mercoledì 7 dicembre 2022

La pentola bollente sotto il sederino di Viale Mazzini

Foto di Lee Murry da Pixabay

Sin dalla più tenera età ho imparato prima a tenere le carte da poker in mano e poi il biberon. Dopo, ho appreso prima a giocare poi a camminare. A scuola mi hanno insegnato le regole fondamentali: mi hanno detto subito che quando si vince non si esulta e quando si perde non ci si lamenta.

La Rai è seduta su una pentola bollente e c’è qualche buontempone che ha voglia di scherzare. Vedi il comunicato stampa rilasciato su Fiorello: una scelta “Proprio da Servizio Pubblico” ha dichiarato Fuortes e aggiunge il prode Coletta “E’ un progetto di grande senso, espressione piena dei doveri del Servizio Pubblico radiotelevisivo”. Sembra di vedere quei giocatori che al tavolo verde fanno i salti di gioia per una mano vinta con una doppia coppia salvo poi lasciarci le mutande a fine partita. Espressione forse brutale quanto forse efficace.

Al comunicato di quei geni della comunicazione (CCC) di Viale Mazzini gli risponde bene la Tamburrino su La Stampa di oggi dove leggiamo : “Il grande successo di Fiorello era in preventivo, quello che il management Rai ha sottovalutato è che il flusso di pubblico si è spostato da RaiUno a RaiDue senza che se ne aggiungesse di nuovo. Avvantaggiando il primo competitor. Ne esce un'Azienda non arricchita di altri telespettatori bensì impoverita…La decisione presa al volo (ndr di spostare la trasmissione da Rai Uno a Rai Due) ha sortito l'effetto di dispiacere lo showman (che poi su Instagram avrebbe attaccato i Mondiali in Rai), di penalizzare RaiUno e di impoverire l'Azienda che perde soldi di pubblicità”. Un ragionamento analogo è stato fatto quando è stata decisa la trasmissione di Damilano su Rai Tre. Invertendo l’ordine dei fattori il risultato non è cambiato e il numero dei telespettatori complessivi non è cresciuto.

Del resto, Fuortes ci aveva già dato segni tangibili della sua prontezza e tempestività già da pochi dopo il suo arrivo a Viale Mazzini quando, rapido come una saetta, adottò il precedente Piano industriale di Salini e l’improvvida riforma per generi. Il marchio di fabbrica non si smentisce mai. Vogliamo aggiungere qualche nota sui Mondiali? Lasciamo perdere … per carità di Patria.

Nella pentola che bolle  e che potrebbe scottare il culetto di tanti zuzzurelloni di Viale Mazzini ci sono tante cose: anzitutto gli ascolti. Dopo il sorpasso di ottobre da parte di Mediaset e la grande migrazione di telespettatori che dal Tg1 si sono spostati al Tg5 ora, quando si tornerà ad una pseudo normalità, ci sarà tutto da vedere cosa potrà succedere. Hanno messo le mani avanti: ci sarà Sanremo. Poi i conti: la partita del canone non è affatto chiusa, sia in termini generali (abolizione o meno) sia in termini temporali (riscossione in bolletta) sia in termini contabili (mancato pagamento delle bollette 2022 ovvero morosità e/o evasione) sia in termini particolari (canone speciale). 

Il futuro è più incerto che mai: della Vigilanza (snodo fondamentale per riprendere le trattative sul nuovo Contratto di Servizio e conseguente Piano industriale) non ci sono notizie. È stato raggiunto ieri l’accordo per il Copasir ma per l’organo di controllo e indirizzo Rai ancora non se ne parla. Si aggira poi uno spettro tecnologico nell’immediato orizzonte: il MiMi sta diffondendo uno spot dove afferma che “Dal 21 dicembre tutti i canali televisivi saranno visibili solo in Alta Definizione (HD). Per continuare a vedere i tuoi programmi preferiti è necessario sostituire il tuo televisore o dotarlo di un nuovo decoder”. Marco Mele su www.tvmediaweb.it  sostiene che “Lo spot è chiaramente ingannevole”

Poi c’è tutta la grande partita politica aperta dopo la vittoria della Destra destra: la Meloni vuole la testa di Fuortes per sostituirla con quella di Rossi? 

Vedi il meme che ha circolato ieri:

Ma, al di la dei giochetti del totonomine, la partita grande non si gioca su un nome qui o uno la: si gioca sulla ripartizione della magra torta pubblicitaria, sulla rete unica e il polo della torri, sul riassetto complessivo delle TLC dove Rai è solo una parte.

Si, è proprio vero: ci sono occasioni dove è più salutare un dignitoso silenzio che un fragoroso parlare.

bloggorai@gmail.com

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