venerdì 26 giugno 2026

Altri tempi, altra Storia, altra RAI...altri mondi possibili

By Bloggorai ©

Amo la radio perché arriva dalla gente
entra nelle case
e ci parla direttamente
e se una radio è libera
ma libera veramente
mi piace ancor di più
perché libera la mente.

Esattamente 50 anni addietro, il 25 giugno 1976, la Corte Costituzionale rende nota la storica sentenza n.106 con la quale si sancisce la fine del monopolio Rai sulle trasmissioni radiofoniche e, poco dopo avverrà lo stesso per quelle televisive.

Il “modello tolemaico” che vedeva la Rai al centro dell’universo mediatico si è infranto con il nuovo modello copernicano: tanti soggetti, tante emittenti, tanti editori e tanta informazione diversa e alternativa. Nascono le “radio libere” e Bloggorai era lì, direttamente e fisicamente a Roma, nella storica sede di Piazza Vittorio 46 sulla frequenza di 97.700Mhz, insieme a tanti delle sue lettrici e lettori attuali. Eravamo lì, nel cuore di una mutazione genetica, culturale politica oltre che giornalistica che ha lasciato un segno. Quale che sia questo segno e come possa avere inciso nella “nuova era” che si stava profilando forse è ancora presto per comprenderlo bene. 

Certamente ci siamo inventati linguaggi, contenuti e “modelli narrativi” che hanno fatto scuola: le rassegna stampa con i giornali commentati alle prime ore del mattino e le agenzie cartacee andate a prendere in terza copia alla redazione di Lotta Continua a via Dandolo. Le “dirette” dalle manifestazioni del ’77 fatte dalle cabine telefoniche con i gettoni. Gli infiniti dibattiti di “Psicanalisi contro” e di “Radio Donna”. E la notte si metteva il gigantesco “Revox” con le bobina di musica registrate su nastro e qualcuno di noi, quando si interrompeva, doveva correre a sostituirlo o riparlarlo per non dire delle corse verso Monte Cavo, poco fuori Roma, a ripristinate il vecchio trasmettitore FM o rimettere in linea l’antenna. E, infine, in redazione avevamo un televisore, bianco e nero, dove abbiamo assistito alle prime trasmissioni delle Tv private e sappiamo poi come è andata.

Insomma, tanta storia. In quello stesso anno il PCI di Berlinguer vince le elezioni.

Nulla succede mai per caso e quel sistema tolemaico andato in frantumi nel ’76 oggi ha preso una forma compiuta e impensabile a quel tempo. Oggi la radio e la Tv sono solo una parte di un sistema complesso e dinamico tutto ancora da sviluppare. Oggi anche Bloggorai talvolta è indotto a ritenere che il mondo inizia e finisce tutto intorno al cavallo di Viale Mazzini che, non è un caso, oggi è un antro chiuso e polveroso in attesa di un suo restauro che chissà quando potrà essere terminato. 

Siamo ancora indotti a dibattere e ritenere che ci sia un “servizio pubblico” di un lontano passato da tutelare e difendere e non generico ma segnatamente “questo” SP, ovvero questo modello di SP ormai pressoché ibridato dal modello concorrente di “servizio privato”. Non riusciamo a porci domande e interrogativi (e trovare possibili risposte) su cosa, quando e come si possa immaginare un Servizio Pubblico diverso e alternativo a quello attuale metre ci arrampichiamo sugli specchi di una improbabile e lontana riforma. 

Nel nuovo universo copernicano del sistema dei media ruotano pianeti e satelliti destinati a viaggiare verso Marte e questa Rai, questo Servizio Pubblico guidato da questa destra di Governo, stanno ancora a gingillarsi con il Premio Agnes e i “comunicati stampa del giorno dopo” di qualche consigliere in vena di protagonismo. Qualcuno parla di “Hyperscale” improbabili quando altri pensano ai cloud satellitari. Qualcuno ha ancora in mente RaiNews24 quando nuovi editori pensano alla CNN “made in Italy”. Qualcuno si preoccupa di che fine farà “Chi l’ha visto” e così via mentre oggi leggiamo il titolo de Il Giornale Temptation Island batte i mondiali. Corna contro calcio. Meglio di un gol c'è solo un falò: il reality show trionfa nella gara degli ascolti. Ci sono sempre vittorie sconfitte ma con molto più dramma i personaggi sull'isola mettono in scena un dispositivo narrativo simile al romanzo ottocentesco più potente di qualsiasi tipo”. Già, di qualsiasi tipo.

Detto tutto questo, Bloggorai sta meditando di cambiare nome. Potrebbe non avere più senso un Blog di sola Rai.

bloggorai@gmail.com  

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