martedì 16 aprile 2024

Il piccolo mondo antico di una certa sinistra "raiotica"


 Curiosità: quando cerchiamo un'immagine per il Post inseriamo una parola chiave. 

Oggi abbiamo inserito la parola "sinistra" e ci è stata proposta questa immagine e, significativo, è catalogata con il termine "confusione".

Sarà capitato anche a voi … di essere protagonisti o di assistere ad una vicenda umana solitamente dolorosa: una separazione, un divorzio, dove si usa anche dire “caro/cara .. voglio fare altre esperienze, non che l’amore con te sia finito ma sono entrato in una fase della vita dove devo riflettere, capire cosa voglio fare da grande, tutto quello che abbiamo vissuto insieme è stato bellissimo ma  … etc etc.”. Come quasi sempre avviene, dentro la coppia ci sono segreti inconfessabili  che nessuno saprà mai svelare con assoluta certezza. Di chi la colpa? Noi lo sappiamo e anche buona parte dei lettori di Bloggorai lo sanno il cui prodest. Qualcuno, complice, ha soffiato sul fuoco e non in modo disinteressato.

La faccenda Amadeus somiglia alquanto a una storia di ordinaria separazione. Ma solo “alquanto” perché invece la differenza sostanziale è tutta nella lettura “politica” e solo politica di quanto avvenuto.  Il fuoco covava sotto la cenere, tutti sapevano e tutti facevano finta di non sapere. Ora che il “volto RAI” è scappato da casa tutti a lambiccarsi su cosa potrà succedere ora per i “pacchi”, per Sanremo, per chi lo sostituirà etc. oggi il Corriere, che su questa vicenda ha dato i numeri, ha scritto che “E da Palazzo Chigi è partita una telefonata «Fiorello deve restare a qualsiasi costo»… E Meloni disse: «Resti Fiorello»”. Non è cosetta da poco che il Governo si occupi di queste faccende e, se lo fa, evidentemente, ci sono tante buone ragioni. Si accompagna bene a quanto abbiamo letto nei giorni prima sul presunto incontro della Meloni con Minoli che avrebbe l’ambizione di fare il presidente RAI. Tutto torna e si mescola in un minestrone che odora di bruciato prima ancora di iniziare a bollire.

Chiudiamo: per dettagli e i velenucci post separazione e per lo schierarsi da una parte o dall’altra, per quanto ci riguarda, può anche finire qui mentre questa vicenda non finisce, anzi, è solo l’inizio di una lunga storia per quanto potrà avvenire da questa settimana in poi.

Domani è previsto il Cda a Viale Mazzini e potrebbe non essere un ameno scambio di affettuosi saluti. Lo abbiamo accennato: ci sono in ballo l’approvazione della bozza di bilancio e la questione RAI WAY. Infine, questa settimana, si chiudono le candidature per il prossimo Cda.  

Oggi siamo brevi, in attesa di sviluppi che non tarderanno ad arrivare.

Nel frattempo, osserviamo un curioso fenomeno. In Italia di persone che si occupano solitamente e costantemente di RAI, di Servizio Pubblico, di audiovisivi etc ce ne saranno, ben che vada, un paio di centinaia. Succede che molti tra costoro dibattono, si confrontano, propongono tanto quanto  difficilmente riescono a portare a casa un risultato significativo. Il tratto comune tra queste persone consiste proprio nel fatto che è difficilissimo segnare un “tratto comune” ovvero costruire, condividere, aggregare le diverse correnti di pensiero. Molti appartengono alla vecchia scuola di una antica sinistra dove la trama e il complotto, la corrente, il gruppetto di amici degli amici prevale sull’interesse generale. Abbiamo saputo che in questi giorni, a ridosso dell’MFA, qualcuno si sta agitando per proporre una nuova Associazione (forse chiamata Art.5 …???).

Ci stiamo chiedendo quale può essere la sua finalità e però, nel frattempo, benvenuta a bordo … come si dice a Roma: più semo e mejo stamo!

Osserviamo solo che nel mentre e nel dunque si richiede trasparenza, condivisione e partecipazione su tutti i fenomeni che interessano il Servizio Pubblico, nel nostro piccolo mondo antico invece succede tutt’altro. Purtroppo.

