Bloggorai soffre, da tanti anni, di disturbi del sonno. Succede,
spesso, di svegliarsi nel cuore della notte, solitamente intorno alle 3. In quei
momenti, dopo varie giravolte nel letto come un serpente, o mi alzo e vedo la
Tv o mi metto la cuffia e ascolto la radio. Oppure, rimango immobile e mi arrovello il cervello con
qualche dubbio esistenziale. La notte appena conclusa è stata micidiale: un
incubo mi si parava dinnanzi. Quanti figli segreti, illegittimi, adottati o
sconosciuti ci sono nel mondo o tra i miei amici o tra le lettrici e i lettori di Bloggorai? Quanti segreti inconfessabili si celano dietro e dentro le famiglie,
siano pure composte da una sola persona? Fino a ieri sera si pensava che solo Maradona,
Einstein, Mitterand, Franco Califano o Steven Spielberg avessero segreti di
famiglia nell’armadio. E invece no!!!
E invece, con un sobbalzo, ieri sera, alle 19.56 abbiamo scoperto
dai titoli del Tg1 che pure Raffaella Carrà aveva un figlio adottivo di
cui non sapeva nulla nessuno. Ma porcaccia la miseria, con tutti i giornalisti investigativi
che ci sono in giro, in Rai, con tutte le trasmissioni di approfondimento giornalistico,
nessuno si è preso mai la briga di indagare e farci sapere qualcosa sulla vita
privata di Raffa nazionale? Doppio porcaccia la miseria, ci stanno trapanando tutto il
trapanabile con Garlasco e nessuno ha avuto mai il dubbio che invece c’era una
notizia del genere sottotraccia? Triplo porcaccia la miseria : il Tg7 di Mentana, il mio preferito, ci scassa tutto lo scassabile con guerre, referendum e politica varia e non ha
detto una parola sul segreto di Raffaella. Pazzesco, un buco giornalistico
clamoroso, una svista imperdonabile. Nemmeno il Quarto Segreto Fatima ha avuto
lo stesso trattamento. Scorriamo le prime pagine dei giornali di oggi: il Corriere
(il mio preferito!!!) gli dedica una grandissima foto in prima pagina e, per di
più, un fondo di Gramellini sullo stesso argomento! Fenomenale Corriere! Bravo!!! Il giornalismo è una
cosa seria ed è anche giusto, ogni tanto, alleggerire il clima da tante notizie
nefaste che girano … e che diamine!!! Degli altri quotidiani, Repubblica relega
la notizia in fondo della prima e il Messaggero, Libero e Resto del Carlino
sparano una grande foto della Raffa nazionale. Che goduria al pensiero che da
oggi in poi sul figlio di Raffa ci camperanno di rendita tutte le trasmissioni
di intrattenimento giornalistico del Servizio Pubblico. Basta con la dittatura
del solo Garlasco!!!! Infine, quadruplo porcaccia la miseria: ci dicono che nella
corposa rassegna stampa Rai di oggi non un solo articolo riporta la notiziona del
figlio segreto di Raffaella: Azienda ingrata, servizio pubblico con le minuscole,
ignobile!!! Vergogna!!!
Mumble ... mumble…nel cuore della notte vengono in mente
tanti pensieri. Un ricordo personale: mio padre, un giorno lontano, mi disse: “Hai
una sorella segreta che vive in Veneto, ma tua madre non vuole che si sappia”. I
miei genitori si sono poi portati via questo segreto con la loro scomparsa. Un giorno si potrà scrivere: "Scoperta una sorella illegittima di Bloggorai!!!" Ed ecco
allora che il tema “segreti in famiglia” diventa un argomento importante. E, riflettendo
e mettendo insieme tanti pezzi, si compone un filone di riflessione che merita
interesse mediatico: la famiglia e i suoi segreti.
Lo spunto ci viene da una notizia di questi giorni: una coppia
di genitori, arrestati, facevano traffico di materiale pedopornografico di
immagini dei propri figli. Sorprendente? Scandaloso? Non più di tanto.
