martedì 29 settembre 2026

LA Storia di ieri, di oggi e (forse) di domani

By Bloggorai ©

Se avete a cuore i vostri figli o nipoti, fategli una carezza e regalategli una copia del Corriere di questi due giorni: rimarranno nella storia e tra qualche decina di anni avranno un valore.

Tra ieri ed oggi abbiamo letto “storie” che meritano grande attenzione. La tragica morte di Giulio Regeni in Egitto si è risolta con la condanna dei responsabili per il suo sequestro ma non per il suo assassinio. Davide Rossi, non è “caduto” dalla finestra del suo Ufficio del Monte dei Paschi: i parlamentari della Commissione d’inchiesta hanno stabilito che non si è “suicidato” come ci hanno voluto far credere per molti anni ma è “stato suicidato” ovvero gettato di sotto. La Francia, dopo decenni di silenzio, ha deciso di rendere noto quando avvenne la notte del 27 giugno 1980 quando venne abbattuto l’areo Itavia sopra Ustica, ovvero dopo 46 anni. L’assassino di Chiara Poggi potrebbe non essere Alberto Stasi: la Procura di Pavia sostiene che alla prova decisiva a suo carico (i pedali) mancavano due perizie “scomparse”: “I RIS lo sapevano ma nascosero il dato”.

E fin qui siamo nell’ambito della cronaca politica e giudiziaria che già potrebbe giustificare la conservazione del giornale. Ma quello che lo renderà un pezzo unico da collezione sarà per quello che non c’è scritto: dopo il polpettone avvelenato pubblicato domenica sul “caso” Ranucci, con ricostruzioni fantomatiche peraltro poi smentite dal CdR, sul tema è calato uno spesso strato di cemento armato di silenzio: non una riga, non un titoletto, mai citati né Lavitola e tantomeno Ranucci e tantomeno riportata la smentita. Dopo aver tartassato i lettori del Corriere, sempre in buona compagnia di altri giornali governativi, da mesi con titoli a tutta pagina e in più pagine spesso e volentieri sul niente e sul nulla spacciati per notizie, improvvisamente la “vicenda” scompare e la sua “narrazione” si interrompe e passa il testimone alla Rai dove il Giletti di turno ieri sera su RAI Tre ha preso il testimone. Anche ieri sera tra il nulla e il niente, tra il vago e smentite di ogni genere (“Ranucci era implicato?” risposta “No!) la serata è passata spensierata con un finale degno della migliore televisione di Servizio Pubblico: lo scontro frontale tra il Generale Garofano dei RIS dei Carabinieri al tempo di Garlasco e gli avvocati difensori di Stasi entrerà nella storia del grande giornalismo RAI.

Domani sarà un altro giorno e si vedrà: è prevista la sentenza al Tribunale di Roma sul ricorso Ranucci. 

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