lunedì 17 agosto 2026

No news Bad news

Oggi il vaporetto dal Continente e' arrivato molto presto ed ha portato un carico di ... solo cibarie, vettovaglie e generi di conforto. 

Dopo la pausa di ferragosto ci aspettavamo notizie, fatti, nuove vicende. E invece nulla ... il vuoto ... il niente. 

I marinai del vaporetto, mentre scaricavano la mercanzia, hanno lanciato sul molo la mazzetta dei giornali e ci hanno guardato con aria scanzonata "Ahhh voi italiani ...". 

Abbiamo sfogliato avidamente e abbiamo letto in prima pagina che ha fatto caldo, molto caldo, caldissimo (Repubblica) oppure sul Corriere che l'Ucraina attacca Mosca (???) oppure ancora che si sono rubati quattro (4) quadri di Antonello da Messina (La Stampa).  Poi, in genere, sappiamo che gli atleti italiani vincono tante medaglie.

Manco più di Garlasco non si sa più nulla e nessuno ha proposto un "giallo dell'estate" meritevole di nota.

Poi cercavamo sapienza e conoscenza sul caso Lavitola Ranucci e abbiamo letto di tanti dubbiosi e incerti. I sodali e i frequentatori di Lavitola, palesi o occulti, attaccano con sicumera il "metodo Report" mentre nel "campo largo" si medita. Il senatore Luigi Zanda, noto per le sue posizioni estremiste propone oggi "Ranucci dovrebbe lasciare per il bene suo e della Rai". Della serie "garantisti si nasce non ci si diventa". 

Se aver frequentato Lavitola è stato "inopportuno" per Ranucci che comunque la bomba sotto casa l'ha avuta perché non dovrebbe essere da meno per nientepopodimeno che il direttore di Repubblica Stefano Cappellini e per la prima grande firma del Corriere Paolo Mieli che apprezzava molto le vongole senza guscio gentilmente preparate da Lavitola? Per non dire di tanti/e altri/e commensali (anche qualche nostro/a conoscente).

Bene. Ci fermiamo sul filo del poco, del vuoto e del forse. Notizie zero. Fa ancora caldo e poi se Lavitola verrà riascoltato dai PM... Vedremo.

Nel frattempo Rossi&C si prendono una settimana di meritato riposo. Non sarà facile per lui medesimo, AD di lotta e di Governo (Meloni) emettere il "verdetto" su Report e Ranucci con il solo "parere" secretato del cosiddetto Comitato Etico che risponde solo al suo indicabile giudizio.

Difendiamo Ranucci o no? Lo sosteniamo a priori comunque perché tra lui e il governo ovvero tra la Rai di Rossi&C scegliamo comunque lui? O no? Non tutti sembrano avere le idee chiare: magari Report si e Ranucci un po' meno? 

Bloggorai ha la vaga impressione che ci divertiremo assai nei prossimi giorni.

Bloggorai@gmail.com

sabato 15 agosto 2026

Un Mondo Metaforico

Premessa in attesa del Vaporetto che porta notizie dal Continente: a scanso equivoci Bloggorai non ama andare al ristorante, non ama il pesce e non conosce Lavitola come invece veniamo a scoprire ogni giorno di conoscenti vari.

Domani in Italia non dovrebbero uscire i quotidiani e ne approfittiamo per una soave divagazione. I nostri lettori sono li che attendono come ci conferma Google Analytics 

La vicenda di questo tempo e' tutta dentro Roma sbruffona, ladrona, godona e sorniona. Roma dei professori con o senza concorso e degli allenatori di pallone, Roma dei circoli sul Tevere, scacchi, tiro a volo, briscola e tresette, pokerino tra amici e scopone scientifico, bocciofila e tennis no ma padel si. Roma dei "poteri forti" e Roma delle varie "parrocchie" che non contano nulla (o quasi). Roma "de Fregene" e Roma de Capalbio insieme a "mo' te spiego io" oppure "Nun c'ho capito gnente..." per finire a "famose 'na pizza" oppure come ha scritto ieri Paolo Mieli  sul Corriere "... Lavitola mi faceva servire le vongole senza guscio" o altre frivole amenità dette dal suo collega Stefano Cappellini il giorno prima su Repubblica.

Bloggorai ha spesso utilizzato la metafora del marziano che arriva sulla Terra e chiede spiegazioni agli umani: "Chi siete? Cosa fate? Dove andate?" Se poi il Marziano sente parlare della vicenda Lavitola Ranucci strabuzza il suo unico occhio e chiede: "Che significa tutto questo dati causa e pretesto?". 

Difficile rispondere ma necessario provare. 

Iniziamo con un punto fermo e poi usiamo una metafora. Il punto fermo granitico e' la bomba sotto casa di Ranucci ad ottobre. Tutto il resto e' corredo. Il mondo si divide tra tutto ciò che e' successo prima e ciò che succede dopo.

Proviamo ad immaginare una bicicletta. La ruota dentata tirante e' Lavitola. La ruota passiva e' Ranucci. I pedali sono da un lato gli indagati dalla magistratura e dall'altro lato una pletora di "amici" e buongustai. Rimane da capire chi tiene il manubrio e verso quale direzione si rivolge. Qui il mistero si fa fitto. Lavitola unico mandante reo confesso che rischia anni di galera per "affetto" verso Ranucci? Non ci crede nemmeno lui e magari presto cambia idea dopo aver passato qualche frizzante settimana a Rebibbia in una cella 6 x 4 in piacevole compagnia.

Poi altra metafora con altra bicicletta. La ruota dentata tirante e' il Governo. La ruota passiva e' sempre Ranucci. I pedali sono da un lato la Rai  dei Rossi &C e dall'altro lato quotidiani variamente assortiti che lo sostengono con fervore. Scegliere voi chi tiene il manubrio e da che parte si dirige. Certo sembra che Rossi &C si trovano in grandi difficoltà. Sanno bene che il "parere" del cosiddetto "Comitato Etico" e' una bufala. Essendo "secretato" ci può essere tutto e il suo contrario quindi sarà la sola parola di Rossi a fare testo e potrebbe essere non tanto granitica. Se un giorno mai Ranucci dovesse fare causa alla Rai e semmai vincesse ... chi paga?

Bloggorai vorrebbe tanto fare l'avvocato!!!

Al Marziano prende un attacco di orticaria. Non capisce le metafore terrestri. Con calma, cercheremo di essere più dettagliati.

L'estate sta finendo e le cose cambiano in fretta. E sappiamo bene che sono le persone che fanno le cose e non viceversa. 

Bloggorai@gmail.com

giovedì 13 agosto 2026

La Banda del Buco, edizione 2026

Lo scandalo non è tanto l’improbabile attentato, che sembra una macchinazione degna dei soliti ignoti degli anni d’oro del cinema comico novecentesco, quanto la collaborazione tra esponenti dei maggiori quotidiani italiani ed un noto faccendiere per dare finalmente un leader ai partiti di opposizione. (Carlo Freccero dixit)


Ricordate certamente "Capannelle" oppure " Peppe er Pantera" personaggi eroici dei bei tempi andati. Teneteli sempre a mente, sono sempre tra di noi sotto mentite spoglie. Roma non perdona e non dimentica.  

Nessuno al mondo avrebbe mai potuto immaginare che nella torrida estate del 2026 tutta l'attenzione mediatica nazionale si sarebbe concentrata sulla vicenda Lavitola Ranucci. 

Nessuno al mondo avrebbe mai potuto immaginare che nel pieno di due guerre, nel pieno della crisi politica europea sui migranti e nel pieno della confusione politica, sociale ed economica nazionale il tema del giorno meritevole da occupare la prima pagina intera dei principali quotidiani nazionali fosse la vicenda Lavitola Ranucci. Eppure è banalmente e drammaticamente così e se è così ci deve essere pure un perché poiché, al  solito, nulla avviene mai per caso o per intendimenti divini. 

Infine, nessuno al mondo avrebbe mai potuto immaginare che una vicenda assolutamente politica fosse stata in grado discalzare "il giallo dell'estate" seppure rivisto e corretto in salsa Garlasco. 

Per tanti, per molti (editori della carta stampata in stretto coordinamento con il Governo) non pare vero: Missione Compiuta !!! Ranucci fired out direbbe Trump. 

Aggiorniamoci. Lavitola ha confessato: "Sono stato io e l'ho fatto a fin di bene, Ranucci è un amico". Non ci crede nessuno alla storia bufalara della scorta ma tant'è che ora la "notizia" da prima pagina diventa la dichiarazione dell'avvocato di Lavitola ovvero "no comment" ovvero una "non notizia" diventa "la" notizia dove inzuppare il biscottino avvelenato. Certe volte abbiamo l'impressione che molti colleghi nutrano una insana passione nell'ipotizzare che i lettori siano tutti imbecilli: come è infatti possibile credere che Lavitola possa rischiare tanti anni di carcere solo "per amicizia". Vista la sua storia nota a tutti da decenni (senza dubbio a Paolo Mieli del Corriere e Stefano Cappellini di Repubblica) difficile non pensare che lui possa essere un possibile mandante di un altro mandante. Oggi Repubblica titola a tutta pagina sul tema: per noi lettori un filo di credibilità si pone dopo aver saputo che il suo direttore collaborava con Lavitola.  

