Ieri ci siamo sbagliati e chiediamo scusa: non è vero che
nei giorni scorsi non è successo nulla che meritasse attenzione e che il solo
segnale di fumo (e che fumo!!!) sia stata l’intervista della Bria sui “logaritmi
etnici”. Sono successe tante cose e scritte tante notizie che meritano di tenere
bene a mente, nei prossimi giorni saranno molto utili. Cerchiamo di rimettere
ordine tra i vari ritagli che conserviamo gelosamente.
Il 4 agosto si è svolta l’audizione di Fuortes e Soldi in
Vigilanza: a parte una “dimenticanza” (il budget è stato votato all’unanimità e
non è vero!) e un numero buttato a caso (tagli “mediamente” dell’1% e non è
vero) non c'è molto altro che possa rimanere nella Storia della Rai. Titola il Sole: “Servono una gestione economica virtuosa e la
multimedialità”. Una chicca da tramandare alle future generazioni, mai sentita
prima!!! Si legge ancora: “quello che sembra non mancare è il decisionismo dell’AD:
“prova è la lettera inviata alle direzioni Rai dove si comunica la “temporanea”
sospensione della possibilità di partecipazione del personale Rai a trasmissioni
concorrenti”. Già, peccato che il problema sia esattamente il contrario: sono
gli altri che partecipano alle trasmissioni Rai e raramente viceversa.
Il giorno successivo, Il Giornale pubblica una notizia che
nessuno ha ripreso: “Governance Rai: blitz dell’esecutivo” e si riferisce ad un
DL del Governo in recepimento della direttiva UE su servizi audiovisivi. Nel
testo, si legge, anche norme dettagliate sull’organizzazione interna, poteri
dell’AD e del Cda. Silenzio totale, tanto grave quanto insolito: evidentemente
tutti al mare.
Passano poche ore e, zacchete: leggiamo sul Corriere della
Sera che Amadeus fa tris con Sanremo (ed è pure stupito, è stato ingaggiato a
sua insaputa). Come e perché tanta solerzia a chiudere questo contratto è un mistero.
Abbiamo provato a chiedere ed abbiamo ricevuto risposte non pubblicabili.
Ancora poche ore e, zacchete di nuovo: il solito Andrea
Biondi ricorda un passaggio di Fuortes in Vigilanza: “Abbiamo una parte di risorse
che arrivano dalla raccolta pubblicitaria. Che però hanno un tetto. E peraltro
si discute anche se ridurlo”. Tombola: ha ragione l’AD. Il nuovo TUSMAR di cui
si parla non solo rivede e riduce i tetti a danno di Rai ma introduce un
perverso meccanismo di evidenza pubblica nella conclusione dei contratti pubblicitari
che invece gli altri (Mediaset) non hanno. Danno stimato per Rai? Circa 100 mln!!! Anche su questo argomento, cala un velo di silenzio pesante come un macigno.
La Stampa dell’8 agosto titola: “La Rai si schiera contro il
Governo: non tagliateci la pubblicità” se non che, vai a leggere, e trovi che “il
primo a scagliarsi conto il Governo è stato Giancarlo Leone” che ora non è
proprio Rai e difende interessi non sempre coincidenti (APA). Poi si aggiunge l’ira dell’Usigrai che
attacca sul fronte canone per l’indebita trattenuta operata dal Governo.
Giorgetti (MISE) dichiara: “Tutti rispettino le regole”. Grazie, una vera carineria
nei confronti del Servizio Pubblico. Chiude l’articolo, firmato da Ilario
Lombardo: “Al momento però è difficile trovare quale partito che voglia
immolarsi a difesa della Rai o che sia sensibile all’argomento fatto filtrare
da fonti dell’Azienda pubblica…”. Fatto filtrare??? Allora c’è qualcuno a Viale
Mazzini che fa filtrare!!! Attenzione: il verbo è filtrare, non comunicare che altra cosa. Acciperbacco, non ce ne eravamo accorti.
