sabato 29 ottobre 2022

Meloni, Rai e Olive

Foto di alefonte da Pixabay

Care lettici, cari lettori, oggi ci sarebbero stati tanti argomenti su quali dibattere, riflettere, argomentare, polemizzare e scrivere. Purtroppo, o meglio, per fortuna, è tempo di raccogliere le olive che, potete bene immaginare, richiede tanto tempo ed energia.

Gli argomenti sono - ovviamente direbbe Fuortes – di fondamentale importanza: la Meloni (per gli amici "Giorgia") che non sa ancora come si dovrà chiamare, i giornalisti che si occupano di Rai che non hanno di meglio da scrivere sul “totonomine” scopiazzandosi l’uno con l’altro. Fiorello che non sa ancora che quando viene inquadrato un tablet deve fare attenzione a non far vedere immagini porno e, per non farci mancare nulla, da non perdere lo scandalo di Memo Remigi cacciato dalla Rai per aver molestato una donna. 

Che dire? Ci mancano le risorse intellettuali culturali, umane e antropologiche, oltre che psichedeliche, per affrontare una mole di argomenti di tale spessore. Dunque, al massimo, vi possiamo proporre qualche dettaglio sulla raccolta delle olive.

Nota n. 1: è la prima volta che succede di raccogliere con una temperatura superiore ai 20 gradi. Potrà incidere sulla composizione organolettica dell’olio? Ne devo parlare con il mio amico del frantoio.

Nota n. 2: si inizia con la nebbia del mattino e il sole africano il tardo pomeriggio. Anomalo. Anche la natura in questo periodo è alquanto disordinata (sente l'odore del Governo).

Nota n. 3: la “mosca” c’è stata, poco ma si vede. Non uso trappole e non innaffio con pesticidi e dunque qualche baco è bucato. Amen. La nonna del mio amico Leo diceva: “Quello che non strozza ingrassa: quando ero giovane io (1892) la mosca c’era e nessuno se ne accorgeva e l’olio era buono lo stesso”. Amen.

Nota n. 4: ad una “certa” occorre fare attenzione. Non si ha più l’agilità per salire sugli alberi come una volta. Ovvero: si può ancora fare (e si deve) ma con prudenza, altrimenti si cade, come è successo oggi.

Nota n. 5: molti adoperano lo “sbattitore a spazzola”. È un attrezzo utile ma pesante e faticoso e, inoltre, mi dicono, che “acciacca” le olive e quel piccolo trauma, moltiplicato per migliaia di volte, alza l’acidità dell’olio. No buono. Certo, si fa prima, forse, ma la qualità ne perde.

Domani mattina presto si prosegue e occorre prenotare il frantoio: loro non hanno serbatoio e significa che quando ti fissano l’ora le olive devono essere pronte alla macina: quello che metti esce e se non ci sei, salti il turno e poi chissà quanto lo riavrai. C’è la fila, il raccolto si preannuncia buono: si sente dire di una resa al 15-16%. Problemi con i prezzi, chi può, si consiglia di comprare l’olio dello scorso anno (si trova ancora intorno ai 9 euro/kg).

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