sabato 6 novembre 2021

Rai: una sportellata sui denti

Foto di Omar González da Pixabay

Inseguendo una libellula in un prato
Un giorno che avevo rotto col passato
Quando già credevo di esserci riuscito
Son caduto

Una frase sciocca, un volgare doppio senso. Mi ha allarmato, non è come io la penso Ma il sentimento era già un po' troppo denso. E son restato

Chissà, chissà chi sei ...Chissà che sarai ... Chissà che sarà di noi...Lo scopriremo solo vivendo 

È tutto chiuso, sbarrato, non si passa. Prima di parlare della sportellata sui denti che ha preso la Rai nei giorni scorsi, ci sia consentito un momento di distrazione. Questa mattina mi ronzava per la testa Lucio Battisti con questa sua vecchia canzone. Chissà, forse sarà perché  l’interrogativo sul nostro futuro è immanente. Lo è per la nostra piccola sfera di individui, figuriamoci quanto lo possa essere nella collettività, nella società e non parliamo poi della Rai. Che ne sarà? Non sappiamo nulla, possiamo solo immaginare, supporre, indovinare. Se proprio vogliamo insistere, per sapere qualcosa ci dobbiamo rivolgere a maghi e fattucchiere, a veggenti e sensitivi. Nulla è dato sapere se non “profetare” e sperare di azzeccarci. Quando invece sappiamo qualcosa, di solito è troppo tardi: i giochi sono fatti, nel segreto, nella trama, nell’ombra.  Alla faccia di coloro che qualche volta vagheggiano su “lasciamoli lavorare e poi giudicheremo”.  Già, quando poi dobbiamo giudicare i danni sono stati già fatti e, più avanti, vi daremo conto di una prova.

Abbiamo due profezie da proporre: il prossimo 9 novembre è previsto un Cda dove è possibile, probabile, che si possano fare nomine. Quali? Ce ne sono di due ordini: la prima interessa i quattro direttori giornalistici in scadenza (Tg1, Tg2, TgR e Sport), la seconda riguarda la costituende “direzioni di genere”. Dai fondi di caffè si viene a sapere che: è probabile, possibile, che si possano dividere le nomine in due puntate: prima quelle giornalistiche e poi quelle editoriali che, almeno formalmente, devono passare in Vigilanza per un parere obbligatorio seppure non vincolante (tanto..). Le nomine giornalistiche non possono attendere per vari motivi, politici anzitutto. Per le seconde, calma e gesso: bisognerà chiarire, approfondire chi fa cosa, come e quando. Con calma. Ma il fondo di caffè che più colpisce è una “suggestione” ovvero un wishful thinking, ovvero un segnale auhmm auhmm, ovvero un desiderio recondito. Si tratta di un pensiero profondo, talmente profondo che si fatica pure a dargli voce: vuoi vedere che a qualcuno sta passando per l’anticamera del cervelletto di nominare una specie di Generale Figliolo per l’informazione Rai? “Naaaaaaaa, ‘gnaaa faaaa, Carletto non ha la forza per un’operazione del genere .. se lo magnano a merenda con la ciriola e la mortadella al pistacchio tagliata fina fina” ci dice un autorevole osservatore. Bah… chissà che sarà di noi …

Passiamo alle cose serie: lo scorso  giovedì il Consiglio dei ministri ha approvato Disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021. Per quanto riguarda la Rai, in particolare, è stato decisa “l’Attuazione della direttiva (UE) 2018/1808 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, recante modifica della direttiva 2010/13/UE, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi, in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato (Ministro dello sviluppo economico). Ancora non sono noti i testi ufficiali ma sembra che un tema centrale per le casse Rai riferito agli affollamenti pubblicitari prevede che il Servizio Pubblico debba contenere la propria quota entro il 7% nella fasce orarie più pregiate mentre prima era al 12%. Tradotto: una sportellata in faccia ai conti della Rai! Però gli OTT saranno felici: gli è stata ridotta la quota di investimenti obbligatori che dal 25 % che si prevedeva nelle prime bozze è stata ridotta al 17% fino al 2022 per arrivare al 20% nel 2024. Netflix, sentitamente, ringrazia. Per chi fosse interessato, disponiamo delle relazioni sia delle commissioni del Senato e della Camera sulle “raccomandazioni” dei parlamentari al Governo. Scusate, ma de che ‘stamo a parlà ??? Ora si capiscono meglio le “voci di dentro e quelle di fuori” laddove il “nuovo” modello organizzativo” si conferma essere pura farina negli occhi, come una soave spruzzata di peperoncino.

bloggorai@gmail,com

 

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