“Ma bomba o non bomba noi arriveremo a Roma, malgrado voi…”
A.V.
Un nido di vespe, infestato da calabroni e circondato da
vipere: vietato avvicinarsi e sperare che questi simpatici animaletti possano avere
un atteggiamento amichevole verso gli umani. Eppure, eppure, fanno parte “dell’ambiente”
e appartengono ad un ecosistema dove assumono un ruolo importante, seppure
fastidioso e pericoloso. Basta saperlo e non confonderli con innocenti farfalle
o simpatici orbettini-
Bloggorai lo ammette: fatica a scrivere su questo tema. Anche
noi siamo attenti e “prudenti” e “fiduciosi che la Magistratura faccia il proprio
lavoro” (oddio, mica poi tanto, visti gli storici precedenti). Abbiamo partecipato,
sostenuto e difeso non tanto e non solo la persona Ranucci quanto più sosteniamo
e difendiamo un inviolabile diritto a sapere e conoscere attraverso il Servizio
Pubblico e l’inderogabile dovere di un giornalista a porre domande, sollevare
dubbi, e cercare verità. Se Lavitola è stato o meno il mandante della bomba
sotto casa di Ranucci e quale che sia il movente (posto che i due elementi sono
in assoluto legame tra loro) saranno i magistrati a dirlo.
Noi ci limitiamo a ribadire, ad osservare e riportare quanto
sappiamo su un solo elemento derimente: il personaggio Lavitola con tutta la
sua storia fino a che punto si può considerare un “amico affettuoso incapace a
farmi del male” come sostiene Ranucci. Fino a che punto il famigerato ristorante
di Monteverde si può considerare solo un piacevole luogo dove mangiare pesce
fresco e non un trafficatissimo crocevia di faccendieri, trafficoni, spioni,
agenti più o meno segreti o deviati, grembiulini di varia foggia o noti
prelati, giornalisti con il pelo sullo stomaco in caccia di notizie riservate o
di succosi retroscena?
Su questo argomento, per ora, siamo costretti a fermarci qui:
troppa carne al fuoco, troppa polvere negli occhi e soprattutto necessario
chiarire bene il contesto politico perché è del tutto evidente che non si può
derubricare la faccenda a “pericolose relazioni personali e professionali” o a cercare colpevoli solo tra quattro scalzacani. C’è
tanto ancora da sapere e ci sono tanti di più da scoprire. Tanti personaggi che appaiono nell'ombra. Ribadiamo: nulla avviene
mai per caso.
Invece abbiamo intenzione di chiudere un capitolo: non chiedere
più le dimissioni dei due consiglieri di Majo e Natale. Ci siamo resi conto che
si tratta di una proposta inutile, irrilevante e perditempo. Se rimangono in
meno a puntellare o sorvegliare (il giorno dopo) questo Cda, questi Rossi&C
non cambia assolutamente nulla: il Cda Rai può fare benissimo a meno di loro
(ci sono esperienza con un Cda con tre soli componenti). Del resto, stiamo
ancora cercando di capire per cosa, per quali iniziative o per quali risultati finora
la loro presenza passerà alla storia della Rai. Tutto il resto è solo fumo, come
quello che ha segnato la nota esperienza della “società civile” in Cda Rai.
bloggorai@gmail.com
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