È assolutamente probabile, verosimile
e credibile sostenere che alla stragrande maggioranza degli italiani dell’unico
comico di destra chiamato co-condurre il festival di Sanremo non interessa
quasi nulla. È assolutamente probabile, verosimile e credibile sostenere che
alla stragrande maggioranza degli italiani possa interessare poco o quasi nulla
se a commentare la chiusura delle Olimpiadi invernali ci potrà essere il prode
Petrecca o meno. Eppure, eppure, se financo la presidente del Consiglio Giorgia
Meloni si è scomodata ad intervenire per difendere la partecipazione del comico
di destra, qualcosa a qualcuno forse interessa. Se tutta la stampa nazionale ha
dedicato pagine intere a questi due argomenti è verosimile supporre che qualcosa
a qualcuno possa interessare. Bloggorai è notoriamente “complottista della
prima ora” e ieri ci ha incuriosito un titolo del Corriere: “I timori dentro
la Rai. Vogliono farci fallire”. Chi vorrebbe “far fallire la Rai”, come e
perché? il PD, il M5S o AVS? Bah!!! Non è credibile. Chi altri allora?
Interessante, vuoi vedere che ‘ste storie di Pucci e di Petrecca sono solo un
piccolo tassello di un grande disegno ovvero il solito fumo negli occhi e
allora come al solito ci siamo messi al telefono e abbiamo fatto il consueto giro
delle sette Chiese tra colleghi, parenti, amici e conoscenti dentro e fuori la
Rai e ne è venuta fuori una storiella interessante, magari di scarso interesse
ma certamente suggestiva.
Torniamo alla domanda: chi e perché vorrebbe far fallire “questa”
Rai? Per parte nostra, lo abbiamo scritto tante volte: fallisce da sola, non ha
bisogno di aiutini, sono sufficienti le cialtronerie diffuse che la circondano.
E però qualcuno con un relativo interesse a dare una spintarella ci sarebbe ma,
attenzione, non a far fallire la Rai ma a “spartire” il suo consistente
malloppo.
Andiamo con ordine. Tra pochi mesi, fine anno, si apre un grande
scenario di mutazione genetica del Servizio Pubblico: rinnovo delle
Concessione, scadenza del Contratto di Servizio e rinnovo dell’attuale Cda. Saremo
presto nel 2027, ovvero l’anno cruciale delle prossime elezioni politiche. Banalmente:
mantenere il “controllo” politico sulla Rai potrebbe essere un fattore decisivo
per spostare gli attuali equilibri parlamentari. Il “fallimento” di questa Rai ovvero
del delicatissimo equilibrio che la sostiene potrebbe essere comodo a molti ma,
in verità, non lo vuole nessuno, anzi, sono tutti bene interessati a che sia
florida e benestante (relativamente). Scartiamo allora a priori l’opposizione:
non ha la forza, la capacità e la lucidità per intervenire: vedi la recente
esperienza sulla riforma o sull’applicazione dell’EMFA. Oltre a qualche scarno
e inutile comunicato di “protesta” non riesce ad andare. Non rimane che
cercare il nemico in casa (loro). Ci viene autorevolmente “suggerita” una
pista importante: “chercher l'argent”.
Premessa: il “comico di destra” è
nato, cresciuto ed appartiene alla “scuderia” Mediaset e la sua partecipazione
a Sanremo potrebbe rientrare nel consueto scambio di cortesie tra le due
emittenti (gli anni passati con la De Filippi, Gerry Scotti etc). Proprio
recentemente si è pure schierato a favore di quel Corona oggi tanto nemico di P.S.
Berlusconi che, appunto, per far pagare a Rai le tante ospitate sulle sue reti avrebbe
minacciato una forte controprogrammazione a Sanremo. Ovvero, si vuole toccare
proprio il nervo scoperto delle prossime settimane dove aleggia il forte
timore che il Festival possa andare male con gli ascolti. Allora perché Conti
ha proposto proprio questo Pucci la cui trattativa non è iniziata certo nei giorni
scorsi ben sapendo i suoi “trascorsi” politici e culturali? Qualcuno poteva immaginare
che proporre l’unico comico di destra sul palco dell’Ariston fosse in grado di “aiutare”
gli ascolti? E perché poi tal Pucci dopo un primo stormir di fronde ha prontamente
rinunciato?
Ecco allora profilarsi un possibile
interessato a “far fallire la Rai”: Mediaset. Mah!!! Ci dicono “Le cose, ovvero
gli ascolti, vanno bene da sole. Anzi, Mediaset ha bisogno di una Rai così com’è
tant’è che l’unico soggetto “politico” che ha difeso il canone Rai è stato
proprio Berlusconi”. È vero: la Lega invece ha attaccato e continuerà a farlo su
questo fronte. Il Corriere di oggi suggerisce la pista della Lega
interessata ad occupare il posto di Chiocci al Tg1. Interessante.
Ma torniamo alla pista di cui sopra:
non si tratta di “fallimento” ma di “spostamento” di rapporti di forza, di
possesso del territorio, di presa del malloppo trai partici di governo. Quest’anno
si apriranno tre formidabili fronti di battaglia interna alla maggioranza e
riguarderanno segnatamente il rinnovo della governance di Rai Cinema, il cambio della
guardia a RaiFiction e il nuovo nome del prossimo AD di RAi Way con la relativa
probabile chiusura detta trattativa sulla cessione/fusione della quotata. Si
tratta delle casseforti di famiglia, quelle con le quali si gestisce il “potere”
reale. In soldoni e in buona sostanza, ci confermano molte nostre fonti, mettere
in difficoltà oggi Rossi & C dovunque e comunque potrebbe rendere più
agevole le prossime trattative sui grandi portafogli Rai prima che con il 2027 i
margini si possano ridurre. Il rinnovo della Concessione è il passaggio
cruciale del Servizio Pubblico per il prossimo decennio. Tutto il resto è
fuffa.
bloggorai@gmail.com







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