martedì 8 settembre 2026

Il "caso mediatico" di origine sconosciuta e il "ritorno alla normalità" della RAI

By Bloggorai ©

Gli italiani potrebbero avere tante "cose" per la testa: anzitutto l'economia ovvero inflazione, costo della vita, lavoro. Supponiamo poi che abbiano per la testa, in ordine sparso: sanità, istruzione, trasporti. Poi ancora: la destra al Governo e quella che ancora non c'è e minaccia di esserci. E poi ancora: guerre varie, ambiente devastato e clima impazzito. Non ultimo: riforma elettorale e prossime elezioni e, sullo sfondo, la nomina del nuovo presidente della Repubblica.

In questo quadro, in tale contesto, l'editore Cairo ci regala ogni giorno perle di saggezza mediatica/politica antica e profonda. Come lo abbiamo già definito, il Corriere e La 7, hanno costruito una “narrazione” della vicenda Lavitola/Ranucci in modo del tutto “originale” tanto da meritarsi la definizione di “caso mediatico” di origine sconosciuta.

Ieri abbiamo assistito a due momenti epici di giornalismo televisivo. Il primo lo abbiamo ascoltato all’edizione delle 13.30 del Tg La7 quando è stato proposto il titolo di un servizio: “Il caso Ranucci” e la notizia invece era tutta e solo relativa all’interrogatorio di Lavitola e di Ranucci quasi non si faceva alcun cenno. Fa il paio con l’occhiello che nei giorni precedenti abbiamo visto sul Corriere con le tante paginate alla vicenda: il “caso” non era più la bomba, il suo mandante e il suo movente, ma Ranucci e la trasmissione Report ovvero Ranucci e la sua amicizia con Lavitola, Ranucci e il suo racconto erotico, Ranucci e le sue auto con o senza contrassegno assicurativo, Ranucci e lo Zimbabwe, Ranucci e la redazione di Report. Mentre tutto il resto (il famigerato Comitato Etico RAI e l’accusa di “opacità e interferenze” titolate dal Corriere senza specificarne una cha sia una) va tutto in secondo piano. Il “main stream” è servito, l’obiettivo è stato raggiunto, Meloni/Rossi & C sono felici e contenti e cosa sarà il prossimo Report lo sapremo solo vivendo.

Se non che, ieri sera, all’edizione delle 20.00 del Tg di La7 è stato raggiuta una vetta sublime: è stato pubblicato un sondaggio esclusivo sulla sola vicenda Ranucci. Il titolo era “Opinioni sul caso Ranucci”. Allora, con ordine: Mentana si sarà avvalso della preziosa collaborazione del suo collega Paolo Mieli che pure, a proposito di sondaggi su Ranucci, ne dovrebbe sapere qualcosa viste le sue frequentazioni al ristorante di Lavitola tra un piatto di vongole senza guscio ed un altro? Dettagli, quisquilie che tutti hanno presto dimenticato (compreso il Cappellini di Repubblica). Fatto sta che si insiste sul “caso Ranucci” mentre il “caso Lavitola” sfuma in secondo piano. Ma il sondaggio qualche domanda la pone: perché, appunto, tra i tanti temi e problemi di ben altra rilevanza, il Tg de La 7 si prende cura di fare un sondaggio proprio sul “caso Ranucci”? perché è stato commissionato? perché tanta enfasi, attenzione e curiosità sulla “ipotesi” di Ranucci in politica visto che ora non è un tema in alcun modo rilevante e all’ordine del giorno?

Da tempo abbiamo posto la domanda e avanzato dubbi sul “caso mediatico” del Corriere ma ancora non troviamo risposte convincenti. Prima o poi lo scopriremo, strada facendo.

Se non che, stamattina, sempre sul Corriere, appare un commento di Aldo Grasso che, al suo solito, picchia duro sulle fragili scatole della Rai e del Servizio Pubblico e titola: “La Ripartenza Rai, l’intrattenimento e il riciclaggio culturale”. Si legge “Ci siamo lasciati alle spalle tre o quattro mesi di nulla televisivo soprattutto sui canali Rai quelli del Servizio Pubblico. Alla ripresa, dunque, provo a recensire l'ultimo parto dell'intrattenimento (il nulla) anche se chiamarlo “intrattenimento” è già una concessione alla speranza”. Questa volta Grasso ci appare fin troppo indulgente: omette di scrivere che gli ascolti tracollano sotto i colpi di una estate da dimenticare. Dal nulla al niente, dal vuoto al vacuo: viaggio della Rai andata e ritorno da una stagione all’altra, da un anno all’altro, da un “pacco” all’altro verso un inesorabile e inevitabile declino, verso il solito “ritorno alla normalità”. E già perché sta per ricominciare il gioco dei “pacchi” su Rai Uno, il più clamoroso sostegno mediatico alla ludopatia senza che nessuno batta ciglio con la sola “novità” del cagnolino Gennarino che non sarà più sulla scena. Clamoroso!

Per la cronaca e a futura memoria: ci torna in mente la dichiarazione di ieri di Claudia Di Pasquale, neo co conduttrice del “nuovo” Report: “…non vogliamo più essere la notizia, ma fare notizie.” Ancora non ci è chiaro il concetto.   

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lunedì 7 settembre 2026

L'arte del Dubbio

By Bloggorai ©

Il Dubbio è un’arte sopraffina. Il Dubbio è uno stile di vita, un metodo scientifico, un approccio metodologico, una filosofia esistenziale ovvero una “Weltanschauung” nell’epoca del Web, dei social e delle chat. Si avvicina molto all’approccio scettico e interrogativo.

Oggi ci soffermiamo rapidamente su un paio di passaggi di un’intervista comparsa sul Corriere di oggi a Claudia Di Pasquale, la co-conduttrice di Report insieme a Piervincenzi al posto di Ranucci.

Un paio di dubbi ci sono venuti.

Dubbio n. 1: “… Non vogliamo più essere la notizia ma fare le notizie”. Ha detto la Di Pasquale. Ci corre il dubbio di interpretazione sulla differenza (profonda) tra i due verbi usati. “Non vogliamo essere più…” sta a dire che, secondo la sua opinione, Report nel passato “è stata notizia” ovvero è stato il punto focale di un “metodo” (il famigerato e accusato “metodo Report” del quale anche lei è stata parte attiva). Essere o fare? Ora, si può anche sostenere che le “cose” cambiano e quindi anche il metodo si adegua però sarebbe utile sapere e conoscere come e perché avviene questa evoluzione. Cosa non funzionava con il “metodo” precedente dove le notizie “erano” e non si facevano?  Chi e perché ha ritenuto necessario questo passaggio? Poi, cosa si intende esattamente “essere” e cosa si intende esattamente con “fare” notizie? Questo secondo verbo ci appare più interessante da valutare. Le “notizie” si “fanno”? in che modo? Chi, dove e quando le “fa”? Come la Di Pasquale intende “fare” le notizie nel suo prossimo Report? In genere, le notizie si “fanno” da sole e il compito dei giornalisti è riportarle con relativa obiettività.  

Dubbio n. 2: ad un certo punto la Di Pasquale dice “… faremo inchieste su destra e sinistra, come sempre”. Ineccepibile, ma l’enunciato suona bene alle orecchie di chi è stato maggiormente oggetto di attenzione da parte del “vecchio” Report: è vero, buona parte delle sue inchieste sono state attenzionate verso la destra e dintorni. Ma semplicemente e banalmente perché a destra c’era molto più “materiale” ovvero “notizie” rispetto a quante ce ne potevano essere a sinistra. Ci corre il dubbio che questo enunciato occorre più a tranquillizzare i timorosi di destra che non ammonire a sinistra. In soldoni: le inchieste si fanno sui fatti, accertati o presunti, sui reati già commessi o in procinto di esserlo, sulle “notizie” che già “sono” indipendentemente dall’area politica alla quale potrebbero appartenere. O no?

Abbiamo vaga, vaghissima impressione, che ci sia stata una leggera esondazione grammaticale o lessicologica se non, temiamo con la speranza di essere smentiti, una diversa “postura” giornalistica intesa come nuova linea editoriale di Report.

Abbiamo il dubbio che, forse, l’obiettivo principale di questo Governo e di questo Cda Rai di destra era non solo e non tanto rimuovere Ranucci (finora in modo segreto ed arbitrario) ma proseguire l’intero disegno proposto da Rossi&C.: picconare RaiTre e il suo prodotto giornalistico di punta. Siamo alla vigilia di una prossima competizione elettorale. Non perdiamo di vista questo elemento.

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domenica 6 settembre 2026

RAI e Report: la festa è finita, trasmettete in pace

By Bloggorai ©

“Amici, Romani, compatrioti, prestatemi orecchio! Vengo per demolire Ranucci, non per lodarlo. Il male che gli uomini fanno vive dopo di loro;

Il nobile Triunviro della RAI vi ha detto che Ranucci era ambizioso (opaco e interferito, come ha scritto il Corriere): se così fosse, sarebbe una colpa grave, e Ranucci ne ha risposto gravemente.

