“… e quindi uscimmo a riveder le stelle …”
Magari fosse così! L’estate si appresta finire e siamo ancora all’Inferno,
nel buio e nel fuoco più fitto e confuso che si potesse mai immaginare. La “stagione
si è rotta” come dicono qui in campagna, nella bassa val Tiberina. Si sente nell’aria
il profumo dell’uva matura e molti (i grandi produttori) hanno già iniziato la vendemia
e la Cantina Sociale è già aperta. Noi “piccoli” con qualche filaretto aspettiamo
ancora qualche giorno: un vecchio amico contadino diceva “aspetta che la vespa batte
l’uva e la prima rinfrescata d’acqua che arrotonda il baco”. Non sappiamo se ha
un fondamento scientifico ma ho avuto fiducia in lui e finora non mi ha deluso.
Ci vogliono almeno altri 10/15 giorni, il tempo necessario per preparare l’attrezzatura.
Bloggorai è tornato ed ha ripreso i suoi contatti. La “situazione”
che abbiamo ritrovato è ben peggiore di quando l’abbiamo lasciata. Non si intravvede
segno di uscita, non si intravvede un percorso virtuoso. Non si sente il VII
Cavalleria che ci potrà salvare. Dalle mura di Fortezza Bastiani, si sente solo
il deserto. Ci rimane solo da attendere fiduciosi e sobri "che la Magistratura faccia il suo lavoro". Auguri!!!
La vicenda Lavitola Ranucci, inevitabilmente, ha segnato questo
momento. Piaccia o interessi l’argomento o meno ma è così. E, inevitabilmente,
segnerà le prossime settimane e i prossimi mesi. I pozzi erano già inquinati prima
ed ora lo saranno ancora di più: le elezioni si avvicinano e nessuno farà prigionieri.
Sarà questa la sola ed unica lente o chiave per comprendere i fatti e le notizie
che leggeremo.
Nel frattempo, a futura memoria, ci siamo tenuti in archivio
la formidabile intervista a Paolo Mieli sul Corriere e, sempre dal Corriere, il
pezzo di Aldo Grasso che scrive di credibilità di Ranucci senza mai citare quella
di Mieli (cortesie tra mici e colleghi) come pure il fondo di Stefano Cappellini,
direttore di Repubblica, sul suo coinvolgimento nella vicenda. Poi ci teniamo in
archivio gli interventi del Governo tutto intero contro Ranucci e Report e,
infine, ci teniamo in archivio le “fonti” Rai sul/dal Comitato Etico a
geometria variabile e insindacabile giudizio e riporto del solo AD Rossi &C
e della sua solerte collaboratrice Delia Gandini. Poi certo non dimenticheremo
la polemica sui costi di Report e il silenzio che invece c’è ancora, ad
esempio, sui costi di Newsroom della Maggioni o altri suoi colleghi con trasmissioni del 3%. Poi certo non dimenticheremo il ruolo
dei consiglieri di “opposizione” di Majo e Natale e dei loro solerti Comunicati
stampa del giorno dopo. A questo proposito, giusto ieri abbiamo ricevuto una “nota”
interessante sul tema che abbiamo posto da tempo: le loro dimissioni. A quando ci
hanno riferito, il punto di frizione con i loro partiti di riferimento sarebbe
il M5S che resiste a mantenere il “suo” uomo.
Tutto il resto è fuffa, polvere negli occhi, in attesa della
prima pioggia.
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