domenica 23 aprile 2023

Alla RAI stanno bucando i palloncini e lo chiamano "pareggio di bilancio"


Dobbiamo ammettere di avere una soglia di “senso di responsabilità” molto bassa, labile e fragile e siamo pure alquanto permalosi e ci gira facilmente tutto quello che può girare in circostanze avverse. Basta uno starnuto di criceto, un soffietto primaverile, due righe sul giornale e … puffete …come un palloncino bucato da un pupo dispettoso, tutto l’entusiasmo di giovedì scorso quando abbiamo partecipato con VIVA E VIBRANTE PARTECIPAZIONE al voto sul bilancio è svanito di colpo ed ha lasciato spazio ad un certo giramento di palpebre.

E già, perché a fronte di un Comunicato (immaginiamo sottoscritto con vivo e vibrante ardore) dove si legge che “Nel 2022 il Gruppo Rai si conferma al primo posto nel mercato televisivo con il 36,7% di share sull’intera giornata e il 37,9% sul prime time, con una chiusura di anno in crescita grazie anche alla programmazione dei Mondiali di Calcio in Qatar. Rai1 conserva la leadership sia nelle 24 ore (18,2%) sia in prima serata (20,5%) e la Rai svetta nelle classifiche dei programmi per generi, monopolizzando quella per la fiction”.

Succede che non passano nemmeno poche ore che ti esce il 1° Osservatorio 2023 sulle Comunicazioni 2023 di AgCom (ovviamente... ovviamente ... non he ha scritto quasi nessuno) dove si legge che, a fronte di un calo generalizzato degli spettatori negli ultimi quattro anni del 13% nel prime time e dell’11,2% nel day time, questa la situazione a confronto RAI e Mediaset:

GIORNO MEDIO - PRIME TIME 

telespettatori in mln – var. % 2018-2022

RAI                         -13,9%

Mediaset                 - 4,1%

GIORNO MEDIO – INTERO GIORNO

RAI                        -12,7%

Mediaset                - 1,5%

SHARE PRIME TIME

RAI                        - 0,4%

Mediaset                + 3,4%

SHARE DAY TIME

RAI                        - 0,7%

Mediaset                + 3,6%

Vi risparmiamo per ragioni di spazio gli altri dati che non sono meno significativi. Oltre a girare le palpebre, tanto per gradire, poniamo una domandina semplice semplice: ma non succede nemmeno per sbaglio che qualcuno si ponga il dubbio che qualcosa non torna e che il “pareggio di bilancio” di per se è una foglia di fico che cela ben altri problemi? A nessuno viene mai in mente di provare a chiedersi se questo fenomeno del calo degli ascolti è ineluttabile e in che modo si può provare a fronteggiarlo che non sia mandando in replica Montalbano all'ennesima potenza?

Allora ci viene il dubbio che forse ci siamo sbagliati e che non riusciamo a spiegare in giro perché abbiamo aderito al voto unanime sul bilancio con tanto fervore. E se ci fossimo astenuti oppure, meglio ancora, votato contro? Cosa sarebbe successo tale da mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’Azienda? Lo ammettiamo: non abbiamo strumenti e conoscenza di fatti, circostanze e riflessioni che ci hanno indotto a fare il regalino di Primavera a Fuortes senza nemmeno porre un dubbio di circostanza.  

Per tutto il resto ... ovvero sulla saga del “Se ne va o no ..se ne va si o no???” non ci sono novità (con viva e vibrante preoccupazione di chi scalpita a Viale Mazzini) e però registriamo un curioso fenomeno: lo schieramento della carta stampata sulla contesa. Da un lato i corifei alimentati da soffietti interni sul “se ne va certo che si” dall’altro ci sempiterni dubbiosi del “Forse, vedremo, dipende … la Meloni è incerta, deve vedersela con la Lega”. Provate ad indovina La Stampa da che parte pende e provate a chiedervi il suo direttore di chi è grande amico. Piccole beghette, antiche amicizie e facili vendette.

bloggorai@gmail.com

 

Nessun commento:

Posta un commento