Qui, con il permesso del Governo e degli altri - perché il Governo è un uomo d'onore; così sono tutti, tutti uomini d'onore - vengo a parlare alla demolizione di Ranucci. Era mio amico, fedele e giusto con me: ma il Governo dice che era ambizioso; e il Governo è un uomo d'onore. …

Ma eccomi qui per dire ciò che so. Voi tutti lo amavate una volta, non senza ragione: Quale ragione vi trattiene allora dal piangere per lui? O giudizio! Tu sei fuggito tra le bestie brutali, E gli uomini hanno perso la ragione. Abbi pazienza con me”.

 

Riassumiamo e sintetizziamo:

16 ottobre: bomba esplode sotto casa di Ranucci

Iniziano le indagini, tutt’ora in corso

Si riunisce il Comitato Etico: Ranucci viene “espulso” da Report

Si avvia la “trattativa” e si “apre un canale di comunicazione”

La redazione di Report esulta: la trasmissione è salva.

La concatenazione dei fatti, per quanto noti e per come li abbiamo seguiti attentamente in queste lunghe settimane, non lascia adito a dubbi o consente personali interpretazioni. La Rai, a suo insindacabile e segreto giudizio, ha “espulso” Ranucci senza alcuna motivazione: “Io lo posso fare, io non devo rendere conto a nessuno se non al Governo che mi ha insediato e il Governo vuole così ovvero Ranucci fuori dalle scatole e Report ricondotto a più miti consigli”. Punto. Per il resto, si vedrà presto in Tribunale dove Ranucci ha presentato un ricorso ex Art. 700 CPC. Non sia mai detto che un Giudice possa accoglierlo. Ne vedremo delle belle.

Se non che, si avvia una “trattativa” tra la Rai e la Redazione di Report che aveva minacciato fuoco e fiamme dopo la nomina di Presutti e Piervincenzi al posto di Ranucci. La battaglia, la trattativa era anzitutto sui nomi: tolta di mezzo la Presutti (brava!) arriva la Di Pasquale (più brava!) e la redazione brinda al successo: Report è salvo e lotterà insieme a noi! 

Dicono, pare, sembra che a Palazzo Chigi, nel giorno del compleanno di Governo della Meloni, abbiano tirato un sospiro di sollievo; dicono, pare, sembra che Rossi & C hanno festeggiato con il Prosecco e le noccioline; dicono, pare sembra che da oggi Corsini verrà chiamato “il mediatore” e, a sinistra, qualcuno ha scritto che “…  La Rai è stata costretta a fare un passo indietro … La fisionomia del programma, almeno per ora, ha maggiori possibilità di sopravvivere. La lotta ha prodotto un risultato concreto. Sta qui la lezione politica di questa vicenda… A volte, per restare liberi, bisogna restare. E lottare”. Ovvero “Avanti popolo … alla riscossa …” abbiamo vinto noi: la Rai con un occhio nero (uno solo) ma nero nero!!!

Bloggorai non è affatto convinto di tale entusiasmo e le immagini dei festeggiamenti della redazione lo hanno lasciato alquanto imbarazzato e perplesso. 

A se il Triumvirato Rai si ritiene soddisfatto banalmente è perché ha ottenuto almeno buona parte di quanto voleva: salvare capra e cavoli, ovvero fuori Ranucci ed evitare problemi con la messa in onda di Report il prossimo 8 novembre. B ha ottenuto una conduzione “collegiale” ovvero con Piervincenzi affiancato alla Di Pasquale C la Rai ha usato un’arma subdole micidiale: il ricatto ovvero “se volete continuare la protesta vi sostituiamo tutti in un attimo” D Report era sotto tiro di questa Rai da tempo, tagli al budget e alle puntate e non abbiamo memoria di “lotta dura senza paura”. E il fatto che la Rai ha agito dì imperio, ovvero sotto dettatura del Comitato Etico, ovvero sotto le indicazioni di membri del Governo, ovvero sotto la direzione dell’AD Rossi è passato del tutto in secondo piano.

Da questo punto di vista la presunta “lezione politica” di questa vicenda è stata ed è una catastrofe dagli esiti del tutto incerti.

Ora, si torna alla “normalità” ovvero alla prosecuzione del progetto politico dell’AD sullo smantellamento di RaiTre, agli ascolti che calano progressivamente, alla nomina del Presidente del Cda ancora in altissimo mare e alla riforma Rai che semmai potesse prendere forma non potrà essere che a colpi di maggioranza: la Meloni vorrebbe andare alle urne a maggio e non c’è tempo da perdere. Rossi deve essere premiato. O con la riconferma per i prossimi 4 anni o con un posto in Parlamento.

Cosa c’è da festeggiare?

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venerdì 4 settembre 2026

Governo, RAI, Report: e vissero tutti felici e contenti

By Bloggorai ©

Sono le “persone” che fanno le “cose” e giammai avviene il contrario. Parafrasando: sono le persone che fanno le trasmissioni e giammai avviene il contrario (con qualche rara e possibile eccezione). Poniamo un punto interrogativo, non si sa mai. A Bloggorai corrono tanti dubbi e perplessità. Avessimo sbagliato tutto?

Ricapitoliamo. Ieri si è conclusa con un “happy end” ovvero con un “vissero insieme felici e contenti” ovvero “volemose bene” ovvero ancora “tutti abbiamo famiglia” la tormentata vicenda della Rai contro Ranucci che, non dimentichiamolo mai, era in corso e nel “mirino” di questo Cda Rai e del suo Triumvirato Rossi& C ben prima della bomba. La “vicenda” non nasce il 16 ottobre scorso ma molti mesi addietro nell’insofferenza politica del Governo contro Ranucci (tagli di budget, spostamento della messa in onda, riduzione delle puntate etc). Su questi temi, tutto questo spirito battagliero dentro e fuori della redazione lo si è visto ben poco. Nello stesso Cda la questione è rimasta sempre sospesa a “faremo sapere” da parte di Rossi&C.

Riavvolgiamo il nastro degli ultimi giorni. Il famigerato Comitato Etico propone all’AD Rossi il suo resoconto di indagine (come, dove, su cosa?). Si riunisce il Triumvirato e, a suo insindacabile e segreto giudizio, emette il verdetto: fuori Ranucci dalle palle e dentro la Presutti e Piervincenzi. Apriti cielo: minacce di apocalisse prossima ventura: la redazione minaccia la diserzione di massa, sciopero e rischio di far salare la partenza di Report il prossimo 8 novembre. Rossi&C stanno con il piedino sulla buccia di banana: sanno che rischiano grosso e minacciano la redazione di Report: vi sostituiamo tutti, non abbiamo bisogno di voi! La trattativa è dura, sottile, perversa e violenta quanto efficace: si apre “un canale di comunicazione” tra Corsini (plenipotenziario di Rossi & C) e la redazione. Il nodo centrale sembra essere la “brava” Presutti. Togliamo di mezzo lei, mettiamo Claudia Di Pasquale, una altrettanto brava (storica, vincitrice di premi e dalle domande urticanti) e il gioco è fatto: la redazione di Report esulta come se avessero vinto al Gratta e Vinci. Ranucci non viene mai citato. Scene di giubilo a Via Teulada. Corsini corre a telefonare a Rossi: missione compiuta, pericolo scampato e Report è salvo. Sembra che pure Sigfrido abbia dato il suo consenso: “Felicissimo, l’avrei proposta io stesso”. Anche da Palazzo Chigi tirano un sospiro di sollievo proprio oggi che la Meloni festeggia il suo storico traguardo al Governo. Sentitamente ringrazia Rossi & C.: ‘sta storia di Ranucci, Report etc stava rompendo le scatole. Basta.  

Allora: tutto a posto? Non ne siamo per nulla certi e, anzi, qualche problemino si pone. In primo luogo rimane un fatto indiscutibile: la “rimozione” forzata di Ranucci senza uno straccio di motivazione, di prova a suo carico o di argomentazione editoriale che dir si voglia. Sul tema zero assoluto, nessuno fiata. L’azienda può farlo? Certo che si ma non sempre e non comunque, specie se si tratta di una sostanziosa induzione proveniente dal Governo. Questo elemento oggi, con la “narrazione” proposta della “pace sociale” tra Rai e redazione di Report passa in secondo piano. Se la vedranno gli avvocati e i giudici. Il piano “politico” di tutta la vicenda viene presto dimenticato e i primi a mostrare la “memoria corta” sembrano proprio i soggetti che hanno condotto la trattativa. Ora il “main stream” sembra essere: abbiamo salvato Report, il giornalismo d’inchiesta e RaiTre. Missione compiuta. Sarà così?

Ovviamente non abbiamo la palla di vetro per immaginare cosa potrà avvenire nel prossimo futuro, dopo l’8 novembre, ma qualche interrogativo si può porre. È Ranucci che ha fatto Report o è Report che ha fatto Ranucci? Il “metodo Report” si applica a chiunque lo conduce oppure si modifica a seconda delle necessità, opportunità e convenienze politiche? La scelta e l’impaginazione dei suoi servizi, degli argomenti e delle indagini proposte, non è e non può essere materia neutra: si può indagare sull’origine misteriosa delle noccioline del Burundi oppure sulla Santanchè o sul figlio di La Russa. Se riavvolgiamo il nastro della trasmissione: come possiamo valutare le differenze tra le due conduzioni Gabanelli e Ranucci nel diverso e sostanziale contesto storico e politico in cui si sono svolte?