Ora che l'obiettivo è stato quasi colto con la possibile (ma non scontata) sospensione di Ranucci da Report, il faccendiere si può permettere di tirare i remi in barca e buttare la palla in tribuna ovvero buttarla in caciara. Al resto ci penseranno Corriere &C. in buona compagnia del cosiddetto "Comitato Etico Rai": non fare prigioniero Ranucci, metterlo in ginocchio e piuttosto indagare se mai avesse rubato le elemosine nella chiesa di parrocchia o bucato le gomme della bici al compagno di banco. Tutto il resto è fuffa, fumo e sabbia negli occhi, spazio da occupare sulla carta stampata ovvero complotto politico nella più sana tradizione italiota. 

Per paradossale che possa apparire, la vicenda è tutta e solo in questi termini: bomba o non bomba, amici o nemici, compari di ristorante con prime firme di grandi giornali, l' importante è fornire a Rossi &C e quindi al Governo &C la testa di Ranucci. 

Veniamo ora a chi si appresta a costruire la scena dell'esecuzione: il "cosiddetto" Comitato Etico alle dirette dipendenze dell'AD Rossi, ovvero una struttura interna il cui operato "dovrebbe" restare secretato. In altri termini, se mai venisse deciso qualcosa in merito al futuro di Ranucci e di Report, nessuno (formalmente) potrebbe mai sapere come e perché. Il procedimento di accusa verso Ranucci e la "sentenza" potrebbe scriverla Delia Gandini, figura ben nota in Rai da anni (epoca Gubitosi) che poi la sottoporrà al suo diretto superiore, ovvero Rossi &C. 

Sul ruolo della Gandini, sul suo operato e sulle sue responsabilità sono note da anni dentro la Rai molte perplessità che tutti si guardano bene solo dal farle trasparire lontanamente: il terrore corre sul filo e non sono pochi coloro che temono pure di essere intercettati. Molti ex colleghi ci scrivono "Ci vediamo al tuo ritorno e ne parliamo a voce".  Non sarà vero ma il solo sospetto che possa esserlo già è sufficiente a far tenere mote bocche ben chiuse.  

Attualmente la Gandini ricopre tre incarichi molto rilevanti: componente il Comitato Etico, direttrice Int. Audit e responsabile organismo vilanza Rai ex art. 231. Fino a poco tempo addietro era anche responsabile Anticorruzione fin quando il compianto Riccardo Laganà  fece osservare (con nota ufficiale al Cda e agli organi di Vigilanza) che l'ANAC "non gradiva" tale cumulo di cariche e, di conseguenza, l'anticorruzione è stata spostata alla Pennarola. Quanto ci manca Riccardo Laganà!!! 

Ora è del tutto evidente che nelle mani della Gandini si concentra un potere "anomalo" e di assoluto rilievo. Forse troppo per due sole mani. Ci vuole qualcosa di più.

Fatte le debite proporzioni, il proseguimento della vicenda si riassume in una semplice equazione:  Lavitola sta al "mandante Ignoto" come Rossi &C (Gandini) stanno al Governo. Il risultato, ci informa il Corriere, lo sapremo forse prima di ferragosto.

Bruto sulla piana  di Filippi prima della battaglia finale: "ah ...se solo sapessi la fine di questa giornata..." 

Lavitola si è dichiarato colpevole e Ranucci, fino a prova contraria è innocente e vittima. Tutto il resto è in secondo piano. Poi, si vedrà: come dicono in molti "lasciamo lavorare la magistratura". finora, forse, ha lavorato bene. Molto meglio del cosiddetto "Comitato Etico Rai" che si appresta ad emettere sentenza a suo insindacabile, segreto ed oscuro giudizio. 

bloggorai@gmail.com

   

martedì 11 agosto 2026

Lavitola: gli "attanti" palesi e occulti

Nella teoria della narrazione, gli attanti sono le categorie astratte che muovono la storia. Un singolo personaggio può ricoprire più ruoli attanziali, così come un attante può essere incarnato da un oggetto, un'idea o un gruppo di persone. (modello Greimas)

Provate ad immaginare la vicenda Lavitola Ranucci come una grande scena teatrale. 

In primo piano assoluto e illuminato c'e' solo lui, Lavitola, con accanto il lungo, noto ed ingombrante fardello di "faccendiere" al soldo del migliore offerente. 

In secondo piano la sua vittima, Ranucci, frastornato e "sedotto" dal carnefice. 

Su un piano laterale dietro Lavitola su aggirano i suoi presunti complici: per la procura gli esecutori materiali della bomba.

Accanto a Lavitola, leggermente spostati, in ombra, si trovano personaggi solo apparentemente minori ma invece sostanzialmente rilevanti e si chiamano Paolo Mieli, prima firma del Corriere della Sera e Stefano Cappellini, attuale direttore di Repubblica.

Nella trama disegnata dalla Procura si evienzia chiaramente il "progetto politico": sostenere un possibile ingresso in campo di Ranucci (con quale partito?).

Una parte fondamentale ovvero un passaggio cruciale sarebbe un "questionario" per pesare la candidatura Ranucci e i due "attanti" Mieli e Cappellini sembrano assumere in questo passaggio un ruolo molto attivo.

Ieri un Dagoreport di Dagospia riassume perfettamente la loro partecipazione alla stesura della trama. Da leggere con grande attenzione:

https://www.dagospia.com/politica/chat-ranucci-lavitola-pozzo-fondo-ci-chicche-dall-ordinanza-483369 

Si pone la domanda cruciale: "C’è infatti una questione, che per ovvi motivi è stata poco affrontata dai giornaloni: perché il due volte direttore del "Corriere della sera", Paolo Mieli, e il vicedirettore, oggi direttore ad interim di "Repubblica", Stefano Cappellini si sono messi a fare, come dopolavoro, gli ''advisor'' per un sondaggio di un ex galeotto come Lavitola?" .

Già, perche' i due più importanti quotidiani nazionali compaiono con le le loro prime figure in questa torbida ed oscura vicenda in un ruolo dove si legge che i due, Mieli e Cappellini "....dalle fitte chat la collaborazione e' effettiva, non limitata a suggerimenti o chiacchere da bar...' scrive Dagospia riprendendo le carte della Procura. Aggiungiamo una domanda: lo facevano a gratis??? 

Riporta infine Dago "Nell’ordinanza con cui il Gip di Roma ha disposto il carcere per Lavitola, cercando la parola chiave “Cappellini”, escono 23 risultati. La “keyword” Mieli, invece, 9 volte".

Poniamo che lo facessero a beneficenza per il "caro Valterino..." ipse dixit Mieli, quale era il loro interesse a supportare il disegno politico di Lavitola? Su questo aspetto Corriere &C se ne guardano bene da scrivere una riga mentre abbondano di citazioni "finti interne rai" sul finto Comitato Etico. 

Rimane un punto centrale che per ora è l'unico che ci consente di leggere la trama della vicenda: l'ordinanza della Procura e le trascrizioni delle tante chat dove i due citati compaiono spesso e volentieri. 

Tutto il resto e' tutto e solo complotto ai danni di Ranucci e Report. Scrive La Stampa di oggi "Rossi offrirà la testa di Ranucci alla Meloni... Un gesto che potrebbe aiutarlo ad essere riconfermato al suo posto"

Tutto torna, comprese le dichiarazioni di Salvini "Coloro che sono coinvolti in questa vicenda dovrebbero fare un passo indietro".

Magari non si riferiva a Ranucci ma forse anche a Mieli e Cappellini.

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Ps il vaporetto dal continente arriva tardi. Aspettiamo notizie.


Il fascino indiscreto di politica e Tv

Sarà pure necessario trovare un bandolo a questa matassa della vicenda Lavitola-Ranucci e un possibile approccio può essere allargare il campo di visione e fare qualche passo indietro. 

La Rai e' da sempre una fucina di candidature politiche. L'unico che non ce l'ha fatta e' stato Emilio Fede nel 1989 con la DC. Tant'è . 

Rileggiamo vecchi appunti:

​Sergio Zavoli – eletto al Senato nel 2001 (Democratici di Sinistra / PD).

​Enzo Tortora – eletto al Parlamento Europeo nel 1984 con il Partito Radicale.

​Lilli Gruber – eletta al Parlamento Europeo nel 2004 con la lista Uniti nell'Ulivo

​Michele Santoro – eletto al Parlamento Europeo nel 2004 con l'Ulivo.

​Jas Gawronski – eletto al Parlamento Europeo e poi al Senato con Forza Italia.

​Piero Badaloni – eletto Presidente della Regione Lazio nel 1995 con il centro-sinistra.

​David Sassoli – eletto al Parlamento Europeo nel 2009 (PD) e successivamente divenuto Presidente del Parlamento Europeo nel 2019.

​Piero Marrazzo – eletto Presidente della Regione Lazio nel 2005.

​Emilio Carelli – eletto alla Camera dei Deputati nel 2018 (M5S).

​Gianluigi Paragone – eletto al Senato nel 2018 (M5S).

​E poi Augusto Minzolini, Sandro Ruotolo e forse ci siamo dimenticati qualcuno/a. 

La "politica" ha bisogno di volti noti e i volti noti hanno bisogno della politica. Non ci sarebbe nulla di strano o anomalo se Sigfrido Ranucci vista l'aria che tira in Rai contro di lui e contro Report avesse sfiorato l'idea di candidarsi alle prossime politiche 2027. Questo "sfioramento" purtroppo si e' incrociato con Lavitola.

In una prospettiva e in un contesto politico determinato dove la prossima vittoria elettorale si potrà determinare anche solo per un punto percentuale si comprende facilmente che ogni "volto noto" che porta tanti voti potrebbe essere un vantaggio averlo dalla propria parte oppure "azzopparlo" prima del tempo. Come in tutti i giochi anche un solo e insignificante pedone sulla scacchiera o una sola carta del mazzo in meno all'avversario può decidere le sorti di una partita. 

