Lo sciopero autoproclamato da Bloggorai è pienamente
riuscito: non ha aderito nessuno ma le motivazioni sono state lette da molti più
della solita media. Qualcuno non ha apprezzato e qualcuno ha capito “fischi per
fiaschi” come, ad esempio, che la Maggioni fosse in certa “quota” politica. Abbiamo
deciso di mantenere “lo stato di agitazione”, e ne approfittiamo per “affilare”
la tastiera che, nel frattempo abbiamo recuperato. Visto l’interesse, nei prossimi
giorni approfondiremo il quando, il come, da chi e perché hanno cominciato ad
aprirsi i tanti buchi neri, le voragini e i crateri nel Servizio Pubblico.
Uno tra questi, che sembra essere un nervo molto, molto
sensibile riguarda l’informazione Rai. Quando si tocca quel tasto
improvvisamente cala un muro, un velo, un diffuso senso di omertà e silenzio. Anzi,
qualcuno storce pure il naso e cerca di sviare il ragionamento.
I punti fermi che proponiamo sono semplici. È vero o no che
l’informazione Rai è in crisi per come lo certifica pure AgCom oltre che Auditel?
È vero o no che NON esiste nulla che possa somigliare ad un “piano” che dir si
voglia ovvero un tentativo di ottimizzare, razionalizzare e rendere più efficiente
una macchina poderosa composta da oltre 2000 giornalisti e 8 testate? È vero o
no che NON esiste una “newsroom” aziendale utile e necessaria a disposizione di
tutto l’apparato informativo ma esiste solo una “newsroom” personale di Monica
Maggioni? È vero no che Rai News24 è in condizioni di sopravvivenza forzata con
un tasso di ascolti da “prefisso telefonico” ovvero intorno allo 0,5% ormai da
anni, tanti anni.
Il “declino dell’impero informativo del Servizio Pubblico”
ha date di nascita, luoghi specifici, protagonisti, artefici, complici e testimoni
più o meno consapevoli. Molti, tanti, si aggirano indisturbati ancora dentro e
fuori Saxa Rubra come se nulla fosse accaduto e, anzi, si vedono e si sentono
ancora pontificare su “quanto era meglio la vecchia Rai”. Come se loro erano da
un’altra parte. Parliamo di ex presidenti, consiglieri, direttori e giornalisti
vari ora magari con “contratto artistico”.
L ’altro “buco nero” ovvero voragine ovvero palude è un tema
caro a Bloggorai: Rai Way. Ne parleremo ancora con qualche aggiornamento interessante.
bloggorai@gmail.com

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