mercoledì 22 aprile 2026

Informazione RAI: un cratere con dentro una voragine con dentro un buco nero

By Bloggorai ©

C’era una volta … agli albori delle trasmissioni audio video satellitari … succedeva che il “tempo di latenza” ovvero l’intervallo di secondi tra quando veniva inviata una domanda a quando arrivava la risposta passavano diversi secondi. A tal punto che spesso succedeva che “si andava sulla voce” tra i due interlocutori. Bloggorai ne sa qualcosa quando, per conto Rai molti anni addietro, ha usato il mitico Thuraya, ben prima che venissero introdotti gli attuali e noti “zainetti”. Oggi è tutto molto diverso e, ci dicono “Se non vengono usati zainetti con protocolli SST o SRT in mano a giornalisti non adeguatamente formati, il ritardo è certo”. L’altra sera, chi ha avuto la fortuna o l’ardire di vedere “Newsroom” su RaiTre ne ha avuto prova provata di come questo problema per alcuni non è stato superato ed usiamo un eufemismo perché, ci dicono i “nostri” esperti, la questione sarebbe “assai più complessa”.

Tutto questo per tornare al tema centrale, all’argomento di ieri: la Rai, Il Servizio Pubblico NON ha una sua Newsroom, ovvero un “luogo” ovvero una "direzione editoriale” dove si coordina, ottimizza e razionalizza tutta l’offerta informativa dell’Azienda Radiotelevisiva Nazionale ma ha invece una “personale” ed esclusiva “Newsroom” semi privata ad uso esclusivo di Monica Maggioni che la avrebbe ideata ed ora conduce (con il significativo risultato del 4% circa di ascolti).

Ci siamo spesso soffermati poi sul fatto che il Servizio Pubblico non avesse una prima serata su Rai Uno (e non su Rai Tre) dedicata all’approfondimento giornalistico sui grandi temi di attualità e invece mentre il mondo è con il fiato sospeso per le guerre in corso si prosegue con la replica delle repliche di Montalbano, come ieri sera.

Sul “buco nero”, sulla voragine della mancanza di un Piano editoriale Rai per l’informazione Rai abbiamo scritto spesso e volentieri. Abbiamo riportato tutti i recenti tentativi (Verdelli, Piano Industriale e Contratto di Servizio) boicottati e naufragati anzitutto per “resistenze” interne all’Azienda e per “connivenze” esterne. Esattamente su tutto questo che si è aperta la voragine, il cratere, dell’informazione Rai. Ce lo dice anzitutto l’AgCom: l’ultimo Osservatorio sulle Comunicazioni, pubblicato lo scorso gennaio, evidenzia come tre quattro testate giornalistiche Tg1, 2, 3 e Tgr, tra il 2021 e il 2025 nella fascia oraria 12- 14.30 hanno perso tra il 16,8% al 36,5% mentre nella fascia oraria 18.30- 21.30 hanno perso tra il 19,5% e il 47%. Non è un “buco nero” o una voragine: è un cratere lunare, uno di quelli nascosti nella faccia oscura del nostro satellite. Non parliamo poi, per l’ennesima volta, di RaiNews24: sempre AgCom ci informa che, sempre nell’intervallo 2021-25, ha perso nell’intero giorno circa il 47%. Il 6 febbraio scorso La Repubblica ha titolato “Ascolti tv, il calo dei telegiornali Rai. Mediaset guadagna nell’informazione”. Ma, ribadiamo, su tutto questo dentro e intorno alla Rai c’è un muro di silenzio e omertà che nessuno riesce a scalfire.

Torniamo al tema. Oggi Il Fatto pubblica un pezzo con il titolo “Nella Newsroom mancano le notizie” ovvero dietro il nulla il vuoto. L’ansia di una notizia di agenzia, un “ultima ora” che potesse dar vita ad un “suo” racconto già visto e sentito era evidente e ai limiti dell’imbarazzante. L’effetto surreale ricordava Albertone con “Prontooooo.., America me senti ???”

La trasmissione della Maggioni è stata realizzata negli studi di Cinecittà. Perché non sono stati utilizzati gli studi Dear o a Teulada? Sembra che nella Direzione Produzione molti se lo stanno chiedendo e non trovano facile risposta. Poi, leggendo i titoli di coda della trasmissione si elencano 9 autori, 17 redattori, 3 operatori multimediali, 1 regista esterno, 1 aiuto regista e 1 assistente alla regia e inoltre un Gruppo Elettrogeno in quanto si tratta di uno studio cinematografico e non televisivo) e infine un UpLink satellitare per i collegamenti esterni. Quanto costa tutto questo? Quanto è stato prodotto in casa e quanto in appalto? Quanto personale Rai è stato impiegato e quanti gli esterni? Poi ancora, ci dicono. “Vogliamo parlare della costosissima scenografia? Un muro di VideoWall “impallato” da un altro muro di cubi”. 

Su questo argomento, sembra che ci si potrebbe scrivere un romanzo che, peraltro, molti in Rai già conoscono bene quando si parla della Maggioni e delle “sue” produzioni e dei “suoi” collaboratori. Uno tra questi non manca mai: un certo Roberto Fontolan. Dicono che sia "bravo". Punto. A capo.

Sempre a proposito di “buchi neri” abbiamo ancora qualche nota da scrivere ma lo spazio oggi a disposizione è terminato.

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