Allora una domanda interessante può essere: quanto 'valeva" Ranucci in voti elettorali prima della bomba e quanti ne vale oggi? 

Nella ricerca affannosa del movente (ora che la Procura avrebbe individuato presunti esecutori e mandanti) quanto letto nel dispositivo di arresto di Lavitola e quanto noto degli anni precedenti, qualcosa si intravvede. Forse si tratta ancora di "ipotesi fantasiose" ma non sembra ci sia di meglio. Per ora.

Report dava fastidio dentro e fuori la Rai? Certo che si. Qualcuno dentro e fuori la Rai vorrebbe sostituire Ranucci con uno dei tanti "aspiranti" filogovernativi? Assolutamente si.

Una possibile candidatura di Ranucci per il 2026 da fastidio? Certo che si. Con chi poi??? Questa una grossa domanda che potrebbe spiegare qualche silenzio.

Il "progetto politico" che ha preso forma con la bomba di ottobre si e' materializzato e vi partecipano attivamente partiti di governo, gruppi editoriali (oggi il Corriere tre pagine) con il fattivo supporto di "fonti" Rai  con ampie indiscrezioni del Comitato Etico (ora forse disoccupato con il comunicato odierno della Procura) e un aiutino del Tg1. Pagine e litri di inchiostro su "voci da dentro Rai" e ricostruzioni bizzarre tutto da buttare nel cestino dell'indifferenziato.

Ora il tempo stringe e Rossi &C devono decidere in fretta. Le elezioni potrebbero esserci anche prima del previsto e un solo punto di differenza può essere decisivo. Chi sbaglia paga 

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lunedì 10 agosto 2026

A palle incatenate

Avevamo scritto di voler accantonare Ranucci Lavitola almeno in attesa di sviluppi dell'indagine della magistratura sulla bomba di ottobre che e' e rimane il fulcro nodale di tutta la vicenda.

Non sappiamo nulla: trame, complotti, servizi deviati e mafie di vario genere tutto svanito. L'epicentro non e' più la Procura ma il Comitato Etico Rai.

Siamo invece indotti a tornarci sopra: troppo forte ed evidente il fenomeno in corso. Non si tratta solo di una banale, volgare e strumentale "campagna mediatica" contro Ranucci e Report ma di un disegno politico organico e strutturato.

Le tre ammiraglie dell'editoria italiana (Cairo, Angelucci e Caltagirone) hanno l'ordine di alzo zero, tiro congiunto e palle incatenate e se occorre un aiutino ci pensa il Tg1.

Nei giorni scorsi, forse ingenuamente, ci chiedevano perché tanta attenzione in particolare da parte del Corriere. Quando ci e' stato possibile (come oggi) mettere insieme e leggere i "pezzi" di Messaggero e Giornale abbiamo trovato la sola ed unica risposta che poi forse era ed e' la più facile ed evidente: qualcuno vuole "la testa di Garcia" ovvero Ranucci/Report e subito: l'AD Rossi, si legge, vuole e deve decidere in fretta a chi affidare Report prossimo venturo.

Ecco, forse, spiegata la fretta, la continuità e la rilevanza dei "pezzi" insolitamente tanto "bene informati".

Ovviamente, gli artiglieri se ne guardano bene dal riportare i comunicati stampa di M5S e AVS. Gli basta citare due consiglieri .

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domenica 9 agosto 2026

Riccardo Lagana'

10 agosto 2023. Intorno a quest'ora ci giunge la notizia: Riccardo ci ha lasciati!

Un dolore lacerante e violento. Una presenza insostituibile, un impegno raro e prezioso. 

Riccardo sarà per sempre nella nostra memoria. 

Grazie per quello che hai fatto per la Rai, per il Servizio pubblico.

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Bomba o non bomba ???


Sembra che ci siano genericamente tre tipi di bombe:

A: la Bombona, quella che uccide le persone, quella che mettono fascisti e mafiosi. 

B: la Bomba Semplice: quella che potrebbe ferire ma in genere fa poco danno e però dice molto a chi e' diretta

C: la Bombetta, ovvero il Petardo più o meno con il botto. Robetta da scalzacani, sprovveduti allo sbaraglio per un paio di mila euro. 

Allora. Riepiloghiamo e semplifichiamo.

17 ottobre 2025: "bomba" sotto casa di Ranucci a Pomezia.
Indagini: quattro persone arrestate come presunti esecutori con aggravante del "metodo mafioso'
Lavitola presunto mandate 
Il movente ancora completamente ignoto.

Ad oggi nessuna notizia.

Epperò ancora oggi il Corriere, in buona compagnia di Messaggero e Tg1 dimenticano tutto ciò che e' avvenuto quella notte della bomba e si concentrano sul "metodo Report". Forse non era una "bomba" ma solo un Petardo riuscito male.

Intendiamoci bene: Ranucci e Report si difendono da soli. Ma che in questa vicenda ci sia  molto "qualcosa di marcio in Danimarca" e non solo appare alquanto evidente.

Ieri Ranucci ha pubblicato sul suo profilo FB le smentite sulle notizie false che vengono pubblicate. Le "fonti" Rai (Comitato Etico) abbondamente riprese. Ranucci dimenticato.

Il giallo dell'estate sarà lungo
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venerdì 7 agosto 2026

Quel lontano 8 di Agosto e il Nuovo Grande Mistero

by Bloggorai

Intorno alle 8 del mattino dell'8 agosto 1956 a Marcinelle, in Belgio, ci fu un'esplosione dove morirono 262 persone e, tra queste, 136 erano italiani. Migranti, stranieri 
Intorno alle 10 dell'8 agosto 2001 circa 20 mila persone sbarcarono a Bari dalla Vlora. Andate a rivedere quelle immagini. Oggi molte di quelle persone vivono con noi, sono noi: cittadini italiani.

Sulle prime pagine dei giornali di oggi il primo anniversario viene ricordato, il secondo meno. 

Oggi, 8 agosto 2026, ricorre un anno dall'entrata in vigore dell'EMFA e, come noto e facilmente prevedibile,  passerà del tutto inosservato e inapplicato. Da Bruxelles fanno sapere che "aspettiamo notizie dal vostro Parlamento". Attendere prego: se ne parlerà con comodo, con il fresco. Forse. Sulle prime pagine dei giornali di oggi l'anniversario viene totalmente ignorato.

Questo Paese dimentica tanto con grande facilità e, in particolare, i grandi misteri che hanno attraversato la sua Storia. Ad agosto solitamente ne riemerge qualcuno: Ustica oppure via Poma con il sottofondo di Garlasco.

Però un mistero contemporaneo ce lo siamo portati in vacanza e non è un mistero di poco conto seppure appare e scompare a piacimento. 

Il cosiddetto caso "Lavitola-Ranucci" o viceversa che dir si voglia purchè i due nomi rimangano congiunti. Verosimile supporre che entrerà nel Grande Libro dei Misteri Italiani. Nei tanti misteri avvolti da dilemmi che avvolgono questa vicenda uno sembra più interessante del solito. Perché il Corriere della Sera, forse più di altri quotidiani, dedica tante energie e spazio a questo "arcano" politico? Magari ci sbagliamo e ora non abbiamo gli strumenti per "misurare" tanta solerzia però qualcosa non torna.

Già ... Premesso che nel giornalismo di casa quasi mai nulla avviene per caso e visto che "notizie" certe non ci sono (esempio: che fine ha fatto quel Tavares che doveva tornare in Italia il 5 agosto per raccontare tutto?) succede che la "vicenda" si arrotola intorno ad una foglia di rosmarino dove si avverte solo il profumo senza svelare il contenuto.

Interessante osservare che il baricentro (ad oggi leggero come una piuma) si e' spostato dall'indagine sulla bomba davanti casa di Ranucci all'indagine del Comitato Etico della Rai su Ranucci e in questa inversione di ottica Lavitola scompare del tutto e anche oggi rimane pressoché ignorato o posto in secondo piano. Curioso: eppure il personaggio non passa inosservato e in questa "bizzarra" vicenda sembra sempre quasi sul punto di dire e non dire. Uno stile, un "modello narrativo" ben noto.

Nota bene: il Comitato Etico Rai risponde solo all'AD Rossi e sembra ragionevole supporre che non esce foglia dal Comitato che Rossi non voglia.

Allora in carenza di esecutori certi e di moventi oscuri non rimane altro che aggrapparsi ai tanti perché.

Torniamo alla domanda di cui sopra: in assenza di notizie perché il Corriere pone tanta anomala attenzione a questo tema?

Oggi pure il consigliere Natale (meglio noto per i C.S. del giorno dopo) ha giustamente osservato che "qualche quotidiano" riporta "indiscrezioni" ovvero "voci"  sul Comitato Rai. Già ...perché non dice "quale" quotidiano più di altri ??? Come si dice in genere: fai una domanda e cerca una risposta.

Proviamo a formulare ipotesi fantasiose.

L'editore Cairo fa parte del gioco politico. In questo gioco la partita principale sarà quella delle prossime elezioni. In questa partita non sono previsti prigionieri e tutti gli strumenti sono consentiti. Ranucci e Report, insieme o disgiunti che siano, ora per allora, sono un "problemino" da tanti punti di vista, anche editoriali. Non sia mai detto che, come alcuni hanno supposto, volesse candidarsi? Naaaaa... Troppo fantasiosa.