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lunedì 15 aprile 2024

FLASH: i lettori ci scrivono

 


Siamo alquanto sorpresi dalle tante reazioni dei nostri lettori sulla vicenda Amadeus. Una vasta gamma di commenti che cerchiamo di sintetizzare, compresa una nota di un nostro molto autorevole e qualificato lettore di qualche piano alto di Viale Mazzini che, ovviamente, vuole rimanere anonimo.   

A - Chissenefrega … anzi …  ponti d’oro al “solito” nemico che fugge. “Volto RAI ??? E che volto sarebbe quello di un/una mercenario/a pronto a vendersi al migliore offerente dopo che si è già venduto il volto ad una marca di caffè, di barattoli, di poppi corni e portachiavi del Colosseo??? Prima di lui hanno fatto scuola da decenni i vari Bongiorno, Baudo, Carrà, Ventura, Bonolis e lo stesso tanto osannato Fiorello pronto a mollare con una offerta migliore.  L’Azienda è proseguita lo stesso, anzi, molti sono pure tornati a casa con la coda tra le gambe. Di cosa o di chi stiamo parlando?” Il vero problema è associare l’Azienda ad un volto commerciale: vedi la vicenda dell’ultimo Sanremo, il caso Ferragni e la multa Instagram (la Rai sembra che ha ricorso). È solo un tema di dollari, baiocchi, moneta? No. Troppo semplice.

B -  E ora che ne facciamo dei “pacchi” di Affari Tuoi in onda tutte le sere su RAI Uno con grande successo di pubblico con il “volto RAI” da oggi passato alla concorrenza? I patti vanno rispettati ma allora perché non tenere la faccenda riservata fintanto che la trasmissione non era terminata, ovvero tra poche settimane? Si poteva fare? Forse anche si. Ora chi lo spiega al grande pubblico che il “personaggio” non è più un “volto RAI”

C - “Il missile Amadeus era in viaggio da tempo ed era in orbita geostazionaria sopra il tetto di Viale Mazzini. Al momento giusto è calato sulla terra ed ha colpito il bersaglio. Chi ha premuto il pulsante e perché proprio in questi giorni? Ci dicono che a Palazzo Chigi il contenuto della spoletta sia arrivato forte e chiaro e non sembra sia stato interpretato con grande fervore: perché chi doveva e poteva non ha fatto il possibile per evitare questa situazione? Chi doveva e poteva? Un sola persona e se ne è ben guardato: fino alla chiusura finale dove ha lasciato il suo “interlocutore” con il cerino in mano. Leggete bene la nota dell’Ansa: Amadeus ha incontrato il DG. E perché Amadeus ha incontrato proprio il DG che non dovrebbe avere deleghe editoriali ma solo Corporate, come peraltro previsto dalla normativa (pure essa in dubbio di legittimità secondo quanto previsto dalla Legge 220 del 2015) e non invece l’AD Sergio che sarebbe il titolare a pieno titolo? Alcuni sostengono che lo avrebbe già incontrato nei giorni scorsi. Seppure fosse vero, allora perché l’incontro di stamattina inutile, prevedibile e superfluo come un gatto in tangenziale?”

Il nostro lettore prosegue con molti altri dettagli che già da tempo erano e sono noti a Viale Mazzini: “Après moi le déluge!”. La battaglia per la sopravvivenza dopo questo consiglio non ammette prigionieri e che Sergio dovesse passare alla storia Rai come lo scalda posto di Rossi non sembra mai stato scontato. Morale della favola: oltre la notizia dei soldi c’è di più, molto di più.

D – “Non è solo un problema di soldi e forse pure la politica c’entra poco. In ballo c’è una eterna questione: la Rai debole facorisce la concorrenza, tutta in generale e di Mediaset in particolare. La torta pubblicitaria sulle reti generaliste è sempre più piccola e non ce n’è per tutti: qualcun deve fare un passo indietro. Colpire Amadeus è ad effetto posticipato: si colpisce pure Sanremo che comunque garantisce alle casse di  Viale Mazzini una sostanziosa boccata di ossigeno”. Perché la Rai dopo lo scorso Sanremo non ha rilanciato non sulla conduzione del Festival ma ben oltre come il conduttore chiedeva?

