"Altrimenti, è guerra totale, andiamo ai materassi"
(M.Puzo, Il Padrino) ovvero, volano gli stracci.
Nulla avviene mai per caso e ancora più nella sfera della
politica. Le cose, ovvero le vicende umane, avvengono poi sempre in un loro specifico
contesto: hanno un prologo, uno svolgimento ed un epilogo. Infine, sono le
persone che “fanno le cose” e non avviene mai il contrario.
Fissati questi tre paletti, cerchiamo di capire cosa sta succedendo in queste ore, in questi giorni, dentro e fuori la Rai, quello che una volta era chiamato “Servizio Pubblico” (forse da oggi si potrebbe anche togliere la "r" e dire "sevizio").
Allora, è successo che ieri mattina su la Repubblica compare un articolo a firma della solita bene informata Giovanna Vitale, una penna che non scrive quasi mai a caso quando il tema è la Rai (ha fatto storia il suo pezzo del 3 agosto 2023 titolato “La riforma Rai targata Pd: “Serve il modello Bbc per fermare la lottizzazione”. Ricordiamo che il suo direttore è Mario Orfeo, ex tante cose importanti dentro la Rai. È successo pure che, grazie alla complicità dei vari consiglieri di “opposizione” che non hanno battuto ciglio quando ai dipendenti è stata sottratta la Rassegna Stampa, e la notizia è circolata tardi. È successo pure che il pezzo si apre con una metafora suggestiva: usato il napalm ai piani alti della Tv di Stato. Parole grosse, stracci per aria, con Marano presidente anziano f.f. all’attacco frontale del DG Sergio perché, a suo dire, il famigerato Piano Immobiliare non sta andando come dovrebbe: “Sei un cialtrone” per poi minacciare che da oggi in poi non avrebbe più partecipato alle riunioni del Cda.
Inoltre, riporta l’articolo, ci sarebbe stato uno scontro sul rinnovo delle prossime nomine e Rai Cinema e Rai Com, due serbatoi di cassa molto importanti. A margine, una nomina pesante alla testata Rai Parlamento con la sostituzione di Carboni (in quota 5S) con la sua vice in quota FdI proprio alla vigilia dell’apertura della campagna elettorale 2027.
E chi avrebbe deciso tutto questo? Nientepopodimenoche una
sorta di triunvirato composto governativo da Alessandro Morelli (Lega), Francesco
Fillini (FdI) e … udite udite Simona Agnes per Forza Italia, ovvero il partito
di proprietà Mediaset. In altri termini, secondo chi ha scritto, la “consigliera”
Agnes è candidata alla presidenza e, al tempo stesso, è plenipotenziaria del “suo”
partito con l’incarico di gestire le nomine e, nel caso, a fare il DG al posto di Sergio. Fenomeni. La Vitale quindi non ci priva di un’altra
notizia fondamentale: “E’ stato rimandato il blitz per insediare Simona Agnes
sulla poltrona di direttore generale ora occupato da Sergio, anche se FI non
si da per vinta… deve essere “risarcita” entro l’estate”. Stracci e materassi sono poca cosa. Però, osserviamo
con divertito stupore, uno strano silenzio dell’AD, forse in finestra a
guardare lo scannatoio in corso e vedere di nascosto l’effetto che fa.
Ora queste vicende si possono leggere in tanti modi (compresi
tanti e gustosi gossip relazionali) e però Bloggorai ne pone da sempre solo uno
come centrale e dirimente: la spartizione e il controllo del “malloppo” ovvero i
luoghi fisici dove si gestiscono “cose grosse” e, segnatamente, la possibile
fusione di Rai Way con Ei Towers e, appunto, il Piano Immobiliare con il lauto “contorno”
delle due società Fiction e RaiCom. Tutto il resto è fuffa, seppure di un certo
peso: ascolti in primo luogo (da quando sono iniziati i mondiali di calcio, quasi
tutti i giorni Rai è sotto Mediaset) e Piano editoriale che fa acqua da tutte
le parti. I primi due sono “territori” saldamente presidiati dalla Lega con
però un occhio molto interessato da Forza Italia. Attenzione: i “lavori” di
spartizione” sono in corso da tempo, da mesi si stanno studiando le varie
dislocazioni dei personaggi e i “pesi” che potranno assumere. Nessuno può dire
di non sapere e qualcuno però o non sa nulla (ed è verosimile: non gli fanno vedere
nemmeno le fotocopie) o fa finta di non sapere (perché, in caso contrario sarebbe
complice), come è avvenuto con il contratto Maggioni di fine agosto scorso con lo
“scippo” della “newsroom” aziendale.
Sicché, ciliegina sulla torta, ad un certo punto del pomeriggio,
alle 18.06, con la consueta tempestività e spirito preveggente, il consigliere
Natale non ci priva del suo “pastone” politico che segnala “pesanti ingerenze
esterne … e colpi all’autonomia Rai … e che la logica politica conta assai più
delle ragioni editoriali” e lo dice come se lui avesse vinto il Concorso con
selezione Nazionale per Titoli e Meriti per Consigliere Rai e fosse del
tutto ignaro della “logica della politica”. Conclude con una frase epigrafica “la
subalternità sta soffocando il servizio pubblico”. Amen. Ormai Natale potrà
essere annoverato tra i consiglieri Rai del “giorno dopo”. Infatti, i suoi comunicati
stampa arrivano sempre quando la frittata è fatta. Vedi il caso clamoroso dell’intervista
a Rossi su il Foglio dove ha premesso che “condivide” con l’AD la “rivendicazione
del ruolo del servizio pubblico …” ovvero Rossi che ha rivendicato come “mio”
successo l’affossamento di Rai Tre (ANSA 8 giugno). L’Usigrai, il PD con
Graziano e il suo stesso partito AVS nei giorni scorsi dalle colonne del Manifesto
a firma Vincenzo Vita hanno chiesto le dimissioni di questo vertice ma lui non se
ne avvede. Natale resiste indomito: la fine del mandato è dietro l’angolo.
Cosa altro si vuole aggiungere in queste calde giornate di
giugno 2026. Cosa altro vuoi dire o scrivere che possa migliorare il diffuso sentimento
di tristezza e abbandono che pervade tutto questo?
Teniamoci su: sappiamo che il direttore del Tg1 Chiocci
(votato per errore dal consigliere 5S di Majo), fedelissimo della Meloni, ha
ringraziato della sua amicizia e che tra Rai Due e Rai Tre ci sarà un cambio
della guardia tra Salvo Sottile e Antonino Monteleone.
Non ci resta che … piangere o ridere?
bloggorai@gmail.com





.jpeg)