Altra ipotesi molto fantasiosa. Tanti hanno segreti negli armadi. Io so che tu sai che noi sappiamo e chi vuole capire capisce.

Altra ipotesi molto, molto fantasiosa. Durante questi mesi dello scorso anno si leggeva molto di una ipotesi di passaggio di Ranucci a La7. A luglio scorso invece Cairo dichiara che "Per carità. La storia di Lavitola è strana". Già, molto strana. Il ristornate di Lavitola era molto ben frequentato, anche da una grande firma del Corriere.

Solo ipotesi fantasiose. Fa caldo. E così via trotterellando ... Sotto il misterioso sole di agosto il mistero rimane.

bloggorai@gmail.com 


mercoledì 5 agosto 2026

La Paura. Squali bianchi nel deserto dei tartari

 


Con comodo... rivedetelo:

Nel mentre e nel quando...

Il Maestrale ha abbassato le folate e il Piroscafo postale porta notizie. 

Ce ne stavamo mollemente adagiati, appagati, assolati, isolati, desolati rassicurati e ammirati di tanta bellezza di una riva ciottolosa e ombreggiata dalla folta chioma di una quercia che si dispone fin sopra l'onda, quando, d'improvviso, ci assale un sentimento aspro e profondo: la paura. 

Paura di cosa, paura di chi? Di tutto, di tutti. Le notizie che arrivano da terraferma non sono rassicuranti.

Nei giorni scorsi, Maria Pia Ammirati. Direttrice Rai Fiction (una volta si diceva che fosse in "quota" Dem) ha rilasciato un'intervista a La Stampa dove alla domanda "La fiction rai ha smesso di essere rassicurante?" ha risposto che "... Nell'ultima analisi della Direzione Marketing e' emersa una parola chiave: paura". 

Abbiamo cercato di sapere e capire di più. Invano: di questa analisi, per ora, non sappiamo nulla. Però il termine "paura" diventa "chiave".

Salvo poi leggere una ricerca pubblicata da Repubblica nei giorni scorsi che la "paura" non sembra essere così universale per come la vorrebbero raccontare. Vedi report intero su https://www.demos.it/a02438.php

Il tema però non giunge nuovo. Bloggorai lo ha scritto da anni: il Paurismo (report di Save the Children, 2008) ovvero e' il luogo sociale e politico dove "convivono razzismo, paura e menefreghismo". Come noto, il Paurismo nutre il consenso elettorale e non stupisce constatare che una buona nutrice sia la Rai, questa Rai, ioil servizio pubblico. 

Nel mentre e nel quando...

Abbiamo appena saputo che Rossi&C si e' preparato il suo futuro con una infornata di dirigenti a sua immagine e somiglianza. Da tempo siamo convinti che Telemeloni con questa opposizione ce la terremo a lungo. Squali bianchi che nuotano nel Deserto dei Tartari. Questo CDA, questi consiglieri potranno passare alla storia dei "comunicati del giorno dopo".

Nel mentre e nel quando...

Abbiamo appena saputo che in Commissione VIII senato che doveva "liberare" il testo di riforma Rai ha rinviato tutto a settembre: manca il parere del Governo. Ovvero Giorgetti ha ancora le carte in mano. Anche gli appelli di Mattarella possono attendere e, forse, nelle determinate circostanze potrebbe essere meglio.

Tra pochi giorni sarà passato un anno dall'entrata in vigore dell'EMFA e già sentiamo i corifei lamentosi: si potevano applicare per tempi i criteri di nomina del CDa. Come ha scritto oggi Vita sul Manifesto: "Silenzio totale". Non basta una somma di sigle per fare un "campo più largo del campo". Occorrono persone che portano idee e contributi. Finora solo pallidi e inconsistenti emendamenti.

Leggeremo qualcosa con il fresco.

Nel mentre e nel quando...

Pubblicato il secondo Osservatorio AgCom: tutto come previsto. Tutti perdono ma Rai di più: in Prime Time rai perde il 6.5 % mentre Mediaset guadagna  8.8% tra il 2025 e il 2026. In Inghilterra analoga OfCom dice che Netflix quasi supera BBC. 

Aspettiamo il prossimo vaporetto.

Bloggorai@gmail.com

domenica 2 agosto 2026

Memo di agosto 1

 


In attesa di poter scrivere con comodo, ci teniamo a mente qualche argomento che merita essere trattato.

In ordine:

A: Temptation Island, la Gen Z e il Servizio pubblico

B: Osservatorio AgCom. Tutti perdono ma Rai e Tg1 di più 

C: 2 agosto 1980. La memoria corta (anche della Rai). Tutto e tutti tornano: fascisti, loggisti e servizi deviati.



venerdì 31 luglio 2026

Mattarella e la Rai

Bloggorai ha messo la giusta distanza di tempo e di spazio necessaria per osservare meglio le "cose" ovvero le vicende umane e politiche che interessano la Rai e il servizio pubblico.

Bloggorai oggi alquanto lontano dalle consuete telefonate, caffettino al bar, chat varie e sosta all'edicola di Maurizio.

Però il mondo è piccolo e le notizie arrivano pure tra le sperdute propagini dell'Epiro.

Sicché, abbiamo saputo di un "terzo" intervento del capo dello stato sul tema Rai e Servizio pubblico. Non ci eravamo ancora ripresi dalla vicenda Minetti che ancora non ha trovato adeguate risposte, non ci eravamo ripresi dai due precedenti richiami (totalmente inascoltati) ed ora, inaspettato, giunge il terzo. I termini usati sono enfatici: "fermo richiamo"..."monito" etc. Dobbiamo ammettere che non suscitano  particolari riflessioni.

Tutto bene, se non che questa volta qualcosa non torna. Come noto, il Governo intende fare presto e chiudere la riforma prima possibile. Sommariamente, i due propositi, nelle attuali e determinate condizioni politiche coincidono. Sarà una fortuita coincidenza o una necessaria convergenza? Tant'è !

Nel frattempo ieri ha preso forma un intervento di Art.21 dove abbiamo letto una sferzata all'opposizione: più o meno la stessa di Bloggorai da anni. Bene. Ma oltre l'appello occorre fare di meglio e di più: una volta per tutte e subito si può rompere il giocattolo di questo CDA, inutile e dannoso. Lo abbiamo scritto e lo ribadiamo: dimissioni subito di  di Majo e Natale. Oggi più che prima forniscono copertura a questo CDA. 

Poi si vedrà: navigazione a vista quota periscopica fino ai primi di settembre.

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giovedì 30 luglio 2026

RAI: ultima spiaggia (forse)


Ieri abbiamo atteso invano una reazione, un cenno, magari un Comunicato Stampa seppure del giorno dopo di PD e M5S a seguito degli emendamenti sulla riforma Rai presentati dai partiti di governo. 
Silenzio. Muti.

Ne abbiamo scritto piu' volte: così come concepita questa riforma targata Meloni non solo aggrava la precedente legge Renzi ma disattende l'EMFA su un cardine fondamentale: l'autonomia dal governo.

Del tutto evidente che Meloni &C intendono forzare la mano e provare a chiudere la "loro" riforma prima possibile per cogliere tre obiettivi: mantenere il controllo sull'Azienda, tenere la presa sulle elezioni 2027 e avere a vista l'elezione del prossimo presidente della Repubblica. 

Dunque, con questa riforma si definisce l'ultima spiaggia prima del tracollo definitivo del Servizio pubblico sotto la presa del Governo. 

Allora, delle due l'una: o PD e M5S stanno sottovalutando la portata di questa riforma RAI (forse hanno ben altro a cui pensare) o forse lo sanno benissimo e in qualche modo acconsentono. 

Bloggorai, per quanto scritto più volte, non crede sia possibile chiudere la partita entro breve tempo. 
Non succede ma semmai succede la partita si chiude con una disfatta totale dell'opposizione.

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PS: nei prossimi giorni Bloggorai esce in edizione ridotta anche se rimane sempre presente. Rimanete sintonizzati: succede spesso che gli "impicci" saltano fuori proprio in questo periodo.

mercoledì 29 luglio 2026

La calda Riforma RAI del Governo Meloni

By Bloggorai ©

Quando il gioco si fa duro non è detto che i duri siano in grado di giocare e magari provare a vincere. Se poi il gioco si svolge sotto il caldo sole di fine luglio diventa molto complicato giocare e se poi qualcuno fa carte false o trucca la partita è ancora peggio.  

Allora, con odine. Ieri in Commissione VIII Senato sono stati presentati altri emendamenti al testo base di riforma presentato dal governo lo scorso anno. Il primo è una sostanziale novità: il canone “… non potrà subire una variazione negativa”. Benissimo: uno a zero e palla al centro. Chissà cosa avrà ottenuto Giorgetti per mandare giù questo boccone amaro. Lo vedremo. Il secondo si riferisce alla durata del Cda: quattro anni invece di 5. Benino: non si capisce la ratio ma certo che tre erano pochi e 5 forse troppi. Il terzo emendamento (art.10) è importante: “…entro trena giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge è avviata la procedura per la nomina dei componenti il Cda…”. BUM !!!

