venerdì 1 maggio 2026

Poker Minetti e il "mazziere" RAI: chi è il "pollo" della partita?

By Bloggorai ©

Se mai tra le lettrici e i lettori ci fosse chi ha frequentato, in modo più o meno professionale, i tavoli di Poker (tradizionale) dovrebbe conoscere bene una regola non scritta quanto fondamentale: se dopo il primo giro di tavolo, cinque o sei mani, ancora non hai capito chi è il “pollo” allora è verosimile supporre che il “pollo” sei tu.

In questa complicatissima e misteriosissima vicenda della grazia alla Minetti si mescolano tante vicende che, fatalmente, dovranno giungere ad una necessaria conclusione: qualcuno potrebbe lasciarci le penne e costretto ad abbandonare il tavolo.

Dopo il nostro post di ieri pomeriggio, abbiamo ascoltato e letto tanti pareri e ci stiamo facendo un’idea, forse ancora sommaria ma credibile. Il presupposto è la consapevolezza di trovarci a quasi un’anno dalle prossime elezioni politiche. Per la destra si tratta di un “all in” ovvero un dentro o fuori: o la Meloni riesce a tenere il punto oppure è spacciata. Si tratta di una partita delicatissima dove le due squadre in campo, governo e opposizione, non sono ancora formate e preparate, sulla tattica e sulla strategia. Questa, forse la vera posta in palio.

Riprendiamo i punti fermi:

A: non è una “banale” vicenda giudiziaria dove, una volta ricomposte e riviste le tessere del puzzle tutto torna come prima.

B: non è un gioco a somma zero: qualcuno vince e qualcuno perde

C: non è un solo e semplice gioco di “vendette” interne a qualche Istituzione, piccola o grande che sia, o un partito, piccolo o grande che sia.

D: non è solo “disattenzione” o superficialità di qualche ufficio, piccolo o grande che sia.

E: la Minetti è solo un “pretesto” ovvero una “miccia” accesa e studiata a tavolino: difficile o quasi impossibile supporre che non se ne conoscesse la portata politica dell’atto di clemenza del Quirinale.

Allora, chi è il “pollo” di questa vicenda? Chi sono i “pollaroli”? a quale mercato si vuole vendere il “prodotto”? chi sono i possibili acquirenti?

Torniamo alla 5a domanda che abbiamo posto ieri: l’AD Rai, Giampaolo Rossi, o il presidente protempore o facente funzioni Antonio Marano, erano stati informati preventivamente che Rai Tre, in “bizzarra” quanto stretta sintonia con il Fatto Quotidiano, sabato 11 aprile stavano per sganciare la “notizia”? In altre parole, una “certa” Rai ha partecipato al tavolo di Poker? E’ verosimile che lo abbiamo saputo e, in tal caso, cosa hanno fatto?

L’idea che ci siamo fatti, al netto delle opinioni che abbiamo raccolto, è che alla trama e al complotto, una “certa” Rai abbia preso parte attiva nel confezionare una “testata multipla” i cui effetti devastanti potrebbero essere utili a molti. Ovvero: non c’è un solo “pollo” e ci sono tanti “pollaroli”.

Cambiamo pagina: ieri è comparso sul Sole un articolo a firma Andrea Biondi sul tema Rai Way. Si tratta di un argomento che lambisce fortemente quello dei “piani” (industriale, immobiliare ed editoriale) tutti strettamente intrecciati tra loro. Leggiamo “ Se però entro metà giugno – data che è il risultato della terza modifica al memorandum d’intesa del 19 dicembre 2024, già prorogato il 26 settembre 2025 e poi a fine marzo scorso – non saranno sciolti i nodi ancora aperti, il dossier, a quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, correrebbe il serio rischio di essere archiviato” …” La cautela maggiore sembrerebbe comunque essere sul fronte Rai. Ogni modifica del perimetro porta del resto con sé domande su rapporti di lavoro, contratto collettivo, consolidamento e controllo”. Per quanto sappiamo e abbiamo potuto riscontrare la parola chiave è esattamente quest’ultima e non riguarda solo Rai: il “controllo” della futura società, ovvero la governance. abbiamo già scritto e lo ribadiamo: la partita RAi Way non si chiuderà poichè mancano ancora i presupposti "politici" prima ancora che finanziari o industriali. 

Tutto torna, anche il “caso” Minetti, indirettamente e molto alla lontana, si riflette anche su questa storia. Dobbiamo solo attendere.

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