lunedì 24 gennaio 2022

La Metafora assoluta della Confusione perfetta

Foto di Epic Images da Pixabay

 

Ieri mattina, dopo aver scritto il breve post eravamo pienamente consapevoli che noi tutti ci saremmo collocati nella dimensione del tempo sospeso. Sarebbe stato il tempo dove la Politica avrebbe raggiunto il massimo del suo vuoto e al tempo stesso il pieno della sua labile e tenue rappresentazione pubblica. Eravamo consapevoli che nel corso della giornata avremmo potuto assistere alla visualizzazione più suggestiva del suo disfacimento. Eravamo mentalmente attrezzati e pronti ad immergerci nell’iperspazio dove tutto è sospeso. Stavamo entrando esattamente nel Cronòtopo istituzionale nella sua forma più avvolgente e forse più suggestiva.

Sicchè, poco dopo, intorno alle 11, ci siamo trovati a 2200 metri di quota con -11 gradi e completamente avvolti in una nebbia fittissima ed abbiamo subito inteso che si trattava della perfetta metafora della giornata che si andava a cominciare. Non era il tempo ma lo spazio intorno che era completamente sospeso, non c’era alcun riferimento visivo al quale ancorare gli occhi, ancorché socchiusi per la neve finissima che scendeva ventosa. Tutto era metafisico e surreale, le gambe poggiavano su una sofficissima coltre bianca e morbida e gli sci sembravano fluttuare senza controllo. Cercavo di scendere lentamente, attento e prudente, impossibilitato a cogliere dossi, gli avvallamenti e i bordi del tracciato disponibile, sperando di poter “interpretare” lo spazio che mi circondava. Tutto era silenzioso e muto. Se non ché, ad un tratto, si avverte un brusio di fondo, un rumore somigliante di calabrone e vediamo dal nulla apparire una motoslitta con un Carabiniere che si avvicina e ci chiede se avessimo visto una persona con una giacca rossa. No, ho risposto ed ho pensato subito, d’istinto, di rosso in giro c’è rimasto ben poco. Ecco la metafora perfetta che si è materializzata: il SuperCarabiniere che nella tormenta di neve diviene il SuperTecnico che salva gli sperduti, i malaccorti che non si avvedono per tempo delle loro dimensioni di spazio e tempo differito (il Cronòtopo) in cui si sono (ci siamo) trovati e dove si annaspa in cerca di un improbabile quanto incerto terreno dove poggiare i piedi.

Riusciamo a tornare a valle e ci rifugiamo al caldo, al sicuro e accendiamo la televisione. Si impone subito una scelta: la Maggioni o Mentana? La Rai oppure La7? Dopo un rapido zapping il telecomando prende vita autonoma e decide da solo e sceglie per l’empatia del conduttore, dei suoi ospiti e dei vari Paolo Celata e Alessandra Sardoni. Dopo pochi istanti cala anche in quello studio, come forse nel resto del Paese, la nebbia più fitta: arriva lo scoop dell’Ansa dove si legge che “Salvini ha incontrato Draghi (o viceversa)” e, da quel momento, ha avuto inizio la narrazione più surreale alla quale abbiamo mai assistito. Cosa avrà significato quell’incontro? Cosa si sono detti? Lui ha chiesto di incontrare l’Altro oppure si sono trovati casualmente al bar mentre prendevano un caffettino? Poi, mano mano che il tempo scorreva giungevano altre notizie da far tremare i polsi: anche Letta si è incontrato con Conte!!! E il commento più diffuso è stato “Allora si parlano !!! è in corso il dialogo e magari fanno pure una cosetta a tre con Salvini !!! È un buon segno, alleluja!!!” Siamo crollati esterrefatti e confusi più che mai, storditi da tante granitiche certezze che mai avremmo immaginato. Ora si tratta di capire chi “prende quota”. In quei momenti di pomeriggio inoltrato l’adrenalina scorreva a fiumi e, per alleggerire la tensione, si cercava di interpellare qualche aruspice (un parlamentare sperso intorno alla Camera). Per lo più erano del PD che, meglio di ogni altro, davano l’esatta cifra del disorientamento nel quale erano collocati: frasi fatte, generiche, litanie stanche e inutili. Una liturgia antica che si andava ripetendo sempre allo steso modo, evocando e pregando che possa apparire un salvifico, quale che sia, in grado di salvare il salvabile. Fosse pure il SuperTecnico che, come il Carabiniere apparso dal nulla, possa indicare una qualsiasi via di uscita dalla nebbia fitta e fredda in cui sono, siamo, tutti avvolti.

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Ps: non cercate di sapere se c'è qualcosa che interessa la Rai.

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