“Guardate che è successo: hanno chiuso all'Olgettine e
m'hanno mandato tutte le guaglione qua! Più ci stanno banchieri, responsabili
Struttura Delta, P2, P3, P4... tutto qua! Questa gloriosa Loggia della Uallera
d'Oro è diventata uno zoo!” Corrado Guzzanti, il Massone di Aniene (!!!) anno
2002 (da vedere per intero: https://www.youtube.com/watch?v=1WG6594XVS8
)
Ad una certa età, è noto, la memoria diventa flebile e molti
ricordi svaniscono, talvolta per opportunità, talvolta per convenienza. Torniamo
sulla “notizia” di ieri secondo la quale in una intercettazione Ranucci avrebbe
affermato che “…in Rai c’è un po’ di mafia e massoneria”. Una “notizia” che
per alcuni è diventata clamorosa e invece è di una banalità disarmante epperò giusta a misura. Anzitutto
chi è mafioso o chi è massone in Rai non è dato sapere. Poi, intendiamoci bene: i due
termini sono impossibili da declinare in modo dettagliato e comunque dovremo
dedicare un Convegno solo per definirli correttamente. Accontentiamoci allora, come
abbiamo scritto ieri, di definirli come un grumo di comportamenti illeciti, ai limiti
del criminale, variamente intesi nel tempo, nel luogo e nello spazio in cui si
svolgono. Si potrà mai dire che “Tizio” è mafioso? Si potrà mai dire che “Caio”
è massone? No, certo che no a meno che li trovi con con una lupara in mano o una
miccia accesa. Quindi, limitiamoci ancora a riflettere sui “poteri forti”
ubiqui, trasversali, universali e onnipotenti.
Allora ravanando e rovistando tra i ricordi (molti diretti e
personali in quanto li abbiamo conosciuti bene, benissimo) siamo andati a
ripescare qualcosa che torna utile a sostenere che dentro la Rai erano e sono tuttora
annidati e saldamente arroccati tramite amici, parenti o conoscenti di quelli che
furono “poteri forti” ma non occulti, anzi molto palesi.
Per approfondire e capire bene potrebbe essere utile rileggere
un paio di testi forse fondamentali. Il primo è del 1978, a firma di Roberto Fabiani
con il titolo “I Massoni in Italia” vedi https://www.archivio900.it/it/libri/lib.aspx?id=313
.
Il secondo è più “recente” ma non meno importante. Correva l’anno 2013, gennaio: leggete per intero e incorniciate questo articolo a firma Alberto Statera comparso su Repubblica con il titolo "Massoneria. Quegli uomini in nero nascosti tra politica e affari" vedi articolo intero https://www.dirittiglobali.it/2013/01/massoneria-quegli-uomini-in-nero-nascosti-tra-politica-e-affari/.
Leggiamo un paio di stralci:
“… Racconta Geronzi,
campione per un trentennio dei poteri trasversali nelle memorie consegnate a
Massimo Mucchetti: «Una volta andai a trovare nel suo nuovo ufficio in Vaticano
un importante prelato che era appena stato elevato alla porpora cardinalizia.
Nell’avvicinarmi alla sua scrivania rimasi di sale. Sul montante lungo era
applicato un tondo che recava in bassorilievo i simboli massonici». Curioso,
peraltro, lo stupore dell’ex banchiere “di sistema” visto che il suo sodale
Gianni Letta è il trait d’union tra chiesa, Opus Dei e massoneria, ruolo che
per tre lustri ha svolto con passione da Palazzo Chigi e che ha continuato a
svolgere imponendo alcuni catto-massoni nel governo di Mario Monti. Il
quale ha dovuto smentire la sua affiliazione: «Non sono massone e non so
neanche bene cosa sia la massoneria». Sarebbe un torto all’intelligenza credere
che davvero il presidente del Consiglio, ex presidente della Bocconi, ex
commissario europeo e grande consulente della finanza internazionale da
decenni, frequentatore di tutti i consessi del potere mondiale, a cominciare
da Bilderberg, non sappia che cos’è la massoneria. Ma il Gran Maestro del
Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi si era forse spinto un po’ troppo oltre
quando aveva dichiarato: «Mario Monti è un gran galantuomo, potenzialmente ha
tutte le carte in regola per essere un ottimo fratello»”. Poi, più avanti: “… l’Accademia
degli Illuminati, che si richiama agli Illuminati di Baviera e si riunisce una
volta l’anno a Roma. Tra i suoi adepti, Di Bernardo colloca più o meno
esplicitamente, come ha confessato al giornalista Ferruccio Pinotti, anche il
presidente di Intesa San Paolo Giovanni Bazoli, oltre a Vincenzo De Bustis,
il banchiere considerato vicino a D’Alema che portò al Monte dei Paschi per un
prezzo considerato allora esorbitante la Banca del Salento. E poi ancora Carlo
Freccero, ex Fininvest e poi Rai, Rubens Esposito degli Affari legali Rai,
Sergio Bindi, ex consigliere Rai e antico portaborse del democristiano
Flaminio Piccoli, Severino Antinori, specialista della fecondazione assistita,
il filosofo Vittorio Mathieu, il generale Bartolomeo Lombardo, ex Sismi.
