domenica 6 settembre 2026

RAI e Report: la festa è finita, trasmettete in pace

By Bloggorai ©

“Amici, Romani, compatrioti, prestatemi orecchio! Vengo per demolire Ranucci, non per lodarlo. Il male che gli uomini fanno vive dopo di loro;

Il nobile Triunviro della RAI vi ha detto che Ranucci era ambizioso (opaco e interferito, come ha scritto il Corriere): se così fosse, sarebbe una colpa grave, e Ranucci ne ha risposto gravemente.

Qui, con il permesso del Governo e degli altri - perché il Governo è un uomo d'onore; così sono tutti, tutti uomini d'onore - vengo a parlare alla demolizione di Ranucci. Era mio amico, fedele e giusto con me: ma il Governo dice che era ambizioso; e il Governo è un uomo d'onore. …

Ma eccomi qui per dire ciò che so. Voi tutti lo amavate una volta, non senza ragione: Quale ragione vi trattiene allora dal piangere per lui? O giudizio! Tu sei fuggito tra le bestie brutali, E gli uomini hanno perso la ragione. Abbi pazienza con me”.

 

Riassumiamo e sintetizziamo:

16 ottobre: bomba esplode sotto casa di Ranucci

Iniziano le indagini, tutt’ora in corso

Si riunisce il Comitato Etico: Ranucci viene “espulso” da Report

Si avvia la “trattativa” e si “apre un canale di comunicazione”

La redazione di Report esulta: la trasmissione è salva.

La concatenazione dei fatti, per quanto noti e per come li abbiamo seguiti attentamente in queste lunghe settimane, non lascia adito a dubbi o consente personali interpretazioni. La Rai, a suo insindacabile e segreto giudizio, ha “espulso” Ranucci senza alcuna motivazione: “Io lo posso fare, io non devo rendere conto a nessuno se non al Governo che mi ha insediato e il Governo vuole così ovvero Ranucci fuori dalle scatole e Report ricondotto a più miti consigli”. Punto. Per il resto, si vedrà presto in Tribunale dove Ranucci ha presentato un ricorso ex Art. 700 CPC. Non sia mai detto che un Giudice possa accoglierlo. Ne vedremo delle belle.

Se non che, si avvia una “trattativa” tra la Rai e la Redazione di Report che aveva minacciato fuoco e fiamme dopo la nomina di Presutti e Piervincenzi al posto di Ranucci. La battaglia, la trattativa era anzitutto sui nomi: tolta di mezzo la Presutti (brava!) arriva la Di Pasquale (più brava!) e la redazione brinda al successo: Report è salvo e lotterà insieme a noi! 

Dicono, pare, sembra che a Palazzo Chigi, nel giorno del compleanno di Governo della Meloni, abbiano tirato un sospiro di sollievo; dicono, pare, sembra che Rossi & C hanno festeggiato con il Prosecco e le noccioline; dicono, pare sembra che da oggi Corsini verrà chiamato “il mediatore” e, a sinistra, qualcuno ha scritto che “…  La Rai è stata costretta a fare un passo indietro … La fisionomia del programma, almeno per ora, ha maggiori possibilità di sopravvivere. La lotta ha prodotto un risultato concreto. Sta qui la lezione politica di questa vicenda… A volte, per restare liberi, bisogna restare. E lottare”. Ovvero “Avanti popolo … alla riscossa …” abbiamo vinto noi: la Rai con un occhio nero (uno solo) ma nero nero!!!

Bloggorai non è affatto convinto di tale entusiasmo e le immagini dei festeggiamenti della redazione lo hanno lasciato alquanto imbarazzato e perplesso. 

A se il Triumvirato Rai si ritiene soddisfatto banalmente è perché ha ottenuto almeno buona parte di quanto voleva: salvare capra e cavoli, ovvero fuori Ranucci ed evitare problemi con la messa in onda di Report il prossimo 8 novembre. B ha ottenuto una conduzione “collegiale” ovvero con Piervincenzi affiancato alla Di Pasquale C la Rai ha usato un’arma subdole micidiale: il ricatto ovvero “se volete continuare la protesta vi sostituiamo tutti in un attimo” D Report era sotto tiro di questa Rai da tempo, tagli al budget e alle puntate e non abbiamo memoria di “lotta dura senza paura”. E il fatto che la Rai ha agito dì imperio, ovvero sotto dettatura del Comitato Etico, ovvero sotto le indicazioni di membri del Governo, ovvero sotto la direzione dell’AD Rossi è passato del tutto in secondo piano.

Da questo punto di vista la presunta “lezione politica” di questa vicenda è stata ed è una catastrofe dagli esiti del tutto incerti.

Ora, si torna alla “normalità” ovvero alla prosecuzione del progetto politico dell’AD sullo smantellamento di RaiTre, agli ascolti che calano progressivamente, alla nomina del Presidente del Cda ancora in altissimo mare e alla riforma Rai che semmai potesse prendere forma non potrà essere che a colpi di maggioranza: la Meloni vorrebbe andare alle urne a maggio e non c’è tempo da perdere. Rossi deve essere premiato. O con la riconferma per i prossimi 4 anni o con un posto in Parlamento.

Cosa c’è da festeggiare?

bloggorai@gmail.com

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