giovedì 2 luglio 2026

SPECIALE RAI: l'inizio di una nuova stagione?

By Bloggorai ©

Un petardo sparato nella sacrestia di una chiesetta di campagna fa molto rumore e si avverte pure al centro del Villaggio.

Oggi, tarda mattinata, si sono dimessi i parlamentari componenti l’opposizione in Vigilanza Rai!!! Tardi ma orami inderogabile. Questa mattina abbiamo anticipato nelle prime righe che “Qui salta tutto …”: lo sapevamo, era nell’aria da tempo, tutti o quasi sapevano che non c’erano altre strade e solo i consiglieri facevano finta di non sapere.    

Bloggorai non è facile profeta: semplicemente legge, dibatte, parla, ascolta e studia e alla fine cerca di tracciare i fili, talvolta invisibili, che legano fatti, eventi e notizie e ne trae possibili deduzioni. E non è un caso se Bloggorai resiste da oltre otto anni e continua a crescere, nonostante che non se lo fila nessuno e molti fanno finta di ignoralo.

Da tempo, da mesi se non anni ormai, che scriviamo che questo Cda nato con la Legge Renzi tutt’ora in vigore è indebito e anomalo. 

Da tempo, da mesi se non anni ormai, che scriviamo che la mancata ratifica del presidente e la doppia figura esistente tra quello indicato dal Governo (la Agnes) e quello nominato pro tempore dal Cda (Marano) costituisce una anomalia ai limiti della legittimità che perlomeno andava verificata. 

Da tempo, da mesi se non anni ormai, che scriviamo che i consiglieri Alesandro di Majo e Roberto Natale sono stati nominati in palese violazione dei principi espressi dall’EMFA, già noti e condivisi al tempo del loro insediamento. Come sono stati scelti? Hanno vinto la Lotteria di Capodanno o il Gratta e Vinci? Con quali criteri sono stati selezionati rispetto ai tanti altri candidati con eguali o simili caratteristiche? C’erano tanti altri avvocati e tanti altri giornalisti tra i candidati: perché proprio loro due?

Bene, andiamo avanti: ora che succede? La Vigilanza può proseguire la sua attività, peraltro già bloccata da oltre un anno? Dovrà intervenire per la terza volta il Presidente Mattarella? I presidenti di Camera e Senato dovranno battere un colpo e vedremo quale potrà essere. E i due consiglieri espressi da 5S e AVS ora che i loro partiti di riferimento hanno battuto il colpo (come peraltro richiesto recentemente da Vincenzo Vita sul Manifesto) loro cosa faranno? Si dimetteranno oppure domani andranno come se nulla fosse alla presentazione dei Palinsesti ad Ancona?

Almeno il buon senso indurrebbe a ritenere che sia bene non andare e sempre il buonsenso indurrebbe a ritenere che seguano a ruota i parlamentari e si dimettessero ... subito! La loro presenza in questo Cda è oggi ancora più indifendibile, anche se qualcuno prova a sostenere una fiacca difesa d’ufficio.

Dopo di che si potrebbe aprire una nuova partita e, forse, applicando almeno i principi ispiratori dell’art.5 dell’EMFA e poi ce la vediamo.

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RAI e RAI Way: crolla la baracca e tremano (o tramano) i burattini

By Bloggorai ©

“Qui salta tutto. Non è un problema di se ma di quando e come”. Questa frase ci è stata riferita tempo addietro da un autorevole lettore e coglie esattamente lo stato dell’arte dentro e fuori il Servizio Pubblico in questo specifico momento. Un Profeta. In verità, per quanto a noi noto e per quanto ci riferiscono, la criticità è più dentro l’Azienda che non fuori, mentre la politica la politica annaspa inattesa di una riforma improbabile.