Questo emendamento è la chiave di volta per capire cosa potrà succedere. Una ipotesi verosimile è che il Governo intende andare di corsa e portare il testo in Aula ad ottobre o comunque al più presto possibile, prima delle prossime elezioni. Semmai gli riuscisse, entro novembre si dovrebbe avviare la procedura per le nuove nomine secondo i criteri espressi dall’EMFA. Ciò significa che si dovrà stabile una sorta di “regolamento” con il quale scegliere i candidati consiglieri secondo criteri aperti, trasparenti e comparabili. Non sarà facile. Se tutto procede speditamente, bene che vada occorre almeno un mese. Poi si dovrà procedere con un bando o un avviso pubblico che, giocoforza, avrà un tempo tecnico non inferiore ad altri 30 giorni. Una volta pervenute le candidature sarà necessario esaminarle e confrontarle, assegnare dei punteggi e procedere ad una selezione di nomi e non sarà facile. In quel momento potrà intervenire la “supervisione” dei partiti: provate ad immaginare che sia nella maggioranza sia nell’opposizione possa sfuggire la tentazione di sostenere una propria candidatura. E non sarà facile. Sintesi: bene che vada, si arriva a gennaio/febbraio 2027 ovvero proprio a ridosso della scadenza della Concessione (posto che a seguito dell’EMFA possa avere ancora vigore). In un contesto dove il Governo Meloni litiga pure sull’acqua fresca e l’opposizione non ha ancora scoperto l’acqua calda, appare tutto alquanto aggrovigliato e di difficile realizzazione. Rossi &C possono dormire sonni tranquilli, l'emolumento è garantito e forse pure la ricandidatura.

Bloggorai accetta scommesse: non ce la faranno in tempi brevi. Comunque, posto e non concesso che ce la possono fare, l’obiettivo posto con l’emendamento di ieri appare chiaro: mettere le mani sulla Rai subito, prima possibile ovvero fintanto che hanno i numeri in Parlamento. “Del futuro non c’è certezza” e l’esito elettorale potrebbe anche riservare una sorpresa a Meloni &C e tanto vale portarsi avanti il lavoro e assicurarsi le retrovie. 

In alternativa, un ragionamento parimenti plausibile, è sostenere questa iniziativa parlamentare giusto per dire a Bruxelles “State sereni, stiamo lavorando per applicare l’EMFA, prima o poi ce la faremo” ed evitare in tal modo il possibile, seppure lontano, avvio di una procedura di infrazione. Nei giorni scorsi un noto costituzionalista ha titolato “Il testo di Riforma Rai uno specchietto per le allodole per l’Unione Europea”. Vedremo. E intanto l’opposizione, il “campo largo” cosa farà? Boh!!! Bloggorai bussa ma nessuno risponde. Non ci sono particolari segni di vita sulla Terra: PD e M5S tacciono. Oggi sul Manifesto Vincenzo Vita (AVS) scrive una sorta di monito al Governo e un invito all’opposizione a trovare incoraggiamento a fare qualcosa (???). Un po’ poco, troppo poco, quasi nulla.  

Ci sarebbe tanto ancora da scrivere: chi mente sugli ascolti Rai, il quotidiano La Stampa coni dati pubblicati nei giorni scorsi (titolo “C’era una volta Rai tre ora è dietro a La7 e Italia Uno. Mediaset supera la Tv di Stato”) o la Rai? Quest’ultima nel comunicato non confuta i dati riportati dal quotidiano ma li confronta in altro modo. A nostro avviso: invertendo l’ordine degli addendi il risultato non cambia ovvero Rai e segnatamente Raitre, perde ascolti.

Ieri sera abbiamo seguito con attenzione Temptation Island (merita molta attenzione e riflessione) mentre, nel frattempo sfogliavamo il Radar SWG sul “palinsesto Rai” dove abbiamo letto che il 55% degli intervistati ritiene che l’offerta del palinsesto Rai sia “peggiorata e decisamene peggiorata”.

Le vacanze incombono e anche Bloggorai ha bisogno di una pausa.

Rimanete comunque sintonizzati, ci siamo e ci saremo ancora.

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martedì 28 luglio 2026

Uno scontro estivo frontale: da Temptation Island alla Riforma RAI

By Bloggorai ©

Un Popolo di Santi, di Eroi, di navigatori … ma anche di truffati e di truffatori, di furbetti e cretinetti, di traditi e traditori, di cornuti e mazziati, di raffinati intellettuali, professori senza concorso e grossolani trattoristi senza rimorso e così via trotterellando.

Ieri sera ci siamo trovati di fronte ad un dubbio televisivo atroce: indugiare ancora sul tema Garlasco su Rai Tre o approfondire e scandagliare la fenomenologia degli italici sentimenti con Temptation Island su Canale 5 (attenzione questa settimana in onda per tre serate consecutive)? Senza subbio alcuno: buona la seconda e via con i “Falò di confronto tra Soraya e Christian”. Si comprende meglio e di più rispetto ad un qualsiasi confronto tra un Calenda o un Vannacci di turno. Alla Rai tremano: non c’è partita e gli ascolti crollano ulteriormente. 

Si tratta di un prodotto editoriale che attrae i “giovani” e fidelizza ulteriormente i telespettatori verso la rete Mediaset che già viaggia a gonfie vele. Non ci addentriamo nel giudizio più o meno morale della trasmissione, non ci interessa il “contenuto” quanto più il contenitore, non ci interessano i vari personaggi ma ciò che rappresentano. E senza dubbio rappresentano molto, tanto, di questo Paese e, come al solito, o lo capisci o sei fuori e poi sei costretto ad interrogarti perché vince la Meloni e perché la Rai è sempre più una “televisione per vecchi”.

Andiamo alla “politica”. In questa settimana di file luglio, calda e stanca, sottotraccia si lavora per affilare le armi da utilizzare per la campagna elettorale imminente. Non si butta nulla e non si fanno prigionieri: va bene tutto, da Lavitola a Garlasco passando per gli scontri di Bologna e a quelli No Tav. Nel mentre e nel quando però, già da questa mattina, nelle Aule parlamentari si sentono rumori di battaglia: si inizia oggi a mezzogiorno, in VIII Commissione Senato dove si dibatte il testo unico per la riforma Rai sostenuto dal Governo. Nei giorni scorsi abbiamo letto che la maggioranza vorrebbe fare un colpo di mano e chiudere la faccenda per andare al voto in Aula a ottobre: a nostro giudizio è fantascienza. Per quanto abbiamo chiesto e abbiamo potuto sapere e capire, tutto troppo stretto, tutto troppo ingarbugliato e tutto poco praticabile per due buone ragioni: si richiedono “mediazioni” sia tra i due schieramenti sia all’interno degli stessi. Notoriamente Lega e Forza Italia non hanno esattamente lo stesso punto di vista e Giorgetti ne ha dato ampio segno recentemente anche se poi sembra aver fatto qualche passo indietro. Idem per la minoranza: il “campo largo” su questo tema non ha dato una buona lezione con emendamenti sfarfugliati e sconclusionati, privi di ogni ragionevole visione o progetto futuro praticabile e sostenibile per il Servizio Pubblico. 

Comunque, semmai che il Governo fosse seriamente intenzionato a procedere a tappe forzate, a colpi di maggioranza, ci si potrebbe trovare con un Testo al voto in Aula bene che vada ad ottobre. Significherebbe applicare subito l’EMFA e procedere quindi ad un nuovo Cda Rai proprio quando, aprile 2027, si dovrebbe iniziare il dibattito/trattativa sulla Concessione. I tempi tecnici per mettere a terra la riforma sarebbero di mesi e dunque significa trovarci a ridosso delle elezioni sia nel caso fossero anticipate (aprile) sia nel caso fossero a ottobre. E quale partito di maggioranza e opposizione si azzarderebbe a giocare una partita del genere prima di sapere gli esiti del voto politico? Naaaaaaa… i consiglieri Rai possono stare sereni e tranquilli e portarsi a casa i circa 4000 euro netti al mese e fare serenamente comunicati del giorno dopo. Morale della favola: oggi sulla riforma Rai, come ha scritto recentemente un autorevole giurista su questo tema, si tratta solo di “fumo negli occhi per annebbiare Bruxelles ed evitare la procedura di infrazione, per dire che … ci stiamo lavorando”.

E l’audizione di questa mattina peraltro, si colloca all’interno e nel quadro di altri due importanti appuntamenti che segneranno il passo del prossimo calendario politico: a palazzo Madama siamo alle ultime battute per la riforma elettorale e, sempre al Senato, si andrà al voto sul testo di maggioranza sulla giustizia e immigrazione. Due fronti aperti delicatissimi e di assoluto rilievo che, giocoforza, mettono al partita Rai in Serie B.  

Chiudiamo con una nota a margine. Ieri La Stampa ha pubblicato un pezzo con grande evidenza con il titolo “C’era una volta RaiTre ora è dietro a La7 e Italia Uno. Mediaset supera la Tv di Stato”. Al che, la Rai ha replicato con con un Comunicato all’ANSA dove afferma che “Rai, 'siamo leader dell'Auditel 2025-2026, Rai3 stabile davanti a La7 e Rete4. Sostanziale stabilità ascolti della terza rete e solidità del suo modello editoriale”. Nel mentre che i consiglieri di opposizione studiano le carte e i numeri anche per valutare il possibile danno erariale su Rai Tre, noi cercheremo di sapere capire meglio: non ci sono due verità, o uno dei due mente sapendo di mentire oppure uno dei due gioca a “carta vince, carta perde”.

