venerdì 10 aprile 2026

RAI & C: il grande gioco di primavera

By Bloggorai ©

Ogni stagione è una buona stagione per te se la tua anima è serena

Primavera, è tempo di cambiare o, meglio ancora, di mantenere e rinforzare. Siamo arrivati ad un punto cruciale: Meloni e il suo governo dovranno pur decidere, e in fretta, se far saltare il tavolo e andare ad elezioni anticipate oppure stringere i denti e andare avanti. Per la presidente del Consiglio, chiudere la legislatura è un obiettivo ambizioso (sarebbe la prima volta che succede) ma altrettanto ambizioso è l’obiettivo di poterne aprire una nuova dopo le elezioni del 2027.

Ecco allora la “stagione dele nomine” del Governo che, giocoforza, guarda avanti, molto avanti con fondamentali chiavi di lettura: prudenza, controllo e continuità. La Stampa del 3 aprile, appunto, titolava a proposito di una poltrona di assoluto rilevo strategico “Poste, resta Del Fante. Nella Aziende di Stato, il MEF sceglie la continuità”. E così è stato. La partita che si appresta a giocare Poste con TIM è, forse, la più importante di questo momento ed avere il suo controllo totale per il Governo è inderogabile.  Fatte le debite proporzioni e, in un certo senso, per contiguità, anche su Rai Way il Governo ha scelto la continuità proponendo il rinnovo di Cecatto come AD per mantenere aperto il MoU fino alla sua prossima (e forse ultima) scadenza di fine giugno per chiudere o meno l’accordo con Ei Towers.

E ora la Meloni cosa vuole fare con la Rai? Oggi abbiamo letto una frase su Domani, a firma Lisa di Giuseppe "...la narrazione che serpeggia per Via della Scrofa e disegna la Rai più come una rogna che un'opportunità ...". Nei giorni scorsi abbiamo citato il titolo del Fatto "Meloni delusa, vertici in bilico".

In questo contesto si pone l’annosa partita della “riforma Rai”: conviene chiuderla entro breve tempo oppure conviene lasciare le carte ferme in tavola in attesa di “non si sa bene cosa”? Già, perché il punto fermo è molto semplice: l’EMFA è in vigore e l’Italia deve applicarlo, pena l’apertura di una procedura di infrazione (lenta e lunga). La disposizione comunitaria prevede che il nostro Paese si debba confrontare a principi chiari e netti: autonomia e criteri di nomina trasparenti del Servizio Pubblico. Se non che, il progetto di riforma (si far per dire) attualmente in discussione (e arenato, annebbiato, disperso) in VIII Commissione Senato non sembra avere una corsia privilegiata di conclusione entro breve, ovvero prima della fine della Legislatura. Dunque, in mancanza di una nuova Legge entro il prossimo aprile 2027 (anno di elezioni), si rinnova la Concessione e il conseguente Contratto di Servizio? Nota a margine: nella maggioranza c’era un “paladino” della volontà di chiudere subito (“entro dicembre” dixit a ottobre scorso): ovvero Maurizio Gasparri che ora è in tutt’altre faccende affaccendato. Fratelli d’Italia e, ancora di più Forza Italia e Lega quanto interesse hanno a chiudere la partita? Per quanto ci è dato sapere, poco quasi nulla. Poniamo la stessa domanda all’opposizione: che intenzione hanno? Si può forzare la mano in qualche modo, a partire dalla Vigilanza e finire con le dimissioni dei consiglieri? Oppure si rimane in attesa di “non si sa bene cosa”?

Morale della favola. all’orizzonte nulla di nuovo e gli attuali consiglieri Rai possono continuare a dormire sonni tranquilli: anche loro, come la Meloni, hanno ragionevoli probabilità di chiudere il mandato. Possiamo parafrasare la frase della Schein rivolta al Governo ieri in Parlamento verso questo Cda di destra destra: “Avevate i numeri per fare tutto e non avete fatto niente”.

Come già vi abbiamo riferito, la bozza di riforma è ferma in V Commissione Senato (bilancio) ovvero Giorgetti che ha detto chiaro e tondo che, così com’è, non si può fare. Per quanto abbiamo potuto sapere e verificare, il gioco è fermo. Dunque, torniamo alla domanda precedente: si chiude la partita riforma entro breve o no? Di conseguenza, si chiude la partita (ormai decennale) di Rai Way entro giugno? No, non ci sarà nessun “rush finale”. Bloggorai ritiene di no per il semplice motivo che i presupposti dell’accordo non ci sono e non ci potranno essere in tempi ragionevolmente brevi: A non è chiaro il quadro, il contesto normativo B non è stata definita la governance della futura società C si deve ancor sviluppare e  comprendere la portata e le conseguenze dell’iniziativa di Poste verso TIM che potrebbe impattare anche sull’operazione “polo dele torri” tra Rai Way e Ei Towers.

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