Rimettiamo ordine. La notizia di ieri è un punto di svolta derimente: il mancato accordo tra Rai Way e EiTowers è la miccia che potrebbe far saltare il tavolo sul futuro prossimo venturo della Rai. Partiamo dal titolo di Repubblica di questa mattina “Nel fallimento sulle torri TV perde di più la Rai”. Come stanno le cose? Chi ci ha rimesso e chi ne trae vantaggio? E, inoltre, che ruolo ha giocato Giorgetti (Lega) in questa partita strategica? Certamente per Rai questa battuta di arresto complica le prospettive immediate e le complica più sul piano politico che non su quello industriale e finanziario (i cosiddetti “razionali”). Il “razionale politico” si limita al perimetro della valutazione di quanto questa governance, questo Cda di destra destra, è stata in grado di “fare” o “non fare” per impadronirsi dell’Azienda più e meglio di quanto invece non gli riesce su altri piani (editoriale con gli ascolti in caduta libera, nonostante i mondiali). Qualcuno, segnatamente la Lega, tra i partiti di governo, ha più interesse degli altri a tenere fermo il gioco (e tenersi Marano presidente e Cecatto AD di Rai Way), specie se ad avvantaggiarsi di un’operazione del genere potrebbe essere un diretto concorrente politico, ovvero Mediaset, ovvero Forza Italia. Giorgetti, ci dice un esperto analista, ha tenuto banco a Rai ma, aggiungiamo noi, non a tutta la Rai ma solo a quella parte di essa che gli è vicina.

Il “giocattolo Rai Way” è una gallinella dalle uova d’oro e il più grosso tra questi avrebbe consentito la messa terra del famigerato Piano Industriale che necessita di soldi, tanti soldi: nella prima bozza vennero messi in preventivo circa 200 milioni. Sintesi: salta Rai Way e salta il Piano Industriale e “non ci resta che piangere” su come possa andare il Piano Immobiliare che fa acqua da tutte le parti prima ancora che vengano rese note le offerte (non vincolanti) tra un paio di settimane. Chiudere la “consiliatura” di Rossi&C con un bel “malloppo” del genere fa storcere il nasino a molti: “hic manebimus optime” pensano sottovoce a Via Asiago.

Torniamo a bomba: la Rai ci ha rimesso? Forse che si, forse che no, dipende. Ci ha rimesso dal punto di vista della razionalizzazione dei costi: ricordiamo sempre che RW genera utili in conseguenza dei 249 milioni l’anno che la Rai gli versa nelle casse e che, a sua volta, genera utili sostanziosi agli azionisti: soldi pubblici e interessi privati, laddove in questo caso sono rappresentati  da due soggetti famelici: i “fondi azionari” che spesso e volentieri hanno scritto al Governo per sollecitare l’operazione (ci crediamo bene: per loro tutta farina nel sacco) e il diretto concorrente Mediaset che da tempo sostiene il buon esito dell’operazione di fusione. Per la cronaca: Mediaset paga il corrispondente servizio a EiTowers la metà di quanto paga Rai: circa 120 milioni l’anno.

“Dove non c’è il guadagno, la remissione è certa” dicevano saggiamente i nonni. In questo caso il guadagno, in questi anni, lo hanno conseguito solo i privati che, senza spendere un soldo in investimenti, si sono sempre portati a casa la pagnotta insieme agli amministratori di Rai Way con i loro lautissimi compensi. Questo il nodo centrale di tutta la vicenda: il contratto di Servizio Tra Rai e Rai Way tramite il quale si regge tutta la baracca.

E ora, che succede? Rai potrebbe vendere il residuo 13% per mantenere la maggioranza oppure, ipotesi che di cui si avvertono segnali, attendere l’arrivo di un “salvatore della Patria” ovvero un intervento di CdP.  

Torniamo al punto di partenza: la vicenda Rai Way è parte di un disegno che prende forma giorno dopo giorno e la figura che emerge è disastrosa. Forse aveva ragione quel lettore che ci ha proposto la metafora del Titanic.

Ecco, infine, un altro tassello che emerge: Repubblica oggi titola “Rai, i consiglieri di opposizione pronti a lasciare la Vigilanza”. Era ora!!! Aggiungiamo e precisiamo noi: anzitutto le dimissioni della presidente Barbara Floridia e non da oggi avrebbe potuto e dovuto dare il buon esempio, specie dopo i due richiami di Mattarella. Insieme ai parlamentari o anche prima, tanto per aprire la strada, da tempo si dovevano dimettere i due consiglieri in quota M5S e AVS (non PD!). Chissà, forse anche a loro conviene “far passare ‘a nuttata”: il 2027 è dietro l’angolo.   

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