martedì 25 agosto 2026

Dall'alba al tramonto: la Rai e il Corriere della Sera

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Vedi post precedente! Con integrazione sul tema canali tematici. Vedi articolo su Domani con il titolo “Via Rai Scuola. Al suo posto l’Italia che piace a destra” a firma Christian Raimo.

L’alba è passata da un pezzo e i giornali sono arrivati ma il buio rimane fitto. C’è poco da guardare in ogni direzione.

Proseguiamo lo spunto di riflessioni su la Rai, il Servizio Pubblico e il suo futuro. Anzitutto “questa” Rai e “questo” Cda tutto intero da tenere ben distinti da quella che potrebbe essere un’altra Rai e un altro Servizio Pubblico giacché è giocoforza che così dovrà essere necessariamente. Grosso modo, il solco del possibile mutamento, almeno per una parte, è tracciato su due binari paralleli e convergenti: l’EMFA e la conseguente “riforma” in discussione al Senato. Si punta ad una nuova “governance” e ad un modello di finanziamento stabile e certo ma pressoché nulla si dice sulla sua missione, sui suoi compiti, sui suoi ambiti tecnologici. Cosa potrà o dovrà essere la “nuova” Rai e il Servizio Pubblico prossimo venturo non è dato sapere e sembra poco interessare al dibattito politico, anche nel cosiddetto “campo largo”.

“Quella” o meglio “questa” Rai è finita o è invia di estinzione e questo Cda ne è l’esecutore testamentario. A suo tempo lo abbiamo definito come frutto avvelenato di un albero malato. Lo confermiamo. Cda, nota bene, da quasi due anni senza presidente ovvero con “due presidenti”: uno designato dal Governo (Agnes) e uno nominato dallo stesso Cda (Marano) senza che nessuno si fosse preso la briga di verificare la legittimità giuridica di tale situazione.

In questi ultimi anni si è certificata la progressiva erosione del suo pubblico, della sua capacità progettuale, del suo impoverimento tecnologico e della ormai cronica fragilità finanziaria. Gli ascolti tentennanno e si affievoliscono tra i successi di Sanremo e le innumerevoli repliche di Montalbano nel mentre e nel quando l’AD Rossi rivendica il “mio” successo nell’aver ceduto buona parte del pubblico di Rai Tre verso La 7. Le “nuove idee” editoriali arrancano tra flip e flop affidati ad “amici” sicuri e le “fiction” ormai appaltate alla “narrazione” governativa. Tecnologie? Vedi oggi articolo sul Sole con il titolo “Le Piattaforme online erodono il mercato delle Tv e puntano al sorpasso” a firma Andrea Biondi.

La famigerata “Digital Media Company” non sanno nemmeno cosa mai potrà essere e non c’è un soldo in cassa per poterla sostenere: era necessario chiudere il deal di Rai Way e non sono stati capaci nemmeno di fare quello. Hanno lanciato una strampalata idea di Hyperscale a Pomezia senza sapere chi potranno essere i clienti e chi potrà sostenere i costi (420 milioni). Passeranno alla storia per il “piano immobiliare” ovvero per aver ceduto i gioielli di famiglia (Delle Vittorie e Palazzo Labia a Venezia) per non dire della scelerata operazione di Milano. E coì via trotterellando e arrivando a questi giorni, a queste ore.

Oggi il “triunvirato” composto dall’AD Rossi, dal capo delle Risorse Umane Felice Ventura e dal capo degli affari Legali Spatafora si riuniranno per emettere il “verdetto” contro Ranucci. Sarà secretato come segrete saranno le prove a suo carico. Sarà emessa una sentenza e sarà insindacabile, a loro unico giudizio ovvero a giudizio dei voleri del governo. Nemmeno in un paese lontano e selvaggio avvengono cose del genere. Fuori le prove, fuori i fatti contestati e confermati e poi ne parliamo.

La vicenda Lavitola è una vicenda umana, è una vicenda criminale, è una vicenda politica e infine è una vicenda editoriale. Diciamo pure che potrebbe essere una vicenda che si intreccia su tutti i piani ed ognuno legge quella che più gli interessa. 

A noi, oggi, come pure abbiamo già scritto, interessa e incuriosisce un piano particolare: quello mediatico. Non vi è quasi dubbio che la vicenda ha assunto uno spessore, un rilievo quasi inedito nella storia nazionale moderna. Raramente abbiamo assistito ad una quantità abnorme di attenzione mediatica concentrata in così poco tempo. L’anomalia significativa di questo piano di lettura è costituita dal Corriere della Sera. Ovviamente, tralasciamola lettura dei quotidiani di “lotta e di governo” ai quali non par vero di avere un bocconcino così delizioso con il quale nutrire i loro lettori. Non possediamo un metro utile a misurare quante colonne, quante battute e quanto spazio con quante firme più o meno autorevoli il Corriere ha dedicato e dedica ogni giorno alla vicenda Lavitola Ranucci. Non abbiamo ovviamente un “articolometro” scientifico che possa mettere a confronto i tre grandi quotidiani nazionali (Repubblica e La Stampa) ma, grosso modo e a spanne, il Corriere vince 3 a 0 sia nello spazio dedicato sia nel posizionamento del “racconto” della vicenda. Ieri, ad esempio, il Corriere ha pubblicato una pagina intera con sei colonne, Repubblica una colonna di fianco e La Stampa mezza colonnina per non dire poi pressoché nulla di nuovo rispetto a quanto già risaputo.

Ribadiamola domanda: perché il Corriere si è gettato “anima e core” su questa vicenda? I quotidiani, a differenza della Tv e dei siti/blog, si "misurano" solo con le copie vendute. Ancora non abbiamo una risposta adeguata ma ci stiamo avvicinando. La partecipazione della sua firma migliore, Paolo Mieli, al tavolo delle vongole “sgusciate” gentilmente offerte da Lavitola per ora lo consideriamo solo folclore ma siamo intimamente convinti che c’è di più.

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lunedì 24 agosto 2026

Alle prime luci dell'alba ...

© by Bloggorai:

“Attendi il mio arrivo alla prima luce del quinto giorno. All'alba, guarda ad est”. 

Abbiamo guardato a lungo ma non abbiamo visto nulla e nessuno. Forse non era ancora il giorno giusto. Forse non erano ancora le prime luci dell’alba o forse abbiamo sbagliato direzione dello sguardo.

Allora ci siamo rivolti ad Ovest, verso la nostra edicola, dove il solerte Maurizio comincia a mettere in ordine i suoi giornali appena scaricati dal furgone del distributore. Nell’attesa, ci siamo presi un buon caffè e ci sono venuti in mente alcuni spunti di riflessione.

