sabato 14 marzo 2026

La "democristianitudine"

By Bloggorai ©

Non scriviamo tutto ciò che sappiamo, ma sappiamo bene tutto ciò che scriviamo!

Le stagioni, grosso modo, si rincorrono perennemente quasi uguali tra loro. Le stagioni, grosso modo, si lambiscono tra loro, si confondono e mescolano i giorni in cui parte (o termina) l’una o parte (o termina) l’altra.

Le stagioni quindi possono essere una metafora perfetta per descrivere la mutevolezza delle faccende umane. Le “cose” cambiano insieme alle persone e non è mai sempre ben chiaro se sono le cose a cambiare prima delle persone o viceversa. Sono le persone che si adattano alle “cose” o sono le “cose” che si configurano alle persone e, in qualche modo, le precedono?

Parliamo di “democristianitudine” come fenomeno, come sindrome perfida e sottile, che si diffonde nell’aria come il primo profumo della stagione che cambia. È un virus, uno stato dell’anima, un pensiero profondo che si insinua dentro, nelle viscere, e cambia le “cose”. Ovvero, induce a cambiare la postura che ognuno assume nei confronti delle “cose”. Come la primavera, propone un leggero stato di torpore, di intorpidimento mentale e rende tutto più leggero ed evanescente, sobrio, moderato, dialogante e interlocutorio. Smorza le fregole estremiste e di opposizione dura e pura per lasciare spazio alle “aperture”, alle domande flebili, al dibattito pacato e al confronto sereno. In questo marasma, in questa palude ci si perde e si muta il “pelo”, ci si adatta e ci si conforma alle circostanze.    

Parliamo di Rai. Nei giorni scorsi, come appunto spesso succede, sono comparsi i soliti articoli sul prossimo “totonomine” ovvero il prossimo “valzer delle nomine”. Vedi Lisa di Giuseppe su Domani (https://www.editorialedomani.it/politica/italia/rai-ciannamea-palinsesti-nomine-n8me7xag oppure https://lespresso.it/c/televisione/2026/3/11/rai-marzo-caputo-risorse-umane-felice-ventura-capiredattori-tg2/60589 come pure ieri Il Fatto, a firma Gianluca Roselli, con il titolo "Rai, FdI va caccia di tre poltone ...". Solo per oggi non facciamo nomi. Oggi però il Sole 24 a forma Andrea Biondi pubblica un articolo che ci aiuta nella riflessione.

Bloggorai stesso ne ha scritto più volte. La nuova stagione di nomine è alle porte come l’arrivo della primavera: ci sarà certamente ma nessuno è in grado di dire con certezza quando avverrà, di che tipo e quanto peso avrà. Come per il cambio di stagione, si tratta di un passaggio che lascia tracce e quest’anno le tracce saranno più profonde ed incisive: saranno quelle che prepareranno la grande stagione del prossimo anno, il 2027 dietro l’angolo. Per questo meritano attenzione particolare.

Il “quando” possibile lo sappiamo: nel prossimo Cda del 19, prima del referendum. Ci appare però improbabile, conoscendo i “polli”, che qualcuno voglia o possa anticipare gli sviluppi politici che ci potranno essere all’indomani dell’esito referendario. Tant’è.  Il “come” e il segno che avranno è più complesso da decifrare. Ci sono da tenere in conto tre livelli in qualche modo tra loro comunicanti: il primo è nazionale con il rinnovo al vertice delle grandi consociate e partecipate dallo Stato. Il malloppo è grosso assai. Il secondo livello è quello Rai istituzionale: c’è sempre in ballo la nomina del presidente e la stabilità di questo Cda fino alla sua naturale decadenza (appunto, tra poco più di un anno). Il terzo livello è quello della “cucina”, ovvero di direzioni più o meno pesanti ovvero più o meno dotate di un budget consistente o di poteri operativi consistenti (vedi nuovo AD di RaiWay, con il modico compenso di oltre 500 mila euro, poi Risorse umane, poi palinsesto etc).

E’ proprio di Rai Way che dobbiamo parlare perché forse è il livello più rilevante, quello intorno al quale si giocano partite politiche molto complesse tra Lega &C. ma non solo. Il titolo del pezzo del Sole è “Rai Way ed Ei Towers, trattative sulla fusione verso un’ulteriore proroga”. Si riferisce allo slittamento del MoU (Memorandum of Understanding, giunto ormai al terzo rinvio e la partita è in corso dal 2016). La parte più interessante dell’articolo è certamente “… in questo quadro il dossier va avanti ma con passo cauto. La proroga servirebbe, così, ad evitare uno strappo e a tenere aperto un negoziato che nessuno, almeno per ora, vuole far saltare…”. Ecco il punto sul quale Bloggorai è tornato tante volte: il negoziato è fermo alla governance della futura società delle Torri e nello specifico lo è ancora più proprio oggi alla vigilia dell’uscita di scena dell’AD Cecatto (nonostante sembra che voglia fare carte false per rimanere  e ci crediamo bene ... con quel modico compenso!). In sintesi: Ei Towers/Mediaset da tempo, da anni, sono pronti, Rai no! E non sono pronti per tanti buoni motivi molti dei quali che si riconducono, appunto, alla “democristianitudine”.

Ne parleremo ancora: c’è molto da dire.

Bloggorai@mail.com

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