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lunedì 27 luglio 2026

La Storia RAI "sono loro" ... palesi ed occulti, vicini e lontani

By Bloggorai ©

“Guardate che è successo: hanno chiuso all'Olgettine e m'hanno mandato tutte le guaglione qua! Più ci stanno banchieri, responsabili Struttura Delta, P2, P3, P4... tutto qua! Questa gloriosa Loggia della Uallera d'Oro è diventata uno zoo!” Corrado Guzzanti, il Massone di Aniene (!!!) anno 2002 (da vedere per intero:  https://www.youtube.com/watch?v=1WG6594XVS8 )

Ad una certa età, è noto, la memoria diventa flebile e molti ricordi svaniscono, talvolta per opportunità, talvolta per convenienza. Torniamo sulla “notizia” di ieri secondo la quale in una intercettazione Ranucci avrebbe affermato che “…in Rai c’è un po’ di mafia e massoneria”. Una “notizia” che per alcuni è diventata clamorosa e invece è di una banalità disarmante epperò giusta a misura. Anzitutto chi è mafioso o chi è massone in Rai non è dato sapere. Poi, intendiamoci bene: i due termini sono impossibili da declinare in modo dettagliato e comunque dovremo dedicare un Convegno solo per definirli correttamente. Accontentiamoci allora, come abbiamo scritto ieri, di definirli come un grumo di comportamenti illeciti, ai limiti del criminale, variamente intesi nel tempo, nel luogo e nello spazio in cui si svolgono. Si potrà mai dire che “Tizio” è mafioso? Si potrà mai dire che “Caio” è massone? No, certo che no a meno che li trovi con con una lupara in mano o una miccia accesa. Quindi, limitiamoci ancora a riflettere sui “poteri forti” ubiqui, trasversali, universali e onnipotenti.

Allora ravanando e rovistando tra i ricordi (molti diretti e personali in quanto li abbiamo conosciuti bene, benissimo) siamo andati a ripescare qualcosa che torna utile a sostenere che dentro la Rai erano e sono tuttora annidati e saldamente arroccati tramite amici, parenti o conoscenti di quelli che furono “poteri forti” ma non occulti, anzi molto palesi.

Per approfondire e capire bene potrebbe essere utile rileggere un paio di testi forse fondamentali. Il primo è del 1978, a firma di Roberto Fabiani con il titolo “I Massoni in Italia” vedi https://www.archivio900.it/it/libri/lib.aspx?id=313 .

Il secondo è più “recente” ma non meno importante. Correva l’anno 2013, gennaio: leggete per intero e incorniciate questo articolo a firma Alberto Statera comparso su Repubblica con il titolo "Massoneria. Quegli uomini in nero nascosti tra politica e affari" vedi articolo intero https://www.dirittiglobali.it/2013/01/massoneria-quegli-uomini-in-nero-nascosti-tra-politica-e-affari/

Leggiamo un paio di stralci:

“…  Racconta Geronzi, campione per un trentennio dei poteri trasversali nelle memorie consegnate a Massimo Mucchetti: «Una volta andai a trovare nel suo nuovo ufficio in Vaticano un importante prelato che era appena stato elevato alla porpora cardinalizia. Nell’avvicinarmi alla sua scrivania rimasi di sale. Sul montante lungo era applicato un tondo che recava in bassorilievo i simboli massonici». Curioso, peraltro, lo stupore dell’ex banchiere “di sistema” visto che il suo sodale Gianni Letta è il trait d’union tra chiesa, Opus Dei e massoneria, ruolo che per tre lustri ha svolto con passione da Palazzo Chigi e che ha continuato a svolgere imponendo alcuni catto-massoni nel governo di Mario Monti. Il quale ha dovuto smentire la sua affiliazione: «Non sono massone e non so neanche bene cosa sia la massoneria». Sarebbe un torto all’intelligenza credere che davvero il presidente del Consiglio, ex presidente della Bocconi, ex commissario europeo e grande consulente della finanza internazionale da decenni, frequentatore di tutti i consessi del potere mondiale, a cominciare da Bilderberg, non sappia che cos’è la massoneria. Ma il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi si era forse spinto un po’ troppo oltre quando aveva dichiarato: «Mario Monti è un gran galantuomo, potenzialmente ha tutte le carte in regola per essere un ottimo fratello»”. Poi, più avanti: “… l’Accademia degli Illuminati, che si richiama agli Illuminati di Baviera e si riunisce una volta l’anno a Roma. Tra i suoi adepti, Di Bernardo colloca più o meno esplicitamente, come ha confessato al giornalista Ferruccio Pinotti, anche il presidente di Intesa San Paolo Giovanni Bazoli, oltre a Vincenzo De Bustis, il banchiere considerato vicino a D’Alema che portò al Monte dei Paschi per un prezzo considerato allora esorbitante la Banca del Salento. E poi ancora Carlo Freccero, ex Fininvest e poi Rai, Rubens Esposito degli Affari legali Rai, Sergio Bindi, ex consigliere Rai e antico portaborse del democristiano Flaminio Piccoli, Severino Antinori, specialista della fecondazione assistita, il filosofo Vittorio Mathieu, il generale Bartolomeo Lombardo, ex Sismi. Banche, informazione, medicina, cultura, Servizi segreti, non manca niente. Ma la Rai sembra un luogo privilegiato di coltura della massoneria se è vero, come testimonia il professor Aldo Mola, che a un certo punto al Grande Oriente giunse in dote una Loggia coperta, retta dal Venerabile Giorgio Ciarocca, di cui facevano parte Cesare Merzagora, Eugenio Cefis, Giuseppe Arcaini dell’Italcasse, nonché Guido Carli, Enrico Cuccia, Raffaele Ursini, Michele Sindona e Ettore Bernabei, notoriamente soprannumerario dell’Opus Dei”. Tanto si legge e non sappiamo se alcuni tra inomi citati hanno smentito o querelato Statera.

Ricordate bene il contesto politico: i famigerati “governi tecnici” prima di Monti e poi di Draghi e cercate di ricordare chi hanno nominato ai vertici Rai.

Ancora qualche passo avanti e indietro nel calendario. Correvano gli anni dal 2004 in poi e a Milano si indagava sul crack di una società di sondaggi di proprietà di Luigi Crespi. Vennero fatte intercettazioni e, nel 2011, vennero rese note da Repubblica e si venne a conoscenza della famigerata Struttura Delta e spuntò fuori il nome di Deborah Bergamini, oggi nota parlamentare di Forza Italia. Altri nomi erano Mauro Masi, Clemente J.Mimun (vedi celebre dialogo con la Bergamini https://www.repubblica.it/dossier/politica/struttura-delta-rai/2011/06/17/video/la_rai_cosi_non_gli_serve_linformazione_un_presidio_anti-guai-423028454/ ) Alessio Gorla e Gianfranco Comanducci (ed altri nomi più o meno noti rimasti occulti per molti ma non a tutti). Leggi pure articolo a firma Beppe Giulietti di luglio 2011 con il titolo “Struttura Delta? No, loggia P2” vedi https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/04/struttura-delta-no-loggia-p2/139651/ . Sempre a luglio si apprende che la Rai ha aperto una indagine che porterà poi alle “dimissioni” della Bergamini (prima sospesa nel 2007 e poi uscita di scena a gennaio 2008 con un lauto compenso). Il Cda in carica era composto da bei nomi: Petruccioli presidente, Cappon DG e consiglieri del calibro di Rizzo Nervo, Curzi e Rognoni.

Morale, la “stuttura Delta” formalmente viene dissolta ma gli epigoni, gli amici, i parenti e i conoscenti palesi o occulti, in sonno o ben svegli, rimangono tutti saldamente ai loro posti di comando e molti di loro, tutt’ora, sono in grado di influenzare candidature e nomine. Interessante rileggere il volume “Propaganda - l'origine della più potente loggia massonica” e trovare un paio di nomi di assoluta attualità. Vedi https://www.fnsi.it/propaganda-lorigine-della-piu-potente-loggia-massonica .

Su questo tema andremo avanti: ci potrebbero essere interessanti aggiornamenti.

Torniamo per un attimo all’attualità. Nei giorni scorsi è comparsa un’intervista dell’AD Rai Giampaolo Rossi che, ad una prima lettura, non meritava nemmeno una riga di commento. Poi, a ben rivedere, un paio di “cosette” meritano di essere annotate. Riportiamo due titoli di oggi: la Stampa con “C’era una volta RaiTre ora è dietro a La7 e Italia Uno. Mediaset supera la Tv di Stato”. Rossi sembra gongolare: “missione compiuta”!!!. Poi ci pensa il Fatto Quotidiano a fare due conti e titola “Bilancio Rai. I conti (in perdita) smentiscono i trionfalismi”.

I consiglieri del giorno dopo tacciono.

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domenica 26 luglio 2026

CLAMOROSO: l'acqua fresca in prima pagina!

By Bloggorai ©

“Non scriviamo tutto quello che sappiamo ma sappiamo bene quello che scriviamo”.

Ha suscitato un certo rumore la dichiarazione di Ranucci intercettato dove sostiene che in Rai ci sarebbe “… un po' di mafia e massoneria”. Stupore, sorpresa, grande scoop, novità inaudita. Hanno messo l’acqua fresca in prima pagina e la chiamano “notizia”.

Andiamo con ordine e invertiamo l’ordine dell’affermazione: ci sarebbe prima la massoneria e poi la mafia.

Molti, tanti, dimenticano facilmente che la Rai è stata al centro del mirino della Loggia P2 del Venerabile Gelli che secondo quanto letto nel famigerato “Piano di Rinascita Democratica” andava messa sotto controllo insieme agli altri media. Nell’elenco degli affiliati alla P2 ritrovato a Castiglion Fibocchi figuravano diversi nomi Rai: da Paolo Frajese a Gustavo Selva, da Giampaolo Cresci a Franco Colombo. Alcuni smentirono: iscritti a loro insaputa. 

