Succede talvolta che ci sono lettrici e lettori di Bloggorai
poco avvezzi con la memoria e con la storia e magari da tempo non comprano più
un giornale cartaceo. Succede, nelle ultime settimane, che qualcuno si chiede perché
i quotidiani, i telegiornali, i siti Web e in particolare Dagospia dedicano
tanto spazio al tema Lavitola-Ranucci. La domanda semplice che molti si pongono è: “Agli
italiani interessa questa storia?”.
La risposta è pure semplice e prevede due varanti:
Si, interessa e forse anche
molto. A giudicare dalla quantità di spazio giornalistico che gli è
dedicato sembrerebbe proprio di si perché altrimenti non si spiegano le
quantità di spazio occupate in modo costante e ininterrotto.
No, agli italiani non interessa
nulla epperò ad alcuni editori si e forse anche molto perché, appunto,
altrimenti non si spiegano le quantità di spazio occupate in modo costante e
ininterrotto.
Il primo punto fermo è che la
vicenda occupa spazio costante con una dinamica “narrativa” alquanto originale:
spesso e volentieri questa attenzione mediatica non trova riscontro nelle
notizie, nei fatti veri e accertati che pure dovrebbero segnare tangibilmente l’evolversi
della “narrazione”.
Il secondo punto fermo è che al
centro della scena c’è il personaggio Lavitola, il “faccendiere”, del quale si dimentica
con facilità la sua genesi, la sua storia e il contesto politico/affaristico
(il mondo berlusconiano) nel quale nasce e sviluppa le sue “fortune” che lo
hanno pure portato ad avere qualche “grana” giudiziaria (vedi https://www.ilpost.it/2026/07/08/chi-e-valter-lavitola/
).
E allora non ci resta che
metterci di buona volontà a cercare di capire per come e perché tanta
attenzione e quindi non ci resta che andare a lezione di giornalismo.
Ieri ci siamo impegnati su due compitini:
due pagine del Corriere della Sera che titola già in prima con “Il caso Ranucci.
Lavitola, la ex rivela tutti gli affari. Bomba? Non so”. Andiamo a leggere pagina
14 con il titolo “Ecco come usava il denaro. La Bomba? Non so nulla. L’ex di Lavitola
10 ore dai PM”. Visto il titolo, ci si aspetta di leggere le rivelazioni e
invece leggiamo che “… Lavitola progettava investimenti nel carbon credit…” poi
la signora “produce grande documentazione, anche fiscale. Dichiarazioni e altro
ancora su cui intende mantenere grande riserbo…”. Il pezzo si chiude con “La
testimonianza di Potenza è una rivoluzione per l’inchiesta? Non ancora”. Traduciamo:
un articolo di tutta pagina, 5 colonne, per non dire nulla ovvero la sola
notizia è una “non” notizia e la scrive lo stesso giornalista: interessa l’inchiesta?
NO. Punto a capo.
Il bello del Corriere viene alla
pagina successiva, la 15, dove si titola “Report partirà dai cantieri di Adria.
Il giallo dell’inchiesta Valter-Sigfrido”. Il presupposto ovvero il perno dell’articolo
proviene da una indiscrezione del quotidiano Libero (sic!!! E non è la prima volta
che il Corriere si affida a questa “fonte”, vedi la storia delle assicurazioni auto
di Ranucci) secondo cui “… sarebbe in cottura per il debutto dell’8 novembre un’inchiesta
su Ranucci e Lavitola … Davvero Report indagherà su Report in una riedizione giornalistica
del film Kramer contro Kramer?”. La pagina del Corriere chiude in bellezza:
6 colonne con foto e con il titolo “Il fenomeno. Dai meme alle imitazioni in tv,
il conduttore è virale”. Il pezzo non è firmato. Da incorniciare a tramandare
ai giovani studenti di giornalismo (se ne conoscete qualcuno invitatelo a desistere).
Veniamo al secondo compitino: due
pagine del Messaggero con titolo suggestivo in prima: “Valter, Sigfrido e le
donne: una commedia italiana”. Pagina 6 è tutta dedicata ai “conti e
business di Lavitola” dopo la deposizione della sua ex Natalia Potenza. Ma è a
pag. 7 che il giornale raggiunge punte di giornalismo d’inchiesta ineguagliabili.
Nell’articolo c’è un lungo passaggio titolato “Commedia all’italiana” destinato
ad entrare negli annali delle scuole di giornalismo di “costume”. Ve lo proponiamo
in originale così facciamo prima:
Arriviamo ad oggi. I titoli del giorno
sono per lo più concentrati sulle dichiarazioni di Ranucci di ieri invece solo il
Corriere della Sera, ormai come al solito, si preoccupa di porre anzitutto Ranucci
al centro della scena e titola “L’incontro, gli affari e quei silenzi. Ranucci,
tutti i misteri da chiarire”. Se poi si legge l’articolo si intende bene e si evidenzia
che i “misteri” nascono e si alimentano tutti in “casa” Lavitola e solo dopo si
diffondono intorno a Ranucci. Però la “narrazione” rimane: l’oggetto, il punto focale
della vicenda per il Corriere&C deve rimanere il conduttore di Report. Tutto
il resto è noia.
Sarà però una noia tutta da
gustare: prepariamo prosecco e tarallucci al peperoncino.
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