lunedì 27 giugno 2022

Rai: note a margine 1. La Rivoluzione alle porte


Bloggorai non ha chiuso e tantomeno è in ferie: ha sospeso le pubblicazioni per i noti motivi di cui abbiamo scritto tante volte. 

Nel frattempo, in questi giorni, tanti lettori hanno puntato il sito pure in assenza del Post quotidiano. Buon segno che merita attenzione e rispetto. Altri invece non hanno battuto ciglio di Twitter … va bene lo stesso, gli vogliamo bene comunque.  

Noterelle di questa settimana, a partire da stamattina (la notizia più rilevante è in fondo).

A. Il quotidiano Domani pubblica oggi in prima pagina un articolo di Marco Damilano, lo stesso che da settembre inizierà la sua ben retribuita collaborazione su RaiTre in prima serata in faccia al Tg2 alle 20.35. Lo scenario possibile potrebbe essere: al mattino un articolo su Domani, lo stesso tema potrebbe essere ripreso alla sera dalla sua trasmissione su Rai Tre e, infine, il venerdì, riproposto su Lo Spiegone de La7. Un fenomeno. Non lui (che magari forse lo è di suo) ma chi lo ha ideato, pensato e proposto come “approfonditore” Rai. Il tutto, condito da sano e mesto silenzio interno ed esterno a Viale Mazzini.

B. Ieri sera ci sono stati gli esiti dei ballottaggi delle amministrative. Chi ne parlava? Of course: La7 e il suo “Servizio Pubblico” in forma di uomo chiamato Enrico Mentana. Si dirà: tanto agli elettori delle votazioni non importa più nulla … tant’è che ormai disertano le urne che è un piacere e allora perché dedicargli spazio prezioso di palinsesto? La risposta è semplice: perché è Servizio Pubblico bellezza!!! E se Cairo un giorno dovesse chiedere di essere lui a fornire “servizio pubblico” … alla fin fine … potrebbe essere difficile dargli torto

C. La Netflix della cultura italiana di Franceschini memoria??? Lo abbiamo scritto subito, non appena avuta notizia: una semplice banale e ottusa “sola” in scorno alla Rai che ha incassato il colpo senza battere ciglio (magari già sapevano come andava a finire). Senza capo ne coda, senza soldi e senza progetto: dopo poco tempo ha perso già 7.5 mln di euro a fronte di un incasso di 240 mila. Amen.

D. Aldo Grasso (Corriere, ovvero Cairo… ovvero La7) auspica la chiusura di Cartabianca. È in buona compagnia dei vari deputati e senatori PD che hanno chiesto l’intervento pure del Copasir (di chi???). Che piacere invece auspicare quel sano, pacato, sereno e armonioso modello di Talk dove tutti si vogliono bene, la pensano tutti allo stesso modo e non alzano mai la voce (educati e di buone maniere) e magari invitano solo “esperti” che hanno superato preventivamente la prova di competenza e responsabilità. Vedi Lucia Annunziata che invita Paolo Mieli, Bernard Henri Lèvy, Matteo Renzi e Luciano Violante e non per parlare di Assange che sta per essere estradato negli Usa perché accusato di aver divulgato notizie sulla stragi in Afghanistan e Iraq ma del dissidente russo Navalny. Giusto, ci mancherebbe…

E. Rai Way e il “polo delle torri”. Se tutto va bene, e siamo nel campo delle buone e pie intenzioni, la Rete Unica (di ben altro valore e rilevanza strategica per il Paese) verrà affrontata a fine dicembre quando Tim potrà confermare o meno la maxi fusione. Che ne sarà invece del proposito di “vendere” la quotata di maggioranza della quotata Rai? Si lavora nell’ombra e nulla si intravvede sul futuro di questa operazione.

F. Veniamo ai “genitori di tutte le notizie” sulla Rai. È avvenuta una Rivoluzione copernicana, radicale e drammatica, e pochi gli hanno prestato la debita attenzione: sono stati cancellati i termini “telespettatori” e “utenti” dal vocabolario del Servizio Pubblico. Da prossimo febbraio (data ancora incerta) verranno sostituiti da “followers” o anche “likers” o meglio “twitters”. Il loro linguaggio sarà espresso in “faccine” ovvero “emoticons” con il pollicino puntato su o giù a seconda del gradimento. Non sarà più necessario il “televoto” per giudicare chi vincerà Sanremo: sarà Chiara Ferragni a deciderlo con un suo battito di ciglio e il di lei marito con un fischietto su Istagram o Tik Tok. Che stupidi a non averlo intuito subito quando Fuortes e la Soldi invocavano la fine della dittatura dello share: avevano già le idee chiare sul futuro della Rai. Da questo punto di vista, c’è da essere ottimisti: non è vero che il destino della Rai sia sotto il segno negativo… con questi colpi di genialità c’è speranza … almeno di abbassare la media degli ultra “telespettatori” over 60 che affollano la platea televisiva.

G. Domani verranno presentati palinsesti Rai. Auguri!

H. Ci eravamo lasciati con la manina di Giorgino al Tg1 che salutava mesto e triste. Rimane tristezza e mestizia in una caldissima giornata di mezza estate.

Bloggorai (con i debiti scongiuri) continuerà ad esserci in modi, tempi e forme diverse.

Rimanete sintonizzati … non si sa mai …

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