venerdì 22 gennaio 2021

Il nervosismo del cambio di stagione

La mia antica nonna, buonanima, usava dire che all'approssimarsi del cambio di stagione era necessario farsi trovare preparati e .. zacchete.. preparava il bibitone con la Vitamina B12, una schifezza che ancora si sente l'odore.

A proposito di parentele: i genitori di tutte le battaglie si sono dati appuntamento nel 2021. Lo avevamo scritto da tempo perché noto a tutti: per quest’anno ci sono in ballo l’elezione del Presidente della Repubblica, i sindaci di grandi città e qualche centinaio di posti nelle Azienda partecipate e controllate dalla Stato e, tra queste, il Cda Rai. Si tratta di battaglie, appunto, nervose anzitutto perché non è chiara la tattica e, ancor più, la strategia.  

Mettere le mani, orientare, influenzare  tanta roba come questa implica mettere in campo tutte le forze disponibili. Per quello che ci interessa, il count down per Viale Mazzini è già iniziato e si avverte un certo nervosismo al VII piano e dintorni. La posta in palio ha valore strategico più di ogni altra partita: significa poter cambiare un direttore di Tg o di una Rete e contribuire a fornire la cosiddetta “narrazione” del Paese non è proprio cosa da poco. Già, perché sono molti sono ancora convinti che controllare un Tg o avere qualche giornalista “amico” possa modificare gli orientamenti dell’elettorato. Berlusconi ha “controllato” per anni sia la Rai sia la sua Azienda e, ciononostante, si è ridotto ad un partitino da prefisso telefonico. Fatto sta che la tentazione sembra forte e allora si intuiscono tanti movimenti. Piccole cose ma significative: prima l’attacco ad un sito “scomodo” per minacciare “azioni giudiziarie” (siamo sempre in attesa dei vari Consiglieri democratici, sindacati, Articolo21 etc che esprimano un pensiero su questo argomento), poi “dirigenti fantasmi” che ventilano interviste a Striscia la notizia (dove si fa un curioso riferimento agli 80 milioni che il Governo ha promesso di restituire alla Rai). 

Come pure abbiamo scritto nei giorni scorsi, l’obiettivo tattico è la fine di giugno: inizia il semestre bianco di Mattarella e si dovrà procedere (se già non avvenuto prima) all’elezione di una nuova governance di Viale Mazzini. Nel frattempo, come ogni anno, comunque, si svolge il Festival di Sanremo che, per questa occasione, diventa anch’esso terreno di grande battaglia. Lo avevamo immaginato e scritto da tempo: non ci sono (e non c’erano già da tempo) le condizioni per svolgerlo in condizioni normali eppure, come abbiamo letto nei giorni scorsi a Viale Mazzini si è svolta una riunione alla quale ha partecipato un noto e cointeressato agente di spettacolo per decidere che comunque il Festival s’ha da fare. Per quanto ci è stato riferito, pare, sembra, dicono, che a questo incontro non ha partecipato il DG che, pare, sembra , dicono, da tempo attende di avere un incontro/confronto con l’AD. Attenzione, si tratta dello stesso DG del quale, poco tempo addietro, è stato scritto che sembra essere il candidato del PD alla successione di Salini.

Fatto sta che a Viale Mazzini il Festival lo si vorrebbe fare a tutti i costi. A stretto giro o di posta gli ha risposto prima il Prefetto di Imperia: no! finché è in vigore il DPCM che scade il 5 marzo, non si può fare. Oggi leggiamo che pure il mondo dello spettacolo (cinema, teatri) ha detto no: non è possibile immaginare deroghe ad una disposizione che vale per tutti: Arbore:“c’è la pandemia, non si può far finta di niente” e Alberto Mattioli su La Stampa “Emma Dante, grande regista di prosa e lirica, che su Facebook ha scritto quel che tutti pensano: «Se si decide di fare Sanremo con il pubblico, si riaprono i teatri e i cinema. È pacifico», e anche abbastanza lapalissiano: almeno nella disgrazia valga la par condicio. Apriti cielo. I social hanno plebiscitato l' uscita della Dante e subito sono arrivate altre dichiarazioni. Per esempio, quella di Manuela Kustermann, attrice e direttrice del Vascello di Roma: «Se il Festival di Sanremo apre al pubblico, mobilitiamoci, scendiamo in piazza. Ci sentiamo mortificati, dimenticati”. Poniamo sempre le solite, semplici, domande: ma era così difficile immaginare che quest’anno sarebbe stato del tutto diverso da tutti gli anni precedenti?

Passiamo ad altro: la cronaca di oggi (da MF) ci riferisce che Mediaset ha fatto un passo ulteriore verso la creazione di un polo europeo delle televisione generalista gratuita. Potrà piacere o meno, ma hanno un progetto, un‘idea. Possono dire altrettanto a Viale Mazzini? Andiamo avanti … c’è posto per tutti.

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