Israele: Netanyahu non ha vinto ma non ha ancora perso perché in Israele l’opposizione
democratica non riesce a prendere forma e forza adeguata e sufficiente a scardinare il suo estremismo antipalestinese.
E dunque? Cosa facciamo? Vedi l’attuale Governo Meloni che
ancora resiste nei sondaggi nonostante le nefandezze di cui è stato in-capace. Perché?
La risposta più semplice che ci viene in mente è nella debolezza strutturale
che l’opposizione riesce a mostrare o meglio per la forza di attrazione che non
riesce a diffondere. Il cosiddetto “campo largo” sembra un’ameba senza capo né coda,
senza un programma e senza un leader capace di guidare la coalizione mentre
ancora si cincischia con “primarie si o primarie no”. Ora, è verosimile, che a
Palazzo Chigi sentano l’aria che tira e non farsi trascinare dall’aria di
disfatta del trumpismo e che possano avere interesse a non accelerare la data delle
prossime elezioni.
Fine del pistolotto.
Oggi avevamo in mente di uscire dal perimetro della Tv, della
Rai e del Servizio Pubblico per addentraci in un territorio alquanto nuovo, seppure
ormai maturo e consolidato da decenni: i videogiochi da consolle (Playstation o
X Box etc) o da cellulare ovvero uno schermo alternativo alla televisione dove sono,
appunto, prevalentemente i giovani ad essere i protagonisti. Lo spunto ci viene
dalla prossima uscita della nuova versione, la sesta, di un videogioco e che ha
fatto e farà storia: Grand Theft Auto, meglio noto come GTA. Non è più un
semplice “fenomeno” ludopatico che interessa centinaia di milioni di persone nel
mondo ma ormai una dimensione del mondo audiovisivo di assoluto rilievo: vedi pure
l’avvio dell’integrazione dei videogiochi sulla piattaforma di Netflix (lo scorso
agosto è stata presentata l’anteprima di GTA 6 per sole 6 ore con grande riscontro
di visioni).
Da tempo, sosteniamo che la tv
universale e generalista per come l’abbiamo conosciuta in questi ultimi decenni
è destinata ad una progressiva e inesorabile estinzione. Questo mondo dei
videogiochi sta dando un significativo contributo a questo processo. Ci torneremo.
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