domenica 26 luglio 2026

CLAMOROSO: l'acqua fresca in prima pagina!

By Bloggorai ©

“Non scriviamo tutto quello che sappiamo ma sappiamo bene quello che scriviamo”.

Ha suscitato un certo rumore la dichiarazione di Ranucci intercettato dove sostiene che in Rai ci sarebbe “… un po' di mafia e massoneria”. Stupore, sorpresa, grande scoop, novità inaudita. Hanno messo l’acqua fresca in prima pagina e la chiamano “notizia”.

Andiamo con ordine e invertiamo l’ordine dell’affermazione: ci sarebbe prima la massoneria e poi la mafia.

Molti, tanti, dimenticano facilmente che la Rai è stata al centro del mirino della Loggia P2 del Venerabile Gelli che secondo quanto letto nel famigerato “Piano di Rinascita Democratica” andava messa sotto controllo insieme agli altri media. Nell’elenco degli affiliati alla P2 ritrovato a Castiglion Fibocchi figuravano diversi nomi Rai: da Paolo Frajese a Gustavo Selva, da Giampaolo Cresci a Franco Colombo. Alcuni smentirono: iscritti a loro insaputa. 

Certo è che per la P2 la Rai era (forse è ancora) un obiettivo prioritario: andava controllata o almeno ridimensionata. Negli anni a venire non si è più parlato direttamente di “massoneria dentro la Rai”: tutti o tanti in “sonno” o sotto mentite spoglie. “Sei massone?” …” Chi, io ??? ma quando mai, anzi…”. Certo è che il “Piano Gelli” ha trovato in seguito molti lettori interessati (e non tutti della sua stessa parte politica).  

Salvo ricordare un piccolo “incidente di percorso” che vide interessato Carlo Freccero che nel 2002 partecipa alla fondazione di una associazione massonica (gli “Illuminati”) che poi, nel 2006 precisò in una intervista a Panorama che: “Ho firmato l’atto di fondazione perché me lo aveva chiesto un amico. Sono una persona curiosa e mi interessava conoscere questi ambienti, ma mi sono subito dimesso. Erano riunioni noiosissime, per nulla divertenti”. Capitolo chiuso.  

Che Ranucci possa aver dichiarato che in Rai c’è “un po’ di massoneria” sembra quasi un innocente eufemismo. Il tema è quanto “po’ ” ovvero sapere quanti sono, chi sono, quanto pesano e quanto sono in grado di influenzare l’Azienda. Ovvero pure, intenderci bene per cosa si intende con "massoneria".

Infatti, “massoneria” è un termine troppo vago e generico: dice tutto e non dice nulla, pari e patta con l’altro termine “mafia” che può significare un sistema, un metodo, un modello associativo criminale o financo un modo di pensare e agire sottinteso, occulto del genere “ahummm …ahummm” ovvero “tu sai che io so che noi sappiamo”. 

Su questo tema (mafia e Rai) ci sarebbe da scrivere un capitolo a parte: ricordiamo un “piccolo” fatto non lontano nel tempo: il film Magma sulla storia del delitto di Piersanti Mattarella, seppure proposto prima alla Rai, non è mai stato mandato in onda e invece lo ha fatto La7 e Netflix. Perché? “faranno sapere” e ancora siamo in attesa di sapere perché la Rai non lo ha mandato in onda. 

Il filo, il tondino di acciaio da carpenteria che annoda i due termini "mafia e massoneria" invece è molto chiaro e facilmente percettibile ed ha un nome: poteri forti. I cosiddetti “poteri forti” assumono varie forme, forza e influenza e sono da decenni annidati e accampati felicemente nei meandri della Rai.  

Li elenchiamo in ordine sparso, e magari qualcuno ci sfugge. Il primo, assoluto e quasi totale, è il potere forte della Politica con la P maiuscola: è in grado di proporre AD, presidenti di fatto e pro tempore, consiglieri e direttori scelti con il cilindro di Mago Magò, senza confronti e senza criteri trasparenti.  A seguire, con vari pesi e ramificazioni: il “potere” economico delle grandi Banche (una in particolare) in grado di piazzare amici fidati, fidatissimi. In parallelo, il potere finanziario (vedi operazione Rai Way). Poi si apre il vasto scenario di due sottopoteri non meno potenti: quello delle grandi case di produzione e quello degli agenti artistici in grado di influenzare prodotti e contenuti, palinsesti e personaggi dello spettacolo (e del giornalismo). Poi ci sono le case discografiche.

Poi ci sono le “piccole lobby” che ovviamente nulla hanno a che fare con i termini “massoneria o mafia” direttamente o indirettamente ovvero una pletora di faccendieri di medio basso calibro. Si tratta di enti turistici con i vari “festival” o “Premi” variamente assortiti e variamente affamati di occupare un piccolo spazio di messa in onda del loro “brand” quale che esso sia con il nome di un’acqua minerale o il cartello con il nome dell’ameno paesello alpino. Infine, non ultime, le case editrici ovvero gli editori, cartacei anzitutto ma implicati anche nel mondo della produzione tv. Ovviamente, tra le “piccole lobby” (si fa per dire) non mancano quelle di carattere “privato” ovvero culturali, religiose o sportive. Ad adiuvandum: vogliamo ricordare la "lobby" dei giornalisti?

Ce n’è per tutti, la Rai è una madre molto generosa, con i soldi pubblici.

bloggorai@gmail.com 

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