Nella Bassa Val Tiberina non sempre le cose vanno per il verso giusto. Ieri era una giornata luminosa, fredda, intensa, tramontana secca e tonificante. Il terreno è asciutto al punto giusto. Era tutto programmato per piantare le fave, buone a maggio e utilissime anche per il sovescio sulla vigna a luglio. Se non che … i lavori agricoli richiedono grande impegno, attenzione e cura delle cose. È successo che era necessario passare la fresa con il trattore, giust’appunto per preparare la semina. Se non che, la batteria del trattore era completamente scarica!!! Succede con questo freddo. Ma, ed ecco la distrazione: avevo dimenticato di utilizzare lo stacca batteria automatico. Va bhe ... pazienza: prendo la batteria tampone di emergenza (pesa come un macigno ed è distante dal capanno del trattore). Anzitutto cavi robusti (non quelli con poco rame dentro che si trovano in giro, quando hai un amperaggio alto ci vogliono cavi spessi). Bene, vado, provo e … niente ... pure la batteria tampone era scarica perché non era sotto tensione con il suo apparato che la dovrebbe tenere costantemente in carica. Ora, oggi, il tempo è cambiato ed è tutto nuvoloso e potrebbe anche nevicare.
Morale della favola: anche le “cose” necessitano di “cura e
manutenzione”.
Bahhh…torniamo alle nostre cose. Oggi di interessante c’è
solo sul Fatto un’intervista alla Floridia, presidente della Vigilanza, che si
duole per come stanno andando le cose. Non suscita grande attenzione. La Presidente
della Vigilanza forse dimentica che lo stallo di questo Cda è in buona parte
dovuto alla fretta che anche lei stessa ha voluto imporre a settembre per
chiudere la partita che poi è andata a finire con il tradimento del 26
settembre. Questo Cda, privo di presidenza, lo abbiamo scritto chiaro e tondo,
è il frutto avvelenato di un albero malato. L’albero malato è anzitutto la
Legge 220 del2015 e poi la mancata applicazione di quanto previsto dal recente
MFA. Il tradimento del26 settembre ha fato poi scattare la trappola che molti pure
hanno salutato con enfasi: la “calendarizzazione” del dibattito sulla riforma
RAI che, puntualmente, poi non è avvenuto. Se si fosse mantenuto il patto “prima
la riforma e poi le nomine” annunciato da PD, AVS e M5S ai primi di agosto e
poi ribadito a settembre, forse, oggi non ci troveremmo a questo punto.
Basta. Ora torniamo a far partire il trattore, prima della possibile
nevicata.
bloggorai@gmail.com
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