giovedì 3 settembre 2020

Imbarazzante silenzio 2: il Coro


Ieri abbiamo titolato “Imbarazzante silenzio” e ci siamo riferiti a quanto Rai NON adempie su uno specifico obbligo da Contratto di Servizio. Tanto per essere chiari e ricordare a quanti lo avessero dimenticato: Art. 17, “Informazione al pubblico in relazione al rilascio della banda 700MHz 1. La Rai garantisce l'informazione al pubblico in ciascuna area tecnica nel corso dell’attuazione della tabella di marcia nazionale per la liberazione della banda 700MHz, utilizzando le emissioni televisive e radiofoniche e il web. Tale informazione dovrà essere fornita senza interruzioni fino a quando le attività non saranno ultimate in tutto il territorio nazionale”. 

Finora l'informazione Rai al suo pubblico si è limitata semplicemente e sostanzialmente a mandare in onda uno spot in accordo con il MISE a dicembre/gennaio scorsi, dove si parlava della campagna (breve e limitata) per gli incentivi all’acquisto di nuovi televisori o decoder. Si tratta però di ambiti e competenze diverse: semplicemente, in capo a Rai si pone un obbligo inderogabile che potrebbe e dovrebbe essere assolto anche indipendentemente da quanto il MISE ha fatto, sta facendo e intende fare. Certo, ci possono essere dei passaggi di opportunità, coordinamento ed efficienza della comunicazione, ma questo non giustifica ritardi o negligenze. Non ci sono scuse, attenuanti o scappatoie. RAI lo deve fare, deve comunicare e dialogare con il suo pubblico, ma soprattutto gli conviene farlo. Sull’obbligo non c’è nulla aggiungere, sulla convenienza si tratta semplicemente di convenire sul fatto che di questa transizione il Servizio Pubblico, i suoi utenti, i cittadini, potrebbero essere quelli maggiormente penalizzati. Non è difficile da capire, salvo non dover constatare che, visto il calendario, qualcuno più o meno consapevolmente, possa ritenere che questo è un problema che non lo riguarda in quanto, il primo settembre 2021, potrebbe essere in tutt’altre faccende affaccendato.

Bene. Questo l’imbarazzante silenzio che è divenuto un coro non tanto e non solo su questo specifico argomento che è comunque grave e rilevante per il futuro del Servizio Pubblico. Ma il silenzio è relativo a tutto il futuro della radio e della televisione, al suo ruolo e alle sue responsabilità. Tacciono le forze politiche e, per primo il Governo, che aveva posto la riforma del sistema delle TLC come uno dei punti di programma, salvo poi limitarsi ora al solo tatticismo sulla rete unica. Tacciono i partiti. Tacciono i sindacati. Tacciono gli amministratori di Viale Mazzini. Tacciono le varie associazioni, enti, ricercatori universitari di ogni genere e grado, gruppi di dibattito e riflessione e compagnia cantando. Un coro di silenzio al quale, forse, anche questo blog prima o poi dovrà aderire.

Nel frattempo, anche nel resto d’Europa le cose non è che vadano granché meglio: vedi quanto succede alla BBC dove l’arrivo del nuovo AD, Tim Davie, è stato salutato con un rinnovato attacco al pilastro dell’emittente britannica, il canone, che Boris Johnson ha nel mirino. Da leggere con attenzione l'articolo sul Il Foglio Inserto, a firma Cristina Marconi, con il titolo "La BBC spiegata alla Rai". E' tutto un programma !!!

bloggorai@gmail.com

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