Proseguiamo con gli interrogativi. Come abbiamo scritto e ribadiamo, siamo alla viglia dell’apertura della campagna elettorale del 2027 e riteniamo che questo sia il solo punto focale per leggere correttamente le vicende attuali. Se è vero che Report è considerata la sola trasmissione di punta del giornalismo d’inchiesta del Servizio Pubblico, ne consegue che appare impensabile o difficilmente tollerabile da questa destra che il “nuovo” Report possa prospettarsi come una meteora impazzita che vaga a suo piacimento nel firmamento della scena politica prossima ventura. Lo vedremo … strada facendo.

Piccola nota a margine sul “caso mediatico” del Corriere della Sera. A Bloggorai piace andare in edicola, dal fido Maurizio, e comprare i giornali cartacei. Ieri il Corriere si è presentato al modico prezzo di 2,70 euro solo perché conteneva in allegato una copia di una vecchia edizione del 2024, senza motivazione e senza un perché. Abbiamo cercato di saperlo ma non ci siamo riusciti. Però siamo andati a vedere qualcosa: il Corriere, secondo dati ADS (Accertamenti Diffusione Stampa) nell’anno 2024 le vendite medie giornaliere in edicola si attestavano a circa 122.000 – 125.000 copie. Oggi invece le vendite medie giornaliere in edicola si sono attestate attorno a 95.900 – 96.000 copie. Se continua di questo passo, nel giro di qualche anno il Corriere si dovrà comprare in gioielleria o da un antiquario. Torneremo sul “caso mediatico” e della sua “narrazione” sulla vicenda Lavitola- Ranucci.

bloggorai@gmai.com

 

giovedì 3 settembre 2026

La "faccenda RAI" vista dal buco della serratura

By Bloggorai ©

Tempi moderni. Prima di andare avanti dobbiamo doverosamente riprendere la notizia nascosta del giorno, ovvero la cifra tragicomica della “vicenda Rai” cioè un virgolettato di Dagospia di ieri alle 20.05: “Episodio pittoresco nel mezzo della riunione (tra Corsini Rai e la redazione di Report): un giornalista di una prestigiosa testata della Rai sarebbe stato beccato a origliare da un bagno vicino alla sala della riunione, e sarebbe stato cacciato via”. Proviamo ad immaginare la scena: da pagare il biglietto. 

Siamo alle comiche iniziali secondo una nobile tradizione: si può sempre ricordare lo storico ex direttore del Tg1, ex parlamentare del Popolo della Libertà, oggi spesso in Tv come opinionista che ha fatto la cifra giornalistica dell’ascolto dal bagno delle signore nella sede dell’ex PSI (vedi articolo de La Stampa del 21 maggio 2019 con il titolo “Un cronista da marciapiede”  https://www.lastampa.it/politica/2009/05/21/news/il-cronista-da-marciapiede-1.37065865/ ).  

Sprovveduti allo sbaraglio. Come altro definire certi personaggi che si credono improvvisamente di essere il Marchese del Grillo salvo poi doversi rivedere nelle vesti più sobrie e modeste di un umile e servizievole scudiero? Non era difficile prevedere il possibile scenario che si sta ora disponendo sul “caso Lavitola”. Come abbiamo scritto ieri Rossi & C non possono vincere e non vogliono perdere. Tra le ipotesi possibili che abbiamo accennato ieri, la seconda è quella che sta prendendo forma: trattare per intanto con la redazione e poi con Ranucci e ora l’ordine è “tenere aperto un canale di comunicazione” ovvero ovvero cedere e trovare un modo per uscire dal loro stesso pantano senza rompersi l’osso del collo con una figura di tolla e possibilmente prima, semmai fosse, che un Giudice del Lavoro possa applicare il temuto Art. 700 CPC. e disporre il reintegro immediato di Ranucci alla conduzione Report.

Il “triumvirato” Rossi-Ventura-Spadafora non hanno alternative: sanno di non poter mettere a rischio la sopravvivenza di Report con i suoi ascolti ineguagliabili. Erano con le spalle al muro prima e lo sono ancora di più oggi, peraltro pure con i “soffietti” che gli arrivano da Palazzo Chigi dove, sembra, non vedono con gran piacere tutta ‘sta caciara intorno alla Rai.

Lo abbiamo scritto più volte: hanno commesso un errore strategico fondamentale: affidarsi al famigerato quanto farlocco Comitato Etico, sperando che gli fornisse un appiglio “tecnico” per togliersi Ranucci fuori dalle scatole. Nonostante che nelle settimane scorse, un giorno si e l’altro pure, comparissero “voci” e “fonti” interne che facevano sapere i capi di accusa contro Ranucci, alla fine si sono resi conto di non avere nulla in mano contro Ranucci e hanno provato il bluff sperando nella segretezza della relazione del Comitato: intanto facciamolo fuori e mettiamoci due nomi a nostro esclusivo gradimento e poi si vedrà.

Se non che, come sanno bene tutti coloro che almeno per amicizia, si sono avvicinati ad un tavolo di Poker, il bluff non si improvvisa e non si fa giammai quando sei sotto botta. Se lo fai per disperazione gli altri giocatori lo “sentono” e non ti concedono scampo: vedono il tuo bluff e tu che non hai niente in mano rimani come Don Falcuccio. E così, quando hanno calato le carte dei due nuovi conduttori hanno scoperto che erano carte bucate, che non era sufficiente sostenere che i due hanno vinto qualche concorso per giornalisti per condurre Report. Ed ora la Presutti si è ritirata. E ora si sono dati 12/24 ore di tempo per “valutare”.

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mercoledì 2 settembre 2026

La lunga, buia e tempestosa notte della RAI

By Bloggorai ©

A che punto è la notte della Rai e del Servizio Pubblico? Profondo nero, buio, nebbia, silenzio e l’autunno è alle porte. È una lunga notte iniziata da mesi, da anni ormai: dal quel fatidico 25 settembre 2024 quando, grazie ad una scelta scellerata di AVS e M5S, venne dato il via libera a questo Cda di Rossi&C in cambio di una “calendarizzazione” di una riforma che nessuno ha ancora mai visto e con seri dubbi che la si possa vedere in tempi ragionevolmente brevi. Attenzione, se mai ci sarà una riforma, sarà una riforma targata Meloni &C.  Da quel giorno, da quel pomeriggio, la luce si è spenta ed è scesa la notte “nera” sulla Rai.

Da allora nulla è stato più prima: questi due anni, questo Cda tutto intero, passerà alla Storia per gli ascolti in progressivo disfacimento, piani industriali ammuffiti, piano immobiliare farlocco, piano editoriale sull’informazione inesistente, due presidenti in carica (Agnes e Marano), conti traballanti e i vincoli dell’EMFA ignorati. Gli mancano solo le cavallette e la peste bubbonica.

Come abbiamo scritto e ribadiamo: non sono stati nemmeno capaci di chiudere l’accordo per Rai Way e ora chiudono in bellezza con lo sporco affare di Report. Hanno preso a modello lo schema Trump: hanno iniziato una guerra e non sanno più come uscirne. Rossi & C potevano fare tante cose ma hanno fatto la peggiore, la più autolesionista. A meno che fosse una strategia ben ponderata poiché il risultato finale sarà comunque a loro vantaggio: picconata ulteriormente Rai Tre, pressoché demolito Report e Ranucci fuori dalle palle! 

Missione compiuta e ora Rossi può passare all’incasso con una sua ricandidatura al nuovo Cda per i prossimi 4 anni o con una candidatura parlamentare nel 2027. La Meloni è riconoscente con i suoi amici. Nota accessoria: il 30 settembre si dovrebbe togliere dimezzo un suo “fastidioso” vicino: l’attuale DG Roberto Sergio che dovrebbe andare in pensione dalla Rai ma non da Tele San Marino dove pure la Rai lo ha insediato.    

E ora che potrà succedere sul “caso” Report? Ci sono diverse possibilità.

A: la Rai tiene duro e va avanti sulla sua strada

B: La Rai cede e rivede le sue posizioni e accetta la trattativa.

C: La Rai congela tutto, attende gli sviluppi e poi si vedrà.

Ipotesi A: verosimile che non abbiano la voglia, la forza e il coraggio di ammettere la stratosferica minchiata fatta con l’estromissione di Ranucci senza uno straccio di motivazione o di accusa a suo carico (il Corriere ha riportato “opacità e interferenze” … sic!!!). Due mesi di farloccagini del cosiddetto Comitato Etico hanno prodotto due fiocchetti di neve. Verosimile che possano andare in pellegrinaggio a qualche noto santuario per pregare che non ci siano in giro nei Tribunali del lavoro romani “giudici compiacenti” o “zecche commmuniste” che possano dare ragione a Ranucci e farlo reintegrare con provvedimento d’urgenza ex Art. 700 CPC. Semmai fosse, intanto il conduttore ritorna al suo posto e poi la causa civile potrebbe svilupparsi in altra sede giudiziaria con altri tempi. Dicono, pare, sembra che il “triumvirato” Rossi-Ventura-Spadafora abbiano abbassato un po’ le penne.