E - alle 14.25 la RAI ha diffuso una nota: " ... all’Azienda resta la certezza di aver fatto ad Amadeus – proprio per la stima e la considerazione dovute alla sua professionalità - tutte le proposte possibili in termini economici ed editoriali, nella piena garanzia della massima libertà artistica". 

Amadeus ingrato, senza cuore !!! la RAI ce l'ha messa tutta!!!

Amen.

Ne parleremo ancora, bon gré mal gré …

bloggorai@gmail.com

  

 

Settimana turbolenta in RAI e dintorni ... molto turbolenta

Foto di Agata da Pixabay

Oggi tanta roba!!! Cominciamo col dire che ieri, domenica, Bloggorai ha avuto un insolito e considerevole aumento di lettori. Buon segno. Grazie

La primavera non sempre è una passeggiata tra campi verdi, orticello e fiori di pesco: talvolta con i sui venti fastidiosi e possibili quanto repentini cambi di temperatura, possono succedere cose strane  come lo scorso anno che ha bruciato le gemme e “lavato la fiorata” degli ulivi.

Allora, in ordine: questa settimana si riunisce il Cda Rai ed ha all’Odg l’approvazione del bilancio e, forse, la scelta su RAI WAY. È verosimile che si dirà qualcosa su Amadeus ma, forse, potrebbe essere troppo tardi perché è verosimile che domani la faccenda si possa chiudere. Poi ne parliamo. Con l'approvazione della bozza di bilancio si apre la strada, formalmente, al rinnovo del Cda. L’atto successivo è la convocazione dell’Assemblea dei soci. Su RAI Way ancora le situazione appare in stallo. Riassumiamo in due parole: l’attuale vertice RAI ha messo in bilancio la vendita secca della quota residua dal 64 al 51% per un valore stimato di circa 190 mln che dovrebbero supportare circa l’80% del nuovo Piano industriale. Se non ci sono quei soldi, il piano crolla come un castello di carta. Il Governo sembra avere tutt’altre intenzioni, favorevoli invece, apparentemente, a seguire le “raccomandazioni” degli advisor e dei fondi ovvero non a vendere ma a sostenere l’avvio del processo di aggregazione con EiTowers e, infatti, da giorni, si legge che sarebbe pronto un DPCM a sostegno di questa ipotesi. Due percorsi che non si conciliano tra loro,nonostante qualcuno provi a sostenere il contrario.  Il Cda Rai contro il Governo? Bella partita ma il risultato non è affatto scontato.

Ovviamente, in questa partita e in questa settimana si inserisce di prepotenza quella direttamente collegata: il rinnovo del Cda di Viale Mazzini. Ad ora, ad oggi, non si sa nulla delle vere intenzioni di PD e M5S su cosa intendono fare a questo proposito: tirare fuori i nomi dal cilindro di Mago Magò come la volta precedente oppure provare ad applicare i criteri previsti dal recente MFA e selezionare i candidati con procedure aperte trasparenti? Al momento, la sola posizione ufficiale che registriamo è quella della presidente della Vigilanza Barbara Floridia “Quello approvato in sede europea è un regolamento, e quindi va immediatamente attuato. Nel dettaglio, prevede che i vertici delle emittenti pubbliche non vengano nominati dai governi, ma tramite procedure slegate da logiche politiche … C'è un problema che va affrontato, e non si può più aspettare, visto che dal 20 maggio le Camere potranno iniziare a votare per scegliere 4 dei 7 membri del Cda” (28 marzo). Chissà se ne ha parlato con il suo leader Conte? Dal PD silenzio totale.

