sabato 4 aprile 2026

RAI (e non solo): il primato della Politica 1

 

By Bloggorai ©

Succede, talvolta, che qualche lettore o lettrice rimane “sorpreso” perché ci occupiamo “ancora”, da tanti anni,  di certi argomenti come, ad esempio, Rai Way. Lo facciamo per due ottimi motivi: il primo è perché interessa tanti, tante lettrici e lettori (così ci dice Google Analytics), seppure non ne sono particolarmente coinvolti. È verosimile che però siano persuasi della sua rilevanza strategica in ambito strettamente tecnologico. Il secondo motivo è perché la lunga storia di Rai Way è la cartina di tornasole, il paradigma, la metafora, la quintessenza del primato della politica sulla Rai. Diciamo pure che Rai Way rappresenta, in sintesi, in vitro, la storia recente della Rai e quindi appare “più semplice” la sua narrazione e, di conseguenza, la sua comprensione: se non si conosce non si capisce.

State sereni, non ve la riproponiamo dalle origini ma solo da qualche anno addietro, a beneficio di qualche lettore “distratto” o “smemorato” o peggio ancora, forse complice o partecipe per interessi personali che è rimasto suggestionato dalle recenti nomine nel Cda di Rai Way oppure da un voto unanime di "questo" Cda con un AD espressione del Governo e un presidente F.F pro tempore ... pure lui espressione del Governo nonostante sarebbe dovuto essere "di garanzia" ovvero espressione dell'opposizione ... già .. sarebbe dovuto ...

Premessa: ci dobbiamo intendere su un concetto fondamentale molto in voga in ambienti Rai (forse anche in altri ambienti): cosa si intende per persona “brava” o altrimenti “tecnica” ovvero capace in se, nella sua natura professionale ovvero il “non lottizzato” come volgarmente talvolta viene inteso? In tanti anni di frequentazioni di ambienti aziendali e politici (non solo Rai) non ci è “quasi” mai dato di assistere a fenomeni miracolanti: qualcuno assunto come dirigente, promosso qualche cosa o incaricato di… se non perché appartenente “in quota” o sostenuto da una “parrocchia” quale che sia. Siamo entrati al VII di Viale Mazzini  piano di Viale Mazzini quando a destra c'era il democristiano Pasquarelli e a sinistra il socialista Manca e non si muoveva paglia se non dopo accanita trattativa. Semmai è successo che una persona "brava" ha avuto spazio, è stato un caso fortuito, sfuggito ai radar o perché non se ne poteva fare a meno. Per non dire che pure quando c’era uno “bravo”, licenziato ingiustamente e poi riassunto in forza di diritto da sentenza di Cassazione, è stato relegato in periferia, chiuso in una stanza e gettata la chiave o altri “bravi” elegantemente accompagnati ad una uscita anticipata. Non è dato sapere a parità di condizioni, che la “bravura” sia preferita a scapito della “quota” politica di riferimento. Una volta ai diceva “un democristiano, un socialista e uno bravo” … una volta … ma il bello è che quella volta ha segnato il marchio di fabbrica Rai con la sola prevalenza dei primi due, per quello “bravo” non c’era più posto. Se quella “quota” è forte ed ha potere contrattuale vai avanti, altrimenti resti al palo, rimani “bravo” ma “disabilitato” se non spinto elegantemente in un angolo dimenticato. 40 anni ed oltre di Rai in quasi tutte le strutture e direzioni importanti ci permettono di poterlo affermare con cognizione e documentazione.

Nei giorni scorsi abbiamo saputo che in alcune scuole superiori ci sono docenti che stanno proponendo una “nuova” materia di insegnamento: la “geo-storia” ovvero un ibrido tra storia e geografia. Sembra una proposta eccellente: difficile infatti comprendere i fatti storici se non vengono collocati nel corretto contesto geografico. Come si può comprendere la crisi del Medio Oriente se non si comprende la collocazione geografica di popoli e civiltà millenarie che insistono in quell’area del mondo? Il Tigri e l’Eufrate come pure il Nilo sono state le culle dell’umanità. Quando in quelle aree si ragionava di matematica, astronomia, ingegneria ed economia nelle “americhe” i “bianchi” ignoravano del tutto la loro la loro esistenza e quando lo hanno scoperto, pochi secoli addietro, la prima cosa che hanno fatto è stata radere al suolo anche quelle civiltà per depredarne le ricchezze e imporre la loro religione per poi abbandonarsi alla legge dell’OK Korrall.

Bene, anche Bloggorai vuole proporre un modesto contributo per comprendere bene le vicende Rai, del Servizio Pubblico, del bene comune dell’informazione. Proponiamo un nuovo termine: la “poli-storia” ovvero la “politica” come contesto imprescindibile per comprendere la “storia” della Rai esattamente come “specchio del Paese” come talvolta grossolanamente ma efficacemente si definisce.

Nei giorni scorsi e da tanti anni ormai vi parliamo di Rai Way e ancora ieri vi abbiamo aggiornato. Lo facciamo non per particolare “fregola” tecnologica o finanziaria (che pure ha un fondamento importante) ma perché riteniamo che la sua “storia” sia particolarmente paradigmatica e metaforica per rappresentare il tutto che la Rai rappresenta in questo momento storico, in questo Paese e con questo governo. In altri termini, proponiamo la “lettura” di una vicenda parziale e subordinata, il decennale processo di cessione/fusione della quotata Rai, per descrivere il più grande e rilevante processo di trasformazione del Servizio Pubblico.

Rimanete sintonizzati … ci aggiorniamo presto.

bloggorai@gmail.com

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