Volevamo metterci una pietra sopra, un macigno, voltare pagina e andare avanti. E invece, veniamo a scoprire quello che molti definiscono una Supercazzola è invece la Supertrappola occulta a tutto danno del Servizio Pubblico. Parliamo del nuovo Contratto di Servizio.
Ieri
abbiamo saputo che è stato visto un furgoncino entrare a Cologno Monzese da
dove hanno scaricato casse intere di Krug - Vintage 2008, Mumm - Cuvee
Rsrv Blanc De Noirs 2009 e per palati più raffinati e leggeri Dom Ruinart Rose
2009 per accompagnare fresche fiamminghe di ostiche Gillardeau, le irlandesi
Cuvee Prestige con qualche manciata residua di Pricesse de Setubal portoghesi. Non sappiamo bene perché festeggiavano ma lo supponiamo.
Cosa è successo? È successo
che ciò che avevamo colpevolmente solo intuito si è puntualmente verificato. È successo
che questo Contratto di Servizio, così come è stato approvato, non ha fatto
solo felice il Governo e qualche dirigente Rai (libero da lacci e laccioli, vincoli
perentori e obblighi) ma anche il diretto concorrente Mediaset. Perché? Ricordate
il perché che abbiamo posto ieri riferito alla tanta e sospetta fretta che si è voluto impropriamente porre nella
conclusione del dibattito in Vigilanza? Abbiamo scoperto un possibile movente.
Andiamo con ordine. Dal
12 luglio, da quando siamo entrati in possesso della bozza in discussione dopo
mesi di colpevole segretezza (complici anche chi ne aveva conoscenza e non lo
ha divulgato) siamo stati subito attirati da macroscopiche falle strutturali:
la prima in assoluto e più grave, come abbiamo subito denunciato, è il venir
meno del carattere vincolante, di imposizione perentoria, degli obblighi
previsti dall’ex art. 25, derubricati nel famigerato Allegato 1.
Tante altre ancora
ce ne sono e ne parleremo ma abbiamo sottovalutato e ignorato quanto scritto
nell’Articolo 15 - Impianti e investimento tecnologico, comma 3, dove si
legge “A tale fine la Rai si impegna a
diffondere un proprio mux nazionale in standard DVB-T2 entro il 10 gennaio 2024,
e a predisporre il passaggio dei restanti mux in standard DVB-T2 secondo la
roadmap predisposta dal Ministero in coerenza con la normativa di settore”. Hai
capito !!! Se non che, ieri pomeriggio, un nostro attento lettore ci segnale un
articolo comparso su D-Day che titola “Obbligo per Rai di passare un MUX in
DVB-T2 il 10 gennaio 2024”. ATTENZIONE: non si specifica quale Mux !!!
Ecco svelato, forse, il trucco, l’inganno, la truffa a danno della Rai ed ecco un possibile movente di tanta fretta. Vediamo nel dettaglio. Lo scorso 27 settembre in Vigilanza RAI vengono presentati circa 400 emendamenti al documento e, tra questi, non compare nulla di rilevante su questo articolo: il tema passa pressoché inosservato. Se non che, nel resoconto documentale della seduta, viene inserita una lettera in risposta e quesiti pervenuti e relativi alla ricezione dei segnali RAI: si tratta di un testo, indirizzato al MimIt, dove si legge, a pag. 142 chiaro e tondo appunto che “Secondo il nuovo Contratto di Servizio in via di sottoscrizione, Rai sarà l’unica emittente chiamata ad attivare dal 10 gennaio 2024 l’esercizio di un multiplex nazionale in DVB-T2. Per trattandosi di un’iniziativa che, isolatamente imposta a Rai, genererà con tutta probabilità un calo di ascolti dei canali coinvolti a causa del mancato rinnovo totale del parco ricevitori (decoder e TV) da parte delle famiglie italiane…” che ricordiamo, sono ancora molte quelle che non hanno rinnovato il proprio apparato ricevente, il vecchio televisore. Attenzione ai termini usati: “… unica emittente…” e “…isolatamente imposta a Rai…” e attenzione pure al fatto che non viene specificato di quale Mux si parla e di quanto potrebbe essere la perdita di ascolti.
Semplificando: come anche Bloggorai ha scritto in anni non sospetti, RAI potrebbe perdere una quota significativa di ascolti in relazione alla transizione da broadcast a broadband e si vedrà quanti potranno essere. Chi ne beneficerà? Semplice: tutta la concorrenza che non ha questo obbligo, ovvero tuto il mercato non sottoposto alla regolamentazione rigida cui è sottoposta RAI.
Ricordiamo quanto sostenuto da Confindustria Radio-Tv: il 30% dei televisori italiani non è in grado di ricevere il nuovo standard DVB-T2 e secondo ANITEC (associazione imprese ICT) su circa 45 milioni di apparati televisivi presenti nella famiglie italiane, più della metà dovrebbero essere sostituiti. Evidente che, così come stanno le cose, imporre alla sola Rai una accelerazione di questa transizione la danneggia a favore di chi invece sta benissimo così.
Ecco dunque svelarsi tutta l’architettura, la trama sottile
occulta e sottesa, del nuovo Contratto dove non si obbliga a fare ciò che
giusto ma impone di fare ciò che è dannoso a carico della RAI. Tutto il resto del Contratto, compresi una manciata
di emendamenti più o meno qualificanti, vista causa e pretesto, è acqua fresca
ripassata in padella: venuto meno o fortemente indebolito il carattere
vincolante (gli obblighi specifici) questo Contratto passerà alla storia come
il regalo più rilevante che “il Mercato” potesse sperare di avere da questo
Governo.
bloggorai@gmail.com
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