Quante volte ad ognuno di noi è capitato di sentire frasi del genere “Io non guardo più la Rai” oppure “non c’è più la Rai di una volta…” oppure “perché devo pagare il canone per tutto l’anno e in estate non c’è più nulla…” oppure semplicemente “perché devo pagare il canone per questa Rai?”. Già, questo il punto centrale: “questa Rai”. Per cosa, per chi e per quanto ci dovremmo sentire impegnati a difendere “questa Rai” ovvero “questo” modello di Servizio Pubblico ovvero questo Cda tutto intero (compresi gli “oppositori” del giorno dopo) che sta correndo il serio rischio di passare alla storia come il peggiore degli ultimi decenni?  

Per quanto tempo ancora non ci porremo il problema di "quale" Rai, "quale" Servizio Pubblico prossimo venturo: quale offerta editoriale, quali piattaforme, quali risorse e quale ruolo? 

Sarà sufficiente invocare l’applicazione del famigerato EMFA o la “nuova” riforma che semmai venisse approvata avrebbe il timbro “Made in Governo Meloni”? No, temiamo di no.  

Ieri un attento lettore ci ha segnalato un dettaglio che ci era sfuggito: dal primo ottobre la Rai non manderà più in onda “Rai Scuola” ma “Rai Territori” (ne parleremo). Ci eravamo dimenticati che la Rai avesse un canale del genere e, sul momento, ci siamo sopresi e leggermente scandalizzati. Ma come “educare, informare e divertire” che fine ha fatto? Già solo dire che la Rai manda in onda “Rai Scuola” potrebbe apparire un vanto per il Servizio Pubblico universale e generalista. E invece no. 

Siamo andati a vedere meglio qualche dettaglio: Rai Scuola riscuote una media di ascolto pari a quella di un un’assemblea di condominio di un quartiere popolare ovvero circa lo 0,2% di share e 14 mila telespettatori (dati Auditel dei giorni corsi). Abbiamo allargato il campo agli altri canali tematici Rai (RaiNews24, Rai 4, Rai 5, Rai Sport, Rai Storia, Rai Gulp, Rai Movie, Rai Premium, Rai Yoyo) fanno un totale di 10 canali che raccolgono nell’intera giornata una media di circa 430 mila telespettatori e uno share che si aggira complessivamente intorno allo 0,qualche cosa. Da notare che la sola Rai News24 occupa oltre 200 giornalisti e impegna un budget di diverse centinaia di milioni l’anno per ottenere una media di ascolti, ormai pressoché costante) dello 0.6% con circa 40 mila telespettatori. Domande: quale altra azienda editoriale o meno si può permettere questi lussi? Poniamo la domanda in altri termini. Quale altra Azienda di Servizio Pubblico non valorizza questi “asset” editoriali in modo funzionale, razionale ed efficace e rispondente ai suoi vincoli appunto, di Servizio Pubblico? Quale altra azienda editoriale ha in casa un canale “all news” ovvero una potenziale “newsroom” quanto mai necessaria e invece non se la fila nessuno e la si lascia galleggiare nel vuoto? I numeri certificati dal recente Osservatorio AgCom sono impietosi.

Sono arrivati i giornali. Rimanete sintonizzati, a dopo.

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domenica 23 agosto 2026

Bombaroli antichi e moderni. Oltre 50 anni dopo tutto torna, più o meno

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“… sono le persone che fanno le cose e giammai avviene il suo contrario …”

Lo spunto di questo post è un film e un video su You Tube, visti in un caldo pomeriggio e una sera di fine agosto.

Sono trascorsi oltre 50 anni da allora, dai primi anni ’70, e da allora molti soggetti, i protagonisti di tante “cose” italiane sono sempre gli stessi: “faccendieri” più o meno ammanicati, prelati più o meno vicini al Vaticano, servizi più o meno deviati, massoni più o meno “in sonno”, mafiosi più o meno criminali, fascisti più o meno bombaroli insieme a qualche “banda” più o meno della Magliana. Succede, spesso, di rivedere questo film già visto, di conoscere già la trama di tante “cose” ma di non sapere ancora come andrà a finire, proprio come in un giallo di cui non si saprà mai chi è stato l’assassino.  

Agli inizi di quegli anni ’70 Bloggorai e tanti nostri lettori e lettrici avevano, chi più chi meno, 20 anni. Avevano già alle spalle tanta storia, avevano cominciato a mangiare pane e politica già dalle prime classi di liceo con le occupazioni e godevano dell’onda lunga del ’68. Eravamo tanti ed eravamo preparati: chi con le “scuole quadri” (ancora c’era quella mitica del PCI alle Frattocchie) e chi con i “corsi di formazione politica”. Molti tra chi ci legge da anni ricordano benissimo quegli anni e cosa succedeva: qualcuno ha fatto fulgida carriera e, per citare qualcuno a caso, Paolo Gentiloni è stato financo Presidente del Consiglio e Paolo Mieli è ora grande firma del Corriere. Dal marxismoleninismomaotsetungpensiero a Palazzo Chigi o a Via Solferino la strada è breve.

Tutto questo per dire che ieri sera ci siamo messi comodi in poltrona per vedere Il Falsario su Netflix, film presentato alla mostra del Cinema l’anno scorso a Roma. Il film è tratto dal libro Il falsario di Stato di Nicola Biondo e Massimo Veneziani pubblicato nel 2008 dove si racconta la vita reale del falsario e criminale italiano Antonio Chichiarelli. Il film ha molti pregi: ottima scrittura, regia ineccepibile, attori convincenti e “location” (Roma) ovviamente di grandissima suggestione. La vicenda si svolge a partire dai primi anni ’70 quando si avvertiva l’inizio di una lunga e drammatica stagione politica che avrà il suo punto fermo con il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. Erano gli anni in cui tutti grandi “poteri forti” erano in azione per impedire il temuto “compromesso storico” tra Dc e PCI di Enrico Berlinguer: vedi elenco di cui sopra. Erano pure gli anni delle Brigate Rosse e dei tanti misteri che ancora si portano dietro.

