venerdì 17 settembre 2021

Aggiornamento ... agricolo!!!


C'è vita oltre la Rai, ed è anche piacevole (faticosa ma piacevole). A gentile richiesta di qualche nostro affezionato lettore, aggiorniamo sulla vita in campagna in questi giorni di primo autunno. Anzitutto, il signore che vedete in copertina non sono io…non ho gli occhi azzurri! Però ha uno sguardo significativo di chi ha lavorato tutto il giorno sulla terra ed ha le mani callose (almeno quelle, io le ho!!!).

In ordine: ieri vendemmiato. Il filare è composto da Merlot, Pinot e qualche pianta di trebbiano. Per sfizio ho inserito un paio di Grechetto, tipico di queste parti, per cercare di aggiungere una leggerissima nota fruttata. L’anno scorso è uscito fuori un ottimo vinello: circa 130 bottiglie numerate ed etichettate dalla pregiatissima grafica di famiglia (nonchè preziosa correttrice di bozze di Bloggorai) con circa 13 gradi, un bel rosso rubino, robusto. Ovviamente non uso solfiti e quindi è un vino “beverello” nel senso che va giù che una bellezza e non picchia in testa. Mi è stato suggerito di provare a vinificare in bianco. Non ho ancora la mano giusta. Occorre maggiore attenzione e preparazione.

La vendemmia di ieri è stata mediocre per vari motivi: sono mesi che non piove e gli acini erano abbastanza asciutti. Non ho concimato come invece il mio amico Massimo mi rimprovera sempre: “… se nun je dai ‘po de concime ..’ste piande nun crescoono…” (non riesco a rendere bene l’accento umbro…provate ad immaginarlo). Poi, sono passati i cinghiali che hanno razzolato per bene, praticamente hanno fatto pranzo, merenda e colazione per diversi giorni. Infine, il tempo minacciava pioggia ed eravamo solo in due a vendemmiare: la mano d’opera qualificata (amici, parenti e conoscenti nonché la banda dei ragazzi amici dei miei figli) quando si tratta di lavorare hanno sempre altri impegni presi da mesi prima. Va bene comunque, gli voglio bene lo stesso.

Morale della favola, alla fin fine, correndo e scappando prima che venisse a piovere, alle 12 abbiano finito e abbiamo messo nella tina (alcuni dicono il tino) circa 3 quintali di mosto. Ora si andrà in bollitura per circa 5 giorni e posi si passerà allo “strettore”, una bestia feroce e pesante che da solo “straccherà” mezza giornata solo per tirarlo fuori, pulirlo e armarlo con la testa che pesa di ghisa come un bue muschiato. Dopo di che, ci rivediamo fra un paio di mesi quando si dovrà cambiare.

Altra occupazione della giornata: un mio vicino di campo ha ripulito un vecchio oliveto abbandonato da tempo ed la lasciato in terra tanta legna, bellissima, forme stupende, ognuna è una scultura: “piaajtele noo… me fai ‘n favore se m’el togli dal campo…”. Così, con cura e attenzione ho scelto qualche tronco ed ho cominciato ad osservarlo nella sua angolatura migliore. Gli ho dato una prima spazzolata a ferro, tanto per togliere la crosta secca e vedere le prime nervature: stupende, una poesia! C’è solo un piccolo problema: ci vuole tanta energia e, come si sa … ad una certa …

Ancora: la mancanza di pioggia di questo periodo ha fatto seccare alcune piante di rinforzo: un pero, un albicocco e un prugno. Il danno più grave è stato con un maestoso ciliegio (varietà Ferrovia). Questo il momento giusto per mettere a dimora le nuove piante e quindi veloce visita al vivaio e comprarle insieme all'insalata invernale, in particolare radicchio rosso, con il quale la cuoca di casa cucina un ottimo risotto… slurp.. slurp !!!

Dato un occhio agli olivi: non promettono gran che.. anche loro hanno sofferto la “secca”.

La giornata si sta per concludere. Sul fuoco ho messo su una pentoletta di fichi settembrini (anomali perché in genere fruttano prima) succosi e saporiti. Ho aggiunto un pizzico di zenzero e cannella e quasi niente di zucchero. Meglio così, la glicemia sarà contenta. Vado a spegnere, prima che si brucia, come altre volte mi è accaduto.. magari perchè mi ero distratto con le beghe Rai.

bloggorai@gmail.com

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