venerdì 25 settembre 2026

RAI: tira aria di sberle

By Bloggorai ©

Per cercare di capire, di sapere come vanno le “cose” bisogna andarci dentro. Per cercare di capire, di sapere come si svolge la “narrazione” di una vicenda bisogna seguire da vicino il “main stream”. E così, come vi avevamo detto, ieri mattina di buon’ora, siamo andati di fronte al Tribunale civile di Roma per seguire l’udienza sul ricorso di Ranucci ex art. 700 (procedura d’urgenza) avverso alla sua rimozione da Report.

Purtroppo ci siamo persi la parte migliore: nerboruti vigilantes ci hanno impedito l’ingresso (in modo illecito perchè sia il Tribunale quanto l’Aula sono luoghi pubblici per eccellenza ma nessuno tra i presenti ha fiatato…). Sicché, ci siamo dovuti accontentare di “vedere” i personaggi sulla scena e di scambiare interessanti punti di vista con alcuni colleghi più o meno esperti. 

Il primo ad emergere (anche perché è alto) è Paolo Corsini, direttore approfondimento Rai e firmatario del provvedimento, accompagnato dal direttore Risorse Umane, Felice Ventura (la sua immagine è nota per quella famosa fotografia dei “complottisti” sotto il cavallo di Viale Mazzini ai tempi di Orfeo), dell’avvocato Maurizio Santori dello Studio Pessi (noto studio legale che ha il quasi monopolio del contenzioso del lavoro Rai sul quale ci sarebbe da scrivere un capitolo a parte e dove il compianto Riccardo Laganà aveva sollevato il problema che nessuno poi, ovviamente, ha mai ripreso compresi, ovviamente, gli attuali consiglieri) e due persone sconosciute di RUO. Nota bene: grande assente il direttore degli Affari Legali Spadafora: lui no, Ventura si. Forse non è un caso. 

Poco dopo, dal lato opposto, arriva Ranucci con i suoi avvocati e la scorta. Nessuno apre bocca, salvo Corsini che scambia saluti affettuosi con qualche collega. 

E allora passano i minuti e passano le ore …

Ad un certo punto esce la delegazione RAI: facce scure e non hanno gran che voglia di parlare e quel poco che dicono non suona gran che bene. Poi, si vedono sfrecciare accano alla strada due macchine con Ranucci e la sua scorta. Nella scena manca un personaggio e poi vedremo chi è. Nel comunicato ANSA si legge che “… la giudice Donatella Casari, ritenendo il procedimento cautelare sufficientemente istruito, ha dato alle parti il termine del 30 settembre per il deposito delle note. Poi ci sarà la sentenza. Intanto è stato prorogato di 15 giorni il termine della scelta da parte del giornalista di una delle possibili destinazioni alternative offerte dall'azienda, un incarico a Rainews o al Tg3 oppure l'ufficio di corrispondenza de Il Cairo”. In soldoni, intanto la RAI ha scontato il rinvio di 15 giorni sulla accettazione delle sue proposte e per la sentenza sarà necessario attendere il prossimo mercoledì.

Cosa abbiamo “intuito”? lo avevamo anticipato ieri mattina: potrebbe, forse potrebbe, essere in corso una trattativa tra la RAI e Ranucci per cercare una “exit strategy” utile a tutti. La Rai potrebbe avere grande convenienza mettere la sordina a tutta questa vicenda sia per l’eccessivo rumore politico che gioca tutto a favore di Ranucci e sia per far “lavorare in serenità la redazione di Report” dopo il ricatto/minaccia di licenziamento che hanno subito (sic!). Ranucci potrebbe invece puntare a chiudere la sua avventura in RAI con lo scalpo della sua vittoria in Tribunale e trenta secondi dopo dimettersi magari scontando la montagna di giorni di ferie non godute e alla vigilia della sua prossima pensione per poi dedicarsi “ad altro”. La RAI, inoltre, rinuncerebbe alla minaccia di licenziamento che ancora potrebbe incombere sulla testa di Ranucci. Cosa abbiamo “intuito” ieri mattina per supportare questa ipotesi? Un dettaglio interessante: sembra, pare, dicono, che sulla macchina che è sfrecciata via ieri mattina ci fosse proprio Ventura che avrebbe avuto la delega da Rossi&C di gestire e chiudere la “faccenda” nel modo meno doloroso per la RAI, giacché, pare, sembra, dicono che da quelle parti tira aria di una sberla sonora che l’Azienda potrebbe prendere tra capo e collo.

Allora, hai voglia dire che …

“In questo momento nel Paese ci sono ben altri problemi più importanti di Lavitola…” Vero!

“A me Ranucci sta pure alquanto antipatico…” Per alcuni è vero e per altri no.

“Il “metodo Report” è insopportabile” Dipende dai punti di vista.

“L’importante è salvare Report e/o il giornalismo d’inchiesta …” Si, certo, poi vedremo quali inchieste.

“Sigfrido ha fatto e continua fare ‘n sacco di cazzate inaccettabili e insopportabili”. Vero!!!

“Tra il Governo, la Meloni, questa RAI di Rossi & e Ranucci … scelgo Ranucci”. Parliamone.

“Ranucci ad ogni suo incontro vede che partecipano tante persone …”. Vero!

“Se Ranucci si presenta alle prossime elezioni prende un sacco di X% voti … importanti !!!” Probabile.

In tutti questi e altri “hai voglia a dire che …” c’è il racconto politico di questi mesi che non sono passati, non passano e non passeranno inosservati. Lo abbiamo scritto subito, dalle prime ore: tutta questa vicenda si può leggere correttamente solo con una lente: le prossime elezioni politiche fors’anche ravvicinate. Provate ad immaginare se il prossimo 8 novembre Report avesse potuto ricominciare con il faccione di Ranucci che annuncia: “Riprendiamo alcune inchieste del passato come ad esempio “l’amico mafioso”, oppure il caso Santachè, oppure il caso del figlio di La Russa oppure sul traffico di armi con Israele etc etc!

A qualcuno sarebbe venuta certamente l’orticaria. Inimmaginabile e insopportabile: Ranucci e solo lui doveva essere fermato ad ogni costo. Poi si vedrà ed è esattamente quel “poi” che è il cuore del problema ed è la chiave di lettura, come vi abbiamo detto, che pone tutta la vicenda Lavitola non certo ai margini della cronaca politica.

Appunto, hai voglia a dire che … dentro o fuori Report, Ranucci potrà piacere o meno ma si porta in dote un piccolo patrimonio di consenso personale che si può facilmente trasformare in consenso politico come è già avvenuto con tanti suoi noti predecessori (Santoro, Annunziata, Gruber etc etc etc). Quanto potrà valere? Poniamo un X% variabile indeterminato (se Mieli del Corriere e Cappellini di Repubblica avessero proseguito nel progetto di sondaggio promosso da Lavitola oggi forse lo sapremo) quale che esso sia, con questa legge elettorale o anche con la prossima, chi si può permettere di rinunciarci?

bloggorai@gmail.com 

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