Nel frattempo il pallottoliere “ufficiale” ovvero il totonomine che a noi non piace ma che non possiamo ignorare viene aggiornato con nomi fior da fiore. Ieri abbiamo riferito di quanto letto sul Corriere: “Alla presidenza ambirebbe anche il giornalista Giovanni Minoli che ne avrebbe parlato con Meloni”. Se fosse mai vero, un fenomeno: ne avrebbe parlato direttamente con la Meloni per il "suo" Posto al Sole!!! Per paradossale che possa apparire, la pseudonotizia potrebbe avere un fondamento di plausibilità che ci ha portato a scrivere più di una volta che i giochi all’interno dei partiti di governo su come “spartire il malloppo RAI” non siano affatto chiusi e scontati. La partita è molto, molto complessa e si gioca su più campi e diversi tavoli sia della maggioranza sia dell’opposizione. E da più parti si paventano sorprese (un “cappotto” di 3 a 1 dove la vittima sarebbe il PD). Rivediamo quanto abbiamo scritto alcuni giorni addietro in un Post titolato correttamente “Delirio” e cerchiamo di aggiornarlo:

AD: Rossi … aggiungiamo un punto interrogativo: non è per nulla sicuro, anzi! e Sergio? Che farà? Tornerà a più miti consigli della Radio? Uhmmmm .. ci hanno raccontato un gustosissimo siparietto avvenuto a Napoli durante la cerimonia per  la concessione della cittadinanza a Minoli (sic!). Ve lo racconteremo, merita molto ... molto … assai!!!

Presidente: Agnes, peggio di sopra: il fatto di essere “donna” e molto vicina a FI non gli da nessuna garanzia, anzi!!! attenzione perché il terreno “presidenza” è minato (vedi sotto alla voce PD)

Consiglieri:  

Casarin (Lega, Governo): manco per idea è sicuro, anzi, si è affacciato prepotentemente Marano, nome pesante, molto pesante

Terranova o Lei - si, proprio Lei (Fdi, Governo) Lei, proprio Lei? Probabile Lei: azioni in risalita e, in più è donna … attenzione alle sorprese

di Majo (M5S): al momento si legge solo di lui e solo di lui. Il Movimento tace e, forse, acconsente.

Valerio ma forse Margiotta (PD): buona, forse, la prima ma eclissato il secondo (troppo politico come pure il suo collega Verducci). Si affaccia timidamente Di Bella. Si legge pure che il PD potrebbe aspirare alla Presidenza “di garanzia”. Mumble … mumble … accordi, inciuci, complotti ???

Di Pietro (dipendenti RAI): niente affatto scontata la sua rielezione dicono in giro. I sindacati che fanno? Assistono inermi all’ennesima sconfitta o battaglia persa senza combattere che dir si voglia o si alleano (e magari con l’Usigrai) per tentare una rimonta? Riciccia il nome di Di Trapani??? Malumore e dolori di pancia.

Tutto questo ignobile giocattolo si può e si dovrebbe fermare: c’è il modo e si potrebbe applicare subito. Intano, ribadiamo CANDIDIAMOCI TUTTI.

Chiudiamo su una nota sul caso Amadeus. Sabato abbiamo scritto ponendo l’interrogativo sul ruolo giocato dal suo ex agente Lucio Presta. Ieri abbiamo letto una indiscrezione (Dagospia) secondo cui il conduttore avrebbe chiesto, come garanzia per restare in RAI, che l’agente fosse tagliato fuori da Viale Mazzini. Nessuno potrà mai confermare o mentire. Certo è che Presta, come gli altri suoi colleghi, hanno un potere di proposizione e interdizione notevole nonostante le norme lo impediscono (vedi risoluzione della vigilanza). Dunque, semplificando, c’è un “partito” degli agenti artistici dentro la RAI? chi ha sostenuto Amadeus a rimanere e chi invece ha remato contro per indurlo ad accettare l’offerta della concorrenza a tutto danno della RAI? Qualcuno ha tramato nell’ombra per gettare scompiglio nel nuovo Cda che si sta per nominare? Possibile, probabile, verosimile e avviene proprio questa settimana. Non è un caso. La partita, as usual, è tutta politica e se poi si aggiungono qualche manciata di milioni di euro è ancora più divertente.

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domenica 14 aprile 2024

la Guerra in Medio Oriente, la televisione e i "polli" mediatici

Foto di svklimkin da Pixabay

Con il passare delle ore e forse dei giorni capiremo meglio quanto alcuni di noi sono stati o hanno avuto la sensazione di essere stati “polli” mediatici, ingenui, sprovveduti e forse incapaci e leggere compiutamente quanto è avvenuto la notte scorsa. Alcuni di noi, ragionevolmente e conoscendo i personaggi dal grilletto facile che girano per il Medio oriente e sapendo che alcuni (due soli in verità e sono proprio i soggetti in azione, Israele e Iran) possiedono armi nucleari si sono preoccupati per una possibile escalation dagli esiti incontrollabili.

