venerdì 8 marzo 2024

La RAI tra Marte e la Francia




  

Caro Marziano, ti scrivo ... così mi distraggo un po’ … e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito non c’è alcuna novità, l’anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va.

Anche oggi nulla da segnalare e prima di avviarci alla consueta piacevole passeggiata, prendiamo carta e penna e buttiamo giù qualche pensiero.

Caro Marziano, è trascorso tanto tempo da quando “scendevi a Terra”, ti informavi sulla RAI, sul Servizio Pubblico, e volevi sapere tutto e di tutti. Che nostalgia. Quanti caffè al baretto della napoletana, quante passeggiate a Via Teulada, quanti messaggi, chat e mail e telefonate. Ahhh ... bei tempi. Era una RAI diversa e non ti so dire se meglio o peggio di questa. Fatto sta che se ora tornassi tra noi, in verità, non saprei di cosa parlarti che valga la pena essere riferito nel tuo pianeta Marte. Ti potrei esporre solo tormenti, dubbi, domande e interrogativi ai quali noi umani non sappiamo rispondere. Come forse ti è noto, anche tra di noi "democratici" le idee non sono sempre molto chiare. 

Chissà se tu, se voi, con la distanza siderale che ci separa, avete voglia e pazienza di dare una mano a questa sparuta pattuglia di “ultimi giapponesi” che ancora hanno voglia di occuparsi di questi temi.

Caro Marziano, io ti butto giù qualche domandina. Vedi tu se trovi voglia di suggerire qualche risposta.

1. Sulla Terra si dice che “chi paga comanda”. Il Governo “comanda” e riduce il canone quindi “paga” con i soldi della fiscalità generale. Ti pare giusto? Ma in primo luogo ti pare normale che su questa  vicenda ci sia un forte e plausibile dubbio di legittimità costituzionale e nessuno batte ciglio? Nessuno si pone la briga di verificare. Se pure fosse un provvedimento del tutto legittimo, si pone comunque un grave problema sul futuro della RAI: la compensazione di 430 milioni è stabilita anno per anno. Come è mai possibile pianificare un budget senza alcuna certezza sulle risorse disponibili?

2. Sulla Terra si dice che “carta canta”. Solo che la “carta” qui non “canta”. Si tratta del Nuovo Contratto di Servizio. Ti pare normale che dopo essere stato ratificato dalla Vigilanza lo scorso 3 ottobre, da allora si sono perse le tracce e nessuno, nessuno, solleva il problema? Gli stesi parlamentari che certamente avranno letto delle modifiche intervenute successivamente non hanno nulla da obiettare sia sulla “scomparsa” del documento sia sule modifiche importanti che sarebbero state fatte? E i consiglieri di amministrazione RAI che fanno? Che dicono? Booh!

3. Sulla Terra si dice che “se vuoi la bicicletta devi pedalare”. La “bicicletta” già c’è (RAI Way) ma non ci sono i pedali. Ovvero non si sa cosa farne. Il Cda RAI avrebbe deciso di vendere una quota e nel Piano Industriale l’ha stimata 190 milioni ma sappiamo pure che molti, compresa una parte del Governo, non vorrebbero. Intanto “vassene il tempo e pur fugge tuttavia”. Cosa gli suggeriresti? Ti conosco da tempo: aspettiamo le elezioni europee e dopo si deciderà tutto. Vecchio volpone di un Marziano.

In attesa di una tua cortese attenzione, ti invio un caloroso abbraccio umano. Bloggorai.

Bene. Andiamo avanti. O meglio indietro. Ieri è successa una cosa bizzarra assai. Nel mentre e nel quando alcuni italiani vagheggiano riforme della RAI, Stati generali etc etc etc… zitti  zitti, quatti quatti, i nostri cugini d’oltralpe gli Stati Generali ce li fanno sotto il naso e nessuno (pochissimi intimi) ne sanno nulla. Fenomeni! È successo che ieri a Palazzo Farnese (Ambasciata di Francia) si sono svolti gli “Gli Stati generali dell’informazione visti da Roma: le nuove sfide per Francia e Italia in un contesto europeo”. Quanta grazia. A giudicare dall’attenzione che gli è stata riservata non sembra che ne siano uscite grandi cose. Attendiamo fiduciosi, non si sa mai.

bloggorai@gmail.com

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