Ipotesi B: da non escludere a priori, anche se molto improbabile che siano tanto astuti e acuti da capire l’aria che tira e intuire che saggezza e prudenza dovrebbero indurre a più miti consigli. La trattativa implica, giocoforza, che le due parti cedano qualcosa: cosa potrebbe cedere la Rai? La scelta dei due conduttori ha aggiunto la ciliegina sulla torta: una pezza peggio del buco. Però, dovranno valutare attentamente: perdere la redazione di Report o esporsi ancora a lungo al fuoco incrociato di tutta l’opposizione richiede spalle larghe e loro non sembrano averne gran che. Certo, non sarà facile dover ammettere “Scusate, ci siamo sbagliati. Rivediamoci e vogliamoci bene per la salute della Rai”.

Ipotesi C: in genere è la scelta più saggia ma solo in genere. Succede speso invece che le scelte avvengano sotto spinte emotive e irrazionali. Succede pure che poi ci si possa ravvedere. Rossi & C sanno di non aver vinto del tutto e sanno di non poter perdere. Anche da Palazzo Chigi arrivano timidi segnalini di “prudenza”.  

Se mai dovessimo aprire un “ReportScommesse” punteremmo un baiocco sull’ipotesi 3. Ipotesi rischiosa ma vantaggiosa: può succedere di tutto e meglio attendere. Vedremo, siamo solo all’inizio.

Torniamo per ora al “caso mediatico” del Corriere della Sera e sulla sua “particolarissima” attenzione sul “caso Ranucci” e non tanto sul “caso Lavitola”. Ci chiediamo sempre perché a Via Solferino, quando sorge il sole, il suo direttore, le sue firme più importanti (tra le quali spicca di luce propria quella di Paolo Mieli che ora cercano in tutti modi di far dimenticare il suo “relativo e distaccato” coinvolgimento sulla “manovra Lavitola”) si vedono, si scambiano messaggi e decidono che il “caso Ranucci” debba meritare tanta attenzione più delle guerre in corso, dell'economia o financo della cronaca nera?  Ancora non riusciamo a trovare una risposta “non banale” ma qualche ipotesi la abbiamo in serbo. Chissà, forse al Corriere sanno cose che noi non sappiamo? Il Corriere non riporta solo “notizie” o riferisce “fonti”, non sono solo “cronisti”: la quantità e la qualità degli articoli, il loro posizionamento in pagina e la loro titolazione costituisco la “narrazione” ovvero il “main stream” al quale il Corriere fornisce linfa vitale che poi alimenta il circuito: vedi Dagospia ieri sera alle 20.15. Non paghi della “cronaca” si aggiungono autorevoli commentatori (Polito, Grasso etc) e questa “narrazione” è tutta in una sola direzione: Ranucci è colpevole, a prescindere, a priori in modo “opaco e con interferenze”.  I loro lettori hanno dato segnali di grande apprezzamento per come il Corriere segue la faccenda? hanno aumentato il numero di copie vendute in edicola? 

Abbiamo ripescato, a caso, la rassegna del 18 agosto scorso: il Corriere dedica due pagine con sei articoli, Repubblica e la Stampa un solo articolo e il Messaggero (!!!) quattro. Come pure da non dimenticare il famigerato articolo dei giorni scorsi sule Corriere, anonimo, tutto incentrato su una “… questione che interessa Libero”.  Non riusciamo a farcene ragione: perché il Corriere ha dedicato tanto spazio ad un tema pressoché irrilevante e che "interessa Libero" ???    

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martedì 1 settembre 2026

Governo, Rai e "fenomeni mediatici": il gioco truccato delle tre carte

By Bloggorai ©

“Lo scetticismo non è una filosofia è pratica di vita. Essere scettici significa essere costantemente allerta nei confronti di ogni opinione e teoria, sospendere il giudizio sulle cose non chiare e continuare ad indagare la complessità del mondo, tenendo presente il parere degli esperti senza però tradire le nostre impressioni e reazioni personali. Oggi essere scettici può davvero aiutarci” M.L. Chiesara, Sette brevi lezioni sullo scetticismo

Notoriamente, Bloggorai è sempre molto scettico su tutto, a prescindere, a priori. La “fiducia” viene considerata un bene raro e prezioso e non si concede facilmente a tutti. Forse, questo è il motivo del suo “successo”: dopo oltre 8 anni ininterrotti di pubblicazione, le lettrici e i lettori continuano a crescere come in questi giorni. Buon segno: lo scetticismo paga.  

Come vi abbiamo accennato, c’è anzitutto il “caso Lavitola”, poi c’è il “caso Ranucci” e infine il “caso Mediatico” sulla intera vicenda Lavitola Ranucci: rare volte nella storia del giornalismo italiano si è vista tanta produzione di carta stampa, siti web e trasmissioni radio -televisive sullo stesso argomento. E c’è pure il caso del “gioco delle tre carte” dove si cerca costantemente di invertire una carta/caso con un’altra. Talvolta il gioco riesce, talvolta no.

Nel “caso Mediatico” poi si producono due derive: la prima interessa, ovviamente la Rai, mentre la seconda deriva ci sembra riguardare prevalentemente l’editore Cairo e, in subordine, i quotidiani di altri gruppi editoriali notoriamente filogovernativi. 

Ormai sembra fuori dubbio e palesemente evidente che all’interno del Gruppo Cairo ci sia una scissione “narrativa” evidente: quello che monta il Corriere la mattina, lo smonta La7 la sera con la trasmissione In Onda con Marianna Aprile e Luca Telese. Se il Corriere la mattina riporta fedelmente le “voci” da dentro l’ex Viale Mazzini, queste stesse “voci” vengono poi annullate alla sera dopo il Tg di Mentana. Se il Corriere, come ieri mattina, titola su presunte “opacità e interferenze” di Lavitola su Ranucci, fornendo la “giustificazione” alla sua rimozione da Report, la sera si chiarisce bene che queste motivazioni la Rai non le ha fornite perché anzitutto non ne ha e poi perché “secretate” dal famigerato Comitato Etico a corrente alternata (funziona solo a piacimento dell’AD). E pure questa mattina il Corriere ha svolto il suo “compitino”: trovare la pistola fumante che accusa e affossa definitivamente Ranucci, ovvero le prove della “collaborazione” di Lavitola con Report ovvero con Ranucci e titola: “Lavitola interferì su Report? I Pm avviano nuove inchieste”. Si legge che nelle informative dei carabinieri si leggono note di Lavitola su Report. Interessante !!! Come pure il titolo di ieri “Opacità e interferenze” senza specificarne e dettagliarne una che sia una. L'"opacimetro" giornalistico non è ancora stato inventato.

La congiunzione astrale, la formidabile armada tra Corriere, il Triumvirato Rai e altri giornali di corredo (compreso Dagospia) sembra funzionare: il main stream ovvero la “narrazione” la conducono loro ma … ma… qualcosa non sembra funzionare e un filo sottile di scetticismo sembra calare pure da quelle parti quando devono prendere atto che il Triumvirato Rai non ne azzecca mezza di una e il rischio di una Caporetto politico narrativa si profila all’orizzonte. Non sia mai detto che Ranucci trovi un "giudice a Berlino" o magari più vicino, a Viale Giulio Cesare, che gli possa dare ragione ... Bloggorai è scettico ma, non si sa mai. Semmai fosse, il diverimento è assicurato.

Un capitolo a parte merita il “caso Mieli”, prima firma del Corriere, anch’esso felicemente apparecchiato sulla tavola di Lavitola con le “vongole sgusciate” e serenamente coinvolto, più o meno a sua insaputa, al piano mefistofelico del faccendiere per il sondaggio su Ranucci candidato alle prossime elezioni. Ciononostante, Mieli compare una sera si e l’altra pure a pontificare sul caso Lavitola come se lui fosse stato da un’altra parte, come se niente fosse avvenuto.  

Se non che a Rossi-Ventura-Spadafora parte la trebisonda e senza un briciolo di buon senso e senza fornire alcuna spiegazione emettono il verdetto, il Governo sembra contento e poi si vedrà. Fanno gran pipì fuori dal vasino. Hanno grande fretta di chiudere la partita: le elezioni incombono. Se non che, si inventano due “giovani conduttori” il cui grande merito sarebbe quello di aver vinto la Scuola di giornalismo Rai di Perugia: acciperbacco !!! Se non che si viene a leggere che la “brava” Giulia Presutti sarebbe una frequentatrice più o meno assidua del ristorante di Lavitola e il “bravo” Piervincenzi avrebbe ottenuto un finanziamento di47 mila euro dal nientepopodimenoche Renato Brunetta attraverso il CNEL. Of course, il condizionale è d’obbligo e lo scetticismo è la nostra chiave di lettura. A priori, a prescindere, sono "bravi" come scrive qualche solito professore di giornalismo senza concorso.

Settembre è appena cominciato.

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lunedì 31 agosto 2026

La battaglia è appena cominciata e nessuno farà prigionieri

By Bloggorai

«Cesare, guardati da Bruto; sta' attento a Cassio; non avvicinarti a Casca; tieni d'occhio Cinna; non fidarti di Trebonio; fa' attenzione a Metello Cimbro; Decio Bruto non ti ama; hai fatto torto a Caio Ligario. Questi uomini han soltanto un proposito, ed è diretto contro Cesare.»