Il film sulla storia del falsario romano (per intenderci bene, quello che ha scritto il famigerato e falso Comunicato delle BR n. 7) è perfettamente ambientato, pure nelle immagini, in quella Roma cialtrona, rubona, piaciona e politicona che spazia dal Jackie’O di Via Veneto alle Sale Biliardo di periferia, dalle belle e ricche case di Via Giulia ai condomini di “Torbella”. Se provate a soprapporre alcuni personaggi di allora con alcuni di quelli recenti o attuali, li trovate sufficientemente corrispondenti tanto da far pensare senza esitazioni quanto abbiamo scritto in apertura: un film già visto. Epperò, tra i personaggi più o meno riconducibili a figure note c’è sempre un “attante” ovvero un Ignoto X che, ora come allora, sembra voler tirare i fili delle “cose” che accadono e che rimane sempre nell'ombra.

Veniamo al video visto su YouTube a firma di Roberto Saviano sulla vicenda Lavitola Ranucci (vedi       https://www.youtube.com/watch?si=fv-yuKW3vvZLyfLf&v=soWZQSk55Ws&feature=youtu.be ). Si tratta di una ricostruzione dettagliata, millimetrica ed aggiornata, sulle carte della Procura di Roma che hanno condotto in carcere Lavitola come mandante della bomba davanti casa di Ranucci. Saviano, a differenza di tanti, ha letto e studiato le carte, conosce l’argomento e il suo contesto storico. Il suo racconto inizia un istante dopo l’esplosione del 16 ottobre. Gli investigatori hanno subito buon gioco: la banda criminale è squinternata e sprovveduta (forse) e lasciano tracce facili ed evidenti. Sprovveduti allo sbaraglio che fanno emergere “Capannelle” e “Er Pantera” della Banda del Buco come i geni del male. Epperò, ricordiamo bene anche noi che quel pomeriggio a Piazza Santi Apostoli, sotto la pioggia, rimanemmo alquanto sorpresi sula “pista dei criminali di Ostia”.  Ma il dunque, il nocciolo del racconto di Saviano si ferma dove siamo fermi tutti noi: è una piccola “cosa” ovvero una vicenda umana di bassa levatura oppure c’è un “terzo livello” al quale, per ora, è difficile accedere?  

Il corollario della frase che abbiamo posto in apertura è: quando le “cose” succedono sono le persone che le vogliono far succedere e quando questo avviene, solitamente, è perché si vuole che succedano. Nulla, o quasi, avviene mai per caso e, come noto, il vuoto in natura non esiste.   

In tutto questo la Rai è definitivamente svanita, evaporata, dissolta sotto il caldo infernale. Ne riparleremo con il fresco, se e quando arriverà. Certo, ne riparleremo quando Rossi &C avranno deciso, in gran segreto,  le sorti di Ranucci e di Report.

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venerdì 21 agosto 2026

Buio di fine agosto

Bloggorai ©

“… e quindi uscimmo a riveder le stelle …”

Magari fosse così! L’estate si appresta finire e siamo ancora all’Inferno, nel buio e nel fuoco più fitto e confuso che si potesse mai immaginare. La “stagione si è rotta” come dicono qui in campagna, nella bassa val Tiberina. Si sente nell’aria il profumo dell’uva matura e molti (i grandi produttori) hanno già iniziato la vendemia e la Cantina Sociale è già aperta. Noi “piccoli” con qualche filaretto aspettiamo ancora qualche giorno: un vecchio amico contadino diceva “aspetta che la vespa batte l’uva e la prima rinfrescata d’acqua che arrotonda il baco”. Non sappiamo se ha un fondamento scientifico ma ho avuto fiducia in lui e finora non mi ha deluso. Ci vogliono almeno altri 10/15 giorni, il tempo necessario per preparare l’attrezzatura.

Bloggorai è tornato ed ha ripreso i suoi contatti. La “situazione” che abbiamo ritrovato è ben peggiore di quando l’abbiamo lasciata. Non si intravvede segno di uscita, non si intravvede un percorso virtuoso. Non si sente il VII Cavalleria che ci potrà salvare. Dalle mura di Fortezza Bastiani, si sente solo il deserto. Ci rimane solo da attendere fiduciosi e sobri "che la Magistratura faccia il suo lavoro". Auguri!!!

La vicenda Lavitola Ranucci, inevitabilmente, ha segnato questo momento. Piaccia o interessi l’argomento o meno ma è così. E, inevitabilmente, segnerà le prossime settimane e i prossimi mesi. I pozzi erano già inquinati prima ed ora lo saranno ancora di più: le elezioni si avvicinano e nessuno farà prigionieri. Sarà questa la sola ed unica lente o chiave per comprendere i fatti e le notizie che leggeremo.

Nel frattempo, a futura memoria, ci siamo tenuti in archivio la formidabile intervista a Paolo Mieli sul Corriere e, sempre dal Corriere, il pezzo di Aldo Grasso che scrive di credibilità di Ranucci senza mai citare quella di Mieli (cortesie tra mici e colleghi) come pure il fondo di Stefano Cappellini, direttore di Repubblica, sul suo coinvolgimento nella vicenda. Poi ci teniamo in archivio gli interventi del Governo tutto intero contro Ranucci e Report e, infine, ci teniamo in archivio le “fonti” Rai sul/dal Comitato Etico a geometria variabile e insindacabile giudizio e riporto del solo AD Rossi &C e della sua solerte collaboratrice Delia Gandini. Poi certo non dimenticheremo la polemica sui costi di Report e il silenzio che invece c’è ancora, ad esempio, sui costi di Newsroom della Maggioni o altri suoi colleghi con trasmissioni del 3%. Poi certo non dimenticheremo il ruolo dei consiglieri di “opposizione” di Majo e Natale e dei loro solerti Comunicati stampa del giorno dopo. A questo proposito, giusto ieri abbiamo ricevuto una “nota” interessante sul tema che abbiamo posto da tempo: le loro dimissioni. A quando ci hanno riferito, il punto di frizione con i loro partiti di riferimento sarebbe il M5S che resiste a mantenere il “suo” uomo.

Tutto il resto è fuffa, polvere negli occhi, in attesa della prima pioggia.

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lunedì 17 agosto 2026

No news Bad news

Oggi il vaporetto dal Continente e' arrivato molto presto ed ha portato un carico di ... solo cibarie, vettovaglie e generi di conforto. 

Dopo la pausa di ferragosto ci aspettavamo notizie, fatti, nuove vicende. E invece nulla ... il vuoto ... il niente. 

I marinai del vaporetto, mentre scaricavano la mercanzia, hanno lanciato sul molo la mazzetta dei giornali e ci hanno guardato con aria scanzonata "Ahhh voi italiani ...". 

