Correva l’anno 1948: raccontano le cronache e viene spesso usato
come paradigma di campagna elettorale brutta, sporca e cattiva, un episodio che
sarebbe successo durante la competizione per le primarie democratiche in Texas
tra Lyndon B.Johnson e il suo avversario Coke Stevenson. Quest’ultimo sembrava che
nei sondaggi fosse in vantaggio sul suo rivale che non sapeva come arginare. Allora,
sembra che Johnson diede ordine ai suoi collaboratori di far girare la notizia
secondo cui Stevenson “faceva sesso con le galline”. Al che, gli
obiettarono gli stessi collaboratori, che una cosa del genere non sarebbe stata credibile agli occhi
degli elettori e Johnson rispose “Lo so, Ma facciamo in modo che quel figlio
di puttana debba smentirlo”. Quello che diventerà il futuro presidente USA
vinse le primarie con soli 87 voti di scarto e, al solito, fioccarono le accuse
di broglio. La stampa se ne guardò bene da riportare una accusa del genere infamante
e inverosimile del senza uno straccio di impossibile prova e il “povero
Stevenson” non si prese mai cura di rispondere pubblicamente: certo non poteva
ammettere e tantomeno smentire questa "notizia". Fatto sta che la “voce”
circolò e gli fece gran danno: la macchina del fango è stata inventata ed ha funzionato perfettamente. L’episodio,
curiosamente, divenne noto solo molti dopo, nel 1972.
Tutto questo per dire che con la campagna elettorale appena
iniziata, c’è da attenderci di tutto. Come abbiamo scritto, questo Governo e
qualche suo potenziale alleato si gioca la sua sopravvivenza ed è lecito
attenderci che tutti gli strumenti saranno adoperati. Certo, sarà difficile pensare
che possano usare uno stratagemma a quello delle galline epperò non ci stupirebbe
più di tanto che qualcuno possa inventarsi qualcosa di bizzarro.
Del resto il retroterra culturale di questa destra è un certo
Steve Bannon, il teorico della moderna “macchina del fango” inaugurata nel 2018 con la
ormai famosa frase “La vera opposizione sono i media e il modo per gestirli
è inondare il campo di merda”. I quattro pilasti della sua “dottrina” sono:
A alimentare, produrre e diffondere notizie, mezze notizie, falsità o comunque
complotti e sospetti; obiettivo è saturare lo spazio e il tempo di reazione. B:
alimentare equivoci, il dubbio, la confusione e l’incertezza ovvero “tutti mentono”
C: alimentare l’odio, lo scontro, la contrapposizione, la polemica su tutto il possibile.
D: per vincere le elezioni è necessario saper comunicare e toccare le corde emotive
dell’elettorato (la paura) e lo strumento principale è il linguaggio, la
comunicazione, la presenza nei temi prevalenti, la gestione del mainstream.
Ecco allora che arriviamo alla Rai, ovvero il primo e
assoluto “campo di battaglia” dove, curiosamente tutto (o molto) nasce e tutto
(o molto) termina. Certo, ci sono i “social” che ormai bypassano l’informazione
del Tg1 o l’inutile e costosa RaiNews24 ma la presa sulla prevalente “narrazione”
del Paese sembra essere ancora parzialmente ancorata ai modelli di racconto sociale che il Governo di turno non può e non deve mollare. Inondare i notiziari di
cronaca nera (Garlasco insegna) può portare voti.
Siamo costretti a tornare sulle vicende di questi giorni. Perché,
comunque vada e in attesa di conoscere moventi e mandante (o più di uno), è stato
alimentato e diffuso, direttamente e indirettamente, un gran polverone.
Nel mentre e nel quando Rai, il Servizio Pubblico, da molti
anni ma più segnatamente in epoca recente e segnatamente con questo Cda, sembra
divenuta la Fossa delle Marianne, il Triangolo delle Bermude dove tutto (o molto)
si perde nel mistero. Ed è in questo groviglio di scheletri nell’armadio, di detto
e non detto, di cose fatte o omesse, di “democristianitudine” diffusa che si aprono le praterie dove scorazzano i “nuovi” o vecchi destri.
Per non dimenticare:
A: perché è nato questo Cda contro il già presente EMFA e
contro l’accordo tra PD, M5S e AVS su “prima la riforma e poi le nomine”?
B: perché non è stato nemmeno tentata la verifica sula
legittimità del “doppio presidente” Agnes designata dal Governo e Marano nominato
dal Cda?
C: perché non è stato fatto un tentativo alternativo di
proposta di un presidente di garanzia espresso dall’opposizione?
D: perché 5 minuti dopo le dichiarazioni di Rossi sullo
smantellamento di Rai Tre non è stato richiesto un intervento giuridico di verifica
per un possibile danno erariale?
D: perché nei giorni scorsi i parlamentari della Vigilanza
si sono dimessi senza alcuna prospettiva di soluzione immediata del problema “presidente
Rai”?
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