Certo è che per la P2 la Rai era (forse è ancora) un obiettivo prioritario: andava controllata o almeno ridimensionata. Negli anni a venire non si è più parlato direttamente di “massoneria dentro la Rai”: tutti o tanti in “sonno” o sotto mentite spoglie. “Sei massone?” …” Chi, io ??? ma quando mai, anzi…”. Certo è che il “Piano Gelli” ha trovato in seguito molti lettori interessati (e non tutti della sua stessa parte politica).  

Salvo ricordare un piccolo “incidente di percorso” che vide interessato Carlo Freccero che nel 2002 partecipa alla fondazione di una associazione massonica (gli “Illuminati”) che poi, nel 2006 precisò in una intervista a Panorama che: “Ho firmato l’atto di fondazione perché me lo aveva chiesto un amico. Sono una persona curiosa e mi interessava conoscere questi ambienti, ma mi sono subito dimesso. Erano riunioni noiosissime, per nulla divertenti”. Capitolo chiuso.  

Che Ranucci possa aver dichiarato che in Rai c’è “un po’ di massoneria” sembra quasi un innocente eufemismo. Il tema è quanto “po’ ” ovvero sapere quanti sono, chi sono, quanto pesano e quanto sono in grado di influenzare l’Azienda. Ovvero pure, intenderci bene per cosa si intende con "massoneria".

Infatti, “massoneria” è un termine troppo vago e generico: dice tutto e non dice nulla, pari e patta con l’altro termine “mafia” che può significare un sistema, un metodo, un modello associativo criminale o financo un modo di pensare e agire sottinteso, occulto del genere “ahummm …ahummm” ovvero “tu sai che io so che noi sappiamo”. 

Su questo tema (mafia e Rai) ci sarebbe da scrivere un capitolo a parte: ricordiamo un “piccolo” fatto non lontano nel tempo: il film Magma sulla storia del delitto di Piersanti Mattarella, seppure proposto prima alla Rai, non è mai stato mandato in onda e invece lo ha fatto La7 e Netflix. Perché? “faranno sapere” e ancora siamo in attesa di sapere perché la Rai non lo ha mandato in onda. 

Il filo, il tondino di acciaio da carpenteria che annoda i due termini "mafia e massoneria" invece è molto chiaro e facilmente percettibile ed ha un nome: poteri forti. I cosiddetti “poteri forti” assumono varie forme, forza e influenza e sono da decenni annidati e accampati felicemente nei meandri della Rai.  

Li elenchiamo in ordine sparso, e magari qualcuno ci sfugge. Il primo, assoluto e quasi totale, è il potere forte della Politica con la P maiuscola: è in grado di proporre AD, presidenti di fatto e pro tempore, consiglieri e direttori scelti con il cilindro di Mago Magò, senza confronti e senza criteri trasparenti.  A seguire, con vari pesi e ramificazioni: il “potere” economico delle grandi Banche (una in particolare) in grado di piazzare amici fidati, fidatissimi. In parallelo, il potere finanziario (vedi operazione Rai Way). Poi si apre il vasto scenario di due sottopoteri non meno potenti: quello delle grandi case di produzione e quello degli agenti artistici in grado di influenzare prodotti e contenuti, palinsesti e personaggi dello spettacolo (e del giornalismo). Poi ci sono le case discografiche.

Poi ci sono le “piccole lobby” che ovviamente nulla hanno a che fare con i termini “massoneria o mafia” direttamente o indirettamente ovvero una pletora di faccendieri di medio basso calibro. Si tratta di enti turistici con i vari “festival” o “Premi” variamente assortiti e variamente affamati di occupare un piccolo spazio di messa in onda del loro “brand” quale che esso sia con il nome di un’acqua minerale o il cartello con il nome dell’ameno paesello alpino. Infine, non ultime, le case editrici ovvero gli editori, cartacei anzitutto ma implicati anche nel mondo della produzione tv. Ovviamente, tra le “piccole lobby” (si fa per dire) non mancano quelle di carattere “privato” ovvero culturali, religiose o sportive. Ad adiuvandum: vogliamo ricordare la "lobby" dei giornalisti?

Ce n’è per tutti, la Rai è una madre molto generosa, con i soldi pubblici.

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venerdì 24 luglio 2026

Chi ha fatto sesso con le galline?

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Correva l’anno 1948: raccontano le cronache e viene spesso usato come paradigma di campagna elettorale brutta, sporca e cattiva, un episodio che sarebbe successo durante la competizione per le primarie democratiche in Texas tra Lyndon B.Johnson e il suo avversario Coke Stevenson. Quest’ultimo sembrava che nei sondaggi fosse in vantaggio sul suo rivale che non sapeva come arginare. Allora, sembra che Johnson diede ordine ai suoi collaboratori di far girare la notizia secondo cui Stevenson “faceva sesso con le galline”. Al che, gli obiettarono gli stessi collaboratori, che una cosa del genere non sarebbe stata credibile agli occhi degli elettori e Johnson rispose “Lo so, Ma facciamo in modo che quel figlio di puttana debba smentirlo”. Quello che diventerà il futuro presidente USA vinse le primarie con soli 87 voti di scarto e, al solito, fioccarono le accuse di broglio. La stampa se ne guardò bene da riportare una accusa del genere infamante e inverosimile del senza uno straccio di impossibile prova e il “povero Stevenson” non si prese mai cura di rispondere pubblicamente: certo non poteva ammettere e tantomeno smentire questa "notizia". Fatto sta che la “voce” circolò e gli fece gran danno: la macchina del fango è stata inventata ed ha funzionato perfettamente. L’episodio, curiosamente, divenne noto solo molti dopo, nel 1972.

Tutto questo per dire che con la campagna elettorale appena iniziata, c’è da attenderci di tutto. Come abbiamo scritto, questo Governo e qualche suo potenziale alleato si gioca la sua sopravvivenza ed è lecito attenderci che tutti gli strumenti saranno adoperati. Certo, sarà difficile pensare che possano usare uno stratagemma a quello delle galline epperò non ci stupirebbe più di tanto che qualcuno possa inventarsi qualcosa di bizzarro.

Del resto il retroterra culturale di questa destra è un certo Steve Bannon, il teorico della moderna “macchina del fango” inaugurata nel 2018 con la ormai famosa frase “La vera opposizione sono i media e il modo per gestirli è inondare il campo di merda”. I quattro pilasti della sua “dottrina” sono: A alimentare, produrre e diffondere notizie, mezze notizie, falsità o comunque complotti e sospetti; obiettivo è saturare lo spazio e il tempo di reazione. B: alimentare equivoci, il dubbio, la confusione e l’incertezza ovvero “tutti mentono” C: alimentare l’odio, lo scontro, la contrapposizione, la polemica su tutto il possibile. D: per vincere le elezioni è necessario saper comunicare e toccare le corde emotive dell’elettorato (la paura) e lo strumento principale è il linguaggio, la comunicazione, la presenza nei temi prevalenti, la gestione del mainstream.

Ecco allora che arriviamo alla Rai, ovvero il primo e assoluto “campo di battaglia” dove, curiosamente tutto (o molto) nasce e tutto (o molto) termina. Certo, ci sono i “social” che ormai bypassano l’informazione del Tg1 o l’inutile e costosa RaiNews24 ma la presa sulla prevalente “narrazione” del Paese sembra essere ancora parzialmente ancorata ai modelli di racconto sociale che il Governo di turno non può e non deve mollare. Inondare i notiziari di cronaca nera (Garlasco insegna) può portare voti.

Siamo costretti a tornare sulle vicende di questi giorni. Perché, comunque vada e in attesa di conoscere moventi e mandante (o più di uno), è stato alimentato e diffuso, direttamente e indirettamente, un gran polverone.

Nel mentre e nel quando Rai, il Servizio Pubblico, da molti anni ma più segnatamente in epoca recente e segnatamente con questo Cda, sembra divenuta la Fossa delle Marianne, il Triangolo delle Bermude dove tutto (o molto) si perde nel mistero. Ed è in questo groviglio di scheletri nell’armadio, di detto e non detto, di cose fatte o omesse, di “democristianitudine” diffusa che si aprono le praterie dove scorazzano i “nuovi” o vecchi destri.

Per non dimenticare:

A: perché è nato questo Cda contro il già presente EMFA e contro l’accordo tra PD, M5S e AVS su “prima la riforma e poi le nomine”?

B: perché non è stato nemmeno tentata la verifica sula legittimità del “doppio presidente” Agnes designata dal Governo e Marano nominato dal Cda?

C: perché non è stato fatto un tentativo alternativo di proposta di un presidente di garanzia espresso dall’opposizione?

D: perché 5 minuti dopo le dichiarazioni di Rossi sullo smantellamento di Rai Tre non è stato richiesto un intervento giuridico di verifica per un possibile danno erariale?

D: perché nei giorni scorsi i parlamentari della Vigilanza si sono dimessi senza alcuna prospettiva di soluzione immediata del problema “presidente Rai”?

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mercoledì 22 luglio 2026

semi pausa

 Oggi non c'è gran voglia di scrivere, nonostante non mancano gli argomenti.

Hai voglia a dire, come alcuni lettori di Bloggorai, che "della Rai non interessa più nulla a nessuno". Al contrario, quando il gioco si fa duro e i duri cominciano a giocare, la Rai deve essere nel pacchetto di mischia.

Aspettiamo,, vedremo .. faremo sapere.