Dio, Patria e Famiglia. Questa triade religiosa, etica e culturale
della destra, nostrana e globale, ne ha fatto la sua bandiera identitaria e, in
particolare, sulla “difesa della Famiglia” ha costruito maldestri tentativi di
difesa da pericoli incombenti specie dal suo esterno (magistratura o migranti pericolosi
e insidiosi, fa lo stesso): il Presidente del Senato, La Russa, incontra “la
famiglia del bosco”.
Nella storia della cronaca buia, nera o grigia che dir si
voglia, antica o recente, si avvertono due tratti ricorrenti ed evidenti. Il
primo è il suo ambito prevalente, dove gli episodi o le vicende si formano,
maturano, si svolgono e si concludono con esito drammatico: la famiglia. Il
secondo è la sfera di interesse ovvero il “clima” sociale, culturale e
religioso in cui avvengono: il sesso.
Dentro la “famiglia” si forma il primo approccio alle
relazioni umane dove anzitutto la “violenza” è un elemento importante: i
genitori con la sculacciata o lo scapaccione del “… quando ci vuole ci vuole”
oppure “se lo è meritato” oppure ancora “me lo ha tirato dalle mani”. E poi, in
parallelo, il mondo complesso e spesso omertoso della sessualità spiegata o
ignorata in famiglia: da “i bambini li porta la cicogna” per finire a “Sei
ancora troppo piccolo/a per saper certe cose”. Non è un caso che questo Governo
ha voluto impedire l’avvio dell'educazione sessuale nella scuola.
Senza scomodare oltremodo le antologie del crimine moderno è
sufficiente elencare i casi più rilevanti e significativi degli ultimi decenni
dove Famiglia, crimine e sesso si coniugano spesso: dalla scomparsa di
Emanuela Orlandi con ancora sconosciuti i possibili torbidi retroscena che
puntualmente emergono ai vari casi “Erika e Omar, orrore a Novi Ligure. Il
delitto di Cogne. Pietro Maso a caccia dei soldi dei genitori. Benno Neumair,
un figlio “difficile”. La confessione di Ferdinando Carretta. L’omicidio di
Saman Abbas Il misterioso delitto di Avetrana. Il controverso caso di Alex
Pompa” come elencati in un interessante saggio dal titolo, appunto, “Delitti di
famiglia” di Bruno De Stefano con il sottotitolo “Gelosia ossessiva,
invidia, denaro, tradimenti, abbandoni, depressione, follia: gli omicidi
all’interno del nucleo familiare sono sempre più numerosi”. Da questo
elenco ne mancano tanti altri che vedono i due elementi di cui sopra variamente
intersecati tra loro (Famiglia e sesso) dove il più noto e contemporaneo di cui
si dibatte molto in Tv è il caso Garlasco.
Per non dire dei femminicidi che nel 2025 ha raggiunto la
cifra di 97 (dati Viminale) donne uccise prevalentemente in ambito familiare.
Secondo l’ISTAT “… sono i partner con cui la donna ha una relazione al momento
della morte (coniugi, conviventi, fidanzati) a compiere il maggior numero degli
omicidi nella coppia (il 47,4%), mentre sono il 6,0% gli ex partner (ex
coniugi, ex conviventi, ex fidanzati)”. Inoltre, sempre l’ISTAT, ci dice che
“…Sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne che hanno subito almeno
una violenza fisica o sessuale a partire dai 16 anni di età: il 18,8% (circa 3
milioni e 764mila) ha subito violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali”. Non sappiamo nulla di quanto avviene al di sotto di quella età censita dall'ISTAT dove certamente ci sarebbe molto da indagare.
E la televisione, il Servizio Pubblico, come racconta queste
vicende? In epoca recente, nel 2023 e per due stagioni ha avuto inizio la serie
di documentari di Rai Due con il titolo, appunto, “Delitti in famiglia” a cura
di Stefano Nazzi. Poi nulla più. L’argomento non sembra godere di particolare
attenzione specie se rivolto ad indagare i segreti inconfessabili che si celano
dietro le famiglie solo apparentemente “normali”, le stesse dove si celano i
mostri nelle forme di parenti, genitori, nonni, zii e insospettabili amici di
famiglia.
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