mercoledì 26 aprile 2023

La RAI e i suoi fantasmi minacciosi


I fantasiosi e sconclusionati ragionamenti che abbiamo riferito ieri, frutto di malsani e malevoli pensieri, sembrano aver stuzzicato qualche attento lettore. Sconclusionati ma non improbabili: spesso la realtà supera di gran lunga la più fervida fantasia e i personaggi con i quali Bloggorai si diletta a perdere tempo non sono del tutto improbabili e impreparati.

Oggi invece ci occupiamo di fantasmi.

Fantasma Numero A: Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Dopo tanti mesi di latitanza, si è insediata da tre (tre) settimane e ancora non ha dato segni di esistenza in vita, nonostante pure che sia aumentato il numero dei componenti. Eppure, già a leggere la sua definizione, dovrebbe avere avuto già modo di intervenire sull’indirizzo generale (Contratto di Servizio per la parte di sua competenza) e la vigilanza dei servizi (ascolti, Rai Way etc.). Però, ci dicono: “Stanno studiando le carte”… ahhhh è vero… nessuno nasce imparato. Del resto, ci siamo abituati: per occuparsi della RAI non è necessario essere esperti e competenti.

Fantasma Numero B: Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Lasciamo da parte per un momento, facciamo finta di niente, su come e quanto interviene sui problemi RAI (Nella recente presentazione del Rapporto Auditel alla Camera, il Presidente Lasorella nel suo intervento non ricordiamo di averla sentita citare, manco per sbaglio) e fermiamoci solo al fantasma conseguente apparso nei giorni scorsi: l’Osservatorio sulle Comunicazioni 1/2023. È un fantasma per modo di dire: esiste, è pubblico, accessibile facilmente eppure quasi nessuno l’ha visto e commentato. Eppure c’è materia per dibattere e riflettere sia per tutto il sistema delle telecomunicazioni, sia in particolare per la televisione e segnatamente per la RAI. Niente da fare: come se nulla fosse.

Fantasma Numero C: Mediaset. Si potrà pure dire “chissenefrega della Tv di Berlusconi, noi siamo Servizio Pubblico”. Leggete cosa ha dichiarato nei giorni scorsi il giovane Pier Silvio “… abbiamo agito velocemente per rimodulare tutta l’attività editoriale e commerciale, determinando anche una sensibile riduzione dei costi” che gli ha consentito di conseguire risultati “superiori alle attese”. Provate a fare il confronto il comunicato RAI sul Bilancio 2022. Il sistema delle televisioni è come quello dei vasi comunicanti e non è un gioco a somma zero: se qualcuno guadagna altri perdono. La pubblicità e i telespettatori sono variabili indeterminate: mutano e tendenzialmente diminuiscono per tutti con la differenza che questa mutazione e riduzione sembra più evidente per RAI. Qualcuno si pone il dubbio di perché avvengono questi fenomeni? Per il momento, si accontentano di votare il bilancio all’unanimità.

Fantasma Numero D: quello dell’Opera. Si tratta di un’opera buffa, comica, tragica o drammatica a scelta del Teatro dove si svolge: la Scala di Milano o il San Carlo di Napoli, passando per Firenze. Nei giorni scorsi un soggetto del tutto disinteressato al “businessseeeee”, un filantropo amico del Servizio Pubblico, un certo Giancarlo Leone presidente APA (Associazione Produttori Audiovisivi) si è giustamente lamentato del fatto che da mesi “… tutti i progetti di intrattenimento, fiction, documentari, animazione siano bloccati in attesa di una soluzione al vertice che, evidentemente, non c'è. Ciò costituisce un danno enorme per la stessa Rai”. Ha ragione, senza dubbio. Colpisce al cuore del problema che molti fanno finta di ignorare e che ha portato a far schierare tutta l’Azienda a scioperare il prossimo 26 maggio contro questo vertice, contro tutto questo vertice, del quale, ovviamente, fa parte anche il CdA che ha votato il “pareggio di bilancio” con grande senso di responsabilità. Se è vero che la Rai è paralizzata e se questo blocco produce un danno immediato e futuro qualcuno ne sarà pure responsabile o no?

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