venerdì 21 gennaio 2022

La sostenibile leggerezza delle sportellate RAI


Per cercare di comprendere bene la sintesi di quanto avvenuto ieri pomeriggio in Vigilanza Rai, dove a nostro giudizio sono volate sportellate, vi proponiamo di partire dalla fine dell’intervento della Senatrice Valeria Fedeli quando ha chiesto a Daniele Macheda, Segretario Usigrai “… che disponibilità avete, qualora l’AD Rai vi convocasse e qualora vengano ripristinate le corrette relazioni sindacali,  ovviamente …a ritirare l’esposto che avete presentato contro la Rai per comportamento antisindacale”. Una domanda che racchiude tutto il senso dell’audizione e dei temi sul tappeto in questo momento che … ovviamente … non investono solo il sindacato dei giornalisti come pure .. ovviamente .. non riguardano solo l’AD del Servizio Pubblico. Sottolineato “ovviamente” perché questo termine lo si sente ripetere spesso nell’Aula di San Macuto e fu lo steso Fuortes a usarlo il 12 ottobre scorso ben tre volte quando, a precisa domanda, rispose “… ovviamente.. non si faranno nomine prima di aver presentato ovviamente il piano editoriale … ovviamente”. Sappiamo poi come è andata a finire … ovviamente e nessuno gli ha chiesto conto … ovviamente.

Perché l’interrogativo della Fedeli è cruciale (omettiamo le osservazioni sulla censura dei termini usati da Macheda)? Omettiamo pure il senso della domanda che contiene già la sua riposta. Macheda comunque ha risposto correttamente: si certo, noi ritiriamo l’esposto alla Magistratura ma solo dopo che siano state “ripristinate corrette relazioni sindacali” ovvero sia stato ritirato il provvedimento arbitrario del taglio dell’edizione notturna della Tgr. Elementare Watson !!! Hai voglia a poppi corni e patatine: aspettiamo fiduciosi che Fuortes con il capo cosparso di cenere e dopo idoneo pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Divino Amore (Via Ardeatina) ammetta: “Si certo, scusate, ho sbagliato , provvedo subito … da domani riprende Tgr notte alle 00.12 non appena Mannoni gli da la linea … perdonate il disturbo, prometto che non lo faccio più, non è colpa mia… sono stato consigliato male … e da domani vi chiamo prima così ci mettiamo d’accordo”. Come pure, aspettiamo fiduciosi che il Giudice incaricato di predisporre il fascicolo, si metta sull’uscio dell’Aula in attesa che l’Usigrai possa confermare o meno il mantenimento dell’esposto per l’art. 28 dopo che, a sua volta, come detto prima, siano state "ripristinate corrette relazioni sindacali".

La domanda della Fedeli però svela tutta la fragile architettura “politica” in questa determinata contingenza sulla quale regge questo vertice Rai, nominato da Draghi e dai partiti che lo sorreggono, il PD per primo che in un certo senso ne ha il “patronage”.  Sembra ormai chiaro a tutti che la politica di gestione sotto il segno del Marchese del Grillo non porta da nessuna parte e sembra ormai chiaro a tutti che fatica ad acquisire i consensi necessari ad andare avanti (vedi la sportellata sulla richiesta di aumento del canone). La gamma degli interventi di ieri in Vigilanza erano tutti in una sola direzione: “... no, così non va … errore .. grave … serietà etc etc” e tutti convenivano che sia “urgente” convocare Fuortes per chiedergli conto del suo operato. Il che, con tutta la buona volontà di essere ottimisti, non sembra proprio disegnare un bel clima. Non ultimo (Di Nicola) all'AD è stato pure ricordato quel piccolissimo  e insignificante dettaglio sulla nomina del “suo” portavoce nella persona di Maurizio Caprara. Robetta … piccolezze … sciocchezzuole. 

Ecco allora che tutto comincia a legarsi e la “narrazione” sulla Rai del presente e del futuro prende forma e si capisce pure perché Fuortes se ne duole. Il racconto su questi giorni, la cronaca di queste ore tratteggia una dinamica che via via è sempre più chiara nonostante il calderone sia pieno di ingredienti che bollono tutti insieme pur avendo diversi tempi di cottura. Lo abbiamo già scritto ma è bene ripeterlo: a Viale Mazzini ci sono in discussione tre “documenti” che si riferiscono a tre distinti appuntamenti: il primo ha preso avvio lo scorso ottobre con la costituzione del gruppo di lavoro per la stesura del prossimo Contratto di Servizio, il secondo più occulto ma noto per certo nella sua esistenza riferito alla bozza di Linee guida del Piano industriale e il terzo riferito alla “messa in esercizio” del nuovo modello organizzativo per generi (vedi dibattito sulle “mission” e relativi ruoli e competenze delle diverse direzioni”.  

Per quanto abbiamo ascoltato sia martedì al Senato, sia ieri in Vigilanza, di tutto questo sembra di aver capito che i parlamentari non ne sappiano nulla o quasi. Magari ci sbagliamo e sanno tutto ma non lo danno a vedere, furbacchioni! Al di la dei numeri ballerini che possono correre su quanto vale il taglio dell’edizione notturna della Tgr e se l’informazione regionale debba essere sostenuta e ampliata, l’epicentro della crisi Rai è tutta nella nuvola di paroline magiche che tutti, noi compresi, ripetiamo da tempo: progetto, idee, visioni, futuro, prospettive, percorsi, sentieri, camminate lungo il Tevere, passeggiate in bicicletta, traversate nel bosco, bussola, mappa, rotta, orientamento o altro a vostra scelta. Se non si schioda su questi termini, se si continua a balbettare a pizzicannella siamo sempre al punto di partenza.

Ultima notazione, per una volta ci troviamo d'accordo con il Senatore Gasparri: prima o poi sarà necessaria una specie di Super Audizione per capire, speriamo una volta per tutte, quali debbano essere i rapporti tra vigilante e vigilato, tra audito e auditori, tra chi pone domande e chi fornisce risposte, tra chi è l’editore e chi l’edito, cosa debba fare il primo e cosa debba eseguire invece il secondo. Tutto questo dovrebbe riguardare una legge generale di riordino della governance Rai, ma questo è un altro tema e se ne potrà parlare tranquillamente tra qualche anno. State sereni, non sono cose di questo mondo.  

bloggorai@gmail.com 

 

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