Banche, informazione, medicina, cultura, Servizi segreti, non manca niente. Ma
la Rai sembra un luogo privilegiato di coltura della massoneria se è vero, come
testimonia il professor Aldo Mola, che a un certo punto al Grande Oriente
giunse in dote una Loggia coperta, retta dal Venerabile Giorgio Ciarocca, di
cui facevano parte Cesare Merzagora, Eugenio Cefis, Giuseppe Arcaini
dell’Italcasse, nonché Guido Carli, Enrico Cuccia, Raffaele Ursini, Michele
Sindona e Ettore Bernabei, notoriamente soprannumerario dell’Opus Dei”. Tanto
si legge e non sappiamo se alcuni tra inomi citati hanno smentito o querelato
Statera.
Ricordate bene il contesto politico: i famigerati “governi tecnici”
prima di Monti e poi di Draghi e cercate di ricordare chi hanno nominato ai vertici
Rai.
Ancora qualche passo avanti e indietro nel calendario. Correvano
gli anni dal 2004 in poi e a Milano si indagava sul crack di una società di sondaggi
di proprietà di Luigi Crespi. Vennero fatte intercettazioni e, nel 2011, vennero
rese note da Repubblica e si venne a conoscenza della famigerata Struttura Delta e spuntò fuori il nome di Deborah Bergamini, oggi nota parlamentare
di Forza Italia. Altri nomi erano Mauro Masi, Clemente J.Mimun (vedi celebre
dialogo con la Bergamini https://www.repubblica.it/dossier/politica/struttura-delta-rai/2011/06/17/video/la_rai_cosi_non_gli_serve_linformazione_un_presidio_anti-guai-423028454/
) Alessio Gorla e Gianfranco Comanducci (ed altri nomi più o meno noti rimasti occulti
per molti ma non a tutti). Leggi pure articolo a firma Beppe Giulietti di luglio
2011 con il titolo “Struttura Delta? No, loggia P2” vedi https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/04/struttura-delta-no-loggia-p2/139651/
. Sempre a luglio si apprende che la Rai ha aperto una indagine che
porterà poi alle “dimissioni” della Bergamini (prima sospesa nel 2007 e poi uscita
di scena a gennaio 2008 con un lauto compenso). Il Cda in carica era composto
da bei nomi: Petruccioli presidente, Cappon DG e consiglieri del calibro di Rizzo
Nervo, Curzi e Rognoni.
Morale, la “stuttura Delta” formalmente viene dissolta ma
gli epigoni, gli amici, i parenti e i conoscenti palesi o occulti, in sonno o
ben svegli, rimangono tutti saldamente ai loro posti di comando e molti di loro,
tutt’ora, sono in grado di influenzare candidature e nomine. Interessante rileggere
il volume “Propaganda - l'origine della più potente loggia massonica” e trovare
un paio di nomi di assoluta attualità. Vedi https://www.fnsi.it/propaganda-lorigine-della-piu-potente-loggia-massonica
.
Su questo tema andremo avanti: ci potrebbero essere
interessanti aggiornamenti.
Torniamo per un attimo all’attualità. Nei giorni scorsi è
comparsa un’intervista dell’AD Rai Giampaolo Rossi che, ad una prima lettura, non
meritava nemmeno una riga di commento. Poi, a ben rivedere, un paio di “cosette”
meritano di essere annotate. Riportiamo due titoli di oggi: la Stampa con “C’era
una volta RaiTre ora è dietro a La7 e Italia Uno. Mediaset supera la Tv di Stato”.
Rossi sembra gongolare: “missione compiuta”!!!. Poi ci pensa il Fatto Quotidiano
a fare due conti e titola “Bilancio Rai. I conti (in perdita) smentiscono i
trionfalismi”.
I consiglieri del giorno dopo tacciono.
bloggorai@gmail.com

Nessun commento:
Posta un commento