Alcuni di noi, forse non tutti, ieri notte hanno avuto qualche pensiero funesto, annebbiato il pensiero e non abbiamo colto le altre verità che si stavano celando dietro il lungo volo dei droni … lungo, molto lungo ... ore … tante ore… tutte quelle necessarie per renderli di fatto pressoché inutili. Ora, gli esperti, i fini analisti di geopolitica si stanno sbizzarrendo su perché e su per come Teheran ha scelto la strada “soft”, prevedibile, annunciata e facilmente opponibile.

Ciò che ci interessa osservare però non è tanto l’aspetto militare del problema quanto quello mediatico e televisivo, quasi a favore di telecamere. Anzitutto abbiamo osservato un piccolo dettaglio, come raramente altre volte è successo, che sulle reti generaliste Rai è comparso il rullo che comunicava la diretta su RAI News24. Buon segno.

Poi, ci ha colpito la sensazione della ineluttabilità e semplificazione con cui è stato genericamente affrontato il problema a partire dal suo naturale antefatto: il bombardamento della sede diplomatica a Damasco in Siria, cosa che in altri tempi e in altre circostanze avrebbe causato la richiesta di intervento non tanto dei Baschi Blu dell’ONU che, purtroppo, non sempre risultano efficaci o della Corte di Giustizia Europea quanto di un Esercito Marziano Intergalattico in grado di bacchettare le dita a Netanyahu. 

Tutto si è svolto come se fosse del tutto “naturale”, semplice, quasi elementare. Israele colpisce e l’Iran reagisce. Punto. E i commentatori televisivi non andavano oltre il “prendere atto” che comunque l’Iran avrebbe risposto, che la contraerea di Tel Aviv fortemente appoggiata da americani, inglesi e financo francesi (i francesi???) li avrebbe bucati come palloncini al vento.

Qualcuno sembra avere bluffato e, ribadiamo, a favore di telecamere, ed è il racconto mediatico del presunto bluff che ci interessa approfondire.

Attenzione, domani inizia una settimana decisiva a Viale Mazzini e non solo. Oggi articoli molto interessanti sul prossimo Cda (Corriere della Sera: “Alla presidenza ambirebbe anche il giornalista Giovanni Minoli che ne avrebbe parlato con Meloni” …fenomenale!!!).

Rimanete sintonizzati!!!

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sabato 13 aprile 2024

RAI e i suoi tanti "scappati da casa"

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La lunga e gloriosa storia della RAI è ricca di vicende di “scappati da casa”, alcuni dei quali poi tornati al calduccio del fieno sotto il cavallo. Tutto sommato, l’Azienda è andata avanti lo stesso anche quando sembrava che senza di loro sarebbe fallita miseramente. La galleria è ricca di ogni specie: DG, giornalisti, conduttori, gente di spettacolo, tecnici etc etc.

Come spesso avviene, la storia si ripete e difficile sapere in anticipo se sotto forma di farsa o di tragedia. Con una sola differenza rispetto al passato: una vaga connotazione politica che rende la vicenda Amadeus leggermente anomala. Dal nostro punto di vista, diciamo sommariamente degli interessi della Rai e del Servizio Pubblico (in questo caso una sola entità) è un bene o un male, un vantaggio o una perdita? Non è facile rispondere. Diciamo anzitutto che Amadeus, secondo stime ufficiose, “vale” circa 100 mln di introiti pubblicitari che sarebbe in grado di attirare. Se fosse vera questa cifra, per le casse di Viale Mazzini sarebbe un colpo difficile da sopportare. Già mancano i soldi della riduzione del canone (quando arriverà la prima rata?) e già potrebbero mancare i soldi (190 mln messi a bilancio del Piano industriale) della probabile vendita di una quota di Rai Way (niente affatto scontata per la nota opposizione di una parte significativa del Governo) e, infine con gli ascolti che non viaggiano certo a gonfie vele, per il prossimo Cda il panorama finanziario si prospetta alquanto cupo e pure l’Azienda potrebbe pagare pegno.

