mercoledì 19 aprile 2023

AGGIORNAMENTO !!! RAI: la guerra per bande dei Cavalieri solitari e senza destino

Foto di ha11ok da Pixabay

Vecchio volpone, tondini di ferro del 16 sullo stomaco, “smagato” come si dice a Roma o “furbetto del VII piano” del presente o del passato. Questa l’immagine che abbiamo del nostro interlocutore che, dopo il Post di stamattina sullo stupore, ci ha chiamato per uno scambio di battute. Ovviamente, non riferiremo nulla che possa avvicinare a riconoscerlo, tra gli attuali e i precedenti inquilini del Palazzo di Viale Mazzini. Epperò ci dice cose interessanti, forse utili a rispondere a tanti interrogativi su quanto potrà avvenire a partire da domani. 

Cerchiamo di riportare fedelmente il senso della chiacchierata da poco conclusa.

“Di cosa ti stupisci? Del fatto che da tempo si suona la grancassa sulla “destra” che avanza e che ha fame di poltrone? Del fastidioso rumore di fondo alimentato e soffiato ad arte su Fuortes che se ne va o no? Ma di quale destra parli … hai la memoria corta e ti sei già dimenticato di tutta la destra che da anni ha occupato Viale Mazzini … ti sei dimenticato degli anni passati e dei personaggi che hanno gestito la RAI di destra e non se ne sono mai andati? E poi, basta con questo pistolotto di “destra e sinistra” che da qualche giorno hai sollevato: chi sarebbero i dirigenti di “sinistra” contrapposti a quelli di “destra??? Fammi qualche nome e ne parliamo”.

Andiamo avanti: “La situazione, per paradossale che possa apparire, è quella di una guerra per bande dove sono saltati i criteri di “quota” politica ed è in crisi il sistema generazionale, culturale, di gestione dell’Azienda. Quella incorso non è tanto una contesa politica tra i vari  Lega, Pd o altri ma tra una “vecchia” generazione di dirigenti interni che non vuole scalzare e una “nuova” che non riesce a prendere posto. E per dirla tutta, tra la vecchia generazione, alcuni hanno perfettamente consapevolezza che questo potrebbe essere l’ultimo treno per Yuma, quello dove si trasporta il prigioniero che si vorrebbe liberare. Non dimenticare che da alcuni anni a questa parte poi sono usciti, più o meno volontariamente, dirigenti esperti, autorevoli e capaci quanto “silenziosi” e non sono stati ricambiati non tanto nelle rispettive posizioni, quanto nell’esperienza che avevano maturato. L’Azienda si è impoverita nella sua cultura e nella sua struttura ed ha lasciato spazio a cordate politiche a scapito di quelle professionali ed esperte. Quello che stamattina hai definito “stupore” altro non è che una tua incomprensione di un fenomeno semplice: c’è un partito interno a Viale Mazzini che vorrebbe cambiare subito e impadronirsi del malloppo, prima che sia troppo tardi, e alimenta gossip, soffietti, articoletti vari. Un altro partito che rema contro perché sa bene che deve guadagnare tempo per avere speranza di posizionarsi meglio in un prossimo futuro. Infine, c’è un terzo partito più politico e meno generazionale allo sbando che non sa più che a che santo votarsi: ha perso i riferimenti (il PD) e guarda alla finestra il suo disfacimento”.

Avanti ancora: “Caro Bloggorai, ti leggo con attenzione ma spesso fai pipì fuori dal vasino. Perdi tempo quando ti occupi di “taglia e cuci” come definisci quelli che si occupano di caselle e di posizioni da occupare. Se non riesci a comprendere le grandi linee, i movimenti che guardano avanti e non affianco o indietro, rimani tagliato fuori e certo allora che “non capisci e ti stupisci”.

La chiacchierata si conclude “Lo scrivi tante volte: i processi e le dinamiche di Viale Mazzini vanno letti nello loro semplicità, nella riduzione ai minimi termini, essenziali. Quando ci si impertica o infervora a voler osservare la complessità si perde di vista la naturalità. Fuortes e alcuni dei sui fedelissimi non appartengono a nessuno dei partiti di cui sopra. In parte sono esterni proprio alla logica del Palazzo e dei suoi riti e miti, e in altra parte non hanno lo “standing” per farsi percepire come appartenenti ad un “partito” quale che esso sia, generazionale o politico”

Chiosa finale: “Sai bene che la rottura generazionale sta per concludersi: nel giro di pochi mesi chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato … molti usciranno di scena e solo allora si faranno i conti su chi gestirà la RAI per i prossimi 5 anni, quelli cruciali!!!”.

Grazie … cordiali saluti! Ne terremo conto.

bloggorai@gmail.com

 


 

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