lunedì 20 aprile 2026

La Tv monumentale

By Bloggorai ©

Educare … forse, divertire … lasciamo perdere … informare se capita … magari! Ieri sera è andata in onda una trasmissione ibrida tra Rai Tre e LA 7, una specie di “televisione di informazione perfetta”. Come noto, in questo momento, in ogni parte del mondo, ci si interroga sul futuro che si stanno apparecchiando i due dementi criminali con il grilletto facile le stragi di civili in canna. Come noto, molti si pongono una domanda tanto semplice e banale: perché la guerra in generale e perché questa guerra in Medio Oriente in particolare? Nel dettaglio, perché Trump ha scatenato questa guerra “a sua insaputa” ovvero a “sua saputa” su esplicita indicazione del suo complice israeliano (NB: entrambi molti “amici” del nostro Governo)?

Allora ieri sera è successo che prima Ranucci su Report ha iniziato con un servizio dove si evinceva quello che ormai sembra noto a tutti: Netanyahu tiene sotto ricatto Trump per il caso Epstein. Se mai ci fossero e uscissero fuori foto compromettenti il giocattolo MAGA si rompe. Se non che, ad un certo punto, Report si interrompe (??? il seguito alla prossima puntata ???) e passa a parlare di mucche (interessantissimo) e l’argomento si sposta su La7 dove il servizio pone una domanda fondamentale che potrebbe essere più rilevante dell’affare Epstein: perché Trump ha attaccato il Papa? Appunto, il titolo esatto è “Attacco al Papa” e in circa 50 minuti ci spiega un perché che finora pochi hanno affrontato: il retroterra religioso degli “evangelisti” che anima lo spirito guerriero e bellicista della Casa Bianca e dei suoi abitanti. È una chiave di lettura fondamentale, imprescindibile senza la quale il personaggio si riduce ai suoi minimi termini. Impossibile comprendere Trump e questa guerra in Medio Oriente, compresi i rapporti con Israele, se non si tiene in debito conto anche del ruolo granitico che la religiosità “made in USA” contribuisce a determinare per le sue scelte di politica interna e internazionale.

Raccomandiamo vivamente di vedere le due trasmissioni congiunte ma più ancora quella di La 7 (vedi https://www.la7.it/la7it-original/rivedila7/house-of-trump-attacco-al-papa-19-04-2026-641634 ) dove poi, a seguire, è stata proposta una magistrale lezione di geo/storia/diplomazia sulla Conferenza di Yalta in Crimea nel 1944. Impossibile comprendere il presente se non si conosce il passato e, come pure abbiamo scritto tante volte, “sono le persone che fanno le cose” e non viceversa. In quei giorni di febbraio ’44 Churchill, Roosevelt e Stalin hanno scritto il libro fondamentale della storia moderna e se non lo hai “studiato” avrai grosse difficoltà a declinare i fatti dei decenni successivi per arrivare ai giorni nostri. La trasmissione ci ha fornito una lettura di quei giorni a Yalta attraverso “le persone” che hanno fattole “cose” delle quali ancora oggi dibattiamo.  

Nota a margine, la trasmissione di La 7 inizia con l’attentato a Trump di luglio 2024 quando venne “ferito” leggermente ad un orecchio. Di quel giorno tutti ricordano le immagini che sono entrate di forza nel libro della storia americana e non solo: lui che si rialza protetto dai suoi agenti mentre incita con il pugno serrato “Fight … Fight … fight!!!”. Come poi lo stesso Trump ha dichiarato più volte: “Dio ha voluto così … per compiere la Sua opera” … Amen !!! Se non che, questa mattina Repubblica pubblica un articolo che dà voce a quanto molti sospettano: “Tra i MAGA si insinua la teoria del complotto – Falso l’attentato a Donald in Pennsylvania”. Per un Paese che si nutre di complotti (vedi Kennedy) è un tema interessante e nemmeno poi tanto campato in aria se è vero che a seguito di quell’attentato il gradimento verso Trump è salito a tal punto da fargli vincere le elezioni. 

Potere delle immagini!!!   

Chiudiamo con una nota politica. I giornalisti “televisivi” Mediaset scendono in campo. Questo ci racconta un interessante articolo di Repubblica oggi dove si legge di due personaggi “fuori dal coro” dei Berlusconi: Mario Giordano e Paolo Del Debbio. Lo abbiamo sempre sospettato, “andare spesso in video” è tossico e induce dipendenza e senso di alterità e in Rai ne sanno molti qualcosa a partire (e finire) con Bruno Vespa e la sua onnipotenza. Ieri abbiamo letto di Celli, ex DG Rai, a seguito della recente sceneggiata con Provenzano (PD) che ha dichiarato “Se ci fossi stato io lo avrei licenziato in tronco”. Celli però è stato in Rai molti anni e, se voleva, buoni motivi per stroncare la carriera di Vespa ne aveva a sufficienza. Ha raccontato che una volta si sono incontrati casualmente e Vespa lo avrebbe apostrofato: “Stronzo”.  Celli se n’è andato e Vespa è rimasto. Arduo dilemma: a voi la scelta da che parte stare. Da non dimenticare che Celli è stato il “padre fondatore” della nuova Rai con le sue “esternalizzazioni”.  

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