In altri termini: per la cosiddetta TeleMeloni prossima ventura e per il suo uomo forte all’Avana (Rossi) non c'è gran che da stare allegri.

Allora, sommariamente, proponiamo un ragionamento forse cinico ma efficace: un principio generale di strategia militare sostiene che tutto ciò che svantaggia il nemico avvantaggia il nostro (pingue ed esanime) esercito. Amadeus che se ne va è indubbiamente una perdita secca e uno smacco per SergioRossi, almeno da un punto di vista economico. Dunque, il “nostro” esercito dovrebbe essere relativamente contento dell’autogol che si è inflitto il nemico? 

Poi c’è il versante politico. Far passare il messaggio, sostenere a gran voce che questa governance e verosimilmente ancor più quella che potrebbe venire (visti i chiari di luna) danneggia la RAI e sottolinea la loro incapacità a dirigerla è un “bene”. Da non dimenticare poi quanto abbiamo letto di presunte “pressioni” (smentite da Viale Mazzini) verso il conduttore. I personaggi di rilevo che se ne sono andati si possono considerare una colpa e non un merito di questa gestione? Certamente, evidenzia in modo clamoroso che il controllo politico governativo è comunque un danno a priori rinforzato ancor più da una considerazione complementare: i criteri di scelta dei manager sono del tutto arbitrari e privi di ogni caratteristica di criteri di valutazione comparata sulla loro competenza, capacità e professionalità (non parliamo di autonomia dalla politica ... of course). Sono scelti perché “amici” e tanto basta.

Dunque, tappeti d’oro ad Amadeus che fugge e un Giletti che rientra? No. Non è sufficiente. C’è qualcos’altro da aggiungere. Spesso e volentieri si dimentica, si pone in secondo piano il ruolo o il “peso” che rivestono i cosiddetti “agenti artistici” che insieme alle case di produzione fanno il bello e il cattivo tempo a Viale Mazzini. Nulla avviene mai per caso e figuriamoci in queste circostanze. Che ruolo potrebbe aver giocato il suo ex agente Lucio Presta in questa partita? Chi ha sostenuto o avversato la scelta di Amadeus? Cominciamo a dire che il candidato verosimilmente più forte a sostituire il conduttore sia un certo De Martino che sembra essere, appunto, della scuderia Presta. Ma questa è robetta, gossippetto. Il punto centrale è nel baricentro intorno al quale ruotano queste vicende che quasi mai vedono gli interessi dell’Azienda prevalere ma solo quelli specifici, e ben remunerati, dei soggetti esterni. Se la Rai non si libera da questi giochetti sottobanco, non ci sono speranze.

Chiudiamo sempre a proposito di “scappati da casa”: un certo Giovanni Minoli che nei giorni scorsi ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Napoli per Un Posto al Sole. Un merito del genere non si nega a nessuno però pochi hanno ricordato una vicenda che vale la pena essere riproposta. Il mai sufficientemente compianto Riccardo Laganà, a gennaio dello scorso anno, sollevò il caso (nota al Cda del 31/1/2023) ricordando tutta la vicenda dei diritti de “La Storia siamo noi” ceduti a Minoli con un accordo sottoscritto dall’allora DG Mauro Masi per un valore di circa 2,5 mln e, a quanto scrive chiaramente Laganà, mai transitato per il Cda che ne avrebbe dovuto avere diritto e competenza essendo stimato il valore reale tra i 30 e i 60 mln. Il Fatto Quotidiano del 22 luglio dello scorso anno ha titolato: “Finita la trattativa Stato-Minoli. La Rai ricompra ciò che era suo - Nel 2010 Masi regalò al giornalista i diritti de “La Storia siamo noi”, che ora se li rivende per circa un milione”. Pochi giorni dopo questo articolo, nella notte tra il 9 e il 10 agosto, Riccardo ci ha lasciato e agli interrogativi che ha posto (tanti) è probabile che nessuno darà mai risposta.