Già, ma non ci siamo annoiati: il giorno successivo, il
Fatto Quotidiano pubblica una lettera di Fuortes al suo Direttore Padellaro: “Stiamo
ridefinendo il Servizio Pubblico radiotelevisivo”. Ci stropicciamo gli occhi: non
sono passati a malapena 20 giorni dal suo insediamento e l’Uomo Fuortes al
comando ha già le idee chiare sul futuro della Rai. Alleluia!!! Ma il colpo di grazia è in arrivo: Giovanna
Vitale su Repubblica titola: “Nella Rai di Fuortes molti tagli, via i partiti e
obbligo del Lei”. Non ci vogliamo credere, ci informiamo e nessuno conferma o
smentisce. Noi ad ogni buon conto, abbiamo suggerito una via di mezzo tra il
popolare Tu e il borghese Lei: da ora in poi, a discrezione, si potrà usare Ella.
Nel frattempo, viene licenziato Nicola Sinisi e l’Avvenire
titola : “…I vertici inciampano ...per il caso presepe”.
Si avvicina ferragosto e la cannonata è dietro l’angolo: il
Messaggero, a firma Mario Ajello, titola: “Via Rai1, Rai2 e Rai 3 la
rivoluzione Fuortes”. Eravamo tranquilli sulla sdraio della fila 12, posizione
38, ad oltre 150 metri dal mare e ci prende uno stranguglione. Leggiamo increduli:
“L’AD suadente ma duro… non ha nascosto la sua intenzione: quella del
restyling del Piano industriale del suo predecessore Salini”. Basta, è troppo,
fa caldo, molto caldo. Articolo da conservare gelosamente.
Dopo di che arriva la famosa (???) intervista della Bria,
sulla quale stendiamo un velo… senza aggettivi... un velo e basta. Tutto il resto
è cronaca di queste ore: sabato è iniziato il campionato di calcio con TIM e DAZN
(con qualche problema) gongolano e, dallo scorso lunedì è partita la campagna
di rottamazione dei vecchi televisori e decoder ma, a quanto sembra, i telespettatori
Rai non ne sanno gran che. Ma, come abbiamo scritto, i vecchi volponi hanno pensato
anche a questo: meglio attendere la campagna di autunno, in vista di Natale quando,
si sa, siamo tutti più buoni e abbiamo anche qualche soldo in più da spendere
con la tredicesima. Nel frattempo, se qualche decina di migliaia di utenti “emigrano”
verso le altre piattaforme, pazienza, ce ne faremo ragione.
Bene, chiudiamo. Ieri abbiamo cominciato a riflettere sul
tema “I generali di Fuortes” e qualcosa è successo. È uscito fuori dal cilindro
un nome che potrebbe (e l’interessato vorrebbe) essere il nuovo Dg al posto di
Matassino che “dovrebbe” lasciare l’Azienda il prossimo 19 settembre. Ovviamente, non lo scriviamo nemmeno sotto tortura
cinese ma potremmo essere disposti a rivelarlo a chi lascia un caffè “sospeso” a
mio nome al bar della gentile signora napoletana dietro Via Pasubio. Se non
che, sorpresina finale: non è affatto detto che ci debba essere un nuovo Dg
abusivo (la legge 115 del 2015 non lo prevede) e sembra che Fuortes potrebbe
essere indotto a preferire uno “stato maggiore” composto dai nuovi numerosi
generali già operativi: i vari Chief delle diverse aree. In questo modo, ci
viene raccontato, eviterebbe di avere un altro “uomo solo al comando” dopo di
lui che, conoscendo meglio l’Azienda molto di più, potrebbe non sempre essere
in sintonia con i suoi intendimenti. Ipotesi suggestiva, la nostra fonte
enfatizza. Comunque, l’argomento è di scottante attualità e le decisioni non potranno
essere inviate a lungo. Come si dice a Roma stiamo in campana!
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