lunedì 6 luglio 2026

La Civiltà delIe Immagini 2026 n. 28: tra la Meloni, Trump e la RAI

By Bloggorai ©

“La fotografia è una mannaia che coglie nell'eternità l'istante che l'ha abbagliata.” H.C.B.

La prima immagine è di assoluta attualità e racconta bene l’aria che tira sul piano politico nazionale e internazionale: oggi Trump che per l’ennesima volta sbeffeggia la Meloni. Posto che, in simili circostanze, ci verrebbe da essere solidali con la nostra capo di Governo, il quadretto di oggi merita una nota. Già nelle precedenti occasioni le scene delle relazioni personali tra i due personaggi erano assolutamente chiare nel loro “racconto”: la postura, gli sguardi e gli ammiccamenti erano in grado di stabilire perfettamente i rapporti di forza tra Trump e Meloni. L’immagine di oggi coglie la Meloni in un frammento espressivo caratteristico della compiacenza: a Roma si direbbe della “piaciona”. Del resto, la Meloni ha un percorso di solidarietà e sudditanza con Trump di tutto rispetto: vedi quando lo propose per il Nobel per la Pace a gennaio scorso.  Tutto torna: le carte, ovvero le immagini, cantano.

La seconda immagine potente e ricca di significato è quella del Papa a Lampedusa lo scorso 4 luglio mentre guarda la “porta d’Europa” rivolta verso le sponde d’Africa. È una sberla visiva/sonora in faccia a tutti i vari nazionalisti, razzisti, primatisti e “remigrazionisti” dell’ultima ora. È uno schiaffo in faccia pure ai vari governi, europeisti e atlantisti della prima e della seconda ora, agli amici e ai sodali del di cui sopra: torniamo sempre alle radici politiche e culturali di questo squarcio di secolo dove i “cattivi” trovano spazio laddove i “buoni” lo lasciano libero. Il “cattivo “ Trump nasce e si sviluppa sulle praterie abbandonate dai democratici USA che, da non dimenticare mai, fini all’ultimo istante hanno mantenuto la candidatura dell’anziano Biden e last minute si sono inventate la Harris.

La terza immagine è dentro casa nostra e ci avvicina ai temi che interessa noi lettori di Bloggorai: la Rai e il Servizio Pubblico. La foto è dei leader del “campo largo” apparecchiati in trattoria, felci e gaudenti come ad una festa di matrimonio. A ben vedere e ben sapere, l’immagine è terrificante più per quanto non espone che per quanto si osserva. Leggiamo oggi su La Stampa: “Il campo largo dei rinvii, il programma comune slitta ad ottobre”. La distonia dell’immagine è tutta nella consapevolezza di ciò che manca: manca appunto il programma elettorale con le elezioni alle porte, manca il/la leader che nessuno sa ancora come verrà scelto e financo manca il “nome” che verrà dato alla coalizione che vorrebbe/dovrebbe battere la Meloni. Aggiungiamo noi: manca anche una “visione” (non quella che si trova dall’ottico) sulla Rai e sul Servizio Pubblico. Quello che è successo nei giorni scorsi con le dimissioni dei parlamentari della Vigilanza è un tassello ma non è un disegno. Il disegno sarebbe dovuto essere un testo di riforma che invece si è trasformato in emendamenti sgangherati al testo di governo (ne abbiamo scritto in abbondanza) che, comunque, giace sepolto nei cassetti del Senato. A quel tassello delle dimissioni in Vigilanza  ne doveva seguire uno complementare e conseguente con le dimissioni dei componenti il Cda, di Majo e Natale, che invece come gli ultimi giapponesi resistono a guardia del bidone ormai bucato. Come ha dichiarato Natale in una intervista a Domani, a firma di Lisa di Giuseppe, per “… marcare ripetutamente i molteplici punti di dissenso per mantenere con questa presenza un ruolo di controllo e denuncia”. La parola, il termine “opposizione” non gli esce fuori nemmeno con le tenaglie per non dire del “controllo” laddove è difficile sapere dove e come è stato esercitato, forse il giorno dopo con un comunicato stampa.

Chiudiamo con una immagine che non vi mostriamo perché gli siamo solidali (età) e che possediamo (solo a gentile richiesta): Marano, il presidente Rai f.f. o pro tempore che dir si voglia, placidamente appisolato come uno ospite di Villa Arzilla mentre guarda l’ennesima replica di Montalbano. Era in prima fila, accanto a tutto il Cda con facce tremebonde e accigliate, mentre venivano presentati i prossimi palinsesti d’autunno ad Ancona dove il massimo dell’invenzione e della novità sarebbero due speciali con un noto cantante e una serata con Benigni. Non ci poteva essere immagine di sintesi migliore per illustrare la Rai in questo momento storico. Grazie Marano!

Sempre La Stampa nei giorni scorsi ha titolato “Caos Rai. L’ira di Meloni “se rivinco caccio tutti”.  Ci verrebbe voglia di tifare per la Meloni ma non lo faremo.

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