Abbiamo sfogliato avidamente e abbiamo letto in prima pagina che ha fatto caldo, molto caldo, caldissimo (Repubblica) oppure sul Corriere che l'Ucraina attacca Mosca (???) oppure ancora che si sono rubati quattro (4) quadri di Antonello da Messina (La Stampa).  Poi, in genere, sappiamo che gli atleti italiani vincono tante medaglie.

Manco più di Garlasco non si sa più nulla e nessuno ha proposto un "giallo dell'estate" meritevole di nota.

Poi cercavamo sapienza e conoscenza sul caso Lavitola Ranucci e abbiamo letto di tanti dubbiosi e incerti. I sodali e i frequentatori di Lavitola, palesi o occulti, attaccano con sicumera il "metodo Report" mentre nel "campo largo" si medita. Il senatore Luigi Zanda, noto per le sue posizioni estremiste propone oggi "Ranucci dovrebbe lasciare per il bene suo e della Rai". Della serie "garantisti si nasce non ci si diventa". 

Se aver frequentato Lavitola è stato "inopportuno" per Ranucci che comunque la bomba sotto casa l'ha avuta perché non dovrebbe essere da meno per nientepopodimeno che il direttore di Repubblica Stefano Cappellini e per la prima grande firma del Corriere Paolo Mieli che apprezzava molto le vongole senza guscio gentilmente preparate da Lavitola? Per non dire di tanti/e altri/e commensali (anche qualche nostro/a conoscente).

Bene. Ci fermiamo sul filo del poco, del vuoto e del forse. Notizie zero. Fa ancora caldo e poi se Lavitola verrà riascoltato dai PM... Vedremo.

Nel frattempo Rossi&C si prendono una settimana di meritato riposo. Non sarà facile per lui medesimo, AD di lotta e di Governo (Meloni) emettere il "verdetto" su Report e Ranucci con il solo "parere" secretato del cosiddetto Comitato Etico che risponde solo al suo indicabile giudizio.

Difendiamo Ranucci o no? Lo sosteniamo a priori comunque perché tra lui e il governo ovvero tra la Rai di Rossi&C scegliamo comunque lui? O no? Non tutti sembrano avere le idee chiare: magari Report si e Ranucci un po' meno? 

Bloggorai ha la vaga impressione che ci divertiremo assai nei prossimi giorni.

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sabato 15 agosto 2026

Un Mondo Metaforico

Premessa in attesa del Vaporetto che porta notizie dal Continente: a scanso equivoci Bloggorai non ama andare al ristorante, non ama il pesce e non conosce Lavitola come invece veniamo a scoprire ogni giorno di conoscenti vari.

Domani in Italia non dovrebbero uscire i quotidiani e ne approfittiamo per una soave divagazione. I nostri lettori sono li che attendono come ci conferma Google Analytics 

La vicenda di questo tempo e' tutta dentro Roma sbruffona, ladrona, godona e sorniona. Roma dei professori con o senza concorso e degli allenatori di pallone, Roma dei circoli sul Tevere, scacchi, tiro a volo, briscola e tresette, pokerino tra amici e scopone scientifico, bocciofila e tennis no ma padel si. Roma dei "poteri forti" e Roma delle varie "parrocchie" che non contano nulla (o quasi). Roma "de Fregene" e Roma de Capalbio insieme a "mo' te spiego io" oppure "Nun c'ho capito gnente..." per finire a "famose 'na pizza" oppure come ha scritto ieri Paolo Mieli  sul Corriere "... Lavitola mi faceva servire le vongole senza guscio" o altre frivole amenità dette dal suo collega Stefano Cappellini il giorno prima su Repubblica.

Bloggorai ha spesso utilizzato la metafora del marziano che arriva sulla Terra e chiede spiegazioni agli umani: "Chi siete? Cosa fate? Dove andate?" Se poi il Marziano sente parlare della vicenda Lavitola Ranucci strabuzza il suo unico occhio e chiede: "Che significa tutto questo dati causa e pretesto?". 

Difficile rispondere ma necessario provare. 

Iniziamo con un punto fermo e poi usiamo una metafora. Il punto fermo granitico e' la bomba sotto casa di Ranucci ad ottobre. Tutto il resto e' corredo. Il mondo si divide tra tutto ciò che e' successo prima e ciò che succede dopo.

Proviamo ad immaginare una bicicletta. La ruota dentata tirante e' Lavitola. La ruota passiva e' Ranucci. I pedali sono da un lato gli indagati dalla magistratura e dall'altro lato una pletora di "amici" e buongustai. Rimane da capire chi tiene il manubrio e verso quale direzione si rivolge. Qui il mistero si fa fitto. Lavitola unico mandante reo confesso che rischia anni di galera per "affetto" verso Ranucci? Non ci crede nemmeno lui e magari presto cambia idea dopo aver passato qualche frizzante settimana a Rebibbia in una cella 6 x 4 in piacevole compagnia.

Poi altra metafora con altra bicicletta. La ruota dentata tirante e' il Governo. La ruota passiva e' sempre Ranucci. I pedali sono da un lato la Rai  dei Rossi &C e dall'altro lato quotidiani variamente assortiti che lo sostengono con fervore. Scegliere voi chi tiene il manubrio e da che parte si dirige. Certo sembra che Rossi &C si trovano in grandi difficoltà. Sanno bene che il "parere" del cosiddetto "Comitato Etico" e' una bufala. Essendo "secretato" ci può essere tutto e il suo contrario quindi sarà la sola parola di Rossi a fare testo e potrebbe essere non tanto granitica. Se un giorno mai Ranucci dovesse fare causa alla Rai e semmai vincesse ... chi paga?

Bloggorai vorrebbe tanto fare l'avvocato!!!

Al Marziano prende un attacco di orticaria. Non capisce le metafore terrestri. Con calma, cercheremo di essere più dettagliati.

L'estate sta finendo e le cose cambiano in fretta. E sappiamo bene che sono le persone che fanno le cose e non viceversa. 

Bloggorai@gmail.com

giovedì 13 agosto 2026

La Banda del Buco, edizione 2026

Lo scandalo non è tanto l’improbabile attentato, che sembra una macchinazione degna dei soliti ignoti degli anni d’oro del cinema comico novecentesco, quanto la collaborazione tra esponenti dei maggiori quotidiani italiani ed un noto faccendiere per dare finalmente un leader ai partiti di opposizione. (Carlo Freccero dixit)


Ricordate certamente "Capannelle" oppure " Peppe er Pantera" personaggi eroici dei bei tempi andati. Teneteli sempre a mente, sono sempre tra di noi sotto mentite spoglie. Roma non perdona e non dimentica.  

