mercoledì 27 luglio 2022

Lettera aperta ai Consiglieri Rai: tra "focus" e "fumus"


 

Gentili Consiglieri di Amministrazione Rai,

come vi è ben noto, la Legge vi assegna notevoli responsabilità nel difficile compito di gestione del Servizio Pubblico. Ve le assegna in forma dettagliata e formale, ma anche in forma indiretta per quanto attiene l’onere “morale” di tutelare un prezioso bene collettivo e gli utenti del servizio che la Rai eroga in cambio di un canone pagato obbligatoriamente dai cittadini.

Per quanto noto, domani vi potrebbe essere sottoposto al voto il solo Piano Immobiliare come parte del Piano industriale. Sempre che non si voglia forzare ulteriormente l’iniziativa proponendo il voto complessivo sui due Piani.  Potrebbero essere utili alcune riflessioni con l’auspicio che il voto di domani possa rispondere pienamente alla premessa di cui sopra.

1. Avete scritto nella lettera inviata recentemente all’AD e alla Presidente che “…facendo presente di condividere l'urgenza del via  libera al piano immobiliare per l'impatto sulla sicurezza, sulle  condizioni dei lavoratori e sulla sostenibilità finanziaria e  ambientale, ma anche di ritenere necessaria una condivisione ampia con sindacati e istituzioni sia sul piano immobiliare che su quello  industriale”. C’è un “anche” che dovrebbe sottolineare un punto fermo della vostra azione: il doveroso confronto con le Istituzioni che, purtroppo, ancora non è avvenuto.  Non si tratta di una “carenza” irrilevante: come vi è ben noto, le Istituzioni sono il vostro editore, rappresentano il Parlamento e quindi i cittadini. Non è irrilevante fare “occasionalmente” a meno delle Istituzioni approfittando della grave crisi che si è determinata.

2. E’ stato detto e ripetuto più volte in autorevoli sedi (vedi il recente Convegno CNEL) e non ultimo nel documento  che la Presidente Soldi avrebbe letto in Vigilanza nell’Audizione (poi saltata) dello scorso 21 che “ … per una particolare coincidenza di tempi, ci si presenti l’occasione di allineare e far agire sinergicamente piani di azione diversi, che riguardano il futuro dell’azienda. Uno di questi, del tutto cruciale, è il Contratto di Servizio”. Nella stessa occasione si doveva presentare il documento “Piano Industriale 2023-25 e Focus sul Piano Immobiliare” dove si legge chiaramente (pag. 8) che “Il Piano prevede in parallelo una profonda evoluzione di tutti i principali Fattori Abilitanti: immobiliare, etc.” Si tratta dunque di un “fattore abilitante” correlato e subordinato a tutta l’architettura dello stesso Piano. Non si comprende quindi la sua estrapolazione e centralizzazione non solo rispetto agli altri ”fattori abilitanti” che pure hanno notevole peso ed incidenza (risorse umane) ma anche rispetto ad altre possibili iniziative gestionali di non minore importanza di cui più avanti proponiamo una riflessione.  

3. Per quanto detto prima il Contratto di Servizio è la doverosa cornice entro la quale disegnare il Piano industriale. Come ampliamente noto, l’iter della sua approvazione era già lungo e tormentato prima della crisi politica e potrebbe esserlo oggi ancora di più, in considerazione della oggettiva debolezza di interlocuzione con le istituzioni competenti. Si realizza dunque un corto circuito che rende difficile immaginare che si possa porre mano alla soluzione dei gravi problemi Rai a partire dalla coda e non dalla testa. Vi è bene noto che la prima e forse più rilevante “emergenza” del Servizio Pubblico si riferisce al canone, risorsa fondamentale sulla quale, al momento, gravano minacce importanti sul suo futuro. Come è stato osservato dalle Organizzazioni Sindacali ai quali è stato presentato il Piano “ … il vero punto interrogativo di tutto il Piano Industriale illustrato, è la assoluta mancanza di certezza delle risorse che dovrebbero finanziare questo ambizioso programma. A domanda specifica, l’Amministratore Delegato non è stato in grado di dare risposte certe relativamente alla permanenza del Canone in bolletta…”. Si osserva che mentre sul Piano Immobiliare si accende un "focus" al contrario sul tema canone  si osserva il “fumus”.  Vedi pure le recenti notizie su quanto avvenuto in Francia e su quanto avverrà il prossimo anno in Gran Bretagna.

4. Come vi bene noto, l’Azienda vive non di solo conti e finanza ma anche di contenuti e proposte editoriali che pure hanno notevolissimi riflessi sulla gestione economica. Come vi è benissimo noto e come la Presidente ripete costantemente, la Rai ha l’obbligo di rivolgersi a tutti i cittadini e non solo alle fasce più “mature” come ormai sembra consolidarli la tendenza (vedi ultimo Report AuditelTotalAudience). Si tratta quindi di evidenziare e concentrare energie e attenzioni che invece non emergono pubblicamente. Non si è a conoscenza di un “focus” informazione che pure è certamente un ambito che assorbe risorse pregiate in termini umani ed economici. Non è dato sapere nulla di un “focus” editoriale che possa prevedere (come è chiaramente scritto all’art.25 del Contratto di Servizio tutt’ora in vigore) la possa prevedere la “rimodulazione del numero dei canali non generalisti”.

Gentili Consiglieri, è comprensibile sostenere che il Piano Immobiliare possa rispondere a criteri di “ … impatto sulla sicurezza, sulle  condizioni dei lavoratori e sulla sostenibilità finanziaria e  ambientale”. Ma si tratta di legittimi e condivisibili criteri che sono presenti “a priori” ovvero sempre e comunque, indipendentemente da un “focus” specifico che li vorrebbe separare dal loro contesto della gestione ordinaria aziendale e ancor più collegato a dinamiche esterne all’Azienda (mercato Immobiliare in primo luogo) che lo rendono di non facile ed immediata attuazione.  

Con l’auspicio di aver potuto dare un piccolo contributo utile al buon fine delle scelte che vi accingete a compiere, un cordiale saluto

Bloggorai

1 commento:

  1. Saluti!
    Sono Dalia Ricci, nata nel novembre 1952 a Livorno, titolare di un'azienda commerciale.
    Non avendo figli, ho perso mio marito durante la crisi pandemica.
    Emarginata, sono affetta da un tumore al cervello e, secondo gli esami medici, questa malattia porrà fine alla mia vita.
    Per beneficiare della grazia che Dio mi ha concesso e per ottenere il favore divino, il mio padre religioso e guida spirituale mi raccomanda di offrire la mia eredità.
    A tal fine, desidero adottare il mio amorevole cane Mila in una famiglia e donare la somma di 332.000 euro.
    Sperando che la mia nota possa esservi utile, vi prego di scrivermi al mio indirizzo e-mail qui sotto per una conversazione franca e onesta per saperne di più su questa donazione.
    Daliaricci10@gmail.com
    Grazie.

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