La "corriera", l'Odissea e i Podcast

By Bloggorai ©

Domenica scorsa, intorno alle 17.30, Tiburtina, stazione degli Autobus. Una volta si chiamavano “corriere”. Bloggorai conosce bene il tema insieme a tanti milioni di italiani che ancora prendono la “corriera” per andare o tornare al proprio paese. Ha iniziato a prenderla da giovane, per andare al liceo: alle 7.15 al mattino e alle 13.45 per tornare. Sempre puntualissima, guai a tardare un minuto e te la vedevi passare sotto gli occhi e allora erano guai. A quel tempo, le principali compagnie erano la Stefer per Roma Nord e Zeppieri per Roma Sub mentre oggi invece si chiamano Flixbus o Itabus. La prendo spesso per andare o tornare dalla Bassa Val Tiberina, la stessa linea che porta a Perugia, sede dell’Università per stranieri.

Da allora la “corriera” è divenuta una sorta di metafora personale sul senso della vita. E' un piccolo mondo, molto differente dal treno e dall'aereo non foss'altro perché consente di "fare fermate". Osservando i passeggeri che salgono e scendono, da allora, è stato subito chiaro che succede esattamente la stessa cosa nel corso del nostro tempo: alcuni salgono all’inizio della corsa e rimangono fino al compimento, altri invece fanno solo un breve tratto del percorso. Sono comunque tutti “compagni di viaggio” ed ognuno di loro lascia una traccia.

Quel pomeriggio caldo di metà luglio, pochi giorni addietro, osservando il popolo delle corriere moderne, abbiamo osservato e "scoperto" due elementi particolari. La maggior parte dei viaggiatori erano giovani, intorno ai 20/25 anni e la maggior parte di loro, mentre erano in attesa, aveva il cellulare in mano e le cuffiette nelle orecchie mentre io avevo un quotidiano cartaceo che ancora non avevo finito di leggere. La mia corriera partiva alle18, ero di buon anticipo, come al solito, e ne ho approfittato per fare due battute con qualcuno. Il primo che mi è capitato a tiro era un ragazzone con un grosso zaino poggiato in terra. Ho approfittato di un frammento di tempo in cui si è mosso per bere dalla sua borraccia per porgli una domanda “Scusa il disturbo, ti posso chiedere cos stai ascoltando?”. Mi osserva con aria incuriosita e risponde “Si certo, un Podcast di Alessandro Barbero”. In verità me ne avevano già parlato pure i miei figli. Scambiamo ancora un paio di battute e mi sposto più avanti, verso altre banchine, accanto al bar. Vedo una coppia di ragazzi, tutti e due con cellulare e cuffie Bloetooth. Pongo la stessa domanda. Riposta “solitamente ascoltiamo Podcast, di vario genere”. Grazie! La mia “corriera” sta per partire. 

Il fenomeno Podcast era sotto i miei occhi, da anni, e non me ero accorto!

Il viaggio verso l’Umbria inizia e ne approfittiamo per sapere e capire. Allora, i Podcast sono una “invenzione” ormai quasi datata: nascono nel 2004 e da allora il fenomeno cresce costantemente. Nel 2025 in Italia sono stimati circa 15 milioni gli utenti che ne fanno uso quotidiano per circa 40 minuti al giorno. Mentre i Podcast, ovvero le piattaforme di distribuzione come Spotify, Amazon etc crescono i giornali quotidiani calano le vendite in modo inesorabile a circa 1,6 milioni di copie al giorno (dati Fieg a maggio 2026). I dati sull’età media sono impietosi: gli utenti Podcast ne hanno circa 25 mentre i lettori dei quotidiani over 50. Nota a margine: l’età media dei lettori dei quotidiani coincide, grosso modo, con quella di chi guarda la televisione: over 50 ... molto over.

Ma ciò che colpisce la riflessione si riferisce ad un tema trattato nei giorni scorsi: la “questione omerica” e il racconto, la narrazione orale. Viene da osservare che con la fenomenale diffusione dei podcast, sommariamente, stiamo attraversano (o forse tornando) alla diffusione del sapere con altri mezzi diversi dalla carta stampata. In questi giorni ne abbiamo scritto spesso e volentieri. L’Odissea, come tutti gli altri grandi poemi epici (non solo del mondo greco, ma anche del mondo sumero babilonese di Gilgames nel II sec. a.C., oppure della civiltà indiana con il Mahabharata del IV sec. a.C) nascono e si diffondono con la sola “voce narrante”, con i cantori che riportavano il testo orale che, via via, subiva variazioni o interpretazioni personali. Come pure abbiamo già scritto nei giorni scorsi, è stato necessario introdurre l’alfabeto fenicio per rendere l’Odissea (e l’Iliade) un testo scritto e universale, salvo poi dover interpretare le diverse traduzioni.

Mentre Bloggorai viaggiava, con la copia del giornale arraffazzonata e ormai già “vecchia” del giorno prima poggiato da un lato, ha preso le cuffie ed è entrato nel mondo dei podcast. Forse, anche Bloggorai potrebbe avere un futuro in questo viaggio. I lettori e le lettrici già ci sono e sono numerosi, chissà se si potranno trasformare in "ascoltatori"?

bloggorai@gmail.com

martedì 21 luglio 2026

E' partito un treno carico di paura, incertezza e confusione

By Bloggorai ©

Oggi ci sono tanti argomenti da affrontare ma incombe una cappa di cemento e polvere che annebbia i ragionamenti e fa distogliere lo sguardo. Non è necessario consultare gli aruspici, non occorre guardare nei fondi delle tazze di caffè e tantomeno andare da un astrologo per intuire cosa sta succedendo: è sufficiente saper leggere e interpretare correttamente fatti e vicende sotto i nostri occhi.

A: è assolutamente evidente e scontato che da qui a breve (aprile o settembre) si andrà a votare.

B: è assolutamente evidente che, a differenza con le altre consultazioni politiche, questa volta ci giochiamo il futuro della nostra democrazia e degli assetti costituzionali.

C: è assolutamente evidente che questo Governo si giocherà il tutto per tutto per garantirsi la sua continuità e dunque portare a compimento il suo disegno di trasformazione sociale politica del Paese.

D: è assolutamente evidente che nell’arena della competizione politica non ci saranno solo i grandi temi della società e dell’economia ma anche la “sicurezza”, le migrazioni, le tecnologie, la politica internazionale etc. Come era facile prevedere il tema “sicurezza” ha assunto dimensioni di rilievo assoluto. Vedi quanto successo a Bologna con la morte di Fakir. 

E: è assolutamente evidente come in tale contesto la “narrazione” e quindi le tecniche di comunicazione, gli strumenti, i linguaggi e le piattaforme saranno centrali e strategiche.

F: è assolutamente evidente che la Rai “deve” partecipare a questo scontro epocale che si sta profilando. Questa Rai, questo Cda, per il Governo Meloni è e dovrà essere di più funzionale a questo quadro. Come sopra: vedi quanto successo con la morte di Fakir e la mancata messa in onda del servizio  sulla TgR.

G: è assolutamente evidente quindi che c’è connessione tra competizione politica e la  “narrazione” della Rai in ogni singolo aspetto, in ogni dettaglio.

H: è assolutamente evidente (a almeno a Bloggorai appare in tal modo) che l’opposizione di fronte a questo scenario complessivo appare in ritardo, carente di prospettiva, debole sul programma e alquanto confusa al suo interno (quanto deve essere “largo il campo”? Chi sarà il/la premier? Come verrà scelto?)

I : è assolutamente evidente che pure tra i partiti di maggioranza la situazione e gli equilibri sono pure alquanto complicati.

L: Infine, è assolutamente evidente che siamo solo all’inizio della campagna elettorale ed è lecito attendersi che potrebbe solo peggiorare.

Bene, ciò detto, che fare? Bloggorai non ha competenze, risorse ed energie per proporre proposte ma avverte intorno a sé, tra molti dei suoi lettori e delle sue lettrici, un forte senso di frustrazione e impotenza. 

Bloggorai si è occupato e si occupa ancora di Servizio Pubblico ed ha seguito attentamente la storia dettagliata e aggiornata, puntuale, della Rai e del Servizio Pubblico durante questi lunghi otto anni di pubblicazione. Mai però come in questo momento abbiamo assistito alla Caporetto devastante dell’opposizione: fallimento su tutti i fronti. È fallita la proposizione della riforma Rai con un inesistente dibattito pubblico  e il naufragio di emendamenti senza capo ne coda; è fallita l’inutile esperienza dei consiglieri con il “comunicato stampa del giorno dopo”; è fallita la strategia sulla Vigilanza Rai nonostante ben due richiami di Mattarella siamo al punto di partenza se non peggio. È fallita ogni velleità di essere presenti o partecipi ai grandi temi che interessano il Servizio Pubblico come l’IA, i Data Center per non dire del mutismo su Rai Way. Per non dire del fallimento ideativo, progettuale e propositivo sul piano editoriale e, ancor più grave, sul piano per l’informazione, ormai naufragata sotto i colpi delle appropriazioni indebite del genere “newsroom” o di RaiNews24 che prosegue a galleggiare dal basso di suoi ascolti da prefisso telefonico (domenica sera nell’intera giornata ha fatto lo 0,5% con poco meno di 60 mila telespettatori a fronte di circa 200 giornalisti impiegati. In qualsia altra Azienda di interesse pubblico con numeri del genere si sarebbe fatto altro.  Muti!  

C’è da essere alquanto preoccupati.

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