Nessuno al mondo avrebbe mai potuto immaginare che nella torrida estate del 2026 tutta l'attenzione mediatica nazionale si sarebbe concentrata sulla vicenda Lavitola Ranucci. 

Nessuno al mondo avrebbe mai potuto immaginare che nel pieno di due guerre, nel pieno della crisi politica europea sui migranti e nel pieno della confusione politica, sociale ed economica nazionale il tema del giorno meritevole da occupare la prima pagina intera dei principali quotidiani nazionali fosse la vicenda Lavitola Ranucci. Eppure è banalmente e drammaticamente così e se è così ci deve essere pure un perché poiché, al  solito, nulla avviene mai per caso o per intendimenti divini. 

Infine, nessuno al mondo avrebbe mai potuto immaginare che una vicenda assolutamente politica fosse stata in grado discalzare "il giallo dell'estate" seppure rivisto e corretto in salsa Garlasco. 

Per tanti, per molti (editori della carta stampata in stretto coordinamento con il Governo) non pare vero: Missione Compiuta !!! Ranucci fired out direbbe Trump. 

Aggiorniamoci. Lavitola ha confessato: "Sono stato io e l'ho fatto a fin di bene, Ranucci è un amico". Non ci crede nessuno alla storia bufalara della scorta ma tant'è che ora la "notizia" da prima pagina diventa la dichiarazione dell'avvocato di Lavitola ovvero "no comment" ovvero una "non notizia" diventa "la" notizia dove inzuppare il biscottino avvelenato. Certe volte abbiamo l'impressione che molti colleghi nutrano una insana passione nell'ipotizzare che i lettori siano tutti imbecilli: come è infatti possibile credere che Lavitola possa rischiare tanti anni di carcere solo "per amicizia". Vista la sua storia nota a tutti da decenni (senza dubbio a Paolo Mieli del Corriere e Stefano Cappellini di Repubblica) difficile non pensare che lui possa essere un possibile mandante di un altro mandante. Oggi Repubblica titola a tutta pagina sul tema: per noi lettori un filo di credibilità si pone dopo aver saputo che il suo direttore collaborava con Lavitola.  

Ora che l'obiettivo è stato quasi colto con la possibile (ma non scontata) sospensione di Ranucci da Report, il faccendiere si può permettere di tirare i remi in barca e buttare la palla in tribuna ovvero buttarla in caciara. Al resto ci penseranno Corriere &C. in buona compagnia del cosiddetto "Comitato Etico Rai": non fare prigioniero Ranucci, metterlo in ginocchio e piuttosto indagare se mai avesse rubato le elemosine nella chiesa di parrocchia o bucato le gomme della bici al compagno di banco. Tutto il resto è fuffa, fumo e sabbia negli occhi, spazio da occupare sulla carta stampata ovvero complotto politico nella più sana tradizione italiota. 

Per paradossale che possa apparire, la vicenda è tutta e solo in questi termini: bomba o non bomba, amici o nemici, compari di ristorante con prime firme di grandi giornali, l' importante è fornire a Rossi &C e quindi al Governo &C la testa di Ranucci. 

Veniamo ora a chi si appresta a costruire la scena dell'esecuzione: il "cosiddetto" Comitato Etico alle dirette dipendenze dell'AD Rossi, ovvero una struttura interna il cui operato "dovrebbe" restare secretato. In altri termini, se mai venisse deciso qualcosa in merito al futuro di Ranucci e di Report, nessuno (formalmente) potrebbe mai sapere come e perché. Il procedimento di accusa verso Ranucci e la "sentenza" potrebbe scriverla Delia Gandini, figura ben nota in Rai da anni (epoca Gubitosi) che poi la sottoporrà al suo diretto superiore, ovvero Rossi &C. 

Sul ruolo della Gandini, sul suo operato e sulle sue responsabilità sono note da anni dentro la Rai molte perplessità che tutti si guardano bene solo dal farle trasparire lontanamente: il terrore corre sul filo e non sono pochi coloro che temono pure di essere intercettati. Molti ex colleghi ci scrivono "Ci vediamo al tuo ritorno e ne parliamo a voce".  Non sarà vero ma il solo sospetto che possa esserlo già è sufficiente a far tenere mote bocche ben chiuse.  

Attualmente la Gandini ricopre tre incarichi molto rilevanti: componente il Comitato Etico, direttrice Int. Audit e responsabile organismo vilanza Rai ex art. 231. Fino a poco tempo addietro era anche responsabile Anticorruzione fin quando il compianto Riccardo Laganà  fece osservare (con nota ufficiale al Cda e agli organi di Vigilanza) che l'ANAC "non gradiva" tale cumulo di cariche e, di conseguenza, l'anticorruzione è stata spostata alla Pennarola. Quanto ci manca Riccardo Laganà!!! 

Ora è del tutto evidente che nelle mani della Gandini si concentra un potere "anomalo" e di assoluto rilievo. Forse troppo per due sole mani. Ci vuole qualcosa di più.

Fatte le debite proporzioni, il proseguimento della vicenda si riassume in una semplice equazione:  Lavitola sta al "mandante Ignoto" come Rossi &C (Gandini) stanno al Governo. Il risultato, ci informa il Corriere, lo sapremo forse prima di ferragosto.

Bruto sulla piana  di Filippi prima della battaglia finale: "ah ...se solo sapessi la fine di questa giornata..." 

Lavitola si è dichiarato colpevole e Ranucci, fino a prova contraria è innocente e vittima. Tutto il resto è in secondo piano. Poi, si vedrà: come dicono in molti "lasciamo lavorare la magistratura". finora, forse, ha lavorato bene. Molto meglio del cosiddetto "Comitato Etico Rai" che si appresta ad emettere sentenza a suo insindacabile, segreto ed oscuro giudizio. 

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martedì 11 agosto 2026

Lavitola: gli "attanti" palesi e occulti

Nella teoria della narrazione, gli attanti sono le categorie astratte che muovono la storia. Un singolo personaggio può ricoprire più ruoli attanziali, così come un attante può essere incarnato da un oggetto, un'idea o un gruppo di persone. (modello Greimas)

Provate ad immaginare la vicenda Lavitola Ranucci come una grande scena teatrale. 

In primo piano assoluto e illuminato c'e' solo lui, Lavitola, con accanto il lungo, noto ed ingombrante fardello di "faccendiere" al soldo del migliore offerente. 

In secondo piano la sua vittima, Ranucci, frastornato e "sedotto" dal carnefice. 

Su un piano laterale dietro Lavitola su aggirano i suoi presunti complici: per la procura gli esecutori materiali della bomba.

