Forse, siamo alla frutta, ovvero alla canna del gas ovvero
di fronte al binario dal quale è partito l’ultimo treno per Marienbad dove è
trascorso l’ultimo anno. Passata la “sbornia” delle Olimpiadi invernali e del “successo”
di Sanremo (non adeguatamente festeggiato con comunicati stampa di un consigliere
a caso esaltante) si torna ora alla sua banale quotidianità tra un Garlasco e
una fiction riciclata. La Rai, il Servizio Pubblico si sta perdendo nella
nebbia della sua irrilevanza editoriale, politica e culturale. Se poi fai notare
questi pensierini a qualcuno esegeta del ruolo della Rai e del Servizio
Pubblico ti guardano male e ti tolgono il saluto, specie se poi aggiungi che
tutto questo non è colpa o responsabilità solo di Telemeloni ma di tanti altri,
amici, compagni e conoscenti, che hanno avuto grandi responsabilità ma non lo vogliono
ammettere nemmeno sotto tortura. Ha dichiarato ieri Antonio Nicita (PD): “Quando
si pensa che si sia raggiunto il punto più basso Telemeloni supera se stessa”.
Abbiamo speranza. C’è ancora molto da vedere.
Però, tanto per intenderci: te
la prendi con Telemeloni se durante la trasmissione di punta di Rai Uno in prima
serata (quella che sostiene e diffonde il virus malefico della ludopatia) per
reggere la concorrenza di Mediaset si sono inventati la presenza di una
avvenente ballerina che ad un certo punto si presenta con un costumino
striminzito ai limiti del vedo/non vedo e poi, proprio l’8 marzo, sul profilo
X RaiOfficial si diffonde una sua foto accompagnata da una didascalia dove
si legge “Attenzione ⚠️ Queste immagini potrebbero
urtare la vostra sensibilità e anche il vostro apparato cardiorespiratorio”.
Poco dopo il testo è stato rimosso ma il danno è fatto e la certezza del dovere
di servizio pubblico è stato violato ed offeso. Tanto per intenderci: la “ballerina”
è sempre lì e il gioco dei pacchi va in onda da anni, tanti anni e nessun
consigliere si è mai scandalizzato.
Te la prendi solo con Telemeloni
se oggi leggiamo che “Auditel 2025. Mediaset è prima”. Italia Oggi
pubblica il report annuale Auditel dove si legge che “Mediaset archivia il
2025 con il 37,5% di share nelle 24 ore e Rai il 35,7%, meno dell'anno precedente con gli Europei di calcio
e Olimpiadi”. Gli ascolti non sono tutto nella vita della Rai ma sono tanto
per non tenerne conto. Specie se gli ascolti sono parametrati ai suoi obblighi
istituzionali: educare, informare e divertire. Rai, da tempo, non è in grado di
produrre autonomamente quasi nulla e pure quando ci prova (concorsi interni per
idee ovvero la vecchia Serra Creativa) non ne porta a casa una buona. E pure quando
si inventa un “nuovo spazio giornalistico” non trova una risorsa interna in grado
di andare in onda (vedi il Cerno della situazione su Rai Due al modico costo di
11 Mila euro a puntata).
Te la prendi solo con Telemeloni
se la Rai da decenni non ha un progetto editoriale per l’informazione? Oltre
2000 giornalisti e 8 testate (di cui una da sola, RaiNews 24, ne occupa circa
200 con ascolti intorno allo 0,6%)?
Te la prendi solo con Telemeloni se
la Rai non riesce a tappare i buchi, le voragini, aperte da decenni di inefficienze
e gestioni dissennate nonostante i costanti richiami della Corte dei Conti. Esempio
fresco fresco (questo certo Made in Telemeloni): la Rai ha indetto una gara (valore
poco meno di un milione di euro) per valutare “ … un servizio di analisi e congruità
delle produzioni audiovisive…” ovvero determinare se chi vince le gare su
acquisti, produzioni o co produzioni siano “ragionevolmente a costi di mercato”.
Surreale.
Te la prendi solo con Telemeloni se
dopo decenni di allarme sull’amianto a Viale Mazzini è stata necessaria una
determinazione delle Autorità sanitarie per far sgombrare il palazzo e andare di
gran carriera in quella specie di Centro Commerciale di Via Severo? Dopo la
pubblicazione del nostro Post sull’argomento ci sono giunte altre notarelle
degne di nota. La più interessante è quella che ci riferisce l’intenzione di
“chiudere” il palazzo il venerdì al fine di risparmiare costi di gestione. Fenomenale.
Poi, dettagli insignificanti: per prendere un ascensore devi fare la fila, come
pure gli spazi “sociali” sono quasi “estratti a sorte”. Ci è stata proposta una
domanda: chi e perché ha tanto spinto per quella sede? Chi e perché ha
spinto tanto per l’operazione di Milano? Chi e perché spinge tanto per la
vendita dei “gioielli di famiglia” di Venezia e Fiorenze? Per quanto riguarda
la nuova sede Rai di Via Severo “Sono state sottoposte ai vertici diverse
soluzioni, poi hanno deciso loro. Con quali criteri non è dato sapere. Comunque, meglio non parlarne, qualcuno si offende e se la prende a male” ci
ha detto una nostra fonte. Bloggorai la storia, forse, almeno in parte la
conosce e la racconterà, a partire del nome della persona che ha, che ha avuto e
che forse avrà ancora tanto successo nel futuro della Rai, di questa Rai (non inspiegabile,
anzi, spiegabilissimo e tutto nel solco di “non è solo Telemeloni”).
bloggorai@gmail.com

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