Si fa per dire… così… due battute tra quattro (?) amici al
bar… tanto per passare qualche minuto spensierato. Tranquilli, sereni, sobri e
pacati: Bloggorai non ha l’ardire di diffondere un “comunicato stampa” come
piace fare a molti e tantomeno proporre nuove Leggi. Non ne ha alcuna voglia, forza e coraggio. Per questo lavoro ci sono
gli “specialisti” dei vari Uffici Studi, “esperti europei” e professori senza
concorso. Già applicare le Leggi in vigore sarebbe sufficiente, a partire dall’EMFA
che dall’8 agosto scorso aspetta qualcuno che si accorga che è entrato in vigore
e ne tragga, subito, le dovute conseguenze. Aggiungiamo: a partire dalla
Vigilanza Rai e dalla sua presidente.
Prima di proseguire con le cose (poco) serie, non ci dimentichiamo di attaccare due figurine nel nostro Album sulla Civiltà delle Immagini 2026 – aprile. La prima è una delle tante perfette metafore del momento geopolitico che stiamo attraversando: la Meloni che partecipa al vertice dei “volenterosi” che, nota bene, non è un vertice UE che invece sembra essere in tutt’altre faccende affaccendata.
La seconda immagine è quella della rapina a Napoli dei giorni scorsi nel caveau di una banca. La “figurina” da incollare è quella del buco nel pavimento: una voragine metaforica in cui sprofonda non solo e non tanto l’abilità dei rapinatori ma i tanti “buchi” neri che segnano questo la vita Paese.
Bene, torniamo al di cui sopra. Abbiamo “scherzato” con le tre proposte di Legge ma non ci siamo allontanati tanto dalla necessità di pensare come uscire dal pantano in cui versa il presente e ancor più il futuro del Servizio Pubblico. Il principio, il perno, intorno al quale ci troviamo è molto semplice: la Rai, con le risorse di cui dispone e con la sua attuale organizzazione strutturale ed editoriale non regge l’equilibrio. O diminuisce il perimetro del suo impegno o aumentano le risorse.
La prima proposta sulla
quale abbiamo “scherzato” è il tema “canone”. Sia tra la maggioranza ma anche
tra le fila dell’opposizione le idee non sono affatto chiare tra chi lo vorrebbe
abolire o chi, semplicemente ridurre. Intanto, però, non se ne parla. Sulla seconda
proposta lo “scherzo” ha un suo fondamento in particolare per Rai News24. A cosa
serve ci siamo chiesti? La risposta la troviamo nei numeri: il numero di
addetti, tra giornalisti e amministrativi di circa 300 persone, rispetto al risultato
(gli ascolti in media da 0,qualche cosa) e ai costi di gestione sono tali per
cui in qualsiasi Azienda “normale” avrebbero chiuso da un pezzo o, in alternativa,
proposto un “piano editoriale per l’informazione del Servizio Pubblico”
complessivo dove trovargli la giusta collocazione. Nulla di tutto questo avviene
e nessun “comunicato stampa” viene diffuso. Anzi! Muti!!!
Infine sulla terza proposta relativa alla liberazione del “fardello”
Rai Way. Sono quasi dieci anni, dieci, che se ne parla senza mai venirne a
capo. Nel frattempo “i figli crescono e i genitori invecchiano” e le domande sono sempre le stesse. Conviene o no
chiudere il “deal” con Ei Towers? (Mediaset non vede l’ora … a condizione che…) Il “business” delle torri è ancora tale e per quanto tempo ancora oppure è ora
di cambiare aria e considerarle “ferro vecchio” per poi investire in altri modi
che non siano i bluff di cui abbiamo letto finora? Rai Way è ancora un prezioso
“gioiello di famiglia” del Servizio Pubblico oppure è solo una scatola vuota a perdere
buona solo per l’allegra finanza (i famigerati “fondi” che spesso e volentieri
scrivono al Governo) che gli gira intorno tutta a carico della Rai con il suo
lussuoso contrato di Servizio?
Il “quadrangolo” delle Bermude in cui si perde la Rai è sempre e solo lo stesso,
da decenni: quadro normativo, missione, risorse e tecnologie. Il primo punto
cardinale, la riforma, è svanita. Il secondo, le risorse, scarse e incerte. Il terzo,
la missione, tutti la cercano ma nessuno la trova. Il quarto punto, le
tecnologie, abbiamo da poco superato il tubo catodico, per lo streaming e la
Digital Media Company c’è tempo (ma non ci sono i soldi).
bloggorai@gmail.com



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