Accanto a Lavitola, leggermente spostati, in ombra, si trovano personaggi solo apparentemente minori ma invece sostanzialmente rilevanti e si chiamano Paolo Mieli, prima firma del Corriere della Sera e Stefano Cappellini, attuale direttore di Repubblica.

Nella trama disegnata dalla Procura si evienzia chiaramente il "progetto politico": sostenere un possibile ingresso in campo di Ranucci (con quale partito?).

Una parte fondamentale ovvero un passaggio cruciale sarebbe un "questionario" per pesare la candidatura Ranucci e i due "attanti" Mieli e Cappellini sembrano assumere in questo passaggio un ruolo molto attivo.

Ieri un Dagoreport di Dagospia riassume perfettamente la loro partecipazione alla stesura della trama. Da leggere con grande attenzione:

https://www.dagospia.com/politica/chat-ranucci-lavitola-pozzo-fondo-ci-chicche-dall-ordinanza-483369 

Si pone la domanda cruciale: "C’è infatti una questione, che per ovvi motivi è stata poco affrontata dai giornaloni: perché il due volte direttore del "Corriere della sera", Paolo Mieli, e il vicedirettore, oggi direttore ad interim di "Repubblica", Stefano Cappellini si sono messi a fare, come dopolavoro, gli ''advisor'' per un sondaggio di un ex galeotto come Lavitola?" .

Già, perche' i due più importanti quotidiani nazionali compaiono con le le loro prime figure in questa torbida ed oscura vicenda in un ruolo dove si legge che i due, Mieli e Cappellini "....dalle fitte chat la collaborazione e' effettiva, non limitata a suggerimenti o chiacchere da bar...' scrive Dagospia riprendendo le carte della Procura. Aggiungiamo una domanda: lo facevano a gratis??? 

Riporta infine Dago "Nell’ordinanza con cui il Gip di Roma ha disposto il carcere per Lavitola, cercando la parola chiave “Cappellini”, escono 23 risultati. La “keyword” Mieli, invece, 9 volte".

Poniamo che lo facessero a beneficenza per il "caro Valterino..." ipse dixit Mieli, quale era il loro interesse a supportare il disegno politico di Lavitola? Su questo aspetto Corriere &C se ne guardano bene da scrivere una riga mentre abbondano di citazioni "finti interne rai" sul finto Comitato Etico. 

Rimane un punto centrale che per ora è l'unico che ci consente di leggere la trama della vicenda: l'ordinanza della Procura e le trascrizioni delle tante chat dove i due citati compaiono spesso e volentieri. 

Tutto il resto e' tutto e solo complotto ai danni di Ranucci e Report. Scrive La Stampa di oggi "Rossi offrirà la testa di Ranucci alla Meloni... Un gesto che potrebbe aiutarlo ad essere riconfermato al suo posto"

Tutto torna, comprese le dichiarazioni di Salvini "Coloro che sono coinvolti in questa vicenda dovrebbero fare un passo indietro".

Magari non si riferiva a Ranucci ma forse anche a Mieli e Cappellini.

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Ps il vaporetto dal continente arriva tardi. Aspettiamo notizie.


Il fascino indiscreto di politica e Tv

Sarà pure necessario trovare un bandolo a questa matassa della vicenda Lavitola-Ranucci e un possibile approccio può essere allargare il campo di visione e fare qualche passo indietro. 

La Rai e' da sempre una fucina di candidature politiche. L'unico che non ce l'ha fatta e' stato Emilio Fede nel 1989 con la DC. Tant'è . 

Rileggiamo vecchi appunti:

​Sergio Zavoli – eletto al Senato nel 2001 (Democratici di Sinistra / PD).

​Enzo Tortora – eletto al Parlamento Europeo nel 1984 con il Partito Radicale.

​Lilli Gruber – eletta al Parlamento Europeo nel 2004 con la lista Uniti nell'Ulivo

​Michele Santoro – eletto al Parlamento Europeo nel 2004 con l'Ulivo.

​Jas Gawronski – eletto al Parlamento Europeo e poi al Senato con Forza Italia.

​Piero Badaloni – eletto Presidente della Regione Lazio nel 1995 con il centro-sinistra.

​David Sassoli – eletto al Parlamento Europeo nel 2009 (PD) e successivamente divenuto Presidente del Parlamento Europeo nel 2019.

​Piero Marrazzo – eletto Presidente della Regione Lazio nel 2005.

​Emilio Carelli – eletto alla Camera dei Deputati nel 2018 (M5S).

​Gianluigi Paragone – eletto al Senato nel 2018 (M5S).

​E poi Augusto Minzolini, Sandro Ruotolo e forse ci siamo dimenticati qualcuno/a. 

La "politica" ha bisogno di volti noti e i volti noti hanno bisogno della politica. Non ci sarebbe nulla di strano o anomalo se Sigfrido Ranucci vista l'aria che tira in Rai contro di lui e contro Report avesse sfiorato l'idea di candidarsi alle prossime politiche 2027. Questo "sfioramento" purtroppo si e' incrociato con Lavitola.

In una prospettiva e in un contesto politico determinato dove la prossima vittoria elettorale si potrà determinare anche solo per un punto percentuale si comprende facilmente che ogni "volto noto" che porta tanti voti potrebbe essere un vantaggio averlo dalla propria parte oppure "azzopparlo" prima del tempo. Come in tutti i giochi anche un solo e insignificante pedone sulla scacchiera o una sola carta del mazzo in meno all'avversario può decidere le sorti di una partita. 

Allora una domanda interessante può essere: quanto 'valeva" Ranucci in voti elettorali prima della bomba e quanti ne vale oggi? 

Nella ricerca affannosa del movente (ora che la Procura avrebbe individuato presunti esecutori e mandanti) quanto letto nel dispositivo di arresto di Lavitola e quanto noto degli anni precedenti, qualcosa si intravvede. Forse si tratta ancora di "ipotesi fantasiose" ma non sembra ci sia di meglio. Per ora.

Report dava fastidio dentro e fuori la Rai? Certo che si. Qualcuno dentro e fuori la Rai vorrebbe sostituire Ranucci con uno dei tanti "aspiranti" filogovernativi? Assolutamente si.

Una possibile candidatura di Ranucci per il 2026 da fastidio? Certo che si. Con chi poi??? Questa una grossa domanda che potrebbe spiegare qualche silenzio.

