Del tutto casualmente, in un tardo e caldo pomeriggio di metà luglio, cercando disperatamente di mettere in ordine la libreria, è balzato agli occhi il dorsetto di una vecchia edizione de La Tempesta di Shakespeare.
Ma oggi non parliamo di sogni quanto invece di diavoli
ovvero di diavolerie inimmaginabili. Difficile, infatti, immaginare il
complesso e, appunto, diabolico intreccio politico al quale stiamo assistendo
su ogni piano di nostro interesse. Sul piano internazionale, difficile
immaginare l’avvento e le devastazioni in corso dell’era Trump e di quanto è
capace di fare. Sul piano nazionale, difficile immaginare quale potrà essere il
quadro politico che ci attende il prossimo anno con le variabili imprevedibili
dei Vannacci da una parte e dei vari centristi o “moderati” dall’altra. Sul
piano del Servizio Pubblico e della Rai non ne parliamo proprio: si sta
realizzando la tempesta perfetta dove potrebbe affondare ogni speranza di
salvataggio di una barca che prende acqua da tutte le parti.
Ieri abbiamo scritto che la faccenda Lavitola/Ranucci appare
come un missile a testata multipla che “… colpisce tanti obiettivi, anche in
modo differenziato nello spazio e nel tempo”. Ieri abbiamo pure scritto, tra i
punti fermi di questa vicenda, che “G: Ranucci in Rai era in “sofferenza” da
tempo: taglio di budget, riduzione di puntate e spostamento in altra giornata
meno favorevole per dare posto ad altri personaggi (esterni alla Rai)
prontissimi a prendere il suo posto qualora Ranucci non conducesse più Report”
e il giorno prima abbiamo scritto che “Colpisci Report e colpisci una delle
parti nobili della Rete e, seppure lo mantieni in onda, avvii un processo di
delegittimazione strisciante …”.
Ebbene, una testata del missile è arrivata a destinazione
(con le coordinate di puntamento fornite dai vari esponenti dei partiti di
governo e dei giornali che li supportano): le repliche di Report previste per questa
estate sono state sospese dalla Rai nonostante non ci sia alcun legame tra le
due storie e che le indagini siano ancora in corso. È grave ma non ci sorprende
più di tanto proprio per quanto abbiamo detto prima e ci riconduce a quanto
abbiamo scritto in epoca non sospetta, quando abbiamo partecipato a Piazza
Santi Apostoli a Roma per solidarizzare con Ranucci: la sua difesa andava fatta
e irrobustita prima e non dopo. Le quatto puntate sottratte, i tagli di budget
e lo spostamento di messa in onda andavano ottenute subito. Ora è tardi, forse troppo
tardi: i soliti comunicati stampa del giorno dopo dove si chiedono “chiarimenti
all’AD”.
Un’altra testata di questo missile è indirizzata alla nostra
sensibilità politica (non ci azzardiamo a definirla coscienza). Più passano le
ore e più aumentano i dubbi, le incertezze e la confusione. Aumentano i commenti
stupiti o sorpresi di chi “non sapevo …” o di chi “devo capire meglio…” o
ancora di chi “non so cosa dire …”. Le dichiarazioni ufficiali, le interviste
(ieri di Ranucci al Corriere e poi Lavitola al Tg1) non aiutano a fugare le
incertezze. Stamattina il Corriere titola in prima pagina “Le riunioni in Rai con
Lavitola in redazione”. Leggiamo attentamente: “Sono i giornalisti di Report a
raccontare al Corriere di averlo visto bazzicare tre o quattro volte in redazione
o sotto gli studi Rai”.
Vorremmo non crederci. Vorremmo credere che possa essere una
“suggestione giornalistica”. Semmai invece fosse vero e verificato: che ci
faceva Lavitola a Via Teulada? A che titolo era in redazione? Il Corriere riferisce
di aver riscontrato il suo ingresso una sola volta, addirittura nel 2021.
Vorremmo chiudere in fretta, subito, questa brutta pagina e
guardare oltre e, segnatamente ai mesi che aspettano prima delle elezioni. Vorremo
essere prudenti e porci in “fiduciosa attesa dell’esito delle indagini” ma sappiamo
bene, benissimo, che questa fiducia non è sempre ben riposta e che potrebbero
essere tempi lunghi, lunghissimi, quanti ne bastano per far arrivare a
destinazione tutti le altre testate esplosive del missile e produrre danni
irreparabili.
Abbiamo tanti altri argomenti di sui scrivere e, forse, un
altro obiettivo del missile è proprio nel voler distogliere l’attenzione da
altri temi che pure non sono meno rilevanti. Una sorta di “effetto Garlasco”.
bloggorai@gmail.com


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