Lo abbiamo scritto altre volte: tre piccoli libri non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di chi si occupa di politica: il Giulio Cesare di Shakespeare, il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e L’arte della Guerra di Sun Tzu.

Come in tutte le “case normali” talvolta succede che sia necessario “fare ordine”. Si tratta di rimettere le cose sparse al loro posto, dare una spolveratina, ritrovare qualche oggetto perduto e così via e, con l’occasione, gettare qualcosa non più utile o necessaria.

Come in tutte le “cose normali” talvolta succede che sia necessario “fare ordine” e quindi cercare un senso a questa vicenda Lavitola-Ranucci che si fatica a trovare quale esso sia.

Allora, i punti fermi, granitici, sono 3: il primo è rigorosamente giudiziario ovvero il 16 ottobre scorso quattro scalzacani mettono una bomba davanti casa di Ranucci e Lavitola confessa di essere lui il mandante. Il secondo è personale politico: perché Ranucci frequentava e intratteneva amichevoli relazioni con Lavitola? Il terzo punto è strettamente editoriale e quindi politico anch’esso e interessa anzitutto la Rai congiuntamente con i “fenomeni” mediatici che la sostengono, ovvero il Corriere della Sera in primo luogo (ne parleremo a lungo sulla loro "narrazione" della vicenda).  

Andiamo con ordine e semplifichiamo: punto n.1 la Procura sta lavorando e il solo piano di attività è definire ruolo, competenze e responsabilità dei presunti autori e mandati dell’attentato a Ranucci: “Lasciamo lavorare i magistrati e attendiamo”. Punto n. 2: alla domanda su Lavitola anche noi non abbiamo una risposta compiuta e quelle che abbiamo non ci piacciono. Ce la vedremo in seguito. Punto. 3: la Rai e i “fenomeni mediatici” ovvero politici sono ora il perno, il centro focale di questa nuova fase.

La domanda cruciale è: cosa ne sarà di Report posto che ora, oggi, la trasmissione di punta sul giornalismo di inchiesta di RaiTre, di tutta la Rai è divenuta giocoforza inscindibile dal suo conduttore e dalla sua redazione. Muovi un tassello, come il gioco della torre, e viene giù tutto. Ed è forse proprio questo ciò che si voleva (Rossi dixit).

Definiamo pure il contesto: in primo luogo c’è la prossima scadenza elettorale. Sarà questo l’epicentro della battaglia politica. Se non si coglie questo punto, tutto il resto appare fragile ed effimero. Se concordiamo su questo punto, dovremmo poi concordare che l’esito della battaglia si giocherà sul filo di lana, forse per pochi punti percentuali di differenza tra i due schieramenti. Da dove verranno i voti necessari a scalzare la Meloni, chi sarà l’ago della bilancia? A destra certamente Vannacci e a sinistra? Seguiamo il ragionamento: quella manciata di voti andrà raggranellata punto a punto, in ogni modo possibile e uno strumento fondamentale, la rete a strascico, potrà essere la Rai. Ne consegue che, ora più che mai, il controllo ferreo e totale sul Servizio Pubblico è e sarà sempre più la Missione Totale affidata a Rossi &C.

Ecco allora che togliere di mezzo Report e Ranucci, oltre che proseguire la picconatura di RaiTre diventa obiettivo strategico di Meloni &C. A questa manovra, si affianca quella a tenaglia, “istituzionale”: la prossima riforma della Rai targata Governo. A giorni riprenderanno i lavori al Senato e potrebbe anche darsi che si possa andare in Aula entro le prossime settimane, ottobre forse. Il mandato, l’obiettivo strategico della destra è chiaro: blindare la Rai per i prossimi 4 anni. In vista c’è pure il rinnovo del Presidente della Repubblica: non scherziamo ragionano a Palazzo Chigi con la Meloni possibile candidata.

Ci sono poi altri elementi di contesto editoriale (da noi definita sabbia negli occhi) che non vanno sottovalutati e sottaciuti: l’Azienda Rai è invia di disfacimento progressivo e inesorabile. Questo Cda di destra passerà come pietra miliare della nuova era di ascolti che crollano, inefficienze e vaghezze sui vari Piani immobiliari, editoriali (quello inesistente sull’informazione) e tecnologico (la Digital Media Company non sanno nemmeno cosa sia e non sono stati capaci manco di chiudere il decennale contenzioso su Rai Way necessario a trovare le risorse per sostenerla). Questo Cda, tutto intero, non ha uno straccio di idea, di proposta o di visione del Servizio Pubblico e si attacca ora alla canna del gas pur di distogliere l’attenzione dai suoi fondamentali problemi.  

E veniamo ora alla deriva del “caso Ranucci” o "metodo Report" (come al Corriere piace titolare così dimenticando la rilevanza primigenia del “caso Lavitola”). Allora, riassumendo telegraficamente, il “triumvirato Rossi-Ventura-Stadafora emette il “verdetto” a loro insindacabile e segretissimo criterio: fuori Ranucci e il Governo gongola. 

Ma i Tre geni dell’ex Viale Mazzini fanno qualche piccolo passo falso che ha un precedente: si affidano completamente al famigerato “comitato Etico”. Un Bluff di cui il Corriere ha reso sempre dettagliatamente conto. E questo Comitato fornisce al Triumvirato le carte (segrete e pure alquanto farlocche) per mettere alla porta Ranucci. Chiunque abbia un minimo di buon senso e di capacità di intendere si chiede quali siano le motivazioni o le prove per sostenere le accuse che, appunto, financo nel Comunicato stampa Rai, non esistono e, ovviamente, non vengono menzionate. Non hanno nulla in mano e il bluff corre il rischio di fallire miseramente.

Ieri il Corriere, prontamente, corre in soccorso della Rai e titola “Le accuse della Rai a Ranucci: opacità e interferenze”. Fenomenale: quello che non fa la Rai ufficialmente lo fa il Corriere ufficiosamente. Non ci dice però come si misura l’opacità? Quale è il livello “sopportabile” e verificabile di opacità non è dato sapere. E le interferenze? Quali sono? Dove e quando sono avvenute? Chi le ha verificate? Con questi due termini, semmai ci sarà un Giudice a Viale Giulio Cesare (tribulale del Lavoro) chiamato a decidere sul futuro prossimo venturo di Ranucci, magari ricorrendo all’art.700 del CPC, siamo pronti a scommettere, ci metterebbe un fiato a decidere.

Qualcuno, come abbiamo scritto ieri, ha fatto tanta pipì fuori dal vasino cercando di correre ai ripari proponendo e imponendo d’imperio due nomi alla conduzione di Report che non hanno ricevuto esattamente una “calda accoglienza”. Ora però non sanno come ripulire. Il trappolone prende forma: tra nuovi e nuove clienti del ristorante di Lavitola e amici di amici (Corsini, noto per le sue frequentazioni all’Atreju di Fratelli d’Italia) la battaglia ora si dispone come scontro frontale: la Rai sembra non intenzionata a recedere dai suoi passi e la redazione di Report è pronta a fare i bagagli. Non è un gioco a somma zero: qualcuno si dovrà rompere qualche osso: Rossi o Ranucci. Come ha scritto Lisa di Giuseppe su Domani: “L’ostinazione della Rai sui due nomi dimostra altro” ovvero “à la guerre comme à la guerre”.

In tutto questo poi, nei giorni scorsi, abbiamo letto cose e vicende politiche e umane che non ci piacciono nemmeno un po'. Abbiamo letto della nuova conduttrice di Report designata da Rossi&C (dicono che sia “brava” ed ha pure vinto il concorso alla scuola Rai di Perugia, manco fosse la BBC) che oltre che essere anch’essa cliente” del ristorante di Lavitola sia “vicino” ad un noto consigliere Rai.

Abbiamo pure letto che i due nomi designati da Rossi& C siamo stati in qualche modo “telefonati” con due dei tre partiti dell’opposizione. Non ci vogliamo credere, per ora. Ma il tasso di fiducia nei confronti di tanti amici, parenti e conoscenti è talmente scarso da farci ritenere legittimo ogni dubbio. Oggi leggiamo che la Floridia, ex presidente della Vigilanza, ha smentito ogni suo coinvolgimento nella presunta trattativa. Cerchiamo ancora di capire e di sapere. Siamo solo all’inizio della battaglia dove nessuno farà prigionieri.

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domenica 30 agosto 2026

RAI & C: lavori in corso

By Bloggorai

Abbiamo una grandissima impressione, quasi una certezza, che molti stanno facendo pipì fuori dal vasino. Molti l'hanno già fatta e non sanno come rimediare, altri continuano a farla con convinzione altri ancora la fanno e sembra che non se ne rendono conto.

Intanto, da parte nostra, precisiamo che il "caso" di cui si dibatte in queste ore, in questi giorni, è anzitutto e in primo luogo il "caso Lavitola" e solo in subordine si tratta del "caso Ranucci" come invece al Corriere  piace scrivere ovvero proporre la "loro" narrazione ovvero rafforzare e influenzare il loro "main stream". Se poi la Magistratura dovesse accertare responsabilità specifiche a carico di Ranucci ed eventuale collaborazione con Lavitola per realizzare servizi giornalistici su commissione ne riparliamo.