Il "progetto politico" che ha preso forma con la bomba di ottobre si e' materializzato e vi partecipano attivamente partiti di governo, gruppi editoriali (oggi il Corriere tre pagine) con il fattivo supporto di "fonti" Rai  con ampie indiscrezioni del Comitato Etico (ora forse disoccupato con il comunicato odierno della Procura) e un aiutino del Tg1. Pagine e litri di inchiostro su "voci da dentro Rai" e ricostruzioni bizzarre tutto da buttare nel cestino dell'indifferenziato.

Ora il tempo stringe e Rossi &C devono decidere in fretta. Le elezioni potrebbero esserci anche prima del previsto e un solo punto di differenza può essere decisivo. Chi sbaglia paga 

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lunedì 10 agosto 2026

A palle incatenate

Avevamo scritto di voler accantonare Ranucci Lavitola almeno in attesa di sviluppi dell'indagine della magistratura sulla bomba di ottobre che e' e rimane il fulcro nodale di tutta la vicenda.

Non sappiamo nulla: trame, complotti, servizi deviati e mafie di vario genere tutto svanito. L'epicentro non e' più la Procura ma il Comitato Etico Rai.

Siamo invece indotti a tornarci sopra: troppo forte ed evidente il fenomeno in corso. Non si tratta solo di una banale, volgare e strumentale "campagna mediatica" contro Ranucci e Report ma di un disegno politico organico e strutturato.

Le tre ammiraglie dell'editoria italiana (Cairo, Angelucci e Caltagirone) hanno l'ordine di alzo zero, tiro congiunto e palle incatenate e se occorre un aiutino ci pensa il Tg1.

Nei giorni scorsi, forse ingenuamente, ci chiedevano perché tanta attenzione in particolare da parte del Corriere. Quando ci e' stato possibile (come oggi) mettere insieme e leggere i "pezzi" di Messaggero e Giornale abbiamo trovato la sola ed unica risposta che poi forse era ed e' la più facile ed evidente: qualcuno vuole "la testa di Garcia" ovvero Ranucci/Report e subito: l'AD Rossi, si legge, vuole e deve decidere in fretta a chi affidare Report prossimo venturo.

Ecco, forse, spiegata la fretta, la continuità e la rilevanza dei "pezzi" insolitamente tanto "bene informati".

Ovviamente, gli artiglieri se ne guardano bene dal riportare i comunicati stampa di M5S e AVS. Gli basta citare due consiglieri .

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domenica 9 agosto 2026

Riccardo Lagana'

10 agosto 2023. Intorno a quest'ora ci giunge la notizia: Riccardo ci ha lasciati!

Un dolore lacerante e violento. Una presenza insostituibile, un impegno raro e prezioso. 

Riccardo sarà per sempre nella nostra memoria. 

Grazie per quello che hai fatto per la Rai, per il Servizio pubblico.

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Bomba o non bomba ???


Sembra che ci siano genericamente tre tipi di bombe:

A: la Bombona, quella che uccide le persone, quella che mettono fascisti e mafiosi. 

B: la Bomba Semplice: quella che potrebbe ferire ma in genere fa poco danno e però dice molto a chi e' diretta

C: la Bombetta, ovvero il Petardo più o meno con il botto. Robetta da scalzacani, sprovveduti allo sbaraglio per un paio di mila euro. 

Allora. Riepiloghiamo e semplifichiamo.

17 ottobre 2025: "bomba" sotto casa di Ranucci a Pomezia.
Indagini: quattro persone arrestate come presunti esecutori con aggravante del "metodo mafioso'
Lavitola presunto mandate 
Il movente ancora completamente ignoto.

Ad oggi nessuna notizia.

Epperò ancora oggi il Corriere, in buona compagnia di Messaggero e Tg1 dimenticano tutto ciò che e' avvenuto quella notte della bomba e si concentrano sul "metodo Report". Forse non era una "bomba" ma solo un Petardo riuscito male.

Intendiamoci bene: Ranucci e Report si difendono da soli. Ma che in questa vicenda ci sia  molto "qualcosa di marcio in Danimarca" e non solo appare alquanto evidente.

Ieri Ranucci ha pubblicato sul suo profilo FB le smentite sulle notizie false che vengono pubblicate. Le "fonti" Rai (Comitato Etico) abbondamente riprese. Ranucci dimenticato.

Il giallo dell'estate sarà lungo
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venerdì 7 agosto 2026

Quel lontano 8 di Agosto e il Nuovo Grande Mistero

by Bloggorai

Intorno alle 8 del mattino dell'8 agosto 1956 a Marcinelle, in Belgio, ci fu un'esplosione dove morirono 262 persone e, tra queste, 136 erano italiani. Migranti, stranieri 
Intorno alle 10 dell'8 agosto 2001 circa 20 mila persone sbarcarono a Bari dalla Vlora. Andate a rivedere quelle immagini. Oggi molte di quelle persone vivono con noi, sono noi: cittadini italiani.

Sulle prime pagine dei giornali di oggi il primo anniversario viene ricordato, il secondo meno. 

Oggi, 8 agosto 2026, ricorre un anno dall'entrata in vigore dell'EMFA e, come noto e facilmente prevedibile,  passerà del tutto inosservato e inapplicato. Da Bruxelles fanno sapere che "aspettiamo notizie dal vostro Parlamento". Attendere prego: se ne parlerà con comodo, con il fresco. Forse. Sulle prime pagine dei giornali di oggi l'anniversario viene totalmente ignorato.

Questo Paese dimentica tanto con grande facilità e, in particolare, i grandi misteri che hanno attraversato la sua Storia. Ad agosto solitamente ne riemerge qualcuno: Ustica oppure via Poma con il sottofondo di Garlasco.

Però un mistero contemporaneo ce lo siamo portati in vacanza e non è un mistero di poco conto seppure appare e scompare a piacimento. 

Il cosiddetto caso "Lavitola-Ranucci" o viceversa che dir si voglia purchè i due nomi rimangano congiunti. Verosimile supporre che entrerà nel Grande Libro dei Misteri Italiani. Nei tanti misteri avvolti da dilemmi che avvolgono questa vicenda uno sembra più interessante del solito. Perché il Corriere della Sera, forse più di altri quotidiani, dedica tante energie e spazio a questo "arcano" politico? Magari ci sbagliamo e ora non abbiamo gli strumenti per "misurare" tanta solerzia però qualcosa non torna.

Già ... Premesso che nel giornalismo di casa quasi mai nulla avviene per caso e visto che "notizie" certe non ci sono (esempio: che fine ha fatto quel Tavares che doveva tornare in Italia il 5 agosto per raccontare tutto?) succede che la "vicenda" si arrotola intorno ad una foglia di rosmarino dove si avverte solo il profumo senza svelare il contenuto.

