lunedì 20 settembre 2021

Scusate il ritardo

Foto di Bruno /Germany da Pixabay

Oggi si lavora con lui, il Torchio, o meglio lo "strettore" ovvero la Bestia! Il mio non è bello come questo (è rosso !!!) però fa pur sempre la sua sporca figura. L'anno scorso gli ho rinnovato le doghe di faggio ed ora è tutto felice. La sua "testa" come vi ho detto, pesa come un bue muschiato e la barra di torsione, tratta da un semiasse di un vecchio autocarro Fiat 690 (ho avuto la fortuna di guidarlo perchè ho preso la patente per camion prima ancora di andare sul girello!) è spessa come un manico di scopa, con la differenza che pesa quasi 15 kg. e una volta preso "il giro" ogni mandata è come dover sollevare un frigorifero con la punta del dito.

In tutto questo lavoro, mi aiuta Massimo, ex operaio stradino (nel senso che lavorava alla catramatura delle strade, ovvero alla guida di uno schiaccciasassi) ora in pensione e mio maestro di vita (non solo agricola) e fedele compagno di chiacchere intorno ai lavori agricoli, almeno quelli più pesanti per i quali, il sottoscritto, ad una certa .. non ce la fa più. Massimo, a tempo perso e per divertimento fa pure taglialegna o boscaiolo che dir si voglia. ora mi ha promesso che appena la vite sfoglia andrà risistemata: dopo quasi 10 anni molti pali vanno cambiati e i fili rimessi in tensione. tutto questo, non dopo avermi cazziato a sufficienza perchè lo scorso anno non ho concimato: "O''' ...si nun je dai 'r concime ..'ste piante nun crescono" (accento umbro). 

Dopo di che, esce il mosto di forse ancora in presa di bollitura. Poi bisogna misurare il grado zuccherino con il "mostimetro" e sperare che abbia raggiunto il famigerato 18. Infine, si  travasa tutto nel tino (o la tina) di acciaio, si tappa con il galleggiante e si rabbocca con olio di paraffina. 

Il tempo non promette bene, ma per fortuna, il portico è grande e la Bestia potrà lavorare al coperto. Alla fine, a scelta, un bicchiere di Grechetto o un buon caffè. 

Tutto questo per dire che oggi il post potrebbe arrivare tardi e, ce ne faremo ragione, le beghe Rai possono attendere.


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