Comunque, certo è che il Corriere sta brillando di luce propria su questa vicenda a tal punto da diventare un "caso mediatico" parallelo. 

Oggi ci dedichiamo a sapere, capire, dibattere e riflettere.

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sabato 29 agosto 2026

Sfascio Rai: Governo&C godono e brindano

By Bloggorai

"Siamo in presenza di due tipi di contraddizioni sociali: le contraddizioni tra noi e i nostri nemici e le contraddizioni nel popolo. Si tratta di due tipi di contraddizione completamente diversi. Le prime antagoniste e irrisolvibili, le seconde possono essere sanate”   

“Finalmente, ci siamo tolti Ranucci e forse anche Report fuori dalla palle!!!” questa in larga sintesi il coro dei giubilanti per il verdetto emesso dal Triumvirato Rossi&C. 

La Russa, Salvini, Donzelli e tutto il fior da fiore del Governo hanno esultato e i loro giornali amici e sodali gongolano. Alla Storia passerà questa pagina e ora hai voglia rimettere in piedi i cocci, se mai fosse possibile. Se mai avesse inizio la battaglia legale di Ranucci, accettiamo scommesse: il conduttore vince a piene mani e Rossi&C lo hanno messo nel conto, tanto semmai fosse non saranno loro a pagare. Bloggorai invece pagherà il biglietto per essere presente in Aula a Viale Giulio Cesare, sede del Tribunale Civile. Nei giorni scorsi abbiamo letto che a Rossi potrebbe venire offerto un prestigioso paracadute come deputato o addirittura senatore: il giusto premio per tanto impegno. Ci sembra giusto, se lo merita.

Oggi c’è poco da dire o commentare: Rossi&C stanno da una parte e Bloggorai sta dall’altra. Se il governo brinda a prosecco e noccioline, Bloggorai no. Se i consiglieri di “opposizione” comunicano il giorno dopo che  “Resta inteso che ci dissociamo da ogni conseguenza, legale ed economica, che potrà provocare questa scelta dissennata, adottata senza il minimo coinvolgimento del CdA” noi riteniamo che il solo e rilevante atto politico di dissenso e opposizione siano le dimissioni immediate di Natale e di Majo, sbattendola porta e presentando il conto di questa gestione dissennata a partire proprio da RaiTre, ovvero la terza “vittima “ della sentenza di Rossi&C dopo Ranucci e Report. Abbiamo richiesto sommariamente un confronto sugli ascolti della terza rete negli ultimi tre anni (2023-25) e i numeri non mentono: sono emigrati centinaia di migliaia di telespettatori, ovvero quegli stessi che Rossi ha rivendicato come il “mio” successo. Sarebbe stato già sufficiente questo elemento per fare causa a Rossi per danno erariale, per dimettersi dal Cda da parte di di Majo e Natale.   

Da tempo abbiamo perso fiducia nei loro confronti e se oggi siamo arrivati a questo punto, se oggi Rossi & C si permettono di fare e disfare a loro piacimento e insindacabile giudizio è anche perché non hanno mai incontrato una opposizione forte e dura dentro e fuori la Rai. L’opposizione tutta intera ha cincischiato in attesa della quanto mai fantomatica riforma che semmai fosse avrebbe la targa tutta del Governo. Oggi, inoltre, invocare l’applicazione tardiva e retroattiva dell’EMFA o sperare nella riforma Rai potrebbe apparire come una beffa: il Governo e “questa” Rai i giochi li hanno fatti e le elezioni si avvicinano. Per ora, Amen!

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venerdì 28 agosto 2026

FLASH: La dichiarazione di Guerra è stata consegnata ...

By Bloggorai

“Volemo fa’ a guera? Bene, allora famo a ‘guera”

Come previsto, auspicato, annunciato, ampiamente  sostenuto e desiderato da molti, da tanti, questa sera ci sarà un grande brindisi a Prosecco e noccioline.

La Rai ha deciso, Rossi & C. hanno deciso, il Governo ha deciso: fuori Ranucci da Report. Così hanno deciso a loro insindacabile giudizio. Noi siamo noi e voi non siete un ... (omissis, da Il Marchese del Grillo). La Rai è di destra e voi no, of course! Noi abbiamo la Rai e voi no. Noi, o meglio “io”, abbiamo deciso di picconare Rai Tre anche oltre Report e voi potete solo protestare, magari nell’insistente Vigilanza Rai oppure con un bel Comunicato Stampa di qualche Consigliere del giorno dopo.

Già, i capitani coraggiosi del Triumvirato per una singolarissima coincidenza hanno deciso il verdetto contro Ranucci proprio il giorno dopo il clamoroso “scoop” del Tg1. Chissà se tre le righe di Tavares, il factotum di Lavitola, c’era un messaggio occulto e chi voleva capire ha capito? Chissà?  

Comunque, le chiacchere stanno a zero: Missione Compiuta e la “formidabile armada” dei partiti di destra fortemente sostenuta dalle ammiraglie dei principali quotidiani di destra in buona compagnia di quelli di centro e con qualche aiutino di “centro sinistra” hanno portato a casa lo scalpo di Ranucci. Sono stati capaci di imporre il loro “main stream” ribaltando il racconto: Ranucci da vittima dell’attentato a soggetto pericoloso e poco credibile. Per ora è così. Per ora. Però, si sa, le storie sono lunghe e bisogna saperle raccontare.

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La Rai sta in vacanza e il Tg1 va in Camerun a fare un finto scoop

By Bloggorai

Questo Cda Rai, tutto intero, questo Governo che lo sostiene e lo alimenta, meriterebbero un Premio Speciale o almeno una citazione di merito all’Accademia dei Lincei, una proposta di Legion d’Onore o una attestazione della Croce Rossa, o qualcosa di simile.

Ci stanno mettendo tutta la migliore buona volontà per picconare quel poco che restava della credibilità e fiducia che la Rai e il Servizio Pubblico avevano conquistato nel corso di lunghi decenni. Non ne azzeccano mezza di una e si azzardano in avventure spericolate dalle quali non sanno come uscirne. Su Ranucci e Report annaspano nella confusione più totale senza uno straccio di prova a suo carico per giustificare un qualsivoglia provvedimento. 

L’ultima di ieri sera è stata grossa assai assai. Intorno alle 19,45 si viene a sapere da Dagospia che il Tg1 manderà in onda un’intervista a Tavares, il presunto anello di congiungimento tra Lavitola e i presunti esecutori e dello stesso considerato “factotum”. Nota bene, in quel momento si stavano concludendo gli interrogatori degli stessi presunti esecutori. Secondo nota bene: a quell’ora le redazioni dei quotidiani cartacei sono già chiuse e lo “scoop” oggi non lo riprende quasi nessuno. 

Allora, come noto, il Tavares è molto “atteso” dai giudici romani che indagano sulla bomba a Ranucci e lui, nonostante sia “attivamente” ricercato” se ne sta tranquillo e beato a frequentare palestre in Camerun. Bizzarria. Fatto sta che il Tg1 lo rintraccia, come ma soprattutto quando, non è dato sapere e sarebbe molto importante questo dettaglio. Il servizio da idea che il redattore, mostrato mentre si imbarca sull’aereo per Mogadiscio, si dà tanto da fare a cercarlo in città finché, misteriosamente, verrebbe rintracciato dallo stesso Tavares. Va beh … dettagli (ma forse anche no).

E veniamo al dunque, al cuore dello “scoop”: Tavares non dice rigorosamente nulla su nulla e, in particolare su Lavitola, sulle indagini e ancor più in particolare sul “dottore” ovvero la chiave di volta di tutta la vicenda. Il “dottore” non può essere lo stesso Lavitola ma qualcuno sopra di lui, è il misterioso “mister X” ovvero l’innominabile che sembra tirare i fili della vicenda. Uno "scoop" senza una notizia !!!??? 

E' possibile pure che invece Tavares non dice rigorosamente nulla ma sostanzialmente dice tante cose: non sono latitante e semmai lo fossi andrei in Russia dove ho tanti amici. Ma la cosa più importante che lascia intendere Tavares, implicitamente, è che lui potrebbe anche tornare in Italia e parlare, vuotare il sacco. Gli esperti della materia conoscono bene questo linguaggio: io so che tu sai che noi sappiamo e chi vuol capire capisce. Il secondo messaggio implicito alla “scoop” riguarda i nostri servizi di intelligence. È possibile che al Tg1 sia concesso fare quello che ai Servizi non è dato sapere? È possibile che questa “intervista” senza data venga diffusa esattamente pochi minuti dopo la conclusione dell’interrogatorio dei due presunti esecutori?  Tutto è possibile e conferma che il Tg1 inzuppa volentieri il biscotto nel calderone del grande mistero di questa vicenda. Nulla avviene mai per caso.

Intanto riportiamo il titolo del Sole 24 Ore a firma Andra Biondi: “Ascolti televisivi dell’estate. Mediaset davanti alla Rai” dove si legge che “Numeri. Dietro i quali c’è una differenza di strategia. Mediaset ha deciso di non mandare in vacanza il nocciolo della sua offerta … la Rai, al contrario, ha contato in particolare sulla forza degli avvenimenti sportivi, lasciando molto spazio alle repliche. E non è bastato.” In soldoni, Mediaset non è andata in vacanza e la Rai si. Punto, a capo.    

