Questo nuovo Post deve essere letto a seguito del precedente
di questa mattina.
Le dichiarazioni che abbiamo letto oggi su Il Foglio dall’AD
Rai Giampaolo Rossi meritano uno “speciale” di Bloggorai. Leggiamo il testo
originale: “Adesso RaiTre è diventato un'altra cosa quindi quel pubblico che
ha una forte caratterizzazione potremmo dire ideologico-culturale si è
trasferito su la7 da amministratore delegato della RAI lo rivendico come un
grande successo mio”.
A nostro avviso si tratta di affermazioni di una gravità, di
una rilevanza politica mai lette prima. L’AD Rai rivendica come “mio” lo
smantellamento editoriale di Rai Tre, la cessione di un patrimonio di
telespettatori, di offerta editoriale unica, originale e indispensabile peraltro
necessaria a garantire il famigerato “pluralismo" tanto declamato. Rossi
si è fatto la “sua” riforma dell’Azienda, ad immagine e somiglianza del “suo” governo
alla faccia dell’EMFA e di quanto espressamente indicato nella precisa
indicazione comunitaria e di quanto pure indicato nella riforma del ‘75. Rossi,
peraltro, ha proseguito ed alimentato un processo di progressivo indebolimento
di Rai Tre, è bene ricordarlo, avviato da anni con l’agevolazione all’esodo di tante
firme e prodotti che hanno segnato la cifra editoriale di Rai Tre e che,
appunto, hanno avuto poi successo in altre reti e, segnatamente, su La7.
Ora sono trascorse già diverse ore da quando il Foglio è andato in edicola e da quando Bloggorai lo ha ripreso alle 9.33. Da allora, alle 12.04, è uscito con un Comunicato stampa “solo” il consigliere Roberto Natale che, nota bene, premette “…una condivisibile rivendicazione del ruolo del servizio pubblico come pilastro dell'industria nazionale dell'immaginario…”. Sono state necessarie ore per dire che le affermazioni di Rossi sono inaccettabili, irricevibili e insopportabili.
Non c’
è nulla da premettere e tanto meno da condividere: c’è solo da promuovere una iniziativa
politica, forte, credibile e convincente in grado di fronteggiare questa deriva
del Servizio Pubblico e, se necessario, con le dimissioni immediate. Come si può
“condividere” il ruolo del Servizio Pubblico con chi cerca invece di smantellarlo?
Il Comunicato, nota bene, è firmato “solo” da Natale. E l’altro
consigliere di Majo espresso dal M5S? e il consigliere nominato dai dipendenti Di
Pietro? E poi ancora: i partiti di opposizione? Il PD cosa dice su questo tema?
E AVS ??? Con tale rilevanza, un “comunicato” stampa non può essere
sufficiente.
Per mercoledì prossimo è convocata la Vigilanza alle 8.15. Vedremo
cosa farà l’opposizione.
Ps. Oggi c’è da dire ancora molto su RaiTre e, in particolare, sul “giornalismo d’inchiesta” fatto “fuori” casa. Ieri sera è andata in onda una pregevole puntata di Presa diretta di Riccardo Iacona, un giornalista ormai “esterno” alla Rai, come pure la Maggioni con la “sua” personale Newsroom. Non abbiamo certezza se il giornalista autore del servizio su “Trump, l’uomo di Dio” sia un interno Rai. Ne parleremo.

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