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venerdì 12 aprile 2024

RAI: il Puzzle terrificante


Un puzzle terrificante sta prendendo forma e lascia tutti smarriti e basiti con la vaga sensazione che pochi erano avveduti e allarmati  di quanto sta succedendo. I tasselli vanno al loro posto, ogni tessera si configura perfettamente nella sua casella. La “presa della RAI” da parte del Governo Meloni evolve, si completa e si aggiorna momento per momento. Inesorabilmente. Oggi si parla di Amadeus che lascia Viale Mazzini, poi di par condicio che consente al Governo di imperversare sulle reti del Servizio Pubblico, e prima ancora, di canone tagliato, di Contratto di Servizio svanito nella nebbia, e prima ancora di RAI Way e così vi trotterellando.

Non è un assedio perché buona parte della truppe avverse al Servizio Pubblico sono già accampate da tempo, da molti anni in verità, dentro il Palazzo di Viale Mazzini e forse nessuno se ne voleva accorgere, fino al limite di sospetta collusione con il nemico. È una breccia già sbrecciata, sottolineiamo, da anni. Per il Governo non si tratta che spingere leggermente la porta, lasciare entrare i rinforzi e completare la presa del Palazzo.

Ora ci potrebbe essere solo la spallata finale con il colpo già in canna: l’occupazione del prossimo Cda dove non è per nulla scontata la formula precedente del 2+2 dei consiglieri eletti dal Parlamento.

Sono mesi che leggiamo il suo futuro supinamente dato per acquisito: Rossi AD e Agnes presidente come se fosse scritto nel libro del destino senza che nessuno, da mesi, abbia sollevato un ciglio per porre dubbi e obiezioni. Non si può fare e non si dovrebbe fare: la Legge 220 del 2015 ha forti dubbi di costituzionalità e nessuno ha voluto sollevare e sostenere questa battaglia.  

Quei quattro gatti che cercano di resistere appaiono confusi, attoniti e smarriti. Non sanno che pesci prendere, come opporsi in modo efficace, cosa proporre. I più arditi si lanciano in intemerate nuove o vecchie proposte di riforma (magari della governance) senza dire una parola sul fatto che una  iniziativa del genere richiede anni e un contesto politico che, oggi e forse pure domani, non esiste. Non esiste una forza parlamentare in grado di sostenerla, quale che essa sia. Punto.   

Cosa ci resta da fare? Semplice, cogliere oggi e non tra 15 mesi l’occasione del MFA per gettare sabbia nell’ingranaggio, opporsi alla “nomina” del nuovo Cda effettuato con i criteri della Legge 220 del 2015. Ci sono i presupposti. Tra 15 mesi ci vorrà una nuova legge per rimescolare le carte e farli dimettere: ci troveremo alla vigilia del 2027 con il rinnovo della Concessione alle porte. 

Stanare subito, oggi, coloro che intendono riproporre il gioco del cilindro dal quale fare uscire i nomi dei nuovi consiglieri concordati sottobanco.

Intanto CANDIDIAMOCI TUTTI

C’è tempo fino al 20 aprile !!!

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giovedì 11 aprile 2024

RAI: un pizzico di Sesso e tanto Successo


«Eravamo in Florida, tornati in albergo vedo che prende il telefono e chiama il room service. Chiede due “bitch”, “very bitch” e così sono arrivate due, tutte vestite di pelle, con le fruste. Lui mi ha detto che dovevamo passare a un altro livello. Io ho chiesto “Fare sesso con queste?” L’ho preso, l’ho gonfiato di botte e me ne sono andata». (Loredana Bertè, 2 aprile)

«Sì. L’adulterio per me non è peccato, io sono figlia di quell’amore». «Sopporterebbe quindi un tradimento?» «Sì, lo sopporterei se fosse un adulterio fisico, se si innamorasse no, lo sgozzerei». E conclude, sorridendo, «Nicolas è ancora vivo». (Carla Bruni, 2 aprile)

Con Giorgia stiamo costruendo un’amicizia. Ogni tanto la sera gioca a burraco con la mia fidanzata, sono due faine e odiano perdere». (Matteo Salvini, 2 aprile)

«La prima operazione ai glutei non è andata bene, una protesi stava uscendo fuori dalla natica. Mi hanno dovuto mettere duecento punti per ricostruire la fascia muscolare. Mia mamma ha sofferto tanto per tutti gli interventi chirurgici che ho affrontato. Mi sono buttata sulla chirurgia per risolvere i miei problemi". (Francesca Cipriani, 9 aprile).

