domenica 28 giugno 2026

Il Titanic, la Rai e le FAST Tv

By Bloggorai ©

Oltre le innumerevoli repliche di Don Matteo, di Montalbano, della Principessa Sissi, della seria di Piedone lo Sbirro, della fiction con i tanti magistrati e investigatori privati (con buona pace degli ossessionati di Garlasco) o dei vari Amadeus che entrano o escono dalla Rai o del futuro della Sciarelli e del direttore Coletta che la potrebbe sostituire (???) o delle varie trasmissioni flop della cosiddetta Telemeloni c’è molto, c’è tanto di più ed è pure molto più interessante da scoprire.

Il nuovo mondo del sistema mediatico audiovisivo, la nuova era, è già oltre la Rai e del Servizio Pubblico come è tradizionalmente intesa. L’assioma classico “informare, educare e divertire” sul modello BBC non è più un’esclusiva della Rai e lo stesso fondamento originario, la tutela dello Stato delle frequenze di trasmissione, non è più un dogma.

Il “pianeta” Rai fondato sulla diffusione digitale terrestre è destinato all’estinzione come i dinosauri: non è un problema di se avverrà ma solo di quando potrà avvenire. Alla recente conferenza di Dubai WRC-23 è stata confermata per l’Italia sino al 2031 l’uso della banda 470-694 MHz per le trasmissioni televisive da parte dei broadcaster con un possibile rinvio al 2034 per un nuovo aggiornamento di calendario. L’OfCom (equivalente della nostra AgCom) in Inghilterra prevede che “… la audience dei canali TV programmati tramite DTT scenderà dal 62% dei programmi nel 2023 al 22% entro il 2040” vedi https://www.key4biz.it/il-digitale-terrestre-verso-lo-switch-off-in-uk-la-bbc-finira-soltanto-su-internet/490343/  . Lo “switch off” ovvero il sorpasso del broadcast sullo streaming è dietro l’angolo e, nel frattempo, andrà a regime un lungo periodo di ibridazione. Si tratta di “l’era dello streamcasting, dove il broadcasting della Tv tradizionale si ibrida e si fonde col mondo digitale delle piattaforme di streaming” e vedi il recente rapporto presentato al Senato lo scorso febbraio https://www.corriere.it/economia/eventi/26_febbraio_13/televisione-cresce-il-consumo-sui-device-ma-tiene-la-tv-tradizionale-1e24623c-0dd9-40e5-99e2-69c417185xlk.shtml   .

Oltre ai “telco” ci sono poi gli operatori “hard” (esempio classico Samsung) che tende a divenire “editore”. Le frequenze tv sono un “bene” di rilevanza strategica e sono molto appetite dagli operatori Telco che se le contendono a colpi di miliardi. Oggi, la totalità delle tv in vendita è anzitutto “smart” ovvero connessa alla rete e solo in subordine accede alle reti generaliste satellitari. Il menù che compare all’accensione è anzitutto mirato ai nuovi canali FAST (Free Ad-Supported Streaming TV) che in buona sostanza sta ad indicare una modalità di fruizione televisiva in streaming completamente gratuita e sostenuta dalla pubblicità (tanta), laddove non è prevista alcuna modalità di abbonamento pay o sottoscrizione di un account. In Italia sono già molti i canali e contenuti offerti dai vari operatori come Pluto TV, Samsung TV Plus, LG Channels, Rakuten TV etc. Ognuno di loro offre un palinsesto lineare talvolta ricco di contenuti appetibili al grande pubblico: musica, documentari, film, arte e cultura per ogni tipo di pubblico (non solo “over” di Rai).

A tutto questo, ed altro ancora, si aggiunge pure il “nuovo “mondo dell’ascolto non riconosciuto e pure poco stimato. Auditel lo certifica a circa 2 mln nel giorno medio e distribuiti su vari device: tablet, pc, cellulari etc, dove si gioca e si consumano contenuti brevi e facilmente accessibili. Non è poco: vedi recente report Auditel gennaio-marzo 2026.

Ieri un ex collega, esperto ed autorevole, ci ha inviato una immagine artificiale con il titolo “Titanic” dove si vedeva una nave con il nome Rai sulla fiancata. No, per ora e molti anni ancora, la Rai non affonderà ma potrà solo sopravvivere senza una rotta e senza una “sala comando” in grado di dirigerla da qualche parte, quale che essa sia.

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