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giovedì 27 agosto 2026

RAI e Ranucci: fenomeni misteriosi

© by Bloggorai

Nel nostro bizzarro Paese avvengono spesso Fenomeni Politici Mediatici di Tipo Sconosciuto, altrimenti conosciuti come “misteri”, catalogati nella cartellina “complotti” e con soggetto “Mister X”.

Andiamo con ordine: Fenomeno n. 1. Nei giorni scorsi il coro della stampa giurava in modo pressoché unanime che martedì 25 il triunvirato Rai composto da Rossi-Ventura-Spadafora e saggiamente “ispirato” dal cosiddetto Comitato Etico avrebbe emesso la sentenza contro Ranucci, definitiva, inappellabile e segreta. Segreta manco per idea perché le “fonti” interne Rai hanno fatto sapere per filo e per segno i presunti “capi di imputazione” sollevati dal Comitato Etico, alcuni dei quali risalenti ad anni addietro. Fuffa allo stato puro, il vuoto pneumatico che ha consentito a molti, il Corriere in testa, di dedicare pagine intere alla vicenda. Non c’è uno straccio di prova che Ranucci possa aver confezionato qualche servizio di Report su commissione di Lavitola, non c’è alcun procedimento giudiziario in corso, non c’è nulla! Eppure, quel pomeriggio di martedì molti, compreso Bloggorai, erano in attesa di un’Agenzia che riportasse il verdetto del Triunvirato. Come potete bene immaginare, dopo quasi 40 anni di frequentazioni dell’ambiente, anche Bloggorai ha qualche “fonte” ancora attiva. Intorno alle 15 di martedì cominciano a girare messaggi e arriva una telefonata: “Sono nel pallone … non sanno che fare, sono nel terrore di sbagliare e da Palazzo Chigi non sono arrivati segnali”. Questo un punto chiave: i partiti di governo, questo Cda Rai e i giornali che li sostengono non hanno una exit strategy contro Ranucci proprio come Trump con l’Iran cioè hanno iniziato una guerra che non sanno come terminare, consapevoli che potrebbero non vincere in pieno e si attaccano alla canna del gas pur di trovare argomenti per loro utili a sostenere la causa.

Sicché, alle 16.22 Dagospia lancia “LA RAI HA DECISO DI RIMUOVERE SIGFRIDO RANUCCI DALLA CONDUZIONE DI “REPORT” – È LA POSIZIONE DELL'AD GIAMPAOLO ROSSI, DOPO IL PARERE DEL COMITATO ETICO”. Apriti cielo! E qui inizia il Fenomeno Politico Mediatico di Tipo Sconosciuto: la notizia di Dagospia avrebbe fatto saltare il banco e il triunvirato avrebbe deciso di rinviare. Una “vulgata” racconta di forte pressione di PD e M5S. Non ci sembra sostenibile. Ci sembra e ci risulta invece un’altra vulgata: nelle fila avverse a Ranucci, qualcuno comincia a temere un micidiale autogol: se non emergono prove concrete a carico del conduttore ci potranno essere forti dolori di pancia, meglio attendere. Morale del Fenomeno Politico Mediatico di Tipo Sconosciuto: è sufficiente un lancio di Dagospia per far saltare il tavolo del Triunvirato. È sufficiente questo per mostrare la loro fragilità: se avessero già deciso e se avessero argomenti convincenti, come ampiamente strombazzato, lo avrebbero comunicato senza esitazione. Punto.

Fenomeno n. 2. Come vi abbiamo scritto più volte nei giorni scorsi, abbiamo osservato un Fenomeno Politico Mediatico di Tipo Sconosciuto che negli ultimi giorni si sta accentuando il ruolo del Corriere della Sera. Mentre gli altri principali quotidiani nazionali (La Repubblica e La Stampa e tralasciamo gli altri che se ne occupano per conto del Governo), il Corriere brilla per una sua luce propria e ieri ne ha dato una clamorosa prova provata. Dopo aver dedicato ben due pagine (nemmeno una guerra in corso ha avuto tanto spazio), nella seconda in basso a pag.15 è comparso un “articolo” con il titolo “Davanti casa senza assicurazione. Il dettaglio su un’auto del giornalista” senza firma. Leggiamo attentamente incuriositi da tanta attenzione sull’argomento e veniamo a scoprire che si tratta di una “… questione che interessa Libero...” ovvero uno dei giornali più attivi nella campagna anti Ranucci/Report. Ovvero, il Corriere si prende la briga di riprendere e rilanciare con evidenza una “notizia” tratta da Libero. Fenomenale e inspiegabile.  

Fenomeno n. 3. Il tema soppressione del Canale 57 dove si trasmetteva Rai Scuola per far posto ad “Italiana” sovranista e governativa è l’ennesima prova provata, la pistola fumante dello stato confusionale in cui versa questo Cda tutto intero. Il Comunicato stampa diffuso dalla Rai nei giorni scorsi cerca dimettere una pezza più piccola del buco che vorrebbe coprire: lo spostamento di Rai Scuola su Rai Play è già in corso da tempo e non c’è nessuna “evoluzione” come hanno scritto: vedi https://www.raiscuola.rai.it/ e dunque rimane solo l’intenzione togliere Rai Scuola dalla diffusione lineare terrestre universale e generalista del Canale 57. E non c’è, non c’è stata almeno finora per quanto a noi noto, nessuna campagna di “comunicazione” sul tema.  Ma ciò che appare pure grave è che la vicenda fosse nota già da mesi, dai primi dello scorso luglio (vedi post di ieri), e solo ora “qualcuno” se ne accorge e grida allo scandalo. Una riflessione attenta e precisa sull’argomento la propone il Foglio, a firma Enrico Bucci, dove si legge “Per alcuni utenti il nuovo servizio potrà Certamente diventare migliore e più facile da usare; per gli spettatori che oggi raggiungono Rai Scuola attraverso il televisore una possibilità di accesso viene semplicemente eliminata … Il comunicato (Rai) prova poi ad usare gli ascolti contro il canale ricordando lo 0,14% di share del 2024 lo 0.13 del 2025 e la flessione dei primi mesi del 2026 per concludere questi dati mostrerebbero i limiti della televisione lineare come strumento per raggiungere in modo ampio sistematico il pubblico scolastico. Qui il problema non è più soltanto la presentazione è il ragionamento. Uno share calcolato sull'intera platea televisiva dice quale frazione di quella platea sta guardando Rai Scuola non misura la capacità di raggiungere il pubblico scolastico per affermare quest'ultima cosa servirebbero dati sulla penetrazione fra studenti e insegnanti e un confronto con quella ottenuta attraverso RaiPlay il comunicato non li fornisce”.

Questa Rai, questo Cda non fornisce più nulla.

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mercoledì 26 agosto 2026

La Rai e la "Scuola" di filosofia sul caso Lavitola Ranucci

By Bloggorai ©

Care lettrici, cari lettori …

Ogni tanto, per capirci bene e andare avanti, è necessario mettere le cose in ordine e in chiaro.

Nei giorni scorsi abbiamo scritto perché ritemiamo “questa” Rai ovvero “questo” Servizio Pubblico ovvero “questo” Cda tutto intero (compresi i consiglieri del giorno dopo) ormai in via di estinzione e con ragionevoli dubbi che qualcuno possa salvare qualcosa. Se qualcuno invece ha segnali contrari faccia un fischio.

Bene, ieri ci si siamo soffermati sui “canali tematici Rai” la somma dei quali (10) raccoglie una manciata di telespettatori e assorbe una montagna di risorse, in particolare la sola testata RaiNews24 con oltre 200 giornalisti per fare mediamente lo 0,6% di share. Un’Azienda normale o li razionalizza e li valorizza adeguatamente come peraltro sarebbe d’obbligo o li chiude. La via di mezzo, quella attuale della pura sopravvivenza, è solo uno sperpero di denaro pubblico senza capo né coda.

Allora in queste ore si è levata la polemica sulla chiusura di Rai Scuola (appunto, un obbligo di Contratto di servizio). Al solito: tardiva e irrilevante. Rimettiamo in ordine le date: lo scorso 18 giugno il Cda Rai affronta il tema. Emerge e si approva all’unanimità la proposta di dedicare il Canale 57 (dove si trova appunto Rai Scuola) a Rai Territori (con grande goduria dei sovranisti di casa nostra). In quella sede, sembra, si riferisce in Cda che verrà fatta adeguata campagna di comunicazione sull’impegno Rai per la scuola: mai vista. Il 3 luglio esce un Comunicato stampa Rai dove si annuncia la nascita di “canale Territorio” ora denominato “Italiana” ma non si dice una parola su Rai Scuola. Nei giorni scorsi il quotidiano Domani lancia la pietra nello stagno con il titolo “Via Rai Scuola. Al suo posto l’Italia che piace a destra” a firma Christian Raimo e Bloggorai lo riprende e lo rilancia. Ieri, alle 14.14, l’ANSA titola “Natale (Cda), colpevole silenzio azienda su Rai Scuola, informare su nuovo progetto”. Poco dopo, alle 15 e 14, la Rai come si dice a Roma è presa con il “sorcio in bocca” e diffonde un comunicato pomposo e arioso con il titolo “Rai Scuola evolve: più digitale, più accessibile, più vicina agli studenti”. Acqua fresca in pan bagnato, ovvero il nulla. Ovvero il nulla dove si sta lentamente e inesorabilmente consumando la dissoluzione di questa Rai, di questo Servizio Pubblico e di questo Cda complice e partecipe di questo processo.

