La cialtroneria giornalistica è una malattia grave,
contagiosa e pericolosa e lo è ancora di più se presente nel Servizio Pubblico.
Si tratta di un virus invasivo, subdolo quanto rumoroso, aggressivo quanto
apparentemente fluido. Questa mattina, ad esempio, Radio Uno Rai ha dato la sua
prova provata: mezz’ora di dibattito, con ospiti qualificati, per parlare della
presunta minaccia di attacco all’Italia (sono nel Centro/Sud isole comprese) da
parte russa con i droni attraverso navi portacontainer in navigazione nel Mediterraneo.
Per fortuna che ci sono i ministri Crosetto e Tajani (sic!!!) che hanno smentito però la cialtroneria
ha colpito e qualche segno nella “narrazione collettiva” certamente lo lascerà. Per fortuna, inoltre, per la cialtroneria esiste un antidoto formidabile: la pernacchia!
Questa mattina però aprirà una giornata molto, molto particolare:
dopo mesi di paginate (il Corriere primo tra tutti) sul “caso Lavitola” poi
divenuto il “caso Ranucci” oggi arriveremo, forse, ad un punto di svolta. È prevista
infatti l’udienza al Tribunale del Lavoro per il ricorso che Ranucci ha presentato
ex Art. 700 con il quale chiede il reintegro alla conduzione di Report.
Ci sono diverse possibilità.
A – il giudice ritiene fondati i motivi del ricorso e impone
ala RAI il reintegro immediato del conduttore.
B – il giudice ritiene infondati i motivi del ricorso, lo respinge
e Ranucci o accetta una delle tre proposte RAI oppure si mette in ferie in attesa
o del suo licenziamento o della prossima pensione
C - e questa è la grande novità che sembra circolare: il giudice potrebbe decidere un breve
rinvio che, trattandosi di un art. 700, può avvenire solo in particolari circostanze
peraltro previste dall’art 420 del CpC. 1: motivi tecnici (esempio presenza delle
parti in giudizio). 2: il giudice può richiedere di approfondire le motivazioni
del ricorso su richiesta di una delle parti, necessaria per fornire ulteriore
documentazione 3: si dispone il rinvio perché le parti, congiunte, informano il
giudice che è in corso una “trattativa” per sanare i termini del ricorso. In ogni
caso il giudice deve avere fondati motivi per rinviare e, nel caso, sarebbe solo
di pochi giorni.
Nel caso A saranno dolori, per tutti e per la RAI in particolare.
Se Ranucci venisse reintegrato a Report qualcuno, molti, ne uscirebbero con le
ossa rotte e sarà interessante vedere se in redazione lo accoglieranno con altrettanto
giubilo come già manifestato dopo “l’accordo/minaccia” con l’Azienda.
Nel caso B saranno dolori per Ranucci che poi se la dovrà vedere
con una minaccia di licenziamento a seguito degli “accertamenti” del famigerato
Comitato Etico.
Nel caso C si aprirebbe uno scenario inedito e inatteso. Porterebbe
a dire che le parti, RAI e Ranucci, stanno trattando per una soluzione “pro
bono” utile a salvare capra e cavoli. Ovvero RAI ottiene la sua “rimodulazione”
di Ranucci da Report e Ranucci ottiene una nuova e più adeguata collocazione
diversa e migliore delle tre già proposte. O altro.
In mattinata sapremo qualcosa, rimanete sintonizzati.
bloggorai@gmail.com

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