mercoledì 16 settembre 2026

Il "faccendiere" tra politica, giornali e poteri forti

By Bloggorai ©

“Il faccendiere” è una figura archetipa. Chi è il “faccendiere”? “Per capire chi sia il faccendiere si deve aver chiaro il particolare colore della parola ‘faccenda’: propriamente sarebbe la cosa da farsi, l’affare - un significato semplice. Ma nasconde un che di esperto e scafato, che si ripercuote sul faccendiere come maneggione, procacciatore d’affari, mediatore di traffici illeciti. In altri termini, il faccendiere è un aggiustatore di faccende, un sensale che fa incontrare interessi diversi - decisamente smaliziato, dalla morale disinvolta, e che agisce in maniera occulta, per nascondere la porzione illecita dei suoi traffici e svolgerli in tranquillità. Insomma, può essere molte cose. Nel gergo giornalistico, questo termine si è imposto in particolare per indicare quei personaggi che fanno da frizione fra la pubblica amministrazione e l’impresa privata, specie non limpida, facendo addomesticare gare e appalti”. Rileggi su L’Espresso del 2021 “O che bel mestiere fare il faccendiere” vedi  https://lespresso.it/c/politica/2021/6/21/o-che-bel-mestiere-fare-il-faccendiere/38056 . Oggi ne abbiamo in giro ben due: Bisignani e Lavitola. Tanta roba ed è solo su uno di loro, Lavitola, che interessa concentrare l’attenzione.

Allora, hai voglia a dire e scrivere che della faccenda Lavitola e in subordine Ranucci non interessa gran che nessuno. Non sembra e non dovrebbe essere vero: dietro, intorno e davanti alle vicende dei “faccendieri” si avverte la “narrazione” politica del Paese, sono loro i punti di congiunzione tra tutte le vicende losche, le trame e i complotti anche drammatiche che hanno attraversato e attraversano la recente storia italica. Sono loro i punti di congiunzione tra “poteri forti” sempre presenti e attivi in ogni momento: servizi più o meno deviati, massoneria e criminalità organizzata. Da non dimenticare un antefatto che proprio Report ha sollevato ad aprile scorso: le presunte ingerenze di META sulle elezioni politiche del 2022 e il ruolo del Garante sula Privacy. Ribadiamo: non è roba di poco conto. Quelle puntate di report (ricordiamo il servizio su “l’amico mafioso”) potrebbero essere una formidabile chiave di lettura di quanto oggi sappiamo.

Dunque, anche Bloggorai mantiene il punto e segue la vicenda. 

Oggi si arricchisce di un passaggio interessante. Fermo restando il punto centrale ovvero l’inchiesta che vede Lavitola come mandante reo confesso e i presunti esecutori in galera, l’asse dell’attenzione mediatica sembra sempre orientata a far vedere Ranucci in qualche modo colpevole o complice. Al momento contro Ranucci non c’è nulla e sul nulla emerso dai lavori del famigerato Comitato Etico (il Corriere ha scritto “Opacità e interferenze” senza mai specificarne una) è stato preso dalla Rai il famigerato provvedimento di “rotazione” ovvero di “rimozione” dall’incarico come conduttore di Report. Ieri Ranucci ha depositato il ricorso ex Art.700 CpC e oggi leggiamo, sempre sul Corriere, che “La Rai ha già riposto avviando l’azione disciplinare nei confronti del giornalista”. Non si dice una parola o una riga di più: non si dice cosa gli viene contestato, quando e come sarebbe avvenuto il “fatto”. Però, si sa, il Corriere è ritenuto “solitamente molto bene informato” delle iniziative Rai. Anche Repubblica ne fa cenno, specificando che la mail di contestazione a Ranucci è stata ricevuta dai suoi legali alle 18.41 dello steso giorno della presentazione del ricorso, con la data “scritta a penna”. Bizzarrie legali.

Come abbiamo più volte scritto, il rischio che Ranucci possa vincere il ricorso è forte e fondato e, sembra, nell’ex Viale Mazzini sono in fibrillazione atriale. Come al solito, come Trump, si sono imbarcati in una avventura e non sanno come uscirne. La mossa della “rotazione” o “rimozione politica” potrebbe naufragare sotti i colpi del Giudice del lavoro e allora ora la buttano in “vendetta” cercando di sviare l’attenzione su altro piano ovvero: intanto cerchiamo di licenziarti e poi si vedrà.

La presunta “azione disciplinare” avviene dopo la proposta di “rotazione” dall’incarico quale conduttore di Report. Allora: delle due l’una: o Ranucci era ritenuto dalla Rai “colpevole” non si sa di cosa ex ante e quindi meritevole di un provvedimento disciplinare immediato (licenziamento) oppure era “innocente” e quindi meritevole di assegnazione ad altro incarico. per la sequenza degli avvenimenti e per quanto, poco, oggi sappiamo, la notizia del Corriere sembra una mezza bufala. L’altra mezza bufala la scopriremo strada facendo, se e quando sapremo esattamente di cosa è imputato Ranucci. Nel nostro ordinamento, l’onere della prova di accusa è a carico del PM in base al principio della presunzione di innocenza ex Art. 27 Costituzione. Vedremo le carte della Rai ... se ne hanno.

Intanto, giusto per tenerci aggiornati sugli ascolti. Ieri sera il prode Monteleone con il suo Filorosso ha realizzato il 2,6% degli ascolti, più o meno quanto un quartierino di media grandezza. Nell’intera giornata Rai ha realizzato circa 2,5 mln con il 33% e Mediaset oltre 3 mln e quasi il 40% di share. Come piace ripetere a questi amministratori Rai. Gli ascolti non sono tutto. Già. È vero: c’è di peggio ovvero i contenuti.

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