«Mi piace il sesso. E mi piace tanto. Quindi sì, ne sono ossessionato». «Quante volte ci penso durante il giorno? Ogni sei pensieri, uno è dedicato al sesso. Sicuramente uno all’ora. E in tutte le sue forme, diciamo». La protesi per uso scenico fatta dal calco del pene del re del porno: «L’abbiamo usata scherzando tra di noi, come una clava, o per colpi di scherma». (Alessandro Borghi, 9 aprile).

«Cosa l'ha fatto innamorare di lei?», chiede la conduttrice. «Devo essere onesto? All'inizio, il sesso. Ho provato una connessione che raramente avevo sperimentato prima»…«A me fa ridere perché finché ero sposato ero gay, e mia moglie una copertura. Poi mi mollo e mi piace la figa così di punto in bianco». (Fedez, 9 aprile)

Con quest’ultima battuta si chiude, in lacrime, l’ultima puntata di Belve, trasmissione di grande successo di RAI Due in prima serata. Tradotto in ascolti, significa circa 2,2 mln di telespettatori con il 12,5% di share. Non sono pochi coloro che evidenziano il grande successo.

Non è un argomento da poco conto ed è un errore classificarlo come la Serie B del Servizio Pubblico insieme ad altre trasmissioni “gossippare”. Emergono con prepotenza alcune considerazioni problematiche. Anzitutto quel sottilissimo quanto evidente filo conduttore che lega tutti i personaggi: il sesso e le relazioni intime, private. Nulla da eccepire, anzi. Si tratta pur sempre di un aspetto fondamentale della natura umana.  Che se ne possa parlare allegramente in prima serata, un po’ così, come intorno al tavolo di osteria tra quatto amici scapestrati e pruriginosi che guardano dal buco della serratura delle stanze da letto altrui, si può comprendere (si fa per dire) ma fino ad un certo punto.

C’è poi un altro filo conduttore che anima lo spirito del programma: la pretesa di volere “sfrugugliare” non solo sotto le lenzuola degli ospiti, ma nella loro sfera intima e privata per fare diventare tutto questo merce di scambio per una manciata di ascolti in più. I sentimenti, i rapporti tra le persone come inserti pubblicitari utili e necessari a vendere il programma.  La formula sembra funzionare: più gratti sotto sotto e maggiore à l’attenzione che si riscuote. Ricordiamo bene un anziano dirigente Rai che ebbe a dire “Se facessimo una canale Tv dedicato solo alle “relazioni amorose” specie a tarda notte potrebbe essere un successo garantito”. 

Infine, traspare un altro aspetto che lascia qualche perplessità. Si avverte un certa consonanza di contenuti, di approccio, di lettura e narrazione con altre trasmissioni tipiche, iconiche, della concorrenza: Grande Fratello, Isola dei famosi etc. Emerge prepotente una melassa di costume, linguaggi, comportamenti individuali e collettivi con lo stesso denominatore comune. Servizio pubblico?

Il quotidiano Il Tempo di oggi scrive a proposito “… la invitiamo a mantenersi spontanea come ai suoi inizi ed a inserire qualche «belvata» in più nelle domande adesso più addolcite, che rivolge ai suoi ospiti”. A Viale Mazzini hanno drizzato le antenne e forse intuiti il messaggio: per aumentare gli ascolti, che non fanno mai male, basta abbassare leggermente, progressivamente, l’asticella della morale. In fin dei conti, qualcuno sostiene, anche questo è Servizio Pubblico. 

Aldo Grasso dixit: “Belava la belva. Temo che a furia di anticipazioni sui giornali, di partecipazioni a programmi per lanciare la nuova stagione, la belva segreta che alberga dentro di noi rischia di addormentarsi o di presentarsi con le unghie spuntate: Mara Venier non perdona, se passi nel suo salotto svanisce ogni belluinità”. Messaggio forte e chiaro: liberate la belva !!!

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