Speciale n. 1: le dimissioni dell’opposizione dalla Vigilanza
Rai e dal Cda. Oggi sulle pagine del Manifesto, Vincenzo Vita, storico ed
autorevole esponente dell’area progressista, oggi portavoce di AVS, ha scritto chiaro
e tondo: “Un gesto almeno simbolico da parte delle opposizioni sarebbe utile:
annunciare le dimissioni contestuali dalla Commissione e dal Consiglio di
amministrazione”. In recente passato le avevano già chieste l’Usigrai con “L'unica
strada per uscire dal pantano - concludono - sono le dimissioni di questo
vertice e una nuova legge che sganci definitivamente da governo e maggioranza i
vertici del servizio pubblico” del 5 marzo 2025 e poi il M5S con una
dichiarazione dello scorso 7 gennaio a proposito di Report e Petrolio “…se
questo non avverrà (impegno sul giornalismo d’inchiesta) per quanto ci riguarda
sarebbe opportuno che i consiglieri facessero un passo indietro”.
Bloggoria le ha chieste da subito: non si doveva accettare
il patto scellerato con la maggioranza del 26 ottobre con il quale è nato questo
Cda Rai quand’anche i principi dell’EMFA sui criteri di nomina erano noti. Quel
giorno è stato rotto il Patto con la “P” maiuscola: “prima le riforma e poi le
nomine” e, nella riforma prevista, c’è l’autonomia dai partiti. Ora, oggi, il
partito AVS ha nominato Roberto Natale in sua quota (vedi titolo del Manifesto
del 27 settembre 2024 “Rai, 5s e AVS votano il nuovo cda con le destre. Pd
furioso”) ed ora, oggi, il partito AVS ne chiede le dimissioni. Vincenzo Vita
conosce certamente il numero di cellulare del consigliere Natale: basta un
colpo di telefono. Cosa farà ora, oggi, il consigliere Natale?
Speciale n.2: l’ANSA sul caso Minetti ha da poco titolato “La procura
generale di Milano conferma il parere positivo: 'Smentite le dichiarazioni sui
festini' -Da ulteriori accertamenti è emerso che le notizie di stampa non sono
vere”. Punto: la Minetti ha avuto pieno diritto a chiedere ed avere la grazia. Qualcosa
però ancora non torna e non è poco.
A: perché il Quirinale con la nota del 27 aprile ha scritto “In
riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato
dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della
Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in
ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di
clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad
acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare
la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”? Da quando il
Quirinale si attiva in modo così rilevante a seguito di generiche “notizie di
stampa” per riscontrare la fondatezza di un atto presidenziale che, a priori
cioè ex ante, avrebbe dovuto essere “fondato” oltre ogni ragionevole dubbio? In
tal senso, il “caso Minetti” era chiuso prima ancora di essere aperto con una
sola frase del genere “Il Presidente, come da prerogative costituzionali previste all’art.
84, ha ritenuto giusto concedere la grazia alla Signora Nicole Minetti”. Doppio
punto e fine delle trasmissioni.
B: perché due “organi di stampa” in bizzarra combinazione tra
loro (Il Fatto Quotidiano e Rai Tre) si lanciano in un intemerato “scoop” di
tale rilevanza senza avere verificato le fondamenta della notizia, ovvero le
presunte irregolarità delle procedure di adozione formalizzate dalla Minetti?
Abbiamo vaga idea che la faccenda non sia finita qui. Seppure
fosse, rimangono interrogativi ai quali non sarà facile trovare risposta.
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