Interessante osservare che il baricentro (ad oggi leggero come una piuma) si e' spostato dall'indagine sulla bomba davanti casa di Ranucci all'indagine del Comitato Etico della Rai su Ranucci e in questa inversione di ottica Lavitola scompare del tutto e anche oggi rimane pressoché ignorato o posto in secondo piano. Curioso: eppure il personaggio non passa inosservato e in questa "bizzarra" vicenda sembra sempre quasi sul punto di dire e non dire. Uno stile, un "modello narrativo" ben noto.

Nota bene: il Comitato Etico Rai risponde solo all'AD Rossi e sembra ragionevole supporre che non esce foglia dal Comitato che Rossi non voglia.

Allora in carenza di esecutori certi e di moventi oscuri non rimane altro che aggrapparsi ai tanti perché.

Torniamo alla domanda di cui sopra: in assenza di notizie perché il Corriere pone tanta anomala attenzione a questo tema?

Oggi pure il consigliere Natale (meglio noto per i C.S. del giorno dopo) ha giustamente osservato che "qualche quotidiano" riporta "indiscrezioni" ovvero "voci"  sul Comitato Rai. Già ...perché non dice "quale" quotidiano più di altri ??? Come si dice in genere: fai una domanda e cerca una risposta.

Proviamo a formulare ipotesi fantasiose.

L'editore Cairo fa parte del gioco politico. In questo gioco la partita principale sarà quella delle prossime elezioni. In questa partita non sono previsti prigionieri e tutti gli strumenti sono consentiti. Ranucci e Report, insieme o disgiunti che siano, ora per allora, sono un "problemino" da tanti punti di vista, anche editoriali. Non sia mai detto che, come alcuni hanno supposto, volesse candidarsi? Naaaaa... Troppo fantasiosa.

Altra ipotesi molto fantasiosa. Tanti hanno segreti negli armadi. Io so che tu sai che noi sappiamo e chi vuole capire capisce.

Altra ipotesi molto, molto fantasiosa. Durante questi mesi dello scorso anno si leggeva molto di una ipotesi di passaggio di Ranucci a La7. A luglio scorso invece Cairo dichiara che "Per carità. La storia di Lavitola è strana". Già, molto strana. Il ristornate di Lavitola era molto ben frequentato, anche da una grande firma del Corriere.

Solo ipotesi fantasiose. Fa caldo. E così via trotterellando ... Sotto il misterioso sole di agosto il mistero rimane.

bloggorai@gmail.com 


mercoledì 5 agosto 2026

La Paura. Squali bianchi nel deserto dei tartari

 


Con comodo... rivedetelo:

Nel mentre e nel quando...

Il Maestrale ha abbassato le folate e il Piroscafo postale porta notizie. 

Ce ne stavamo mollemente adagiati, appagati, assolati, isolati, desolati rassicurati e ammirati di tanta bellezza di una riva ciottolosa e ombreggiata dalla folta chioma di una quercia che si dispone fin sopra l'onda, quando, d'improvviso, ci assale un sentimento aspro e profondo: la paura. 

Paura di cosa, paura di chi? Di tutto, di tutti. Le notizie che arrivano da terraferma non sono rassicuranti.

Nei giorni scorsi, Maria Pia Ammirati. Direttrice Rai Fiction (una volta si diceva che fosse in "quota" Dem) ha rilasciato un'intervista a La Stampa dove alla domanda "La fiction rai ha smesso di essere rassicurante?" ha risposto che "... Nell'ultima analisi della Direzione Marketing e' emersa una parola chiave: paura". 

Abbiamo cercato di sapere e capire di più. Invano: di questa analisi, per ora, non sappiamo nulla. Però il termine "paura" diventa "chiave".

Salvo poi leggere una ricerca pubblicata da Repubblica nei giorni scorsi che la "paura" non sembra essere così universale per come la vorrebbero raccontare. Vedi report intero su https://www.demos.it/a02438.php

Il tema però non giunge nuovo. Bloggorai lo ha scritto da anni: il Paurismo (report di Save the Children, 2008) ovvero e' il luogo sociale e politico dove "convivono razzismo, paura e menefreghismo". Come noto, il Paurismo nutre il consenso elettorale e non stupisce constatare che una buona nutrice sia la Rai, questa Rai, ioil servizio pubblico. 

Nel mentre e nel quando...

Abbiamo appena saputo che Rossi&C si e' preparato il suo futuro con una infornata di dirigenti a sua immagine e somiglianza. Da tempo siamo convinti che Telemeloni con questa opposizione ce la terremo a lungo. Squali bianchi che nuotano nel Deserto dei Tartari. Questo CDA, questi consiglieri potranno passare alla storia dei "comunicati del giorno dopo".

Nel mentre e nel quando...

Abbiamo appena saputo che in Commissione VIII senato che doveva "liberare" il testo di riforma Rai ha rinviato tutto a settembre: manca il parere del Governo. Ovvero Giorgetti ha ancora le carte in mano. Anche gli appelli di Mattarella possono attendere e, forse, nelle determinate circostanze potrebbe essere meglio.

Tra pochi giorni sarà passato un anno dall'entrata in vigore dell'EMFA e già sentiamo i corifei lamentosi: si potevano applicare per tempi i criteri di nomina del CDa. Come ha scritto oggi Vita sul Manifesto: "Silenzio totale". Non basta una somma di sigle per fare un "campo più largo del campo". Occorrono persone che portano idee e contributi. Finora solo pallidi e inconsistenti emendamenti.

Leggeremo qualcosa con il fresco.

Nel mentre e nel quando...

Pubblicato il secondo Osservatorio AgCom: tutto come previsto. Tutti perdono ma Rai di più: in Prime Time rai perde il 6.5 % mentre Mediaset guadagna  8.8% tra il 2025 e il 2026. In Inghilterra analoga OfCom dice che Netflix quasi supera BBC. 

Aspettiamo il prossimo vaporetto.

Bloggorai@gmail.com

domenica 2 agosto 2026

Memo di agosto 1

 


In attesa di poter scrivere con comodo, ci teniamo a mente qualche argomento che merita essere trattato.

In ordine:

A: Temptation Island, la Gen Z e il Servizio pubblico

B: Osservatorio AgCom. Tutti perdono ma Rai e Tg1 di più 

C: 2 agosto 1980. La memoria corta (anche della Rai). Tutto e tutti tornano: fascisti, loggisti e servizi deviati.