SCIOPERO !!!
Questa mattina Bloggorai vuole scendere in sciopero,
solitario e silenzioso ma determinato. Ci sono almeno cinque, almeno, buoni motivi
per prendere la tastiera e lanciarla contro il muro.
A: un diffuso e consolidato sentimento di irrilevanza, non tanto
del sottoscritto ma verso il pensiero del Presidente della Repubblica. Per due
volte, due, ha posto giustamente il problema della Vigilanza Rai che non è in condizioni di
ratificare il nome del presidente Rai e per ben due volte non è successo nulla.
Ieri abbiamo verificato: non ci sono ci convocazioni né dell’Ufficio di
Presidenza e tantomeno dell’Aula. Nulla, silenzio, muti. Si poteva e si doveva
cogliere il forte segnale del Presidente almeno per minacciare le dimissioni di
tutti i componenti di opposizione, a partire dalla sua presidente Barbara Floridia.
Si poteva e si doveva cogliere il forte segnale del Presidente anche in Cda Rai
per almeno “auspicare” immediatamente le dimissioni dei componenti della minoranza,
di Majo e Natale (e ne avrebbero pure tanti di buoni motivi per farlo … da
tempo). Nulla, silenzio, muti. Alcuni di loro partecipano a dibattiti e
incontri come se nulla fosse, come se non ci fosse un domani.
B. un diffuso e consolidato sentimento di irrilevanza, non tanto
del sottoscritto, ma delle imperative indicazioni europee entrate in vigore lo scorso
8 agosto con l’EMFA. Almeno il buon senso avrebbe richiesto l’adozione
immediata (purtroppo non è prevista la revoca) e il recepimento delle indicazioni,
almeno sulla necessità di definire la nuova governance del Servizio Pubblico. Nulla,
silenzio, muti. La riforma della Rai, o ciò che rimane di essa, impastrocchiata
e confusa, pure grazie al fattivo contributo di “esperti” dell’opposizione,
giace immota, dispersa e disperata nei meandri delle due commissioni del Senato,
la V e l’VIII, dove abbiamo verificato che è in trepida attesa che qualcuno si degni
di resuscitarla e magari di Giorgetti che sciolga le sue riserve.
C: un diffuso e consolidato sentimento di irrilevanza, non
tanto del sottoscritto, ma di quei milioni di telespettatori Rai che, pur pagando
un miserabile canone di soli 90 euro, financo ieri sera si sono dovuti
sciroppare la 30a replica di Sister Act 2. Dopo la sera precedente con l'ennesima
replica di Montalbano ormai questo è puro accanimento terapeutico verso quei
nostri cari nonni e nonne di Villa Arzilla che, peraltro, faticano a superare l’orario
della fine del preserale, ovvero la fine del gioco ludopatico dei pacchi su Rai
Uno (questo aspetto meriterebbe uno sciopero a parte, in attesa di un Comunicato
stampa del consigliere Natale).
D: un diffuso e consolidato sentimento di irrilevanza, non
tanto del sottoscritto, ma di quei tanti telespettatori che richiedono alla Rai una trasmissione
di approfondimento giornalistico in prima serata su RaiUno degna di questo titolo
in grado di raccogliere un filo di più di un miserabile 4% di ascolto come ha
fatto la prima puntata della trasmissione” personale” della Maggioni con la “sua”
Newsroom. Invece, nessuno ha battuto ciglio (salvo un trafiletto sul Fatto) e nemmeno
Dagospia oppure il sempre solerte Aldo Grasso sul Corriere, solitamente molto attento
ai flop Rai gli ha dedicato una riga: nulla, silenzio, tutti muti. Un programma
“privato” ovvero appaltato ad una sua ex dipendente, costoso e irrilevante. Per
fatal combinazione, nessuno ha sollevato il dubbio “politico”: è un flop solo
di “telemeloni” o c’è dell’altro?
E: un diffuso e consolidato sentimento di irrilevanza, non
tanto del sottoscritto, ma degli sportivi italiani. Ieri abbiamo saputo che la
Rai ha perso i diritti di trasmissione del tennis nazionale. Titola la Stampa
di oggi “Colabrodo Rai, per anche Sinner”: Sky Italia si è aggiudicata tutti i
match degli internazionali di Roma che inizieranno il prossimo6 maggio.
Si !!! SCIOPERO … SCIOPERO … SCIOPERO!!! Magari pure da solo
ma sciopero!!!
bloggorai@gmail.com
ps. semmai ci fosse qualche scriteriato che volesse aderire allo sciopero, ci vediamo sotto il Cavallo dell'ex Viale Mazzini ... ormai è tutto un "ex"

Nessun commento:
Posta un commento