Andiamo avanti e mettiamo le carte in tavola sulla vicenda Lavitola Ranucci. Tra le nostre lettrici e i nostri lettori ci sono tanti diversi punti di vista e ci sono coloro che “Ranucci non lo sopporto e Report andrebbe chiuso” oppure “Difendiamo Report e il giornalismo d’inchiesta e poi su Ranucci vedremo” come pure ci sono coloro che “Ranucci oggi è Report e Report oggi è Ranucci” e “Il Governo Meloni vuole la testa di Ranucci” e la dissoluzione di RaiTre (come rivendicato dal “mio” AD Rossi).

Il solo punto fermo granitico, indubitabile e colossale è che a carico di Ranucci non c’è nulla!!! La sua “amicizia” con Lavitola è discutibile ma non è, per ora, un reato. Non c’è uno straccio di prova o indizio di presunta colpevolezza a suo carico per quanto finora avvenuto e accertato dalla Magistratura. Ieri sera, su La 7, il conduttore ha detto chiaro e tondo “Se hanno la coscienza pulita, mi spostano loro”.  

PUNTO. E le stesse notazioni (fintamente “segrete” perché largamente riportate) emerse del cosiddetto Comitato Etico non valgono un soldo bucato: se ci sono fatti, circostanze ed evidenze su un possibile coinvolgimento di Lavitola nei servizi mandati in onda da Report, ne siamo certi, già sarebbero emersi e la Rai già avrebbe provveduto con un provvedimento disciplinare. Con tutte le “fonti” interne Rai che parlano come canarini bastava un fiato per far emergere una qualsiasi “prova provata” ovvero la pistola fumante con la quale inchiodare Ranucci e invece hanno dovuto riesumare vicende lontano negli anni peraltro senza alcun riscontro fattuale.

Doppio PUNTO. E l’incertezza, la titubanza, il timore e la confusione in cui si muove il “triunvirato Rossi-Ventura-Spadafora” ne è prova provata: se avessero avuto una soluzione, lo scalpo di Ranucci da offrire sul piatto dei giornali di Governo che sostengono la sua decapitazione, non avrebbero avuto esitazione e già da ieri, come annunciato, avrebbero emesso il verdetto. 

Il balbettio confuso sulle tre possibili soluzioni da offrire a Ranucci in cambio della sua “rinuncia” alla conduzione di Report (la Scuola di Giornalismo di Perugia, il Tg3 o RaiNews24) è solo fumo negli occhi. La banale ed evidente verità è che non sanno che pesci prendere, consapevoli che qualsia scelta faranno la faranno male. Le elezioni sono alle porte. Oggi leggiamo di una possibile candidatura di Rossi nelle fila di Fratelli d’Italia. Semmai fosse vero, una ventata di “filosofia” da quelle parti forse gli recherà beneficio.

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martedì 25 agosto 2026

Dall'alba al tramonto: la Rai e il Corriere della Sera

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Vedi post precedente! Con integrazione sul tema canali tematici. Vedi articolo su Domani con il titolo “Via Rai Scuola. Al suo posto l’Italia che piace a destra” a firma Christian Raimo.

L’alba è passata da un pezzo e i giornali sono arrivati ma il buio rimane fitto. C’è poco da guardare in ogni direzione.

Proseguiamo lo spunto di riflessioni su la Rai, il Servizio Pubblico e il suo futuro. Anzitutto “questa” Rai e “questo” Cda tutto intero da tenere ben distinti da quella che potrebbe essere un’altra Rai e un altro Servizio Pubblico giacché è giocoforza che così dovrà essere necessariamente. Grosso modo, il solco del possibile mutamento, almeno per una parte, è tracciato su due binari paralleli e convergenti: l’EMFA e la conseguente “riforma” in discussione al Senato. Si punta ad una nuova “governance” e ad un modello di finanziamento stabile e certo ma pressoché nulla si dice sulla sua missione, sui suoi compiti, sui suoi ambiti tecnologici. Cosa potrà o dovrà essere la “nuova” Rai e il Servizio Pubblico prossimo venturo non è dato sapere e sembra poco interessare al dibattito politico, anche nel cosiddetto “campo largo”.

“Quella” o meglio “questa” Rai è finita o è invia di estinzione e questo Cda ne è l’esecutore testamentario. A suo tempo lo abbiamo definito come frutto avvelenato di un albero malato. Lo confermiamo. Cda, nota bene, da quasi due anni senza presidente ovvero con “due presidenti”: uno designato dal Governo (Agnes) e uno nominato dallo stesso Cda (Marano) senza che nessuno si fosse preso la briga di verificare la legittimità giuridica di tale situazione.

In questi ultimi anni si è certificata la progressiva erosione del suo pubblico, della sua capacità progettuale, del suo impoverimento tecnologico e della ormai cronica fragilità finanziaria. Gli ascolti tentennanno e si affievoliscono tra i successi di Sanremo e le innumerevoli repliche di Montalbano nel mentre e nel quando l’AD Rossi rivendica il “mio” successo nell’aver ceduto buona parte del pubblico di Rai Tre verso La 7. Le “nuove idee” editoriali arrancano tra flip e flop affidati ad “amici” sicuri e le “fiction” ormai appaltate alla “narrazione” governativa. Tecnologie? Vedi oggi articolo sul Sole con il titolo “Le Piattaforme online erodono il mercato delle Tv e puntano al sorpasso” a firma Andrea Biondi.

La famigerata “Digital Media Company” non sanno nemmeno cosa mai potrà essere e non c’è un soldo in cassa per poterla sostenere: era necessario chiudere il deal di Rai Way e non sono stati capaci nemmeno di fare quello. Hanno lanciato una strampalata idea di Hyperscale a Pomezia senza sapere chi potranno essere i clienti e chi potrà sostenere i costi (420 milioni). Passeranno alla storia per il “piano immobiliare” ovvero per aver ceduto i gioielli di famiglia (Delle Vittorie e Palazzo Labia a Venezia) per non dire della scelerata operazione di Milano. E coì via trotterellando e arrivando a questi giorni, a queste ore.

Oggi il “triunvirato” composto dall’AD Rossi, dal capo delle Risorse Umane Felice Ventura e dal capo degli affari Legali Spatafora si riuniranno per emettere il “verdetto” contro Ranucci. Sarà secretato come segrete saranno le prove a suo carico. Sarà emessa una sentenza e sarà insindacabile, a loro unico giudizio ovvero a giudizio dei voleri del governo. Nemmeno in un paese lontano e selvaggio avvengono cose del genere. Fuori le prove, fuori i fatti contestati e confermati e poi ne parliamo.

La vicenda Lavitola è una vicenda umana, è una vicenda criminale, è una vicenda politica e infine è una vicenda editoriale. Diciamo pure che potrebbe essere una vicenda che si intreccia su tutti i piani ed ognuno legge quella che più gli interessa. 

A noi, oggi, come pure abbiamo già scritto, interessa e incuriosisce un piano particolare: quello mediatico. Non vi è quasi dubbio che la vicenda ha assunto uno spessore, un rilievo quasi inedito nella storia nazionale moderna. Raramente abbiamo assistito ad una quantità abnorme di attenzione mediatica concentrata in così poco tempo. L’anomalia significativa di questo piano di lettura è costituita dal Corriere della Sera. Ovviamente, tralasciamola lettura dei quotidiani di “lotta e di governo” ai quali non par vero di avere un bocconcino così delizioso con il quale nutrire i loro lettori. Non possediamo un metro utile a misurare quante colonne, quante battute e quanto spazio con quante firme più o meno autorevoli il Corriere ha dedicato e dedica ogni giorno alla vicenda Lavitola Ranucci. Non abbiamo ovviamente un “articolometro” scientifico che possa mettere a confronto i tre grandi quotidiani nazionali (Repubblica e La Stampa) ma, grosso modo e a spanne, il Corriere vince 3 a 0 sia nello spazio dedicato sia nel posizionamento del “racconto” della vicenda. Ieri, ad esempio, il Corriere ha pubblicato una pagina intera con sei colonne, Repubblica una colonna di fianco e La Stampa mezza colonnina per non dire poi pressoché nulla di nuovo rispetto a quanto già risaputo.

Ribadiamola domanda: perché il Corriere si è gettato “anima e core” su questa vicenda? I quotidiani, a differenza della Tv e dei siti/blog, si "misurano" solo con le copie vendute. Ancora non abbiamo una risposta adeguata ma ci stiamo avvicinando. La partecipazione della sua firma migliore, Paolo Mieli, al tavolo delle vongole “sgusciate” gentilmente offerte da Lavitola per ora lo consideriamo solo folclore ma siamo intimamente convinti che c’è di più.

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